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La Top 10 dei cocktail più instagrammati

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Arriva per tutti i viaggiatori incalliti il momento in cui si assaggia un piatto o si beve una bevanda tipica nel paese d’origine e ogni volta…è una vera esplosione di sapori! Questo vale anche per i cocktail più famosi, che oggi è possibile bere in ogni dove, ma che dietro hanno una lunga storia e vengono da luoghi lontani o esotici. Degustare un Mojito a Cuba, una Pina Colada a Porto Rico o una Caipirinha in Brasile ha decisamente tutto un altro gusto. E come non immortalare un drink delizioso, specialmente quando si è in vacanza? Ecco perché Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha deciso di stilare una lista davvero trendy dei cocktail più amati su Instagram con il loro luogo d’origine, così da sapere esattamente dove provarli e scattare una foto!

Ecco la lista dei cocktail più instagrammati al mondo:

1. Mojito: #5.672.376 hashtag – Cuba
Al primo posto di questa classifica decisamente frizzante si trova il mojito con più di 5 milioni e 600mila hashtag! Amato (e fotografato) da molti, questo cocktail riempie sicuramente il cuore e le serate di molti amanti del divertimento, che amano berlo in compagnia e condividerlo su Instagram. Originario de l’Havana, Cuba, si può dire che il mojito abbia iniziato la sua ascesa verso la popolarità verso il 1930, arrivando oggi ad essere conosciuto in tutto il mondo. Gli ingredienti tradizionali di questo cocktail amatissimo sono: rum bianco, zucchero di canna, lime, menta e acqua di Seltz.

Bevitore seriale di Mojito: Ernest Hemingway, sua sarebbe forse la frase “My mojito in La Bodeguita, My daiquiri in El Floridita”, presente nel locale Bodeguita del Medio di Attilio De la Fuente, solo uno tra i nomi che compaiono nella controversa storia della nascita del mojito.

2. Sangria: #3.261.103 hashtag – Spagna
Al secondo posto si trova la sangria, cocktail spagnolo famosissimo tra turisti e non, con più di 3 milioni e 260mila hashtag. Questo drink delizioso è composto da: vino, spezie e frutta di vario tipo in base alle diverse regioni. Il nome deriva dalla parola “sangre”, che significa sangue, dato che spesso la base della sangria è il vino rosso. In Catalogna, però, si usa anche il vino bianco o lo spumante, dando vita alla “sangria de cava”. E’ difficile dare un’esatta collocazione alle sue origini ma si dice che fosse una bevanda popolare in Spagna, Grecia e Inghilterra. Probabilmente un drink predecessore della sangria è stato creato addirittura nei Caraibi!

Bevitori seriali di Sangria: Non si sa esattamente se amino la sangria quanto la musica ma sicuramente la celebrano a dovere Pharrell Williams e Camila Cabello con il singolo Sangria Wine, al ritmo di: “because it’s so awesome how she move her body, she do the sangria wine!”

 

 

3. Gin and Tonic: #3.238.385 hashtag – Regno Unito
Al terzo posto si posiziona un altro grande classico: il gin and tonic. Si tratta di un cocktail della classe “highball” a base di gin, con acqua tonica e una generosa parte di ghiaccio! Solitamente viene decorato con una fetta di lime. Questo cocktail fresco e popolarissimo è stato introdotto per la prima volta nel XVIII sec. dalla Compagnia britannica delle Indie orientali, quando un medico scozzese, George Cleghorn, stava studiando gli effetti della chinina sulla malaria. Da qui l’idea di rendere più piacevole il sapore di questa “cura” con zucchero, gin e lime e così…il gin and tonic era nato!

Bevitore seriale di Gin and Tonic: Una delle amanti del gin and tonic è niente meno che J.K. Rowling, che tra una storia fantastica e l’altra, trova il tempo di godersi un tradizionalissimo cocktail. Forse saranno un po’ dispiaciuti i fan di Harry Potter e della burrobirra!

