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La memoria incontra la primavera, tra infanzia e viaggi nel mondo

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LA NUOVA STAGIONE IRROMPE NEI PIATTI DI EUGENIO BOER, CON LA FRESCHEZZA E LO SLANCIO DI UN’INCESSANTE RINASCITA

Ogni stagione porta con sé atmosfere, colori, odori così diversi da stimolare il desiderio di sensazioni nuove e assolute, che permettano di viverne l’essenza più vera. La “primavera” di Eugenio Boer, chef del ristorante BU:R Milano, anima la voglia di scoprire nel piatto storie, ingredienti, sapori e racconti, che narrano il suo percorso di uomo e di cuoco e che mettono sempre al centro il gusto, indiscusso protagonista delle sue creazioni culinarie e tratto distintivo del suo stile e della sua evoluzione.

Il RICORDO è la chiave che permette di aprire le porte dei suoi piatti e di entrare in un mondo molto personale, che vuole essere condiviso e raccontato. Nel suo pensiero il sapore di una pietanza deve essere un rimando della mente a qualcosa che si è vissuto, un ritorno all’infanzia ma con la consapevolezza dell’età adulta. Lo chef ha girato il mondo, mangiato ovunque, conosciuto stili e tecniche ma non ha mai perso la memoria, prezioso patrimonio che lo ispira nell’ideazione di ogni sua ricetta, come tratto ormai fortemente riconoscibile del suo processo creativo.

Il boccone fa scattare qualcosa, nella mente e nei sensi, va a toccare corde che sono insite in ognuno. Il cibo, la famiglia, la convivialità: momenti della vita, indelebili. La missione che Eugenio sente fortemente propria è quella di ricreare questa emotività all’interno del suo ristorante gastronomico, attraverso i piatti, il servizio caldo e avvolgente della sua compagna, Carlotta Perilli e dei ragazzi della squadra. Una vera e propria passione, una scelta ben precisa: quella di mettersi al servizio della felicità di chi si lascia trasportare nel mondo BU:R e desidera essere al centro di un attento “ascolto” e di un’esperienza appagante.

Concetto che emerge con potenza dalle parole dello Chef Eugenio Boer.

“La storia crea ricordi e fa vivere emozioni. Non si può e non si deve in nessun modo biasimare il passato, lo si deve prendere e rifondere come cuneo sul quale fondare un nuovo futuro, un nuovo lessico gastronomico italiano, lavoro ed impegno di tutti, non dei singoli. 

La bellezza della cucina italiana è radicata nella sua diversità e in un territorio incredibile fatto di mille sfaccettature. Ognuna di esse è un pezzo di storia che deve essere punto di riflessione, un momento di analisi da non vivere come un arresto o un limite.

I sapori primari, la convivialità, l’amore della tavola che possiamo racchiudere nella nostra memoria come gesti storici, quelli che ci fanno sorridere, emozionare, ricordare. Tutto questo deriva dalle nostre famiglie dalle nostre radici, che da familiari diventano paesane, regionali. Diventano la nostra bellissima Italia.

Il potere della memoria è infinito e gioca su corde sottili ma estremamente solide. Emozioni che toccano queste corde e che possono far brillare gli occhi di una persona, che già ha visto tutto e non credeva di poterlo rivivere e per questo fa emozionare davvero. La semplicità apparente. Che apre gli occhi e il cuore all’ascolto.”

Due i menu degustazione, “I Classici” e “La Primavera”, oltre al “Per mano”, un percorso di gusto in cui lasciarsi guidare dalle mani esperte dello chef, per conoscerlo attraverso i suoi piatti.

E una immancabile carta, per chi ama comporre un proprio viaggio personale.

Si parte dall’Aperitivo di benvenuto, nuovo ma sempre improntato sulla sostenibilità e sulla volontà di riprendere piatti classici della tradizione italiana interpretati in chiave moderna, contemporanea, fresca. Per poi spaziare nelle proposte che animano i menu, tra novità e grandi ritorni.

Come entrée Caffè e mescolanza: Eugenio dà il via al viaggio con un ricordo della sua infanzia, quando intingeva nel latte i biscotti di un antico forno a Genova, che utilizzava gli scarti di farine per creare i propri dolci. La bellezza di questa proposta è che viene realizzata con tutti gli elementi di recupero delle verdure. Il caffè, che qui diventa un decotto, è fatto con gli scarti vegetali e i biscotti, che hanno una forma deliziosa, sono creati da un composto, una purea di verdure.

