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Novità sullo schermo: i film in arrivo ad agosto nelle nostre sale

Marta Nozza Bielli

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film in arrivo ad agosto

Continua l’appuntamento con la rubrica di DailyMood.it sui consigli cinematografici del mese. In attesa di scoprire cosa ci riserveranno i prossimi mesi durante la stagione dei premi (alcuni tra i titoli più interessanti saranno presentati in anteprima mondiale durante la Mostra del cinema di Venezia, li trovate qui), ecco per voi un elenco dei film in arrivo ad agosto.

film in arrivo ad agostoSi inizia l’8 agosto con una commedia leggera che vede il ritorno sulle scene di Mila Kunis in compagnia di Kate McKinnon, l’apprezzatissima comica del Saturday Night Live che abbandona momentaneamente gli sketch televisivi per questa avventura sul grande schermo. Il tuo ex non muore mai vede le sue protagoniste invischiate in frenetici inseguimenti ed interrogatori dopo aver aiutato l’ex ragazzo di una delle due (Justin Theroux) a nascondersi dalle spie che lo stanno inseguendo.

Il 14 agosto è invece il turno di una nuova pellicola del Marvel Cinematic Univers. In Ant-Man and the Wasp (legete la nostra recensione in anteprima) Paul Rudd torna a vestire i panni dell’uomo formica per affrontare una nuova avventura assegnatagli dal dottor Pym (Michael Douglas). Anche questa volta non sarà solo, perché al suo fianco ci sarà di nuovo Hope Van Dyne (Evangeline Lilly) che segue le orme della madre assumendo l’identità di nuova Wasp.

Tra i film in arrivo ad agosto, sempre il 14 vi segnaliamo il lavoro ambizioso diretto da Daniele Misischia con protagonista Alessandro Roja (il Dandy della versione televisiva di Romanzo Criminale). The End: l’inferno fuori è un horror apocalittico ambientato a Roma, dove i suoi abitanti a causa di un virus letale si sono trasformati in zombie. Il protagonista è intrappolato nell’ascensore del palazzo in cui lavora e quel luogo claustrofobico diventa un porto sicuro contro i mostri che popolano la città… Ma non potrà rimanere chiuso lì per sempre.

film in arrivo ad agostoIl 22 agosto sarà un mercoledì ricco di uscite. Come ti divento bella è la commedia con protagonista l’incontenibile Amy Schumer che sfrutta tutta la sua comicità irriverente per interpretare Renée, una trentenne di New York che vive circondata dalle sue insicurezze legate a qualche chilo di troppo. Dopo aver sbattuto la testa in seguito ad una caduta però, la giovane si risveglia e si vede bellissima. La maggior fiducia in sé stessa le permetterà non solo di affrontare le sue paure ma anche di realizzare i suoi sogni. Da segnalare nel cast anche la pluricandidata all’Oscar Michelle Williams, Naomi Campbell ed Emily Ratajkowski.

Fire Squad – Incubo di fuoco mette in scena una storia di coraggio, sangue freddo e un pizzico di follia, basandosi su fatti realmente accaduti. Josh Brolin e il giovane Miles Teller interpretano i membri dei Granite Mountain Hotshots, il gruppo di pompieri che nel 2013 si ritrovò ad affrontare lo spaventoso incendio che colpì una cittadina dell’Arizona. Tra action e drama, la pellicola racconta i momenti più salienti dell’operazione che si trasformò in tragedia.

Sempre mercoledì 22, tra i film in arrivo ad agosto va segnalato il terzo capitolo della saga d’animazione Hotel Transylvania: in Una vacanza mostruosa Mavis decide di regalare al padre Dracula un viaggio in crociera, a cui si aggiungeranno anche tutti gli altri amici mostri. Il relax però verrà interrotto quando si scoprirà che Ericka, il capitano della nave, è una diretta discendente di Van Helsing, il nemico giurato di Dracula e di tutti i mostri.

film in arrivo ad agostoIl 29 agosto è tempo di grandi ritorni. Tom Cruise affronta una nuova adrenalinica avventura in Mission: Impossible – Fallout tra Parigi, Londra e il Kashmir; in Resta con Me Sam Claflin (Hunger Games) e Shailene Woodley (Colpa delle Stelle) sono una giovane coppia che durante un viaggio in barca a vela verso Thaiti deve fare i conti con un uragano e infine – dopo l’anteprima al Sundance e la proiezione al Festival di Berlino – il regista Gus Van Sant torna dietro la macchina da presa e dirige Joaquin Phoenix in Don’t Worry, la storia vera del vignettista satirico John Callahan che dopo un incidente che lo costringe sulla sedia a rotelle trova conforto nel disegno per allontanarsi dall’alcool e dalle droghe.

