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Food Mood

Tartufi a Milano

Stefania Buscaglia

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«Milan l’è un Gran Milan!»

È trascorso circa un secolo da quando si cantavano questi versi, a dimostrazione del fatto che – da sempre – il capoluogo lombardo primeggia come nessun’altra città italiana in fatto di grandezza e ambizione per ottenere sempre il meglio, in ogni ambito.

Discorso che vale ovviamente anche e soprattutto in campo gastronomico. Ricordate l’infinito dibattito secondo cui il pesce migliore si mangia solo a Milano?!
Mito? Realtà?
Nessuno può dirlo con certezza. Ciò che è indiscusso è che da sempre Milano brama il meglio, sia per i propri cittadini, sia per confermare il ruolo di modello internazionale che – dopo Expo 2015 – si è certamente guadagnata di diritto.

Ed è proprio da questa esperienza che nella città meneghina sono sorti locali che mettono al centro qualità ed eccellenza, oltrepassando il concetto di ristorante e costruendo un’avventura votata sì al gusto, ma anche alla conoscenza e alla consapevolezza di recarsi in un luogo in cui sia chiaro e centrale l’oggetto del proprio interesse.

Un oggetto prezioso che diviene protagonista di modelli di ispirazione internazionale, ma costruiti intorno a prodotti che più Made in Italy non potrebbero essere. È il caso del tartufo, emblema dell’eccellenza gastronomica del nostro Paese che, in meno di un lustro, è divenuto la big star di alcuni ristoranti e bistrot meneghini che hanno disegnato intorno a esso un modello accattivante e coinvolgente votato a un’esperienza sensoriale unica e irripetibile.

Ristoranti che non solo garantiscono una gamma di tartufi italiani nel corso delle differenti stagioni – rispettando la raccolta dei calendari regionali e facendo chiarezza sulla tracciabilità del prodotto – ma che assicurano la stessa trasparenza in fatto di prezzi, indicando esplicitamente nel menù il prezzo del piatto in abbinamento alla tipologia di tartufo prescelto, ed evitando così spiacevoli sorprese al momento del conto.

Trasparenza dunque, e la volontà di sensibilizzare il cliente intorno all’universo di questo fungo ipogeo che – a discapito delle comuni credenze – non è semplicemente “bianco” o “nero” ma comprende ben nove varietà che crescono e possono essere cavate solo in determinati periodi dell’anno.

Dal Bianco Pregiato al Tartufo Uncinato; dal Bianchetto all’Estivo. Scopriamo insieme gli indirizzi dal profumo più inebriante della città di Milano.

TARTUFI&FRIENDS
Pioniere di questa tendenza, un esponente storico della moda Italiana come Alberto Angelo Sermoneta che nel 2010 sceglie di portare il proprio gusto e le intuizioni messe in campo nel proprio settore, nel mondo della ristorazione, dando forma al primo locale al mondo dedicato alla vendita e alla degustazione del tartufo. Insieme alle altre quattro insegne presenti a Roma, Dubai Londra e Francoforte, Tartufi&Friends Truffle Lounge Milano è un locale dall’atmosfera confidenziale dal mood british, elegante ma non respingente in cui trascorrere ogni momento della giornata, godendo di un’esperienza unica che, oltre al cibo, propone esperienze di Cooking Class e vendita di prodotti.

