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#Beachfood, ecco la top 10 dei cibi più instagrammabili da gustare in spiaggia

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Dal gelato al cocco, dalla frittata alla granita, fino ad arrivare al melone e ai grissini. Sono questi alcuni dei cibi più instagrammabili e salutari da gustare in spiaggia durante la stagione estiva. Tra i grandi esclusi l’insalata di riso, il ghiacciolo e la pasta fredda. 

Milioni di italiani stanno partendo per le spiagge del Bel Paese e iniziano a pregustare le prelibatezze di cui potranno godere sotto l’ombrellone. Il tema del pranzo sotto l’ombrellone, però, non è solo questione di freschezza e benessere, ma anche di popolarità sui social: spopolano infatti su Instagram i #Beachfood, cibi da gustare in riva al mare. Ma quali sono i cibi da spiaggia piùinstagrammabili? La prima posizione spetta all’intramontabile gelato, fresco e gustoso, con 6,5 milioni di post, seguito a ruota dall’insalata, leggera e semplice da consumare, con 514mila contenuti, e dal cocco, portato in spiaggia dai caratteristici venditori del “cocco bello”, con 475mila menzioni. Al quarto posto troviamo invece la frittata, spesso preparata con le verdure, con 437mila

post, seguita dal tonno, ricco di proprietà nutritive e Omega-3, con 425mila contenuti e dalla caesar salad, amatissima anche grazie a pollo e formaggio, con 398mila citazioni. A chiudere la classifica, infine, ci pensano la dissetante granita, menzionata 300mila volte, il melonecon 231mila post, l’anguria con 145mila e i grissini, ideali per un aperitivo sotto l’ombrellone e perfetti da abbinare con prosciutto e carpaccio di pesce, con 98mila menzioni. È quanto emerge da un monitoraggio social condotto da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei grissini di Milano. “La stagione estiva rappresenta il momento ideale per gustare cibi freschi e salutari sotto l’ombrellone. I nostri grissini rappresentano un’idea sana, gustosa e anche fashion per i social – ha spiegato Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Ideali per un delizioso antipasto o un perfetto aperitivo in riva al mare, in linea con i gusti di tutta la famiglia che ricerca il massimo della qualità”. Tra i grandi esclusi della top 10 figurano invece l’insalata di riso (35mila post), leggera e facile da preparare, l’insalata di mare (34mila), ideale come antipasto da servire con patate, gamberi e pomodorini, e il ghiacciolo (34mila), merenda estiva per eccellenza presente in una grande varietà di gusti. In chiusura la pasta fredda (31mila), ricetta da gustare in famiglia o con gli amici, e l’insalata caprese (15mila), piatto sano e gustoso che celebra il Tricolore.

Ecco infine la classifica dei 10 cibi da spiaggia più instagrammabili:

  1. Gelato: 6,5 milioni di post
  2. Insalata: 514 mila post
  3. Cocco: 475mila post
  4. Frittata: 437mila post
  5. Tonno: 425mila post
  6. Caesar Salad: 398mila post
  7. Granita: 300mila post
  8. Melone: 231 mila
  9. Anguria: 145 mila post
  10. Grissini: 98mila post

 

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A Napoli il panettone profuma di J’adore. Una bella storia sotto il Vesuvio

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Ti racconto una bella storia……..Il Panettone è da sempre l’indiscusso protagonista delle tavole italiane che sta a metà tra l’arte della panificazione e la pasticceria. Il panettone infatti, secondo la ricostruzione storica più accreditata, nacque nel forno di un panettiere, un certo ‘Toni’ che per la prima volta impastò il suo pane con le uova, il burro, i canditi forse per una ragazza, creando il primo ‘pane-de-toni’, che è diventato il panettone che conosciamo.

La ricetta del panettone si è diffusa in tutta Italia e viene prodotto ovunque in versioni anche molto diverse tra loro, come succede quasi sempre. Per assaporare la Festa del Santo Natale cosà c’è di meglio nel ritornare un po’ bambini e raccontarci una storia ?

Ci sono diverse leggende che narrano della nascita del Panettone.
La più classica narra la storia di Ugo, giovane falconiere di Ludovico il Moro che viveva nello splendido palazzo che suo padre aveva ricevuto in dono dal Duca di Milano. Siamo quindi sul finire del ‘400. Ogni notte il ragazzo scavalcava le mura del palazzo per recarsi nella via del le botteghe e dei bottegai che lì vicino si trovava: Corso Magenta. La ragione, come da tradizione, è l’amore per una fanciulla dalle umili origini, la figlia del panettiere Toni.

