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Style & Luxury

Un prezioso ciondolo pensato e dedicato ai caratteri un pò vagabondi dal cuore puro per lanciare un dolce messaggio

DailyMood.it

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19 marzo 2013

L’azienda orafa milanese fondata da Pino Rabolini, nasce nel 1967 e si afferma rapidamente fino a diventare oggi il quarto produttore di gioielli in Europa.

Pomellato si distingue principalmente nel suo settore per avere introdotto il concetto di gioiello ‘prêt-à-porter’, all’epoca assolutamente rivoluzionario. Gioielli da indossare tutti i giorni, in ogni momento della giornata, con disinvoltura ed eleganza.

I gioielli Pomellato sono realizzati in Italia con grande cura artigianale ed utilizzando solo materie prime con elevati standard qualitativi.

Creatività, ricerca, innovazioni di stile con alla base una solida tradizione orafa artigianale sono i punti di forza che caratterizzano il successo del marchio in Italia ed all’Estero. A questo bisogna aggiungere una forte originalità nella scelta delle forme di comunicazione.

Nel 1995 Pomellato crea Dodo, un nuovo brand di gioielleria che quest’anno festeggia la bella stagione lanciando in volo la sua nuova rondinella di diamanti neri e oro giallo, preziosa versione di un simbolo romantico, universale e unisex.

Perchè fedelissima e monogama, la rondine affronta lunghe traversate in cerca di sole, però infine torna sempre al suo vecchio nido.

Info: www.pomellato.com

 

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Fashion News

La tradizione manifatturiera italiana: Eleventy sfila ad Hoas

T. Chiochia Cristina

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Insegnare la bellezza della sartorialità italiana attraverso il mood dei fashion show degli stilisti.
Avvicinare i giovani all’idea della “moda su misura”, quella dei nostri nonni, in modo del tutto nuovo e “stiloso”. Partendo dal “dietro le quinte” dell’essere stilisti o brand famosi.
Cosi una nuova storia di stile si concretizza nel primo fashion event di ieri di Eleventy e di altri protagonisti tra cui Sartoria Daniel Robu, Ervè Jacques, Ivan Guerrer.
Presentata ieri a Torino durante la manifestazione Hoas: History of a style, le room delle sartorie ed il Fashion Show di Eleventy si sono rivelati un successo. Arriva con Eleventy in passerella l’arte ed un nuovo modo di intendere l’abito come vero e proprio “inedito contemporaneo” della moda uomo di questo brand.
Basta l’atmosfora e l’attesa per creare le prime suggestioni ed ecco che la prima giornata di Hoas, debutta con successo grazie all”imprenditore Domenico Barbano e Benny D’Emilio, che hanno di realizzare questo evento sotto la direzione di Alex Pacifico in modo inedito.
Mancava, infatti, forse in Italia, una sorta di “fiera” della moda, un modo più “emozionale” di intendere le sfilate, non come icona di stile ma aprendosi ai giovani e al loro mood di intendere invece le tendenze e le novità ma offrendo l’idea di ciò che significa essere sarti.
Non quindi solo un fashion show, ma un vero e proprio evento quello del brand Eleventy dove la multi sensorialità l’ha fatta da padrona.

Eleventy come moda “padrona di stile” e come recita il comunicato stampa, che ha scelto di essere presente all’evento perchè: “Torino è stata la sede di numerose invenzioni esportate nel mondo: penso a Fiat, alla compagnia telefonica SIP, alla lungimiranza di Adriano Olivetti, etc. Ma è stata anche una delle prime città a credere nella moda già dalla fine dell’800, consacrata poi con l’Expo del 1911. La forza del settore della moda torinese risiedeva nell’abilità sartoriale, un’eccellenza artigianale che ha un profondo legame con la vocazione del nostro Brand.
La nostra sfida è stata infatti, fin da subito, quella di portare oltre confini la grande tradizione manifatturiera italiana, scegliendo di basare la produzione su una rete di micro imprese artigiane che selezioniamo per eccellenze e specializzazioni.Le mani esperte dei nostri maestri artigiani ci permettono ancora oggi di raccogliere ampi consensi in tutto il mondo, con l’orgoglio di essere italiani. Dobbiamo proteggerli, valorizzarli, ma anche far capire ai giovani che rappresentano una grande opportunità per il loro futuro“, ha dichiarato Marco Baldassari co-fondatore, insieme a Paolo Zuntini, del Brand e direttore creativo uomo.

