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MFW Woman FW 21/22

MFW – Una donna tutta da scoprire quella della MilanoDigitalFW: il mood del new normal di Eleventy

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Una donna tutta da scoprire quella della MilanoDigitalFW a distanza di un anno esatto dall’inizio della pandemia, offre nuovi modi di vedere la moda, nel solco del mood della scoperta. Ne è un bell’esempio la presentazione di Eleventy donna, per il prossimo autunno – inverno.
Una donna che riparte proprio dal post pandemia per scoprirsi attraverso lo sport, la natura ed il relax.
L’autunno diventa di moda e declina in modo nuovo l’armocromia.

Quasi nel senso profondo del prendersi una pausa dalla propria vita, ecco 
BRITISH COUNTRYSIDE MEMORIES – SCOTTISH DIARY il viaggio video che la moda targata Eleventy offre che, come recita il comunicato stampa è atta per “prendersi delle pause per ridare un senso alla propria vita, assaporare il profumo del tempo libero lasciandosi portare a memorie del passato per poter rivivere momenti unici in grado di placare mente e sensi, e ritrovare se stessi con un modo di vestire più semplice.Inizia così il nuovo viaggio della donna Eleventy FW 2021-22  che, in un’atmosfera British, diventa una raffinata amazzone e attraversa a cavallo le magiche colline scozzesi e le isole “Highlands” per: rallentare il ritmo frenetico; riscoprire la bellezza della natura che suscita emozioni; ritrovare un’esperienza estetica, silenziosa, che ripara dall’eccesso di informazioni e dal rumore; rivivere esperienze uniche immersa nella natura”. 

E lo fa, attraverso le sfumature , ben esemplificate nel video di due minuti girato per la presentazione . Sfumature che sono da preferire per il proprio guardaroba perchè caratterizzano la propria personalità.
Presentando la nuova collezione attraverso il concetto di sfumature il video offre il modo di conoscerle tutte ed apprezzarle appieno per contrasto e intensità visiva oltre che per i materiali con cui sono realizzati.

Una donna che rinasce, più forte di prima. Che non rimane rinchiusa nella bolla del tempo e dello spazio della paura ma trova un “new normal” anche nel vestire, tra il vero comfort e la vera sartorialità italiana. 
Il mood del “new normal” viene proposto attraverso un lusso semplice e molto estetico dove camicie di seta  vengono intepretate con i fiocchi ma abbinate a pantaloni dalla vita alta ed insoliti dettagli di tasche con chiusure asimmetriche  e gonne svasate. 
Ovunque lana e chasmere. Da segnalare anche le camicie oversize in shearling (ma è presente anche il velluto a coste) e le maglie con lavorazioni tipiche del passato come i punti a treccia o i motivi jacquard o il ritorno dei gilet in punto canestro.

L’autunno diventa di moda. Coi i suoi colori più seducenti.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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MFW Woman FW 21/22

MFW – OOF WEAR FW21 collection

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OOF Winter Games è il corto d’autore firmato da Andrea Calvetti che sceglie Misurina, la perla delle Dolomiti, e l’occasione dei giochi sportivi invernali come cornice d’eccezione per raccontare la proposta del brand, nata all’insegna del colore e dell’energia, in cui i riferimenti all’universo athleisure trovano qui un approdo naturale e attuale.

Welcome to OOF Winter Games, let’s introduce today’s competing teams! Atmosfera fine anni 70 per il conduttore che si appresta a presentare le squadre partecipanti alle competizioni: 6 discipline diverse, tre atlete per ogni team, un unico, comune denominatore, la carica creativa e identitaria di quello che indossano. Che sono i modelli firmati dal brand, classici senza tempo sottoposti a un’evoluzione continua e dinamica che non accetta compromessi.
Nuove silhouette, materiali in antitesi, ricerca di colori, forme inedite: il linguaggio creativo di OOF WEAR permette a ogni capo di adattarsi alla storia di chi lo indossa mutando il racconto ma mantenendo la stessa, identica eccellenza aperta a nuove declinazioni. Come il piumino cropped e over in ovatta REPREVE 100% riciclata, un vero must have indossato dalle atlete della compagine sciistica che, in un’esplosione di colore, esalta l’attenzione alla sostenibilità del brand, perfetto sulle piste da sci come in città. O l’ecofur stampata mostrata orgogliosamente dalle pattinatrici dall’animo fashion consapevole passando per l’eco-montone reversibile che scalda le ragazze con le racchette da neve con i suoi inserti di ecopelle strategici e il bomber paillettato, vera e propria bandiera di stile delle cheerleader più cool. Una sfilata di capi di stagione, protagonisti di frame colorfull e di vittorie di stile che, dalle atmosfere innevate, si preparano a invadere le città.