Vedersi di notte e di nascosto nella bottega in cui Adalgisa impastava assieme al padre Toni era l’unico modo per passare del tempo assieme, dal momento che la famiglia di Ugo osteggiava la loro relazione. Adalgisa aveva però poco tempo da dedicare a Ugo: c’era molto da lavorare da quando il garzone di bottega si era ammalato. Per amore, il falconiere del duca di Milano si fece assumere di nascosto dalla panetteria, in questo modo avrebbe potuto vedere ogni notte Adalgisa senza essere di disturbati.

Ma nella zona di Corso Magenta la concorrenza si era fatta sempre più feroce, e così a ben poco servirono gli sforzi di Ugo per aiutare la sua bella e il padre di lei. Gli affari andavano sempre peggio. Ma Ugo non aveva nessuna intenzione di darsi per vinto, e decise di rubare una coppia di falchi a Ludovico il Moro e di venderli per comprare del burro. La notte dopo aggiunse tutto il burro acquistato all’impasto del pane. La mattina Milano stava impazzendo per il pane della bottega di Toni.

Il Natale si avvicinava mentre Ugo rubava altri falchi per procurare burro e zucchero per il pane del padre di Adalgisa, tanto che in città non si faceva altro che parlare del Pane di Toni (da cui deriva il termine panettone) e la coda fuori dal negozio si era ormai fatta lunghissima. Gli affari andavano quindi alla grande, quando Ugo decise di aggiungere un ultimo tocco a quella che di fatto era la sua creazione: aggiunse uova, uva sultanina e pezzetti di cedro candito. Divenne il dolce perfetto per il Natale, Toni si arricchì, la famiglia di Ugo non ebbe più niente da dire per ostacolare la sua relazione con Adalgisa e i due poterono sposarsi felicemente.

Fare il Panettone artigianale è solo questione di tempo, pazienza, ingredienti di qualità. Dai primi giorni di dicembre a Napoli è sulle tavole più raffinate il Panettone J’adore creato dallo chef Daniele Unione, che, in tandem con la figlia Emanuela, è risultato vincitore in febbraio di Cuochi d’Italia il format condotto da Barbieri, Gennaro Esposito e Cristiano Tomei, e risulta che non ci siano  particolari difficoltà nella realizzazione, anzi è un dolce, che si basa sui metodi e sui tempi della panificazione e della lievitazione naturale, che ha bisogno di tutto il tempo che richiede. Considerate che dal momento in cui cominciate, occorrono almeno 2 giorni interi di lavorazione e lievitazione, prima di arrivare al giorno di cottura e che dovete avere a disposizione il lievito madre già efficiente e rinfrescato.  Se partite da zero, iniziate perciò dalla preparazione del lievito il lunedi. A fine settimana potrete iniziare a preparare il vostro panettone.

Il panettone d’autore
J’ADORE by DANIELE UNIONE
Creato dallo chef Daniele Unione è un dolce che emana passione ed emozione, che trova il suo corrispondente perfetto nell’alta qualità delle varie tipologie di vini dolci abbinati creando un connubio perfetto, brillante, testimoniando quella bellezza e fantasia creativa campana che è parte del “made in Italy”. Mosso dalla passione per l’eccellenza lo chef Unione ha messo a punto un’inedita tecnica per mantenere inalterati i profumi del dolce anche dopo la cottura: un ulteriore step di un percorso di sperimentazione volto a definire un viaggio nei profumi, nei sapori e nelle fragranze della più autentica tradizione artigianale. In un packaging elegante ha presentato in tre versioni il tradizionale mandorlato con canditi e uvetta, alle mele, di gusto molto soggettivo e non poteva mancate la versione a gocce di cioccolato con una glassa di zucchero anziché la versione con la glassa al cioccolato.

Ingredienti: (per 2 panettoni da 750 g)

  • 500 g di farina 00
  • 600 g di manitoba
  • 200 g di lievito madre – rinfrescato 3 volte nell’arco della giornata
  • 6 uova (4 tuorli)
  • 300 g di zucchero
  • 350 g di burro
  • 15 g di sale
  • 3 cucchiai colmi di miele di acacia
  • 1 bustina di vaniglina
  • 250 g di uvetta
  • 250 g di canditi
  • scorza grattugiata di 1 arancia
  • Far riposare e crescere il panettone nei pirottini cuocerlo a 170 gr x 25 min e farlo raffreddare a testa in giù

Per la preparazione ogni regione e ogni luogo hanno la sua modalità, secondo l’estro del Panettiere ma va evidenziato un ingrediente che fa parte della nostra frutta secca, l’Uvetta Passita.

 

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Fresh Eat: il primo e-commerce italiano a portare la prelibatezza della cucina a Bassa Temperatura direttamente a domicilio.

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E’nato Fresh Eat: il primo e-commerce italiano a portare la prelibatezza della cucina a Bassa Temperatura direttamente a domicilio.

Questa ricercata tecnica di cottura si diffonde tra gli chef più rinomati perché riduce la perdita di liquidi e valore nutrizionale durante la cottura del cibo delle materie prime, rendendola più gustosa e digeribile e limita al minimo l’uso di sale aggiunto.