Posizionato a pochi passi dalla centralissima Piazza San Babila a Milano, Tartufi&Friends accoglie il cliente a pranzo, aperitivo e cena in una formula di orario continuato dalle 11.00 del mattino sino alle 23.00, per garantire il massimo dell’accoglienza in una città sempre più dinamica e internazionale. La cucina è affidata alle sapienti mani dello Chef Luca Mauri, brianzolo classe ’75 che, a seguito di prestigiose esperienze a fianco di chef stellati del calibro di Enrico Crippa e Giancarlo Morelli e l’avventura di un’attività in proprio, sbarca nel 2017 – a soli due anni dall’apertura – alla direzione dei fuochi del locale di Corso Venezia. Una cucina la sua incentrata su pochi ingredienti (mai più di cinque per piatto) su cui ama sperimentare, giocando con le consistenze e armonizzandone l’unione. Un approccio che si manifesta ovviamente anche nel menu creato per Tartufi&Friends in cui Mauri conferma la propria cultura, osando accostamenti mai scontati, talvolta virtuosi e liberi da noiosi cliché. Applausi dunque per l’abbinamento salmastro dell’ostrica, o l’orgasmica Ricciola marinata con lamponi ghiacciati e carciofi che – uniti al profumo inebriante del Tuber magnatum (anche volgarmente detto tartufo bianco) di Alba confermano ogni voce relativa alle virtù afrodisiache di questo prodotto. Imperdibili i crudi, ottimi i primi – con particolare riguardo alle paste fresche e ripiene (i Tortelli di Vitello con carciofi croccanti, fumetto di mare e tartufo fresco sono esaltanti) e preziosi i secondi di carne, pesce o vegetariani: caldamente consigliata la selvaggina, cotta alla perfezione e accompagnata con abbinamenti raffinati. L’esperienza può essere degustata alla carta o affidandosi a uno dei tre menù degustazione. Ogni piatto può essere liberamente abbinato al tartufo bianco o nero, di cui sono apertamente esposti i prezzi sul menù.

Oltre al ristorante, un suggestivo Cocktail Bar con giardino verticale nel quale si può godere di una Truffle & food pairing experience senza pari: è infatti possibile sorseggiare dei miscelati indimenticabili proposti in abbinamento a stuzzichini o pasti veri e propri. Oltre alle proposte classiche o ad alcune variazioni sul tema, da non perdere i quattro cocktail al tartufo: tra questi, segnatevi il Truffle Disaronno Sour (Amaretto Disaronno, miele al tartufo, succo di limone, albume d’uovo, scaglie di tartufo) che merita sicuramente la visita. In alternativa ai cocktail, una delle numerose e valide etichette proposte dal giovane e talentuoso Vincenzo Teti che gestisce con grande professionalità la Sala.

tartufiandfriends.it

TARTUFOTTO
Vi è sempre una storicità profonda e la radicata tradizione di una famiglia unita e lungimirante, alla regia di Tartufotto, un accogliente bistrot nel cuore di Milano a pochi passi dall’elegante quartiere di Brera, perfetto per una pausa pranzo, un aperitivo o una serata speciale.

La famiglia in questione è quella dei Savini, tartufai toscani da quattro generazioni e una storia imprenditoriale di quelle belle: dal nonno Zelindo guardiacaccia, al papà Luciano cuoco, ai giorni nostri con Cristiano che – in concomitanza con Expo 2015 – comprende che Milano non è semplicemente pronta, ma necessita, di un locale in cui acquistare tartufi e prodotti tartufati (dalle salse, al burro; dalle acciughe del Cantabrico alle indimenticabili peschiole, sino ad arrivare al peccaminoso Tonno del Chianti realizzato dal macellaio più noto d’Italia ovvero Dario Cecchini), oltre a vivere un’esperienza gastronomica di assoluto livello attraverso cui diffondere la cultura relativa alla tartuficoltura.

Una cultura che tende a sfatare le comuni credenze che circoscrivono la raccolta dei pregiati funghi ipogei a territori come quello umbro o piemontese e che fa luce sulla Toscana (e le zone limitrofe), terra originaria di Savini Tartufi dal 1920; è così che, grazie all’aiuto di circa 650 cavatori, vengono cavati nel rispetto delle stagionalità otto delle nove specie disponibili: dal bianchetto allo scorzone; dal bianco nero pregiato, passando per l’estivo, l’uncinato, il brumale o il moscato. Varietà che Savini Tartufi distribuisce in alcuni dei migliori ristoranti stellati, che utilizza per la realizzazione delle ricette dei prodotti distribuiti in circa quaranta Paesi e che ovviamente propone al civico 8 di via Cusani a Milano (da qui, il nome Tartufotto), attraverso una cucina dalle sfumature pop.