La cinepresa visionaria e artistica di Andrea Calvetti, giovane regista italiano di base a Los Angeles, permette la libera espressione dell’individualità del brand trasposta in un contesto affine ma, al contempo, inconsueto, ideale per amplificare uno storytelling d’impatto attraverso un linguaggio cinematografico ironico e iconico.

Con la collezione FW 2021 e il corrispondente fashion film, OOF WEAR conferma quell’ approccio green e animal friendly che, da sempre, connota in maniera identitaria la sua signature stilistica: una sostenibilità a tutto tondo che passa necessariamente dall’impiego di materiali certificati ed ecosostenibili ma anche sul non utilizzo di texture di origine animale sostituite da materiali d’avanguardia e altamente performanti.

Un’idea di surrealismo retrò unita a tinte contemporanee, tipica dell’atmosfera del Gran Budapest Hotel, film icona di Wes Anderson, diventa l’ispirazione principale della collezione FW 2021/22 di OOF WEAR.
L’arte cinematografica è full color con gli opposti che non temono di avvicinarsi per esprimere l’idea di una femminilità complessa che brucia ogni convinzione e clichè all’insegna dell’art déco e si ispira ai personaggi e agli ambienti della pellicola.

La donna del brand è indipendente e sofisticata, con un twist audace che lascia a bocca aperta ravvisabile nell’esplorazione materica della collezione che si sofferma sulle ricche pellicce, tipiche dello scenario nevoso della città immaginaria di Zubrowka, sui tessuti fluidi e chic del lifestyle lussuoso dell’albergo, sui dettagli precisi traslati dalle divise dei concierge. Senza dimenticare l’esplorazione dei cromatismi, ricchi di colori brillanti ma caldi, e delle stampe, dal mood leggermente ironico, in cui esplode la vivacità dell’estetica andersoniana tra print animalier riletti e motivi floreali traslati dall’home décor della carta da parati.
Al contemporary luxury di matrice più squisitamente cinematografica, dal tono più fashion con label nera, si contrappone una proposta più basic ed essenziale- dall’etichetta bianca – in cui ai modelli iconici del brand se ne uniscono altri che esplorano materiali e cromie diverse, il nylon in primis.

Sono capispalla identificativi del dna di OOF WEAR e della sua voglia di sperimentazione che cerca sempre nuove declinazioni senza mai perdere di vista il suo heritage fatto di eco-pellicce e eco-montoni reversibili, memory, ecofur in patch con parti stampate, felpe over dal collo alto. Le linee sono studiate ma confortevoli, il gioco di cromie è accattivante, la ricerca materica fa la differenza come nella nuova imbottitura che utilizza l’ovatta riciclata ricavata da fibre di plastica, sostenibile e caldissima.
La tensione verso la novità diventa un surfing artistico tra i pezzi chiave del guardaroba il cui stile, apparentemente stravagante, nasce da contrasti e da sperimentazioni che si armonizzano all’insegna della meraviglia. È la giacca – bomber in velluto ricamato con paillettes full dedicata alla nightlife più chic accanto alla morbidezza avvolgente del cappotto in misto lana; è la mantella imbottita con nylon ripstop Water Repellent.

Manifesto della filosofia del brand, sempre attento alla sostenibilità e ad avere una filiera virtuosa, sono i tre capispalla realizzati con il 100% di tessuti riciclati – l’esterno, l’imbottitura, la fodera sono prodotti con fibre ricavate da bottiglie di plastica – che dimostrano, ancora una volta, come lo stile possa e debba passare anche per un atteggiamento consapevole e rispettoso dell’ambiente.
La suggestione cinematografica procede con toni più soft e improntati al dailywear nella maglieria che esplora due differenti modelli, e nella versione di pantalone che si piega alle diverse declinazioni di tessuti e stampe di collezione; e ancora focus sugli accessori, come cappelli e borse di diverse dimensioni e forme che si incantano con l’eco pelliccia e con il nylon imbottito.

Ancora una volta protagonista è la versatilità di una collezione pensata per abbracciare un concetto ampio di femminilità, in cui trovano posto giacche dall’imbottitura ultralight, ideali per chi viaggia, accanto a cappotti più strutturati; un’ampia proposta di eco-pellicce dall’animo fun (con incursioni in un mood più chic come nell’eco-cavallino) e giacconi più tecnici e performanti. Perché life is a set!

