Eventi TV
Emmy 2018: la lista completa dei vincitori dell’ultima edizione!
Parola d’ordine: imprevedibilità! Si è conclusa poche ore fa la 70 edizione dei Primetime Emmy Awards celebrata al Microsoft Theatre di Hollywood e la cerimonia non ha risparmiato il pubblico da numerose sorprese. La competizione (soprattutto nelle categorie attoriali femminili) era molto alta ma i nomi dei “grandi esclusi” fanno ripensare i gusti degli Academy.
A dominare gli Emmy 2018 è senza dubbio la comedy targata Amazon The Marvelous Mrs. Maisel, già vincitrice alla scorsa edizione dei Golden Globes. Lo show creato dai coniugi Palladino (famosi per essere i creatori di Una mamma per amica) ha collezionato il maggior numero di vittorie della serata (miglior comedy, miglior attrice protagonista in una comedy, miglior attrice non protagonista in una comedy, miglior regia e sceneggiatura per una comedy) lasciando letteralmente – e noi aggiungiamo anche inspiegabilmente – a bocca asciutta il super favorito della serata Atlanta.
Nella categoria drama, il premio più ambito per la miglior serie drammatica è stato assegnato a Game of Thrones (premiato anche per la miglior performance per un attore non protagonista a Peter Dinklage) mentre i restanti premi si sono suddivisi tra Westworld (miglior attrice non protagonista a Thandie Newton) The Crown (miglior attrice protagonista alla splendida Claire Foy e miglior regia) e qualche riconoscimento è spettato anche alla serie più snobbata degli ultimi anni: The Americans vince per la miglior sceneggiatura in una serie drama e – finalmente! – come miglior attore protagonista con Matthew Rhys. Dopo aver fatto man bassa nella scorsa edizione quindi questa volta The Handmaid’s tale torna a casa a mani vuote. Un risultato alquanto discutibile.
Anche sul fronte miniserie le sorprese non sono mancate. Nonostante la vittoria come miglior limited serie e miglior attore protagonista a Darren Chriss, The Assassination of Gianni Versace non riesce a fare piazza pulita ma concede qualche vittoria all’outsider Godless prodotto da Netflix (miglior attore non protagonista a Jeff Daniels e miglior attrice non protagonista a Merrit Wever). Le piattaforme streaming quest’anno hanno nettamente superato la tv tradizionale, sintomo che il cambiamento in atto da qualche anno nel panorama televisivo è più vivo e vincente che mai.
Ad animare la serata aperta un po’ sottotono con un siparietto musicale e un monologo poco brillante dei presentatori Michael Che e Colin Just, ci hanno pensato i vincitori e gli altri artisti che si sono susseguiti sul palco (molto sobrio) per la consegna dei premi, fino al momento più memorabile della serata, ovvero la proposta di matrimonio in diretta del neovincitore Glenn Weiss (miglior regia per uno show di varietà), che ha entusiasmato tutti gli artisti presenti in sala!
Qui sotto la lista completa delle categorie più importanti dei nominati agli Emmy 2018, con il nome del vincitore in grassetto.
