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A tavola con Marco Polo

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Sulla Via della Seta di Carla Diamanti ricette “interpretate” da chef Filippo Cogliandro

Un libro, una cosa preziosa che ti fa viaggiare, sognare, pensare….un libro è una sorta di amore.
Le Pavoniere Golf&Country Club 18 ottobre 2024

Leggere è un dono. Ci arricchisce, ci emoziona e ci fa viaggiare con la fantasia verso nuovi mondi. Un libro è un’opportunità per crescere, provare empatia e ampliare le nostre prospettive. “Comunicare” il libro, cosa c’è di più bello, appagante, sedersi intorno a una tavola, con una bella compagnia, accompagnati da ricette studiate, semplici, una serie di proposte di piatti abbinati a un buon vino e  parlare del libro, presentato dall’autore.

Nel titolo della collana ‘Leggere è un Gusto’, la Via della Seta diventa (anche) un percorso gastronomico

L’evento è organizzato da Lions Club Firenze Cosimo dei Medici presieduto da Marzia Cantini, Lions Club Firenze Impruneta San Casciano presieduto da Alessio Mecocci, Lions Club Firenze Palazzo Vecchio presieduto da Massimo Innocenti, Lions Club Sesto Fiorentino presieduto da Marco Baldinotti a Le Pavoniere Golf&and Country Club a Prato.

Tutti i soci costituiscono delle eccellenze nei loro ambiti professionali che, peraltro, sono i più vari e tra essi ricordiamo la medicina, la giurisprudenza, l’amministrazione statale e locale, il commercio, la ricerca universitaria e la cultura. Alcuni di loro sono stati insigniti del Melvin Jones Fellows, massimo riconoscimento lionistico. Molto importante è poi la coesione venutasi a creare tra i soci  che, naturalmente, ha consentito e consente di servire al meglio la propria comunità e di soddisfare i bisogni umanitari attraverso il club.

Leggere è un gusto, la Via della Seta: L’autrice Carla Diamanti, giornalista esperta di turismo, rilegge Il Milione trasformandolo in un percorso di viaggio ricco di curiosità, scoperte e ricette di piatti tradizionali. Attraversare l’Asia del XIII secolo al seguito del più celebre viaggiatore di tutti i tempi. Arrivare in Cina, il Catai del Milione, oltrepassando l’immenso impero mongolo che si estendeva dal Mediterraneo al Mar Giallo guardando il mondo con gli occhi un ragazzo diciassettenne che per la prima volta lascia Venezia. Percorrere la Via della Seta rileggendo le pagine del libro in cui Marco Polo raccontò le proprie avventure e che fece da traccia molti esploratori, come Cristoforo Colombo.

Da qui parte il racconto di Carla Diamanti – travel coach, giornalista, divulgatrice e docente che al viaggio ha dedicato la sua vita personale e professionale – che in A tavola con Marco Polo ha scelto di unire alla cronaca de Il Milione aneddoti e ricette di piatti tradizionali raccolti nel corso delle sue esplorazioni dell’Oriente, dalla Giordania all’Iran, dall’Egitto al Giappone passando per Israele e Palestina, Marocco e Malesia.

Così il kibbeh fritto sirianio si declina nella versione Hamusta della cucina ebraica, o ancora in quella Ta’ameya che si assaggia per le strade del Cairo. Atraverso le pagine arriva a noi il profumo delle spezie della Malesia e dell’Iran, e quello del dolce qatayef di Ramadan. E l’ospitalità beduina è raccontata con la ricetta del mansaf. Dopo una sosta in Palestina, dove i Polo viaggiatori recuperarono l’olio del Santo Sepolcro da portare a Gengis Khan, l’autrice arriva in Giappone, l’arcipelago menzionato per la prima volta proprio da Marco Polo e riporta i lettori sulla strada di casa con i piatti di Laura Zavan ed Enzo Sposato, che da Venezia e Genova chiudono il cerchio delle vicende del Milione.

Guida letteraria e gastronomica,  A Tavola con Marco Polo rilegge il testo classico utilizzando una chiave nuova, quella della cucina, che diventa lo strumento per esplorare gli orizzonti di un territorio vastissimo. Precetti e abitudini alimentari diventano lo spunto per curiosare fra le pieghe culturali di popoli che hanno vinto le distanze e creato ponti invisibili. Le ricette, raccolte intervistando uomini e donne che aprono le loro cucine e accolgono i lettori alle loro tavole, diventano l’esempio concreto di come le contaminazioni culturali superano i confini politici e geografici. superano i confini politici e geografici.

