Sfilate
ZHONGFANG.LIJIN – Collezione Spring Summer 2027
La millenaria tradizione cinese della tessitura del broccato si è tramandata attraverso i secoli, evolvendo negli stili, nelle tecniche e nelle lavorazioni senza mai perdere il legame con le proprie radici culturali. Oggi questo patrimonio incontra la ricerca e la moda contemporanea, dando vita a un nuovo linguaggio capace di unire cultura orientale, alta manifattura tessile e design attraverso una rinnovata interpretazione dell’abito.
In occasione della Milano Fashion Week debutta la collezione Spring Summer 2027 “Brocade Reborn” di ZHONGFANG.LIJIN, sviluppata attorno al concetto di “Jin Mai” (锦脉), le trame vitali del broccato. Le venature della vita si intrecciano idealmente con trama e ordito del tessuto, dando origine a una nuova fase nell’utilizzo e nella reinterpretazione di questo materiale.
La collezione trae ispirazione dal mondo naturale e, in particolare, da elementi come la foglia di gelso, il bozzolo e la farfalla. Le loro venature, le ali e le texture vengono tradotte nelle superfici e nei dettagli dei tessuti, trasformando il broccato in silhouette caratterizzate da pieghe, strutture e motivi decorativi. Ogni look restituisce così l’energia e l’identità di una materia profondamente legata alla storia della cultura tessile cinese.
La palette cromatica affonda le proprie radici nella tradizione dei Cinque Elementi, Wu Xing, reinterpretata attraverso tonalità raffinate che richiamano la sensibilità estetica orientale.
Tianshui Bi è un verde-azzurro limpido, evocazione dell’acqua e del cielo.
Taoyao richiama la delicata tonalità del fiore di pesco.
Mihe si esprime in una morbida sfumatura miele-beige.
Yuebai è un bianco lunare attraversato da leggere note azzurre.
Dailan, infine, è un intenso blu indaco.
Tonalità profonde e sfumature più leggere si alternano e si fondono creando un equilibrio cromatico che evoca l’armonia e la continua rigenerazione della natura.
La rilevanza storica e culturale del broccato è oggi riconosciuta e tutelata dalle istituzioni cinesi come patrimonio culturale, a testimonianza del suo ruolo nella storia e nell’identità del Paese.
Con Brocade Reborn, ZHONGFANG.LIJIN attraversa il confine tra tradizione e futuro e restituisce nuova vita all’arte del broccato, permettendole di continuare a evolversi attraverso la moda. Una bellezza orientale che rinasce, si trasforma e supera continuamente ogni confine.
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Sfilate
Milano torna ad osare: la nuova stagione tra gonne, memoria e desiderio
Published
23 ore agoon
1 Ottobre 2026
La settimana della Milano Fashion Week si chiude lasciando una sensazione precisa: dopo diverse stagioni di sottrazione, la moda ha voglia di tornare a parlare a voce alta, non necessariamente attraverso il logo o l’ostentazione, ma attraverso la materia, il colore, il gesto, la silhouette. La Primavera/Estate 2027 sembra così prendere le distanze dalla perfezione algida del quiet luxury per recuperare una dimensione più istintiva del vestire: più decorazione, più stratificazione, più libertà nell’interpretare i codici. Dal 22 al 28 settembre 2026 Milano ha ospitato 61 sfilate, 88 presentazioni e 54 eventi, per un totale di 203 appuntamenti. L’apertura è stata affidata a Prada, mentre Giorgio Armani ha chiuso la settimana. Il risultato è una stagione attraversata da una domanda quasi elementare: che cosa significa vestirsi oggi? La risposta non è una sola. E forse è proprio questa la novità più interessante
La gonna, prima di tutto
