Style & Luxury
Missione pancia piatta: come raggiungere l’obiettivo
La sedentarietà a cui ci ha inevitabilmente portato il lockdown insieme all’aumento di cibi ingeriti, anche per noia o ansia (fame nervosa) causate dal periodo, hanno sicuramente in parte destabilizzato il nostro organismo e il surplus di calorie introdotte nel nostro corpo ha fatto inevitabilmente lievitare l’addome e quindi il girovita di molte.
Drenare e sgonfiare diventano così le parole d’ordine del nuovo anno, con l’obiettivo di ritrovare il proprio peso forma. Perdere i chili acquisiti non è semplice, ma potrebbe essere molto utile iniziare a pensarci già da ora, anche per sbarazzarsi delle tossine accumulate e migliorare la digestione in modo da ottimizzare lo stato di salute generale in preparazione della primavera.
Vediamo da dove cominciare, con un approccio integrato che comprenda prodotti dermo-cosmetici, trattamenti in istituto e integratori alimentari.
Sgonfiare con Thé Ventre Plat LPG
Il nuovo Thé Ventre Plat LPG® nasce per aiutare la digestione e sgonfiare, ma non solo. Ideale se abbinato ai trattamenti LPG® endermologie® specifici per il girovita, è una sottile miscela di piante provenienti da agricoltura biologica selezionate per le loro proprietà digestive, “sgonfianti” e brucia-grassi, utili quindi per ritrovare una pancia piatta.
Ricco di antiossidanti, il tè verde supporta lo smaltimento dei grassi, finocchio, liquirizia e malva stimolano delicatamente il sistema digestivo, la menta piperita aiuta a calmare lo stomaco e a diminuire la sensazione di pesantezza riducendo il gonfiore, e la camomilla, con proprietà antispastiche, allevia i dolori legati ad una cattiva digestione.
Prezzo: 32 euro
www.endermologie.com
Il prodotto novità: BioNike Defence Body Gel Rimodellante
BioNike crede profondamente nel potere di sentirsi al meglio nel proprio corpo: la sua linea Defence Body, nata per prevenire e rispondere alle esigenze che la pelle del corpo può manifestare, propone trattamenti che coniugano efficacia e tollerabilità.
Dopo gli inestetismi della cellulite, il rimodellamento della silhouette è la principale problematica per le quali le donne ricercano una soluzione: ritmi frenetici e vita sedentaria, poche ore di sonno, alimentazione non corretta comportano un maggiore stoccaggio di grasso nel tessuto adiposo localizzato nelle «zone critiche» tra cui proprio la pancia.
Per rispondere a questa esigenza nel 2021 la linea BioNike si arricchisce con Defence Body Gel Rimodellante, il nuovo trattamento che contrasta con efficacia le adiposità localizzate, contribuendo a rassodare la pelle, migliorandone elasticità, compattezza e levigatezza già dopo una settimana.
Formulato con Bodyshape Complex, sinergia di attivi da alghe rosse, questo nuovo prodotto aiuta a contrastare gli accumuli adiposi su addome, fianchi, cosce e glutei.
Prezzo: 47,50 euro
www.bionike.it
Per un effetto urto gli Active Patch Bioline Jatò
Comodi e pratici, perchè non necessitano di tempi di stesura e assorbimento, gli Active Patch a diffusione continua della linea Body Concept di Bioline Jatò, trattano gli inestetismi cutanei causati da adiposità localizzata per ottenere una silhouette dall’aspetto più definito.
Gli Active Patch a diffusione continua svolgono un’azione d’urto sulle zone critiche del corpo (fianchi, addome, glutei) grazie a una calibrata concentrazione di sostanze funzionali – tra cui Caffeina, Zenzero e Ippocastano – e a un sistema a rilascio graduale, a garanzia di un effetto prolungato che dura fino a 24 ore. Adatti sia all’uomo che alla donna, i cerotti risultano invisibili sotto i vestiti, aderiscono perfettamente al corpo, si applicano in pochi istanti e il morbido materiale di cui sono fatti li rende confortevoli sia di giorno sia di notte.
Come utilizzarli? Bioline Jatò ha sviluppato due protocolli di utilizzo per un trattamento personalizzato a seconda delle aree interessate, dell’entità degli inestetismi e delle esigenze specifiche: un protocollo di due settimane che prevede l’utilizzo di 2 patch al giorno per 14 giorni e uno di quattro settimane che prevede l’utilizzo di 1 patch al giorno per 28 giorni.
https://bioline-jato.com
I trattamenti SPA mirati
All’Acquapura SPA, il centro benessere del Falkensteiner Hotel & Spa Alpenresidenz di Anterselva, sono due i trattamenti mirati a dedicati alla riduzione di centimetri e gonfiore.
