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Il mood del painting torna a Milano

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L’energia della vita non si arresta, neppure davanti alla morte. Perche’ la morte, di fronte al coraggio della vita, perde. E torna la speranza. In questa coda d’estate milanese continua presso le Gallerie d’Italia in piazza della scala sino al 3 ottobre 2021 una mostra sulla vitalità degli anni 80 nel solco del mood del painting.
Dal titolo suggestivo “Painting is back: la pittura in Italia”  ovvero come recita il comunicato stampa: “uno sguardo inedito sulla pittura italiana attraverso un percorso ideato da Luca Massimo Barbero. Partendo da un titolo che è già un paradosso – Painting is back – poiché la pittura in Italia in realtà non è mai tramontata, ad oltre un quarantennio da quei polimorfi e vitali anni Ottanta, la mostra propone una prima indagine sui protagonisti di quel decennio, che hanno provocatoriamente inteso la pittura come capacità felice e rapace di dipingere il mondo con una vitalità nuova e che, da subito, ebbero una visibilità internazionale e una fama tracimante“.

IMMAGINE GUIDA

Il mood del painting prosegue per fare spazio poi in modo inedito a Giovanni Gastel ed il corpo scultoreo di Roberto Bolle in una mostra fotografica di ritratti inediti.

Con Passo a due. Roberto Bolle Giovanni Gastel realizzata nell’ambito di OnDance – Accendiamo la danza, creata da Artedanza Srl,  di cui la Banca è Main Partner oggettivamente parlando, si spalancano le porte del mood del painting alla fotografia: nella pittura nessun mood è infatti buono o cattivo cosi come nel ritratto fotografico, dove in alcuni scatti semplicemente, ci si sente più a proprio agio che di altri. Luce, bianco e nero, ad esempio, nelle pose plastiche del ballerino. Dove la sua concentrazione, diventa stato d’animo di un tutto armonico, non solo una parte del suo essere “umano”.
Attraverso il mood del painting le Gallerie offriranno poi anche altro.
Per esempio proseguirà poi, dal 10 settembre 2021 il progetto site specific di Francesca Leone e curata da Andrea Villani dove scarto e rifiuto diventano opere povere tra cemento e lamiere. Concludendo poi, nel solco di questo mood, dal 15 settrembre  (quale ideale collegamento tra la città di Firenze e quella di Milano) arrivano le opere di Jeff Koons “Gazing Ball. Centaur e Lapith Maiden” che, come recita il comunicato stampa è “un anticipo della grande mostra dedicata all’artista americano che apre il 2 ottobre a Palazzo Strozzi, di cui Intesa Sanpaolo è Main Partner“.
Artisti insomma, che mostrano emozioni e che vanno dalla gioia alla curiosità alla luce, dalla povertà del materiale all’immensità del cielo. Purezze policrome e monocromie di gesso. coerenza visiva e opere come materiali.

Bentornati alla vita. Nel mood dell’arte e del painting.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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Eventi

Rosanna Bianchi Piccoli. Ricerca etno-socio-antropologica 1957–1963

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Venerdì 3 settembre alle 17.30 nei rinnovati antichi spazi dell’ISIA di Faenza sarà inaugurata la mostra Rosanna Bianchi Piccoli. Ricerca etno-socio-antropologica 1957–1963, curata da Anty Pansera, promossa dall’Associazione DcomeDesign e organizzata con ISIA Faenza e con il patrocinio di Comune di Faenza e Amici della Ceramica e del MIC di Faenza, in concomitanza con la seconda edizione della manifestazione Made in Italy dell’Ente Ceramica Faenza.

L’evento espositivo è un omaggio alla ceramista Rosanna Bianchi Piccoli, che, dalla fine degli anni Cinquanta, si è dedicata al design ceramico con passione e spirito innovativo, sempre in contatto con gli artisti del suo tempo – da Lucio Fontana a Giò e Arnaldo Pomodoro – e capace di imporsi grazie a uno stile personale, caratterizzato dalla profonda conoscenza del materiale ma allo stesso tempo costantemente aperto alle ricerche contemporanee.

