Eventi TV
L’incredibile storia dell’Isola delle Rose: Un posto per naufraghi, disertori e reietti, su Netflix
Dite la verità. Chi di voi, in un momento come questo, non ha voglia di evadere, di uscire dalle quattro mura di casa e da quei pochi luoghi che ormai ci è permesso frequentare? Da oggi, in streaming su Netflix, potete farlo. È infatti finalmente disponibile L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, il nuovo film di Sydney Sibilia. Un film che vi trasporterà indietro nel tempo, e lontano – ma non troppo – nello spazio, in un’isola utopica fuori dalle acque territoriali italiane. L’incredibile storia è vera: è quella di Giorgio Rosa (Elio Germano), un ingegnere che è sempre stato fuori dagli schemi. E, alla fine degli anni Sessanta, stanco di dover obbedire alle regole, decide di creare il suo mondo fuori dallo Stato e dalle sue leggi: costruisce la sua isola, con i tubi d’acciaio delle piattaforme petrolifere, fuori dalle acque territoriali italiane. All’inizio sono lui e il suo amico Maurizio (Leonardo Lidi), ma presto a loro si uniscono tante altre persone. Proveranno a dichiararsi indipendenti dallo Stato italiano. Che, però, in qualche modo, dovrà rispondere alla sfida lanciata.
C’è sempre un che di anarchico nei film di Sydney Sibilia, che arriva a L’incredibile storia dell’Isola delle Rose dopo il grande successo della trilogia di Smetto quando voglio. I suoi sono sempre degli eroi (o antieroi, se preferite) contro il sistema, pronti a prendersi, in ogni modo, quello che è loro o che credono di meritare. Come un posto di lavoro, una sicurezza economica, in qualche modo una “posizione”, per i laureati precari di Smetto quando voglio, una libertà da leggi e costrizioni per i protagonisti di questo film. Gli eroi di Sibilia sono un po’ cialtroni, dei ragazzi mai cresciuti, delle simpatiche canaglie. Ma, attenzione, sono anche e soprattutto dei sognatori, dei puri, degli utopisti. E allora è naturale immedesimarsi, empatizzare, fare il tifo per loro. I personaggi di Sibilia ci conquistano già dai primi minuti della visione. Per questo ci piace questa isola, un posto per naufraghi, disertori e reietti. Perché è uno stato libero, perché, come cantava Gianni Morandi, è un mondo d’amore. Senza il prato verde, ma con una piattaforma di legno e acciaio in mezzo al mare.
Il cinema di Sydney Sibilia è, al solito, esplosivo. Ci piace perché, pur raccontando storie e personaggi tipicamente italiani, si allontana da un certo cinema italiano, da una commedia più facile e immediata, per raccontare con un certo humour di tipo anglosassone, più leggero, più sospeso (guardate la sequenza dell’incidente automobilistico dovuto all’errore di Giorgio, in secondo piano, mentre il primo piano è su di lui, e vedrete un modo molto particolare di stemperare una gag, lasciandola sullo sfondo, facendo sorridere ma senza sovrastare quello che è il vero cuore del film). Che in tutta la prima parte funziona quasi come una commedia romantica, raccontando l’amore tra Giorgio e Gabriella (Matilda De Angelis), che avrà poi una parte importante verso la fine del film. Per poi entrare nel cuore della storia, che parla di leggi giuste e leggi vigenti, di anelito di libertà, del bisogno di trovare, come in Smetto quando voglio, ma stavolta proprio letteralmente, il proprio posto nel mondo.
