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L’oroscopo del viaggiatore 2024: Viaggi e sapori per esperienze gastronomiche straordinarie

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Quando l’oroscopo suggerisce la meta sulla base dei gusti e delle specialità enogastronomiche, il successo è assicurato

Il 2024 secondo i pianeti sarà un anno solido, all’insegna dei piaceri semplici come la gola, le tradizioni, le cose buone della vita. Tenendo la gratificazione del palato come fil rouge, l’Oroscopo del viaggiatore e l’Oroscopo del goloso si fondono in una carrellata di suggerimenti, tenendo conto della meta che possa assecondare ogni segno zodiacale a tavola. Via libera quindi a piatti tipici, materie prime, località e strutture alberghiere, da prendere come riferimento nello scegliere una meta per il 2024.

Ariete: viva la libertà e la semplicità, anche a tavola
Segno esplosivo, sanguigno e fumantino, ama la cucina e le maniere con pochi fronzoli, schiette, saporite e easy. Il barbecue incontra i suoi gusti sia dal punto di vista gastronomico che come stile di vita. All’Antico Podere San Francesco troverà tanto verde, uliveti e libertà, essendo immerso in un parco a pochi km dal mare livornese, sulla Costa degli Etruschi. Dispone di 34 appartamenti di diversa tipologia, alcuni con piccolo giardino privato, fra cui una Bubble Suite. La struttura dà in dotazione un barbecue da poter utilizzare liberamente, insieme alle griglie. L’ospite si deve procurare la carbonella e l’ottimo pesce o carne del territorio. Materie prime eccellenti e massima libertà: ecco come fare felice un Ariete e farlo sentire in vacanza! 

Toro: solidità di sapori e certezze
Segno concreto, affidabile, tradizionalista, dai gusti semplici, forti e robusti: Per gratificare questo segno il massimo è offrirgli una Fiorentina a regola d’arte e dell’ottimo vino rosso. I solidi e avvolgenti sapori toscani. Il Toro non ama le sorprese, preferisce godersi le certezze, la qualità e l’affidabilità delle scelte. In questo senso la sua meta ideale è una dimora d’epoca del centro di Firenze: centralissimo 4 stelle ubicato tra il Duomo e Ponte Vecchio, caratterizzato dallo charme del palazzo rinascimentale, ristrutturato con sobrietà e rispetto delle tradizioni: l’Hotel Calzaiuoli farà sentire il Toro come a casa propria, coccolato e rassicurato.

Gemelli: la curiosità fatta persona
Il Gemelli è un segno più curioso e sempre desideroso di farsi sorprendere. La cucina stellata del Brunelleschi Hotel incontrerà i suoi gusti: al Ristorante Santa Elisabetta, 2 stelle Michelin, potrà degustare un dinamico sincretismo fra tradizione toscana e campana. Lo Chef Rocco De Santis fonde con estro e disinvoltura i capisaldi della cucina locale a quelli della sua infanzia, dando vita ad una carta che fa voli pindarici con disinvoltura ed eleganza. Anche l’albergo saprà stupire: il Brunelleschi è un raffinato boutique hotel che ingloba una torre bizantina, una chiesa medievale e una torre di origine toscana.

Cancro: al lume di candela è tutto più buono
Per il languido Cancro l’atmosfera è importante quanto la cucina: romanticismo e intimità non sono da trascurare per il successo di una cena e ancor di più di un viaggio. All’Hotel Villa Fiesole troverà il contesto e la cucina ideali: si tratta di una meravigliosa villa ottocentesca immersa nel verde delle colline fiorentine con 32 stanze, una piscina, una terrazza panoramica e un ristorante esclusivo dal quale ammirare la città di Firenze e le verdi colline che la circondano. Materiali pregiati, ambienti curati, mise en place elegante, ingredienti e sapori del territorio attentamente lavorati per dar vita ad un percorso sensoriale.

