Food Mood
Le attrezzature della cucina professionale: cosa la rende impeccabile?
Ogni ristorante di qualità parte da un presupposto basilare che si orienta sulla cucina. Un luogo in cui si procede alla preparazione dei piatti, un centro nevralgico in cui si possono esprimere delle competenze con organizzazione e precisione. Diventa professionale nel momento in cui vi è un’interazione tra strumenti, metodo operativo e squadra in cui ogni componente ha un ruolo determinante. Approfondiamo meglio l’argomento.
Quali sono le attrezzature di una cucina professionale?
Le attrezzature in una cucina professionale si basano su supporti di alto livello, degli strumenti e macchinari che si pongono in prima linea nella costruzione di un sistema di lavoro fluido e performante.
Tra i macchinari più versatili e diffusi spicca la planetaria impastatrice, non solo appannaggio della pasticceria. Tale strumento si rende indispensabile per la preparazione di impasti elastici e strutturati, garantendo omogeneità e tempi di lavorazione ridotti, oltremodo per i grandi volumi. Ne esistono versioni con diverse capacità, spesso dotate di accessori intercambiabili che permettono di montare, impastare o amalgamare a seconda della preparazione.
L’allestimento tecnico, in effetti, è studiato per sostenere ritmi intensi, garantire standard igienici elevati e ottimizzare ogni fase, dalla mise en place alla rifinitura del piatto.
Tra gli elementi imprescindibili troviamo:
- piani cottura industriali: alimentati a gas o a induzione, progettati per sostenere cotture simultanee e ad alte temperature, con controllo preciso dell’intensità del calore;
- forni professionali multifunzione: spesso combinati con vapore, ideali per eseguire cotture delicate, lunghe o rigenerative, con una precisione che assicura la ripetibilità del risultato;
- cappe di aspirazione ad alta efficienza: atti a mantenere l’ambiente salubre e per conformarsi alle normative sulla sicurezza degli operatori;
- frigoriferi e celle refrigerate: suddivisi per funzione e temperatura, per conservare materie prime e preparazioni, rispettando la catena del freddo.
Quali altri elementi completano la cucina?
Completano il quadro alcuni elementi per una cucina di un ristornate professionale, tra cui:
- le friggitrici industriali;
- le griglie professionali;
- i robot da cucina multifunzione;
- le affettatrici a lama liscia o seghettata;
- i cutters per la tritatura rapida;
- le macchine sottovuoto per conservazione e cottura a bassa temperatura;
- gli abbattitori di temperatura, che permettono di raffreddare rapidamente le preparazioni riducendo il rischio microbiologico);
- le lavastoviglie industriali a ciclo rapido.
Ogni strumento dovrebbe essere scelto in base al concept del ristorante, al numero di coperti e alla tipologia di menù offerto.
Cosa rende impeccabile la cucina di un ristorante?
A rendere impeccabile una cucina, oltre alla qualità delle attrezzature, è l’organizzazione metodica del lavoro. In un ambiente ad alta intensità operativa, dove si lavora sotto pressione e con tempistiche serrate, il successo dipende dall’equilibrio tra struttura, metodo e persone.
Il metodo determina la pianificazione, l’assegnazione dei compiti e il rispetto delle normative igienico-sanitarie. L’improvvisazione è ridotta al minimo, lasciando spazio a una creatività che si esprime attraverso la padronanza della tecnica e l’ordine.
Nella cucina di un ristorante, la gestione del tempo è determinante e tutto viene cronometrato: dalle marinature alle cotture, dai passaggi intermedi alla fase finale di impiattamento.
Uno spazio professionale ben organizzato è un ingranaggio perfetto in cui le operazioni si susseguono con fluidità. È di conseguenza richiesta la collaborazione tra tutti i membri della brigata, perché in cucina non ci sono individualismi, si lavora come un’orchestra e ogni sezione deve essere in sintonia con le altre.
Ovviamente è richiesto prendersi cura del cliente, restando coerenti con gli standard qualitativi che includono la puntualità, la sicurezza alimentare e l’esperienza gustativa all’altezza.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

Che sapore ha la Giamaica? Sandals Resorts porta la cultura dell’isola a tavola
-

Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking
-

Quali sono gli accessori per la cucina più trendy del momento?
-

A tavola con Marco Polo
-

Viaggio nell’Irlanda di “Mary e lo spirito di mezzanotte”
-

Fresh Eat: il primo e-commerce italiano a portare la prelibatezza della cucina a Bassa Temperatura direttamente a domicilio.
Food Mood
Countdown per il Festival della Cucina Italiana in Svizzera, tutto pronto per la prima edizione
Published
2 giorni agoon
20 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Dal 26 ottobre al 4 novembre dieci serate in Svizzera, tra alta cucina, pizza contemporanea e grandi interpreti del gusto italiano. Un progetto che mette in dialogo territori, professionisti e imprese, nel segno del Made in Italy e della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.
Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano pochi giorni al debutto del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, il progetto ideato e organizzato da Carla Botta, giornalista, imprenditrice e fondatrice di Carbot Communication, che dal 26 ottobre al 4 novembre porterà la cultura gastronomica italiana in dieci appuntamenti distribuiti tra Zurigo, Neuchâtel, Ginevra, Losanna, Aarau, Berna, Immensee, Basilea e Lugano.
Un itinerario che mette al centro la cucina italiana come espressione di identità, competenze, territori e capacità imprenditoriale. Chef, pizzaioli e professionisti della ristorazione italiana e svizzera si incontreranno nelle cucine e nelle sale dei ristoranti coinvolti, dando vita a serate a più mani in cui tradizione e contemporaneità, alta cucina e arte bianca dialogheranno attraverso menu e interpretazioni differenti. «Con il Festival creeremo occasioni concrete di incontro tra professionisti, imprese e territori, facendo della gastronomia un ponte tra Italia e Svizzera – dichiara Carla Botta –. La cucina italiana è cultura, competenza e capacità imprenditoriale: portarla oltre confine significa valorizzare chi ogni giorno contribuisce alla sua crescita e rafforzare il dialogo con i mercati internazionali. La collaborazione con chef, pizzaioli, aziende e istituzioni è il cuore di questo progetto».
Il Festival si inserisce, inoltre, nel quadro della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, valorizzando il patrimonio gastronomico nazionale come strumento di relazione culturale e promozione internazionale. Non soltanto una successione di appuntamenti gastronomici, dunque, ma un progetto che punta a rafforzare il legame tra Italia e Svizzera, valorizzando le professionalità, le imprese e le eccellenze che contribuiscono a portare la cucina italiana oltre i confini nazionali.
A Zurigo il talk inaugurale sul Made in Italy
L’apertura ufficiale è in programma il 26 ottobre a Zurigo con un talk moderato dalla giornalista Sofia Petti (Corriere della Sera / L’Espresso), dedicato al ruolo della gastronomia nella promozione del Made in Italy e nelle relazioni internazionali.
Interverranno: Giacomo Giovanardi (Camera di Commercio Italiana in Svizzera – Settore Agroalimentare); Samuele Porsia (direttore ICE Berna); Luciano Pignataro (giornalista); Gianluca Pellegrino (Vesuvius); Ciro Cristiano (Baldoria Madrid); Luigi Guarnaccia (Luigia Svizzera).
Dieci serate, un viaggio nel gusto italiano
Il programma si sviluppa attraverso dieci titoli, ciascuno legato a una tappa e a un incontro tra chef ospiti e professionisti resident.
Lunedì 26 ottobre – Zurigo | Incontro di Gusto
Al ristorante Da Noi, la serata inaugurale vedrà protagonisti lo chef Luca Marchini (1 stella Michelin, ristorante L’Erba del Re, Modena) e Paolo Surace (Segretario generale AVPN, 2 Spicchi Gambero Rosso, Pizzerie Eccellenti 50 Top Pizza Italia, pizzeria Mattozzi 1833). Ad accoglierli saranno i resident Elpidio Di Serio e Vincenzo Miele.
Martedì 27 ottobre – Neuchâtel | Squadra di gusto
Alla Pizzeria Vesuvius Taste Experience, il confronto tra cucina e pizza coinvolgerà Pasquale e Gaetano Torrente (Ambasciatori internazionali della Colatura di Alici di Cetara; ristorante Al Convento, Cetara, consigliato dalle principali guide gastronomiche, con riconoscimento Bib Gourmand Michelin e segnalazioni Gambero Rosso) e Ciro Cristiano (ristorante Baldoria, Madrid, 2° posto nella classifica 50 Top Pizza Europa 2026, 8° posto nella 50 Top Pizza World 2026, Migliore Pizzeria in Europa 2026). In squadra con loro i resident Roberto Gagliano e Giuseppe Folgore.