Sibilia passa dai più pesanti e marcati accenti romani – ormai un classico della nostra commedia – di Smetto quando voglio al più insolito bolognese del Giorgio di Elio Germano e di altri personaggi. In questo modo il ritmo dei suoi dialoghi si fa più leggero, quasi sincopato. Dai colori acidi e supersaturi, quelli di un viaggio di Lsd, della sua trilogia precedente vira su toni più tenui, seppiati, quelli che associamo alle vecchie foto degli anni Settanta, quelle di quando eravamo bambini. Il cinema di Sibilia non assomiglia a nessun cinema in particolare, si possono trovare giusto alcuni echi di altre opere. Se Smetto quando voglio era una sorta di Breaking Bad mescolato a Santa Maradona, con Quentin Tarantino come nume tutelare, qui siamo dalle parti di I Love Radio Rock, brillante film inglese di qualche anno fa sulle radio libere, un’altra storia fuori dalle acque territoriali. Ma in entrambi i film di Sibilia i personaggi sembrano essere forti della loro cultura e della loro capacità, i mondi che costruiscono si basano sulle leggi della chimica (Smetto quando voglio) o sulle leggi della fisica e dell’ingegneria (L’incredibile storia dell’Isola delle Rose)
Quello di Sibilia è un cinema che valorizza al massimo gli attori. Elio Germano è perfetto per dare vita a questo personaggio, e come al solito fa un lavoro perfetto sui dialetti. Matilda De Angelis fa un lavoro eccezionale sulla voce, che acquista toni bassi, si fa roca, pacata e fa da contraltare a quella di Germano. Tra gli antagonisti, i politici del governo Leone, spiccano Luca Zingaretti nel ruolo del Presidente del Consiglio, e un eccezionale Fabrizio Bentivoglio nei panni del ministro Franco Restivo. Qualche anno fa abbiamo imparato a conoscere e ad amare una nuova generazione di registi come Gabriele Mainetti, Matteo Rovere, Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, e i cui c’è anche, a pieno titolo, Sydney Sibilia. Una generazione di autori che fa cinema in Italia senza che sia il classico cinema italiano, ma riscoprendo i generi e puntando a un respiro internazionale. Era una generazione di promesse, che promesse non lo sono più. Perché la hanno mantenute.
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA, MATILDA DE ANGELIS as GABRIELLA, LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI and ALBERTO ASTORRI as PIETRO BERNARDINI in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA and LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI and ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. DUCCIO GIORDANO/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) MATILDA DE ANGELIS as GABRIELLA in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. DUCCIO GIORDANO/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI and ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ELIO GERMANO as GIORGIO and TOM WLASCHIHA as W.R. NEUMANN in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ELIO GERMANO as GIORGIO and TOM WLASCHIHA as W.R. NEUMANN in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) FRANOIS CLUZET as JEAN BAPTISTE TOMA’ in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) FABRIZIO RONGIONE as MONSIEUR CARLOZZI, ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA, and FRANOIS CLUZET as JEAN BAPTISTE TOMA’ in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) LUCA ZINGARETTI as GIOVANNI LEONE in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) FABRIZIO BENTIVOGLIO as FRANCO RESTIVO in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) ASCANIO BALBO as CARLO, MATILDA DE ANGELIS as GABRIELLA , ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) FABRIZIO BENTIVOGLIO as FRANCO RESTIVO and LUCA ZINGARETTI as GIOVANNI LEONE in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) FABRIZIO BENTIVOGLIO as FRANCO RESTIVO in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) MATILDA DE ANGELIS as GABRIELLA and ELIO GERMANO as GIORGIO ROSA in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) VIOLETTA ZIRONI as FRANCA, LEONARDO LIDI as MAURIZIO ORLANDINI, ELIO GERMANO as GIORGIO, ROSATOM WLASCHIHA as W.R. NEUMANN, and ALBERTO ASTORRI as PIETRO BERNARDINI in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) MATILDA DE ANGELIS as GABRIELLA and ELIO GERMANO as GIORGIO in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
-
- L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND) (L to R) TOM WLASCHIHA as W.R. NEUMANN in L’ISOLA DELLE ROSA (ROSE ISLAND). Cr. SIMONE FLORENA/NETFLIX © 2020
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: Quei favolosi anni Novanta
-

Digger: Tom Cruise irriconoscibile e da Oscar in un film che non vi toglierete dalla testa
-

Heart Of The Beast: Brad Pitt into the wild con un cane dal cuore grande
-

Amori & incantesimi 2: Sandra Bullock e Nicole Kidman, stile da strega
-

Venezia 83: May el-Toukhy con Woman Unknown è il Leone d’Oro, Riccardo Scamarcio è il miglior attore di Orizzonti
-

Venezia 83: Toni Servillo è un nonno per Mario Martone, mentre al Lido irrompe la tragedia di Gaza
Eventi TV
Jane Austen, 250 anni di modernità: un’icona senza tempo su Arte.tv
Published
10 mesi agoon
16 Dicembre 2025By
DailyMood.it
A duecentocinquant’anni dalla nascita, Jane Austen non è solo una grande autrice dell’Ottocento: è una presenza viva, una voce che continua a dialogare con il presente e con il nostro modo di leggere l’amore, l’identità e l’indipendenza femminile. In occasione di questo anniversario simbolico, Arte.tv le dedica il documentario Jane Austen: Letteratura, appassionatamente!, diretto da André Schäfer, un ritratto che restituisce tutta la sorprendente attualità della sua scrittura.
