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Alla scoperta dell’entroterra umbro: Terni gourmet e gluten free

Polici Francesca

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Quest’anno le vacanze saranno un po’ per tutti (o quasi) all’insegna del “Bel paese”. Chi perché ha deciso di supportare l’economia del nostro paese, chi per paura di restare bloccato fuori dai confini, fatto sta che la maggior Parte degli italiani ha scelto di rimanere in Italia per l’estate.

Per fortuna, viviamo in un paese che offre moltissime possibilità di turismo. Dalle città d’arte (e ne abbiamo tra le più belle del mondo) alla montagna, passando ovviamente per il mare.

Tra le regioni più ricche d’Italia, che più hanno da offrire da un punto di vista turistico, c’è sicuramente l’Umbria. Per chi non vuole farsi la solita vacanza di mare (o almeno, non solo quella), questa splendida regione offre innumerevoli borghi medievali, città d’arte e ovviamente anche tantissima natura in mezzo alla quale rilassarsi, magari in un caratteristico albergo con la spa.

In più, non dimentichiamoci che l’Umbria è anche una delle regioni più famose per la cucina. Le prelibatezze culinarie che potrete provare qui sono davvero tra le più ambite al mondo. Non solo per il tartufo (che anche da solo sarebbe un ottimo motivo per andarci), ma per i tantissimi piatti che potrete provare solo qui. Naturalmente, gourmet e gluten free vanno di pari passo. Anzi, in realtà l’Umbria è una delle regioni più avanzate sul tema.

Così, se decidete di recarvi da queste parti, vi consigliamo vivamente di fare una sosta a Terni. Un’ottima base per visitare tutti i posti circostanti, fra cui la famosissima e unica La Scarzuola e dove fare delle ottime tappe all’insegna del food.

Di seguito vi consigliamo due posti davvero imperdibili per chi si trova dalle parti ternane.

MIO BIO
Al primo posto non potevamo non mettere questa piccola oasi di benessere, che si trova proprio in pieno centro storico.

Perfetto sia per un pranzo veloce o una cena romantica, MioBio è un locale davvero unico che si presta a tutte le occasioni. La prima sala, infatti, è adibita a bar e tavola calda (da non sottovalutare una sana colazione, magari a base di centrifugati e dolci di qualsiasi tipo). Mentre la seconda è molto più ampia e adibita a ristorante – c’è anche una terza sala più piccolina che è perfetta per feste ed eventi privati.

Il segreto di MioBio è l’enorme cura nei dettagli e la scelta di materie prime di altissima qualità. Naturalmente, troverete solo cibi biologici e piatti realizzati con ingredienti genuini e mai raffinati. Carne e ortaggi, con cui vengono realizzate delle ottime zuppe sia estive che invernali, provengono tu

tte da aziende agricole bio a km 0.

In più, la gentilezza e la professionalità del cuoco e proprietario del locale Benjamin non potrà non conquistarvi. Tutta la sua ricerca culinaria è indirizzata all’esaltazione dei sapori attraverso originali e squisiti abbinamenti del tutto inaspettati. Ovviamente, quasi tutto il menù è disponibile anche in versione gluten free e ci sono moltissime proposte vegetariane.

Insomma, se siete nei dintorni, non potete perdervi una cena in questo magnifico ristorante.

Locale: MioBio
Indirizzo: Via del Plebiscito, 15, Terni
Sito: https://www.facebook.com/miobioitaly/

RAMOZZI ZERO GLUTINE
Una vera e propria istituzione del senza glutine a Terni, Ramozzi Zero Glutine è uno dei forni più famosi della città.

Da molti anni, infatti, è il principale fornitore di prodotti dolci e salati gluten free. Dai cornetti (per chi sentisse la mancanza del dolce più tipico nostrano, questo è davvero il posto giusto da provare) alle più buone pizze rustiche che potrete mai assaporare nella vostra vita.

La scelta che ogni giorno questa piccola azienda locale mette a disposizione dei suoi clienti è davvero vastissima. Non solo. A pranzo offre anche l’opzione tavola calda. Anche se rinunciare alla pizza e ai fritti è praticamente impossibile. Ovviamente, su richiesta, sono in grado di realizzare praticamente qualsiasi cosa, dalle indimenticabili torte di formaggio ai panettoni, a qualsiasi dolce abbiate voglia di provare.

Un vero e proprio must che merita senz’altro una visita.
Locale: Ramozzi Zero Glutine
Indirizzo: Via della Vittoria, 34, Terni
Sito: https://www.facebook.com/ramozzizeroglutine/?ref=page_internal

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Calabria e Spagna si incontrano alla tavola di Filippo Cogliando e Salvador Dali’

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Cena evento ispirata alle ricette di Salvador Dalì tratte dal suo volume “Les Diners de Gala” reinterpretate dallo Chef Filippo Cogliandro.

