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Simone D’Angelo: The Next Italian Top Model?

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Many different paths born from the same icon, all made to see what’s next. This is the Wayfarer Family.

Nel corso dei suoi settantacinque anni di storia, Ray-Ban si è rivelato un accessorio indispensabile per le icone culturali che non vogliono semplicemente essere viste, ma vogliono essere notate. Ray-Ban ha lasciato un segno indelebile nella storia della cultura.

Il 1952 è l’anno del modello Ray-Ban Wayfarer, dall’iconica montatura squadrata che è stato disegnato da Raymond Stegeman e che ebbe un successo senza precedenti fin dagli esordi, capace di soddisfare i gusti glam della Hollywood del dopoguerra tanto da essere indossato da vere e proprie leggende del grande schermo. Nel tempo i Ray-Ban WAYFARER divengono uno degli accessori più inconfondibili nella storia della moda.

E proprio in questi giorni gli amanti dell’eyewear e i più accaniti fashion addict possono avere il piacere di ammirare l’ ultima campagna web di Ray-Ban #wayfarer.
Le atmosfere sono quelle a cui il brand di culto ci ha abituati: risate, corse, orgoglio, fiducia in sé in un’atmosfera urban dai colori soffusi.

DailyMood.it ha avuto il piacere di intervistare uno dei protagonisti di questa campagna web: Simone D’Angelo.

Ecco cosa ci ha raccontato.

DAILYMOOD.IT: Buongiorno Simone, innanzitutto grazie per la tua disponibilità. Partiamo subito chiedendoti di raccontarci di questa fantastica esperienza che, per un modello giovane come te, immaginiamo essere unica.

Simone D’Angelo: Buongiorno. Vorrei innanzitutto ringraziarvi.
Confrontandomi con dei colleghi, ho capito che in questo lavoro non ci si prepara per essere i migliori bensì, per essere pronti nel momento giusto; allenamento, dieta e positività sono indispensabili tutti i giorni.
Per quanto riguarda questa mia ultima esperienza: qualche giorno dopo il casting ho ricevuto la chiamata dal booker con la quale mi ha comunicato di essere stato confermato per il lavoro. Non saprei dire chi dei due fosse più contento!
La consapevolezza di lavorare per un grosso brand, ha aumentato ulteriormente il mio impegno e la soglia della mia attenzione durante tutto il giorno di lavoro.

DAILYMOOD.IT: Il nome WAYFARER significa letteralmente VIANDANTE. Per il tuo stile di vita e per le esperienze che fai giornalmente, ti senti un po’ così anche tu?

Simone D’Angelo:
Sicuramente è un lavoro che ti porta a viaggiare molto e a fare diverse esperienze, quindi sì, direi che viandante è appropriato.

DAILYMOOD.IT: Ray ban è un brand diventato cool fin da subito, indossato da sempre da moltissime star . James Dean in Gioventù Bruciata, Robert De Niro nel film Taxi Driver, Clint Eastwood in Ispettore Callaghan: il caso scorpio è tuo, e ancora Tom Cruise in Top Gun, Denzel Washington in Malcolm x Will Smith e Tommy Lee Jones in Men in Black, Jonny Depp In paura e delirio a Las Vegas , solo per citarne alcuni.
A quale di queste star potresti sentirti piu vicino e perché?

Simone D’Angelo:
Degli attori appena citati ho solo gli occhiali simili a quelli indossati da Jonny Depp in Paura e delirio a Las Vegas (ride…). Per il resto preferisco ispirarmi ad icone di alto livello ma nel settore della moda.

DAILYMOOD.IT: Passando ad altro…come è nata la tua passione per la moda? E quando hai capito di voler fare il modello?

Simone D’Angelo: Qui rispondo a domande invertite. Ho capito di voler fare il modello quando ho capito che potevo farlo. Dopo che ricevi diversi feedback positivi da persone del settore, incominci a crederci. All’inizio era solo un gioco… la passione per la moda è nata con il passare del tempo, frequentando e soprattutto lavorando in questo settore.