4. Piña Colada: #1.764.009 hashtag – Porto Rico
La piña colada si trova al quarto posto e non poteva essere altrimenti. La sua dolcezza a base di rum, crema di cocco e succo di ananas è capace di far innamorare davvero tutti. Decorata con una fetta di ananas o una ciliegia al maraschino, la sua fama precede la sua bontà. Ci sono diverse storie sulla sua origine, una di queste vede protagonista il pirata portoricano Roberto Cofresí, che per tirare su il morale ai suoi marinai, offrì loro una prima versione del famoso cocktail. Fatto sta che nel 1978 la piña colada fu proclamata cocktail ufficiale di Porto Rico e iniziò la sua ascesa verso la popolarità.

Bevitore seriale di Piña Colada: Tra gli amanti del dolce cocktail, c’è la famosissima attrice Jennifer Lawrence, che pare abbia anche chiesto di avere della piña colada alla spina al suo tavolo, durante i Golden Globes nel 2013.

5. Bloody Mary: #1.751.434 hashtag – Francia
Al quinto posto si fa strada il Bloody Mary, con più di un milione e 750mila hashtag. Il cocktail a base di vodka, succo al pomodoro, spezie, salsa Worcestershire, sedano, aglio, erbe, olive, limone, sale e pepe viene solitamente consumato di mattina o nel primo pomeriggio e si dice sia la cura perfetta dopo una sbronza. Si dice che il barista francese Fernand Petiot inventò il bloody mary nel 1921 in un bar, che diventò successivamente l’Harry’s New York,a Parigi, luogo d’incontro di immigrati americani, tra cui Ernest Hemingway. Il nome deriva dalla spietata regina Maria I d’Inghilterra, spesso proprio soprannominata “Bloody Mary” (Maria la Sanguinaria).

Bevitori seriali di bloody mary: Sicuramente tutti siamo diventati più propensi a bere il Bloody Mary dopo l’uscita della pellicola con Leonardo Di Caprio, il Grande Gatsby. Qui viene rappresentata l’era del jazz, della trasgressione e della prima volta in cui questo delizioso cocktail venne mixato! Chi non vorrebbe prendere un bel bloody mary proprio con Gatsby in persona?

6. Aperol Spritz: #1.442.207 hashtag – Italia
Al sesto posto si posiziona anche un cocktail tutto italiano con più di un milione e 400mila hashtag. E quale poteva essere se non l’amatissimo Aperol Spritz? A base di prosecco, aperol e acqua tonica, questo cocktail è il simbolo dell’aperitivo italiano e non. Nato a Padova nel 1919 dai fratelli Barbieri, si  fatto strada tra il Veneto e il Friuli con successo. Dopo l’acquisizione di Aperol dal Gruppo Campari, è stato definito come il drink perfetto per le occasioni speciali, incrementando le sue vendite fino a quattro volte! Nel 2019 è stato anche nominato al nono posto tra i migliori cocktail al mondo ed è tutt’oggi il simbolo stesso dell’aperitivo.

Bevitore seriale di Aperol Spritz: Questo drink è amato davvero da moltissimi, tra questi l’attore inglese Benedict Cumberbatch, che ha confessato il suo amore per uno dei tanti simboli culinari d’Italia: l’Aperol Spritz! Non ci si poteva certo aspettare di meno da un talento come lui.

7. Michelada: #1.282.453 hashtag – Messico
Al settimo posto si trova una delle versioni meglio riuscite del Bloody Mary: la Michelada, con quasi un milione 300mila hashtag. Questo cocktail è una cerveza preparada, a base di birra, succo di lime, salse piccanti, spezie, succo di pomodoro e peperoncino. Ci sono diverse mariante in tutto il sud America. Tra le varie teorie sulla sua origine, si dice sia nato perché Michel Ésper dagli anni 60, continuava ad ordinare la sua birra con lime, sale, ghiaccio e una cannuccia al Club Deportivo Potosino a San Luis Potosì in Messico. I membri del club hanno iniziato a chiamare questa birra “limonata di Michel”, da qui il nome Michelada.

Bevitore seriale di Michelada: Sembra proprio che la Michelada non fosse apprezzata solo da Michel, ma anche dal cantante messicano Carlos Rivera, che addirittura ne ha bevuta una on air in un programma radiofonico un paio di anni fa.