Rosanna Bianchi Piccoli (Milano, 1929) apre il suo primo studio a Milano dopo il Liceo Artistico e parallelamente frequenta la Scuola di Pittura di Carlo Carrà e di Mauro Reggiani all’Accademia di Belle Arti di Brera. Fin da giovanissima viaggia in tutta Europa: nei paesi d’Oltralpe, dove l’unità delle arti – pura, applicata, decorativa e design – è una realtà assodata; in Danimarca, Svezia e Finlandia, dove si interessa alla produzione industriale. Alla fine degli anni Cinquanta, tra il 1957 e il 1963, inizia per l’E.N.A.P.I (l’Ente Nazionale Artigianato e Piccole Industrie) un progetto pilota dal taglio etno/socio/antropologico sulla grammatica ceramica del passato allo scopo di individuare una sintassi contemporanea. Un lavoro di ampio respiro che la porta da Milano alle Marche, dall’Abbruzzo alla Sicilia, e le permette di incontrare i “mastri artigiani”, come il milanese Romeo Daccò, Zizi Tritapepe di Lanciano, Litterio Iachetta di Collesano nelle Madonie, i Fabiani di Fratte Rosa, cocciai dal 1730. Come scrive la curatrice Anty Pansera, past president dell’istituto faentino, nel catalogo della mostra: “Rosanna ha studiato a fondo i tratti, le caratteristiche, le specificità essenziali della tradizionale ceramica italiana, e così ha saputo rivisitarle/reinventarle dando loro nuove funzioni anche del decoro: progettando/mettendo in forma pezzi vitali, ever green, che continuano a saper suscitare suggestioni ed emozioni, rigenerando anche antichi colori. La sua padronanza della materia una valenza indiscutibile e indiscussa, ben visibile”.

L’esposizione all’ISIA di Faenza è composta da 33 pezzi provenienti dalla collezione di Rosanna Bianchi Piccoli, realizzati in Abruzzo, Marche e Sicilia tra il 1958 e il 1963, alcuni dei quali prodotti appositamente in occasione della mostra a partire dal progetto originale: oggetti d’uso comune senza tempo, insieme antichi e moderni, contraddistinti da un’intensa ricchezza formale, che la ceramista aveva appreso nelle antiche botteghe dei maestri e che aveva imparato felicemente a reinterpretare, con il suo approccio intellettuale di donna colta e raffinata.

Maria Concetta Cossa, Direttore di ISIA Faenza, scrive nel suo testo in catalogo: “Rosanna si era fatta valere – cosa non facile per una donna che nell’immediato dopoguerra aveva scelto un mestiere storicamente maschile e addirittura confrontandosi con le botteghe più artigianali e inevitabilmente più arcaiche – lavorando come e meglio di un uomo, non temendo di “sporcarsi le mani”, di dormire nei retrobottega e di perseguire quel sogno utopistico di recuperare gli antichi saperi, le antiche manualità ormai spazzate via dall’avvento della civiltà industriale e del consumismo”.

Giovanna Cassese, Presidente di ISIA Faenza, aggiunge: “Questa mostra si inscrive perfettamente nella politica culturale dell’istituzione faentina degli ultimi cinque anni. La volontà di recupero del genius loci della ceramica, da cui è nato lo stesso ISIA più di quarant’anni fa, ci ha portato recentemente anche a riformulare in tal senso l’offerta formativa e a orientare le scelte di ricerca e produzione valorizzando il filone di ricerca del design ceramico, poiché crediamo fermamente nella formazione artistica come patrimonio dei luoghi e nel suo ineludibile ruolo nel sistema del contemporaneo e per il destino del Made in Italy. Dopo ‘Dona un tuo libro all’ISIA’ è  iniziata anche la campagna ‘Dona una tua ceramica al’ISIA’, e proprio grazie alla donazione di Rosanna nascerà una piccola ma importante collezione di straordinari pezzi di design ceramico, un patrimonio essenziale per la didattica e la ricerca”. 

