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A tavola con Marco Polo

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Sulla Via della Seta di Carla Diamanti ricette “interpretate” da chef Filippo Cogliandro

Un libro, una cosa preziosa che ti fa viaggiare, sognare, pensare….un libro è una sorta di amore.
Le Pavoniere Golf&Country Club 18 ottobre 2024

Leggere è un dono. Ci arricchisce, ci emoziona e ci fa viaggiare con la fantasia verso nuovi mondi. Un libro è un’opportunità per crescere, provare empatia e ampliare le nostre prospettive. “Comunicare” il libro, cosa c’è di più bello, appagante, sedersi intorno a una tavola, con una bella compagnia, accompagnati da ricette studiate, semplici, una serie di proposte di piatti abbinati a un buon vino e  parlare del libro, presentato dall’autore.

Nel titolo della collana ‘Leggere è un Gusto’, la Via della Seta diventa (anche) un percorso gastronomico

L’evento è organizzato da Lions Club Firenze Cosimo dei Medici presieduto da Marzia Cantini, Lions Club Firenze Impruneta San Casciano presieduto da Alessio Mecocci, Lions Club Firenze Palazzo Vecchio presieduto da Massimo Innocenti, Lions Club Sesto Fiorentino presieduto da Marco Baldinotti a Le Pavoniere Golf&and Country Club a Prato.

Tutti i soci costituiscono delle eccellenze nei loro ambiti professionali che, peraltro, sono i più vari e tra essi ricordiamo la medicina, la giurisprudenza, l’amministrazione statale e locale, il commercio, la ricerca universitaria e la cultura. Alcuni di loro sono stati insigniti del Melvin Jones Fellows, massimo riconoscimento lionistico. Molto importante è poi la coesione venutasi a creare tra i soci  che, naturalmente, ha consentito e consente di servire al meglio la propria comunità e di soddisfare i bisogni umanitari attraverso il club.

Leggere è un gusto, la Via della Seta: L’autrice Carla Diamanti, giornalista esperta di turismo, rilegge Il Milione trasformandolo in un percorso di viaggio ricco di curiosità, scoperte e ricette di piatti tradizionali. Attraversare l’Asia del XIII secolo al seguito del più celebre viaggiatore di tutti i tempi. Arrivare in Cina, il Catai del Milione, oltrepassando l’immenso impero mongolo che si estendeva dal Mediterraneo al Mar Giallo guardando il mondo con gli occhi un ragazzo diciassettenne che per la prima volta lascia Venezia. Percorrere la Via della Seta rileggendo le pagine del libro in cui Marco Polo raccontò le proprie avventure e che fece da traccia molti esploratori, come Cristoforo Colombo.

Da qui parte il racconto di Carla Diamanti – travel coach, giornalista, divulgatrice e docente che al viaggio ha dedicato la sua vita personale e professionale – che in A tavola con Marco Polo ha scelto di unire alla cronaca de Il Milione aneddoti e ricette di piatti tradizionali raccolti nel corso delle sue esplorazioni dell’Oriente, dalla Giordania all’Iran, dall’Egitto al Giappone passando per Israele e Palestina, Marocco e Malesia.

Così il kibbeh fritto sirianio si declina nella versione Hamusta della cucina ebraica, o ancora in quella Ta’ameya che si assaggia per le strade del Cairo. Atraverso le pagine arriva a noi il profumo delle spezie della Malesia e dell’Iran, e quello del dolce qatayef di Ramadan. E l’ospitalità beduina è raccontata con la ricetta del mansaf. Dopo una sosta in Palestina, dove i Polo viaggiatori recuperarono l’olio del Santo Sepolcro da portare a Gengis Khan, l’autrice arriva in Giappone, l’arcipelago menzionato per la prima volta proprio da Marco Polo e riporta i lettori sulla strada di casa con i piatti di Laura Zavan ed Enzo Sposato, che da Venezia e Genova chiudono il cerchio delle vicende del Milione.

Guida letteraria e gastronomica,  A Tavola con Marco Polo rilegge il testo classico utilizzando una chiave nuova, quella della cucina, che diventa lo strumento per esplorare gli orizzonti di un territorio vastissimo. Precetti e abitudini alimentari diventano lo spunto per curiosare fra le pieghe culturali di popoli che hanno vinto le distanze e creato ponti invisibili. Le ricette, raccolte intervistando uomini e donne che aprono le loro cucine e accolgono i lettori alle loro tavole, diventano l’esempio concreto di come le contaminazioni culturali superano i confini politici e geografici. superano i confini politici e geografici.