Se esiste un capo capace di raccontare simbolicamente questa Fashion Week è la gonna. Non semplicemente perché sia tornata protagonista, ma perché Prada ha scelto di farne il soggetto esclusivo della propria collezione. Miuccia Prada e Raf Simons hanno costruito l’intera Primavera/Estate 2027 attorno alla sottana, trattandola come una sorta di tela bianca: mini e al ginocchio, lineari o plissettate, sfrangiate, ricamate, arricchite da cristalli e applicazioni. L’idea non è quella di una gonna-oggetto, ma di un capo aperto alla trasformazione, capace di cambiare significato attraverso materiali, proporzioni e styling. La coincidenza con il dibattito politico esploso nei giorni immediatamente precedenti la Fashion Week ha dato al tema una risonanza ulteriore. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo alla manifestazione Itaca a Formello, aveva parlato, ricevendo numerose critiche, della scelta di una futura moglie contrapponendo una donna «meno appariscente», più seria e affidabile, a una più appariscente, aggiungendo il riferimento a gonne «un po’ più lunghe». La collezione Prada era naturalmente progettata molto prima di quelle dichiarazioni, ma il tempismo ha prodotto una curiosa sovrapposizione fra costume, politica e moda: proprio mentre la gonna diventava oggetto di una discussione sul modo in cui una donna dovrebbe apparire, Prada la trasformava in uno spazio di possibilità. Una coincidenza, dunque, non un commento politico della maison, ma impossibile da ignorare.
Dolce&Gabbana e il ritorno della memoria
Se Prada lavora per sottrazione concettuale, Dolce&Gabbana torna invece alla memoria, all’archivio personale, alla ricchezza di un guardaroba vissuto. La collezione Primavera/Estate 2027 si chiama Stravaganza Siciliana e parte da un’idea di famiglia e di patrimonio: l’immagine della giovane donna che apre gli armadi delle generazioni precedenti e trova abiti degli anni Venti, Cinquanta e Settanta, mescolandoli senza una rigida gerarchia. Il risultato è una collezione volutamente eterogenea, più libera e giovane, che mantiene il DNA sensuale della maison ma lo porta verso una maggiore spontaneità. È un’altra forma di nostalgia rispetto a quella puramente archivistica. Non si tratta di ricostruire il passato, ma di indossarlo di nuovo, mescolandolo al presente.
Fendi, Maria Grazia Chiuri e l’italianità pop
Alla seconda prova di Maria Grazia Chiuri per Fendi il discorso cambia ancora. La designer guarda a un’Italia pop, musicale e cinematografica, scegliendo come una delle coordinate della collezione quella cultura popolare che passa dalla musica di Adriano Celentano alla Raffaella Carrà.
La colonna sonora dello show, con Prisencolinensinainciusol e Rumore, costruisce un’atmosfera ironica e immediatamente riconoscibile. Fendi sembra così cercare una forma di contemporaneità che non abbia bisogno di cancellare il proprio patrimonio romano. La memoria non viene trattata come una teca museale, ma come materiale vivo, da ricombinare. È una delle linee più interessanti emerse a Milano: l’heritage non come nostalgia, ma come materia prima.
Antonio Marras: la Sardegna diventa gioiello
Fra gli appuntamenti più personali della settimana c’è sicuramente quello di Antonio Marras, che porta in passerella una storia di matrimonio, festa e disordine. La sfilata si svolge all’aperto, nel Giardino Vincenzo Muccioli, con un lungo tavolo da banchetto disposto sul campo da basket e tappeti sovrapposti sull’asfalto. L’invito è una sorta di annuncio matrimoniale: quello di Ippolita e Antiogu, in Sardegna, il giorno dopo la notte di San Giovanni. Marras parte proprio da quel momento sospeso in cui la festa è finita, gli ospiti sono stanchi e tutto appare leggermente disfatto. La collezione procede così per stratificazioni: pizzi, ricami, stampe, tailoring, denim, volumi morbidi e dettagli preziosi. Una moda volutamente non perfetta, che trova nella sovrapposizione la propria energia. Ma il capitolo più prezioso è quello dei gioielli, nati dalla collaborazione con il talentuoso architetto e designer toscano Giovanni Raspini. Per lo show sono stati creati 53 pezzi unici — collane, bracciali, anelli, orecchini, spille e ornamenti per capelli — ispirati alla Sardegna, al Mediterraneo e all’immaginario di Marras. Bronzo, pietre dure, minerali, madreperla, resine, tessuti e pizzi entrano in composizioni che evocano maschere della tradizione sarda e forme naturali, dai fiori ai gechi, fino agli elementi marini. Qui il gioiello smette di essere un accessorio e diventa parte della narrazione stessa dell’abito.