La missione del progetto è quella di restituirci il piacere di consumare un pasto sano, equilibrato e personalizzabile, anche quando vita frenetica e impegni quotidiani ci lasciano zero energie e voglia per fare la spesa o star dietro ai fornelli.

Ogni piatto potrà essere conservato comodamente in frigo per almeno 30 giorni.

Lunga durata garantita dal processo produttivo che prevede: confezioni sottovuoto, cottura a bassa temperatura e successivo abbattimento a 4°; unita al rispetto di una rigida catena del freddo, dal laboratorio a destinazione, grazie al trasporto refrigerato che in circa 48h consegnerà i nostri pasti preferiti in tutta Italia (isole comprese).

Sia che si tratti di veloci pause a lavoro o di rilassanti cene a casa, il ricco menù stagionale proposto da Fresh Eat consentirà di avere una soluzione pratica e gustosa sempre a portata di frigo, pronta a soddisfare ogni palato in una manciata di minuti.

www.fresheatitalia.com

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“I liquori della tradizione italiana”: un patrimonio da amare

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Grazie alla grande attenzione che il Gruppo Montenegro ha sempre riservato alla valorizzazione dei prodotti storici della liquoristica italiana, alcuni tra i più famosi marchi come Maraschino Buton, Nocino Benvenuti, Coca Buton, Rabarbaro Bergia, Oro Pilla e Grappa Libarna sono confluiti nel portafoglio Montenegro e adesso fanno parte della Collezione “I Liquori della Tradizione Italiana”.

Sarebbe un delitto non valorizzarli come meritano, perché, si tratta di prodotti di grande qualità ed ancora attualissimi, che possono essere riproposti, magari con miscelazioni originali, acquistando così nuovi “aficionados”.

Per verificare questa impressione mi sono recato al Baratie, cocktail-bar e trattoria, che ha recentemente aperto a Milano, attratto dallo strano nome, che ho poi saputo derivare dal mondo dei manga (Baratie è il ristorante galleggiante di One Piece).

Il locale è veramente originale, come del resto il nome stesso, in quanto unisce all’atmosfera conviviale e tipica delle osterie tradizionali una tecnica di miscelazione ed una cucina attualissima.

Mi ha accolto Jack, alias Giacomo Sacchetti, il fantasioso Bartender, a cui ho timidamente chiesto se conoscesse questi antichi/modernissimi liquori.

Mi ha guardato un po’ di traverso, poi mi ha offerto un cocktail veramente delizioso:

MEDITERRANEO

  • Maraschino Buton 1 parte
  • Limone  1 parte
  • Vodka  2 parti
  • Rametto di rosmarino

Appena ho avvicinato le labbra al calice è successo un evento strano: una specie di déjà-vu, e mi sono visto da giovane, in una chiara giornata di dicembre, mentre, chino sulle sudate carte della mia tesi, per cercare di non mandare il cervello in ebollizione, bevevo un bicchiere di neve (allora si poteva!), aromatizzata al Maraschino Buton, che d’inverno era la mia bevanda ideale: certamente non troppo alcolica, visto le proporzioni neve-liquore, ma piacevole e stimolante.

Questo era il liquore preferito di mia madre, ma che anche mio padre non lo disdegnava, tanto che la bottiglia del Maraschino Buton, con il suo inconfondibile rivestimento di paglia, era sempre presente nel mobiletto-bar di casa.

Era allora di gran moda perché poco alcolico (32°) e grazie al suo gusto morbido e piacevole, unito al delizioso profumo di marasca.

Va notato che, se è vero che l’origine del liquore è dalmata, questo rappresentava magnificamente i sapori ed i profumi delle nostre marasche!

Mentre rivivevo questi piacevoli ricordi, la voce di Jack mi richiamò alla realtà e gli confermai che trovavo squisito il suo cocktail, mentre fra me cercavo di isolare l’aroma del maraschino, che era un po’ come la voce di un primo violino che il Maestro concertatore Jack aveva magistralmente accordato a quelle degli altri componenti della sua orchestra liquoristica.

La vodka dava la struttura, mentre il maraschino ed il limone, davano una sfumatura agrodolce, fondendo i loro aromi, che si univano a quello finale del rosmarino.

Ho scoperto con gioia che esistono ancora tante cose buone che mi incantavano in gioventù e debbo essere grato al Maestro Jack che mi ha guidato a questa scoperta.

Dunque ho incontrato un vecchio amico: il Maraschino Buton, trovandolo più in forma che mai e ciò non può che far piacere; ora mi ripropongo di ritrovare anche gli altri componenti della collezione “I Liquori della Tradizione Italiana” e vedere come siano oggi rivissuti e degustati.

Gianluigi Pagano

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