Asparagi Italiani è un piatto che nasce con la volontà di non essere legato ad alcun territorio, ma profondamente al prodotto. Un ingrediente vegetale che acquista caratteristiche peculiari e distintive a seconda dell’ambiente in cui nasce, con grandi potenzialità di espressione e accostamento. Gli asparagi hanno una stagionalità ben precisa, e regalano l’opportunità di raccontare ogni giorno abbinamenti differenti, come per esempio con l’uovo di Selva, in modo semplice, con un mosto d’uva cotto. L’idea è quella di giocare con l’asparago finché la stagione lo permetterà. Il Violetto di Albenga, il Bianco di Terlano, le tipologie “verdi” che arrivano dal Centro e Sud Italia. Un patrimonio prezioso, che permette di dare alla pietanza continuità e discontinuità. Un tripudio dell’ingrediente primaverile per eccellenza, servito in declinazioni variegate e mutevoli nel corso dei tre mesi della stagione.

Ecco poi la Finta Scaloppina al Marsala, che si fonda sulla forte valorizzazione della materia prima, questa volta espressione dell’etica e del pensiero dei Fratelli Varvara. Una carne che merita di essere al centro di ogni attenzione, per la sua bontà e per il pensiero che in essa si cela. Le vacche sono podoliche, allevate allo stato brado, un prodotto di pura eccellenza.

Il piatto si ispira alla Scaloppina, semplice e confortante, solitamente fatta in casa, o con il limone o con il Marsala. La carne è cruda, di vacca podolica vecchia, con una bella struttura di gusto e una potente tenerezza. Ad accompagnare due salse, una al Marsala e una alle cipolle.

I sapori si fondono, in bocca, e insieme creano quella familiare sensazione della fettina di carne cotta in padella con il burro, infarinata a dovere. Tutti gli elementi sono qui scorrelati, eppure capaci di ricreare al palato la sensazione del piatto originario. Potenza evocativa.

Il Piccione questa volta vola tra Basilicata e Puglia, incontrando i marasciuoli selavitici e la burrata di Andria, il peperone di Senise e a finire una glassatura con mosto di fichi (dalla Puglia).

La tecnica rimane quella delle tre cotture.

Il petto cotto in rosa, la coscia ripiena e il macaron è il classico iconico della cucina boeriana con cuore e fegato di piccione e grue di fave di cacao.

Inno alla primavera anche la Vignarola & vino bianco. Da sempre cibo dei contadini del centro Italia, tra Toscana, Marche, Alto Lazio. Una semplice insalata, con i prodotti di stagione, mangiata con un pezzo di formaggio e un bicchiere di vino bianco. Eugenio ha lavorato sul contenitore, che rimanda al cestino di Parmigiano anni ’80 ma che ora è fatto con la cipolla paglina, senza uso di farinacei e latticini. All’interno la vignarola, con diverse cotture. Crude, alla brace, sott’olio e sott’aceto e accompagnate da una salsa al vino bianco. Ancora una volta la completezza in bocca, quando gli elementi, prima destrutturati, si uniscono creando la giusta armonia.

Piatto dritto, i Sedanini Mediterranei, sempre pastificio dei Campi. Una pasta secca con acciughe, marinate e in crema con pinoli e finocchietto. Un gioco tra i toni del Mediterraneo, diretto nella sua semplicità di mare. Con risvolti curiosi dati dal finocchietto dal Sud Italia, vera e propria esplosione.

Lo Spaghetto alle vongole è verde, una chitarra di pasta fresca realizzata con estrazione di prezzemolo e condita con vongole, burro al limone e peperoncino. L’accostamento con un grasso animale crea grande eleganza nel piatto, regala rotondità e gentilezza al gusto. La spinta arriva dal limone e dal peperoncino, oltre che dallo iodato della vongola verace. Callosa la nota della pasta, un morso che non si dimentica.

Il secondo vegetariano, è una Tigella di aglio orsino, con verdure, lardo di sedano rapa e maionese di nocciole. La spensieratezza è quella della primavera, che porta a mangiare con le mani sporcandosi le dita. L’aglio orsino regala grande freschezza e il suo colore verde brillante rende l’impasto perfetto per accogliere le verdure, alla griglia e sott’aceto. E poi il salume green, un lardo salato di sedano rapa, rosmarino e chiodi di garofano.