La Cena evento è stata concepita come una vera e propria esperienza totalizzante, un percorso per condurre i partecipanti all’interno di uno spazio sospeso in cui l’essenza stessa di Dalì diventa “commestibile”.

Salvador Dalì ribadisce sempre con piacere: “Io so quello che mangio, non so quello che faccio“, un’ossessione per il cibo che emerge regolarmente dai suoi quadri che si tratti dei famosi “Uova al tegame” o dal “Pane antropomorfo” agli “Orologi molli” presenti nel dipinto “La persistenza della memoria” del 1931 nati dal sogno di un camembert fuso, un qualcosa di commestibile, divenuto metafora dell’aspetto psicologico del tempo, il cui trascorrere, nella soggettiva percezione umana, assume una diversa connotazione “interna” che segue solo la logica dello stato d’animo e della memoria.

Non stupisce dunque l’opera “Les Dinners de Gala“, una raccolta di ricette surreali e interamente illustrata dal genio catalano, un tripudio di gustosa follia al quale lo chef Filippo Cogliandro ha deciso di attingere magistralmente per esaltare, da una parte un patrimonio indiscusso di sapori, profumi, idee culinarie e accostamenti spesso azzardati, ma unici come la personalità di Dalì dall’altra la volontà di portare avanti, ciò che sempre lo caratterizza: la ricerca ossessiva e l’estrema cura per i prodotti del territorio calabrese.

Questo felice incontro ha creato un menù degustazione che pur rispettando i sapori delle ricette autentiche ne rinnova il gusto grazie ad una interpretazione del tutto originale. Un’esperienza di arte nell’arte, di ricerca nella ricerca, di piacere nel piacere.

Un principio di delizie e capricci per i palati più esigenti; un percorso in cui pietanza dopo pietanza scopriremo due artisti: il genio del surrealismo e un grande maestro dell’arte culinaria. Perle di Bandar Pahlavi, Castagne e Pasta sono solo alcuni degli “ingredienti” previsti per la cena, che saranno capaci di fondere tutti i sensi in un unico senso, capaci di creare una terza Arte nata dal felice incontro di Salvador Dalì e Filippo Cogliandro, dall’incontro delle loro rispettive genialità. Una terza Arte che sposa i prodotti di un territorio unico al mondo come quello calabrese: un territorio che produce vere e proprie “opere artistiche” più uniche che rare come il Bergamotto di Reggio Calabria, Il Caciocavallo di Ciminà (presidio slow Food), La Cipolla Rossa di Tropea, La Patata Bellina Aspromontana, l’Olio Ottobratico dell’Aspromonte(presidio Slow Food), il Tartufo della Sila senza dimenticare la presenza fondamentale del caffè alla maniera “daliliana” per chiudere quella che si presenza come un’esperienza unica nel suo genere.

Il percorso nel mondo di Dalì a cui ha fatto da filtro la sapienza e la maestria dello Chef Filippo Cogliandro è stato arricchito da una vera e propria esperienza immersiva di immagini, grazie alle opere esposte che fanno parte della collezione dell’editore Maurizio Gagliano che detiene in esclusiva mondiale circa 70 immagini del maestro surrealista di provenienza Rizzoli Finarte spa.

Lo Chef Filippo Cogliandro e L’A Gourmet L’Accademia sono sempre stati vicini all’arte e alla promozione culturale e gastronomica del territorio calabrese. Salvador Dalì con le sue ricette e la sua arte consolida questo sodalizio, la volontà di esaltare l’essenza artistica della cucina e l’unicità dei prodotti calabresi.

La Cena riscopre l’alto valore del mecenatismo culturale destinando una parte dei proventi al restauro e/o recupero di un’opera del patrimonio artistico della Città di Reggio Calabria. Le finalità dell’iniziativa di promozione culturale e gastronomica rivelano l’essenza dell’Arte che verrà celebrata; il “marchio di fabbrica” dello chef Filippo Cogliandro coinvolge le anime belle e sensibili di una Terra che va assaporata, promossa e recuperata.

DAL RICETTARIO SURREALE DI SALVADOR DALI’….“Les dîners de Gala è dedicato esclusivamente ai piaceri del gusto… Se siete uno di quelli che calcolano le calorie e trasformano le gioie del cibo in una forma di penitenza, chiudete subito questo libro; è troppo vivace, troppo aggressivo e troppo impertinente per voi”

Evento patrocinato da: Comune di Reggio Calabria città Metropolitana, Ambasciata di Spagna in Roma sez. Cultura, Consolato Generale di Spagna in Napoli e Consolato Generale di Spagna in Roma.