DAILYMOOD.IT: Cosa pensi ti renda diverso da altri ragazzi che hanno intrapreso la tua stessa professione?

Simone D’Angelo:
La voglia, soprattutto in questo settore, fa la differenza. Ho visto tanti ragazzi che esteticamente avrebbero forse avuto più chances di me, mollare dopo qualche feedback negativo. La voglia ti porta ad essere determinato e costante.

DAILYMOOD.IT: Quanto è importante per te il benessere fisico e mentale e cosa fai per riuscire a mantenere entrambi?

Simone D’Angelo: Sono fondamentali, “mens sana in corpore sano”. Faccio sport da quando avevo 6 anni, è un ottimo antistress naturale. Dove non arriva lo sport subentra il pensiero positivo. Cerco di trovare del positivo in ogni esperienza, soprattutto in quelle negative.

DAILYMOOD.IT: Qual’ è l’esperienza lavorativa che ti ha appagato di più fin’ora?

Simone D’Angelo: Ray-ban è stato il raggiungimento di un obbiettivo, la consapevolezza di poter lavorare con grandi brand e paradossalmente, anche un ulteriore punto di partenza…ma la soddisfazione più grande, penso di averla avuta con la campagna uptobe.
E la maggior conferma l’ho avuta da mio padre che per mesi mi ha chiamato stupito per sapere se fossi io sul giornale(ride), sapendo soprattutto quanto tempo ci ho messo per fare credere anche lui in questo lavoro.

DAILYMOOD.IT: una recente ricerca ha evidenziato il fatto che il 65% circa delle griffe si affida all’influencer per le proprie campagne. Cosa pensi di questo binomio?

Simone D’Angelo: Se parliamo di “campagne social” secondo me è un binomio che funziona molto, anche perchè i social sono un mezzo di comunicazione molto veloce ed efficace. Magari inviterei i brand a fare un’indagine di mercato più approfondita per scegliere a chi affidare la propria immagine. Oggi non ci vuole molto a fare un investimento sbagliato che porta ad una pubblicità nulla.

DAILYMOOD.IT : Si è da poco conclusa la Milano Fashion Week Men’s. Potendo scegliere, per quale stilista ti piacerebbe sfilare?

Simone D’Angelo: Mi sarebbe piaciuto sfilare per Diesel, è uno dei miei brand preferiti. Di quelli presenti ora in FW penso che Armani sia uno dei pochi se non l’unico, che può farti fare un ulteriore salto di qualità, ma ad essere onesto ambisco a lavorare per altri brand, diciamo fuori dalla dimensione sartoriale e più vicini al mondo dello street style.

DAILYMOOD.IT: Stai per laurearti in Scienze Motorie. Innanzitutto complimenti! Dopo questo importante traguardo, come vedi il tuo futuro e in quale campo?

Simone D’Angelo: Cerco di tenermi più strade aperte. In questo momento c’è la moda ma la voglia di diventare professore di educazione fisica non è tramontata. Con il tempo capirò meglio quale è il ruolo più giusto per me.

DAILYMOOD.IT: chi è Simone nel privato? I tuoi hobbies e le tue passioni?

Simone D’Angelo: Negli ultimi due anni penso di essere cambiato molto, ho avuto diversi impegni che mi hanno spinto ad una continua ricerca della tranquillità, ma so benissimo che con l’andare avanti degli anni il tempo libero sarà sempre meno. Do tutto me stesso in ogni strada che decido di percorrere o in ogni obbiettivo che voglio raggiungere. Ho capito che stavo dando troppa importanza ai social e ho cambiato anche il modo di usarli, i bei momenti e quelli meno, con le persone a cui tengo preferisco tutelarli in una dimensione privata. Evito di far arrivare messaggi in maniera indiretta, la reputo immatura come cosa. Sono abituato ad organizzarmi seguendo degli schemi e se qualcosa va storto i piani di riserva esistono apposta. Dico sempre quello che penso, a molti può non piacere, non m’importa, è una cosa che amo di me. Per capire cosa voglio o non voglio ci metto poco. Se sussiste un problema, in ogni ambito, preferisco risolverlo subito. Per il resto, le mie giornate sono suddivise tra sport, studio, casting, lavoro, amici e miei genitori ai quali mi rivolgo spesso per chiedere consigli. In tutto questo trovo sempre il tempo di mangiare (ride..), inserisco il cibo tra le mie passioni, insieme al calcio, la moda ovviamente e gli “anime”.