Leone: capriccioso ed esigente
Il Leone per indole cerca sempre il meglio, l’eccellenza. Vuole tutto e lo vuole al top. La cosa migliore per lui, quando si viaggia e quando deve scegliere cosa mangiare, è avere la più ampia possibilità di scelta geografica, in modo da poter seguire anche le stagioni e scegliere il meglio in quel momento. Space Hotels, gruppo alberghiero con 50 alberghi indipendenti da 3 a 5 stelle in 30 tra le più belle destinazioni italiane, offre questa varietà. Nel periodo natalizio il viaggiatore del segno del Leone potrà scegliere Milano per andare a caccia dei migliori Panettoni d’autore, o Verona per i Pandori, nel periodo di Pasqua Torino per il cioccolato più pregiato, Napoli per le sfogliatelle, Catania per le paste di mandorla, ed infinite altre città e specialità gastronomiche.

Vergine: salutista e contemplativo
Il segno salutista dello zodiaco è la Vergine: quando viaggia la Vergine cerca di rilassarsi, di rigenerarsi, e di far entrare in sintonia mente e corpo. Predilige mete che le permettano di mangiare in modo saporito ma salutare, magari abbinandolo a qualche pratica olistica e disciplina rilassante. Il pesce e la cucina vegetale sono fra le sue opzioni preferite: perfetto sarà il The Sense Experience Resort, immerso in un parco secolare sul mare del Golfo di Follonica. Sulla spiaggia antistante il resort è possibile passeggiare, fare yoga e cenare a piedi scalzi nel ristorante Eaté, che propone una cucina a base di pesce locale, impreziosita dalle erbe dei suoi giardini e orto botanico.

Bilancia: il segno esteta sempre alla ricerca di bellezza e eleganza
Per la Bilancia, sempre alla ricerca della bellezza, in ogni aspetto e anche nel piatto, l’Eitch Borromini di Roma è la meta giusta. Dimora storica affacciata su Piazza Navona, offre lo charme senza tempo del palazzo nobiliare e un ristorante panoramico gourmet che si affaccia sull’iconica piazza. Il ristorante Terrazza Borromini propone i classici della cucina romana rivisitati e alleggeriti e si sviluppa nelle sale che si affacciano su Piazza Navona, impreziosite dagli affreschi del Bernini: tanta bellezza saprà conquistare il segno più esteta dello zodiaco. Nei mesi estivi, il servizio è esteso alla terrazza incastonata tra il campanile e la magnifica cupola di Sant’Agnese.

Scorpione: incostante e desideroso di cambiare
Segno impulsivo, complicato, volubile, ama cambiare idea, scenario, e anche cucina. Quando va in vacanza l’ideale è avere sempre a portata di mano molteplici opzioni, per scegliere all’ultimo e cambiare ogni giorno.

Al Park Hotel Marinetta, situato sul mare a Marina di Bibbona, nella splendida Costa degli Etruschi, ci sono ben 3 ristoranti di tipologia diversa. Un innovativo viaggio fra i sapori: gli ospiti potranno gustare piatti gourmet a colazione, pranzo o cena in uno dei tre ristoranti dell’hotel (Ombra della Sera, Anfora di Baratti, Granace) dove assaporare la magica combinazione di prodotti a Km zero, cucinati dallo chef Daniele Arzilli secondo la tradizione toscana, rivisitata con un pizzico di creatività.

Sagittario: anticonformismo e impegno ambientale
E per il segno zodiacale che è l’anticonformista per eccellenza, quello che cerca sempre nuovi confini e nuove esperienza, anche culinarie, insofferente alle tradizioni, alle abitudini, al noto….il consiglio è senz’altro andare alle Maldive, con Atmosphere Core, ed immergersi in aromi e sapori esotici e inconsueti. Le Maldive sono una meta molto interessante anche dal punto di vista culinario, non solo da quello ambientale e faunistico. Particolarmente interessante da scoprire è il ristorante vegetariano “Just Veg” del resort Atmosphere Kanifushi, primo ristorante vegetariano di alta cucina delle Maldive, il cui menù è curato dallo Chef Fabrizio Marino, che rispetta la natura andando a braccetto con i temi di sostenibilità e conservazione dell’ambiente.