Armani: eleganza, memoria e metamorfosi
La chiusura della Fashion Week è affidata a Giorgio Armani, in una fase particolarmente significativa per la maison. La collezione Primavera/Estate 2027, firmata da Silvana Armani, guarda alla storia della casa attraverso una rilettura essenziale e notturna. Nero, seta liquida, abiti da sera, bustier, superfici metalliche e dettagli di cristalli costruiscono una silhouette asciutta, sofisticata, profondamente Armani. Fra gli elementi più simbolici compare anche la rielaborazione dell’abito da Prima Comunione di Giorgio Armani. Le farfalle, ricamate e applicate, diventano il simbolo più evidente della collezione: una metafora di trasformazione che dialoga con la continuità della maison. La sensazione è quella di un passaggio di testimone affrontato attraverso la memoria, senza rinunciare alla grammatica fondamentale di Armani. Accanto alla collezione principale, Emporio Armani ha segnato un altro momento di transizione. Traces of Time è stata l’ultima collezione supervisionata da Leo Dell’Orco e Silvana Armani prima dell’arrivo di Dario Vitale. La presentazione, all’Armani/Teatro, si è sviluppata attraverso una progressione cromatica dal bianco al nero, passando per verde, grigio e greige , ma il vero tema è stato quello della materia e del tempo: superfici lavorate, texture e stratificazioni suggerivano non tanto il deterioramento quanto l’accumulo di tracce. È una delle immagini più coerenti con il sentimento generale della settimana: la moda non cancella ciò che è stato, lo stratifica.
Gucci, fra aristocrazia e strada
Da Gucci, Demna prosegue il lavoro iniziato con la maison cercando una sintesi fra le molte identità del marchio. La collezione mette insieme l’equitazione, il guardaroba borghese milanese, l’eveningwear e un’attitudine più ribelle. Particolarmente evidente il dialogo fra giacche da riding, trench, tartan, kilt, jeans portati bassi e grandi cinture. Il designer guarda anche alla Gucci degli anni Novanta e alla figura di Dawn Mello, tentando di riattivare quella dimensione aristocratica e sensuale senza trasformarla in semplice citazione. È forse qui che si vede meglio il nuovo rapporto della moda con l’archivio: non più revival, ma montaggio.
Moschino e la moda che torna nelle strade
Il debutto di Loris Messina e Simone Rizzo da Moschino è stato uno degli appuntamenti più attesi della settimana. Il duo, fondatore di Sunnei, ha scelto il tetto di un parcheggio alla periferia di Milano e una dinamica scenica insolita: centinaia di comparse attraversavano la passerella in direzione opposta rispetto alle modelle. Il messaggio era semplice: i vestiti devono appartenere anche alle strade e alle persone reali. È un dettaglio significativo in una Fashion Week che, nonostante il lusso e la spettacolarità, sembra continuamente interrogarsi sul rapporto fra passerella e vita quotidiana.