Miglior Serie Drammatica
The Americans
The Crown
Game Of Thrones
The Handmaid’s Tale
This Is Us
Westworld
Stranger Things
Miglior Attrice in una Serie Drammatica
Elisabeth Moss, The Handmaid’s Tale
Claire Foy, The Crown
Keri Russell, The Americans
Sandra Oh, Killing Eve
Evan Rachel Wood, Westworld
Tatiana Maslany, Orphan Black
Miglior Attore in una Serie Drammatica
Sterling K. Brown, This Is Us
Matthew Rhys, The Americans
Milo Ventimiglia, This Is Us
Ed Harris, Westworld
Jeffrey Wright, Westworld
Jason Bateman, Ozark
Miglior Attrice Non Protagonista in una Serie Drammatica
Alexis Bledel, The Handmaid’s Tale
Ann Down, The Handmaid’s Tale
Lena Headey, Game Of Thrones
Vanessa Kirby, The Crown
Millie Bobby Brown, Stranger Things
Thandie Newton, Westworld
Yvonne Strahovski, The Handmaid’s Tale
Miglior Attore Non Protagonista in una Serie Drammatica
Nikolaj Coster-Waldau, Game Of Thrones
Peter Dinklage, Game Of Thrones
Mandy Patinkin, Homeland
David Harbour, Stranger Things
Joseph Fiennes, The Handmaid’s Tale
Matt Smith, The Crown
Miglior Serie Comedy
Atlanta
Barry
Black-ish
GLOW
The Marvelous Mrs. Maisel
Silicon Valley
Curb Your Enthusiasm
Unbreakable Kimmy Schmidt
Migliore Attrice in una Serie Comedy
Pamela Adlon, Better Things
Issa Rae, Insecure
Rachel Brosnahan, The Marvelous Mrs. Maisel
Allison Janney, Mom
Tracee Ellis Ross, Black-ish
Lily Tomlin, Grace And Frankie
Miglior Attore in una Serie Comedy
Donald Glover, Atlanta
Bill Hader, Barry
William H. Macy, Shameless
Anthony Anderson, Black-ish
Ted Danson, The Good Place
Larry David, Curb Your Enthusiasm
Miglior Attrice Non Protagonista in una Serie Comedy
Kate McKinnon, Saturday Night Live
Betty Gilpin, GLOW
Zazie Beetz, Atlanta
Alex Borstein, The Marvelous Mrs. Maisel
Laurie Metcalf, Roseanne
Megan Mullally, Will & Grace
Aidy Bryant, Saturday Night Live
Leslie Jones, Saturday Night Live
Miglior Attore Non Protagonista in una Serie Comedy
Tituss Burgess, Unbreakable Kimmy Schmidt
Brian Tyree Henry, Atlanta
Louie Anderson, Baskets
Alec Baldwin, Saturday Night Live
Henry Winkler, Barry
Kenan Thompson, Saturday Night Live
Tony Shalhoub, The Marvelous Mrs. Maisel
Miglior Limited Series
American Crime Story: the Assassination of Gianni Versace
Godless
The Alienist
Patrick Melrose
Genius
Miglior Film Tv
Black Mirror: USS Callister
Fahrenheit 451
Flint
Paterno
The Tale
Miglior Attrice in una Limited Series o in un Film Tv
Edie Falco, Law And Order True Crime: The Menendez Murders
Jessica Biel, The Sinner
Laura Dern, The Tale
Michelle Dockery, Godless
Regina King, Seven Seconds
Sarah Paulson, American Horror Story: Cult
Miglior Attore in una Limited Series o in un Film Tv
Darren Criss, American Crime Story
Benedict Cumberbatch, Patrick Melrose
Jeff Daniels, The Looming Tower
Antonio Banderas, Genius
John Legend, Jesus Christ Superstar
Jesse Plemons, Black Mirror.
Miglior Attrice Non Protagonista in una Limited Series o in un Film Tv
Penelope Cruz, American Crime Story
Judith Light, American Crime Story
Sara Bareilles, Jesus Christ Superstar
Merritt Wever, Godless
Letitia Wright, Black Mirror
Adina Porter, American Horror Story: Cult
Miglior Attore Non Protagonista in una Limited Series o in un Film Tv
Jeff Daniels, Godless
Edgar Ramirez, American Crime Story
Brandon Victor Dixon, Jesus Christ Superstar
Ricky Martin, American Crime Story
Michael Stuhlbarg, The Looming Tower
Finn Wittrock, American Crime Story
John Leguizamo, Waco
di Marta Nozza Bielli per DailyMood.it
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Eventi TV
Jane Austen, 250 anni di modernità: un’icona senza tempo su Arte.tv
Published
8 mesi agoon
16 Dicembre 2025By
DailyMood.it
A duecentocinquant’anni dalla nascita, Jane Austen non è solo una grande autrice dell’Ottocento: è una presenza viva, una voce che continua a dialogare con il presente e con il nostro modo di leggere l’amore, l’identità e l’indipendenza femminile. In occasione di questo anniversario simbolico, Arte.tv le dedica il documentario Jane Austen: Letteratura, appassionatamente!, diretto da André Schäfer, un ritratto che restituisce tutta la sorprendente attualità della sua scrittura.