Capricorno: esigente e raffinato
Il Capricorno è un segno molto esigente: perfezionista e stakanovista, quando smette di lavorare e si ritaglia momenti di piacere a tavola e in viaggio, vuole il meglio. Lo storico Hotel Santa Caterina, 5 stelle lusso è una cornice da sogno saprà conquistarlo e avvolgerlo nella fragranza dei suoi giardini di limoni, che ha anche proprietà rilassanti. La magia del profumo di limone e la raffinata perfezione che caratterizza tutta la struttura, proseguono anche a tavola: al Ristornate Glicine, 1 stella Michelin, uno dei cavalli di battaglia dello Chef Giuseppe Stanzione, sono gli Spaghettini al Limone Sfusato di Amalfi e il Soufflé al Limone con Gelato agli Agrumi.

Acquario: curioso e viaggiatore
Questo segno zodiacale vuole provare sempre cose nuove, adora viaggiare, esplorare…per l’Acquario ci vuole una meta straniera, perché ama sperimentare nuovi piatti e profumi. Lisbona è una meta capace di gratificare i palati curiosi con la sua varietà: bacalhau, arroz de marisco, pasteis de nata, fino al liquore locale a base di amarena, la Ginjinha. Per il soggiorno, con Heritage Hotels c’è l’imbarazzo della scelta: sono 5 alberghi di charme situati in punti differenti del centro storico della capitale portoghese. Tutti garantiscono le più moderne comodità e un’eleganza senza tempo.

Pesci: romantici e delicati
Delicati d’animo e nei gusti, i Pesci amano sapori ed atmosfere rarefatte. Al Grand Hotel Palatino di Roma, albergo 4 stelle situato nel quartiere Monti a ridosso dell’ampia zona archeologica che include Colosseo e Fori imperiali, viene proposta una cucina prevalentemente di mare. Qui l’atmosfera senza tempo della Roma antica va a braccetto con proposte culinarie semplici ed eleganti. Lo Chef Giuseppe Mulargia al Ristorante Le Spighe presenta un menu à la carte e menù degustazione ispirato al litorale romano.

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Hilton Milan è…. la Milano Fashion Week in un sorso

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Durante la Milano Fashion Week, il capoluogo meneghino si veste con i suoi abiti più glam: le vie del centro si animano di fashion insider e designer, le vetrine delle grandi maison espongono le nuove collezioni e i quartieri cittadini interpretano, ciascuno a modo proprio, il Milanese Style.

Sono proprio i diversi volti della moda milanese a ispirare la nuova drink list di CotoliAMO Bistrot dell’Hilton Milan: nove cocktail signature e quattro proposte analcoliche trasformano alcuni degli indirizzi più iconici e imperdibili per fashion lover e insider della città in altrettante esperienze tutte da sorseggiare.

Si parte dal cuore pulsante di Milano con Il Vetraio del Duomo, tributo alla maestosità della Cattedrale e alla sua eleganza senza tempo: Gin CotoliAMO allo zafferano, vermouth dry e bitter ai fiori d’arancio incontrano una cialda di Grana Padano e delicati petali d’oro, in una composizione che richiama la cura sartoriale dei dettagli. Da qui, si attraversa Piazza Cordusio, dove le sapienti mani degli artigiani si fanno portavoce dell’allure milanese, come racconta Bottega del Cordusio, un cocktail intenso ma fresco, urbano e sofisticato: Ramazzotti, Monkey 47 e Italicus costruiscono una trama aromatica vivacizzata da lime e tonica mediterranea e completata dal sentore erbaceo della salvia. Si passa poi in Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo di una metropoli che da sempre fa dello shopping una vera e propria esperienza artistica. A celebrarla è Alta Galleria, una proposta dal carattere deciso che gioca sull’incontro tra dolce, piccante e acidità con rum alla cannella, Fernet Branca Menta, passion fruit e lime che si fondono con ginger beer e un tocco di peperoncino cayenna, per un finale speziato e sorprendente.