Partner dell’ evento
FILIPPO COGLIANDRO CHEF

Sesto Fiorentino Lions Club
La cucina è una sorta di amore, come l’arte, come la moda………perchè l’amore si trova nelle professioni che ci appassionano, nei prodotti, nelle persone. Ed è’ proprio con la natura che lo circonda e con i luoghi in cui è nato e vive, che Filippo Cogliandro coltiva un rapporto intenso, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e ritornano in superficie, naturali e spontanei. il suo è un lavoro di alto artigianato, di ricerca di prodotti, di innovazione, di voglia di stupire, ma la sua terra, la Calabria, rimane sullo sfondo.

 La storia civica di Filippo Cogliandro, classe 1969, inizia nei primi anni Ottanta, rifiutando di pagare il pizzo. In meno di un anno il ristorante va in crisi e per la burocrazia è troppo tardi per avere il fondo di solidarietà. Con l’aiuto di Don Ciotti e la sua Associazione Libera e del Prefetto Musolino inizia a investire, amplificando la comunicazione e provando a costruire, da quell’episodio, un percorso di comunicazione, educazione, aggregazione sulla base di valori etici, un percorso di economia vera e solida. Nel 2012 inventa le Cene della Legalità, rivolte alle scuole alberghiere, insegnando ad usare prodotti locali, servirsi direttamente da aziende sane, di piccola scala, costruire una cucina in cui tutti gli ingredienti siano “liberi”.

Con l’appoggio nei Service Club come i Lions, riceve nel 2017 il prestigioso Melvin Jones Fellowship Award. Nel 2014 il Direttore Giorgio Mulè lo chiama a curare la Food Experience di Panorama d’Italia, tour di eventi del settimanale; questo lo porta un giorno a Mattino Cinque e da qui prende il via la storia di Filippo, insignito dal Premio Borsellino nel 2016, insegnando cucina di territorio, piatti della tradizione, ma soprattutto prodotti fatti dal meglio che un territorio può offrire in termini di qualità anche imprenditoriale, di giustizia, di trasparenza. Ma Filippo è amato anche per la sua generosità, facendosi affidare dal Tribunale dei  minori 2 ragazzi arrivati dal Gambia e dal Senegal, curando la loro formazione, oggi sono diventati cuochi dell’Associazione Italiana cuochi.
www.filippocogliandrochef.it

Un grande chef, un’autrice giramondo e un libro……

A tavola con Marco Polo, sulla via della seta,  possiamo scoprire gli intrecci gastronomico-letterari del libro di Carla Diamanti interpretati dalla cucina di Filippo Cogliandro che  ha inteso ricreare, con la sua tavola, un viaggio immaginario di arte e di colori, dove cibo e letteratura si intrecciano nelle opere dei grandi autori, assaporando le delizie descritte nei  libri per di comprendere a fondo l’importanza del cibo nelle storie e di poter ricreare quei piatti con la sua cucina. esplorando l’Italia, le Regioni, le città, ricette e menu a tema per vivere un’esperienza culinaria unica.

Carla Diamanti, “esprit nomade”, Travel Coach®, giornalista, divulgatrice di turismo, autrice di guide e docente universitaria di progettazione turistica e cultura del viaggio. Appassionata di luoghi e culture, viaggiatrice instancabile, è co-fondatrice con il Leone Verde Edizioni del concept di viaggi virtuali Safar con Carla, diventato strumento di promozione territoriale, portato anche nelle scuole e nelle case di riposo.

Ha viaggiato più volte in oltre 60 Paesi del mondo, ha vissuto negli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Vive a Parigi, dove è Consigliere della Stampa Estera, membro dell’Association des Journalistes de Tourisme e della giuria internazionale del Prix de la Villégiature.

Nel Direttivo dell’associazione DIRE (Donne Italiane Rete Estera), contribuisce a promuovere in Francia la cultura italiana.

www.carladiamanti.com

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Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking

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Lo chef Cogliandro e il Maestro Gelatiere calabrese trasformano il gelato in un elemento della cucina salata con una Tagliatella di Seppie, crema di avocado e gelato al cetriolo con infusione di origano selvatico.