I trend: dal quiet luxury alla moda da vedere
Se si guarda alle collezioni nel loro insieme, emergono alcune direttrici molto nette. La gonna è il capo manifesto. Prada la trasforma in un intero linguaggio, ma lunghezze e interpretazioni diverse sono comparse in numerose collezioni. Il quiet luxury perde il monopolio. Colori, stampe, applicazioni, texture e stratificazioni riportano in primo piano una moda più decorativa. Non è necessariamente un ritorno all’opulenza tradizionale: è soprattutto il rifiuto dell’idea che il lusso debba essere sempre silenzioso. La giacca diventa un oggetto trasformabile. Si porta come blusa, sopra un abito, appoggiata sulle spalle, con proporzioni diverse dal consueto. Il tailoring rimane centrale, ma perde la rigidità della divisa. Il corpo torna visibile, ma senza una sola grammatica della sensualità. Trasparenze, lingerie, bustier, abiti aderenti e superfici scoperte convivono con tailoring e silhouette più composte. Il passato è il nuovo laboratorio. Dolce&Gabbana guarda agli armadi di famiglia, Fendi alla cultura pop italiana, Gucci agli anni Novanta, Armani alla propria storia. Gli archivi non sono più soltanto qualcosa da celebrare: diventano materia da trasformare. E infine c’è una tendenza forse ancora più importante, perché riguarda non un capo ma un atteggiamento: l’imperfezione. Da Jil Sander a Marras, dalla stratificazione di Prada alla libertà di Moschino, la moda Primavera/Estate 2027 sembra voler recuperare qualcosa di umano, irregolare, personale. Milano, ancora una volta, sceglie la complessità. Alla fine della settimana, più che una singola tendenza resta una direzione.
La moda milanese non sembra voler scegliere fra minimalismo e massimalismo, passato e futuro, lusso e strada. Li mette in collisione. La gonna può essere una pagina bianca da Prada, un simbolo di memoria da Dolce&Gabbana, un elemento fra molti da Marras. Il gioiello può diventare talismano. L’archivio può trasformarsi in futuro. È una moda meno interessata alla perfezione e più interessata alla personalità. E forse è proprio questo il messaggio più forte della Milano Fashion Week Primavera/Estate 2027: non esiste più un unico modo corretto di vestirsi. Esiste il modo in cui ciascuno decide di appropriarsi dei codici, mescolarli, deformarli e farli propri. La moda, insomma, torna a essere una questione di scelta. E la gonna — lunga, corta, plissettata, ricamata, preziosa o semplicissima — torna a essere semplicemente quello che dovrebbe essere: un abito da indossare, non una misura del carattere di chi lo porta.
Courtesy Photo: Fendi, Prada e Antonio Marras
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
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Sfilate
Becoming One: sashiko, sostenibilità e inclusione in passerella con MP Moda
Published
2 giorni agoon
30 Settembre 2026By
DailyMood.it
Durante la Milano Fashion Week, MP Moda International Fashion School ha portato in passerella “Becoming One”. 18 look firmati dagli allievi, sotto la direzione creativa di Maria Pidalà, raccontano una collezione in cui la tradizione del sashiko giapponese incontra linguaggi contemporanei: punti a vista, inserti e sovrapposizioni diventano segni grafici su silhouette strutturate, dove la manualità è protagonista assoluta.
L’evento è realizzato con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, a riconoscimento del valore culturale e formativo del progetto e del suo impegno verso una moda più responsabile, inclusiva e orientata alla sostenibilità.
Mani in passerella
Niente effetti speciali, solo tessuto, ago e filo. Il sashiko – antica tecnica di cucito e ricamo nata per riparare e rinforzare – viene reinterpretato come codice estetico contemporaneo. Ogni capo è il risultato di un percorso formativo che mette al centro la precisione del taglio, la consapevolezza del processo creativo e il rispetto per il tempo del fare.