Da segnalare anche l’uscita il 30 agosto di Ritorno al bosco dei 100 acri, dove Ewan McGregor interpreta la versione adulta di Christopher Robin, il bambino che inspirò i racconti di Winnie the Pooh. Preso dalle sue responsabilità, Christopher verrà aiutato dai suoi amici d’infanzia che lasceranno il Bosco dei 100 acri per riavvicinare l’uomo alla spensieratezza e all’immaginazione ormai perduta.

Tra risate, avventura e dramma, i film in arrivo ad agosto vi aspettano nelle sale!

di Marta Nozza Bielli per DailyMood.it

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Cine Mood

La commedia romantica ritorna su Netflix in Come far perdere la testa al capo

Marta Nozza Bielli

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commedia romantica

Quello della commedia romantica è un genere in cui tutti – come si suol dire – volente o nolente sono incappati. Che sia stato perché obbligati da qualcuno o per caso durante una sessione di zapping convulsivo delle feste natalizie, almeno una volta ci siamo ritrovati a fissare il sorriso di Julia Roberts in Pretty Woman, gli occhi vispi di Meg Ryan quando in Harry ti presento Sally o la camminata goffa di Renée Zellweger nei panni di Bridget Jones. Persino la sottoscritta, nonostante sia alla costante ricerca del nuovo capolavoro cinematografico, non sa resistere a quella sensazione confortante che si prova guardando per l’ennesima volta Notting Hill (di cui custodisco gelosamente il VHS originale).

Nel corso degli anni la commedia romantica è riuscita ad imporsi come vero e proprio genere grazie alla sua capacità di adattare i propri soggetti allo spirito del tempo rimanendo però sempre fedele a sé stesso e dando vita ad intramontabili ever green. Che al centro della storia ci sia un triangolo amoroso, una relazione impossibile o una donna in carriera che inciampa nell’uomo della sua vita, la rom-com è sempre pronta a dispensare quell’happy ending tanto prevedibile quanto atteso e rassicurante.
commedia romanticaTrampolino di lancio di numerose star del grande schermo – oltre alle già citate Roberts e Ryan anche Hugh Grant deve la sua fama a una pellicola come Quattro matrimoni e un funerale – e artefice del successo di tanti autori del cinema pop contemporaneo (Gary Marshall e Richard Curtis su tutti) la commedia romantica riesce ancora oggi ad attirare su di sé l’attenzione di una fetta di pubblico molto ampia, complice soprattutto il mix vincente tra gag divertenti e dialoghi frizzanti.
Netflix non poteva di certo lasciarsi scappare la ghiotta occasione di guadagnare consensi degli utenti streaming, e così ha pensato bene di arricchire il suo catalogo con titoli che variano dai classici del genere a quelli meno conosciuti e tutti da scoprire, addirittura di aggiungere un criterio di classificazione appositamente dedicato. Così tra azione, horror e musical, potrete trovare anche la sezione “Summer of Love”. Ma il viaggio del colosso di Los Gatos nella magica terra delle rom-com non finisce qui. Infatti, tra 500 giorni insieme e La verità è che non gli piaci abbastanza, ecco comparire Alex Strangelove e The Kissing Booth con il contrassegno “originale Netflix”: sintomo che la piattaforma abbia deciso di investire proprio su quel genere che ha fatto innamorare schiere di romanticoni e non generazione dopo generazione. Se alcune tra queste nuove produzioni hanno fatto storcere il naso (vedi la nostra recensione di Ibiza), per altre il passaggio del testimone con gli illustri predecessori è risultato decisamente più convincente.

Stiamo parlando di Come far perdere la testa al capo (Set it up in lingua originale), commedia scritta da Katie Silbermann e diretta da Claire Scanlon (già dietro la macchina da presa per alcuni episodi di Unbreakable Kimmy Schmidt e Brooklyn Nine-Nine) con protagonisti i giovani e promettenti Zoey Deutch e Glen Powell accompagnati dai ben più celebri Lucy Liu e Taye Diggs.
commedia romanticaHarper (Deutch) e Charlie (Powell) sono due giovani con tante aspirazioni per il futuro e pochissimo tempo per realizzarle. Lei vorrebbe diventare una giornalista sportiva e lui vorrebbe sfondare nel mondo della finanza. Nonostante siano riusciti ad ottenere un’occupazione nelle compagnie dei loro sogni, i due non riescono ad intraprendere la tanto agognata scalata al successo perché sono entrambi confinati al ruolo di assistente dei loro esigenti capi (Liu e Tiggs). La maggior parte delle loro giornate e del loro tempo libero infatti è dedicata ad esaudire le richieste – talvolta folli – dei boss e sarà proprio quando Harper e Charlie dimenticheranno di comprare la cena ai due che si incontreranno nell’atrio del palazzo in cui lavorano e progetteranno il loro piano di sopravvivenza. I due giovani decidono di sfruttare la conoscenza infinita dei gusti e delle preferenze dei loro capi acquisita in anni di turni sfiancanti per farli innamorare, riuscendo così ad avere finalmente più tempo libero. Tra imprevisti vari il complotto sembra andare a gonfie vele e Harper e Charlie scopriranno che la complicità nata per occorrenza anche tra di loro potrebbe essere qualcosa di più.