Non mancano i grandi ritorni.

Il Risotto di campo, un piatto che prima arriva al naso e alla memoria, poi al palato e lo travolge. Robiola di Roccaverano, garum di polline, lavanda, erba cedrina e burro affumicato al fieno.

La fotografia di un ricordo dell’infanzia dello chef, la permanenza in campagna a fine estate con la nonna. Profumi, sensazioni. La valle è quella Borgotaro, ricca di funghi per le scorte invernali. E non si dimenticano i rituali all’arrivo, con la lavanda messa nei cassetti e quel forte odore di fieno ovunque, delle balle asciugate al sole (che ritroviamo nel burro affumicato al fieno usato per mantecare il riso), i fiori, il polline, le erbe. Ecco allora la magia di riuscite a rendere “fresco” un risotto, piatto per essenza goloso, pieno. Ma la sensazione che sprigiona è un gioco di sentori che non può che catapultare esattamente dove lo chef vuole condurre.

E Seppie e piselli, esaltazione della tradizione primaverile classica del territorio italiano, in un abbinamento tradizionale. Due prodotti con la stessa stagionalità, due soli elementi nel piatto che si incontrano per celebrare la stagione in un gioco di consistenze, texture, temperature.

A completare il percorso, Mandorle e Rabarbaro. Dolce semplice, fresco, che esalta i toni del rosso e del rosa, leggero, di gusto e Cioccolato, mandarino tardivo di Ciaculli e peperoncino. Si torna in Sicilia, con questo mandarino dalle note uniche che rende il piatto un viaggio in questa affascinante piana sopra a Palermo.

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Daiquiri Week dal 12 al 21 luglio

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Le iniziative ad hoc in occasione della Daiquiri Week, che si svolgerà dal 12 al 21 luglio

In occasione del “Daiquiri Day”, che si celebra il venerdì 19 luglio, Ron Santiago de Cuba™ ha lanciato la quarta edizione di Casa del Daiquiri, collaborando con una selezione dei migliori bar e barman a livello mondiale per offrire le loro versioni del Daiquiri agli appassionati di rum e cocktail di tutto il mondo.
Qui il link con tutti i locali che aderiscono: https://www.ronsantiagodecuba.com/it/casadeldaiquiri/

La giornata rientra nella “Daiquiri Week”, l’evento annuale che avrà luogo dal 12 al 21 luglio e in cui si propone di amplificare la cultura cubana e il legame del Daiquiri con il brand Ron Santiago de Cuba™.
Si svolgeranno così celebrazioni ad hoc in bar e locali, con serate e tema, speciali menù di cocktail e imperdibili gadget.

Casa del Daiquiri di Ron Santiago de Cuba™ è un collettivo internazionale composto dai più rinomati barman provenienti da locali come Wax On a Berlino, 1862 Dry Bar a Madrid, Salvage a Praga, Dry Milano a Milano, The Guild a Dubai, Yarni a Cuba e Sexy Fish a Londra. Questi professionisti sono stati scelti per reinterpretare la ricetta originale del Daiquiri. Ogni locale proporrà ai suoi clienti l’esperienza definitiva del Daiquiri, introducendo le innovative varianti nei giorni che precedono il Daiquiri Day di luglio.

Quest’anno, Ron Santiago de Cuba™ ha invitato i locali partecipanti a Londra per un’esperienza significativa: la Casa del Daiquiri, svoltasi dal 10 al 12 giugno, con l’obiettivo di formare una comunità di barman legati al marchio Ron Santiago de Cuba™. Barman tra i più rinomati al mondo hanno fatto visita a Londra, città celebre per la sua famosa cultura dell’ospitalità e dei cocktail. L’esperienza ha incluso una sessione di immersione nel marchio Ron Santiago de Cuba™, un workshop sul rum presso Laki Kane, un tour dei bar come The Connaught, Donovan Bar e Amazonico, un tour e un workshop di arte di strada nell’East London e una festa conclusiva alla House of Koko a Camden.

La Daiquiri Week di Ron Santiago de Cuba™ si svolgerà dal 12 al 21 luglio di quest’anno, registrando sempre di più un crescente interesse: globalmente, oltre 16.700 Daiquiri sono stati serviti durante la Daiquiri Week nel 2023, anno in cui la celebrazione è stata proposta a livello mondiale per la prima volta. Nella stessa edizione, ad esempio, nel Regno Unito, i consumatori hanno apprezzato oltre 7.100 Daiquiri di Ron Santiago de Cuba™.