Un uomo quindi per questa collezione autunno inverno 19/20 che viaggia e fa esperienze nuove, aperto al mondo degli affari ma anche del tempo libero ed a ciò che accade nel mondo. Un senso del viaggio inteso come capi comodi, dai tessuti e dalle linee pulite, con colori chiari ma a tinta unita e presentati spesso tono su tono e con i modelli che sfilano tra il pubblico in più direzioni, quasi a voler essere seguiti in una sorta di mappa.
Attorno, un trionfo di colori e di note per un evento immersivo, dalla cantante che ha aperto la serata dal vivo nella ex fabbrica della sala Fucine della Ex OGR -officine grandi riparazioni- con ospite Roberto Farnesi.
E poi, ecco la sfilata, esempio della “moda responsabile” di stile di Eleventy, per un uomo, sportivo e dinamico. Stile, forma e sartorialità. Esempi di buone pratiche non solo di stilisti famosi, ma anche di alta sartorialità.
Per concludere, da segnalare anche la presenza tra le altre, di Sartoria Daniel Robu, una realtà solida e molto ben avviata nella realtà torinese. Esempio di un grande sarto-imprenditore, membro dell’Accademia dei sartori italiani, titolare (europeo, essendo rumeno d’origine) che esprime però il grande Made in Italy e famoso a Torino per i suoi progetti di integrazione proprio attraverso la grande sartorialità,però tutta italiana in cui i giovani spesso stentano a riconoscersi ma molto apprezzata all’estero , un bell’esempio di essere sarti “europei” in Italia e che forniscono un esempio di Made in Italy proiettato nel futuro nel solco delle tradizioni, tanto che nel 2015 Daniel Robu ha rappresentato addirittura l’Italia alla Fiera internazionale dei Sarti in Finlandia.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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Fashion News

Announcing a Dsquared2 OVO Collaboration

DailyMood.it

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Dsquared2 has partnered with the global lifestyle brand October’s Very Own (OVO) to create a capsule collection inspired by the OVO Lifestyle.
The collaboration unites Canadian talent, Dean and Dan Caten with the OVO lifestyle brand founded by Drake, Oliver El-Khatib, and Noah “40” Shebib.
Cut with Dsquared2 attitude in contemporary fits, the ready to wear clothing and accessories include a grey hooded sweatshirt, track pants, t-shirt, baseball cap, washed denim jeans and jean jacket, and a knitted black beanie. All of the pieces feature a custom designed Dsquared2 x OVO motif.
The collection will be available from May 2019 exclusively via OVO:

OVO Online Store: www.octobersveryown.com

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Fashion News

Gli stili della moda a Torino per HOAS

T. Chiochia Cristina

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Ebbene si, ci siamo! Quel Piemonte, da sempre regione sede di pregiata sartorialità e qualità del mondo delle confezioni del tessile dell’abbigliamento e della moda (basti pensare al polo del biellese e del torinese), da quest’anno è sede anche di un evento del tutto speciale e nuovo, un vero e proprio inedito “fashion show” in cui, per la prima volta, si daranno appuntamento gli stili della moda e tanti personaggi noti tra cui Simona Ventura, Roberto Farnesi, Cristina Chiabotto, Giorgia Wurth, Elena Barolo, Jane Alexander, Enrico Silvestrin, Francesco Ferdinandi, Alessia Ventura, Tommaso Zorzi.

L’evento, che è stato presentato nella splendida location del Palazzo della Luce a Torino, Hoas, History of a style, sarà una manifestazione che si svilupperà nell’arco di quattro giorni dal 22 al 25 Maggio 2019 presso le celebri e restautrate Officine Grandi Riparazioni, che vuole appunto presentare il mondo delle “passerelle” di moda, come un progetto più articolato : HOAS, appunto e che “punta a diversificare il modo di proporre l’evento moda, offrendo una visione differente rispetto all’offerta delle tradizionali fashion-week, parlando di moda certamente, ma financo offrendo spunti da un punto di vista culturale, strutturando un evento che offra una diversa visione del brand/stilista, recuperando quanto importante sia tecnica e creatività, manualità ed interpretazione“, come dicono appunto gli organizzatori che sono Domenico Barbano, Benny d’Emilio , sotto la direzione artistica di Alex Pacifico.

Non solo quindi sfilate come durante le Fashion Week sparse per il mondo, ma vere e proprie stanze “immersive” di fotografia, divertimento ed incontro per presentare la storia di uno stile e di un brand famoso, come moda e tendenza. Quattro i grandi protagonisti dell’evento: Eleventy, Rebl, Bagutta e Pignatelli.
Pensato come percorso emozionale, i quattro brands e gli stilisti che parteciperanno a questo primo appuntamento di Hoas, avranno la possibilità di presentare il loro lavoro a 360 gradi dove la “ciclicità” della moda, come continuo cambiamento ed evoluzione verrà messa sotto nuova luce grazie ad approfondimenti fotografici e tematici. Ed è proprio questo a colpire durante la conferenza stampa, dalle parole stesse dei suoi protagonisti.

E se, la scelta di esserci per il marchio Eleventy significa, come ha ben spiegato Marco Baldassari, direttore creativo per la linea uomo: “essere felice di aprire con le nostre creazioni questa nuova Kermesse. Torino è stata una delle prime città a credere nella moda, nell’abilità sartoriale e nell’eccellenza artigianale, che hanno un profondo legame con la vocazione del nostro Brand. La nostra sfida è stata infatti, fin da subito, quella di portare oltre confine la grande tradizione manifatturiera italiana, scegliendo di basare la produzione su una rete di micro imprese artigiane che selezioniamo per eccellenze e specializzazioni. Le mani esperte dei nostri maestri artigiani ci permettono ancora oggi di raccogliere ampi consensi in tutto il mondo, con l’orgoglio di essere italiani”. Per Vanna Quattrini designer della linea donna Bagutta, nel suo comunicato ribadisce che : “presenteremo la nuova collezione donna di Bagutta che ho realizzato immaginando i desideri delle donne, interpretandoli attraverso capi classici senza tempo che fossero al contempo innovativi e divertenti, giocando con volumi, fit, colori e tessuti, strizzando l’occhio alle nuove tendenze e a una femminilità sempre più evidente ed espressiva“.

