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Intervista a Kim Katinis: green mood o mood for food?

T. Chiochia Cristina

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Abbiamo già discusso su DailyMood del “green mood” e di quanto ad Expo questa tendenza fosse rappresentanta, nel bene e nel male, a livello di biodiversità e di architettura. Tutto questo però legato al mondo del cibo ed al tema di Expo: nutrire il pianeta, energie per la vita. Ma questo trend, del green mood esiste davvero? O è solo un modo per declinare al meglio il “mood for food” ad ExpoMilano? Abbiamo fatto queste domande a Kim Katinis. Perchè spesso a livello europeo si trovano esempi dove questa attenzione per il bilanciamento tra estetica e funzionalità ecologica non solo esiste ma permette di stimolare i sensi a tutto vantaggio del ben-essere personale. Ecco quindi l’intervista su questa tendenza al product designer , italo-greco, Kim Katinis che vive ad Atene. Katinis lavora per il Creative Team di Terra-Nation GmbH (www.terra-nation.com) che vanta esportazioni globali ed ha lavorato come interior design e con produttori di attrezzature per la ristorazione. Il suo prodotto di maggior successo sono appunto i “FARI candle holders” , una sintesi perfetta tra materialità e spiritualità. Nato a Roma, si è diplomato in disegno industriale presso la scuola di arte e design “AKTO” ad Atene. E’ stato freelance e modellatore 3D e come disegnatore industriale ha lavorato in modo sia autonomo sia in team su prodotti per le aziende, partecipando anche a concorsi internazionali di design e mostre sviluppando una propria filosofia di lavoro, quasi una “summa” dove l’attenzione ed il bilanciamento tra estetica e funzionalità permettono di” stimolare i sensi” ed amplificarne forse la portata.

Domanda: Bentrovato per Dailymood sig.Katinis, ci racconti della sua filosofia e se è secondo Lei, nel solco del “green mood”, nel design che Expo a Milano sta sicuramente ben esemplificando.

Grazie a Voi per l’invito, la mia filosofia come Product Designer, che vorrei descrivere in questa intervista e che non so se riallacciare ad un “green mood” perchè con questa parola, se non ben spiegata e capita, si puo’ dire tutto o niente; la mia filosofia, dicevo, la spiego per sommi capi così: il principio che giace dietro ogni mio progetto è nel dare all’utente dei prodotti (o meglio degli oggetti) bilanciati tra estetica e funzionalità cercando sempre di stimolare i cinque sensi che ci mettono in contatto con il mondo esterno ma anche un sesto senso, quello del sentimento che con quel “sapore di non so che” ci fà amare un prodotto o meno.

Domanda: Sicuramente uno dei principi cardini del “green mood” è appunto questo mettere in contatto il mondo esterno con i sensi, ma secondo lei è giusto oppure no, parlare allora di “green mood”?

Sicuramente parlare di “green-mood” è molto interessante specialmente quando vediamo questa tendenza esser applicata dai consumatori più giovani che per altro sono la popolazione futura di questo pianeta.

KimKatinis1Domanda: Però il “green mood”, riguarda il pianeta in quanto tale; come il suo lavoro si inserisce, se si inserisce, in questo filone?

Oggi non si puo’ più prendere in considerazione solo l’arco di tempo in cui il prodotto viene utilizzato dall’utente, bisogna anche pensare a qualcosa di più grande, di più “globale”. Per questo, durante la progettazione cerco sempre di prendere in considerazione l’impatto che l’oggetto puo’ avere a lungo termine sul pianeta Terra.

Domanda: secondo Lei, prendere in considerazione “l’impatto” significa quindi fare delle scelte differenti, sui materiali?

No, non solo semplicemente attraverso l’uso di materiali innovativi e sostenibili (che sono interessanti da usare a livello di sperimentazione ma a volte non adatti a produzioni di quantità) ma anche inserendo nel disegno degli accorgimenti collegati a quel che si nasconde dietro la produzione, distribuzione e smaltimento di un oggetto.

Domanda: concludendo, come sintetizzerebbe il “mood” di questo impatto?