Il menu offre piatti elaborati ma dalla lettura semplice, accessibili a tutti, che si rinnovano secondo la disponibilità delle materie prime fresche, selezionate con massima attenzione alla qualità. I sapori sono poi abilmente accostati per esaltare l’unicità di ogni piatto, studiato per regalare una vera esperienza gastronomica. Carta alla mano, il cliente ha la possibilità di scegliere se “tartufare” o meno il proprio piatto e quale tipologia utilizzare a seconda della stagione. Tutto questo è di facile comprensione nella colonna di destra della carta dove i prezzi indicano le varie opzioni. Oltre agli abbinamenti più classici, come i tagliolini mantecati al burro, la tradizionale tartare di Fassona o l’uovo poché cotto a 62°, stupiscono le audaci creazioni nate intorno ai dessert: degno di nota, il miele al tartufo, nato dal ricordo proustiano del nonno Zelindo che, da bambini, era solito consumare nelle sue merende una fetta di pane con tartufo e miele e che oggi i commensali possono assaporare in abbinamento a un delicato gelato alla crema.
tartufotto.it

di Stefania Buscaglia per DailyMood.it

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Austria on the road e gluten free

Polici Francesca

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Le frontiere, almeno con l’Europa, sono finalmente aperte ed è giusto tornare a viaggiare, riprendere in mano la nostra vita senza farci fermare da nessuna paura. E allora ricominciamo a viaggiare, e iniziamo a farlo da un paese limitrofo che ha davvero tanto da offrire, ossia l’Austria.

Natura, città, montagna, questo paese ne ha davvero per tutti i gusti e merita senz’altro un bell’on the road. Certo, da un punto di vista culinario, purtroppo, non è proprio il massimo. L’offerta gourmet scarseggia in molti posti (la gran parte, oseremmo dire) e il gluten free è visto per lo più come una “moda hipster”, non tenendo minimamente in considerazione eventuali esigenze alimentari.

Ma per fortuna delle ottime eccezioni che renderanno indimenticabili il vostro soggiorno austriaco ci sono.

Noi abbiamo considerato tre tappe simboliche del nostro itinerario: Klagenfurt, che per la maggior parte degli italiani rappresenta la prima tappa di un viaggio ala scoperta di questo bellissimo paese, grazie alla vicinanza geografica con il nostro confine; Hallstat, che è una delle più belle località turistiche, con un paesaggio sul lago letteralmente mozzafiato; e ovviamente la capitale, Vienna, tappa imperdibile per qualsiasi viaggio in Austria che si rispetti.

KLAGENFURT
E allora iniziamo con la piccola cittadina di Klagenfurt. Se pensate che sia solo un punto di appoggio per iniziare il vostro viaggio, beh, vi sbagliate di grosso. Pur essendo molto piccola, Klagenfurt è una cittadina caratteristica dell’Austria, con la sua architettura nordica e la sua atmosfera regale.

Da un punto di vista culinario, nel pieno centro storico, dovrete assolutamente provare il famosissimo 7. Himmel. Un locale dall’anima rustica, con un servizio eccellente, dove potrete assaporare la vera cucina austriaca e una variegata selezione di cucina internazionale, accompagnata da un’ottima selezione di vini locali. Tutto il menù, naturalmente, si basa su prodotti stagionali, quindi varia spesso. Sicuramente, una volta che siete qui, non potrete non provare qualche pietanza a base di carne (dal carpaccio alla tagliata condita con una salsa tipica). Mentre, per quanto riguarda il vino, è tassativo provare questo delizioso vino bianco leggermente fruttato, tipico del sud dell’Austria: l’Haider Gelber Muskateller.

Naturalmente, gran parte del menù è disponibile anche in versione gluten free ed ogni piatto è espresso, con la massima attenzione verso la contaminazione crociata.
Insomma, a Klagenfurt non c’è davvero miglior alternativa.
Locale: 7. Himmel
Indirizzo: Osterwitzgasse 12, Klagenfurt
Sito: https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g190436-d809948-Reviews-7_Himmel-Klagenfurt_Carinthia_Austrian_Alps.html

HALLSTAT
E ora passiamo a uno dei posti più belli dell’Austria, uno di quelli che vi rimarrà nel cuore per la sua estasiante bellezza. Appena arriverete ad Hallstat vi sembrerà di ritrovarvi dentro a un quadro. Talmente suggestivo, da sembrare finto. E se dopo una gita in barca, vorrete gustarvi un buon pranzo o una buona cena, allora il ristorante dell’albergo di lusso Grüner Baum farà proprio al caso vostro.