Il trattamento Pancia Leggera (70 euro per 50 minuti) prevede che la pancia venga massaggiata per stimolare tutto l‘apparato digerente. Il massaggio rilassante con le coppette decongestiona la cavità addominale, riduce sensibilmente il girovita, stimola tutti gli organi addominali e rassoda, mentre le vibrazioni delle campane usate nel massaggio finale aprono i chakra.
Inoltre, l’Impacco alle Alghe (38 euro, 25 minut) agisce in maniera intensa, irrorando la pelle e stimolando il metabolismo. L‘effetto fortemente depurativo viene impiegato per la riduzione dei pannicoli adiposi, per una pelle bella e liscia e per modellare la silhouette con applicazioni regolari.
www.falkensteiner.com
Dal medico-estetico i trattamenti non invasivi
Tra i trattamenti medico-estetici non invasivi e sicuri per contrastare il surplus di centimetri del girovita c’è la tecnologia con le microonde selettive di Onda Coolwaves che agisce in modo mirato sugli accumuli adiposi localizzati, soprattutto nelle zone più critiche del corpo, quali fianchi, addome e cosce. Si tratta di uno strumento rapido ed efficace, con il quale si può realizzare un trattamento personalizzabile grazie ai 2 manipoli di cui è dotato il dispositivo, “Deep” e “Shallow” che trasferiscono le Coolwaves® in diverse profondità cutanee per una modulazione e un adattamento perfetto al paziente, al tipo di trattamento e alla zona da trattare.
Ideale sia per uomo che per donna, il trattamento Onda Coolwaves svolge un’azione di rimodellamento che ridefinisce le forme del corpo eliminando il grasso. Non solo ridurre, però, ma anche rassodare con Schwarzy, ultimo nato di Deka. Con Schwarzy è possibile tonificare e aumentare la muscolatura dell’addome in meno di trenta minuti con oltre 20.000 contrazioni per seduta grazie ai numerosi programmi che agiscono su 3 livelli di stimolazione muscolare: aerobico, rimodellamento e potenziamento.
“Onda è senza dubbio il dispositivo più rivoluzionario di questo momento per il body-contouring non invasivo. Questa tecnologia, che si basa sulla produzione di specifiche onde-fredde (coolwaves) in poco
tempo ha mandato in pensione molte altre apparecchiature presenti nelle nostre cliniche, come per esempio la radiofrequenza. Il trattamento medico con i manipoli di Onda in poche sedute riesce a tonificare qualsiasi area del corpo, eliminare accumuli adiposi e contrastare la cellulite.
Per apprezzare risultati evidenti è sufficiente sottoporsi ad una seduta al mese per 2 o 3 mesi al massimo. Per completare questa una tecnologia già vincente abbiamo deciso di affiancarle Schwarzy, l’ultimissima novità in campo di tonificazione muscolare e definizione estrema, che agisce rilasciando sequenze controllate di impulsi elettromagnetici. La combinazione quindi di onde-fredde e di impulsi elettromagnetici, seguendo protocolli specifici permette di migliorare la silhouette sia dei più pigri che combattono quotidianamente con accumuli adiposi”, dichiara il Dottor Andrea Spano, Chirurgo Plastico di theClinic a Milano.
Per info: www.theclinic.it
di Lidia Pregnolato per DailyMood.it
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Fashion News
Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo
Published
3 giorni agoon
9 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.
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Fashion News
Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion
Published
3 giorni agoon
8 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.
Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.
Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.
The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra
LOOK IN MOSTRA
Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.
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Sfilate
CHANEL Sfilata Primavera Estate 2027
Published
4 giorni agoon
7 Ottobre 2026By
DailyMood.it
La Conversation – Parte Tre – Volti diversi della stessa medaglia
«La bambina che ero un tempo è con me oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho acquisito i miei standard esigenti, ed è lei che sono riuscita a soddisfare. Nessuno mi è più vicino di lei. Lei mi deve tutto, e io le devo ciò che sono riuscita a dare al mio tempo.»
Gabrielle Chanel
«Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici sé, volti diversi della stessa medaglia. È come un gioco del cadavere squisito, in cui un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne dentro una donna. E qui si tratta di una donna, Gabrielle, che poi è diventata Chanel.»