Cerco sempre di progettare degli oggetti multifunzionali e declinati seguendo alcuni criteri: l’estetica, la funzionalità, il sentimento ed l’impatto sul pianeta in cui viviamo. Quindi attraenti e comunicanti il loro carattere quando inerti (estetica) ed allo stesso momento amichevoli, comprensibili, sinceri e che realizzino il loro compito quando interagiscono con l’essere umano (funzionalità) ma anche espressivi, narrativi (sentimento) e il piu’ possible sostenibili (impatto sul pianeta Terra).

E cosi, il “green mood” ritrovato in Expo, forse è davvero solo un “mood for food” piuttosto che un mood legato davvero alla sostenibilità, un modo per unire eccellenze all’insegna dell’impatto sul pianeta al fine di presentare suggestioni come la biodiversità o i supermercati del futuro . Ma è piacevole pensare che il design vada in questa direzione e che l’estetica degli oggetti, l’architettura e via dicendo, sviluppino sensibilità “green” in favore del nostro amato pianeta.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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Non si può fermare l’arte Elisabetta Rogai

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In questi giorni di forzata reclusione non mi sono lasciata coinvolgere da tristi pensieri, ho intrapreso la ricerca del bello con un itinerario fantastico, sono ritornata bambina e mi sono cimentata  in una nuova avventura, come un gioco, usando  i colori, guardando con nuovi occhi e attenzione la natura, i fiori, gli alberi, le pietre, fortunatamente vivo in campagna e tutti i giorni ho uno spettacolo nuovo.

Una felicità, la mia, silenziosa, che non fa rumore, spinta dalla curiosità per guardarsi intorno e vedere con nuovi occhi un mondo di verde, che cambia, si anima, colori e odori diversi, suoni diversi, uno scorcio sulle vigne attigue al mio giardino, l’ultima luce aranciata della sera che accarezza il tappeto verde punteggiato di margherite, a casa mia ci si arriva da una vecchia strada, come una storia quasi dimenticata, ripercorrendone i passi attraverso le pietre, i sassi e le persone che stanno cercando di salvare campi e tradizioni, un mondo da capire per farlo proprio, per rispettarlo.

Io vivo in un antico casale nel verde, un nascondiglio dei sogni, dove arrivano le grida dei fagiani innamorati, dove i glicini, come amanti, sono avviluppati agli alberi più alti, e il vento, la sera, carezza l’argento degli ulivi. Tutto mi ispira e lo fisso sulla tela, osservo attentamente il risveglio dei  fiori, guardo il tronco d’un albero per scoprire il percorso delle sue fasi di crescita, guardo il glicine fiorito sul cancello di casa, dove il silenzio della natura ha un suono, quel silenzio che oggi viviamo e che sarà la ripartenza per il domani, quando torneranno i rumori, quando torneremo a vivere e a far rumore abbandonando il silenzio del dolore per chi abbiamo perduto, per ricordare, per saperci rialzare, e dunque vado avanti, nel mio mondo di silenzio, in attesa che sia rotto dal suono di una risata di un bambino, guardandolo negli occhi perché l’arte non si deve fermare

Guarda gli alberi, i fiori, l’erba – perché, come diceva Madre Teresa di Calcutta – crescono in silenzio, guarda le stelle, la luna e il sole, come si muovono in silenzio… Abbiamo bisogno di silenzio per essere in grado di toccare le anime.

www.elisabettarogai.it

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Maria Nazionale “Ho capito quanto gli artisti siano importanti per la nostra città”

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Senti cantare Maria Nazionale e vedi Napoli, la sua gestualità, l’espressione del bel volto, la sua voce hanno il potere di trasportarti  in un viaggio virtuale che ti fa conoscere l’essenza della sua città, infatti Napoli non basta visitarla ma c’è bisogno di viverla, e Maria te la fa vivere, mentre canta le sue melodie partenopee vedi il mare, il volo dei gabbiani a sera, le barche dondolanti, in attesa, il Vesuvio, i pini svettanti al sole,  ti sembra di camminare nei vicoli e ti sembra che tut­ti quei pan­ni ste­si sia­no lì per fare fe­sta, come dice Luciano De Crescenzo, panni tesi sulle corde che le­ga­no tut­te le case l’u­na con l’al­tra, come un col­lo­quio fra i pa­laz­zi e quin­di il se­gno del­l’a­mi­ci­zia che li uni­sce.