Partner dell’ evento
FILIPPO COGLIANDRO CHEF

Sesto Fiorentino Lions Club
La cucina è una sorta di amore, come l’arte, come la moda………perchè l’amore si trova nelle professioni che ci appassionano, nei prodotti, nelle persone. Ed è’ proprio con la natura che lo circonda e con i luoghi in cui è nato e vive, che Filippo Cogliandro coltiva un rapporto intenso, sempre in bilico fra attese e incontri, segni di appartenenza, ricordi che arrivano da lontano e ritornano in superficie, naturali e spontanei. il suo è un lavoro di alto artigianato, di ricerca di prodotti, di innovazione, di voglia di stupire, ma la sua terra, la Calabria, rimane sullo sfondo.

 La storia civica di Filippo Cogliandro, classe 1969, inizia nei primi anni Ottanta, rifiutando di pagare il pizzo. In meno di un anno il ristorante va in crisi e per la burocrazia è troppo tardi per avere il fondo di solidarietà. Con l’aiuto di Don Ciotti e la sua Associazione Libera e del Prefetto Musolino inizia a investire, amplificando la comunicazione e provando a costruire, da quell’episodio, un percorso di comunicazione, educazione, aggregazione sulla base di valori etici, un percorso di economia vera e solida. Nel 2012 inventa le Cene della Legalità, rivolte alle scuole alberghiere, insegnando ad usare prodotti locali, servirsi direttamente da aziende sane, di piccola scala, costruire una cucina in cui tutti gli ingredienti siano “liberi”.

Con l’appoggio nei Service Club come i Lions, riceve nel 2017 il prestigioso Melvin Jones Fellowship Award. Nel 2014 il Direttore Giorgio Mulè lo chiama a curare la Food Experience di Panorama d’Italia, tour di eventi del settimanale; questo lo porta un giorno a Mattino Cinque e da qui prende il via la storia di Filippo, insignito dal Premio Borsellino nel 2016, insegnando cucina di territorio, piatti della tradizione, ma soprattutto prodotti fatti dal meglio che un territorio può offrire in termini di qualità anche imprenditoriale, di giustizia, di trasparenza. Ma Filippo è amato anche per la sua generosità, facendosi affidare dal Tribunale dei  minori 2 ragazzi arrivati dal Gambia e dal Senegal, curando la loro formazione, oggi sono diventati cuochi dell’Associazione Italiana cuochi.
www.filippocogliandrochef.it

Un grande chef, un’autrice giramondo e un libro……

A tavola con Marco Polo, sulla via della seta,  possiamo scoprire gli intrecci gastronomico-letterari del libro di Carla Diamanti interpretati dalla cucina di Filippo Cogliandro che  ha inteso ricreare, con la sua tavola, un viaggio immaginario di arte e di colori, dove cibo e letteratura si intrecciano nelle opere dei grandi autori, assaporando le delizie descritte nei  libri per di comprendere a fondo l’importanza del cibo nelle storie e di poter ricreare quei piatti con la sua cucina. esplorando l’Italia, le Regioni, le città, ricette e menu a tema per vivere un’esperienza culinaria unica.

Carla Diamanti, “esprit nomade”, Travel Coach®, giornalista, divulgatrice di turismo, autrice di guide e docente universitaria di progettazione turistica e cultura del viaggio. Appassionata di luoghi e culture, viaggiatrice instancabile, è co-fondatrice con il Leone Verde Edizioni del concept di viaggi virtuali Safar con Carla, diventato strumento di promozione territoriale, portato anche nelle scuole e nelle case di riposo.

Ha viaggiato più volte in oltre 60 Paesi del mondo, ha vissuto negli Stati Uniti, in Medio Oriente, Haiti e in giro per l’Europa. Vive a Parigi, dove è Consigliere della Stampa Estera, membro dell’Association des Journalistes de Tourisme e della giuria internazionale del Prix de la Villégiature.

