Tv Mood
Suburræterna: L’eterno romanzo criminale di Roma torna su Netflix
“A Berlino che giorno è?”, cantava Garbo in una famosa canzone. Ed è a Berlino che inizia Suburræterna, spin-off della serie Suburra, presentato alla Festa del Cinema di Roma e disponibile in streaming dal 14 novembre su Netflix. È nella capitale tedesca che ritroviamo, 3 anni dopo la terza stagione di Suburra, Spadino. L’erede della famiglia Anacleti, che una volta dominava il crimine di Roma, ha deciso di cambiare vita. È in Germania, fa il deejay nei locali notturni, e finalmente ha un compagno, e così può esprimere la sua sessualità, coda che nella sua famiglia gli era negata. È cambiato: non ha più il taglio di capelli con la cresta e le rasature, ma dei lunghi capelli lisci pettinati da un lato. Veste di nero, con giacche e cappotti eleganti. Lo vediamo all’inizio del primo episodio, e lo rivedremo solo alla fine di questo. Un fatto accaduto a Roma lo riporterà indietro, a fare i conti con la sua vita passata. E con nuovi, e vecchi, amici e nemici.
Suburræterna infatti rimette in gioco alcune figure che avevamo conosciuto nelle tre stagioni di Suburra e li mette in relazione a nuovi protagonisti del crimine, appena arrivati e quindi più affamati di loro. Angelica (Carlotta Antonelli), l’ex moglie di Spadino (Giacomo Ferrara) è spostata con Damiano, che viene da un’altra famiglia, i Luciani. Ma i fratelli di Damiano stanno preparando una resa dei conti che coinvolgerà gli Anacleti e, allo stesso tempo, il clan di Ostia che, dopo la morte di Aureliano, è tenuto in piedi da Nadia (Federica Sabatini), rimasta così legata a lui da portare al collo lo stesso tatuaggio. La politica è rappresentata da un nuovo consigliere comunale, Ercole Bonatesta (Aliosha Massine), assetato di potere e soldi. E la Chiesa da un cardinale, Armando Tronto (Federigo Ceci), che vuole sovvertire l’ordine delle cose: un nuovo sindaco, e forse un nuovo Papa. Ma tutti dovranno fare i conti con il temibile Amedeo Cinaglia (Filippo Nigro), ex politico che lavora nel mondo delle cooperative ma di fatto è il nuovo Samurai, la pietra angolare del cinema a Roma.
Suburraeterna, lo spin-off di Suburra, per riportare in scena i suoi protagonisti riparte da un archetipo delle storie crime. È quello che viene da Il padrino di Francis Ford Coppola: il figlio che vuole cambiare vita e scappare dal mondo criminale, ma che gli eventi e il ruolo designato riportano irreversibilmente verso il Male e il potere. È quello che accadeva al Michael Corleone di Al Pacino dopo la morte di Don Vito Corleone. Lo spadino di Giacomo Ferrara, cresciuto nella consapevolezza, nel look, nella personalità sarà il centro di questa storia.
I grandi reduci dalle precedenti stagioni di Gomorra sono sostanzialmente quattro. Lo Spadino di Giacomo Ferrara e l’Amedeo Cinaglia di Filppo Nigro, ex politico passato a fare altro che racconta benissimo il trasformismo di una certa politica, lo scivolare lentamente e inesorabilmente verso il Male, il restare sempre a galla. Come Spadino, anche Cinaglia è nuovo: esteticamente più anonimo, il volto più torvo, la mascella serrata di chi è determinato a prendersi tutto.
L’altra metà del cielo di Suburra è quella femminile. Le altre due “reduci” sono l’Angelica di Carlotta Antonelli e la Nadia di Federica Sabatini, due donne che erano partite da essere “la ragazza di” e pian piano erano arrivate al potere in un’alleanza femminile che era stata una delle trovate più felici della stagione 3. Era proprio la loro storia che aveva fatto parlare, già in quell’occasione, di un possibile spin-off. Anche loro sono cresciute, sono cambiate nel look e nel portamento. E anche nelle ambizioni. Nel senso che queste sono diventare più grandi. Angelica e Nadia per ora si trovano su due lati opposti della barricata. E il loro primo confronto è spigoloso. Ma probabilmente sapranno avvicinarsi.