La cantante è considerata un simbolo,  “la storia di Napoli”, infatti ha contribuito a diffondere nel mondo lo spirito partenopeo, raccontando l’amore per la sua città, i testi delle sue canzoni sono poesie in musica che vanno dirette al cuore, creando  un collage fatto di  pensieri, di storie, di immagini ma anche di allegria e di profonda tristezza, perché il suo canto profuma di vita, ha il cuore e l’anima partenopea che  ha il magico potere di sospendere il tempo, svelando infinite emozioni, come infinite sono le sensazioni che ognuno è in grado di provare, ascoltandola, quasi un mettersi nudo, svelarsi, confessando le proprie emozioni.

Incontriamo Maria Nazionale per farci raccontare la sua carriera e capire come l’artista è diventata il simbolo di Napoli.

Sei giovanissima ma hai alle spalle una lunghissima carriera, hai avuto la possibilità di collaborare con molti artisti. Quali sono le esperienze che ricordi ?

Gli artisti con i quali ho collaborato sono stati tanti e le collaborazioni sono relative a momenti di spessore e di esistenza diversi. Nella prima parte, a Milano dove ho lavorato con mio marito, il maestro Franco Chiaravalle, ho fatto il mio primo album omonimo con la EMI  “Maria Nazionale”, nel 1993, partecipo al Festivalbar, Premiatissima, Viva Napoli, ma è nel 1994 che lavoro al CD “Ha da passà ‘a nuttata”, che si ispira alla “Napoli milionaria” raccontata da Eduardo De Filippo, permettendomi anche di interagire con artisti di una levatura eccezionale, per la collaborazione di Tullio De Piscopo, Nino D’Angelo, Mario Merola, Nuccia Fumo.

Ma poi ho collaborato con Malgioglio, Gragnaniello, Peppe Vessicchio, Antonio Calenda, Roberto De Simone, tantissimi….

Le tue canzoni ormai diventano storia di Napoli…..

Si è stato il tempo di “Napoli ti amo” , capolavori come “Palomma ‘e notte”, “Fenesta vascia” e “Era de maggio”, poi colonna sonora del film “Tatanka” “Mi farai morire” e “Però te penzo”. Si susseguono nuove collaborazioni con Enzo Gragnaniello, Federico Salvatore e Peppe Lanzetta.

Ma anche SanRemo

A SanRemo sono stata due volte, nel 2010 con Nino D’Angelo e nel 2013, da solista, con “È colpa mia” composta da Fausto Mesolella e Peppe Servillo.

E’ il periodo nel quale Cristiano Malgioglio mi coinvolge in una compilation-omaggio alla capoverdiana Cesária Évora. La canzone del duo è “Tiempo y silencio”.

Ma diventi anche una brava attrice con Garrone

Matteo Garrone mi sceglie per incarnare il ruolo di Maria in  “Gomorra” – nel cast anche Toni Servillo, Gianfelice Imparato e Salvatore Cantalupo – che ottiene il Grand Prix al Festival di Cannes 2008. Per il mio ruolo ho ricevuto  una nomination ai David di Donatello quale migliore attrice non protagonista. In seguito, per la colonna sonora del film ho collaborato con il compositore, produttore e dj britannico Matthew Herbert per la registrazione del singolo “Viento ‘e mare”.

E nel 2016 diretta da Michele Placido

Michele Placido mi ha voluta nel cast tutto al femminile (Fiorella Mannoia, Ambra Angiolini, Ottavia Piccolo, Cristiana Capotondi) del film “7 minuti” e l’anno seguente è Gianni Amelio a volermi sul set per “La tenerezza”con  Renato Carpentieri.

Maria, canto, attrice, palcoscenico, è stato difficile appropriarti della gestualità, dell’espressione, della voce, insomma diventare qualcun altro?

Io non amo i cambiamenti. Nonostante io viva una vita sempre in viaggio, in realtà sono un’abitudinaria.  I miei personaggi io li vivo sognandoli di  notte ma mi sono resa conto che i cambiamenti sono un arricchimento professionale  e, almeno sotto il profilo della voce, la vocalità mi ha dato veramente una mano a uscire anche da certi schemi nei quali ero programmata.

E l’esperienza con la solidarietà?