Letteralmente imperdibile è l’anatra in agrodolce, difficilmente ne proverete una più tenera e saporita di questa. Il dettaglio che fa la differenza in questo piatto è quella punta di zenzero che concede il giusto tocco di piccantezza senza mai esagerare. Davvero sublime. E poi stiamo parlando di una location unica. Il locale è molto sofisticato e gode di una bellissima vista lago. Insomma, una sosta ideale per una bella cena romantica a lume di candela.
Locale: Grüner Baum Restaurant
Indirizzo: Marktpl. 104, Hallstatt
Sito: https://www.gruenerbaum.cc/

VIENNA
Ed eccoci finalmente a Vienna, una delle più belle città europee. Dall’anima regale a quella più underground, Vienna è davvero un posto dai mille volti che non stanca mai e soprattutto non smette mai di cambiare. E da un punto di vista culinario, qui potrete trovare il miglior ristorante dell’intero paese.

Gasthaus Zum Wohl, infatti, è sicuramente una delle ragioni principali per cui vale la pena intraprendere un viaggio da queste parti. E no, non stiamo esagerando. Questo locale ha davvero tutto ciò che si cerca da un posto del genere. È un locale estremamente trendy, in una delle zone più dinamiche della città, l’arredamento concede un’atmosfera intima e accogliente, senza rinunciare al lato più fashion, e ovviamente il cibo è squisito.

Tutta la cucina è biologica e 100% senza glutine e senza lattosio. E, credeteci, in tutta l’Austria non esiste una Wiener Schnitzel (la mitica cotoletta viennese) più buona e più grande di questa. E non dimenticatevi di provare anche i Dumpling (gli gnocchi tipici del posto) insieme al Goulashc.

Per gli amanti della birra, poi, qui c’è anche una birra che viene fatta in esclusiva per il locale. Sì, avete capito bene. Parliamo della Brauhaus Gusswerk che vi farà dimenticare per sempre quei terribili esperimenti che vengono chiamati “birre gluten free”.

Insomma, non potete andare a Vienna e non mangiare qui, sarebbe come perdersi il Prater (che dovrebbe essere la prima tappa di un soggiorno a Vienna, si intende)!
Locale: Gasthaus Zum Wohl
Indirizzo: Stumpergasse 61, Vienna
Sito: https://www.zumwohl-gastro.com/en

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di Francesca Polici per DailyMood.it

 

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Alla scoperta dell’entroterra umbro: Terni gourmet e gluten free

Polici Francesca

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Quest’anno le vacanze saranno un po’ per tutti (o quasi) all’insegna del “Bel paese”. Chi perché ha deciso di supportare l’economia del nostro paese, chi per paura di restare bloccato fuori dai confini, fatto sta che la maggior Parte degli italiani ha scelto di rimanere in Italia per l’estate.

Per fortuna, viviamo in un paese che offre moltissime possibilità di turismo. Dalle città d’arte (e ne abbiamo tra le più belle del mondo) alla montagna, passando ovviamente per il mare.

Tra le regioni più ricche d’Italia, che più hanno da offrire da un punto di vista turistico, c’è sicuramente l’Umbria. Per chi non vuole farsi la solita vacanza di mare (o almeno, non solo quella), questa splendida regione offre innumerevoli borghi medievali, città d’arte e ovviamente anche tantissima natura in mezzo alla quale rilassarsi, magari in un caratteristico albergo con la spa.

In più, non dimentichiamoci che l’Umbria è anche una delle regioni più famose per la cucina. Le prelibatezze culinarie che potrete provare qui sono davvero tra le più ambite al mondo. Non solo per il tartufo (che anche da solo sarebbe un ottimo motivo per andarci), ma per i tantissimi piatti che potrete provare solo qui. Naturalmente, gourmet e gluten free vanno di pari passo. Anzi, in realtà l’Umbria è una delle regioni più avanzate sul tema.

