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Pic-nic in allegria: i consigli e le 3 ricette per non sbagliare mai

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Adesso che il bel tempo è di fatto dietro l’angolo, a parte qualche piccolo acquazzone improvviso, arriva il momento di tirar fuori dalla credenza il cestino e la tovaglia da pic-nic. Questo perché possiamo finalmente tornare a goderci i classici pranzi al sacco all’aperto, magari approfittando del verde dei parchi e dei prati inondati dai caldi raggi del sole. Però va anche detto che un pic-nic organizzato a regola d’arte richiede di prendere alcuni piccoli accorgimenti.

Consigli per organizzare un picnic perfetto

Si parte ovviamente dalla qualità degli ingredienti, ma anche dalla modalità di conservazione di certi cibi. Intanto mai usare dell’olio di oliva low cost, perché questo ingrediente è fondamentale per i condimenti. In secondo luogo, si consiglia di preferire sempre il tonno in scatola e possibilmente conservato in olio di oliva e non al naturale. Non dimenticatevi poi dell’importanza di condimenti come le cipolle, le olive, i capperi e le acciughe, procedendo sempre all’assaggio delle insalate per evitare sapori troppo forti o sbilanciati.

Si passa poi a qualche consiglio pratico, partendo dalla tovaglia: qualsiasi telo va bene, a patto che sia posizionato sopra una cerata, per evitare di inzupparlo a causa dell’umidità del prato. In secondo luogo, ricordatevi che al cestino va aggiunto anche un box termico, utilissimo per il trasporto del ghiaccio.

Evitate, inoltre, piatti e stoviglie usa e getta: sono molto scomodi per mangiare per terra, inquinano e rappresentano dunque un costo per il portafoglio e per l’ambiente, tanto che saranno presto vietati in tutta Europa. Infine, non dimenticatevi di portare con voi una bella bottiglia di vino: un brindisi in compagnia è quello che ci vuole.

Alcune ricette classiche ma sfiziose

Il mondo è pieno di ricette che si adattano perfettamente ad un pic-nic, ma molte di queste sono a dir poco inflazionate. Per evitare le banalità, è meglio optare per 3 ricette come queste.

Pasta fredda in versione greca: sì alla pasta fredda, assolutamente sì alla versione greca. Un’insalata di pasta come si deve, infatti, dovrebbe possedere degli ingredienti saporiti e particolari, come ad esempio il formaggio feta greco. Anche le olive nere non possono mancare, e lo stesso dicasi per i cetrioli, i pomodorini, la cipolla e la mentuccia: tutti condimenti insoliti ma al contempo molto gustosi.

Piadine multi-gusto per tutti i palati: le piadine sono proprio quello che ci vuole per un buon pic-nic: sono semplici e veloci da preparare, ma anche molto comode da consumare in una situazione del genere. Certo, bisogna pensare a delle ricette in grado di soddisfare tutti i palati, prevedendo dunque la preparazione di diverse piadine. Si parla ad esempio di quelle con speck e robiola, arricchite dalla salsetta all’avocado, oppure delle piadine con cotto, carciofi e formaggio cremoso. Un’ottima soluzione per acquistare tutti gli ingredienti, comprese le piadine, è quella di rivolgersi a nuovi servizi di e-grocery a domicilio come Easycoop, che consentono di fare la spesa tramite il proprio device connesso in rete.

Rotolo di frittata: si chiude con un classico saporito come il rotolo di frittata, una prelibatezza da cucinare al forno usando ingredienti gustosi come la fontina e il prosciutto.

Con l’arrivo della primavera finalmente è tempo di pic-nic e con i consigli e le ricette viste oggi non vedrete l’ora di stendere il vostro telo su un prato verde e gustarvi tutte le delizie che avrete preparato.

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Chef Filippo Cogliandro e il menù Fata Morgana

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Chef Filippo Cogliandro e il menù Fata Morgana, un nome ispirato dal famoso miraggio chiamato appunto Fata Morgana, l’immagine di vedere oltre all’oggetto anche una immagine “sospesa” in cielo e capovolta, il raro fenomeno che appare dalla costa peninsulare dello Stretto di Messina, per cui la costa siciliana, vista dalla costa reggina assume la denominazione “Fata Morgana” appare non solo ravvicinata ma anche riflessa al centro del mare.

E le immagini, che hanno colpito lo chef Filippo Cogliandro sin dalla sua infanzia, sono dunque un mezzo per esprimere la cultura della sua terra, adatte a coglierne al massimo l’essenza, dove creatività e tecnica coesistono e si sintetizzano dando forma a idee ed emozioni, che prendono anima e il fotografo Franco Raineri le fa sue per il nuovo menù degustazione dello chef Cogliandro per L’A Gourmet L’Accademia – 10 ore di Cucina Gourmet & Food PhotographyRaineri le fotografa su raffinate mise en place e poi le usa, in maniera complice, ne fa il suo sfondo, si diverte a giocare con le sensazioni che ci provoca, cambiando le carte in tavola e spingendoci a guardare la realtà da un altro punto di vista, magari attraverso una lente di ingrandimento.