Nel Direttivo dell’associazione DIRE (Donne Italiane Rete Estera), contribuisce a promuovere in Francia la cultura italiana.

www.carladiamanti.com

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Countdown per il Festival della Cucina Italiana in Svizzera, tutto pronto per la prima edizione

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Dal 26 ottobre al 4 novembre dieci serate in Svizzera, tra alta cucina, pizza contemporanea e grandi interpreti del gusto italiano. Un progetto che mette in dialogo territori, professionisti e imprese, nel segno del Made in Italy e della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.

Il conto alla rovescia è iniziato. Mancano pochi giorni al debutto del Festival della Cucina Italiana in Svizzera, il progetto ideato e organizzato da Carla Botta, giornalista, imprenditrice e fondatrice di Carbot Communication, che dal 26 ottobre al 4 novembre porterà la cultura gastronomica italiana in dieci appuntamenti distribuiti tra Zurigo, Neuchâtel, Ginevra, Losanna, Aarau, Berna, Immensee, Basilea e Lugano.

Un itinerario che mette al centro la cucina italiana come espressione di identità, competenze, territori e capacità imprenditoriale. Chef, pizzaioli e professionisti della ristorazione italiana e svizzera si incontreranno nelle cucine e nelle sale dei ristoranti coinvolti, dando vita a serate a più mani in cui tradizione e contemporaneità, alta cucina e arte bianca dialogheranno attraverso menu e interpretazioni differenti. «Con il Festival creeremo occasioni concrete di incontro tra professionisti, imprese e territori, facendo della gastronomia un ponte tra Italia e Svizzera – dichiara Carla Botta –. La cucina italiana è cultura, competenza e capacità imprenditoriale: portarla oltre confine significa valorizzare chi ogni giorno contribuisce alla sua crescita e rafforzare il dialogo con i mercati internazionali. La collaborazione con chef, pizzaioli, aziende e istituzioni è il cuore di questo progetto».

Il Festival si inserisce, inoltre, nel quadro della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, valorizzando il patrimonio gastronomico nazionale come strumento di relazione culturale e promozione internazionale. Non soltanto una successione di appuntamenti gastronomici, dunque, ma un progetto che punta a rafforzare il legame tra Italia e Svizzera, valorizzando le professionalità, le imprese e le eccellenze che contribuiscono a portare la cucina italiana oltre i confini nazionali.

A Zurigo il talk inaugurale sul Made in Italy

L’apertura ufficiale è in programma il 26 ottobre a Zurigo con un talk moderato dalla giornalista Sofia Petti (Corriere della Sera / L’Espresso), dedicato al ruolo della gastronomia nella promozione del Made in Italy e nelle relazioni internazionali.

Interverranno: Giacomo Giovanardi (Camera di Commercio Italiana in Svizzera – Settore Agroalimentare); Samuele Porsia (direttore ICE Berna); Luciano Pignataro (giornalista); Gianluca Pellegrino (Vesuvius); Ciro Cristiano (Baldoria Madrid); Luigi Guarnaccia (Luigia Svizzera).

Dieci serate, un viaggio nel gusto italiano

Il programma si sviluppa attraverso dieci titoli, ciascuno legato a una tappa e a un incontro tra chef ospiti e professionisti resident.

Lunedì 26 ottobre – Zurigo | Incontro di Gusto

Al ristorante Da Noi, la serata inaugurale vedrà protagonisti lo chef Luca Marchini (1 stella Michelin, ristorante L’Erba del Re, Modena) e Paolo Surace (Segretario generale AVPN, 2 Spicchi Gambero Rosso, Pizzerie Eccellenti 50 Top Pizza Italia, pizzeria Mattozzi 1833). Ad accoglierli saranno i resident Elpidio Di Serio e Vincenzo Miele.

Martedì 27 ottobre – Neuchâtel | Squadra di gusto

Alla Pizzeria Vesuvius Taste Experience, il confronto tra cucina e pizza coinvolgerà Pasquale e Gaetano Torrente (Ambasciatori internazionali della Colatura di Alici di Cetara; ristorante Al Convento, Cetara, consigliato dalle principali guide gastronomiche, con riconoscimento Bib Gourmand Michelin e segnalazioni Gambero Rosso) e Ciro Cristiano (ristorante Baldoria, Madrid, 2° posto nella classifica 50 Top Pizza Europa 2026, 8° posto nella 50 Top Pizza World 2026, Migliore Pizzeria in Europa 2026). In squadra con loro i resident Roberto Gagliano e Giuseppe Folgore.