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MFW – AGL Una Collezione Autunno-Inverno 2021/2022 appassionata

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Anche per questa MFW milanese, le Sorelle Giusti con la loro “moda da mettere ai piedi” si rivelano appassionate  con una collezione  per AGL evocativa dal titolo in inglese, facilmente traducibile con “SORELLANZA“. Alla collezione , le sorelle (Sara Vera e Mari) contribuiscono con il loro stile e personalità e la offrono con una presentazione video interessante e piena di movimento, un vero e proprio cortometraggio prodotto in collaborazione con NOWNESS che evoca il senso delle “AGL shoes“: una riflessione sul cerchio magico dell’essere donne. Scarpe che si connettono al proprio corpo, che vengono calzate ma che ripercorrono con geometrie e volumi delle scarpe. Una sorta di rivendicazione  nel movimento, quasi un “tempio” da difendere evocato dalla location e dalle scale. I propri piedi come non estremità del corpo, ma colonne portanti del portamento,dell’essere, del potersi definire come donne.

AGL presenta una “straordinaria, creativa e innovativa” collezione utilizzando un tema che è frutto del senso del lavoro di squadra di queste sorelle che con fantasia, entusiasmo ed energia, hanno disegnato e aiutato creare ogni singolo pezzo.

Forme. Volumi e nuovi processi di cucitura. Ecco in sintesi la nuova collezione “Sisterhood”, per questa MFW.
Quasi a voler chiudere un ideale cerchio delle donne che si amplifica con i colori, con il senso profondo del non conformismo nella scelta dei materiali e nell’uso del fissaggio della suola alla scarpa , per esempio. Una donna, autonoma a cui è facile dare un nome, una identità, quella delle sorelle Giusti che creano scarpe per offrire nuovi spunti al corpo nel movimento. A volte definendolo (con l’uso delle stringhe e dei lacci) a volte dandogli una direzione (con gli stilavi con i tacchi). Un corpo che è casa, che mette ed accoglie, struttura e rende apprendimento “fisico”, il movimento del piede declinandolo secondo il numero calzato, la struttura della caviglia, ecc (ben esemplificato nel cortometraggio dalla scelta delle modelle).
Una collezione “disegnata a sei mani”, Sara, Vera e Mari inseriscono la loro personalità, il loro stile, la loro vivacità. Donne per le donne. Dove per esempio gli stivali sono sì a tubo ,però in pelle di daino che si prestano a movimenti fluidi . Fino agli elementi che hanno contraddistinto il brand, come quelli androgini, dove gli anfibi sono in pelle ma con la suola platform e la vernice è nera ma accostata ai lacci in cotone
Donne che si riappropriano di loro stesse, si occupano si se’, si danno un nome. Il nome di “quella” donna, in “quel” corpo.
Concludendo, una collezione appassionata, nel solco della tradizione dell’artigianato Made in Italy  declinato secondo nuovi mood, quella nella nuova presentazione di “Sistehood” , con un video di presentazione dove il lavoro artigianale delle sorelle Giusti, rievoca gli insegnamenti sì del nonno Piero, il fondatore del marchio AGL, ma lo rapportano alla creatività di oggi.   Del creare scarpe da donna per le donne e con le donne. Donne uniche e cittadine del mondo.

Diretto da  Fiona Jane Burgess, ben lo rappresenta con la scelta della danza come mood questo senso di forte femminilità. Oltre al voler evocare arte e bellezza universale nella scelta della location (galleria d’arte Tate Modern di Londra) e, tra le altre danzatrici, dell’attrice e ballerina Nikkita Chadha. Corpi che diventano colonne portanti dell’indossare scarpe italiane. Di qualsiasi nazionalità siano.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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“Jeremy Scott, genio e sregolatezza” ossia, tutto il meglio della Milano Fashion Week

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Eccoci come al solito a fare il nostro resoconto finale su una delle Fashion Week più attese di sempre, quella milanese, in cui ogni volta troviamo alcuni dei più grandi nomi della moda mondiale per la presentazione delle attesissime collezioni della prossima stagione.

Milano, proprio come la vicina Parigi, è sempre stata la Fashion Week dal taglio più “classico”, se vogliamo anche con un’impostazione più “rigida”, insomma una linea artistica ben precisa e delineata. Nulla a che vedere con Londra o New York che, al contrario, puntano più alla sperimentazione, all’irriverenza.

A maggior ragione, ospitare il genio di Jeremy Scott per Moschino in questo contesto acquista una valenza ancora più forte e significativa.

Ed è proprio a lui che vogliamo dedicare il nostro close-up, senza menzionare tutte le sfilate (per lo più digitali) che si sono svolte in questa nuova edizione della MFW.

Sì, perché è lui il vincitore indiscusso della moda (e oseremo dire, non solo). E lo diciamo a gran voce e senza remore, ancor prima di vedere la fine della settimana della moda francese che sti sta svolgendo proprio in questi giorni. Ci perdoneranno tutte le grandi maison, che comunque hanno presentato splendidi outfit, come vedrete nelle nostre gallery.

