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Style & Luxury

Eccellenze della nautica e lusso

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LE ECCELLENZE DELLA NAUTICA E DEL LUSSO PROTAGONISTI
DEL MONTENAPOLEONE YACHT CLUB 2016

Dal 16 al 22 maggio Ferretti Group sarà assoluto protagonista, con ben sei marchi, del MonteNapoleone Yacht Club 2016 che, per il secondo anno consecutivo, celebrerà il sodalizio fra i più importanti cantieri nautici e il mondo del fashion/luxury. L’evento, organizzato da Associazione MonteNapoleone e patrocinato dal Comune di Milano, vuole esaltare il legame fra queste due eccellenze facendole “sfilare” insieme, per un’intera settimana, in Via MonteNapoleone. Oltre che con Riva e CRN, già presenti nel 2015 in occasione della prima edizione, Ferretti Group parteciperà anche con Ferretti Yachts, Pershing, Itama e Custom Line. Ognuno dei brand sarà abbinato a celebri firme della moda, della gioielleria, dell’accessoristica e dell’alta orologeria. Ferretti Yachts e CRN rispettivamente con Piaget e Audemars Piguet; Pershing insieme a Montblanc; Itama con Italia Independent; infine, Custom Line e Riva con le maison Etro e Larusmiani.

“Come portabandiera della nautica Made in Italy abbiamo aderito con entusiasmo a questa seconda edizione del MonteNapoleone Yacht Club” – commenta l’Avv. Alberto Galassi, Amministratore Delegato di Ferretti Group. “La scelta di partecipare con sei marchi del Gruppo sottolinea la grande affinità che sentiamo con questo evento, nei cui valori ci riconosciamo pienamente. L’amore per il bello, la cura e la dedizione nei confronti del prodotto e del cliente ci accomunano ai nostri partner e ci guidano, ogni giorno, nel creare yacht unici, icone del mare che sono apprezzate in tutto il mondo.”

Da lunedì 16 a domenica 22, gli ospiti delle sei boutique potranno conoscere da vicino, grazie a esposizioni, scenografie e installazioni realizzate ad hoc, le ultime novità Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Riva, CRN e Custom Line. Modellini in scala degli yacht affiancheranno in vetrina, nelle bacheche e nei salotti delle boutique i prodotti delle aziende partner. Inoltre, dal tardo pomeriggio di mercoledì 18 maggio l’intera Via MonteNapoleone si animerà con l’esclusivo cocktail serale a invito, per una celebrazione corale di questo sodalizio fra due mondi di élite, eccellenza e stile.

FERRETTI GROUP AL MONTENAPOLEONE YACHT CLUB 2016
FERRETTI YACHTS
Lo storico marchio di flybridge, con un gamma che va dai 14 ai 29 metri (45-96 piedi), incontra Piaget, maison svizzera di alta orologeria e gioielleria di lusso. Gli ospiti potranno ammirare la bellezza dei modelli Ferretti Yachts, la perfezione meccanica degli orologi e l’eleganza dei gioielli Piaget sia in boutique che nella terrazza panoramica su Via Verri. Scopriranno due anime unite da un’unica filosofia progettuale, che trova fondamento nella cura del dettaglio e nella massima soddisfazione del cliente, fedele all’affidabilità nel tempo di questi due brand inimitabili.

PERSHING
Il carattere supersportivo di Pershing, marchio di riferimento per la produzione high performance coupé dai 14 ai 43 metri (54-140 piedi), si unisce a Montblanc, sinonimo nel mondo dei più celebri strumenti da scrittura, oltre che di orologi, gioielli e accessori in pelle. Ad accomunarli un mix ineguagliabile di estetica e prestazioni, frutto di una ricerca costante e avanzata. In particolare, il DNA Pershing, da sempre innovativo per l’utilizzo di tecnologie e materiali all’avanguardia (come il carbonio) si affiancherà a un’esclusiva esposizione della nuova Collezione Extreme, realizzata in pelle brevettata Montblanc dalle alte prestazioni.

ITAMA
L’anima mediterranea di Itama, cantiere italiano produttore di open dai 14 ai 24 metri (45-75 piedi), conosciuto in tutto il mondo per lo stile inconfondibile dei suoi scafi, si riconosce nello spirito creativo di Italia Independent, marchio di eyewear fondato nel 2007 da Lapo Elkann, Andrea Tessitore e Giovanni Accongiagioco. Il Brand di creatività e stile, proprio in occasione del MonteNapoleone Yacht Club, annuncia la partnership con Itama.

FG Novita FlottaRIVA
Lo stile e l’eleganza senza tempo di Riva, “mito” della nautica con i suoi 174 anni di storia e una flotta che spazia da 8 ad oltre 90 metri, composta da open, coupé, flybridge, e i nuovi Superyacht in acciaio e alluminio, sposano l’artigianalità di Larusmiani, storica griffe italiana di abbigliamento e sartoria. Un connubio ideale, fra due icone in perfetto equilibrio tra classico e contemporaneo, capaci di unire tradizione e innovazione, all’insegna di una passione per il prodotto che è l’essenza stessa del Made in Italy. La boutique all’angolo fra Via MonteNapoleone e Via Verri si trasformerà in una “Riva Lounge” allestita in esclusiva – e per la prima volta a Milano – fino al 9 giugno, al primo piano della Concept Boutique Larusmiani. In esposizione: riproduzioni in scala degli yacht più recenti, due magnifiche mostre fotografiche e uno splendido Racer in legno. Quest’ultimo è il più antico esemplare d’imbarcazione Riva esistente, della prima metà del secolo scorso, emblema di una delle epoche più leggendarie del marchio, ora rievocata nel volume Riva Corsa – The Origin of the Myth, disponibile in anteprima durante il MonteNapoleone Yacht Club. Il cocktail di mercoledì 18, inoltre, sarà organizzato dal Gritti Palace, il celebre hotel di Venezia partner di Riva dove, lo scorso anno, è stata inaugurata la prima Riva Lounge, con vista sul Canal Grande.

