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Tartufi a Milano

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«Milan l’è un Gran Milan!»

È trascorso circa un secolo da quando si cantavano questi versi, a dimostrazione del fatto che – da sempre – il capoluogo lombardo primeggia come nessun’altra città italiana in fatto di grandezza e ambizione per ottenere sempre il meglio, in ogni ambito.

Discorso che vale ovviamente anche e soprattutto in campo gastronomico. Ricordate l’infinito dibattito secondo cui il pesce migliore si mangia solo a Milano?!
Mito? Realtà?
Nessuno può dirlo con certezza. Ciò che è indiscusso è che da sempre Milano brama il meglio, sia per i propri cittadini, sia per confermare il ruolo di modello internazionale che – dopo Expo 2015 – si è certamente guadagnata di diritto.

Ed è proprio da questa esperienza che nella città meneghina sono sorti locali che mettono al centro qualità ed eccellenza, oltrepassando il concetto di ristorante e costruendo un’avventura votata sì al gusto, ma anche alla conoscenza e alla consapevolezza di recarsi in un luogo in cui sia chiaro e centrale l’oggetto del proprio interesse.

Un oggetto prezioso che diviene protagonista di modelli di ispirazione internazionale, ma costruiti intorno a prodotti che più Made in Italy non potrebbero essere. È il caso del tartufo, emblema dell’eccellenza gastronomica del nostro Paese che, in meno di un lustro, è divenuto la big star di alcuni ristoranti e bistrot meneghini che hanno disegnato intorno a esso un modello accattivante e coinvolgente votato a un’esperienza sensoriale unica e irripetibile.

Ristoranti che non solo garantiscono una gamma di tartufi italiani nel corso delle differenti stagioni – rispettando la raccolta dei calendari regionali e facendo chiarezza sulla tracciabilità del prodotto – ma che assicurano la stessa trasparenza in fatto di prezzi, indicando esplicitamente nel menù il prezzo del piatto in abbinamento alla tipologia di tartufo prescelto, ed evitando così spiacevoli sorprese al momento del conto.

Trasparenza dunque, e la volontà di sensibilizzare il cliente intorno all’universo di questo fungo ipogeo che – a discapito delle comuni credenze – non è semplicemente “bianco” o “nero” ma comprende ben nove varietà che crescono e possono essere cavate solo in determinati periodi dell’anno.

Dal Bianco Pregiato al Tartufo Uncinato; dal Bianchetto all’Estivo. Scopriamo insieme gli indirizzi dal profumo più inebriante della città di Milano.

TARTUFI&FRIENDS
Pioniere di questa tendenza, un esponente storico della moda Italiana come Alberto Angelo Sermoneta che nel 2010 sceglie di portare il proprio gusto e le intuizioni messe in campo nel proprio settore, nel mondo della ristorazione, dando forma al primo locale al mondo dedicato alla vendita e alla degustazione del tartufo. Insieme alle altre quattro insegne presenti a Roma, Dubai Londra e Francoforte, Tartufi&Friends Truffle Lounge Milano è un locale dall’atmosfera confidenziale dal mood british, elegante ma non respingente in cui trascorrere ogni momento della giornata, godendo di un’esperienza unica che, oltre al cibo, propone esperienze di Cooking Class e vendita di prodotti.

Posizionato a pochi passi dalla centralissima Piazza San Babila a Milano, Tartufi&Friends accoglie il cliente a pranzo, aperitivo e cena in una formula di orario continuato dalle 11.00 del mattino sino alle 23.00, per garantire il massimo dell’accoglienza in una città sempre più dinamica e internazionale. La cucina è affidata alle sapienti mani dello Chef Luca Mauri, brianzolo classe ’75 che, a seguito di prestigiose esperienze a fianco di chef stellati del calibro di Enrico Crippa e Giancarlo Morelli e l’avventura di un’attività in proprio, sbarca nel 2017 – a soli due anni dall’apertura – alla direzione dei fuochi del locale di Corso Venezia. Una cucina la sua incentrata su pochi ingredienti (mai più di cinque per piatto) su cui ama sperimentare, giocando con le consistenze e armonizzandone l’unione. Un approccio che si manifesta ovviamente anche nel menu creato per Tartufi&Friends in cui Mauri conferma la propria cultura, osando accostamenti mai scontati, talvolta virtuosi e liberi da noiosi cliché. Applausi dunque per l’abbinamento salmastro dell’ostrica, o l’orgasmica Ricciola marinata con lamponi ghiacciati e carciofi che – uniti al profumo inebriante del Tuber magnatum (anche volgarmente detto tartufo bianco) di Alba confermano ogni voce relativa alle virtù afrodisiache di questo prodotto. Imperdibili i crudi, ottimi i primi – con particolare riguardo alle paste fresche e ripiene (i Tortelli di Vitello con carciofi croccanti, fumetto di mare e tartufo fresco sono esaltanti) e preziosi i secondi di carne, pesce o vegetariani: caldamente consigliata la selvaggina, cotta alla perfezione e accompagnata con abbinamenti raffinati. L’esperienza può essere degustata alla carta o affidandosi a uno dei tre menù degustazione. Ogni piatto può essere liberamente abbinato al tartufo bianco o nero, di cui sono apertamente esposti i prezzi sul menù.