L’incontro  con la solidarietà è forse l’esperienza più importante, ma anche piena di significato, della mia vita.  Si aiutano gli altri in silenzio,  ma la presenza di noi artisti è importantissima, sono esperienze che arricchiscono enormemente, instaurando rapporti umani oltre che professionali molto belli. Ultimamente ho fatto da madrina all’evento della giornata internazionale contro la violenza alle donne, “Tutti uniti per il sociale”, terminata in una allegra festa, fra canti e balli, felici per la riuscita di una bellissima serata organizzata dalla GU Management di Gianfranco Unione, una serata fra amici dal cuore grande.

Cosa è per te l’esperienza con Napoli ?

Napoli è sempre stata nel mio cuore, da giovanissima  ho deciso che volevo cantare le canzoni della mia terra,  ma soprattutto raccontarle sul palco, ho capito quanto gli artisti, le persone che hanno una grande visibilità, siano estremamente importanti per comunicare, parlare, mandare messaggi,  condividere la propria esperienza. Chi mi ascolta lo sa che io canto Napoli perché è la mia vita.

Una curiosità prettamente femminile, di chi sono i tuoi outfit?

Vesto Hanna Moore Milano, un brand totalmente made in Italy,  i tessuti e i colori riescono a creare un dialogo fra l’abito e le mie interpretazioni, e il designer, che è sicuramente un artista, permette alla moda di esprimersi in un nuovo linguaggio dell’eleganza, un insieme e una fisicità unica che mi veste di colore e di vibrazioni che toccano l’anima.

Maria raccontaci i tuoi impegni attuali

Un artista non si ferma mai, diciamo che “il più bello” deve ancora venire….ma attualmente sono felice per il mio brano “Ragione e Sentimento”  che sta avendo un grande successo ed è molto gettonato,  e l’ultimo mio lavoro al quale tengo molto, sia come donna che come artista, “Sulo Na Voce” , che è un brano molto toccante sulla violenza subita dalle donne, alleggerito dal sound  Ballade Gitana e già in volata sui motori web con un video dai nostri sapori e dalle atmosfere calienti del sud.

Quello di Maria Nazionale, cantante/attrice, è un viaggio nel mondo di Napoli,  con la proiezione nei tempi dello stupore, delle illusioni, del dolore ma anche della gioia e dell’amore, l’artista, con il suo canto, ne ruba i sogni, ferma istanti di sguardi, di “incontri”, le sue non sono illusioni ma suggestioni…..la  sua è la costruzione di un mondo come realmente  lo vede l’artista, tra realtà, sogno e fantasia, il mondo partenopeo e i modi del vivere quotidiano per abitare il mondo, codificando linguaggi e comportamenti, producendo non solo immagini ma svelando principalmente la sua grande realtà di artista.

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“Il Made in Italy delle donne…” di Ketty Carraffa

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PRESENTAZIONE LIBRO E PROGETTO
“Il Made in Italy delle donne…” di Ketty Carraffa
dedicati al 25 novembre
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
MILANO, 23 NOVEMBRE.
AUDITORIUM “TERESA SARTI”

“Il Made in Italy delle donne…”
La Canzone di Marinella – Le donne imprenditrici di se stesse
Creare, nascere e rinascere: il valore aggiunto del fare, al femminile

Sin dall’adolescenza, la Fotoreporter, Docente di Cinema e Comunicazione e Opinionista televisiva, Ketty Carraffa, di Milano, è  impegnata personalmente e professionalmente nella difesa dei diritti delle donne, nella sensibilizzazione contro la violenza di genere, e realizzando e organizzando, su questi temi, numerosi eventi e progetti, con il supporto della parte culturale, artistica e musicale, (della quale si occupa come giornalista e opinionista freelance, dal 1985) nelle date “canoniche” dedicate alle donne ma, soprattutto, per “ricordare” ogni giorno dell’anno, le vittime e la necessità dell’educazione al rispetto, delle nuove generazioni.

In Italia, ogni 72 ore, un donna è vittima di femminicidio, e questo è un dato terrificante da non dimenticare, che non deve essere assolutamente considerato un’abitudine.

Dopo l’uscita dei precedenti saggi sul lavoro atipico delle donne e le relative presentazioni, sempre con prestigiosi Patrocini istituzionali, con relazioni e racconti “in positivo”, di donne vittime di ogni forma di violenza, con i libri: “Come Marilyn da quando non c’è più. Il valore del lavoro al femminile”, “Come le mimose. Le donne e la discriminazione nei luoghi di lavoro” e “Le donne, acqua nel deserto. Quattro storie di donne vittime di violenza”, nel 2019, con un’impostazione diversa, è in uscita il suo nuovo libro e progetto: “Il Made in Italy delle donne” – La canzone di Marinella.”