Rosanna Bianchi Piccoli nasce nel 1929 a Milano dove vive e lavora. Frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Brera e in seguito il Laboratorio Tecnico Sperimentale all’Istituto d’Arte G. Ballardini di Faenza. Vince numerosi premi e partecipa a decine di esposizioni, tra cui le Triennali di Milano del 1960 e del 1964 e la Biennale di Venezia del 1972. Suoi pezzi sono stati esposti in importanti musei internazionali quali Palais de Beaulieu – Museo Arti Decorative di Losanna, Louisiana Museum di Humlebek in Danimarca, Vitra Design Museum di Weil am Rhein in Germania, Norway Design Galleryn di Oslo, PAC, Padiglione dell’Arte Contemporanea – Milano, MIC Museo Internazionale della Ceramica in Faenza, Museu de Arte Brasilera di San Paolo e Design Museum della Triennale di Milano.

Mostra Rosanna Bianchi Piccoli.
Ricerca etno-socio-antropologica 1957-1963
Date 3 settembre 2021 – 8 ottobre 2021
Inaugurazione: Venerdì 3 settembre, ore 17.30 
Sede
ISIA Faenza,
Corso Mazzini, 93 – 48018 Faenza (RA)
A cura di Anty Pansera
Promossa da Associazione DcomeDesign
Organizzato con ISIA Faenza
Con il patrocinio di Comune di Faenza e Amici della Ceramica e del MIC – Faenza
Catalogo edito da DcomeDesign
Testi critici di Rosanna Bianchi Piccoli, Giovanna Cassese, Maria Concetta Cossa, Anty Pansera
Progetto dell’allestimento di Maria Concetta Cossa
Orari: dal lunedì a venerdì, dalle 10 alle 17

Orari speciali per Made in Italy:
sabato 4 settembre dalle 10 alle 18; domenica 5 settembre dalle ore 10 alle 13.

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Nuove date per la mostra di Banksy al Teatro Nuovo di Milano: dall’8 settembre al 31 ottobre 2021

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Il Teatro Nuovo di Milano continua a puntare su Banksy e così, dall’8 settembre fino al 31 ottobre 2021, l’appuntamento è in Piazza San Babila 3, per la mostra “THE WORLD OF BANKSY – THE IMMERSIVE EXPERIENCE”. Una mostra immersiva con oltre 100 splendide opere d’arte e murales realizzati da giovani artisti anonimi di tutta Europa che raccontano il mondo del misterioso artista britannico, famoso per affrontare con ironia temi politici e di denuncia sociale. Il percorso, all’interno del magnifico teatro di oltre 600 mq, propone una panoramica del lavoro, delle influenze e dell’ispirazione di Bansky. Tra le opere non mancano quelle iconiche come, “Girl with Balloon” e “Flower Thrower”, ma anche materiali mai esposti prima, relativi a grandi progetti. Di opera in opera, si possono studiare le differenti tecniche e i vari linguaggi usati dall’artista per condividere le sue idee.

A completare l’iter, una speciale sezione video racconterà al pubblico i murales che Banksy ha realizzato in diversi luoghi del mondo, evidenziando così quanto il Genius loci sia un aspetto fondamentale nel suo lavoro: molti lavori nascono infatti anche semplicemente in funzione dei e per i luoghi in cui sono realizzati.

Un percorso insolito, ma coerente con la mission di un teatro come il Nuovo, ovvero quella di fornire a ogni fascia di pubblico le chiavi di lettura per comprendere (e apprezzare) le culture e l’arte del mondo attraverso tutte le arti visive, performative e sonore.

Nessun problema con la sicurezza che rispetta i più alti standard, grazie a un piano completo di sanificazione e ingressi contingentati per garantire agli ospiti un’esperienza confortevole e in piena tranquillità.