Mercoledì 28 ottobre – Ginevra | Giri di gusto

Il ristorante Luigia ospiterà Michelina Fischetti (1 stella Michelin, ristorante Oasis Sapori Antichi, Vallesaccarda, Avellino) e il pizzaiolo Ciro Salvo (3 Spicchi Gambero Rosso; pizzeria 50 Kalò, Napoli e Londra; 5° posto 50 Top Pizza Italia 2026, 23° posto 50 Top Pizza World 2026, 4° posto 50 Top Pizza Europa 2026, riconoscimento Best Friend Food 2026). A completare la formazione saranno i resident Gennaro Guadagno e Vincenzo Triggiano.

Giovedì 29 ottobre – Losanna | Terre di gusto

Da Sofia Cucina D’Amore arriveranno Simone Testa (ristorante Punto Nave, Monteruscello, riconosciuto da 50 Top per la ristorazione di pesce) e Peppe Cutraro (vincitore del Campionato Mondiale Pizza DOC 2025, Catena Peppe’s, Parigi). Con loro i resident Diego Navas e Alessandro Luchetta.

Venerdì 30 ottobre – Aarau | Rotta del gusto

Il Ristorante Nonna – Pizzeria Ninni accoglierà Francesco Franzese (1 stella Michelin, già chef del Rear a Nola e oggi executive chef di Le Sensya, presso l’hotel cinque stelle The View di Agadir, Marocco) e Raffaele Bonetta (3 Spicchi Gambero Rosso; Raf Bonetta Pizzeria, Napoli; 26° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 68° posto 50 Top Pizza World 2026). La squadra resident sarà composta da Francesco Carvisiglia e Ilario Ninni.

Sabato 31 ottobre – Berna | Gusto condiviso

Al ristorante Dolce Vita, lo chef Riccardo Sculli (1 stella Michelin, ristorante Gambero Rosso, Marina di Gioiosa Ionica, Reggio Calabria) sarà affiancato da Emanuele Riemma (pizza chef e consulente). In cucina anche i resident Emmanuele Guarino e Giuseppe Pellegrino.

Domenica 1 novembre – Immensee | Poker di gusto

Al ristorante Seerestaurant Schlüssel Da Andrea si incontreranno Silvia Baracchi (1 stella Michelin, ristorante Il Falconiere, Cortona, Arezzo) e il pizzaiolo Denis Lovatel (2 Spicchi Gambero Rosso, ideatore della Pizza di Montagna; Denis Pizzeria, Milano tra le Pizzerie Eccellenti 50 Top Pizza Italia 2026). Con loro i resident Andrea Spitaleri e Carmen Bulla.

Lunedì 2 novembre – Basilea | Insieme nel gusto

La Trattoria Aroma farà da cornice all’incontro con Lino Scarallo (1 stella Michelin, ristorante pizzeria Palazzo Petrucci, Napoli) e Davide Ruotolo (ristorante pizzeria Palazzo Petrucci, Napoli, 3° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 12° posto 50 Top Pizza World 2026). Ad affiancarli saranno i resident Mauro D’Orazio e Stefano Giovannini.

Martedì 3 novembre – Lugano | Scena di gusto

Al ristorante Acqua & Farina, spazio a Domenico Iavarone (2 stelle Michelin, ristorante Zest, Sorrento) e Mario Cipriano (3 Spicchi Gambero Rosso, pizzeria Cipriano, Firenze). La squadra resident sarà composta da Davide Bacio e Castrese Mallardo.

Mercoledì 4 novembre – Lugano | Linguaggio di gusto

La chiusura del Festival è affidata al ristorante Federale 1855, con Mariangela Susigan (1 stella Michelin, ristorante La Gardenia, Torino) e Pierdaniele Seu (3 Spicchi Gambero Rosso, pizzeria Seu Pizza Illuminati, Roma, 2° posto 50 Top Pizza Italia 2026 e 4° posto 50 Top Pizza World 2026). Con loro i resident Arturo Fragnito e Rocco Gentilesca.

Una rete di istituzioni e imprese per il Made in Italy

Il Festival nasce grazie al contributo di partner che condividono l’obiettivo di valorizzare la cultura gastronomica italiana e la sua presenza sui mercati internazionali. La collaborazione tra istituzioni, aziende, professionisti e media rappresenta uno degli elementi centrali del progetto: una rete che mette in relazione competenze e visioni differenti, con l’obiettivo di sostenere la promozione delle eccellenze italiane e consolidare il dialogo gastronomico tra Italia e Svizzera.