Suburra è il terzo grande romanzo criminale seriale di questi anni, dopo Romanzo criminale e Gomorra. Come gli altri due è prodotto da Cattleya ed è tratto da un romanzo, di Giancarlo De Cataldo e Carlo Bonini. È un’opera suggestiva perché lascia nello spettatore qualcosa. È chiaramente un prodotto di finzione, ma chi guarda sa che a Roma tra Chiesa, politica e strada c’è, o c’è stata, una connessione. E tante cose, guardando la serie, che è ovviamente un crime spettacolare ed eccessivo, sembrano tornare. Ad esempio, in questa storia, al centro c’è il “Nuovo Colosseo”, quell’agognato stadio della Roma che si deve fare da anni e non si fa mai. Come le Olimpiadi, l’Expo, e così via. Quindi guardi una serie e sai che, dentro, c’è qualcosa di vero. O molto di vero.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- Suburraeterna. Filippo Nigro as Cinaglia in episode 101 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Filippo Nigro as Cinaglia in episode 101 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Sohel Altan Gol as Mesut in episode 102 of Suburraeterna. Cr. Andrea Miconi/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Federica Sabatini as Nadia in episode 102 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Alberto Cracco as Nascari, Federigo Ceci as Tronto in episode 103 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Federica Sabatini as Nadia in episode 103 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Carlotta Antonelli as Angelica, Marlon Joubert as Damiano in episode 103 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Morris Sarra as Cesare, Yamina Brirmi as Giulia, Marlon Joubert as Damiano in episode 103 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Filippo Nigro as Cinaglia in episode 103 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Giorgia Spinelli as Ercole in episode 104 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Aliosha Massine as Ercole Bonatesta, Federigo Ceci as Tronto in episode 104 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Carlotta Antonelli as Angelica, Federica Sabatini as Nadia in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Giacomo Ferrara as Alberto in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Simone Montedoro as Erminio in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Filippo Nigro as Cinaglia in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Gabriele Di Stadio as Victor in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Irene Ragusa as Vittoria, Riccardo Bortoluzzi as Fabrizio, Filippo Nigro as Cinaglia in episode 105 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Carlotta Antonelli as Angelica in episode 106 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Giacomo Ferrara as Alberto, Filippo Nigro as Cinaglia in episode 106 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. (L to R) Alberto Cracco as Nascari, Filippo Nigro as Cinaglia in episode 107 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
-
- Suburraeterna. Giacomo Ferrara as Alberto in episode 107 of Suburraeterna. Cr. Emanuela Scarpa/Netflix © 2023
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

Lucky: Anya Taylor-Joy in una fuga senza fiato su Apple Tv
-

Spider-Noir: Nicolas Cage è un Uomo Ragno che sembra uscito dagli anni Trenta. Su Prime Video
-

The Boroughs – Ribelli senza tempo: Stranger Things della terza età. Su Netflix
-

Berlino e la Dama con l’ermellino: La casa di carta non muore mai!