In poco più di cinquanta minuti, il film attraversa la vita e l’eredità letteraria di una donna che ha cambiato per sempre il modo di raccontare le relazioni. Austen osservava il mondo con ironia affilata e intelligenza emotiva, trasformando salotti, convenzioni sociali e piccoli drammi quotidiani in un laboratorio narrativo modernissimo. Le sue protagoniste non sono mai figure decorative: sono donne che pensano, scelgono, sbagliano, resistono. Un gesto radicale, per l’epoca, e ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il documentario mette in luce come Jane Austen sia stata, di fatto, una pioniera del romanzo “al femminile”, capace di raccontare l’esperienza delle donne senza idealizzazioni e senza moralismi. Pubblicando inizialmente in forma anonima, firmandosi semplicemente “By a Lady”, Austen ha costruito una narrativa in cui l’amore non è mai separato dalla dignità personale, e il lieto fine non coincide con la rinuncia a sé.
Da Orgoglio e pregiudizio a Ragione e sentimento, i suoi romanzi continuano ad accompagnare i primi incontri con la letteratura e a insegnare una lettura lucida delle dinamiche affettive. Personaggi come Elizabeth Bennet restano icone di un’idea di amore fondata sul confronto, sull’equilibrio e sulla libertà individuale, lontana tanto dal cinismo quanto dal romanticismo ingenuo.
Schäfer racconta anche l’eredità culturale di Austen: una scrittrice capace di attraversare i secoli, di ispirare cinema, televisione e pop culture, senza mai perdere la propria identità. Non è un caso che i suoi testi continuino a essere riletti, adattati e reinventati: perché parlano di desideri, contraddizioni e autodeterminazione con una sensibilità che sentiamo ancora nostra.
Jane Austen: Letteratura, appassionatamente! non è quindi solo un documentario celebrativo, ma un invito a riscoprire Austen come icona culturale e lifestyle, una scrittrice che ha saputo trasformare l’ordinario in eterno, e l’intimità in rivoluzione silenziosa.
Disponibile su Arte.tv fino al 13 marzo 2026, è una visione preziosa per chi ama la letteratura, ma anche per chi continua a cercare, nelle storie, uno specchio intelligente del presente.
Regia: André Schäfer
Anno: 2025
Produzione: Germania | Regno Unito
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Eventi TV
Festa del Cinema di Roma, Il Falsario: Pietro Castellitto è un artista del falso nel nuovo “romanzo criminale” Netflix
Published
10 mesi agoon
20 Ottobre 2025
“Dicono che quando muori la tua vita ti scorre tutta davanti. Io non ho visto un…” Inizia così, con la voce narrante di Pietro Castellitto, alias Toni della Duchessa, Il Falsario, il film di Stefano Lodovichi che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, e che vedremo su Netflix dal 23 gennaio. Toni racconta la storia da morto, come William Holden in Viale del tramonto. “Un prete, un operaio e un artista partono per Roma. Sembra una barzelletta. E invece stavamo per fare la storia”. È questo che ci racconta, entrando immediatamente in empatia con noi, Toni. E parte la musica: Iggy Pop, The Passenger. E capiamo immediatamente che siamo negli anni Settanta.
“Sei un ladro o un artista?” “Che differenza fa?” è il dialogo tra Donata (Giulia Michelini) e Toni (Pietro Castellitto), la gallerista e l’artista, che dà un po’ il senso a tutto il film. Quando Toni arriva in città nel suo bagaglio ha soltanto il talento per la pittura e il sogno di diventare un grande artista. Ma la sua fame di vita, il destino e forse anche la Storia lo porteranno a diventare il più grande di tutti i falsari, nonché una figura centrale nei misteri più fitti del nostro Paese.