Il conto alla rovescia è cominciato: dal 26 ottobre, la cucina italiana diventa un ponte tra culture, territori e persone.

Main Sponsor: Maistà.

Title Event Sponsor: Electrolux Professional, Moretti Forni, Picariello Arredo Design, Carbot Communication.

Food Sponsor: Divise & Divise, Solania, Grano Armando, Pasticceria Pintauro 1785, Salumi Coati, Terre Francescane, Armatore, Kenon, San Salvatore, Toccalmatto.

Media Partner: Femme Fashion Food, Communication Food, Fermento Pizza, Italia da Gustare, Tuttoitalia.ch, Tastefollies.

Patrocini morali: Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero del Turismo, Consolato Generale d’Italia a Zurigo, Italian Trade Agency (ITA/ICE), ENIT, Case del Made in Italy, Unioncamere, Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy e Associazione Italiana Sommelier (AIS).

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Hilton Milan è…. la Milano Fashion Week in un sorso

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Durante la Milano Fashion Week, il capoluogo meneghino si veste con i suoi abiti più glam: le vie del centro si animano di fashion insider e designer, le vetrine delle grandi maison espongono le nuove collezioni e i quartieri cittadini interpretano, ciascuno a modo proprio, il Milanese Style.

Sono proprio i diversi volti della moda milanese a ispirare la nuova drink list di CotoliAMO Bistrot dell’Hilton Milan: nove cocktail signature e quattro proposte analcoliche trasformano alcuni degli indirizzi più iconici e imperdibili per fashion lover e insider della città in altrettante esperienze tutte da sorseggiare.

Si parte dal cuore pulsante di Milano con Il Vetraio del Duomo, tributo alla maestosità della Cattedrale e alla sua eleganza senza tempo: Gin CotoliAMO allo zafferano, vermouth dry e bitter ai fiori d’arancio incontrano una cialda di Grana Padano e delicati petali d’oro, in una composizione che richiama la cura sartoriale dei dettagli. Da qui, si attraversa Piazza Cordusio, dove le sapienti mani degli artigiani si fanno portavoce dell’allure milanese, come racconta Bottega del Cordusio, un cocktail intenso ma fresco, urbano e sofisticato: Ramazzotti, Monkey 47 e Italicus costruiscono una trama aromatica vivacizzata da lime e tonica mediterranea e completata dal sentore erbaceo della salvia. Si passa poi in Galleria Vittorio Emanuele II, simbolo di una metropoli che da sempre fa dello shopping una vera e propria esperienza artistica. A celebrarla è Alta Galleria, una proposta dal carattere deciso che gioca sull’incontro tra dolce, piccante e acidità con rum alla cannella, Fernet Branca Menta, passion fruit e lime che si fondono con ginger beer e un tocco di peperoncino cayenna, per un finale speziato e sorprendente.

Per chi è alla ricerca di una location scenografica dove sfoggiare un look da favola è immancabile una tappa al Teatro alla Scala, a cui si ispira Scala 1778 con l’avvolgente aroma del Bourbon e la rotondità del Frangelico, o lungo i suggestivi canali della città sorseggiando l’omonimo Naviglio Amaro Affumicato dalle sfumature intense della foam al caffè e dell’affumicatura finale.

Il viaggio prosegue verso la Milano più contemporanea, quella delle architetture avveniristiche e dei grandi nomi internazionali di Porta Nuova. Qui entra in scena Terminal Gae Aulenti, un blend vivace a base di vodka infusa al timo, ibisco e ananas, espressione di un distretto in cui convivono moda, design, arte e nuove tendenze. Ma la creatività meneghina non si ferma alle grandi insegne. Spostandosi verso Isola, infatti, lo stile assume una personalità più indipendente, sperimentale e unconventional. La sua energia trova forma in Isola Breeze, dove tequila, soda al pompelmo e basilico regalano un sorso fresco e aromatico. Seguendo le contaminazioni che caratterizzano il tessuto cittadino, si arriva in Via Paolo Sarpi, dove l’anima multiculturale rivive in Sarpi Fusion, con ginger, lychee e cetriolo.