-

Bridgerton 4 Parte 2: Luke Thompson e Yerin Ha ci fanno vivere una favola. Su Netflix
-

Bridgerton 4: Se il mondo di Shonda Rhimes diventa Cenerentola…
Serie TV
Lucky: Anya Taylor-Joy in una fuga senza fiato su Apple Tv
Published
1 mese agoon
23 Luglio 2026
Una ragazza viene inseguita da alcuni uomini tra dei camion fermi in un parcheggio. Lei è bionda platino, è vestita in jeans, una canotta bianca e un giubbotto di pelle nera. Zoppica. Loro hanno quegli inconfondibili giubbetti blu con la scritta in giallo sulla schiena: sono dell’FBI. Inizia così Lucky, la nuova serie in streaming su Apple Tv tratta dal bestseller del New York Times e selezione del Reese’s Book Club, scritto da Marissa Stapley. La ragazza, la Lucky che dà il titolo alla serie, è l’inconfondibile Anya Taylor-Joy. E insieme a lei ci sono Annette Bening, Timothy Olyphant, Aunjanue Ellis Taylor, Drew Starkey, Clifton Collins Jr. e William Fichtner. La definiscono una dramedy, ma Lucky è soprattutto una serie d’azione, un’azione senza un attimo di respiro.
Quando una rapina multimilionaria va storta, la truffatrice Lucky (Anya Taylor-Joy) è costretta a darsi alla fuga. Braccata sia dall’FBI che da uno spietato boss criminale, Lucky deve lottare per la propria vita e per trovare una via d’uscita. Eppure sembrava tutto perfetto. Poche ore prima avevamo visto Lucky, ed era completamente diversa. I capelli più lunghi e castani, un vestito corto e attillato di lamé. Una bottiglia di champagne da stappare con il proprio compagno. In Dreams di Roy Orbison, famosa per Velluto blu di David Lynch, da ballare stretti stretti. Tutto sembrava andare bene. Ma non è andata così.
Lucky vive soprattutto sul volto e sul corpo di Anya Taylor-Joy. È un’attrice dal fisico esilissimo. E dal volto unico, scavato e sensuale. Con quegli occhi enormi, verde giada, e molto distanti tra loro. Si dice che sia sintomo di poca bellezza, come in fondo si dice della bocca piccola e delle labbra sottili. Non è vero. Anya Taylor-Joy è fatta per smentire tutte queste teorie, per diventare una bellezza allo stesso tempo aliena e, soprattutto in una serie come questa, molto concreta.
La sua Lucky sembra un personaggio di un film di Luc Besson, noto per i ritratti di donne forti e artefici del loro destino, coraggiose e muscolari. Così come sembra un film di Luc Besson, per ritmo e visione, tutta la storia a cui assistiamo. C’è anche qualcosa di Hitchcock, non nello stile ma nei temi. Il personaggio giovane e innocente in fuga è un classico del regista inglese. Qui innocente Lucky non lo è completamente. È una truffatrice, certo. Ma abbiamo visto che è stata a sua volta fregata dal suo compagno. Per questo, e per il fatto che il punto di vista sposato è il suo, Lucky ha da subito la nostra simpatia. E quella del regista. Anche questo è un meccanismo che viene da Hitchcock: pensate a Psycho e al personaggio di Janet Leigh, in fuga dopo aver sottratto al suo capo un’ingente somma di denaro. Anche lei è colpevole, ma stiamo dalla sua parte.
La regia è sempre su di lei, spesso la macchina da presa la accarezza con primi o primissimi piani in grado di scrutare quegli occhi così particolari. Mentre, alla fine del primo episodio, basta una telefonata per costruire una backstory in grado di farci appassionare ancora di più al suo personaggio. Mentre un accendino, nel buio, si ricollega a una delle prime scene dell’episodio e chiude un cerchio. Non ci resta che seguire la fuga di questa nuova eroina che ci ha portato Apple Tv, lo streamer dalle produzioni sempre impeccabili. I primi due episodi sono disponibili, poi ne vedremo uno a settimana. Buona fortuna, Lucky.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Serie TV
Elle: Se La rivincita delle bionde torna agli anni Novanta, tra Beverly Hills e il grunge
Published
2 mesi agoon
1 Luglio 2026
I’m Only Happy When It Rains, il classico dei Garbage degli anni Novanta, risuona nella sigla di Elle, la nuova serie Prime Video in streaming dal 1 luglio. E risuona particolarmente ironica, visto che la nostra protagonista si trova per una serie sfortunata di eventi a trasferirsi da Los Angeles a Seattle, la città più piovosa d’America, “la città dimenticata da Dio e da Gucci”. E, no, non è assolutamente felice solo quando piove, come cantava Shirley Manson. Casomai è tutto il contrario. Elle Woods sarebbe felice solo con il sole della California e con i suoi immancabili vestiti rosa che fanno tanto Beverly Hills e anche tanto Barbie. Elle è la serie prequel de La rivincita delle bionde, il noto film con Reese Witherspoon. Qui la vicenda è trasportata indietro nel tempo e nello spazio, creando una serie di contrasti che rendono la serie divertente e originale.