DAILYMOOD.IT: progetti a breve termine?

Simone D’Angelo: Ora la mia priorità è la laurea. Una volta raggiunto questo importante traguardo, credo sia arrivato il momento di confrontarmi, come modello, con esperienze internazionali e non solo italiane.

DAILYMOOD.IT: A breve tornerà il consueto appuntamento con uno degli eventi cinematografici più importanti: Il festival del Cinema di Venezia.
In quanto testata che si occupa anche di cinema, non possiamo esimerci dal chiederti: film e attore preferito?

Simone D’Angelo: Non ho esattamente un film preferito, ma ne ho diversi che ho rivisto più volte come ad esempio Shutter Island (Di Caprio ha sempre il suo perché!), Cambia la tua vita con un click, Southpaw, Cinquanta volte il primo bacio. Amo molto i film della Marvel…. Jake Gyllenhaal in questo periodo, è il mio attore preferito.

Simone D’Angelo: Vorrei rubare qualche secondo per ringraziare i miei genitori che mi sostengono da sempre, la mia agenzia (Brave Model Management) che mi supporta e sopporta (ride…). Colgo anche l’occasione per salutare i miei amici più cari e la redazione e i lettori di DailyMood.it che hanno speso 5 minuti di tempo per conoscermi meglio.

DAILYMOOD.IT: Grazie a te per averci dedicato il tuo tempo e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri.

Instagram: @simondangel
Faceboock: https://www.facebook.com/simone.dangelo.58

 

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Per una moda più inclusiva e irriverente, Eleonora Cicchetti presenta il suo brand

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Da diverso tempo, ormai, l’industria del fashion sembra aver preso una nuova direzione, orientata verso un’idea di moda sempre più inclusiva e libera da fuorvianti e limitanti preconcetti.

A spingere verso questa nuova visione, più moderna e certamente più femminista, sono stati soprattutto i giovani stilisti. Tra questi, anche la talentuosa italiana Eleonora Cicchettti, giovane Fashion Designer che, proprio nell’anno della pandemia, ha deciso di lanciare il brand inclusivo Eleonora Cicchetti Collection.

Le sue collezioni sono un vero e proprio omaggio alla femminilità, in tutta la sua bellezza e complessità, facendo propria la battaglia femminista della body positivity per una moda più inclusiva ma anche più reale.

Eleonora come nasce la tua passione per la moda?
La mia passione per la moda nasce da quando ero piccolissima. Ricordo che guardavo le riviste di moda come se fossero la cosa più bella del mondo, tutti quei colori, quelle foto patinate che sembravano così lontane dalla realtà e mi facevano sognare. Fin da allora la passione per la moda si è manifestata anche nei giochi, tagliavo e “cucivo” abiti per le bambole, indossavo plaid in mille modi diversi realizzando sfilate per casa… Diciamo che da subito era chiaro quale sarebbe stato il mio destino!

Da Infuencer a stilista, come è nato il tuo brand? Parlaci della tua formazione.
Nasco dai social come Influencer, dopo aver lavorato per diversi anni come fotomodella. E il mio brand nasce proprio dal mio lascito di quel mondo che iniziava a starmi stretto, troppe restrizioni e troppi pregiudizi. Era tutto molto lontano dal mondo che avevo immaginato e sognato di vivere da ragazzina.

Il mio brand nasce proprio come “rivincita”, come voglia di riscatto per tutte quelle donne che come me non si sono sentite a loro agio nel proprio corpo per molto tempo, che sono state denigrate per l’aspetto fisico. L’obiettivo è stato fin da subito quello di “riscattare” la bellezza femminile, sdoganando quei canoni che ad oggi sono ancora ben saldi. Volevo portare sulle passerelle di tutto il mondo la vera inclusività, le vere donne che affrontano la loro vita quotidianamente, facendole sentire belle nei panni di tutti i giorni.