Per chi è alla ricerca di una location scenografica dove sfoggiare un look da favola è immancabile una tappa al Teatro alla Scala, a cui si ispira Scala 1778 con l’avvolgente aroma del Bourbon e la rotondità del Frangelico, o lungo i suggestivi canali della città sorseggiando l’omonimo Naviglio Amaro Affumicato dalle sfumature intense della foam al caffè e dell’affumicatura finale.

Il viaggio prosegue verso la Milano più contemporanea, quella delle architetture avveniristiche e dei grandi nomi internazionali di Porta Nuova. Qui entra in scena Terminal Gae Aulenti, un blend vivace a base di vodka infusa al timo, ibisco e ananas, espressione di un distretto in cui convivono moda, design, arte e nuove tendenze. Ma la creatività meneghina non si ferma alle grandi insegne. Spostandosi verso Isola, infatti, lo stile assume una personalità più indipendente, sperimentale e unconventional. La sua energia trova forma in Isola Breeze, dove tequila, soda al pompelmo e basilico regalano un sorso fresco e aromatico. Seguendo le contaminazioni che caratterizzano il tessuto cittadino, si arriva in Via Paolo Sarpi, dove l’anima multiculturale rivive in Sarpi Fusion, con ginger, lychee e cetriolo.

Se, invece, si vuole coniugare il piacere della mixology alla leggerezza dell’alcool free, la scelta non può che ricadere su Botanic Brera che porta nel bicchiere una ricercata combinazione di note floreali e fruttate, ideale da gustare mentre si passeggia fra le vie acciottolate alla ricerca dell’ultimo trend.

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Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking

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Lo chef Cogliandro e il Maestro Gelatiere calabrese trasformano il gelato in un elemento della cucina salata con una Tagliatella di Seppie, crema di avocado e gelato al cetriolo con infusione di origano selvatico.

Dal 12 al 15 settembre il Lungomare Italo Falcomatà torna a trasformarsi nel grande palcoscenico di Scirubetta – Festival del Gelato Artigianale, giunto alla sua quinta edizione.

Una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare il gelato in un vero strumento di incontro tra culture, professionalità e territori e che nel 2026 rafforza ulteriormente la propria dimensione internazionale, con 34 maestri gelatieri italiani e internazionali, provenienti da sette Paesi esteri.

Dopo il successo della precedente edizione, che ha fatto registrare oltre 100 mila presenze, Reggio Calabria si prepara dunque ad accogliere ancora una volta professionisti, appassionati e pubblico in quattro giornate dedicate al gelato artigianale, con degustazioni, incontri, laboratori, formazione, spettacoli e show cooking. Ed è proprio con uno show cooking a quattro mani che si aprirà il programma dedicato alla cucina.

Protagonisti saranno lo chef Filippo Cogliandro e il Maestro Gelatiere Alberto Vitaro, due percorsi professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune: portare il gelato oltre il tradizionale confine del dessert e trasformarlo in un elemento della cucina contemporanea.

La collaborazione prende forma in un piatto nel quale la componente marina incontra quella vegetale e aromatica:
Tagliatella di Seppie, crema di Avocado e gelato al Cetriolo con infusione di Origano selvatico
La seppia, cotta a bassa temperatura, viene successivamente arrotolata e raffreddata per poter essere affettata sottilmente, fino a ottenere la caratteristica forma della tagliatella.

La sua naturale sapidità marina rimane protagonista, senza essere sovrastata da condimenti invasivi.
A completare il piatto arriva la crema di avocado, mentre il gelato al cetriolo, realizzato dal Maestro Gelatiere Alberto Vitaro e caratterizzato da un’infusione di origano selvatico, introduce una componente fredda, fresca e aromatica.

Il risultato è un dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: la cucina salata e la gelateria artigianale.

«L’idea non era semplicemente aggiungere un gelato a un piatto – spiega lo chef Filippo Cogliandro – ma costruire insieme ad Alberto un piatto nel quale il gelato avesse una vera funzione gastronomica. La seppia mantiene tutta la sua identità marina, mentre il cetriolo porta freschezza e l’origano selvatico aggiunge un profumo che appartiene alla nostra terra. Il lavoro di Alberto è stato fondamentale per trasformare questa idea in un elemento capace di stare nel piatto e dialogare con la seppia».