Un trasferimento ideale di odori e gusto con l’intento di fare assaggiare virtualmente sapori calabresi tra Storia, Tradizioni e Innovazione Gastronomica, ricette antiche e prodotti del territorio di una Terra incontaminata, coltivati con passione e nel pieno rispetto della Natura.

Il Backstage di Fata Morgana, fotografare per rubare l’attimo, trasmettere la passione e la qualità dello chef Cogliandro, fermare l’immagine in un attimo per mostrare la sua abilità, la sua storia, esaltare il primo attore che sono le sue mani, farle parlare, fissare il candore della tovaglia, le pieghe, la luce, i chiaroscuri del cibo cucinato, i colori, la sua fantasia, l’estro, mille pensieri condensati nell’attimo, prove su prove, accostamenti di sapori, tramettere la cultura visiva del cibo stesso, ma ad ampio respiro, far riflettere chi osserva, farlo immedesimare in una condivisione creativa, ribaltare la forma di nutrimento in un riflesso per gli occhi… un miraggio… ecco creato il menù Fata Morgana!

Il 16 novembre L’A Gourmet L’Accademia, terminato il periodo di ferie, riapre e sarà possibile gustare il suo nuovo menù.

L’A Gormet L’Accademia
Via Largo Cristoforo Colombo, 6
89125 – Reggio Calabria
Crediti Fotografici: Franco Raineri

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FILIPPO COGLIANDRO “Cibo, Scuola, Legalità”

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FILIPPO COGLIANDRO
“Cibo, Scuola, Legalità”
Lions Club Sesto Fiorentino, Scuola Alberghiera Aurelio Saffi,
Firenze 14 ottobre

E’ la Scuola la prima via di accesso alla Legalità, una via spirituale, che inizia dai banchi negli Istituti Professionali Alberghieri e prosegue nelle cucine nel mondo, ed è proprio nella scuola, la location che Filippo Cogliandro privilegia, il luogo deputato per parlare, raccontare, insegnare che la cucina è un grande strumento di legalità, diventando lui stesso un testimone, con la sua storia di dolore, prepotenza ma principalmente di legalità, il primo attore davanti ad una platea di giovani coinvolti in un racconto fatto di speranza, mai di rassegnazione.

Il valore etico dello spadellare, un messaggio importante ben compreso da Simone Amati, il giovane Presidente del Lions Club Sesto Fiorentino, che ha voluto organizzare La Cena della Legalità con il Lions Club Fiesole nel suo logico ambiente, La Scuola, scegliendo lo storico Istituto Alberghiero I.P.S.S.E.O.A. Aurelio Saffi, nato nell’anno 1938, che oggi ospita 1200 ragazzi e oltre 190 insegnanti, una scuola di docenza ma anche di vita con esperienze e insegnamenti unici nel suo genere, un dialogo continuo fra scuola, ragazzi e genitori, come il progetto Formarsi alle mense Caritas, come la convenzione con il polo museale diventando guide al Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, come il Progetto Non solo panini.

E Filippo Cogliandro, Premio Paolo Borsellino nel 2016, è diventato un simbolo con il suo gesto di rifiuto alla mafia, che, dieci anni fa, lo ha trasformato in una bandiera della legalità,  ha regalato il futuro adottando  e insegnando il mestiere chiedendo al Tribunale dei Minori l’affidamento di due migranti arrivati in Italia su un barcone, il senegalese, Salihu, e il Gambiano Abdou, sensibilizza l’opinione pubblica sulle iniziative dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, dedica un giorno al mese a chi è in difficoltà con  la Cucina Solidale.

Filippo accoglie tutti con un sorriso, sostenendo la sua terra e i suoi prodotti, ben consapevole che la legalità si trova anche nel cibo, nell’imprenditorialità contadina, lavorando con aziende sane e di piccole dimensioni, prosegue in Italia e nel mondo il racconto di una storia che gli ha valso la nomina di Ambasciatore antiracket nel mondo, il conferimento dell’onoreficenza Lionistica Melvin Jones Fellowship Award nel 2017,  Ambasciatore dei sapori e prodotti della Calabria, di cui è testimonial e ambasciatore come il Bergamotto di Reggio Calabria, ben consapevole che è proprio nella scuola di oggi il futuro della Legalità del domani e perché nel cibo  c’è una storia di cultura da raccontare. Ma è come si racconta questa storia a fare la differenza e che a raccontarla sia un cuoco, uno di quelli bravi, che ha il ritmo del racconto, che è parte del racconto, diciamo il primo attore.

La gastronomia è uno strumento di legalità……e dunque si studia all’Alberghiero Saffi, e ci si interroga tutti insieme – docenti, genitori, studenti – su quale futuro intraprendere, e da oggi si parlerà anche degli insegnamenti e della storia di Filippo Cogliandro e del potere salvifico e culturale del cibo.