8. Caipirinha: #1.248.197 hashtag – Brasile
All’ottavo posto si trova la Caipirinha con più di un milione e 200mila hashtag. Conosciuto come il cocktail nazionale del Brasile, viene fatto con cachaça, un liquore distillato molto comune in Brasile, zucchero e lime. Il drink viene preparato mixando la frutta e aggiungendo il liquore. L’origine di questo delizioso cocktail non è chiara, ma si dice che nacque agli inizi del XX sec. in Portogallo, nella regione dell’Alentejo, per chi aveva contratto l’influenza spagnola. Il nome del cocktail deriva da “caipira”, nome usato per chiamare la popolazione delle zone rurali. Una delle variazioni più famose del cocktail è la Caipiroska, in cui la cachaça viene sostituita dalla vodka.

Bevitori seriali di Caipirinha: Sono stati avvistati più di una celebrity bere la caipirinha: Rihanna, Katy Perry, Madonna e Tom Cruise, alla mano una freschissima caipirinha, in spiaggia e non solo! Si può dire che siano stati davvero conquistati dalla cachaça.

9. Moscow Mule: #782.388 hashtag – Stati Uniti
Al nono posto spunta il Moscow Mule, con quasi 800mila hashtag. Questo cocktail, considerato un tipo di “buck” o “mule” appunto, è a base di vodka, ginger beer, succo di lime e viene solitamente servito in un bicchiere di rame, decorato con una fettina di lime. Ce ne sono tantissime varianti, ma la più bella è proprio la versione originale, con il contenitore caratteristico, fondamentale per mantenere freddo il drink, che parrebbe avere le sue origini a Manhattan nell’Hotel Chatham di New York, nel 1941. Tre amici John A. Morgan, John G. Martin, si trovavano al bar dell’hotel e quasi per gioco hanno mixato la vodka alla ginger beer…un po’ di lime e voilà, il Moscow Mule era nato!

Bevitore seriale di Moscow Mule: Niente meno che Oprah in persona è una dei fan sfegatati di questo cocktail fantastico! Pare abbia scoperto il suo amore per il Moscow Mule solamente nel 2011 e da allora…non l’abbia più lasciato!

10. Negroni: #772.460 hashtag – Italia
Chiude la classifica un altro cocktail italianissimo con più di 772mila hashtag. Il Negroni, a base di gin, vermouth rosso e Campari, viene elegantemente decorato con una buccia d’arancia ed è tra i preferiti di molti bevitori. Considerato un drink da aperitivo, venne creato nel 1920 a Firenze dal conte Camillo Negroni, che frequentava il Caffè Casoni. L’aristocratico usava ordinare un Americano, ma per variare, un giorno chiese al barista un nuovo cocktail a base di gin e acqua seltz. Questo nuovo cocktail venne chiamato “Americano alla moda del conte Negroni”, e nel tempo prese proprio il suo nome! Tra le tante varianti del cocktail, la più famosa è forse il Negroni sbagliato, che al gin preferisce lo spumante brut.

Bevitore seriale di Negroni: Tra gli amanti del Negroni, c’era anche l’amatissimo Anthony Bourdain, che teneva al cibo ma adorava anche questo cocktail. Pensava proprio che il Negroni fosse il cocktail perfetto “tre liquori assieme che non mi interessano particolarmente ma che messi insieme con una fetta d’arancia risultano perfetti!”

 

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Rose Tartare Bar, il nuovo bistrot in rosa a Trastevere

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Figlia, mamma e zia aprono a Roma un locale all day long con piatti colorati e fotogenici

Non sarà il pantone di questo 2020 ma di certo il rosa e tutte le sue sfumature hanno conquistato il mondo della ristorazione. Dalla carta da parati al colore degli ambienti, dai componenti d’arredo al design degli oggetti: tutto intorno diventa rosa. A Roma ha aperto Rose, un bistrot che evoca il tema del colore già nel nome e si carica maggiormente di significato quando si scopre che a gestirlo sono tre donne: Carlotta,  Alessandra e Fabrizia.