Per arrivare dove sono oggi ho studiato molto e non smetto mai di farlo. D’altronde, studiare la moda è un percorso che quando si inizia, non si termina mai. È tutto sempre in movimento ed è necessario aggiornarsi e saper stare al passo con i tempi.

Tu parli di moda inclusiva. Spesso l’industria del fashion si è fatta portavoce di un modello di bellezza, specie femminile, particolarmente fuorviante. Ecco, in che modo la moda dovrebbe e potrebbe veicolare messaggi più sani ed essere, appunto, più inclusiva?
Il modello di bellezza che fino ad ora ci è stato proposto, a mio parere, è tutt’altro che inclusivo. Ho visto modelle ancora molto (troppo) magre in passerella e, in ognuna di queste sfilate, è stata inserita una modella “Curvy”. Francamente, non credo che questo possa definirsi “inclusione”. Al contrario, credo fortemente che così si veicoli un messaggio fuorviante.

Normalizzare l’obesità è come normalizzare l’anoressia, non è più un messaggio accettabile nel 2021, ogni corpo deve essere valorizzato e non usato per semplici scopi pubblicitari, per poi proporre sul mercato taglie che non parlano dei corpi delle donne di oggi.

Credo che una moda davvero inclusiva abbia bisogno semplicemente di “normalità”, di guardare alle donne vere, quelle che si incontrano ogni giorno.

Mi piace pensare alla bellezza che Gianni Versace ci mostrava con le sue modelle formose, donne vere, che riusciva a far sentire belle con dei semplici tagli, questo è il potere della sartoria!

Quali cambiamenti noti nell’industria della moda negli ultimi anni? Come pensi che si sia evoluta in questo senso?
L’industria della moda negli ultimi anni ha sicuramente fatto passi in avanti, portando sul mercato tagli oversize o no gender, ma a mio parere non credo che sia esattamente un’evoluzione, la moda è ciclica e ciò vuol dire che tutto torna…

Parlare di evoluzione mi fa pensare a Chanel con i suoi primi tailleur o la rivoluzione dei Jeans di Levi Strauss. Un’evoluzione implica un passo in avanti, come la parola stessa ci suggerisce, ma allora perché ancora si porta una magrezza esasperata in passerella?

Le tue collezioni richiamano molto la moda degli anni Trenta dell’Ottocento, con questi corpetti romantici che ricorrono in quasi tutti i tuoi abiti. C’è molto però anche dei richiami “elisabettiani” che rimandano immediatamente al giovane e rivoluzionario designer Nabil Nayal. È così? Quali sono i tuoi modelli di riferimento nella moda?
La pittura nel pieno periodo storico del Romanticismo prende vita nelle mie collezioni, non possono appunto mancare corpetti rigidi, tulle, satin e molto altro.

Nabil Nayal è un grandissimo designer che ama giocare con i volumi degli abiti e l’utilizzo del tulle, un must in quasi tutte le sue collezioni. Non ci sono dei richiami espliciti alle sue collezioni nei miei abiti, ma certamente è uno stilista che apprezzo molto e che inevitabilmente mi ha segnata.

Se devo pensare a dei veri e propri modelli di riferimento, sicuramente direi: il grandissimo Gianni Versace, per le sue rivoluzioni nel campo della sartoria; Chanel, per aver dato un ruolo importane anche alla donna in carriera; Giambattista Valli con i suoi volumi che fanno della sartoria il ritorno della femminilità.