Quella de Il Falsario è la Roma degli anni Settanta, delle barbe e dei capelli lunghi, dei giubbotti di pelle. È la ricostruzione storica, perfetta e molto accattivante, di Romanzo criminale. Non a caso alla produzione c’è Cattleya, che aveva dato vita al film e alla serie. È una formula conosciuta è sicura. È qualcosa che sa di già visto. Ma non si tratta di un difetto: non è un già visto che annoia e che troviamo ripetitivo, ma piuttosto il già visto rassicurante, che incanala un film in una categoria precisa e immediatamente riconoscibile. Ed è giusto così. Un committente come Netflix deve andare sul sicuro, deve poter dare al pubblico, italiano ma anche internazionale, un prodotto che possa facilmente capire e adottare. Il falsario è crime ed è period drama, è un gangster movie senza esserlo, è avventuroso e romantico. È un film che, fino a qualche anno fa, sarebbe andato in sala e avrebbe avuto un buon successo. Se Netflix ha deciso di produrlo e destinarlo alla piattaforma avrà sicuramente fatto i suoi calcoli. E, probabilmente, saranno esatti.
La differenza tra il nostro Toni e gli (anti)eroi di tanti crime all’italiana è che lui è un criminale per caso, un uomo che si trova a delinquere e a passare attraverso i lati più oscuri della Storia dell’illegalità italiana suo malgrado, quasi senza rendersene conto. Un po’ un Forrest Gump della malavita. Sembra quasi che non possa farne a meno. Ha un grande talento nelle mani, capaci di dipingere, scrivere e riprodurre qualsiasi cosa, ma non ha la visione e il genio di un artista, non ne ha le idee. È bravissimo solo quando riesce a copiare. E finisce per fare quello. E così, alla fine, finisce per copiare le vite degli altri, quelle dei banditi che si trova intorno.
Proprio come faceva Romanzo criminale, la storia di Toni finisce per incrociarsi con la Storia d’Italia: gli anni di piombo, le Brigate Rosse, le stragi nere, il sequestro Moro, l’assassinio di Impastato. E così, continuando a guardare il film, si rimane affascinati, perché oltre a conoscere la vita particolare di Toni, si ripercorre quella italiana.
Il Falsario è un film di attori. Pietro Castellitto ha il physique du rôle di un artista prestato al crimine che criminale non lo è mai fino in fondo. Come bandito, Toni va avanti fino a un certo punto, ma è inadeguato, improbabile, non credibile. E Castellitto rappresenta bene questo suo essere “alieno” in un ambiente di cui prova a fare parte. Ma sono interessanti molti altri personaggi. Don Vittorio svela un Andrea Arcangeli inedito, pacioso e pulito (ma fino a un certo punto, vedrete…) e in continuo imbarazzo verso tutto quello che fa. Pierluigi Gigante si dimostra ancora una volta versatile, passando agli antipodi dell’arco costituzionale, diventando un terrorista delle BR dopo essere stato un celerino in ACAB: per farlo bisogna essere degli ottimi attori. E in questo eccelle Claudio Santamaria, nei panni del “Sarto”, misterioso uomo onnisciente e onnipotente, probabilmente parte dei servizi segreti, che manipola tutti senza rischiare mai in prima persona. E poi ci sono le donne: una Giulia Michelini mai così luminosa e sexy, una vera sorpresa, e una Aurora Giovinazzo che, seppur in poche sequenze, riesca a illuminare ulteriormente il film.
Il Falsario, allora, è un film furbo, molto furbo, perché prende una bella storia e la veicola attraverso codici narrativi noti ervizi segreti, che manipola tutti dall’ collaudati presso il pubblico. Ma il know-how di chi ha già fatto operazioni di questo tipo la rende un’opera riuscita ed estremamente piacevole. Il fatto che si muova dentro binari già codificati non vuol dire che non possa avere momenti imprevedibili, su tutti il finale a sorpresa. Ma anche alcuni momenti musicali, come Senza fine di Gino Paoli montata su una partita di calcio che sembra presa dal cinema di Salvatores o Il mondo di Jimmy Fontana sull’ultima scena o, ancora, una rapina girata sulle note di Let’s Stick Together di Bryan Ferry. E ancora, l’evoluzione di Don Vittorio, la sua vanità, tenuta nascosta per gran parte del film e giocata a sorpresa come carta vincente e risolutiva. Per arrivare al messaggio del film, che è uno degli interrogativi chiave dei nostri tempi. “Per arrivare dove vuoi arrivare, cosa sei disposto a fare?”