Oltre al ristorante, un suggestivo Cocktail Bar con giardino verticale nel quale si può godere di una Truffle & food pairing experience senza pari: è infatti possibile sorseggiare dei miscelati indimenticabili proposti in abbinamento a stuzzichini o pasti veri e propri. Oltre alle proposte classiche o ad alcune variazioni sul tema, da non perdere i quattro cocktail al tartufo: tra questi, segnatevi il Truffle Disaronno Sour (Amaretto Disaronno, miele al tartufo, succo di limone, albume d’uovo, scaglie di tartufo) che merita sicuramente la visita. In alternativa ai cocktail, una delle numerose e valide etichette proposte dal giovane e talentuoso Vincenzo Teti che gestisce con grande professionalità la Sala.

tartufiandfriends.it

TARTUFOTTO
Vi è sempre una storicità profonda e la radicata tradizione di una famiglia unita e lungimirante, alla regia di Tartufotto, un accogliente bistrot nel cuore di Milano a pochi passi dall’elegante quartiere di Brera, perfetto per una pausa pranzo, un aperitivo o una serata speciale.

La famiglia in questione è quella dei Savini, tartufai toscani da quattro generazioni e una storia imprenditoriale di quelle belle: dal nonno Zelindo guardiacaccia, al papà Luciano cuoco, ai giorni nostri con Cristiano che – in concomitanza con Expo 2015 – comprende che Milano non è semplicemente pronta, ma necessita, di un locale in cui acquistare tartufi e prodotti tartufati (dalle salse, al burro; dalle acciughe del Cantabrico alle indimenticabili peschiole, sino ad arrivare al peccaminoso Tonno del Chianti realizzato dal macellaio più noto d’Italia ovvero Dario Cecchini), oltre a vivere un’esperienza gastronomica di assoluto livello attraverso cui diffondere la cultura relativa alla tartuficoltura.

Una cultura che tende a sfatare le comuni credenze che circoscrivono la raccolta dei pregiati funghi ipogei a territori come quello umbro o piemontese e che fa luce sulla Toscana (e le zone limitrofe), terra originaria di Savini Tartufi dal 1920; è così che, grazie all’aiuto di circa 650 cavatori, vengono cavati nel rispetto delle stagionalità otto delle nove specie disponibili: dal bianchetto allo scorzone; dal bianco nero pregiato, passando per l’estivo, l’uncinato, il brumale o il moscato. Varietà che Savini Tartufi distribuisce in alcuni dei migliori ristoranti stellati, che utilizza per la realizzazione delle ricette dei prodotti distribuiti in circa quaranta Paesi e che ovviamente propone al civico 8 di via Cusani a Milano (da qui, il nome Tartufotto), attraverso una cucina dalle sfumature pop.

Il menu offre piatti elaborati ma dalla lettura semplice, accessibili a tutti, che si rinnovano secondo la disponibilità delle materie prime fresche, selezionate con massima attenzione alla qualità. I sapori sono poi abilmente accostati per esaltare l’unicità di ogni piatto, studiato per regalare una vera esperienza gastronomica. Carta alla mano, il cliente ha la possibilità di scegliere se “tartufare” o meno il proprio piatto e quale tipologia utilizzare a seconda della stagione. Tutto questo è di facile comprensione nella colonna di destra della carta dove i prezzi indicano le varie opzioni. Oltre agli abbinamenti più classici, come i tagliolini mantecati al burro, la tradizionale tartare di Fassona o l’uovo poché cotto a 62°, stupiscono le audaci creazioni nate intorno ai dessert: degno di nota, il miele al tartufo, nato dal ricordo proustiano del nonno Zelindo che, da bambini, era solito consumare nelle sue merende una fetta di pane con tartufo e miele e che oggi i commensali possono assaporare in abbinamento a un delicato gelato alla crema.
tartufotto.it

di Stefania Buscaglia per DailyMood.it

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Reggio Calabria, torna la magia delle “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro: protagonista la Tosca di Puccini