Sostenibilità cucita addosso
La sostenibilità di “Becoming One” è un dettaglio che si indossa. Accessori, borse e scarpe chiudono i 18 look con una grammatica comune: recupero, artigianalità e rispetto per la materia. Gli accessori nascono dalle mani delle sarte di Spazio 3R – Riciclo, Ricucio, Riuso Impresa Sociale, che trasformano le rimanenze dei tessuti della collezione in piccoli oggetti di stile, rinnovando l’impegno dell’associazione nella formazione sartoriale delle nuove generazioni a Milano. Le borse sono firmate KATIA: modelli in limited edition e pezzi realizzati con materiali esclusivi recuperati da rimanenze di produzione, per una moda che fa dello scarto una risorsa. Le scarpe sono di Sarangelini, dove passione, selezione rigorosa delle materie prime e attenzione millimetrica al dettaglio disegnano un’eleganza senza tempo, in dialogo con i trend internazionali e radicata nella qualità artigianale del territorio. A completare il percorso, un pensiero speciale di Trama Plaza, realtà milanese attiva nel tessile con una forte attenzione alla cultura del tessuto e alla filiera: un gesto concreto per tenere viva la memoria dell’impegno nella sostenibilità, obiettivo fondamentale dell’organizzazione.
Becoming One: insieme, senza perdere l’identità
Il titolo racconta il cuore del progetto: individualità diverse che collaborano per un risultato condiviso, senza annullarsi. Inclusione, crescita reciproca e valorizzazione della persona passano attraverso il lavoro di squadra in backstage, dove allievi e sarte vestono le modelle e curano ogni dettaglio dei look.
MP Moda: oltre 30 anni di formazione nella moda
Fondata in Italia nel 1991 e consolidata a San Marino nel 2014 grazie a Maria Pidalà, MP Moda International Fashion School ha sviluppato un metodo inedito di modellistica basato su formule matematiche, rivolto alla formazione di allievi stilisti. La scuola ha portato le creazioni dei suoi studenti nelle principali occasioni della moda. I diplomati aprono sartorie autonome o entrano nelle migliori aziende di progettazione, taglio e confezione.
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Sfilate
FASHION VIBES MILANO ART GALLERY & SHOWROOM
Published
3 giorni agoon
29 Settembre 2026By
DailyMood.it
Moda, arte, design e alto artigianato dialogano nel cuore della Milano Fashion Week
Nel cuore di Milano, a pochi passi da Via Montenapoleone, Fashion Vibes Milano ha presentato, in occasione della Milano Fashion Week, un progetto espositivo dedicato all’incontro tra moda, arte, design e alto artigianato internazionale.
Dalle 11:00 alle 21:00, gli spazi storici del Centro Congressi Fondazione Cariplo, in Via Romagnosi 8, hanno ospitato la Fashion Vibes Milano Art Gallery & Showroom: un percorso concepito per valorizzare il talento indipendente attraverso una modalità di fruizione più intima, lenta e attenta al dettaglio.
Abiti, borse, calzature, gioielli, accessori, oggetti di design e opere d’arte hanno condiviso lo stesso spazio, costruendo un racconto nel quale discipline e culture differenti si sono incontrate attraverso un elemento comune: il valore dell’idea, della ricerca e del gesto creativo.
UNA GEOGRAFIA INTERNAZIONALE DELLA CREATIVITÀ
Dalla Georgia agli Stati Uniti, passando attraverso differenti linguaggi estetici e tradizioni artigianali, la Art Gallery ha riunito realtà creative capaci di interpretare il contemporaneo attraverso identità fortemente riconoscibili.
OTANADZE ha portato a Milano il sapere artigianale georgiano attraverso una selezione di orologi, eyewear e gioielli in legno. Venature e caratteristiche naturali della materia diventano parte integrante del progetto, esprimendo una concezione del lusso legata al tempo, alla manualità e alla conoscenza artigianale.
Con JANELIDZE COLLECTION, l’accessorio è diventato espressione di identità. Borse, calzature e accessori hanno messo in dialogo pelle, elementi materici, dettagli in legno e lavorazione artigianale, presentando ogni creazione non come semplice complemento, ma come autentico oggetto di design.