Così, se decidete di recarvi da queste parti, vi consigliamo vivamente di fare una sosta a Terni. Un’ottima base per visitare tutti i posti circostanti, fra cui la famosissima e unica La Scarzuola e dove fare delle ottime tappe all’insegna del food.

Di seguito vi consigliamo due posti davvero imperdibili per chi si trova dalle parti ternane.

MIO BIO
Al primo posto non potevamo non mettere questa piccola oasi di benessere, che si trova proprio in pieno centro storico.

Perfetto sia per un pranzo veloce o una cena romantica, MioBio è un locale davvero unico che si presta a tutte le occasioni. La prima sala, infatti, è adibita a bar e tavola calda (da non sottovalutare una sana colazione, magari a base di centrifugati e dolci di qualsiasi tipo). Mentre la seconda è molto più ampia e adibita a ristorante – c’è anche una terza sala più piccolina che è perfetta per feste ed eventi privati.

Il segreto di MioBio è l’enorme cura nei dettagli e la scelta di materie prime di altissima qualità. Naturalmente, troverete solo cibi biologici e piatti realizzati con ingredienti genuini e mai raffinati. Carne e ortaggi, con cui vengono realizzate delle ottime zuppe sia estive che invernali, provengono tu

tte da aziende agricole bio a km 0.

In più, la gentilezza e la professionalità del cuoco e proprietario del locale Benjamin non potrà non conquistarvi. Tutta la sua ricerca culinaria è indirizzata all’esaltazione dei sapori attraverso originali e squisiti abbinamenti del tutto inaspettati. Ovviamente, quasi tutto il menù è disponibile anche in versione gluten free e ci sono moltissime proposte vegetariane.

Insomma, se siete nei dintorni, non potete perdervi una cena in questo magnifico ristorante.

Locale: MioBio
Indirizzo: Via del Plebiscito, 15, Terni
Sito: https://www.facebook.com/miobioitaly/

RAMOZZI ZERO GLUTINE
Una vera e propria istituzione del senza glutine a Terni, Ramozzi Zero Glutine è uno dei forni più famosi della città.

Da molti anni, infatti, è il principale fornitore di prodotti dolci e salati gluten free. Dai cornetti (per chi sentisse la mancanza del dolce più tipico nostrano, questo è davvero il posto giusto da provare) alle più buone pizze rustiche che potrete mai assaporare nella vostra vita.

La scelta che ogni giorno questa piccola azienda locale mette a disposizione dei suoi clienti è davvero vastissima. Non solo. A pranzo offre anche l’opzione tavola calda. Anche se rinunciare alla pizza e ai fritti è praticamente impossibile. Ovviamente, su richiesta, sono in grado di realizzare praticamente qualsiasi cosa, dalle indimenticabili torte di formaggio ai panettoni, a qualsiasi dolce abbiate voglia di provare.

Un vero e proprio must che merita senz’altro una visita.
Locale: Ramozzi Zero Glutine
Indirizzo: Via della Vittoria, 34, Terni
Sito: https://www.facebook.com/ramozzizeroglutine/?ref=page_internal

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Calabria e Spagna si incontrano alla tavola di Filippo Cogliando e Salvador Dali’

DailyMood.it

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Cena evento ispirata alle ricette di Salvador Dalì tratte dal suo volume “Les Diners de Gala” reinterpretate dallo Chef Filippo Cogliandro.

La Cena evento è stata concepita come una vera e propria esperienza totalizzante, un percorso per condurre i partecipanti all’interno di uno spazio sospeso in cui l’essenza stessa di Dalì diventa “commestibile”.

Salvador Dalì ribadisce sempre con piacere: “Io so quello che mangio, non so quello che faccio“, un’ossessione per il cibo che emerge regolarmente dai suoi quadri che si tratti dei famosi “Uova al tegame” o dal “Pane antropomorfo” agli “Orologi molli” presenti nel dipinto “La persistenza della memoria” del 1931 nati dal sogno di un camembert fuso, un qualcosa di commestibile, divenuto metafora dell’aspetto psicologico del tempo, il cui trascorrere, nella soggettiva percezione umana, assume una diversa connotazione “interna” che segue solo la logica dello stato d’animo e della memoria.