Rispettivamente figlia, mamma e zia, Carlotta Santacroce, Alessandra e Fabrizia Cichetti hanno investito in un progetto tutto al femminile che unisce l’amore per il bello e la passione per la buona tavola. La più giovane del trio è Carlotta, ventiseienne romana uscita da poco dall’Accademia di Costume e Moda che già durante il proprio percorso universitario si lasciava ispirare dai suoi viaggi e dalle foto collezionate. Berlino, Amsterdam, Barcellona e Londra sono state le principali capitali europee che hanno contribuito a disegnare, almeno nella sua testa, il progetto di Rose – Tartare Bar. A dare forma e colore al sogno di Carlotta, le sue due socie: Fabrizia in qualità di interior designer ha sviluppato l’experience di Rose tra funzionalità del concept e senso estetico, mentre Alessandra, con una forte passione per la cucina, ha creduto fin da subito nelle ambizioni della giovane artista e imprenditrice.  Be faithful to your dreams è, infatti, il claim con cui Rose valorizza la filosofia del locale, un luogo dove ciascuno può trovare una propria dimensione. Per di più Carlotta ha una sorta di sesto senso per intuire le debolezze del singolo e per consigliare il piatto giusto per ogni desiderio. Estremamente trendy e cosmopolita, il bistrot trasteverino è in via Angelo Bargoni, esattamente dove la domenica mattina allestiscono il mercato di Porta Portese. Un luogo attento all’estetica, pensato per chi ama tornare nel posto dov’è stato meglio, o nel quale ha scattato le foto migliori per luce, composizione dei piatti, design.

Al suo debutto estivo Rose sarà aperto dal lunedì al sabato con orario spezzato 11.30-15.30 per il servizio del pranzo mentre il turno serale dalle 18 alle 23.30 coprirà aperitivo e cena. A secondo della stagionalità e della spesa, a pranzo si trova sempre una zuppa o un altro primo mai uguali al giorno precedente, ma anche il burger di scottona, di salmone o vegetariano e diversi appetizer come edamame, tortilla chips e guacamole home made, vegan o classic avocado toast, falafel di ceci e melanzane al profumo di curcuma con salsa chutney di mango, calamari in tempura con peperoncino e lime. Sono, invece, le tartare il vero core del menu, una preparazione che nasce in Medio Oriente e deve l’origine del nome alla popolazione dei tartari. Per contestualizzare la specialità anche a livello storico, la nascita della tartare si fa derivare proprio da questo gruppo etnico che, in continuo spostamento in lunghi viaggi, per ottimizzare i tempi di preparazione della carne la macinava sotto le selle dei cavalli, un consumo crudo approdato poi in Europa e che prima era, invece, totalmente inusuale. Rose, oltre alle tartare più comuni a base di salmone o tonno, ha inserito quelle con la ricciola, l’orata, la carne di chianina o di black angus, e un’altra totalmente veg con avocado, datterino giallo e rosso, basilico con hummus di barbabietola. Ruotano poi in base alla stagione, le portate principali del menu di Rose che valorizzano sempre le loro preparazioni crude declinate in tre primi piatti: gli spaghetti cacio e pepe con tartare di gamberi, i mezzi paccheri al profumo di limone con tartare di scampi e pistacchio o gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con tartare di orata. A queste varianti servite al piatto si aggiungono i bao buns o i tacos, confezionati nel laboratorio e riempiti al momento, o il pokè di riso ed edamame personalizzabile. A completare i piatti riso pilaf, verdure saltate nel wok, quelle del giorno e le chips.

Tutte le sere c’è l’aperitivo per proseguire con uno degli special dinner come il polpo a la gallega, il carpaccio di orata al profumo di agrumi o quello di ricciola con pomodorini, origano e basilico oppure il tataki di tonno. Nella cucina a vista c’è uno chef di origini indiane con un bagaglio di importanti esperienze nella ristorazione romana di pesce come La Rosetta, Molo 10 e Chinappi dove ha perfezionato preparazioni più elaborate tra cui l’aragosta e le cotture di altri pesci d’acqua salata inclusi spigola, salmone e tonno. Una carta di vini esclusivi e di etichette di nicchia, prevalentemente bianchi e rosé, completa l’offerta di Rose.

A partire da settembre Rose sarà operativo dalle 10 del mattino, un luogo ideale per fare sane colazioni, organizzare riunioni, allestire postazioni di lavoro fuori casa o gestire lo smart working in una sala che conta 35 coperti più le sedute al bancone di marmo. Qui le energie potranno ricaricarsi con caffè, cappuccini, estratti e latti colorati, una moda statunitense in voga sui social: una latte art realizzata senza coloranti artificiali aggiunti, a base di soya, avena, mandorla, riso o senza lattosio. Il beverage sarà accompagnato da pancakes, muffin, crostate, yogurt con granola o ricette più esotiche come l’acai bowl.