La presentazione si terrà a Milano, presso l’Auditorium Teresa Sarti, in Viale Ca’ Granda 19, Zona Niguarda, dalle 10 alle 13, di sabato 23 novembre, con il Patrocinio del Municipio 9 del Comune di Milano, e vedrà la presenza di numerosi ospiti, le protagoniste del libro, personalità della società civile e imprenditoriale, con l’adesione di numerose associazioni, partner e stampa solidali, con la Seconda Edizione del Riconoscimento internazionale a donne e uomini solidali “Le donne, acqua nel deserto”, Progetto di sensibilizzazione contro la violenza

Con l’autrice, KETTY CARRAFFA, Autrice libro e Progetto – Opinionista -Docente Comunicazione e interventi e contributi di:
GIUSEPPE LARDIERI – Presidente Municipio 9 – Comune di Milano
SALVATORE MARINO – Direttore artistico Festival Vertical Movie
DORI GHEZZI – Fondazione “Fabrizio De Andrè”
ALESSANDRA KUSTERMANN – Centro medico assistenza vittime violenza, (Clinica Mangiagalli)
GIULIANO GRITTINI –Artista stampatore, autore copertina libro di KC
RAFFAELLA PODREIDER – Nipote e biografa di ROSA GENONI (Creatrice di Moda e pacifista)
LAURA GALLIA – Modisteria Gallia e Peter
MARIANA MILL – Executive Director at Mill&Partner GmbH – Stilista Millè Milano
CARLA TOLOMEO – Artista, (Neverrestonmylaurels)
TERESA, MIRIAM e ARIANNA GARDONI – Gardoni art
ELENA CARMIGNANI – Fattoria Enzo Carmignani
FABIO CARRAFFA – Musicista, arrangiamenti cover di KC: “La canzone di Marinella”, “Gracias a la vida”

Intrattenimento finale a cura di KC e “DJ M” “Musica è Donna – Viaggio con le grandi artiste internazionali”.

Con la partecipazione di Riccardo Moraca e le sue canzoni dedicate alle donne

L’evento di presentazione sul tema “al femminile”, come ogni anno, si tiene nella settimana che precede la data del 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, alla quale è dedicato, che partirà con il “tour”, portando in tutta Italia e nel mondo, il valore del più “profondo” Made in Italy.

In questo nuovo libro, l’autrice impegnata da tre anni con il suo Format “Il Made in Italy è la nostra passione”, che valorizza i territori italiani, presenta la visione di un Made in Italy tutto al femminile. In questo caso, è preso in esame il Made in Italy specifico delle donne: culturale, sociale e imprenditoriale.

L’autrice racconta storie di protagoniste, anche non “italiane”, e che hanno deciso di vivere in Italia la loro esperienza lavorativa, non semplicemente esaltando le “virtù” e prerogative tipicamente italiane adottate in ogni parte del globo, ma proponendo come valido esempio la ricerca della “bellezza” e dello stile italiano apprezzato in tutto il mondo da secoli.

Il nuovo saggio, è un collegamento al Progetto e libro: “Le donne, acqua nel deserto”, (e con la seconda edizione del Riconoscimento Internazionale, ad artisti e società civile, che si svolge durante l’evento), partito e presentato il 25 novembre 2015, con il Patrocinio della Regione Lombardia.

Il collegamento rispecchia le peculiarità al femminile, rispetto alle sfere del talento delle donne in ogni ambito della vita sociale e lavorativa, e prosegue gli intenti di sensibilizzazione sul tema dei diritti e dell’educazione al rispetto, con la sua opera di divulgazione, contro la violenza sulle donne, non solo nelle date “canoniche e simbolo” del 8 marzo o 25 novembre ma per tutti i giorni dell’anno.