Per Alberto Vitaro, la sfida è stata invece quella di interpretare ingredienti e profumi abitualmente associati alla cucina salata attraverso la tecnica del gelato artigianale, creando una preparazione capace di inserirsi nell’equilibrio complessivo del piatto.

È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dello show cooking: non un gelato semplicemente accostato alla cucina, ma il gelato pensato insieme alla cucina, fin dalla progettazione del piatto.

La partecipazione di Cogliandro e Vitaro si inserisce così nello spirito di Scirubetta 2026, dove il gelato diventa occasione di confronto tra tecniche, sensibilità e interpretazioni differenti.

Un confronto che parte dalla Calabria e guarda al mondo, mettendo in relazione la tradizione artigianale con la ricerca gastronomica contemporanea.
E se il festival nasce intorno al gelato, l’apertura degli show cooking sembra voler lanciare subito una provocazione gastronomica: fino a dove può arrivare un gelato quando incontra la cucina d’autore?

La risposta arriverà sul Lungomare Falcomatà, il 12 settembre, con Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro.

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Reggio Calabria, torna la magia delle “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro: protagonista la Tosca di Puccini

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Tornano a Reggio Calabria le suggestive “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro. Appuntamenti che uniscono musica, cultura e cucina nella splendida cornice de L’Accademia Gourmet.

Un nuovo e atteso evento, dunque è in programma per domenica 29 marzo 2026 alle ore 20 e 30, subito dopo lo spettacolo in scena al Teatro Cilea. L’Accademia Gourmet aprirà infatti le sue porte per una serata speciale dedicata alla “Tosca” di Giacomo Puccini, trasformando l’opera lirica in un vero e proprio percorso sensoriale al quale parteciperà anche il cast dello spettacolo, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.

Protagonista della serata sarà un menù tematico ispirato all’opera, unico e irripetibile, pensato per accompagnare i commensali in un viaggio tra gusto e narrazione. Ogni portata sarà infatti abbinata ai momenti della celebre pièce lirica.

Un’iniziativa che trasforma la cucina in espressione culturale, in un’esperienza immersiva che celebra il patrimonio lirico italiano.

A guidare questo racconto culinario sarà il professor Filippo Arillotta, che introdurrà ogni piatto con aneddoti e cenni storici, accompagnando il pubblico dentro l’atmosfera culturale e artistica dell’epoca. L’intera serata sarà infatti caratterizzata da uno stile ispirato agli anni ‘20, capace di ricreare un clima elegante e suggestivo grazie anche alla event manager Patrizia Sorrentino.

Dall’apertura luminosa del cocktail, creato ad arte dal bartender Carmelo Martino, fino al dessert finale, ogni portata racconterà un passaggio dell’opera, trasformando le emozioni della Tosca in un originale percorso gastronomico.

“La cucina per Tosca” di chef Cogliandro, raccontata con cura e cultura, non è  un semplice repertorio di ricette ma è un linguaggio culturale. La tradizione e la creatività nel piatto si collocano in questa luminosa location sul mare per un progetto di cultura che intreccia cibo, prodotti del territorio, persone, cose, eventi, memoria e visione contemporanea, restituendo alla gastronomia del territorio la sua profonda identità.

Non solo cena….quello dello chef Filippo Cogliandro è un viaggio sensoriale attraverso la Calabria più autentica,  ogni immagine è pensata come un racconto, una storia dove si scoprono prodotti che parlano di territorio, gesti antichi che resistono al tempo, tavole che diventano luoghi di incontro. La luce magica che si respira all’Accademia, i suoi colori e i dettagli creano un racconto che contribuisce a delineare un’idea di cucina contemporanea, in continua evoluzione, capace di fondere insieme tradizione e sperimentazione.

Un appuntamento prestigioso che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: “Ogni piatto – sono le parole di Cogliandro – è una scena, ogni sapore è un’emozione, raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi”.

Un appuntamento che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Ristorante L’Accademia Gourmet
Largo Cristoforo Colombo, 9
89125 Reggio Calabria

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