Contatti

Rose Tartare Bar
Indirizzo: Via Angelo Bargoni 62 – 00153 Roma
Telefono: +39 349.2193487
Orario: Lun-Sab (pranzo dalle 11.30/15.30 – aperitivo-cena 18.00/23.30)
Chiuso la Domenica

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A Roma, un locale per viaggiare alle Hawaii all’insegna del gourmet e del gluten free

Polici Francesca

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Siamo appena usciti da un lungo lockdown, e anche se finalmente iniziamo a vedere la luce in fondo a questo terribile tunnel, i tempi in cui poter viaggiare serenamente in giro per il mondo sembrano purtroppo ancora molto lontani.

Così, se l’emergenza sanitaria non ce lo consente, possiamo almeno provare a viaggiare con la testa. Magari, immaginandoci mentre sorseggiamo un ottimo cocktail dal sapore esotico di fronte a un Tiki Bar molto trendy, alternandolo con qualche pietanza hawaiana e magari anche con un po’ di musica d’atmosfera in sottofondo.

Ecco, siamo tutti d’accordo sul fatto che andare alla Hawaii sarebbe decisamente più “cool”, ma in tempi di pandemia tutto questo si può fare rimanendo anche in Italia, più precisamente a Roma.

Nella capitale, infatti, già da quattro anni, ha aperto un originalissimo locale che vi permetterà di staccare, almeno mentalmente, dalla noiosa routine quotidiana.

Basterà varcare la porta del Makai per sentirsi immediatamente immersi nella divertente atmosfera hawaiana dove ogni aspetto è curato fino al minimo dettaglio. Naturalmente, il ricco menù gourmet (che varia costantemente per offrire sempre una maggiore scelta ai clienti) offre anche moltissime opzioni rigorosamente gluten free.

Situato nel cuore della movida romana, in zona Ostiense, il Makai è un locale molto spazioso e con diverse sale. Al piano terra troviamo il Surf Bar con un’incredibile offerta di cocktail tropicali dove tutti gli sciroppi sono “home-made” – anche chi non è un grande estimatore non potrà fare a meno di amarli – e la cucina a vista.

Al piano inferiore, invece, troviamo una sala spaziosissima con un ottimo e scenografico Tiki Bar e la famosissima Tiki Room, dotata anche di un palcoscenico dedicato a esibizione live ed eventi di ogni tipo.

Senza nulla togliere all’organizzazione estetica ed architettonica del locale, il pezzo forte rimane però la cucina fusion. A prevalere è, senza dubbio, la cosiddetta linea “healthy”. Non solo perché è quasi tutto anche senza glutine, ma perché lo staff culinario punta sempre ad una costante ricerca di soli prodotti artigianali e di prima qualità. Il menù viene cambiato in base alla stagionalità dei prodotti e il pesce è solo ed esclusivamente fresco. Al Makai è praticamente bandito il pesce d’allevamento.

Non a caso, il piatto più amato (e che vi consigliamo vivamente) è l’inconfondibile Tataki di tonno (filetto di tonno rosso, panato con semi di canapa e girasole e servito con zenzero stufato e pernese di Wuasabi).

I fanatici del sushi, invece, dovranno necessariamente provare l’Uramaki California (con Surimi, avocado e maionese).

Per finire, poi, non potrete lasciare il locale senza aver provato uno dei tanti e sfiziosissimi Tiki Tacos (il nostro preferito è sicuramente il Nui Uila, a base di spigola al vapore, insalata, menta e pannocchie di mais).

Insomma, chi l’ha detto che non si può viaggiare rimanendo a Roma?