Mercoledì 28 ottobre – Ginevra | Giri di gusto
Il ristorante Luigia ospiterà Michelina Fischetti (1 stella Michelin, ristorante Oasis Sapori Antichi, Vallesaccarda, Avellino) e il pizzaiolo Ciro Salvo (3 Spicchi Gambero Rosso; pizzeria 50 Kalò, Napoli e Londra; 5° posto 50 Top Pizza Italia 2026, 23° posto 50 Top Pizza World 2026, 4° posto 50 Top Pizza Europa 2026, riconoscimento Best Friend Food 2026). A completare la formazione saranno i resident Gennaro Guadagno e Vincenzo Triggiano.
Giovedì 29 ottobre – Losanna | Terre di gusto
Da Sofia Cucina D’Amore arriveranno Simone Testa (ristorante Punto Nave, Monteruscello, riconosciuto da 50 Top per la ristorazione di pesce) e Peppe Cutraro (vincitore del Campionato Mondiale Pizza DOC 2025, Catena Peppe’s, Parigi). Con loro i resident Diego Navas e Alessandro Luchetta.
Venerdì 30 ottobre – Aarau | Rotta del gusto
Il Ristorante Nonna – Pizzeria Ninni accoglierà Francesco Franzese (1 stella Michelin, già chef del Rear a Nola e oggi executive chef di Le Sensya, presso l’hotel cinque stelle The View di Agadir, Marocco) e Raffaele Bonetta (3 Spicchi Gambero Rosso; Raf Bonetta Pizzeria, Napoli; 26° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 68° posto 50 Top Pizza World 2026). La squadra resident sarà composta da Francesco Carvisiglia e Ilario Ninni.
Sabato 31 ottobre – Berna | Gusto condiviso
Al ristorante Dolce Vita, lo chef Riccardo Sculli (1 stella Michelin, ristorante Gambero Rosso, Marina di Gioiosa Ionica, Reggio Calabria) sarà affiancato da Emanuele Riemma (pizza chef e consulente). In cucina anche i resident Emmanuele Guarino e Giuseppe Pellegrino.
Domenica 1 novembre – Immensee | Poker di gusto
Al ristorante Seerestaurant Schlüssel Da Andrea si incontreranno Silvia Baracchi (1 stella Michelin, ristorante Il Falconiere, Cortona, Arezzo) e il pizzaiolo Denis Lovatel (2 Spicchi Gambero Rosso, ideatore della Pizza di Montagna; Denis Pizzeria, Milano tra le Pizzerie Eccellenti 50 Top Pizza Italia 2026). Con loro i resident Andrea Spitaleri e Carmen Bulla.
Lunedì 2 novembre – Basilea | Insieme nel gusto
La Trattoria Aroma farà da cornice all’incontro con Lino Scarallo (1 stella Michelin, ristorante pizzeria Palazzo Petrucci, Napoli) e Davide Ruotolo (ristorante pizzeria Palazzo Petrucci, Napoli, 3° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 12° posto 50 Top Pizza World 2026). Ad affiancarli saranno i resident Mauro D’Orazio e Stefano Giovannini.
Martedì 3 novembre – Lugano | Scena di gusto
Al ristorante Acqua & Farina, spazio a Domenico Iavarone (2 stelle Michelin, ristorante Zest, Sorrento) e Mario Cipriano (3 Spicchi Gambero Rosso, pizzeria Cipriano, Firenze). La squadra resident sarà composta da Davide Bacio e Castrese Mallardo.
Mercoledì 4 novembre – Lugano | Linguaggio di gusto
La chiusura del Festival è affidata al ristorante Federale 1855, con Mariangela Susigan (1 stella Michelin, ristorante La Gardenia, Torino) e Pierdaniele Seu (3 Spicchi Gambero Rosso, pizzeria Seu Pizza Illuminati, Roma, 2° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 4° posto 50 Top Pizza World 2026). Con loro i resident Arturo Fragnito e Rocco Gentilesca.
Una rete di istituzioni e imprese per il Made in Italy
Il Festival nasce grazie al contributo di partner che condividono l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica italiana e la sua presenza sui mercati internazionali. La collaborazione tra istituzioni, aziende, professionisti e media rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: una rete che mette in relazione competenze e visioni differenti, con l’obiettivo di sostenere la promozione delle eccellenze italiane e consolidare il dialogo gastronomico tra Italia e Svizzera.
Il conto alla rovescia è cominciato: dal 26 ottobre, la cucina italiana diventa un ponte tra culture, territori e persone.
Main Sponsor: Maistà.
Title Event Sponsor: Electrolux Professional, Moretti Forni, Picariello Arredo Design, Carbot Communication.
Food Sponsor: Divise & Divise, Solania, Grano Armando, Pasticceria Pintauro 1785, Salumi Coati, Terre Francescane, Armatore, Kenon, San Salvatore, Toccalmatto.