Nella sua prima stagione, Elle segue Elle Woods (Lexi Minetree) prima che diventi un pesce fuor d’acqua ad Harvard. La incontriamo nel 1995, come un pesciolino nelle acque agitate del liceo, alle prese con amicizie complicate, storie d’amore proibite e scelte di moda discutibili. Tutto nella sua vita cambia, infatti, quando il padre, chirurgo estetico, perde reputazione e lavoro per un naso rifatto male ad un’attrice. E così deve trasferirsi a Seattle con tutta la famiglia. Elle si affida alla sua famiglia come punto di riferimento e rafforza il legame con la madre, dimostrando che insieme possono superare qualsiasi cosa la vita riservi loro, purché abbiano l’una l’altra. Ad ogni sfida che affronta, Elle si avvicina sempre di più alla Elle Woods che conosciamo e amiamo oggi.
Quello che dà forza alla serie è il sentimento del contrario. Tutto, a Seattle, è diverso. Piove ogni giorno, tutti vestono di nero, con jeans, anfibi e camicie di flanella a quadri, nessuno bada alle apparenze e tutti alla sostanza. “Mi sento così bionda” dice la nostra Elle, che veste ancora completamente di rosa. Il senso della serie sta tutto qui. Nel ribaltamento dei ruoli, delle situazioni. La classica reginetta della scuola, la popolare, la bionda, la bella in rosa di tanti film qui diventa, di colpo, il suo contrario. Per il posto in cui si trova, è lei la strana, l’impopolare, la diversa. Quella che, come vediamo da sempre nei film, non trova dove sedersi a tavola perché i posti sono occupati. E le popolari che negano il posto qui sono altre. Anche per il padre le cose si sono ribaltate. “Alla gente piace il proprio naso. Andrà meglio quando il grunge sarà passato” dice.
Capiamo subito che quella di Elle è una storia sull’identità, un romanzo di formazione che però non procede in maniera classica. Almeno, non all’inizio. C’è, come in ogni racconto di questo tipo, una protagonista che deve trovare il proprio posto nel mondo. Solo che la nostra Elle il suo posto lo aveva già trovato, ma lo ha perso e deve ricominciare tutto da capo. È una questione di orientamento, di coordinate da ritrovare, di una serie di comportamenti da resettare. Ci si chiede se Elle sceglierà di tornare a Los Angeles o di giocarsi le sue carte a Seattle. E se, in questo caso, si adatterà al modo di vivere e al look degli altri o sceglierà di farlo rimanendo se stessa.
Dicevamo di Seattle. È bello, in un teen drama di questo tipo, ritrovarsi nell’America di metà anni Novanta, quando, rispetto a quella di Beverly Hills 90210, era già cambiato tutto. È bello ritrovarsi in un negozio di dischi che ci ricorda quello di Alta fedeltà, di ascoltare discorsi su Kurt Cobain e i Nirvana, Chris Cornell e i Soundgarden, la Sub Pop gli Alice In Chains, ascoltare i R.E.M. e i Radiohead. Come si dice, appena abbiamo capito dove fosse ambientata la storia abbiamo detto il classico: ok, avete la nostra attenzione.