Per ulteriori informazioni: https://theworldofbanksy.it/

ORARI
Mercoledì – venerdì
12.00- 20.00
sabato – domenica
10.00- 20.00
ULTIMO INGRESSO UN’ORA PRIMA

SEDE
Teatro Nuovo di Milano
Piazza San Babila 3, Milano
La biglietteria sarà aperta dal mercoledì alla domenica rispettando gli orari d’apertura.
È possibile acquistare biglietti su:
www.teatronuovo.it

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Mostra Andrea Chiesi NATURA VINCIT

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Apre venerdì 18 giugno 2021 dalle 17 alle 21, all’interno delle sale di cultura al San Paolo (ex Chiesa e Sala delle Monache), la mostra personale di Andrea Chiesi dal titolo NATURA VINCIT, a cura di Fulvio Chimento. L’evento espositivo, organizzato da Associazione CerchioStella, in collaborazione con D406 e Comune di Modena, con il sostegno di Gruppo Hera e il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, è aperto al pubblico con ingresso libero fino al 19 settembre 2021.

L’ex Chiesa di San Paolo e la Sala delle Monache riaprono al pubblico dopo i lavori di restauro con una personale di Andrea Chiesi, uno dei più noti pittori italiani, nato a Modena nel 1966. Il titolo, NATURA VINCIT, trae ispirazione dalle opere presenti in mostra, che testimoniano la potenziale rinascita dell’uomo attraverso un percorso spirituale in cui la natura è per l’artista una guida costante e ispiratrice. Il progetto ideato da Andrea Chiesi nasce appositamente per i due ambienti religiosi modenesi, al fine di valorizzare le loro strutture di pregio, ora restituite al pubblico e alla cittadinanza. Le due sale che compongono l’edificio risultano contigue dal punto di vista tematico, ma anche in relazione alla cifra stilistica utilizzata dall’artista. Per questa occasione la progettazione dell’allestimento è stata ideata da Saggion-Paganello.

La prima sala, l’ex Chiesa, viene in questo progetto denominata Eschatos (“luoghi ultimi”), poiché presenta opere che hanno per soggetto strutture connesse all’archeologia industriale che costellano il territorio italiano. Il suggestivo allestimento di questo ambiente prevede esclusivamente dipinti a olio realizzati da Chiesi nell’ultimo decennio. Le opere selezionate risultano rappresentative della produzione che ha reso celebre l’artista modenese nel panorama italiano e internazionale. In queste tele Chiesi documenta le macerie lasciate dalla produzione industriale, rimandando al rapporto “a perdere” tra l’uomo e la macchina: l’artista descrive dei corpi-fabbrica sui quali le categorie di spazio e di tempo hanno esercitato con violenza la propria azione.

La seconda sala, la Sala delle Monache affrescata, prende in mostra il nome di Anastasis (“resurrezione”), in riferimento alla potenziale rinascita dello spirito. In questo ambiente vengono presentate opere a inchiostro su carta di grande formato, esclusivamente di recente produzione, che caratterizzano la ricerca attuale dell’artista. I lavori raccontano la riappropriazione da parte della natura del proprio ambiente-paesaggio, evidenziando la capacità di sopravvivenza e di rinascita delle specie vegetali anche in condizioni di forte antropizzazione. Il parallelismo più stringente sembra essere quello tra le piante infestanti (in grado di crescere e colonizzare i luoghi abbandonati) e il ruolo stesso dell’artista nella contemporaneità, che prolifera di intuizioni e idee da ascrivere al presente. Le opere di Chiesi contenute in questa location alludono anche a un presupposto di perenne rinnovamento della pittura in un’era fortemente marcata dalla digitalizzazione dei linguaggi artistici.