SHILIFI ha introdotto nel percorso la dimensione dell’abbigliamento. Fuori dal ritmo della passerella, le creazioni hanno potuto essere osservate da vicino, restituendo centralità alla silhouette, alle proporzioni, alla costruzione e alla materialità del capo.
Con ZILFI Handmade, il gioiello si è trasformato in racconto. Forme organiche, pietre semipreziose e riferimenti alla natura e alla cultura georgiana — tra cui la vite e i grappoli d’uva — hanno dato vita a creazioni esposte come piccole sculture, sospese tra gioielleria, memoria e arte.
DIVA by Nour ha portato nella Art Gallery una visione della femminilità fondata sull’eleganza, sulla presenza e sull’identità. La moda diventa così non soltanto espressione estetica, ma linguaggio attraverso il quale raccontare sensibilità, cultura e visione personale.
Dagli Stati Uniti, SAHRA ATELIER, fondato dalla designer e Creative Director Sahra Bukhari, ha esplorato il confine tra fashion design e collectible art. Borse scultoree, costruzioni geometriche, curve organiche e capispalla couture hanno raccontato un universo creativo nel quale moda, arte, architettura e natura si incontrano. Particolare attenzione è stata dedicata al progetto “Threads of Hope — Future Voices”, in cui couture, immaginario infantile e impegno sociale convergono in un’unica opera. L’abito, nato da un percorso creativo che coinvolge anche la figlia della designer, utilizza colori, segni e disegni legati all’universo dei bambini per parlare di infanzia, sogni, speranza e futuro. Dopo Milano, il progetto proseguirà negli Stati Uniti nell’ambito di un’iniziativa benefica.
DANIEL SALVI — L’ARTE ENTRA NEL RACCONTO DELLA MODA
La presenza dell’artista Daniel Salvi ha aumentato la dimensione culturale del progetto. Le sue opere sono state integrate nel percorso non come elementi scenografici, ma come parte della narrazione visiva della Art Gallery.
Tra queste, “At Last, the Rain Came — E alla Fine, Venne la Pioggia” (2023), opera di 80 × 120 cm realizzata in mixed medium digital art e stampata su carta 100% cotone, affronta attraverso la figura femminile temi legati al dolore, alla memoria e alla progressiva accettazione della fine di un amore. Arte e moda hanno così condiviso lo stesso spazio senza gerarchie, come linguaggi differenti accomunati dalla capacità di trasformare un’idea, un’esperienza o un’emozione in forma.
FASHION VIBES MILANO — OLTRE LA PASSERELLA
Durante l’intera giornata, la Fashion Vibes Milano Art Gallery & Showroom ha accolto pubblico, ospiti internazionali e professionisti della fashion industry, offrendo un’esperienza complementare alla passerella.
Nel ritmo intenso della Milano Fashion Week, il progetto ha scelto di restituire tempo alla creatività: tempo per osservare, scoprire, incontrare e comprendere ciò che esiste dietro un oggetto e dietro chi lo ha creato.
Con la Art Gallery & Showroom, Fashion Vibes Milano allarga così il proprio universo oltre il runway e costruisce uno spazio nel quale un designer indipendente può dialogare con un artista, un gioiello può essere osservato come una piccola scultura, una borsa può diventare collectible design e un abito può trasformarsi in veicolo di solidarietà.
Una visione che considera la moda non come un universo isolato, ma come parte di un paesaggio culturale più ampio.
Moda. Arte. Design. Artigianato. Cultura.
Linguaggi diversi che, per un giorno, hanno abitato lo stesso spazio nel cuore di Milano.
FASHION VIBES MILANO ART GALLERY & SHOWROOM
24 settembre 2026 | 11:00–21:00
Centro Congressi Fondazione Cariplo
Via Romagnosi 8 — Milano, Montenapoleone
Fashion Vibes Milano Creative Agency
Founder, Art Director & Producer — Yuliia Palchykova
fashion-vibes.com
press.fashionvibes@gmail.com
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