Certo, non è un film immersivo negli anni del grunge (per quello cercate e rivedetevi Singles di Cameron Crowe). E ai puristi del grunge non piacerà. Seattle e il grunge sono in realtà usati come un elemento funzionale al racconto, come l’ostacolo tra Elle e il suo mondo, l’espediente usato per metterla in difficoltà. Ma che siano presenti in un film di questo tipo non è per niente male. È bello vedere che il grunge sia storia. E anche un po’ triste, perché sono passati 30 anni e vuol dire che stiamo diventando vecchi.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Serie TV
Spider-Noir: Nicolas Cage è un Uomo Ragno che sembra uscito dagli anni Trenta. Su Prime Video
Published
3 mesi agoon
27 Maggio 2026
L’abbiamo vista in bianco e nero. Ma potevamo scegliere tra bianco e nero e colore. La nuova tv, quella dei player dello streaming, è anche questa. Prime Video ha lanciato così Spider-Noir, l’attesissima serie con Nicolas Cage nel suo primo ruolo da protagonista in una serie tv. Prodotta da Sony Pictures Television per Prime Video, la serie è disponibile dal 27 maggio, in due modalità, “Autentico Bianco e Nero” e “True-Hue Full Color”, consentendo al pubblico di scegliere.
Abbiamo scelto di vederla in bianco e nero perché ci sembrava che avesse più senso così. Spider-Noir è una serie live-action basata sul fumetto Marvel Spider-Man Noir. Racconta la storia di Ben Reilly (Cage), un navigato investigatore privato caduto in disgrazia nella New York degli anni Trenta, che a seguito di una tragedia profondamente personale, è costretto a fare i conti con il suo passato di unico supereroe della città. È un racconto che ha senso vedere in bianco e nero perché sono le tinte in cui ha vissuto quel cinema lì, il glorioso noir americano, l’hard boiled, il cinema dei detective alla Marlowe. Personaggi che sono antieroi, perdenti e tormentati, soli e stropicciati.
Vedere Spider-Noir in bianco e nero significa quindi immergersi in un mondo, Quello dei chiaroscuri, delle luci e delle ombre che si incontrano e si scontrano del bianco e nero che dai netti contrasti che dividono lo schermo. Di quelle luci incidentali, quasi caravaggesche, che tagliano la scena. È quel mondo fatto dei quotidiani lanciati al mattino dagli strilloni, da sigarette su sigaretta avidamente consumate mentre si battono a macchina le notizie, dei personaggi che si muovono nei loro lunghi cappotti e i cappelli a tesa larga, dei banconi del bar e dei bicchieri di whisky bevuti uno dopo l’altro ogni notte.
Quella tra il fumetto e il noir degli anni Trenta e Quaranta sono mondi destinati a incontrarsi in modo naturale. Il bianco e nero è quello delle iconiche pellicole dell’epoca, rimaste fissate nell’immaginario collettivo come nella Storia del cinema, ma anche quello dell’inchiostro di china sul foglio bianco dei fumetti. Il risultato di Spider-Noir è in qualche modo vicino a Sin City e The Spirit, i film tratti dai fumetti di Frank Miller. Anche se, rispetto alle figure eccessive e larger than life di quei racconti, Spider-Noir si mantiene su un maggiore realismo. Che è proprio quello dei classici film
In un progetto di questo genere ci sta benissimo un volto come quello di Nicolas Cage, un attore che è stato definito prima di culto e sex symbol, ai tempi di Cuore selvaggio, poi mostro di bravura da Oscar, ai tempi di Via da Las Vegas, poi schermito per molte scelte discutibili e infine assurto di nuovo a personaggio di culto. Il suo volto è perfetto per incarnare quello di quei detective provati dalla vita degli anni Trenta e Quaranta. E, allo stesso tempo, ha i tratti somatici per essere anche il protagonista di un fumetto. Spider-Noir sembra essere un progetto fatto apposta per lui. Nel cast sono da segnalare Li Jun Li, nei panni della femme fatale, e Brendan Gleeson, perfetto nei panni del villain.
