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Food Mood

Il meglio dell’Emilia gourmet e gluten free

Polici Francesca

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L’Emilia è una delle regioni più belle e più ricche della nostra penisola. Qua si concentrano il meglio di arte, cultura, moda e soprattutto buon cibo. Tra tutte le regioni italiane, forse, l’Emilia è una di quelle che più di tutte predilige una certa cultura e tradizione culinaria estremamente raffinata – non a caso, il miglior ristorante del mondo si trova proprio a Modena. E, come era naturale immaginare, qui il gourmet si sposa alla perfezione con il gluten free.
Ma, ancora una volta, è necessaria una premessa. Proprio come nel caso della Lombardia, anche l’Emilia vanta un incredibile lavoro da parte dell’A.I.C. regionale (Associazione Italiana Celiachia) degno di nota. Ogni locale con questo marchio è una vera e propria garanzia. Tutto quello di cui dovrete preoccuparvi sarà scegliere dove volete mangiare, sedervi e prepararvi a gustare una delle cene più deliziose di sempre.

Nella scelta dei migliori locali, naturalmente ci pensiamo noi. Qui, trovate i migliori locali di Reggio Emilia, Modena e Parma.

REGGIO EMILIA
Questa bellissima città, oltre ad essere la patria del Parmigiano Reggiano insieme alla vicina Parma, è un piccolo gioiello che vanta un incredibile fermento culturale. Dall’arte alla moda, Reggio non vi deluderà. Noi vi consigliamo di visitarla durante il festival Fotografia Europea che, ogni anno, da aprile a giugno coinvolge ogni angolo della città. E se siete dei “fashion addicted”, non perdetevi gli eventi e le mostre che organizza la Fondazione Maramotti.
Tra una visita e l’altra, ecco due soste gourmet e gluten free:
Cucine Clandestine
Situato in pieno centro, quest’ottimo ristorante di mese in mese vi offre un menù sempre diverso. Il segreto dei gusti genuini, infatti, è usare solo materie prime fresche e di stagione. Scordatevi di mangiare i carciofi ad agosto (e meno male)! Troverete i migliori piatti della tradizione emiliana, tutti anche in versione rigorosamente gluten free, che vi verranno serviti in un ambiente intimo e familiare.
Per iniziare, vi consigliamo una squisita “Terrina di Zucca sfranta”, a cui non potrete non aggiungere degli irresistibili “Tortelli verdi con crema di Parmigiano e Noce Moscata”, vera specialità della casa!
Locale: Cucine Clandestine
Indirizzo: Via dell’Aquila 6 (Reggio Emilia)
Sito: http://www.cucineclandestine.it/

 

• Ristorante La Grattugia
Se siete stanchi del caos cittadino e avete voglia di una fuga romantica in mezzo alla natura, questo è decisamente il posto giusto. Immerso nel verde, all’interno di un bellissimo agriturismo, La Grattugia è forse il miglior ristorante emiliano in assoluto. Qua si respira un’aria fiabesca che non potrà non entrarvi nel cuore. Soprattutto perché finalmente potrete provare i famosissimi “Gnocchi fritti” gluten free. E per regalare un sogno indimenticabile alle vostre papille gustative, provate anche degli “Gnocchetti di patate alle rape rosse con fonduta di gorgonzola e cialde di parmigiano e nocciole”. Non ve ne pentirete!
Locale: Ristorante La Grattugia
Indirizzo: Via Monterampino ,7 (Canali di reggio emilia)
Sito: https://www.facebook.com/lagrattugia/

 

PARMA
Ogni cinefilo che si rispetti dovrebbe visitarla. E, mentre sarete sulle tracce di Bertolucci nei luoghi mitici dei film che più avete amato, concedetevi una bella pausa pranzo Al Petitot.
Non solo parmigiano. Ma anche tortelli in ogni modo (noi suggeriamo di prendere i due classici intramontabili: al parmigiano e in brodo). E, ovviamente, un immancabile culatello con gnocco fritto.
Locale: Al Petitot
Indirizzo: Via Torelli 1/A (Parma)
Sito: https://urly.it/31vpm