Media Partner: Femme Fashion Food, Communication Food, Fermento Pizza, Italia da Gustare, Tuttoitalia.ch, Tastefollies.
Patrocini morali: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Turismo, Consolato Generale d’Italia a Zurigo, Italian Trade Agency (ITA/ICE), ENIT, Case del Made in Italy, Unioncamere, Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy e Associazione Italiana Sommelier (AIS).
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Food Mood
Hilton Milan è…. la Milano Fashion Week in un sorso
Published
1 mese agoon
16 Settembre 2026By
DailyMood.it
Sono proprio i diversi volti della moda milanese a ispirare la nuova drink list di CotoliAMO Bistrot dell’Hilton Milan: nove cocktail signature e quattro proposte analcoliche trasformano alcuni degli indirizzi più iconici e imperdibili per fashion lover e insider della città in altrettante esperienze tutte da sorseggiare.
Si parte dal cuore pulsante di Milano con Il Vetraio del Duomo, tributo alla maestosità della Cattedrale e alla sua eleganza senza tempo: Gin CotoliAMO allo zafferano, vermouth dry e bitter ai fiori d’arancio incontrano una cialda di Grana Padano e delicati petali d’oro, in una composizione che richiama la cura sartoriale dei dettagli. Da qui, si attraversa Piazza Cordusio, dove le sapienti mani degli artigiani si fanno portavoce dell’allure milanese, come racconta Bottega del Cordusio, un cocktail intenso ma fresco, urbano e sofisticato: Ramazzotti, Monkey 47 e Italicus costruiscono una trama aromatica vivacizzata da lime e tonica mediterranea e completata dal sentore erbaceo della salvia. Si passa poi in Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo di una metropoli che da sempre fa dello shopping una vera e propria esperienza artistica. A celebrarla è Alta Galleria, una proposta dal carattere deciso che gioca sull’incontro tra dolce, piccante e acidità con rum alla cannella, Fernet Branca Menta, passion fruit e lime che si fondono con ginger beer e un tocco di peperoncino cayenna, per un finale speziato e sorprendente.
Per chi è alla ricerca di una location scenografica dove sfoggiare un look da favola è immancabile una tappa al Teatro alla Scala, a cui si ispira Scala 1778 con l’avvolgente aroma del Bourbon e la rotondità del Frangelico, o lungo i suggestivi canali della città sorseggiando l’omonimo Naviglio Amaro Affumicato dalle sfumature intense della foam al caffè e dell’affumicatura finale.
Il viaggio prosegue verso la Milano più contemporanea, quella delle architetture avveniristiche e dei grandi nomi internazionali di Porta Nuova. Qui entra in scena Terminal Gae Aulenti, un blend vivace a base di vodka infusa al timo, ibisco e ananas, espressione di un distretto in cui convivono moda, design, arte e nuove tendenze. Ma la creatività meneghina non si ferma alle grandi insegne. Spostandosi verso Isola, infatti, lo stile assume una personalità più indipendente, sperimentale e unconventional. La sua energia trova forma in Isola Breeze, dove tequila, soda al pompelmo e basilico regalano un sorso fresco e aromatico. Seguendo le contaminazioni che caratterizzano il tessuto cittadino, si arriva in Via Paolo Sarpi, dove l’anima multiculturale rivive in Sarpi Fusion, con ginger, lychee e cetriolo.
Se, invece, si vuole coniugare il piacere della mixology alla leggerezza dell’alcool free, la scelta non può che ricadere su Botanic Brera che porta nel bicchiere una ricercata combinazione di note floreali e fruttate, ideale da gustare mentre si passeggia fra le vie acciottolate alla ricerca dell’ultimo trend.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Food Mood
Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking
Published
1 mese agoon
7 Settembre 2026By
DailyMood.it
Lo chef Cogliandro e il Maestro Gelatiere calabrese trasformano il gelato in un elemento della cucina salata con una Tagliatella di Seppie, crema di avocado e gelato al cetriolo con infusione di origano selvatico.
Dal 12 al 15 settembre il Lungomare Italo Falcomatà torna a trasformarsi nel grande palcoscenico di Scirubetta – Festival del Gelato Artigianale, giunto alla sua quinta edizione.
Una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare il gelato in un vero strumento di incontro tra culture, professionalità e territori e che nel 2026 rafforza ulteriormente la propria dimensione internazionale, con 34 maestri gelatieri italiani e internazionali, provenienti da sette Paesi esteri.