commedia romanticaIn Come far perdere la testa al capo si riconoscono fin da subito i luoghi comuni tipici della commedia romantica: due sconosciuti si incontrano per caso, all’inizio mal si sopportano ma il destino li obbliga a incrociarsi più volte e il resto è storia. Strizzando l’occhio a pellicole come Ricatto d’amore e Genitori in Trappola, il lavoro della Scanlon non presenta nulla di memorabile o di fuori dagli schemi. Cosa funziona allora in un film che sa di già visto? Come in ogni rom-com che si rispetti, la prevedibilità del finale è arricchita da una sceneggiatura che regala dialoghi frizzanti e una leggerezza che non sfocia mai in banalità, complice anche una scelta azzeccata del cast principale. Zoey Deutch e Glen Powell – già insieme in Tutti vogliono qualcosa di Richard Linklater – funzionano benissimo e seppur non rimarranno tra le coppie più affiatate viste sullo schermo, hanno una verve convincente che fa per entrambi sperare in una carriera rosea e di successo. Da apprezzare inoltre il richiamo (chiaro ma non invadente) alla realtà dei giovani d’oggi, i quali sono disposti a sopportare richieste assurde pur di riuscire ad avere il lavoro dei loro sogni e che con astuzia e un briciolo di follia riescono a trovare soluzioni in grado di rendere il mondo che li circonda più sopportabile.

Con i grattacieli di New York sullo sfondo, Come far perdere la testa al capo rende omaggio alla classica commedia romantica e nonostante sia difficile stabilire con certezza se il titolo rimarrà negli annali, è certo che regalerà agli spettatori tanti sorrisi e una piacevole spensieratezza.

di Marta Nozza Bielli per DailyMood.it

 

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Mission Impossible Fallout. Tom Cruise, il numero uno dell’action

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Tom Cruise è il Cristiano Ronaldo del cinema. Come il calciatore portoghese, non si accontenta mai, vuole andare sempre oltre i propri limiti, dare il massimo, vincere. E, soprattutto, ha un’età che ormai non si può più definire. Se CR7 è un venticinquenne nel corpo di un calciatore di 33 anni, Tom Cruise, 56 anni, ha forse trovato l’elisir dell’eterna giovinezza. In Mission: Impossible – Fallout, sua ultima fatica – in tutti i sensi – cinematografica, sceglie ancora di girare tutte le scene d’azione senza controfigura. Anche a costo di slogarsi una caviglia, continuare a girare, e lasciare la scena nel montaggio finale. Mission: Impossible – Fallout è – mescolato con il thriller, la spy story, Alfred Hitchcock e James Bond – il miglior cinema d’azione che possiate trovare oggi. Girato in carne ed ossa, in una continua corsa, un interminabile salto e un finale in volo, in prima persona, senza, o quasi, effetti digitali. Alzando, ancora una volta, la posta rispetto ai film precedenti, e vincendo ancora. La vera missione impossibile, portata a termine, è questa.

La storia riprende da dove si era fermato Rogue Nation. C’è in giro una cellula impazzita di spie e terroristi in grado di destabilizzare qualsiasi stato, e di creare il caos nel mondo. Ma questa volta la posta in gioco è davvero altissima: hanno messo a punto tre bombe atomiche, basate su tre nuclei di plutonio, che potrebbero uccidere migliaia di persone. È un attacco all’ordine prestabilito per ricreare la pace, un piano folle. Ethan Hunt (Tom Cruise) dovrà sventarlo, districandosi in una trama ordita da CIA, MI6 e la sua MIF, la Mission Impossible Force. È davvero, come dice la CIA, “Halloween, adulti che giocano con le maschere”? Toccherà a Hunt dimostrare che non è vero.