Matthieu Blazy
La moda è malleabile e trasformativa, trasmettendo dal passato al presente e verso il futuro.
Le identità della moda cambiano e si trasformano, eppure, in relazione a una donna, sono sempre diverse e sempre le stesse. Nella collezione di questa stagione, Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a questi molteplici sé nel suo continuo dialogo con Gabrielle Chanel.
Dai suoi inizi agli anni più tardi, dalla rivelazione della biancheria in jersey all’inizio della collezione fino al suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una seconda pelle contro la carne nuda, leggero come un profumo. Qui, il continuum della moda Chanel si dimostra stratificato e circolare, con l’inizio che informa la fine.
Nella collezione, la giovane Gabrielle diventa le diverse donne Chanel che sarà. Ognuna porta l’altra dentro di sé, una storia stratificata di identità all’interno di una storia stratificata degli abiti che indossava. Questo è il suo personale viaggio nella moda: dalle costrizioni del corsetto e della sartoria edoardiana che un tempo aveva adottato e contro cui si era ribellata, alle sue idee riconfigurate e rivoluzionarie sul tailleur, indossato con disinvoltura e portato con leggerezza.
Le identità vengono provate, valorizzate, aggiunte, utilizzate come un gioco o, a volte, abbandonate e combattute. Lasciano dietro di sé tracce delle loro precedenti incarnazioni: linee di stecche d’ombra, il movimento di un peplo, il volant di un colletto, la curva di un corpino, che diventano i resti spettrali di vite della moda passate.
Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: l’abbigliamento formale maschile da giorno e da sera viene tagliato a vivo e trasformato in gilet, indossati con pantaloni, oppure riconfigurato in tailleur con gonna a matita.
Il mondo maschile scivola in quello femminile con abiti formali in stile anni Trenta, ricamati di paillettes e strutturati in sbieco, oppure lavorati a maglia e impreziositi da perline, abbastanza leggeri da essere infilati e indossati con la facilità di una T-shirt. I paradossi della femminilità sono al centro di ciascuno di essi.
Eppure, forse, è il flou a risultare più sorprendente quando imita il time-lapse delle formazioni delle nuvole, ottenuto sovrapponendo differenti pesi di trasparenze di seta stampata e tagli ampi e fluttuanti. Segna il mattino, l’ora dorata e il calare della notte; il passaggio del tempo.
Simboleggiato dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, un senso di libertà prende il volo attraverso gli abiti, posandosi a volte nella sua incarnazione aviaria come bottoni, gioielli e ricami.
Ma è nello straordinario sviluppo dei tessuti dell’atelier, sia intrecciati sia lavorati a maglia, che le sue capacità supreme risplendono, spingendo una concezione della libertà attraverso il movimento e la leggerezza.
Qui, la filosofia Chanel diventa non soltanto un motivo, ma un progetto di vita, qualcosa che è nel cuore della maison. Come la libertà stessa, non si tratta soltanto di vedere, ma di sentire.
Il capitolo finale della collezione chiude il cerchio, dalla seconda pelle della biancheria all’inizio della sua storia fino all’ultima incarnazione del tailleur nel nuovo «tweed smock».
Quest’ultimo rappresenta un’innovazione sorprendente: richiama il primo nella sua leggerezza senza sforzo, nella sua malleabilità e mobilità ottenute grazie all’elasticità, diventando un capo performante possibile soltanto oggi.
Eppure continua le tradizioni degli obiettivi ultimi di Gabrielle Chanel attraverso l’abito: movimento, espressione di sé, libertà.
A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene la stessa borsa 2.55 di Gabrielle Chanel proveniente dagli archivi del Patrimoine, la collezione ritorna a essa alla fine, indossata dalla stessa modella; gli accessori riflettono la stessa molteplicità di significati e di identità.
Ere ed epoche si fondono, in particolare nella varietà delle borse con patta, sia vecchie sia nuove. Dall’eleganza della pelletteria di un nuovo classico, con la sua chiusura a catena da orologio, passando per le borse nuvola e i loro segni del passaggio del tempo, fino alla minaudière a forma di gabbia per uccelli, con i suoi uccelli fuggiti, simbolo e significante, allo stesso tempo giocoso e profondo.
«Questa non è una collezione storica; è una collezione sulle storie stratificate di Gabrielle Chanel. Alla fine, Chanel ha preso il volo, e ogni passo che ha compiuto l’ha condotta verso la libertà, come un uccello.»
Matthieu Blazy
-
Mémoires de Coco, Louise de Vilmorin, Gallimard, 1999.
Copyright CHANEL
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