Ma, la verità è che qualsiasi cosa accada e qualsiasi collezione stupefacente si possa presentare, a nulla valgono e varranno gli sforzi per competere con uno dei più grandi artisti viventi di oggi, Jeremy Scott appunto.

Non parliamo solo del designer, ma dell’artista a 360° che, per mostrarci la nuova collezione (inutile dirvi che è impossibile non amarla), ha realizzato un cortometraggio dall’originalità e la sofisticatezza ineguagliabili.

Un film che rende omaggio alla bellezza, all’eleganza e allo sfarzo della Hollywood degli anni Trenta e Quaranta, ispirandosi a un grande classico come Donne di George Cukor (1939), come lo stesso Scott ha dichiarato. Ma non solo.

Nel corto, infatti, diretto dallo stesso Jeremy Scott, c’è anche tutta la poetica di Billy Wilder, la stessa forza evocativa e quell’ironia velata che solo un autore in grado di osservare e cogliere le sfumature della realtà circostante può donarci. In Jungle Red troviamo A qualcuno pace caldo (Billy Wilder, 1959) ma anche tutta la freschezza di uno Xavier Dolan, con quella straordinaria estetica eccentrica e pop e la magnificenza dei musical di Broadway.

Jeremy Scott prende gli stilemi classici tanto del cinema quanto della moda, maneggiandoli con un’acuta sapienza, per poi creare una grammatica nuova, un universo tutto suo. L’artista prende quella retorica dal sapore insopportabilmente ipocrita che ci ha accompagnato negli ultimi 12 mesi su come “avremmo dovuto sfruttare la resilienza per rinnovarci” e lo fa davvero.

Jeremy Scott non crea un surrogato della passerella – che, per carità, è stato necessario in alcuni momenti, ma pensare al digitale come un’alternativa concreta al live sempre e comunque è alquanto spaventoso –, ma un’opera d’arte. Un film che va al di là del semplice espediente. E lo si nota anche dalle stesse modelle-attrici.

Per decenni abbiamo pensato che l’inespressività di una modella fosse necessaria per non sovrastare la scena di un abito che è il solo vero protagonista di una sfilata. Ecco, Jeremy Scott è riuscito a rompere anche questo luogo comune e ci ha dimostrato come l’interpretazione di chi indossa certi outfit sia assolutamente funzionale ad esaltare gli stessi abiti.

Perché una collezione non è fatta solo di semplici vestiti. C’è un mondo dietro, fatto di arte, pensieri, contaminazioni con altri linguaggi che vanno dal design al teatro, dal cinema alla poesia. E più si lavora sull’intertestualità più ciò che ne esce fuori è un’opera d’arte a tutti gli effetti – d’altronde, basti pensare a un altro grande genio della moda come era Karl Lagerfeld, non un semplice designer ma tra i più vivaci studiosi ed interpreti della filosofia nietzschiana, nonché raffinatissimo fotografo.

E così Jeremy Scott per Moschino ha realizzato, sulle note di un nostalgico omaggio alla Hollywood che fu, un film che è uno spettacolo nello spettacolo, con tanto di imbonitore che ad ogni stacco ci introduce al prossimo show.

Partiamo da elegantissimi abiti tipici di un’atmosfera retrò a metà fra gli anni Quaranta e Cinquanta, ad una suggestione più “Country Side” con abiti a gonna ampia e mucche stampate in ogni dove, fino all’outfit safari e all’abito ‘coccodrillo’ total gold con tanto di coda.  Ma abbiamo anche la giraffa paillettata con tacchi che mostrano dettagli di foglie e l’abito fenicottero, per non parlare dell’irresistibile cappotto zebrato con spalline pronunciate che, siamo certi, diventerà il must-have per eccellenza della prossima stagione fredda.

E ovviamente le immancabili maniche a sbuffo e stole di seta con le estremità fatte a forma di guanto. E ancora i cappelli, uno più originale dell’altro e, naturalmente, tutti perfettamente coordinati con i completi.

Con incredibile coerenza stilistica e concettuale, Jeremy Scott ci offre così uno sguardo a tutto tondo sulla società, rendendo omaggio a tutte le donne, di ogni provenienza e di ogni bellezza. Non una scelta semplicemente “inclusiva”, dal sapore del tanto ambito “politically correct” di oggi, ma una scelta matura e consapevole di chi sa osservare il mondo e lo rappresenta attraverso le proprie opere.

E se lo show viene aperto in grande stile con Hailey Bieber, viene chiuso ancora meglio con la modella e performer di burlesque Dita Von Teese che, come fosse una Betty Boop dei nostri giorni, mostra il retro dell’abito total red con una scollatura profondissima del fondoschiena.

In una parola, brillante.

di Francesca Polici per DailyMood.it

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