In poco più di cinquanta minuti, il film attraversa la vita e l’eredità letteraria di una donna che ha cambiato per sempre il modo di raccontare le relazioni. Austen osservava il mondo con ironia affilata e intelligenza emotiva, trasformando salotti, convenzioni sociali e piccoli drammi quotidiani in un laboratorio narrativo modernissimo. Le sue protagoniste non sono mai figure decorative: sono donne che pensano, scelgono, sbagliano, resistono. Un gesto radicale, per l’epoca, e ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il documentario mette in luce come Jane Austen sia stata, di fatto, una pioniera del romanzo “al femminile”, capace di raccontare l’esperienza delle donne senza idealizzazioni e senza moralismi. Pubblicando inizialmente in forma anonima, firmandosi semplicemente “By a Lady”, Austen ha costruito una narrativa in cui l’amore non è mai separato dalla dignità personale, e il lieto fine non coincide con la rinuncia a sé.
Da Orgoglio e pregiudizio a Ragione e sentimento, i suoi romanzi continuano ad accompagnare i primi incontri con la letteratura e a insegnare una lettura lucida delle dinamiche affettive. Personaggi come Elizabeth Bennet restano icone di un’idea di amore fondata sul confronto, sull’equilibrio e sulla libertà individuale, lontana tanto dal cinismo quanto dal romanticismo ingenuo.
Schäfer racconta anche l’eredità culturale di Austen: una scrittrice capace di attraversare i secoli, di ispirare cinema, televisione e pop culture, senza mai perdere la propria identità. Non è un caso che i suoi testi continuino a essere riletti, adattati e reinventati: perché parlano di desideri, contraddizioni e autodeterminazione con una sensibilità che sentiamo ancora nostra.
Jane Austen: Letteratura, appassionatamente! non è quindi solo un documentario celebrativo, ma un invito a riscoprire Austen come icona culturale e lifestyle, una scrittrice che ha saputo trasformare l’ordinario in eterno, e l’intimità in rivoluzione silenziosa.
Disponibile su Arte.tv fino al 13 marzo 2026, è una visione preziosa per chi ama la letteratura, ma anche per chi continua a cercare, nelle storie, uno specchio intelligente del presente.
Regia: André Schäfer
Anno: 2025
Produzione: Germania | Regno Unito
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Eventi TV
Festa del Cinema di Roma, Il Falsario: Pietro Castellitto è un artista del falso nel nuovo “romanzo criminale” Netflix
Published
12 mesi agoon
20 Ottobre 2025
“Dicono che quando muori la tua vita ti scorre tutta davanti. Io non ho visto un…” Inizia così, con la voce narrante di Pietro Castellitto, alias Toni della Duchessa, Il Falsario, il film di Stefano Lodovichi che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, e che vedremo su Netflix dal 23 gennaio. Toni racconta la storia da morto, come William Holden in Viale del tramonto. “Un prete, un operaio e un artista partono per Roma. Sembra una barzelletta. E invece stavamo per fare la storia”. È questo che ci racconta, entrando immediatamente in empatia con noi, Toni. E parte la musica: Iggy Pop, The Passenger. E capiamo immediatamente che siamo negli anni Settanta.
“Sei un ladro o un artista?” “Che differenza fa?” è il dialogo tra Donata (Giulia Michelini) e Toni (Pietro Castellitto), la gallerista e l’artista, che dà un po’ il senso a tutto il film. Quando Toni arriva in città nel suo bagaglio ha soltanto il talento per la pittura e il sogno di diventare un grande artista. Ma la sua fame di vita, il destino e forse anche la Storia lo porteranno a diventare il più grande di tutti i falsari, nonché una figura centrale nei misteri più fitti del nostro Paese.