Le interviste sono dedicate alla presenza assordante del silenzio delle donne che non possono più raccontarsi, perché vittime di violenza o femminicidio, e ai loro figli, che affronteranno il futuro senza le loro mamme, nel buio della grande e assoluta assenza,  con il ricordo sempre più flebile, al quale saranno perennemente aggrappati…

La dedica alle donne vittime di violenza, in questo libro, è ispirata dalla “Canzone di Marinella”, la ballata/bolero di Fabrizio De Andrè, (scritto e composto nel 1962 con l’arrangiamento musicale del Maestro Gian Piero Reverberi); la prima canzone in assoluto che l’autrice ha imparato a cantare da bambina, (scritta nell’anno della sua nascita e che le ha insegnato la sua mamma, insieme alla grande ammirazione per il Poeta genovese che ha conosciuto a 15 anni e con il quale ha cominciato la sua carriera di fotoreporter), e dalla quale, ha immediatamente percepito una grande energia e che ora, è anche una sua cover, sigla del progetto, dopo “Gracias a la vida”, sigla del 2015. Questo brano, è un dolce omaggio del cantautore a una donna che si può dire oggi: “vittima di femminicidio”, ed è per Ketty, il legame primario del suo impegno civile e sociale sui diritti delle donne, delle bambine e bambini.

Il libro contiene le interviste a donne protagoniste, impegnate nel Made in Italy: culturale, sociale e lavorativo, con le riflessioni sul futuro dello stile italiano nel mondo.

La copertina è di Giuliano Grittini – Artista Stampatore e fotografo di Alda Merini

Fanno parte del Progetto 2019, oltre al libro:
le cover di Ketty Carraffa, delle canzoni “Gracias a la vida”, (Violeta Parra) e “La Canzone di Marinella”, (Fabrizio De Andrè); utilizzate come “sigla“, durante le presentazioni del libro e il Riconoscimento internazionale “Le donne, acqua nel deserto”, (che andrà a donne  e uomini impegnati nella difesa dei diritti, con un’opera di Giuliano Grittini).

IL LIBRO
Prima parte:
“La Canzone di Marinella” – Le donne solidali
INTRODUZIONE – ROSALBA KETTI CARRAFFA
Postfazione di GIUSEPPE TANGA – Segretario Generale Hermes Centro Studi Europeo – Roma
Le interviste a:
DORI GHEZZI – Nel ricordo del Poeta e in omaggio a Fabrizio de Andrè, a vent’anni dalla scomparsa, con un messaggio alle giovani generazioni di donne e soprattutto mamme, per costruire un mondo migliore, cantando sempre l’Amore, attraverso la conoscenza dei valori e i principi che ci hanno lasciato i “grandi”.
ALESSANDRA KUSTERMANN
Direttore di Ginecologia e Ostetricia, Pronto Soccorso e Accettazione Ostetrico Ginecologico, Centro medico specialistico di assistenza per i problemi della violenza alle donne e ai minori. (Policlinico Mangiagalli – Milano)
GIUSSI BARBARA – Ginecologa – Centro Antiviolenza Mangiagalli
MARIA SILVIA SFONDRINI Responsabile di Unità Operativa Semplice – Policlinico Mangiagalli
STELLA PEDILARCO Coordinatrice Reparto Diagnostica senologica – Policlinico Mangiagalli
ISA MAGGI – Responsabile nazionale STATI GENERALI DELLE DONNE
Fiorella Cerchiara – Presidente Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus

Seconda parte: La nostra passione è il Made in Italy. Le donne, imprenditrici di se stesse

Le Interviste a:
MADLENA ZEPTER
Zepter International, Founder of Teatro “Madlenianium”, “ZEPTER INTERNATIONAL DESIGN AWARD”
LAURA MARELLI – Modisteria Gallia e Peter
CARLA TOLOMEO – Artista
MARIANA MILL – Executive Director at Mill&Partner GmbH – Stilista
ROSA GENONI – L’inventrice del Made in Italy, raccontata da RAFFAELLA PODREIDER (Nipote e biografa)
TERESA, MIRIAM e ARIANNA GARDONI – Gardoni art
ELENA CARMIGNANI – Fattoria Enzo Carmignani
FRANCESCA CORBANI – Giovane Imprenditrice

Organizzazione e Accredito

Ketty Carraffa +39/3382610554 – kettyk62@gmail.com

Daniela Manfredi -345779972

Gianluca Croce – 3488931472

Riprese per FORMAT TV “IL MADE IN ITALY E’ LA NOSTRA PASSIONE” BY KC

 

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