Non stupisce dunque l’opera “Les Dinners de Gala“, una raccolta di ricette surreali e interamente illustrata dal genio catalano, un tripudio di gustosa follia al quale lo chef Filippo Cogliandro ha deciso di attingere magistralmente per esaltare, da una parte un patrimonio indiscusso di sapori, profumi, idee culinarie e accostamenti spesso azzardati, ma unici come la personalità di Dalì dall’altra la volontà di portare avanti, ciò che sempre lo caratterizza: la ricerca ossessiva e l’estrema cura per i prodotti del territorio calabrese.

Questo felice incontro ha creato un menù degustazione che pur rispettando i sapori delle ricette autentiche ne rinnova il gusto grazie ad una interpretazione del tutto originale. Un’esperienza di arte nell’arte, di ricerca nella ricerca, di piacere nel piacere.

Un principio di delizie e capricci per i palati più esigenti; un percorso in cui pietanza dopo pietanza scopriremo due artisti: il genio del surrealismo e un grande maestro dell’arte culinaria. Perle di Bandar Pahlavi, Castagne e Pasta sono solo alcuni degli “ingredienti” previsti per la cena, che saranno capaci di fondere tutti i sensi in un unico senso, capaci di creare una terza Arte nata dal felice incontro di Salvador Dalì e Filippo Cogliandro, dall’incontro delle loro rispettive genialità. Una terza Arte che sposa i prodotti di un territorio unico al mondo come quello calabrese: un territorio che produce vere e proprie “opere artistiche” più uniche che rare come il Bergamotto di Reggio Calabria, Il Caciocavallo di Ciminà (presidio slow Food), La Cipolla Rossa di Tropea, La Patata Bellina Aspromontana, l’Olio Ottobratico dell’Aspromonte(presidio Slow Food), il Tartufo della Sila senza dimenticare la presenza fondamentale del caffè alla maniera “daliliana” per chiudere quella che si presenza come un’esperienza unica nel suo genere.

Il percorso nel mondo di Dalì a cui ha fatto da filtro la sapienza e la maestria dello Chef Filippo Cogliandro è stato arricchito da una vera e propria esperienza immersiva di immagini, grazie alle opere esposte che fanno parte della collezione dell’editore Maurizio Gagliano che detiene in esclusiva mondiale circa 70 immagini del maestro surrealista di provenienza Rizzoli Finarte spa.

Lo Chef Filippo Cogliandro e L’A Gourmet L’Accademia sono sempre stati vicini all’arte e alla promozione culturale e gastronomica del territorio calabrese. Salvador Dalì con le sue ricette e la sua arte consolida questo sodalizio, la volontà di esaltare l’essenza artistica della cucina e l’unicità dei prodotti calabresi.

La Cena riscopre l’alto valore del mecenatismo culturale destinando una parte dei proventi al restauro e/o recupero di un’opera del patrimonio artistico della Città di Reggio Calabria. Le finalità dell’iniziativa di promozione culturale e gastronomica rivelano l’essenza dell’Arte che verrà celebrata; il “marchio di fabbrica” dello chef Filippo Cogliandro coinvolge le anime belle e sensibili di una Terra che va assaporata, promossa e recuperata.

DAL RICETTARIO SURREALE DI SALVADOR DALI’….“Les dîners de Gala è dedicato esclusivamente ai piaceri del gusto… Se siete uno di quelli che calcolano le calorie e trasformano le gioie del cibo in una forma di penitenza, chiudete subito questo libro; è troppo vivace, troppo aggressivo e troppo impertinente per voi”

Evento patrocinato da: Comune di Reggio Calabria città Metropolitana, Ambasciata di Spagna in Roma sez. Cultura, Consolato Generale di Spagna in Napoli e Consolato Generale di Spagna in Roma.

L’A GOURMET L’ACCADEMIA – Via Largo Cristoforo Colombo, 6, 89125 Reggio Calabria RC – www.laccademia.it

Crediti Foto: Franco Raineri https://www.francoraineri.it

Progetto di Elmar Elisabetta Marcianò

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