Nello stesso ambiente Chiesi mostra anche una preziosa serie di disegni su carta e taccuini disposti all’interno di tavoli di vetro, nei quali l’artista costruisce un’affascinante narrazione in progress della città di Modena, con riferimento a luoghi topici, che riflettono l’inconscio collettivo dei suoi abitanti. Questa terza sezione viene definita Insulae (“isole”), termine utilizzato in urbanistica per designare luoghi simbolici dall’alto valore artistico e “umano”, che sono stati dimenticati dal tempo, ma che sono carichi di fascino e di storia.

Andrea Chiesi (Italia, 1966) nasce a Modena, dove vive e lavora. È vincitore del Premio Cairo Communication nel 2004, del Premio Terna nel 2008 e della seconda edizione del Gotham Prize di New York, indetto dall’Istituto Italiano di Cultura nel 2012. Si forma frequentando la scena della controcultura della prima metà degli anni Ottanta, esordendo come disegnatore per pubblicazioni indipendenti. Nel corso degli anni sviluppa una ricerca sul paesaggio contemporaneo, il tempo, la memoria, l’impermanenza e la vacuità, attraverso una pittura a olio su tela, tendente all’esasperazione delle strutture, allo studio della luce, dell’ombra e della penombra. Nei lavori più recenti indaga il ritorno della natura nei luoghi abbandonati dall’uomo, rielaborando studi di sacre scritture, testi escatologici e la concezione epicurea della natura attraverso il disegno su carta con pennarelli e inchiostro di china. Tra le location che hanno ospitato le sue mostre si segnalano il PAC di Milano, la Galleria d’Arte Moderna di Bologna, il Palazzo Reale di Torino, il Chelsea Art Museum e la Galleria Nohra Haime di New York, la Galleria Being 3 di Pechino, la Galleria NM di Montecarlo, la Galleria Guidi&Schoen di Genova, la Galleria D406 di Modena. Insegna pittura all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e di Macerata.

Fulvio Chimento (Roma, 1979) vive e lavora in Emilia-Romagna. Nella sede espositiva di Palazzo Vizzani a Bologna cura nel 2021 la personale di Alessandro Pessoli City of God, nel 2020 la mostra Filigrana, che coinvolge Stefano Arienti, Pierpaolo Campanini e Maurizio Mercuri, e nel 2019 Alchemilla, con Cuoghi Corsello e Claudia Losi. Nel 2020 cura Arcipelago fossile, progetto site specific allestito sulle Dolomiti a Cortina (BL). Nel 2019 è promotore del progetto Amore e Rivoluzione in via del Mandrione a Roma, e curatore di Stanze. Odes to the Present, presso la Keats-Shelley House di Roma. È ideatore di Ailanto, progetto artistico itinerante che dal 2016 al 2018 ha trovato attuazione in tre città italiane: Ailanto<3, Parco Archeologico dell’Appia Antica (Roma, 2018), in collaborazione con il MiBAC; Ailanto Padiglione Tineo, Orto Botanico (Palermo, 2016); Ailanto (Ailanthus Altissima), Biblioteca Poletti (Modena, 2016). Nel 2016 è co-ideatore di EFFIMERA, rassegna artistica dedicata ai Nuovi Media realizzata in collaborazione con la Galleria Civica di Modena (due edizioni, nel 2016 e 2017). Per la casa editrice Mimesis pubblica nel 2015 il volume Arte italiana del terzo millennio.

VADEMECUM

Mostra: Andrea Chiesi. NATURA VINCIT
Sede: Ex Chiesa di San Paolo e Sala delle Monache, via Selmi 63, Modena
A cura di: Fulvio Chimento
Organizzata da: CerchioStella
In collaborazione con: D406 e Comune di Modena
Con il sostegno di: Gruppo HERA
Con il patrocinio: Regione Emilia-Romagna
Apparati scenografici: Saggion-Paganello
Periodo: 18 giugno – 19 settembre 2021 (chiusura dal 2 al 26 agosto)
Orari di apertura: mercoledì: 16-20; venerdì: 17-21.30; sabato: 10-13 e 17-21.30; domenica: 16 -20
Ingresso libero senza prenotazione

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