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Very Peri Mania

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La cultura contemporanea si riconosce ogni anno in una tonalità specifica che assume un ruolo fondamentale nella comunicazione, influenza e genera idee ed emozioni. Nel 2022 il Colore Pantone è Very Peri, un viola vibrante, nato in ambito digitale che l’istituto più autorevole in tema colori descrive come una cromia creativa e intrigante verso un mondo virtuale dinamico.

Da oltre 20 anni Pantone Color of the Year influenza lo sviluppo dei prodotti affidandosi alla potenza delle tinte e agli effetti che esercitano su di noi. Nel caso specifico di Very Peri, più ci si avvicina al viola più vengono stimolati i neurotrasmettitori che favoriscono la riflessione, così come quelli che facilitano il pensiero profondo su di sé. Sarà per questo che il viola, da cui Very Peri prende le mosse, è da sempre considerato il colore della filosofia, della spiritualità ragionata, capace di stimolare la concentrazione e la creatività, di contrastare le sensazioni negative, Carl Gustave Jung, padre della psicologia analitica, lo definì “il colore tra l’umano e il divino, l’unione di due nature“.

Perfetta gradazione per look iper femminili ha già conquistato la moda, dalle sfilate ai red carpet allo street style. E si prepara a entrare nei nostri armadi.

Di seguito alcune proposte beauty, abbigliamento e accessori in total Very Peri!

Kess Berlin
Easy Eyes: vegan & in Trio!
Riuscire a truccare gli occhi perfettamente é una delle skills che tutte noi cerchiamo di padroneggiare. Ecco perché Kess ha creato dei trio di ombretti estremamente facili da usare, che risaltano il colore naturale degli occhi. Ogni Eyeshadow Tower è composta da una tonalità che si armonizza con gli occhi, un colore di contrasto intensificante e una tonalità neutra in 3 diverse texture: opaca, metallica e sparkle.

La Green Eyeshadow Palette include Matte Lilac, un fresco viola pastello; Metallic Taupe, una tonalità grigio-marrone che definisce; e Sparkle Sea Green, un verde freddo scintillante con riflessi argentati. I prodotti KESS BERLIN vegani, cruelty-free, dermatologicamente testati e senza parabeni. Prezzo 29 euro

Etnia Barcellona
Bold è molto di più che un atteggiamento, è la prova di una volontà di affrontare i rischi con coraggio. Modelli con tutto il carattere e il DNA Etnia con la quale distinguersi mediante il colore, la libertà e la ribellione.

Design geometrici, montature di alta qualità prodotte con i migliori materiali come l’acetato naturale e le lenti minerali HD. Colori e abbinamenti audaci come poderosa espressione di vita, arte e libertà. Prezzo 169 euro. Prezzo sole 189 euro.

Melidé
Abito mini: questo modello è ispirato a uno slip dress vintage, è cucito in un laboratorio a Genzano di Roma e confezionato nella factory Melidé. Il cupro è l’alter ego della seta, ma 100% vegan e cruelty free. È un tessuto vegetale che deriva dagli scarti di cellulosa del cotone: di fatto il suo utilizzo permette di non sprecare parti di cotone che dopo la lavorazione resterebbero inutilizzate. È un tessuto biodegradabile e riciclabile al 100%, anche per questo motivo rientra nei processi di economia circolare. È un tessuto durevole con elevata resistenza all’usura, è lucente e si presenta simile alla seta lavata, assorbe l’umidità, copre ma è traspirante. Ha un alto tasso di termoregolazione: i capi realizzati con questo materiale hanno un effetto di raffreddamento al caldo e riscaldamento al freddo. Prezzo 190 euro

Friulane: scarpe in velluto di cotone realizzate da artigiani friulani che creano calzature a mano dal 1953. Cucite da abili artigiani, il nome di queste storiche calzature è “friulane, “furlane” o “veneziane”, scarpe unisex e artigianali che venivano prodotte in casa dalle donne del Friuli per tutta la famiglia e sono da sempre ecologiche perché venivano usati i materiali a disposizione, spesso di scarto.

Diffuse in tutto il nord Italia, venivano usate dai gondolieri per non rovinare i legni delle gondole e si narra che anche i nobili veneziani le indossassero per sgattaiolare in silenzio (grazie alle suole morbide) nella notte dalle loro amanti segrete. Le suole realizzate con la gomma usata per i copertoni delle bici le rendono adatte da indossare sia all’interno sia all’esterno. Prezzo Ankle Pretty, con cinturino regolabile alla caviglia 85 euro – Modello friulana cosy 75 euro

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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