Dal 12 al 15 settembre il Lungomare Italo Falcomatà torna a trasformarsi nel grande palcoscenico di Scirubetta – Festival del Gelato Artigianale, giunto alla sua quinta edizione.

Una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare il gelato in un vero strumento di incontro tra culture, professionalità e territori e che nel 2026 rafforza ulteriormente la propria dimensione internazionale, con 34 maestri gelatieri italiani e internazionali, provenienti da sette Paesi esteri.

Dopo il successo della precedente edizione, che ha fatto registrare oltre 100 mila presenze, Reggio Calabria si prepara dunque ad accogliere ancora una volta professionisti, appassionati e pubblico in quattro giornate dedicate al gelato artigianale, con degustazioni, incontri, laboratori, formazione, spettacoli e show cooking. Ed è proprio con uno show cooking a quattro mani che si aprirà il programma dedicato alla cucina.

Protagonisti saranno lo chef Filippo Cogliandro e il Maestro Gelatiere Alberto Vitaro, due percorsi professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune: portare il gelato oltre il tradizionale confine del dessert e trasformarlo in un elemento della cucina contemporanea.

La collaborazione prende forma in un piatto nel quale la componente marina incontra quella vegetale e aromatica:
Tagliatella di Seppie, crema di Avocado e gelato al Cetriolo con infusione di Origano selvatico
La seppia, cotta a bassa temperatura, viene successivamente arrotolata e raffreddata per poter essere affettata sottilmente, fino a ottenere la caratteristica forma della tagliatella.

La sua naturale sapidità marina rimane protagonista, senza essere sovrastata da condimenti invasivi.
A completare il piatto arriva la crema di avocado, mentre il gelato al cetriolo, realizzato dal Maestro Gelatiere Alberto Vitaro e caratterizzato da un’infusione di origano selvatico, introduce una componente fredda, fresca e aromatica.

Il risultato è un dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: la cucina salata e la gelateria artigianale.

«L’idea non era semplicemente aggiungere un gelato a un piatto – spiega lo chef Filippo Cogliandro – ma costruire insieme ad Alberto un piatto nel quale il gelato avesse una vera funzione gastronomica. La seppia mantiene tutta la sua identità marina, mentre il cetriolo porta freschezza e l’origano selvatico aggiunge un profumo che appartiene alla nostra terra. Il lavoro di Alberto è stato fondamentale per trasformare questa idea in un elemento capace di stare nel piatto e dialogare con la seppia».

Per Alberto Vitaro, la sfida è stata invece quella di interpretare ingredienti e profumi abitualmente associati alla cucina salata attraverso la tecnica del gelato artigianale, creando una preparazione capace di inserirsi nell’equilibrio complessivo del piatto.

È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dello show cooking: non un gelato semplicemente accostato alla cucina, ma il gelato pensato insieme alla cucina, fin dalla progettazione del piatto.

La partecipazione di Cogliandro e Vitaro si inserisce così nello spirito di Scirubetta 2026, dove il gelato diventa occasione di confronto tra tecniche, sensibilità e interpretazioni differenti.

Un confronto che parte dalla Calabria e guarda al mondo, mettendo in relazione la tradizione artigianale con la ricerca gastronomica contemporanea.
E se il festival nasce intorno al gelato, l’apertura degli show cooking sembra voler lanciare subito una provocazione gastronomica: fino a dove può arrivare un gelato quando incontra la cucina d’autore?

La risposta arriverà sul Lungomare Falcomatà, il 12 settembre, con Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro.

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Reggio Calabria, torna la magia delle “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro: protagonista la Tosca di Puccini

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Tornano a Reggio Calabria le suggestive “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro. Appuntamenti che uniscono musica, cultura e cucina nella splendida cornice de L’Accademia Gourmet.

Un nuovo e atteso evento, dunque è in programma per domenica 29 marzo 2026 alle ore 20 e 30, subito dopo lo spettacolo in scena al Teatro Cilea. L’Accademia Gourmet aprirà infatti le sue porte per una serata speciale dedicata alla “Tosca” di Giacomo Puccini, trasformando l’opera lirica in un vero e proprio percorso sensoriale al quale parteciperà anche il cast dello spettacolo, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.