MODENA
Anche chi non ama il mondo delle automobili, una volta qui non potrà non visitare il Museo della Ferrari. In fondo, questa bellissima città è famosa in tutto il mondo proprio per questo, senza dimenticare cibo e moda naturalmente – piuttosto, vi ricordiamo che a Modena trovate anche l’amatissima catena di abbigliamento spagnola Blanco!
Da non perdere è l’osteria Stallo del Pomodoro. Situato nella cuore della movida cittadina, in questo locale si coniugano tradizione e modernità. Potrete gustare dei raffinatissimi “Tortelli con grano saraceno, bietole, ricotta, burro e timo”, con qualche forma di Parmigiano offerta in diverse versioni: a cannolo, a mousse e a tortino.
Locale: Stallo del Pomodoro
Indirizzo: Largo Hannover; 63 (Modena)
Sito: http://www.stallodelpomodoro.it/

Per finire, se ne avete abbastanza di tortelli e parmigiano (non ditelo mai ad un emiliano), allora non ci resta che consigliarvi un buonissimo orientale. Sì, avete capito bene. Situato a metà strada tra Reggio Emilia e Modena, troverete a Rubiera il ristorante Shibuya – l’unico orientale certificato A.I.C. in tutta la regione!
Per gli amanti del sushi questo è un vero e proprio paradiso! Assaggerete dei Nigiri ed Hosomaki particolarissimi ed uno più buono dell’altro. Non solo. Potrete gustare anche dei ravioli senza glutine – una rarità nel mondo del gluten free –, la squisita salsa di ostriche e la rarissima salsa Teriyaki marinata. Per non parlare del Sashimi freschissimo, e dei singolari ma ottimi abbinamenti (sushi con mango e fragola). Chiunque ami la cucina orientale dovrebbe provarlo almeno una volta.
Locale: Shibuya
Indirizzo: Via Palmiro Togliatti, 2/3 (Rubiera)
Sito: https://www.facebook.com/Shibuya.Rubiera/

 

A questo punto, non ci resta che augurarvi bon appétit!

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Chef Filippo Cogliandro e il menù Fata Morgana

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Chef Filippo Cogliandro e il menù Fata Morgana, un nome ispirato dal famoso miraggio chiamato appunto Fata Morgana, l’immagine di vedere oltre all’oggetto anche una immagine “sospesa” in cielo e capovolta, il raro fenomeno che appare dalla costa peninsulare dello Stretto di Messina, per cui la costa siciliana, vista dalla costa reggina assume la denominazione “Fata Morgana” appare non solo ravvicinata ma anche riflessa al centro del mare.

E le immagini, che hanno colpito lo chef Filippo Cogliandro sin dalla sua infanzia, sono dunque un mezzo per esprimere la cultura della sua terra, adatte a coglierne al massimo l’essenza, dove creatività e tecnica coesistono e si sintetizzano dando forma a idee ed emozioni, che prendono anima e il fotografo Franco Raineri le fa sue per il nuovo menù degustazione dello chef Cogliandro per L’A Gourmet L’Accademia – 10 ore di Cucina Gourmet & Food PhotographyRaineri le fotografa su raffinate mise en place e poi le usa, in maniera complice, ne fa il suo sfondo, si diverte a giocare con le sensazioni che ci provoca, cambiando le carte in tavola e spingendoci a guardare la realtà da un altro punto di vista, magari attraverso una lente di ingrandimento.

Un trasferimento ideale di odori e gusto con l’intento di fare assaggiare virtualmente sapori calabresi tra Storia, Tradizioni e Innovazione Gastronomica, ricette antiche e prodotti del territorio di una Terra incontaminata, coltivati con passione e nel pieno rispetto della Natura.

Il Backstage di Fata Morgana, fotografare per rubare l’attimo, trasmettere la passione e la qualità dello chef Cogliandro, fermare l’immagine in un attimo per mostrare la sua abilità, la sua storia, esaltare il primo attore che sono le sue mani, farle parlare, fissare il candore della tovaglia, le pieghe, la luce, i chiaroscuri del cibo cucinato, i colori, la sua fantasia, l’estro, mille pensieri condensati nell’attimo, prove su prove, accostamenti di sapori, tramettere la cultura visiva del cibo stesso, ma ad ampio respiro, far riflettere chi osserva, farlo immedesimare in una condivisione creativa, ribaltare la forma di nutrimento in un riflesso per gli occhi… un miraggio… ecco creato il menù Fata Morgana!

Il 16 novembre L’A Gourmet L’Accademia, terminato il periodo di ferie, riapre e sarà possibile gustare il suo nuovo menù.