Locale: makai Surf & Tiki Bar
Indirizzo: Via dei Magazzini generali 4 a-b-c, Roma
Sito: http://www.makaitikibar.it/index.html

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Musement: il giro d’Europa in 5 piatti tipici

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Se gli italiani non possono ancora viaggiare in Europa, l’Europa arriva direttamente nelle case di tutti i viaggiatori. Come? Passando dalla cucina. Esistono itinerari di viaggio organizzati per scoprire le tradizioni enogastronomiche di ogni paese e poi ci sono dei piatti tipici che consentono di esplorare il mondo in un solo boccone, scoprendo piccole cittadine e metropoli dalla fama internazionale. Grazie alla classifica dei 5 tra i piatti più pop del continente, Musement sottolinea come i confini geografici non siano una barriera per coloro che nutrono la propria anima lasciandosi trasportare de esperienze di viaggio insolite ed indimenticabili, anche attraverso il gusto.

Pasta al pomodoro – Italia
Italia è sinonimo di pasta. Con il sugo di pomodoro, una foglia di basilico e una spolverata di parmigiano, non sarà più necessario attraversare la penisola per assaporare il gusto mediterraneo del paese delle grandi eccellenze, enogastronomiche e non. Bianco, rosso e verde: proprio come la bandiera dell’Italia, sono pochi gli ingredienti necessari a completare la ricetta che più rappresenta la cultura culinaria del Bel Paese. Una vera celebrazione di autenticità e di quei sapori semplici che, sposandosi alla perfezione, regalano un viaggio sensoriale senza paragoni.

Moules Frites – Belgio
Morire dalla voglia di visitare il Belgio ma essere bloccati a casa? Ecco che corrono in soccorso le Moules Frites, una delle ricette più gustose del paese. Niente pregiudizi però: le cozze accostate alle patatine fritte potranno sembrare un insulto a tutte le cucine che si rispettino fino al momento in cui non le si avranno sotto i denti. La ricetta, nata a Lille, nel nord della Francia, è semplice e non richiede grandi doti culinarie. Pochi i passi da seguire per bollire le cozze, marinarle nel vino o nel burro, friggere le patate e completare l’opera con un po’ di salsa… il vostro palato apprezzerà certamente!

Smørrebrød – Danimarca
Fast food danese per scoprire il paese scandinavo. Lo smørrebrød, letteralmente “pane imburrato”, è una delle pietanze da non lasciarsi sfuggire durante un viaggio al nord e perché quindi non provare a riprodurlo direttamente dalla propria cucina? Grande classico della tradizione di questa nazione, il pane imburrato è considerato un ottimo modo per usare ciò che è rimasto in frigo. Tra gli ingredienti più famosi, il paté di fegato e il sild, aringa sottaceto con salsa. Amato dai giovani e diventato cibo super trendy, prima di mettersi ai fornelli sarà necessario ricordare solo pochi consigli: per ogni alimento il suo pane specifico. Qualche esempio? ll salmone e i gamberetti vanno serviti su pane bianco. La salsa tartara con pane nero, preferibilmente guarnito con tuorlo d’uovo e rafano.

Bitterballen – Olanda
Sono famose in tutto il mondo e riscuotono tanto successo quanta diffidenza. Le Bitterballen sono un piatto grezzo e sorprendente da gustare ad Amsterdam, ma anche seduti comodamente sul proprio divano. Le polpette di carne sono un piatto tipicamente olandese che rappresenta la ‘gezelligheid’, parola che significa comfort, socialità e convivialità in toto. Non esiste una festa dove non siano offerte e le si trova praticamente in qualsiasi bar. Per un’autentica esperienza dutch home made, sarà sufficiente procurarsi carne di manzo o di vitello, burro, prezzemolo e noce moscata. A piacimento un pizzico di curry o dei piccoli tocchetti di verdura e uno strato di senape: in Olanda anche lo street food è sorprendente!

Paella – Spagna
Crocevia di gusti e tradizioni, la Spagna ha saputo accontentare tutti i golosi con un unico piatto: la Paella. Riso, zafferano, spezie, verdure, carne e pure pesce nella sua versione originale valenciana. La ricetta è conosciuta come uno dei piatti che porta in alto la cucina spagnola nel mondo. Celebre in ogni angolo del globo, pochi sanno che la paella, nel corso del tempo, è mutata dando così vita a numerose varianti a seconda della zona della spagna in cui la si mangia. Il segreto per riprodurre la versione più autentica nelle proprie cucine? Materie prime di ottima qualità e tanta passione.

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