Questo fenomeno riflette la crescita continua nella categoria dei rum, con una previsione di vendita di 173 milioni di casse da nove litri nel 2024, rispetto ai 158 milioni del 2022. In particolare, nel Regno Unito, le vendite di rum hanno superato il traguardo di 1 miliardo di sterline, rappresentando il 14% dell’intera categoria degli spiriti. Questa crescita è spinta principalmente dal settore premium, con i consumatori che ricercano marchi autentici e di prestigio come Ron Santiago de Cuba™, motivo per cui è stata creata un’intera settimana dedicata a questo amato cocktail.

Ron Santiago de Cuba™ è tradizionalmente riconosciuto come il massimo esponente della tradizione del rum cubano del sud-est dell’isola e non è solo la scelta ideale per un Daiquiri equilibrato, ma condivide anche una storia geografica con il luogo di nascita del Daiquiri.

Ron Santiago De Cuba: Tradizione e Qualità
Dal 1862, la regione di Oriente, cuore della produzione del Rum Leggero, vede Santiago de Cuba pioniere in questo ambito. Il Ron Santiago De Cuba rappresenta lo spirito autentico di questa tradizione, con processi che valorizzano ingredienti locali come la canna da zucchero dell’Oriente, ricca di minerali marini e dotata di un aroma unico. Questa canna produce una melassa ideale per la distillazione, che viene poi affinata attraverso metodi tradizionali. Il rum cubano genuino porta un adesivo di garanzia verde che garantisce che è stato prodotto al 100% con ingredienti cubani. La D.O.P. è una certificazione aggiuntiva che assicura il mantenimento di alti standard e livelli di qualità. I rum sono maturati in botti di quercia bianca, con un secondo invecchiamento post-miscelazione per arricchire ulteriormente il loro profilo.

I Drink Speciali
Per questa edizione, Ron Santiago De Cuba presenta due interpretazioni esclusive del Daiquiri più un cocktail a sorpresa preparato da ogni locale:

  • White Daiquiri: Con Ron Santiago De Cuba Carta Blanca, lime fresco e zucchero, un equilibrio perfetto di freschezza e dolcezza.
  • Gold Daiquiri: Utilizza il Ron Santiago De Cuba 8 Anni per un cocktail dal gusto più ricco e complesso, con note di caramello e vaniglia che si fondono armoniosamente con il lime.
  • Surprise: Drink a sorpresa, dolcemente speziato, preparato dal Bartender del locale usando esclusivamente Ron Santiago de Cuba Cartablanca o Ron Santiago de Cuba 8 anni o Ron Santiago de Cuba 11 anni

Origini e Storia del Daiquiri Il Daiquiri deve il suo nome a un villaggio cubano vicino a Santiago, famoso per le sue miniere di ferro, intrecciando la sua storia tra leggenda e realtà. Alcuni credono sia stato creato dall’ingegnere americano Jennings Cox durante la guerra ispano-americana, mentre altri lo attribuiscono a William A. Chanler, che acquisì quelle miniere nel 1902. Una versione popolare racconta di un direttore generale della miniera che, finito il gin, servì rum, lime e zucchero ai suoi ospiti, battezzando così la bevanda. Ernest Hemingway, durante il suo soggiorno a Cuba nel 1932, lasciò il suo segno chiedendo una versione senza zucchero del cocktail, nota come “Papa Doble”.
Indipendentemente dalle sue origini, è indiscutibile che il Daiquiri sia un classico intramontabile, che nel tempo si è trasformato fino a diventare uno dei cocktail più amati al mondo, attualmente il cocktail a base rum più venduto nel mondo.