L’A GOURMET L’ACCADEMIA – Via Largo Cristoforo Colombo, 6, 89125 Reggio Calabria RC – www.laccademia.it

Crediti Foto: Franco Raineri https://www.francoraineri.it

Progetto di Elmar Elisabetta Marcianò

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Rose Tartare Bar, il nuovo bistrot in rosa a Trastevere

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Figlia, mamma e zia aprono a Roma un locale all day long con piatti colorati e fotogenici

Non sarà il pantone di questo 2020 ma di certo il rosa e tutte le sue sfumature hanno conquistato il mondo della ristorazione. Dalla carta da parati al colore degli ambienti, dai componenti d’arredo al design degli oggetti: tutto intorno diventa rosa. A Roma ha aperto Rose, un bistrot che evoca il tema del colore già nel nome e si carica maggiormente di significato quando si scopre che a gestirlo sono tre donne: Carlotta,  Alessandra e Fabrizia.

Rispettivamente figlia, mamma e zia, Carlotta Santacroce, Alessandra e Fabrizia Cichetti hanno investito in un progetto tutto al femminile che unisce l’amore per il bello e la passione per la buona tavola. La più giovane del trio è Carlotta, ventiseienne romana uscita da poco dall’Accademia di Costume e Moda che già durante il proprio percorso universitario si lasciava ispirare dai suoi viaggi e dalle foto collezionate. Berlino, Amsterdam, Barcellona e Londra sono state le principali capitali europee che hanno contribuito a disegnare, almeno nella sua testa, il progetto di Rose – Tartare Bar. A dare forma e colore al sogno di Carlotta, le sue due socie: Fabrizia in qualità di interior designer ha sviluppato l’experience di Rose tra funzionalità del concept e senso estetico, mentre Alessandra, con una forte passione per la cucina, ha creduto fin da subito nelle ambizioni della giovane artista e imprenditrice.  Be faithful to your dreams è, infatti, il claim con cui Rose valorizza la filosofia del locale, un luogo dove ciascuno può trovare una propria dimensione. Per di più Carlotta ha una sorta di sesto senso per intuire le debolezze del singolo e per consigliare il piatto giusto per ogni desiderio. Estremamente trendy e cosmopolita, il bistrot trasteverino è in via Angelo Bargoni, esattamente dove la domenica mattina allestiscono il mercato di Porta Portese. Un luogo attento all’estetica, pensato per chi ama tornare nel posto dov’è stato meglio, o nel quale ha scattato le foto migliori per luce, composizione dei piatti, design.

Al suo debutto estivo Rose sarà aperto dal lunedì al sabato con orario spezzato 11.30-15.30 per il servizio del pranzo mentre il turno serale dalle 18 alle 23.30 coprirà aperitivo e cena. A secondo della stagionalità e della spesa, a pranzo si trova sempre una zuppa o un altro primo mai uguali al giorno precedente, ma anche il burger di scottona, di salmone o vegetariano e diversi appetizer come edamame, tortilla chips e guacamole home made, vegan o classic avocado toast, falafel di ceci e melanzane al profumo di curcuma con salsa chutney di mango, calamari in tempura con peperoncino e lime. Sono, invece, le tartare il vero core del menu, una preparazione che nasce in Medio Oriente e deve l’origine del nome alla popolazione dei tartari. Per contestualizzare la specialità anche a livello storico, la nascita della tartare si fa derivare proprio da questo gruppo etnico che, in continuo spostamento in lunghi viaggi, per ottimizzare i tempi di preparazione della carne la macinava sotto le selle dei cavalli, un consumo crudo approdato poi in Europa e che prima era, invece, totalmente inusuale. Rose, oltre alle tartare più comuni a base di salmone o tonno, ha inserito quelle con la ricciola, l’orata, la carne di chianina o di black angus, e un’altra totalmente veg con avocado, datterino giallo e rosso, basilico con hummus di barbabietola. Ruotano poi in base alla stagione, le portate principali del menu di Rose che valorizzano sempre le loro preparazioni crude declinate in tre primi piatti: gli spaghetti cacio e pepe con tartare di gamberi, i mezzi paccheri al profumo di limone con tartare di scampi e pistacchio o gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con tartare di orata. A queste varianti servite al piatto si aggiungono i bao buns o i tacos, confezionati nel laboratorio e riempiti al momento, o il pokè di riso ed edamame personalizzabile. A completare i piatti riso pilaf, verdure saltate nel wok, quelle del giorno e le chips.

Tutte le sere c’è l’aperitivo per proseguire con uno degli special dinner come il polpo a la gallega, il carpaccio di orata al profumo di agrumi o quello di ricciola con pomodorini, origano e basilico oppure il tataki di tonno. Nella cucina a vista c’è uno chef di origini indiane con un bagaglio di importanti esperienze nella ristorazione romana di pesce come La Rosetta, Molo 10 e Chinappi dove ha perfezionato preparazioni più elaborate tra cui l’aragosta e le cotture di altri pesci d’acqua salata inclusi spigola, salmone e tonno. Una carta di vini esclusivi e di etichette di nicchia, prevalentemente bianchi e rosé, completa l’offerta di Rose.