Se, invece, si vuole coniugare il piacere della mixology alla leggerezza dell’alcool free, la scelta non può che ricadere su Botanic Brera che porta nel bicchiere una ricercata combinazione di note floreali e fruttate, ideale da gustare mentre si passeggia fra le vie acciottolate alla ricerca dell’ultimo trend.

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Scirubetta 2026, Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro insieme per l’apertura degli Show Cooking

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Lo chef Cogliandro e il Maestro Gelatiere calabrese trasformano il gelato in un elemento della cucina salata con una Tagliatella di Seppie, crema di avocado e gelato al cetriolo con infusione di origano selvatico.

Dal 12 al 15 settembre il Lungomare Italo Falcomatà torna a trasformarsi nel grande palcoscenico di Scirubetta – Festival del Gelato Artigianale, giunto alla sua quinta edizione.

Una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare il gelato in un vero strumento di incontro tra culture, professionalità e territori e che nel 2026 rafforza ulteriormente la propria dimensione internazionale, con 34 maestri gelatieri italiani e internazionali, provenienti da sette Paesi esteri.

Dopo il successo della precedente edizione, che ha fatto registrare oltre 100 mila presenze, Reggio Calabria si prepara dunque ad accogliere ancora una volta professionisti, appassionati e pubblico in quattro giornate dedicate al gelato artigianale, con degustazioni, incontri, laboratori, formazione, spettacoli e show cooking. Ed è proprio con uno show cooking a quattro mani che si aprirà il programma dedicato alla cucina.

Protagonisti saranno lo chef Filippo Cogliandro e il Maestro Gelatiere Alberto Vitaro, due percorsi professionali differenti che si incontrano attorno a un’idea comune: portare il gelato oltre il tradizionale confine del dessert e trasformarlo in un elemento della cucina contemporanea.

La collaborazione prende forma in un piatto nel quale la componente marina incontra quella vegetale e aromatica:
Tagliatella di Seppie, crema di Avocado e gelato al Cetriolo con infusione di Origano selvatico
La seppia, cotta a bassa temperatura, viene successivamente arrotolata e raffreddata per poter essere affettata sottilmente, fino a ottenere la caratteristica forma della tagliatella.

La sua naturale sapidità marina rimane protagonista, senza essere sovrastata da condimenti invasivi.
A completare il piatto arriva la crema di avocado, mentre il gelato al cetriolo, realizzato dal Maestro Gelatiere Alberto Vitaro e caratterizzato da un’infusione di origano selvatico, introduce una componente fredda, fresca e aromatica.

Il risultato è un dialogo tra due mondi solo apparentemente distanti: la cucina salata e la gelateria artigianale.

«L’idea non era semplicemente aggiungere un gelato a un piatto – spiega lo chef Filippo Cogliandro – ma costruire insieme ad Alberto un piatto nel quale il gelato avesse una vera funzione gastronomica. La seppia mantiene tutta la sua identità marina, mentre il cetriolo porta freschezza e l’origano selvatico aggiunge un profumo che appartiene alla nostra terra. Il lavoro di Alberto è stato fondamentale per trasformare questa idea in un elemento capace di stare nel piatto e dialogare con la seppia».

Per Alberto Vitaro, la sfida è stata invece quella di interpretare ingredienti e profumi abitualmente associati alla cucina salata attraverso la tecnica del gelato artigianale, creando una preparazione capace di inserirsi nell’equilibrio complessivo del piatto.

È proprio questa contaminazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti dello show cooking: non un gelato semplicemente accostato alla cucina, ma il gelato pensato insieme alla cucina, fin dalla progettazione del piatto.

La partecipazione di Cogliandro e Vitaro si inserisce così nello spirito di Scirubetta 2026, dove il gelato diventa occasione di confronto tra tecniche, sensibilità e interpretazioni differenti.

Un confronto che parte dalla Calabria e guarda al mondo, mettendo in relazione la tradizione artigianale con la ricerca gastronomica contemporanea.
E se il festival nasce intorno al gelato, l’apertura degli show cooking sembra voler lanciare subito una provocazione gastronomica: fino a dove può arrivare un gelato quando incontra la cucina d’autore?

La risposta arriverà sul Lungomare Falcomatà, il 12 settembre, con Filippo Cogliandro e Alberto Vitaro.

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