L’A Gormet L’Accademia
Via Largo Cristoforo Colombo, 6
89125 – Reggio Calabria
Crediti Fotografici: Franco Raineri

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FILIPPO COGLIANDRO “Cibo, Scuola, Legalità”

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FILIPPO COGLIANDRO
“Cibo, Scuola, Legalità”
Lions Club Sesto Fiorentino, Scuola Alberghiera Aurelio Saffi,
Firenze 14 ottobre

E’ la Scuola la prima via di accesso alla Legalità, una via spirituale, che inizia dai banchi negli Istituti Professionali Alberghieri e prosegue nelle cucine nel mondo, ed è proprio nella scuola, la location che Filippo Cogliandro privilegia, il luogo deputato per parlare, raccontare, insegnare che la cucina è un grande strumento di legalità, diventando lui stesso un testimone, con la sua storia di dolore, prepotenza ma principalmente di legalità, il primo attore davanti ad una platea di giovani coinvolti in un racconto fatto di speranza, mai di rassegnazione.

Il valore etico dello spadellare, un messaggio importante ben compreso da Simone Amati, il giovane Presidente del Lions Club Sesto Fiorentino, che ha voluto organizzare La Cena della Legalità con il Lions Club Fiesole nel suo logico ambiente, La Scuola, scegliendo lo storico Istituto Alberghiero I.P.S.S.E.O.A. Aurelio Saffi, nato nell’anno 1938, che oggi ospita 1200 ragazzi e oltre 190 insegnanti, una scuola di docenza ma anche di vita con esperienze e insegnamenti unici nel suo genere, un dialogo continuo fra scuola, ragazzi e genitori, come il progetto Formarsi alle mense Caritas, come la convenzione con il polo museale diventando guide al Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, come il Progetto Non solo panini.

E Filippo Cogliandro, Premio Paolo Borsellino nel 2016, è diventato un simbolo con il suo gesto di rifiuto alla mafia, che, dieci anni fa, lo ha trasformato in una bandiera della legalità,  ha regalato il futuro adottando  e insegnando il mestiere chiedendo al Tribunale dei Minori l’affidamento di due migranti arrivati in Italia su un barcone, il senegalese, Salihu, e il Gambiano Abdou, sensibilizza l’opinione pubblica sulle iniziative dell’Osservatorio sulla ‘ndrangheta, dedica un giorno al mese a chi è in difficoltà con  la Cucina Solidale.

Filippo accoglie tutti con un sorriso, sostenendo la sua terra e i suoi prodotti, ben consapevole che la legalità si trova anche nel cibo, nell’imprenditorialità contadina, lavorando con aziende sane e di piccole dimensioni, prosegue in Italia e nel mondo il racconto di una storia che gli ha valso la nomina di Ambasciatore antiracket nel mondo, il conferimento dell’onoreficenza Lionistica Melvin Jones Fellowship Award nel 2017,  Ambasciatore dei sapori e prodotti della Calabria, di cui è testimonial e ambasciatore come il Bergamotto di Reggio Calabria, ben consapevole che è proprio nella scuola di oggi il futuro della Legalità del domani e perché nel cibo  c’è una storia di cultura da raccontare. Ma è come si racconta questa storia a fare la differenza e che a raccontarla sia un cuoco, uno di quelli bravi, che ha il ritmo del racconto, che è parte del racconto, diciamo il primo attore.

La gastronomia è uno strumento di legalità……e dunque si studia all’Alberghiero Saffi, e ci si interroga tutti insieme – docenti, genitori, studenti – su quale futuro intraprendere, e da oggi si parlerà anche degli insegnamenti e della storia di Filippo Cogliandro e del potere salvifico e culturale del cibo.

L’A Gourmet Ristorante

Via Largo Colombo,6
89125 Reggio Calabria
Tel. 0965 312968

CENA DELLA LEGALITA’

Menù

Firenze, 14 ottobre 2019

Lions Club Sesto Fiorentino –  Scuola Alberghiera Aurelio Saffi

Sfera di Ceci e Baccalà mantecato

crema di Mais

e confettura di Peperoncino e Mela verde

Tagliatelle di pasta fresca

Scampi, Datterino giallo

crema di Spinaci e polvere

di Riso soffiato e Lamponi

Salmone Selvaggio, Sedano Rapa e Avocado

Misticanza, Finocchio, Melograno e Noci

Cooking show

Profiteroles alla crema

di Bergamotto di Reggio Calabria

Profiteroles alla crema di Cioccolato

Cannolo scomposto di Ricotta

 

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Il lusso nel piatto: ecco i 5 tra i cibi più cari del mondo

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Dalle carni certificate Hida-wagyu al Miele Elvish, rinvenuto in una grotta in Turchia, quando mangiare è un vero e proprio lusso

Che la buona tavola sia uno dei grandi piaceri della vita, è un pensiero largamente condiviso, ma, a volta, può rappresentare un vero e proprio lusso. Esistono, infatti, alcuni cibi molto particolari ed estremamente pregiati, dai sapori e profumi unici al mondo e, per questo, dai costi altissimi, proibitivi per la maggior parte delle persone.