Dopo il successo della precedente edizione, che ha fatto registrare oltre 100 mila presenze, Reggio Calabria si prepara dunque ad accogliere ancora una volta professionisti, appassionati e pubblico in quattro giornate dedicate al gelato artigianale, con degustazioni, incontri, laboratori, formazione, spettacoli e show cooking. Ed è proprio con uno show cooking a quattro mani che si aprirà il programma dedicato alla cucina.
Protagonisti saranno lo chef Filippo Cogliandro e il Maestro Gelatiere Alberto Vitaro, due percorsi professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune: portare il gelato oltre il tradizionale confine del dessert e trasformarlo in un elemento della cucina contemporanea.
La collaborazione prende forma in un piatto nel quale la componente marina incontra quella vegetale e aromatica:
Tagliatella di Seppie, crema di Avocado e gelato al Cetriolo con infusione di Origano selvatico
La seppia, cotta a bassa temperatura, viene successivamente arrotolata e raffreddata per poter essere affettata sottilmente, fino a ottenere la caratteristica forma della tagliatella.
La sua naturale sapidità marina rimane protagonista, senza essere sovrastata da condimenti invasivi.
A completare il piatto arriva la crema di avocado, mentre il gelato al cetriolo, realizzato dal Maestro Gelatiere Alberto Vitaro e caratterizzato da un’infusione di origano selvatico, introduce una componente fredda, fresca e aromatica.
Il risultato è un dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: la cucina salata e la gelateria artigianale.
«L’idea non era semplicemente aggiungere un gelato a un piatto – spiega lo chef Filippo Cogliandro – ma costruire insieme ad Alberto un piatto nel quale il gelato avesse una vera funzione gastronomica. La seppia mantiene tutta la sua identità marina, mentre il cetriolo porta freschezza e l’origano selvatico aggiunge un profumo che appartiene alla nostra terra. Il lavoro di Alberto è stato fondamentale per trasformare questa idea in un elemento capace di stare nel piatto e dialogare con la seppia».
Per Alberto Vitaro, la sfida è stata invece quella di interpretare ingredienti e profumi abitualmente associati alla cucina salata attraverso la tecnica del gelato artigianale, creando una preparazione capace di inserirsi nell’equilibrio complessivo del piatto.
È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dello show cooking: non un gelato semplicemente accostato alla cucina, ma il gelato pensato insieme alla cucina, fin dalla progettazione del piatto.
La partecipazione di Cogliandro e Vitaro si inserisce così nello spirito di Scirubetta 2026, dove il gelato diventa occasione di confronto tra tecniche, sensibilità e interpretazioni differenti.
Un confronto che parte dalla Calabria e guarda al mondo, mettendo in relazione la tradizione artigianale con la ricerca gastronomica contemporanea.
E se il festival nasce intorno al gelato, l’apertura degli show cooking sembra voler lanciare subito una provocazione gastronomica: fino a dove può arrivare un gelato quando incontra la cucina d’autore?
La risposta arriverà sul Lungomare Falcomatà, il 12 settembre, con Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

L’Ungheria più misteriosa: itinerari tra castelli, folklore e leggende

Klara e il sole: Jenna Ortega e quell’adolescenza disconnessa

Trend make-up autunno 2026: il trucco c’è e celebra l’individualità, anche imperfetta
Newsletter
Trending
-
Sfilate3 settimane agoMilano torna ad osare: la nuova stagione tra gonne, memoria e desiderio
-
Eventi2 settimane agoIl suono del colore: se Kandinsky sale in passerella
-
Cine Mood3 settimane agoDigger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
-
Sfilate3 settimane agoZHONGFANG.LIJIN – Collezione Spring Summer 2027
-
Beauty1 settimana agoCaldi, sensuali e avvolgenti: 11 nuovi profumi per questo autunno che sono una vera coccola
-
Serie TV2 settimane agoNord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: Quei favolosi anni Novanta
-
Beauty2 settimane agoAugustinus Bader al fianco di Victoria Beckham nel backstage come skincare partner esclusivo della sfilata Primavera/Estate 2027 alla Paris Fashion Week
-
Sfilate2 settimane agoCHANEL Sfilata Primavera Estate 2027


