È interessante vedere come l’Uomo Ragno, tra tutti i supereroi, sia quello che, più di altri si presti a infinite reinvenzioni. Mentre quasi tutti gli eroi sono legati ai loro alter ego e alle loro storie, l’idea è che un ragno radioattivo, in teoria, possa mordere chiunque. E così l’Uomo Ragno, che siamo soliti associare a Peter Parker, e che sarà sempre questo personaggio, può essere anche altre persone. Così abbiamo conosciuto lo Spider-Man di Miles Morales, dai fumetti e anche dai film animati di Spider-Man: Un nuovo universo. E ora l’Uomo Ragno noir anni Trenta di Nicolas Cage. Il rischio di un progetto come questo è quello di fare più attenzione alla qualità e alla raffinatezza delle immagini, all’interpretazione di Cage, a una New York scintillante e vera protagonista della storia, che alla trama. A proposito di raffinatezza, abbiamo provato a vedere la serie anche nella versione a colori, e funziona molto bene anche quella. Ha i toni laccati dei primi film in technicolor, il gioco di luci ed ombre funziona, le luci di New York fanno la loro parte. Insomma, in qualunque modo la vogliate vedere, Spider-Noir ha un senso. A voi la scelta.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- “Robbie Robertson” (Lamorne Morris) in a scene from Prime Video’s Spider-Noir (Courtesy of Aaron Epstein)
-
- Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Finn Byrne/Silvermane (Brendan Gleeson) and Winston (Lukas Haas) in SPIDER-NOIR Photo: Courtesy of Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Jack Huston (Flint Marco/Sandman) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Nicolas Cage (Ben Reilly/Spiderman) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Lonnie/Tombstone (Abraham Popoola) in SPIDER-NOIR Photo: Courtesy of Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Robbie Robertson (Lamorne Morris) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Finn Byrne/Silvermane (Brendan Gleeson) and Flint Marco/Sandman (Jack Huston) in SPIDER-NOIR Photo: Courtesy of Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Janet Ross (Karen Rodriguez) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Cat Hardy (Li Jun Li) and Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Janet Ross (Karen Rodriguez) and Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Robbie Robertson (Lamorne Morris) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
-
- Ben Reilly/Spiderman (Nicolas Cage) in SPIDER-NOIR Photo: Aaron Epstein/Prime © Amazon Content Services LLC
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

A WEEKEND IN IRELAND – La campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per l’Autunno/Inverno 2026

FALCONERI presenta A RIDE TOWARD A FINE SEASON, un viaggio verso la nuova stagione

Weekend lungo a Tolosa: 2-3-4 giorni nella Ville Rose, per affrontare il rientro a ritmo dolce
Newsletter
Trending
-
Mood Your Say3 giorni agoSonia Melt, il coraggio di rifiorire – Amore, rinascita e seconde possibilità in Cuore di loto
-
Lifestyle3 giorni agoBack to school: la scuola ricomincia, ma nessuno torna davvero uguale
-
Sociale3 giorni agoPRIMO MATCH IN ITALIA di DISABILI STANDING 3 ottobre – Parco Villa Baglioni Massanzago (Padova)
-
Fashion News2 giorni agoFASHION VIBES — THE NEXT CHAPTER
-
Resort & SPA3 giorni agoRooftop da sogno per salutare l’estate: tre indirizzi panoramici firmati NH Hotels & Resorts
-
Campagne Pubblicitarie11 ore agoA WEEKEND IN IRELAND – La campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per l’Autunno/Inverno 2026
-
Mood Town2 giorni agoWeekend lungo a Tolosa: 2-3-4 giorni nella Ville Rose, per affrontare il rientro a ritmo dolce
-
Fashion News2 giorni agoFALCONERI presenta A RIDE TOWARD A FINE SEASON, un viaggio verso la nuova stagione





