Si tratta di alimenti con una specifica provenienza geografica la cui coltivazione o produzione impone il rigido rispetto di regole e norme. Portare a tavola questi tesori – è proprio il caso di dirlo – comporta una spesa di diverse migliaia di euro.

Eccone qualche esempio:

Hida-Wagyu, il manzo giapponese da 1.000 dollari al Kg
I manzi vengono allevati nella verde regione giapponese Hida, allo stato quasi brado, alimentati a erba per i primi mesi, per poi passare al fieno di riso e altri mangimi rigorosamente vegetali autoctoni. La principale caratteristica di questa carne, riscontrabile anche a occhio nudo sui tagli ancora crudi, è la percentuale e la distribuzione di grasso interno alle fibre che forma una ragnatela, come un marmo, sempre più importante a seconda della marezzatura (marbling) di riferimento. Maggiore è la presenza di grasso tra le fibre, più è buona e pregiata la carne, ed è anche più salutare per il nostro organismo. In Italia oggi l’unico importatore ufficiale e certificato è Taki Japan International, che serve alcune macellerie e ristoranti di alto livello, come il Taki Restaurant, a Roma, a due passi da Piazza Cavour.

Miele Elvish, da una grotta sotterranea, il miele che fu venduto a 45.000 euro al kg
Estratta a 1800 metri di profondità, in una grotta presso la valle di Saricayir, nel nord-est della Turchia, questa è la varietà di miele più costosa al mondo. Nel 2009, alcuni apicoltori locali notarono delle api entrare nella grotta, ed ipotizzarono ci potesse essere del miele. Si tratta di un prodotto pregiatissimo, realizzato in modo completamente naturale, arricchito dai minerali della grotta da cui viene estratto. Il primo chilogrammo fu venduto a 45 mila euro, ma poi il prezzo è diminuito, fino ad arrivare ai 5.000 euro al kg di oggi.

Tartufo bianco di Alba, il tubero che arriva a costare 160.406 dollari per 1,51 kg
160.406 dollari, è questo il prezzo record per un tartufo di 1,51 Kg venduto all’asta. Il tartufo bianco di Alba è considerato come il re di tutti i tartufi, poiché è il più profumato, il più aromatico, ma anche il più raro. Nonostante i numerosi tentativi di coltivarlo, infatti, nessuno ci è mai riuscito. La parte esterna appare liscia, chiara, di color bianco latte o giallino, mentre la polpa all’interno è giallastra con sottili venature. Il sapore più avere delle leggere note piccanti, e ricordare vagamente quello del formaggio grana.

Melone Yubari King, il frutto più caro del mondo costa 20.000 euro
Questa particolare varietà di melone, è il frutto più costoso al mondo, arrivando anche a 20.000 euro il pezzo. Coltivato in Giappone, nella città di Yubari, le piante che lo producono vengono innestate su esemplari più maturi, per sfruttare le radici. Vengono coltivati pochissimi esemplari ogni anno, e i frutti vengono sollevati da terra per essere massaggiati e lavati più volte al giorno. Sembrerebbe essere proprio questo trattamento, oltre alle particolarità dell’area geografica, a garantire la superiorità del gusto di questo frutto.

Caviale Almas Beluga, il caviale venduto in contenitori di oro 24 carati, a 25.000 dollari al kg
Che il caviale sia un alimento di lusso, è cosa ben nota, ma alcuni tipi lo sono decisamente di più. Quello di Almas Beluga viene ricavato da storioni del Mar Caspio con almeno 100 anni di età. Per la sua rarità e particolarità, questo caviale ha un costo di 25.000 dollari al chilogrammo. Per chi volesse acquistarlo, va segnalato che da Caviar House & Prunier, a Piccadilly Circus, a Londra, viene venduto con un packaging davvero singolare: un piccolo contenitore d’oro a 24 carati.

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