Protagonista della serata sarà un menù tematico ispirato all’opera, unico e irripetibile, pensato per accompagnare i commensali in un viaggio tra gusto e narrazione. Ogni portata sarà infatti abbinata ai momenti della celebre pièce lirica.

Un’iniziativa che trasforma la cucina in espressione culturale, in un’esperienza immersiva che celebra il patrimonio lirico italiano.

A guidare questo racconto culinario sarà il professor Filippo Arillotta, che introdurrà ogni piatto con aneddoti e cenni storici, accompagnando il pubblico dentro l’atmosfera culturale e artistica dell’epoca. L’intera serata sarà infatti caratterizzata da uno stile ispirato agli anni ‘20, capace di ricreare un clima elegante e suggestivo grazie anche alla event manager Patrizia Sorrentino.

Dall’apertura luminosa del cocktail, creato ad arte dal bartender Carmelo Martino, fino al dessert finale, ogni portata racconterà un passaggio dell’opera, trasformando le emozioni della Tosca in un originale percorso gastronomico.

“La cucina per Tosca” di chef Cogliandro, raccontata con cura e cultura, non è  un semplice repertorio di ricette ma è un linguaggio culturale. La tradizione e la creatività nel piatto si collocano in questa luminosa location sul mare per un progetto di cultura che intreccia cibo, prodotti del territorio, persone, cose, eventi, memoria e visione contemporanea, restituendo alla gastronomia del territorio la sua profonda identità.

Non solo cena….quello dello chef Filippo Cogliandro è un viaggio sensoriale attraverso la Calabria più autentica,  ogni immagine è pensata come un racconto, una storia dove si scoprono prodotti che parlano di territorio, gesti antichi che resistono al tempo, tavole che diventano luoghi di incontro. La luce magica che si respira all’Accademia, i suoi colori e i dettagli creano un racconto che contribuisce a delineare un’idea di cucina contemporanea, in continua evoluzione, capace di fondere insieme tradizione e sperimentazione.

Un appuntamento prestigioso che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: “Ogni piatto – sono le parole di Cogliandro – è una scena, ogni sapore è un’emozione, raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi”.

Un appuntamento che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Ristorante L’Accademia Gourmet
Largo Cristoforo Colombo, 9
89125 Reggio Calabria

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Alessandro Enriquez e Coin presentano il Panettone 2025 a Milano

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Coin presenta ufficialmente il nuovo progetto natalizio realizzato in collaborazione con il designer Alessandro Enriquez e con lo storico laboratorio dolciario Caffè di Sicilia 1926, una partnership che celebra il Natale italiano attraverso un equilibrio tra creatività contemporanea e tradizione artigianale. Il 10 dicembre, nella vivace cornice di Piazza Cinque Giornate a Milano all’interno della storica sede di Coin, è stato presentato il panettone d’autore “Agrumi Siciliani”, una creazione in edizione limitata che interpreta il più iconico dei dolci natalizi con una visione fresca, pop e profondamente mediterranea.

Il panettone nasce dall’incontro tra la fantasia visiva di Enriquez e la competenza di un laboratorio che da quasi un secolo custodisce i segreti della pasticceria siciliana. Preparato con lievitazione naturale e arricchito da una morbida crema agli agrumi, frutta candita selezionata e una fine glassa di cioccolato bianco, il dolce rappresenta un omaggio ai profumi dell’isola e al calore che la caratterizza. A rendere il progetto ancora più distintivo è il packaging firmato da Enriquez, che traduce la sua estetica colorata e ironica in un oggetto da collezione, pensato per regalare un’esperienza visiva oltre che gastronomica.

La presentazione milanese è stato un momento dedicato alla stampa, al pubblico e agli appassionati di design e gusto, che hanno potuto scoprire da vicino la filosofia della collaborazione e conoscere il processo creativo dietro il progetto. L’evento ha offerto uno sguardo privilegiato sul percorso che ha portato alla realizzazione di un panettone che non è solo un prodotto, ma un racconto, un simbolo di festa capace di unire territori e linguaggi diversi.

Dopo la tappa inaugurale di Milano, il progetto è stato presentato anche a Catania, città che rappresenta le radici culturali e artigianali alla base di questa collaborazione. Con “Agrumi Siciliani”, Coin conferma il proprio impegno nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e nella creazione di progetti capaci di evocare emozioni e rinnovare, con stile, l’immaginario del Natale.

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