E gli toccherà anche dimostrare che il grande villain a capo di tutto questo, il misterioso Lark (uno che, come il Keyser Soze de I soliti sospetti, nessuno ha mai davvero visto), non è lui. Sì, perché quando l’agente segreto entra in un mondo più buio di lui, finisce per essere coperto dalle ombre. E diventare l’agente oscuro. Ricordate? “O muori da eroe o vivi così a lungo da diventare il cattivo”, diceva Harvey Dent ne Il cavaliere oscuro. E, come per Batman, il rischio di Ethan Hunt nel sesto film di Mission Impossible è di diventare il cattivo. Questa oscurità, questo dark mood, questo senso di apocalisse imminente è la grande novità del film di Christopher McQuarrie: qui non c’è in ballo la sopravvivenza della MIF, come in altri film, ma quella del mondo intero. Non manca l’ironia, ovviamente, e non manca l’azione. Come vi abbiamo detto, è la migliore azione possibile in circolazione: tra le altre cose, vedrete Cruise paracadutarsi su Parigi in mezzo a una tempesta di fulmini, e salire al volo su un elicottero in un inseguimento in volo tra le gole del Kashmir.

E non manca l’amore. Il vero motore della storia del film precedente, Mission: Impossible – Rogue Nation, era la tensione sessuale e sentimentale tra Ethan Hunt e Ilsa Faust, alias Tom Cruise e Rebecca Ferguson, l’attrice svedese scelta da Cruise dopo averla vista nella serie tv The White Crown, l’unica donna che nella saga di Mission: Impossible sia riuscita a tenere testa a Cruise. Anche lei, prima di tutto, gira personalmente le scene d’azione. E anche il suo personaggio, Ilsa Faust, è in fondo un agente solitario, spesso isolato, diviso tra la ragion di stato e gli affetti. Il suo corpo da ballerina combattente, il suo volto da regina d’altri tempi, da Ingrid Bergman 2.0, quel modo in cui riesce a velare di pianto, senza mai scoppiare, quegli occhi che sembrano di ghiaccio e invece nascondono le fiamme, è uno dei motivi che, da soli, valgono il prezzo del biglietto. Come lo valgono le scene d’azione. E come lo vale, ovviamente, Tom Cruise. Come Cristiano Ronaldo, nel suo campo, è il Numero Uno.

di Maurizio Ermisino per DailyMood.it

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Manila Grace: sponsor della 75. Mostra Internazionale d’arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

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In occasione della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Manila Grace rinsalda il suo legame con la settima arte rivestendo per la prima volta il ruolo di Sponsor.
Il cinema racconta nuove storie, che servono alle persone per potersi immaginare, sognare, riflettere. Nel cinema si trovano le emozioni di tutti e i nostri desideri di essere altrove, di indossare i panni di altri protagonisti, che non sono così distanti da noi: emozionare è un’arte, così come la moda e quando questi due mondi si incontrano creano una scintilla diversa, un altro modo di raccontarsi.
Manila Grace interpreta una nuova avventura, portando la propria originalità ed il proprio stile in un evento che celebra la pellicola cinematografica e rende unica una città, già di per sé una perla artistica nel mondo e nella storia.
L’allure, il fascino e il glamour del brand si sposano con lo charme della città lagunare portando i sogni anche fuori dal grande schermo, sul tappeto rosso che si accende sotto i riflettori di tutto il mondo.

Manila Grace
sin dal suo debutto ha saputo interpretare il link che tiene uniti questi due emisferi interpretando capi icona della storia del cinema come gli abiti soirée delle dive o il kimono indossato nelle pellicole cult dalla più grandi, da Marlene Dietrich a Liz Taylor.

L’eleganza senza tempo degli abiti Manila Grace unita ad un tocco di eccentricità hanno poi fatto sì che il brand venisse scelto dalle attrici più in voga in occasione delle loro uscite internazionali e la prossima edizione della Mostra sarà la vetrina per il brand per fare sfilare lungo il red carpet alcuni dei volti più interessanti e attesi.
Pronti ad accompagnare il pubblico in nuove storie, scoprire nuove stelle, attraverso uno schermo che ci insegna come i film custodiscono i segreti, i desideri e le speranze di ciascuno di noi.

Manila Grace in occasione del Festival ha creato una speciale linea dedicata a Venezia, che si distingue per la peculiare stampa ‘Gondola’ studiata ad hoc dal brand.
Il particolare pattern è destinato a diventare il must have di collezione e ne racchiude tutta la palette e l’identità, sviluppata sia piazzata che all over, è proposta nei tessuti pregiati come la seta, la viscosa e la viscosa crêpe.
A cui si aggiunge la Felicia Bag, la borsa cult del brand, declinata nella versione ‘Gondola’.

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