Quella de Il Falsario è la Roma degli anni Settanta, delle barbe e dei capelli lunghi, dei giubbotti di pelle. È la ricostruzione storica, perfetta e molto accattivante, di Romanzo criminale. Non a caso alla produzione c’è Cattleya, che aveva dato vita al film e alla serie. È una formula conosciuta è sicura. È qualcosa che sa di già visto. Ma non si tratta di un difetto: non è un già visto che annoia e che troviamo ripetitivo, ma piuttosto il già visto rassicurante, che incanala un film in una categoria precisa e immediatamente riconoscibile. Ed è giusto così. Un committente come Netflix deve andare sul sicuro, deve poter dare al pubblico, italiano ma anche internazionale, un prodotto che possa facilmente capire e adottare. Il falsario è crime ed è period drama, è un gangster movie senza esserlo, è avventuroso e romantico. È un film che, fino a qualche anno fa, sarebbe andato in sala e avrebbe avuto un buon successo. Se Netflix ha deciso di produrlo e destinarlo alla piattaforma avrà sicuramente fatto i suoi calcoli. E, probabilmente, saranno esatti.
La differenza tra il nostro Toni e gli (anti)eroi di tanti crime all’italiana è che lui è un criminale per caso, un uomo che si trova a delinquere e a passare attraverso i lati più oscuri della Storia dell’illegalità italiana suo malgrado, quasi senza rendersene conto. Un po’ un Forrest Gump della malavita. Sembra quasi che non possa farne a meno. Ha un grande talento nelle mani, capaci di dipingere, scrivere e riprodurre qualsiasi cosa, ma non ha la visione e il genio di un artista, non ne ha le idee. È bravissimo solo quando riesce a copiare. E finisce per fare quello. E così, alla fine, finisce per copiare le vite degli altri, quelle dei banditi che si trova intorno.
Proprio come faceva Romanzo criminale, la storia di Toni finisce per incrociarsi con la Storia d’Italia: gli anni di piombo, le Brigate Rosse, le stragi nere, il sequestro Moro, l’assassinio di Impastato. E così, continuando a guardare il film, si rimane affascinati, perché oltre a conoscere la vita particolare di Toni, si ripercorre quella italiana.
Il Falsario è un film di attori. Pietro Castellitto ha il physique du rôle di un artista prestato al crimine che criminale non lo è mai fino in fondo. Come bandito, Toni va avanti fino a un certo punto, ma è inadeguato, improbabile, non credibile. E Castellitto rappresenta bene questo suo essere “alieno” in un ambiente di cui prova a fare parte. Ma sono interessanti molti altri personaggi. Don Vittorio svela un Andrea Arcangeli inedito, pacioso e pulito (ma fino a un certo punto, vedrete…) e in continuo imbarazzo verso tutto quello che fa. Pierluigi Gigante si dimostra ancora una volta versatile, passando agli antipodi dell’arco costituzionale, diventando un terrorista delle BR dopo essere stato un celerino in ACAB: per farlo bisogna essere degli ottimi attori. E in questo eccelle Claudio Santamaria, nei panni del “Sarto”, misterioso uomo onnisciente e onnipotente, probabilmente parte dei servizi segreti, che manipola tutti senza rischiare mai in prima persona. E poi ci sono le donne: una Giulia Michelini mai così luminosa e sexy, una vera sorpresa, e una Aurora Giovinazzo che, seppur in poche sequenze, riesca a illuminare ulteriormente il film.
Il Falsario, allora, è un film furbo, molto furbo, perché prende una bella storia e la veicola attraverso codici narrativi noti ervizi segreti, che manipola tutti dall’ collaudati presso il pubblico. Ma il know-how di chi ha già fatto operazioni di questo tipo la rende un’opera riuscita ed estremamente piacevole. Il fatto che si muova dentro binari già codificati non vuol dire che non possa avere momenti imprevedibili, su tutti il finale a sorpresa. Ma anche alcuni momenti musicali, come Senza fine di Gino Paoli montata su una partita di calcio che sembra presa dal cinema di Salvatores o Il mondo di Jimmy Fontana sull’ultima scena o, ancora, una rapina girata sulle note di Let’s Stick Together di Bryan Ferry. E ancora, l’evoluzione di Don Vittorio, la sua vanità, tenuta nascosta per gran parte del film e giocata a sorpresa come carta vincente e risolutiva. Per arrivare al messaggio del film, che è uno degli interrogativi chiave dei nostri tempi. “Per arrivare dove vuoi arrivare, cosa sei disposto a fare?”