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Tornano a Reggio Calabria le suggestive “Cene d’arte” di chef Filippo Cogliandro. Appuntamenti che uniscono musica, cultura e cucina nella splendida cornice de L’Accademia Gourmet.

Un nuovo e atteso evento, dunque è in programma per domenica 29 marzo 2026 alle ore 20 e 30, subito dopo lo spettacolo in scena al Teatro Cilea. L’Accademia Gourmet aprirà infatti le sue porte per una serata speciale dedicata alla “Tosca” di Giacomo Puccini, trasformando l’opera lirica in un vero e proprio percorso sensoriale al quale parteciperà anche il cast dello spettacolo, rendendo l’esperienza ancora più affascinante.

Protagonista della serata sarà un menù tematico ispirato all’opera, unico e irripetibile, pensato per accompagnare i commensali in un viaggio tra gusto e narrazione. Ogni portata sarà infatti abbinata ai momenti della celebre pièce lirica.

Un’iniziativa che trasforma la cucina in espressione culturale, in un’esperienza immersiva che celebra il patrimonio lirico italiano.

A guidare questo racconto culinario sarà il professor Filippo Arillotta, che introdurrà ogni piatto con aneddoti e cenni storici, accompagnando il pubblico dentro l’atmosfera culturale e artistica dell’epoca. L’intera serata sarà infatti caratterizzata da uno stile ispirato agli anni ‘20, capace di ricreare un clima elegante e suggestivo grazie anche alla event manager Patrizia Sorrentino.

Dall’apertura luminosa del cocktail, creato ad arte dal bartender Carmelo Martino, fino al dessert finale, ogni portata racconterà un passaggio dell’opera, trasformando le emozioni della Tosca in un originale percorso gastronomico.

“La cucina per Tosca” di chef Cogliandro, raccontata con cura e cultura, non è  un semplice repertorio di ricette ma è un linguaggio culturale. La tradizione e la creatività nel piatto si collocano in questa luminosa location sul mare per un progetto di cultura che intreccia cibo, prodotti del territorio, persone, cose, eventi, memoria e visione contemporanea, restituendo alla gastronomia del territorio la sua profonda identità.

Non solo cena….quello dello chef Filippo Cogliandro è un viaggio sensoriale attraverso la Calabria più autentica,  ogni immagine è pensata come un racconto, una storia dove si scoprono prodotti che parlano di territorio, gesti antichi che resistono al tempo, tavole che diventano luoghi di incontro. La luce magica che si respira all’Accademia, i suoi colori e i dettagli creano un racconto che contribuisce a delineare un’idea di cucina contemporanea, in continua evoluzione, capace di fondere insieme tradizione e sperimentazione.

Un appuntamento prestigioso che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: “Ogni piatto – sono le parole di Cogliandro – è una scena, ogni sapore è un’emozione, raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi”.

Un appuntamento che conferma ancora una volta la vocazione delle Cene d’arte: raccontare la grande cultura attraverso il cibo, creando un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Ristorante L’Accademia Gourmet
Largo Cristoforo Colombo, 9
89125 Reggio Calabria

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Alessandro Enriquez e Coin presentano il Panettone 2025 a Milano

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Coin presenta ufficialmente il nuovo progetto natalizio realizzato in collaborazione con il designer Alessandro Enriquez e con lo storico laboratorio dolciario Caffè di Sicilia 1926, una partnership che celebra il Natale italiano attraverso un equilibrio tra creatività contemporanea e tradizione artigianale. Il 10 dicembre, nella vivace cornice di Piazza Cinque Giornate a Milano all’interno della storica sede di Coin, è stato presentato il panettone d’autore “Agrumi Siciliani”, una creazione in edizione limitata che interpreta il più iconico dei dolci natalizi con una visione fresca, pop e profondamente mediterranea.