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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- Il Falsario. (L to R) Edoardo Pesce as Balbo, Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
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- Il Falsario. (L to R) Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni, Pierluigi Gigante as Fabione in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
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Eventi TV
La storia di Gucci in streaming su Arte.tv
Published
12 mesi agoon
9 Settembre 2025By
DailyMood.it
In occasione della Milano Fashion Week 2025, la piattaforma propone un documentario che ripercorre l’ascesa, le rivoluzioni e i segreti del brand italiano
Arte.tv, la principale piattaforma europea gratuita di streaming dedicata alla cultura, propone in vista della settimana della moda milanese “Lusso, passione e dramma”, un documentario che ripercorre la saga della maison Gucci, il marchio che ha costruito un impero del lusso fondato su pelletteria, identità solida e creatività senza freni.
Per la regia di Olivier Nicklaus, questo lungometraggio racconta l’evoluzione del marchio e come ha saputo resistere a ogni tempesta, partendo dalla fondazione a Firenze nel 1921 come piccola bottega di valigie, fino a raggiungere una clientela internazionale e raffinata, conquistando città come Hollywood, ribattezzando una borsa in onore di Jackie Kennedy e lanciando il suo prêt-à-porter.
L’evoluzione arriva grazie a Domenico De Sole e Tom Ford, rispettivamente CEO del Gruppo Gucci e Direttore Creativo. I due decidono di puntare su una nuova fascia di pubblico, si lasciano alle spalle l’immagine di una borghesia austera per abbracciare una sensualità glamour: il cosiddetto porno chic. Una mossa audace, che porterà il brand a entrare nell’era della finanza dominante, fatta di direttori creativi geniali ma sacrificabili, a partire dallo stesso Ford, licenziato nel 2004.
Con il passare degli anni il marchio si evolve, e con esso i direttori creativi che si alternano in un susseguirsi di visioni e stili differenti, come Alessandro Michele che nel 2015 con le sue silhouette gender fluid, riesce a riportare il marchio al vertice, fino a essere allontanato nel 2022. Nel 2025, Sabato De Sarno lascia il posto a Demna Gvasalia, ex Balenciaga, chiamato ora a reinventare il mito Gucci. Con il contributo di icone della moda come Carine Roitfeld, Salomé Dudemaine o Sara Gay Forden (House of Gucci), Olivier Nicklaus (già noto per il documentario Fashion!) ripercorre con ritmo e precisione la storia della maison, dagli esordi fiorentini al più recente valzer di creativi.
Il documentario è disponibile fino al 27/09/2025 sulla piattaforma arte.tv/it.
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Lederhandwerk erhoben zum Luxuserzeugnis: historische Aufnahme aus einer Gucci-Boutique © Atelier des Archives Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Hochzeit von Maurizio Gucci und Patrizia Reggiani im Jahr 1972 © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Gucci-Kreativdirektor Alessandro Michele (li.), Sängerin Lana Del Rey (Mi.) und Schauspieler Jared Leto (re.) in Gucci-Roben bei der New Yorker Met-Gala 2018 zur Eröffnung der Ausstellung Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination © Getty Images Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Marke Gucci, Inbegriff des italienischen Dolce Vita der 50er Jahre, eroberte zunächst die USA und dann die ganze Welt. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Maurizio Gucci (li.) und Patrizia Reggiani (re.) bei der Erstkommunion ihrer Töchter Allegra (2.v.l.) und Alessandra (2.v.r.) © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Mit ihren einzigartigen Merkmalen wie dem handgekrümmten Bambusgriff und -verschluss verkörpert die Gucci Bamboo 1947 den charakteristischen Stil und die handwerkliche Exzellenz des Hauses. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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