A partire da settembre Rose sarà operativo dalle 10 del mattino, un luogo ideale per fare sane colazioni, organizzare riunioni, allestire postazioni di lavoro fuori casa o gestire lo smart working in una sala che conta 35 coperti più le sedute al bancone di marmo. Qui le energie potranno ricaricarsi con caffè, cappuccini, estratti e latti colorati, una moda statunitense in voga sui social: una latte art realizzata senza coloranti artificiali aggiunti, a base di soya, avena, mandorla, riso o senza lattosio. Il beverage sarà accompagnato da pancakes, muffin, crostate, yogurt con granola o ricette più esotiche come l’acai bowl.

Contatti

Rose Tartare Bar
Indirizzo: Via Angelo Bargoni 62 – 00153 Roma
Telefono: +39 349.2193487
Orario: Lun-Sab (pranzo dalle 11.30/15.30 – aperitivo-cena 18.00/23.30)
Chiuso la Domenica

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A Roma, un locale per viaggiare alle Hawaii all’insegna del gourmet e del gluten free

Polici Francesca

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Siamo appena usciti da un lungo lockdown, e anche se finalmente iniziamo a vedere la luce in fondo a questo terribile tunnel, i tempi in cui poter viaggiare serenamente in giro per il mondo sembrano purtroppo ancora molto lontani.

Così, se l’emergenza sanitaria non ce lo consente, possiamo almeno provare a viaggiare con la testa. Magari, immaginandoci mentre sorseggiamo un ottimo cocktail dal sapore esotico di fronte a un Tiki Bar molto trendy, alternandolo con qualche pietanza hawaiana e magari anche con un po’ di musica d’atmosfera in sottofondo.

Ecco, siamo tutti d’accordo sul fatto che andare alla Hawaii sarebbe decisamente più “cool”, ma in tempi di pandemia tutto questo si può fare rimanendo anche in Italia, più precisamente a Roma.

Nella capitale, infatti, già da quattro anni, ha aperto un originalissimo locale che vi permetterà di staccare, almeno mentalmente, dalla noiosa routine quotidiana.

Basterà varcare la porta del Makai per sentirsi immediatamente immersi nella divertente atmosfera hawaiana dove ogni aspetto è curato fino al minimo dettaglio. Naturalmente, il ricco menù gourmet (che varia costantemente per offrire sempre una maggiore scelta ai clienti) offre anche moltissime opzioni rigorosamente gluten free.

Situato nel cuore della movida romana, in zona Ostiense, il Makai è un locale molto spazioso e con diverse sale. Al piano terra troviamo il Surf Bar con un’incredibile offerta di cocktail tropicali dove tutti gli sciroppi sono “home-made” – anche chi non è un grande estimatore non potrà fare a meno di amarli – e la cucina a vista.

Al piano inferiore, invece, troviamo una sala spaziosissima con un ottimo e scenografico Tiki Bar e la famosissima Tiki Room, dotata anche di un palcoscenico dedicato a esibizione live ed eventi di ogni tipo.

Senza nulla togliere all’organizzazione estetica ed architettonica del locale, il pezzo forte rimane però la cucina fusion. A prevalere è, senza dubbio, la cosiddetta linea “healthy”. Non solo perché è quasi tutto anche senza glutine, ma perché lo staff culinario punta sempre ad una costante ricerca di soli prodotti artigianali e di prima qualità. Il menù viene cambiato in base alla stagionalità dei prodotti e il pesce è solo ed esclusivamente fresco. Al Makai è praticamente bandito il pesce d’allevamento.

Non a caso, il piatto più amato (e che vi consigliamo vivamente) è l’inconfondibile Tataki di tonno (filetto di tonno rosso, panato con semi di canapa e girasole e servito con zenzero stufato e pernese di Wuasabi).

I fanatici del sushi, invece, dovranno necessariamente provare l’Uramaki California (con Surimi, avocado e maionese).

Per finire, poi, non potrete lasciare il locale senza aver provato uno dei tanti e sfiziosissimi Tiki Tacos (il nostro preferito è sicuramente il Nui Uila, a base di spigola al vapore, insalata, menta e pannocchie di mais).

Insomma, chi l’ha detto che non si può viaggiare rimanendo a Roma?

Locale: makai Surf & Tiki Bar
Indirizzo: Via dei Magazzini generali 4 a-b-c, Roma
Sito: http://www.makaitikibar.it/index.html

di Francesca Polici per DailyMood.it

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