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I locali da visitare per viste panoramiche suggestive

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Una selezione di ristoranti e strutture che godono di particolari viste panoramiche su paesaggi naturali mozzafiato

Il territorio italiano è caratterizzato da una conformazione naturale unica, capace di dare vita a panorami imperdibili. Dalle montagne alle pianure, dai colli ai laghi, dai mari ai vulcani è possibile assistere ad un susseguirsi di ecosistemi e oasi naturali, percorrendo la cartina da nord a sud.
Proprio per questo motivo sono numerose i locali che, approfittando di privilegiate posizioni geografiche, danno vita a suggestive viste panoramiche su paesaggi mozzafiato, eccone alcuni:

La Casa degli Spiriti, Costermano sul Garda (Verona)
Indirizzo: Via Monte Baldo, 28, 37010 Costermano sul Garda VR
Lungo la strada che porta a San Zeno di Montagna è situata La Casa degli Spiriti, un locale specializzato nell’alta ristorazione. La struttura gode di una vista mozzafiato sulla distesa lacustre del Lago di Garda ammirabile sia dal ristorante d’alta cucina sia dall’Osteria Spiritino, un luogo più informale situato nell’angolo più suggestivo della terrazza panoramica.
Oltre ad osservare lo scenario naturale del Garda, presso La Casa degli Spiriti sarà possibile provare la proposta culinaria del nuovo Executive Chef Filippo Chignola, che ha recentemente preso le redini della cucina del ristorante.
L’offerta si concentra così da un lato su percorsi gastronomici incentrati su prodotti del territorio e dell’area mediterranea, dall’altro, grazie all’Osteria Spiritino, sarà possibile provare una proposta più informale, godendo sempre della vista di quel meraviglioso scenario naturale che attornia il locale.

La Madernassa-Guarene, Cuneo
Indirizzo: Reg. Lora, 2, 12050 Guarene (Cuneo)
Nel cuore delle Langhe e del Roero sorge La Madernassa, un ristorante stellato e resort che si affaccia sulla suggestiva vista collinare dell’area di Cuneo.
Attorno alla struttura un grande bioparco da 15.000 mq contribuisce alla spettacolarità della veduta, che si perde tra verdi distese.
La privilegiata visuale sul panorama delle Langhe è garantita da numerosi punti panoramici. È infatti possibile osservare il territorio circostante sia dalla terrazza del ristorante stellato, sia dalla terrazza delle colazioni, lasciando riposare la vista alla luce delle ampie aree verdi.
Si tratta di due zone privilegiate de La Madernassa in cui godere a pieno del panorama naturale, provando le portate di una cucina elegante e sostenibile, in linea con la filosofia culinaria dello Chef Giuseppe D’Errico e del CEO della struttura Ivan Delpiano.

Attico sul Mare-Grottammare, Ascoli Piceno
Indirizzo: Piazza Kursaal, 6, 63066 Grottammare (Ascoli Piceno)
Immersa nella cornice naturale della Riviera delle Palme e lungo il perimetro costiero delle Marche sorge Grottammare, un paese che si affaccia direttamente sul Mare Adriatico. E a due passi dalla distesa marina sorge il Palazzo Kursaal, un elegante edificio in stile liberty al cui interno è inserito Attico sul Mare, ristorante gestito dai due fratelli Sara e Simone Marconi.
La cucina del locale è affidata all’esperienza dello chef Tommaso Melzi, che unisce proposte tradizionali a tocchi innovativi, il tutto utilizzando carne selezionata, vegetali autoprodotti e, soprattutto, pescato fresco. Infatti, come indicato dal nome stesso del ristorante, Attico sul Mare si affaccia direttamente sull’Adriatico, per un panorama mozzafiato ammirabile dalle ampie vetrate poste lungo le pareti.
A questa vista affascinante si aggiunge l’esclusiva e suggestiva Torretta, un terrazzo affacciato sul mare, che, posto al piano più alto del Palazzo Kursaal, regala una vista imperdibile sulla Riviera delle Palme.

HABITA79-Pompei, Napoli
Indirizzo: Via Roma, 10, 80045 Pompei (Napoli)
Un hotel di lusso situato a due passi dagli scavi di Pompei, su cui gode di una vista esclusiva. Si tratta di una struttura elegante, che unisce la raffinatezza del design moderno alla storicità di un’atmosfera che si è mantenuta immutata con il trascorrere dei secoli.
HABITA79 offre numerosi servizi pensati per il cliente, per un’immersione completa nell’affascinante contesto di Pompei. Proprio per valorizzare a pieno la posizione, la struttura è dotata di un grande rooftop panoramico di 1000mq, da cui è possibile non solo osservare quegli scavi del Parco Archeologico oggi patrimonio UNESCO, ma anche le pendici del Vesuvio.
La grande terrazza è inoltre adibita a differenti servizi, poiché sulla sue superficie sono presenti il Cocktail Bar “The Roof”, inserito nelle guide 2024 di Blue Blazer e MT Magazine tra i 100 migliori cocktail bar d’Italia, e il Ristorante “RAW”, per un’offerta di haute cuisine diretta dallo chef Roberto Lepre. Il cliente può così gustare drink e portate d’eccellenza, godendo di un’impareggiabile vista sul territorio campano.