Non solo romanticismo, ti piace giocare con gli eccessi e con i colori. Sembra quasi che tu abbia fatto tuo il celebre motto “More Is More and Less Is Bored”…
I colori sono fatti per essere guardati, devono farci brillare, ogni abito deve raccontare una storia dopo essere stato indossato. E come si può raccontare una storia se l’abito non ci fa splendere abbastanza? Osare per splendere, insomma. E sì, direi che Iris Apfel mi e ci ha insegnato moltissimo…

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Torna il mood dei libri:la donna italiana nel nuovo libro di Daniela Musini

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Torna il mood dei libri. E questa volta parla al femminile. E di donne italiane. Le donne italiane come protagoniste del proprio destino che abitano la storia umana con innumerevoli esempi da seguire, da commentare, da tenere in considerazione. E’ quello che emerge dal recente libro di Daniela Musini, insegnante per quaranta anni alle scuole medie inferiori ma anche scrittrice, pianista, attrice ed autrice teatrale che ha allestito in Italia ed all’estero veri e propri “recital” e monologhi sulle figure femminili e che con la sua vita di insegnante ed amante della cultura e dell’arte,girando tutto il mondo in modo sfolgorante portando protagonisti della cultura italiana come esempio e strada per appassionarsi al paese “Italia”.
Un’ autrice italiana che sicuramente mette in risalto quanto la cultura, in particolare in momenti difficili, sia di esempio per tutti. Edito da Piemme ed uscito il 3 novembre scorso, il libro “Le Magnifiche” ovvero 33 vite di donne che hanno fatto la storia d’Italia e famose in tutto il mondo, offre con uno stile sicuro e chiaro, le storie ed i segreti che si celano dietro gli occhi e le fattezze di tante donne.

Come recita la presentazione del libro: “chi fu davvero la papessa e come tenne in scacco il papato? Quali segreti si celano dietro alle crudeli congiure ai tempi dei romani? Chi è la prima donna laureata della storia? Da dove nasce l’odio ancestrale tra Isabella d’Este e Lucrezia Borgia? Quale vita si nasconde dietro alla dottrina pedagogica di Maria Montessori?”. Ritratti, insomma, di donne che si prodigano ad essere se stesse e che diventano esempi emblematici delle loro passioni e della loro forte temerarieta’ esistenziale. donne che diventano fragili, sincere, anime arrendevoli e pavide, coraggiose e forti. Donne che assecondano il destino ma non se ne fanno trasportare, si prodigano per cambiarlo e che diventano a loro volta, sole e forti allo stesso tempo, esempi suggestivi di femminiita’ nel corso dei secoli. Le donne come mistero scandalose come Messalina o la Papessa Giovanna, che non si comprendono totalmente ma semplicemente per l’idea che ci si fa di loro, o come Cecilia Gallerani e Artemisia Gentileschi, spinte da convinzioni che le rendono sfuggenti, difficili da afferrare ma molto simili tra di loro. Donne speciali  come Imperia o la Fornarina, facili da amare. Donne che non vogliono essere capite ma che risuonano di vita. La loro.

Daniela Musini ha voluto raccontare “le vite fiammeggianti di trentatré donne emblematiche, le loro passioni temerarie, le scelte audaci, la fragilità e l’intensità delle loro anime, ma anche l’inarrendevolezza, il talento e la determinazione che le hanno connotate: un excursus avvincente e suggestivo attraverso la femminilità e lo scorrere del tempo. Donne forti e artefici del proprio destino, ai cui piedi si inchinava tutto il mondo, ma anche donne murate dentro al proprio personaggio e, di conseguenza, irrimediabilmente sole” come si legge nella presentazione del libro. Ed infatti. E’ cosi. Lo sguardo di Daniela Musini (che è anche insegnante e grande appassionata di Gabriele D’Annunzio),si fa conoscere al di là della scelta del numero esoterico e magico 33, dalla grazia con cui racconta la femminilita’ di queste donne e che evoca in una sorta di “macchina del tempo”, nel suo significato. Quello dell’essere donne e femminili. Declinando quindi, in modo poliedrico cosa significa in fondo, essere affascinanti e “charmant”, queste 33 “magnifiche” sono donne diverse, perche’ non si omologano al tempo in cui vivono, per questo sono cosi’ femminili. Continuare ad essere donne,pregi e difetti, con la propria personalita’.Tra amori drammatici e tormentati e personaggi amati e famosi ,ogni donna “magnifica” scelta e raccontata da questa autrice, è una donna che abita la storia e caratterizza il suo tempo con uno stile armonioso e rappresentativo. Donne e femminilità , vincenti e forti. Ciascuna di loro con il proprio ideale. “Belle signore”, insomma, di tutti i ceti sociali . Protagoniste che vengono interpretate nella loro vita reale ma con un interesse che parte dalle contraddizioni e le fragilita’. che diventa la possibilita’ di esprimersi. Spesso addirittura presentandone il carattere. La donna oltre il personaggio. Magnifiche proprio per questo.  Da Cleopatra e Maria Callas che hanno “fatto” la storia di Italia anche se non sono necessariamente nate in Italia ma ne hanno inciso le sorti, la storia. Concludendo un libro su tante donne “indomite” che non perdono mai la gentilezza e garbo della vera femminilità. Donne ed opportunita’. Un libro entusiasmante e pieno di energia positiva. Sicuramente utile in questo periodo. Per vedere forse la vicina Italia ancora con piu’ simpatia ed amore. Torna il mood dei libri. Partendo dalle sue bellissime protagoniste storiche.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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Salva il romanticismo di San Valentino con le experience online gratuite di SAVE THE DATE