Ma non solo. Ecco infatti la presenza di Rebl e come ha sottolineato lo stesso Tom Rebl durante la conferenza stampa: “ essere qui […]mi da la possibilità di raccontare a 360 gradi la storia e l’identità del mio brand. Grazie a questa stupenda location di OGR e all’unicità dell’organizzazione posso mostrare le peculiarità della mia identità legata alle arti visuali, alla danza e alla creatività.
E la presenza di Francesco Pignatelli, creative director del brand Carlo Pignatelli, che afferma: “Per noi questo evento è un omaggio a Torino e all’artigianalità pura del vero Made in Italy, che da sempre ispira e fa parte del dna Pignatelli. Per questo ho accolto con entusiasmo l’invito a partecipare al progetto di Hoas. Aprire le porte della maison, facendo immergere gli ospiti in una vera experience farà apprezzare il grande lavoro manifatturiero che sta dietro ogni singola creazione. Suscitare l’emozione dei clienti, riuscire a indirizzare i loro gusti, dare risposte ai loro sogni è il motivo che ci porta a realizzare le nostre collezioni”.

Ed ecco così che nel grande contenitore di Hoas, entrano a far parte stili e prospettive della moda molto differenti ma con molte cose da dire, sotto vari punti di vista, dove sono i continui cambiamenti ed evoluzioni sull’abbigliamento moderno e contemporaneo dei vari brands famosi, che sviluppano e declinano interpretazioni e nuovi mood su cui le nuove generazioni di stilisti, ancora in formazione e già formati, si confronteranno. Tra i molti talenti proposti durante le varie giornate, si cita la moda creata da tre amici, Ivan Fucci, Claudio Gerardi e Fabiana Calvo, che, come recita il loro comunicato, creano insieme il brand “Illusory” insieme all’amico Alberto Caputo e ne fanno un vero successo su Instagram. E nella loro presentazione, forse anche il senso più bello di questa iniziativa: “[…]di frequente ci domandiamo se sia normale una società in cui le persone siano insoddisfatte, nevrotiche, infelici, costrette, per ragioni di sopravvivenza, a recitare ruoli in cui non si ritrovano e mansioni che detestano, cercando il più possibile di rientrare nei parametri prestabilisti dalla società.Questo genera un senso di frustrazione quasi impercettibile e che cerchiamo di anestetizzare accumulando cose di ogni genere ed inseguendo cose evanescenti, dipendenze. Si può essere dipendenti da persone, da sostanze, da idee e pregiudizi, si può essere dipendenti da uno status sociale? Il nostro scopo è riconoscere l’illusione, il nostro scopo è rompere l’illusione per agire in funzione di ciò che siamo realmente“.

Hoas quindi, forse un evento nuovo nel panorama della moda. Ideale momento di riflessione sulla moda per chi la moda la fa, la crea, la studia, la vive, la compra. Attraverso i suoi modelli, ma di stile e di forma in continua evoluzione.
Dove materiali e nuove lavorazioni, tutte da indossare, verranno volutamente declinati anche dalle nuove proposte degli stilisti emergenti (del torinese),finalmente. Per comunicare non solo “cosa” ci sia dietro un brand , ma aprendo un confronto schietto e sincero con chi è già se non famoso conosciuto, dietro un nuovo modo di intendere la passione per l’indossabilità o meno sartoriale, volendo testimoniare il proprio modo di intendere lo stile.
E così, se si dice ancora durante le fashion week sparse per il mondo che “la forma di un vestito dura due stagioni ed un colore va di moda per quattro stagioni”, chissà che i percorsi emozionali di Hoas nella kermesse torinesse della prossima settimana, proponendo un panel così eterogeneo degli stili “di moda” tra generazioni di diverso genere e contenuto in questo periodo, non identifichino al meglio, non tanto la maestria degli stilisti famosi che si sono comunque prestati con generosità a questo fashion show inedito, ma quel “quid” per cui ogni brand in mostra sa e saprà farsi riconoscere ed amare al di là delle quattro stagioni concesse.

Concludendo, ben venga quindi la scelta di aprire la manifestazione a tutti ed in modo gratuito, quasi come buon auspicio per un ritorno vero di quell’ “avere stile nel proprio stile” che negli ultimi anni si sicuramente perso ma che spesso proprio dai giovani, prende spunto. E stavolta, grazie a Hoas, non solo dalla moda del momento, ma da quell’adattarla alla propria personalità che spesso, che fa la differenza tra buon gusto e misura personale.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

 

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