Cortile Arabo-Marzamemi, Siracusa
Indirizzo: Vicolo Villadorata, 96018 Marzamemi (Siracusa)

A due passi dalla punta orientale della costa sicula sorge Cortile Arabo, un ristorante in cui il mare giunge fino in prossimità dei tavoli, per un’esperienza culinaria che è un’immersione a 360 gradi tra gli odori e i colori della distesa marina.
Cortile Arabo si caratterizza per un’offerta con prodotti del territorio, per un’idea di cucina elegante e saporita, in cui spicca il pescato fresco del Mediterraneo.
Ciò che colpisce e allieta la vista del visitatore del locale è lo spettacolo del mare, avvertibile in prima persona dai tavoli che occupano lo spazio esterno, poiché situati a due passi dagli scogli su cui si infrangono le onde mediterranee.
Oltre al servizio ristorante, è possibile godere di questa vista mozzafiato anche nel Cortiletto, lo spazio adibito alla champagneria e adornato da comodi divanetti, da cui ammirare la cornice naturale circostante.

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Tra Spa ed enogastronomia: esperienze di benessere toscano

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La Toscana è una delle mete più interessanti per le ferie. Tra le opportunità di svago non mancano i soggiorni nelle Spa e i tour enogastronomici, grazie a un’ampia varietà di cibi da scoprire.

Toscana, le opportunità di relax offerte dai wellness center
Concedersi un viaggio in Toscana significa non solo stare a contatto con natura e storia, ma anche rilassarsi. Trascorrere delle vacanze all’insegna della tranquillità in questa regione è possibile grazie ad Asmana, il più grande centro benessere con Spa in Italia, con sede a Campi Bisenzio (in provincia di Firenze).

La struttura, all’avanguardia e completamente immersa nel verde, propone svariati servizi alla clientela, che proviene da ogni parte d’Italia e dall’estero. Tra i più gettonati vale la pena ricordare sauna, bagno turco, hammam, Beauty Bar con coccole per la pelle, massaggi con i migliori oli essenziali, le cerimonie del benessere (esperienze multisensoriali incluse nel biglietto d’ingresso) e le stanze relax. Vi si trovano anche un ristorante e un bar in cui gustare un cocktail direttamente in piscina. L’attenzione ai dettagli, la varietà di servizi offerti e l’ambiente rilassante rendono il tempo trascorso da Asmana davvero di qualità.

Cibo e vini toscani tra eccellenze e benessere

Ma la Toscana è rinomata anche per i vini e la cucina ricca di alimenti genuini e di qualità. Il rispetto degli ingredienti è la base della tradizione enogastronomica della regione, attenta alle lavorazioni e alla salvaguardia delle eccellenze locali. Tutto ciò ha portato all’elaborazione della Piramide Alimentare Toscana (PAT), che coniuga i capisaldi della dieta mediterranea con i prodotti tipici di questa terra.

Alla base si trovano verdura e frutta, da consumare ogni giorno: spiccano i pomodori costoluti di Firenze, le cipolle di Certaldo, i meloni della Val di Cornia e le mele rugginose della Valdichiana. Subito dopo figurano i cereali e alimenti amidacei come pasta, riso maremmano e pane, tra cui quello di Montegemoli.

Proseguendo appaiono l’olio Toscano IGP e il Terre di Siena DOP, indispensabili per contrastare l’azione dei radicali liberi. Un gradino più su ecco le noci di Arezzo, i ceci del Valdarno, i fagioli di Sorana, yogurt e latte. Ancora più in alto s’incontrano trota fario, palamita e pollo del Valdarno.

Pecorino, raveggiolo, patate di Cetica e uova vanno consumati con moderazione, mentre è concesso qualche sgarro una tantum per dolci (schiacciata con l’uva, ciambelloni, frittelle), carne Chianina, finocchiona e salame toscano. Permesso, infine, anche un bicchiere di vino rosso al giorno per le donne e due per gli uomini.

 

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