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San Valentino: si avvicina il giorno più romantico dell’anno e, nell’attuale situazione in cui ci troviamo, sarà difficile pianificare un appuntamento “come si deve” insieme al proprio amato o alla propria amata.

Per chi fosse alla ricerca di un regalo inaspettato, per chi stesse organizzando una serata di San Valentino virtuale insieme alla propria dolce metà che vive lontano, per chi volesse semplicemente festeggiare questa ricorrenza così “sentimentale”, da solo o con gli amici single, Tiqets offre una serie di nuove experience online gratuite per dare a chiunque la possibilità di vivere una serata irripetibile nelle proprie case.

Nasce così SAVE THE DATE, la campagna lanciata in occasione di San Valentino da TIQETS, piattaforma di prenotazione online nata in Olanda nel 2014 e che, lo scorso anno, ha ricevuto un finanziamento di Serie C da 60 milioni di dollari da AIRBNB.

Queste le experience online gratuite che Tiqets mette a disposizione dei viaggiatori di tutto il mondo per salvare il romanticismo di questo weekend di San Valentino, partendo dalla mattina di venerdì 12 febbraio:

PALÀCIO NACIONAL DA PENA (Portogallo) – venerdì 12 Febbraio ore 16:00 (ora italiana):
Goditi una passeggiata virtuale attraverso i corridoi del palazzo più romantico d’Europa, e scopri le due epiche storie d’amore dietro le porte del Palàcio Nacional da Pena.

TOUR IN GONDOLA DI VENEZIA (Italia) – venerdì 12 Febbraio ore 17:15 (ora italiana):
Goditi un romantico giro in gondola al tramonto lungo il Canal Grande di Venezia, con un gondoliere che racconta le storie d’amore più famose della città.

ACQUARIO DEL PACIFICO (Stati Uniti) – venerdì 12 Febbraio ore 19:00 (ora italiana):
Incontra i pinguini dell’Acquario del Pacifico, e impara tutto ciò che c’è da sapere su questi incredibili volatili che formano coppie che durano tutta la vita.

CASTELLO GALA DALÌ (Spagna) – venerdì 12 Febbraio ore 20.00 (ora italiana):
Scopri la suggestiva storia d’amore di Salvador Dalì e Gala, sua moglie, senza la quale Dalì non sarebbe mai diventato un’icona dell’arte surrealista.

ONE WORLD OBSERVATORY (Stati Uniti) – venerdì 12 Febbraio ore 21.00 (ora italiana):
Da come la costruzione del ponte di Brooklyn sia stata salvata dall’amore, al famigerato bacio a Times Square, il racconto della storia di New York è ricca di romanticismo. Unisciti al One World Observatory per goderti una vista incredibile della città e le storie d’amore che la rendono così speciale.

È possibile prenotare il proprio posto per partecipare in diretta a una o più experience online registrandosi al link: https://www.tiqets.com/blog/save-the-date-with-date-night-at-home-ideas/

Registrandosi, si otterranno anche le credenziali per godersi l’appuntamento in qualsiasi momento durante tutto il weekend di San Valentino.

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