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
-
- Il Falsario. (L to R) Edoardo Pesce as Balbo, Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
-
- Il Falsario. (L to R) Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni, Pierluigi Gigante as Fabione in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Eventi TV
La storia di Gucci in streaming su Arte.tv
Published
1 anno agoon
9 Settembre 2025By
DailyMood.it
In occasione della Milano Fashion Week 2025, la piattaforma propone un documentario che ripercorre l’ascesa, le rivoluzioni e i segreti del brand italiano
Arte.tv, la principale piattaforma europea gratuita di streaming dedicata alla cultura, propone in vista della settimana della moda milanese “Lusso, passione e dramma”, un documentario che ripercorre la saga della maison Gucci, il marchio che ha costruito un impero del lusso fondato su pelletteria, identità solida e creatività senza freni.
Per la regia di Olivier Nicklaus, questo lungometraggio racconta l’evoluzione del marchio e come ha saputo resistere a ogni tempesta, partendo dalla fondazione a Firenze nel 1921 come piccola bottega di valigie, fino a raggiungere una clientela internazionale e raffinata, conquistando città come Hollywood, ribattezzando una borsa in onore di Jackie Kennedy e lanciando il suo prêt-à-porter.
L’evoluzione arriva grazie a Domenico De Sole e Tom Ford, rispettivamente CEO del Gruppo Gucci e Direttore Creativo. I due decidono di puntare su una nuova fascia di pubblico, si lasciano alle spalle l’immagine di una borghesia austera per abbracciare una sensualità glamour: il cosiddetto porno chic. Una mossa audace, che porterà il brand a entrare nell’era della finanza dominante, fatta di direttori creativi geniali ma sacrificabili, a partire dallo stesso Ford, licenziato nel 2004.
Con il passare degli anni il marchio si evolve, e con esso i direttori creativi che si alternano in un susseguirsi di visioni e stili differenti, come Alessandro Michele che nel 2015 con le sue silhouette gender fluid, riesce a riportare il marchio al vertice, fino a essere allontanato nel 2022. Nel 2025, Sabato De Sarno lascia il posto a Demna Gvasalia, ex Balenciaga, chiamato ora a reinventare il mito Gucci. Con il contributo di icone della moda come Carine Roitfeld, Salomé Dudemaine o Sara Gay Forden (House of Gucci), Olivier Nicklaus (già noto per il documentario Fashion!) ripercorre con ritmo e precisione la storia della maison, dagli esordi fiorentini al più recente valzer di creativi.
Il documentario è disponibile fino al 27/09/2025 sulla piattaforma arte.tv/it.
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Lederhandwerk erhoben zum Luxuserzeugnis: historische Aufnahme aus einer Gucci-Boutique © Atelier des Archives Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Hochzeit von Maurizio Gucci und Patrizia Reggiani im Jahr 1972 © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Gucci-Kreativdirektor Alessandro Michele (li.), Sängerin Lana Del Rey (Mi.) und Schauspieler Jared Leto (re.) in Gucci-Roben bei der New Yorker Met-Gala 2018 zur Eröffnung der Ausstellung Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination © Getty Images Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Marke Gucci, Inbegriff des italienischen Dolce Vita der 50er Jahre, eroberte zunächst die USA und dann die ganze Welt. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Maurizio Gucci (li.) und Patrizia Reggiani (re.) bei der Erstkommunion ihrer Töchter Allegra (2.v.l.) und Alessandra (2.v.r.) © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
-
- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Mit ihren einzigartigen Merkmalen wie dem handgekrümmten Bambusgriff und -verschluss verkörpert die Gucci Bamboo 1947 den charakteristischen Stil und die handwerkliche Exzellenz des Hauses. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883: Quei favolosi anni Novanta

Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
Newsletter
Trending
-
Cine Mood3 settimane agoHeart Of The Beast: Brad Pitt into the wild con un cane dal cuore grande
-
Beauty3 settimane agoLe CC cream per la pelle matura che uniformano l’incarnato e cancellano le discromie
-
Beauty3 settimane agoEffetto seconda pelle: le unghie fondotinta sono l’ode al lusso discreto dell’autunno 2026
-
Mood Your Say3 settimane agoIntervista a Domenico Capponi- Il nuovo romanzo Tutto dice sì
-
Resort & SPA2 settimane agoAutunno rigenerante e detox: i retreat da programmare ora
-
Sfilate3 settimane agoMcQueen Spring Summer 2027
-
Sfilate1 settimana agoMilano torna ad osare: la nuova stagione tra gonne, memoria e desiderio
-
Beauty2 settimane agoIl Natale ha un nuovo Beauty Dress Code – Gift box, make-up, skincare e haircare secondo Diego dalla Palma Milano
