Il panettone nasce dall’incontro tra la fantasia visiva di Enriquez e la competenza di un laboratorio che da quasi un secolo custodisce i segreti della pasticceria siciliana. Preparato con lievitazione naturale e arricchito da una morbida crema agli agrumi, frutta candita selezionata e una fine glassa di cioccolato bianco, il dolce rappresenta un omaggio ai profumi dell’isola e al calore che la caratterizza. A rendere il progetto ancora più distintivo è il packaging firmato da Enriquez, che traduce la sua estetica colorata e ironica in un oggetto da collezione, pensato per regalare un’esperienza visiva oltre che gastronomica.

La presentazione milanese è stato un momento dedicato alla stampa, al pubblico e agli appassionati di design e gusto, che hanno potuto scoprire da vicino la filosofia della collaborazione e conoscere il processo creativo dietro il progetto. L’evento ha offerto uno sguardo privilegiato sul percorso che ha portato alla realizzazione di un panettone che non è solo un prodotto, ma un racconto, un simbolo di festa capace di unire territori e linguaggi diversi.

Dopo la tappa inaugurale di Milano, il progetto è stato presentato anche a Catania, città che rappresenta le radici culturali e artigianali alla base di questa collaborazione. Con “Agrumi Siciliani”, Coin conferma il proprio impegno nella valorizzazione dell’eccellenza italiana e nella creazione di progetti capaci di evocare emozioni e rinnovare, con stile, l’immaginario del Natale.

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Un poker di premi per Caffitaly: Americano, Gentile, India e Kenya si aggiudicano i “tre macinini” di Gambero Rosso

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Nuovi riconoscimenti per Caffitaly: l’azienda italiana, nota per le pregiate miscele di caffè e per l’innovativa tecnologia di capsule e macchine, annuncia con orgoglio che quattro delle sue referenze – Americano, Gentile e i Monorigine India e Kenya – hanno ottenuto i “Tre Macinini”, il massimo punteggio assegnato dalla nuova Guida dei Caffè e delle Torrefazioni d’Italia 2026 di Gambero Rosso, presentata a Roma.

Un risultato che conferma la visione dell’azienda, basata su qualità della materia prima, cura lungo tutta la filiera e tecnologia d’eccellenza.

LE REFERENZE PREMIATE

Americano. Miscela composta da diverse varietà dei più pregiati caffè Arabica, offre un aroma inconfondibile e un profilo gustativo morbido e piacevole.

Gentile. Un espresso decerato, altamente digeribile, studiato per offrire un equilibrio perfetto tra delicatezza e gusto.

Monorigine India. Dagli altipiani indiani nasce un espresso 100% Robusta dal carattere deciso e dall’aroma intenso; al palato si ritrovano distintamente liquirizia e noce moscata.

Monorigine Kenya. 100% Arabica che si distingue per la sua struttura elegante e vivace tra note floreali di gelsomino, sfumature agrumate di bergamotto, un corpo cremoso e avvolgente, e una complessità aromatica che conquista già al primo assaggio.

Caffitaly ha ottenuto riconoscimenti anche per il suo “Cremoso”, un puro Arabica di origine centro-sudamericana premiato con “Un Macinino”, e per “Monorigine Colombia”, Arabica Colombiano in purezza, premiato con “Due Macinini” per le sue note di caramello, miele e agrumi.

Non solo referenze a marchio Caffitaly: il massimo riconoscimento dei “Tre Macinini” è stato assegnato anche al Gran Espresso di Caffè Cagliari in capsule Caffitaly.

«Siamo profondamente orgogliosi di questo riconoscimento, che premia il nostro costante impegno nella ricerca della qualità assoluta. Queste referenze rappresentano perfettamente la nostra filosofia: partire da materie prime eccellenti e valorizzarle grazie all’innovazione di prodotto e alla tecnologia del Caffitaly System, per offrire ai consumatori un’esperienza in tazza unica, autentica e memorabile» commenta con soddisfazione l’Amministratore Delegato di Caffitaly Andrea Zocchi.

Caffitaly seleziona i migliori caffè in oltre 15 Paesi del mondo, seguendo direttamente tutta la catena del valore e valorizzando ogni singola origine grazie al know-how dei propri blend expert. A fare la differenza è poi il Caffitaly System: pensato e sviluppato in Italia, questo innovativo sistema brevettato, l’unico dotato di doppia infusione, combina la tecnologia delle macchine e delle capsule per un’estrazione ottimale e un aroma più ricco. Un concentrato di innovazione che rende ogni tazza un’esperienza profonda e appagante.

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