L’A Gourmet Ristorante

Via Largo Colombo,6
89125 Reggio Calabria
Tel. 0965 312968

CENA DELLA LEGALITA’

Menù

Firenze, 14 ottobre 2019

Lions Club Sesto Fiorentino –  Scuola Alberghiera Aurelio Saffi

Sfera di Ceci e Baccalà mantecato

crema di Mais

e confettura di Peperoncino e Mela verde

Tagliatelle di pasta fresca

Scampi, Datterino giallo

crema di Spinaci e polvere

di Riso soffiato e Lamponi

Salmone Selvaggio, Sedano Rapa e Avocado

Misticanza, Finocchio, Melograno e Noci

Cooking show

Profiteroles alla crema

di Bergamotto di Reggio Calabria

Profiteroles alla crema di Cioccolato

Cannolo scomposto di Ricotta

 

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Il lusso nel piatto: ecco i 5 tra i cibi più cari del mondo

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Dalle carni certificate Hida-wagyu al Miele Elvish, rinvenuto in una grotta in Turchia, quando mangiare è un vero e proprio lusso

Che la buona tavola sia uno dei grandi piaceri della vita, è un pensiero largamente condiviso, ma, a volta, può rappresentare un vero e proprio lusso. Esistono, infatti, alcuni cibi molto particolari ed estremamente pregiati, dai sapori e profumi unici al mondo e, per questo, dai costi altissimi, proibitivi per la maggior parte delle persone.

Si tratta di alimenti con una specifica provenienza geografica la cui coltivazione o produzione impone il rigido rispetto di regole e norme. Portare a tavola questi tesori – è proprio il caso di dirlo – comporta una spesa di diverse migliaia di euro.

Eccone qualche esempio:

Hida-Wagyu, il manzo giapponese da 1.000 dollari al Kg
I manzi vengono allevati nella verde regione giapponese Hida, allo stato quasi brado, alimentati a erba per i primi mesi, per poi passare al fieno di riso e altri mangimi rigorosamente vegetali autoctoni. La principale caratteristica di questa carne, riscontrabile anche a occhio nudo sui tagli ancora crudi, è la percentuale e la distribuzione di grasso interno alle fibre che forma una ragnatela, come un marmo, sempre più importante a seconda della marezzatura (marbling) di riferimento. Maggiore è la presenza di grasso tra le fibre, più è buona e pregiata la carne, ed è anche più salutare per il nostro organismo. In Italia oggi l’unico importatore ufficiale e certificato è Taki Japan International, che serve alcune macellerie e ristoranti di alto livello, come il Taki Restaurant, a Roma, a due passi da Piazza Cavour.

Miele Elvish, da una grotta sotterranea, il miele che fu venduto a 45.000 euro al kg
Estratta a 1800 metri di profondità, in una grotta presso la valle di Saricayir, nel nord-est della Turchia, questa è la varietà di miele più costosa al mondo. Nel 2009, alcuni apicoltori locali notarono delle api entrare nella grotta, ed ipotizzarono ci potesse essere del miele. Si tratta di un prodotto pregiatissimo, realizzato in modo completamente naturale, arricchito dai minerali della grotta da cui viene estratto. Il primo chilogrammo fu venduto a 45 mila euro, ma poi il prezzo è diminuito, fino ad arrivare ai 5.000 euro al kg di oggi.

Tartufo bianco di Alba, il tubero che arriva a costare 160.406 dollari per 1,51 kg
160.406 dollari, è questo il prezzo record per un tartufo di 1,51 Kg venduto all’asta. Il tartufo bianco di Alba è considerato come il re di tutti i tartufi, poiché è il più profumato, il più aromatico, ma anche il più raro. Nonostante i numerosi tentativi di coltivarlo, infatti, nessuno ci è mai riuscito. La parte esterna appare liscia, chiara, di color bianco latte o giallino, mentre la polpa all’interno è giallastra con sottili venature. Il sapore più avere delle leggere note piccanti, e ricordare vagamente quello del formaggio grana.

Melone Yubari King, il frutto più caro del mondo costa 20.000 euro
Questa particolare varietà di melone, è il frutto più costoso al mondo, arrivando anche a 20.000 euro il pezzo. Coltivato in Giappone, nella città di Yubari, le piante che lo producono vengono innestate su esemplari più maturi, per sfruttare le radici. Vengono coltivati pochissimi esemplari ogni anno, e i frutti vengono sollevati da terra per essere massaggiati e lavati più volte al giorno. Sembrerebbe essere proprio questo trattamento, oltre alle particolarità dell’area geografica, a garantire la superiorità del gusto di questo frutto.

Caviale Almas Beluga, il caviale venduto in contenitori di oro 24 carati, a 25.000 dollari al kg
Che il caviale sia un alimento di lusso, è cosa ben nota, ma alcuni tipi lo sono decisamente di più. Quello di Almas Beluga viene ricavato da storioni del Mar Caspio con almeno 100 anni di età. Per la sua rarità e particolarità, questo caviale ha un costo di 25.000 dollari al chilogrammo. Per chi volesse acquistarlo, va segnalato che da Caviar House & Prunier, a Piccadilly Circus, a Londra, viene venduto con un packaging davvero singolare: un piccolo contenitore d’oro a 24 carati.

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