CRN
L’unicità di CRN, cantiere costruttore di megaycht in acciaio e alluminio da 50 a 90 metri, caratterizzati dalla ricerca di soluzioni progettuali completamente customizzate, si sposa perfettamente con Audemars Piguet, la più antica manifattura orologiera svizzera, tuttora guidata dalle famiglie fondatrici. Un binomio che nasce sotto il segno della più alta maestria artigianale. Due percorsi paralleli ricchi di intuizioni che, insieme, hanno contribuito a scrivere bellissime pagine nella storia dell’eccellenza stilistica internazionale e hanno fatto di queste due aziende dei veri trendsetter nei rispettivi settori. La boutique verrà arricchita con vari oggetti – anche storici – legati alla navigazione mentre gli ospiti potranno ammirare, in vetrina e in negozio, alcuni modelli in scala delle navi realizzate nel cantiere di Ancona.

CUSTOM LINE
Custom Line è un marchio del Gruppo celebre in tutto il mondo per la flotta di plananti e semidislocanti dai 28 ai 42 metri, caratterizzati dalla totale personalizzazione di arredamento e allestimenti, realizzati su misura dei desideri dell’Armatore. L’elegante design e i materiali pregiati tipici di Custom Line si riconoscono in Etro, dove il concetto di New Tradition si esprime attraverso la somma di sapienza artigianale e sperimentazione creativa.

www.ferrettigroup.com

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Fashion News

Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Fashion News

Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Sfilate

CHANEL Sfilata Primavera Estate 2027

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La Conversation – Parte Tre – Volti diversi della stessa medaglia

«La bambina che ero un tempo è con me oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho acquisito i miei standard esigenti, ed è lei che sono riuscita a soddisfare. Nessuno mi è più vicino di lei. Lei mi deve tutto, e io le devo ciò che sono riuscita a dare al mio tempo.»

Gabrielle Chanel

«Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici sé, volti diversi della stessa medaglia. È come un gioco del cadavere squisito, in cui un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne dentro una donna. E qui si tratta di una donna, Gabrielle, che poi è diventata Chanel.»

Matthieu Blazy

La moda è malleabile e trasformativa, trasmettendo dal passato al presente e verso il futuro.

Le identità della moda cambiano e si trasformano, eppure, in relazione a una donna, sono sempre diverse e sempre le stesse. Nella collezione di questa stagione, Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a questi molteplici sé nel suo continuo dialogo con Gabrielle Chanel.

Dai suoi inizi agli anni più tardi, dalla rivelazione della biancheria in jersey all’inizio della collezione fino al suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una seconda pelle contro la carne nuda, leggero come un profumo. Qui, il continuum della moda Chanel si dimostra stratificato e circolare, con l’inizio che informa la fine.

Nella collezione, la giovane Gabrielle diventa le diverse donne Chanel che sarà. Ognuna porta l’altra dentro di sé, una storia stratificata di identità all’interno di una storia stratificata degli abiti che indossava. Questo è il suo personale viaggio nella moda: dalle costrizioni del corsetto e della sartoria edoardiana che un tempo aveva adottato e contro cui si era ribellata, alle sue idee riconfigurate e rivoluzionarie sul tailleur, indossato con disinvoltura e portato con leggerezza.

Le identità vengono provate, valorizzate, aggiunte, utilizzate come un gioco o, a volte, abbandonate e combattute. Lasciano dietro di sé tracce delle loro precedenti incarnazioni: linee di stecche d’ombra, il movimento di un peplo, il volant di un colletto, la curva di un corpino, che diventano i resti spettrali di vite della moda passate.

Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: l’abbigliamento formale maschile da giorno e da sera viene tagliato a vivo e trasformato in gilet, indossati con pantaloni, oppure riconfigurato in tailleur con gonna a matita.

Il mondo maschile scivola in quello femminile con abiti formali in stile anni Trenta, ricamati di paillettes e strutturati in sbieco, oppure lavorati a maglia e impreziositi da perline, abbastanza leggeri da essere infilati e indossati con la facilità di una T-shirt. I paradossi della femminilità sono al centro di ciascuno di essi.

Eppure, forse, è il flou a risultare più sorprendente quando imita il time-lapse delle formazioni delle nuvole, ottenuto sovrapponendo differenti pesi di trasparenze di seta stampata e tagli ampi e fluttuanti. Segna il mattino, l’ora dorata e il calare della notte; il passaggio del tempo.

Simboleggiato dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, un senso di libertà prende il volo attraverso gli abiti, posandosi a volte nella sua incarnazione aviaria come bottoni, gioielli e ricami.

Ma è nello straordinario sviluppo dei tessuti dell’atelier, sia intrecciati sia lavorati a maglia, che le sue capacità supreme risplendono, spingendo una concezione della libertà attraverso il movimento e la leggerezza.

Qui, la filosofia Chanel diventa non soltanto un motivo, ma un progetto di vita, qualcosa che è nel cuore della maison. Come la libertà stessa, non si tratta soltanto di vedere, ma di sentire.

Il capitolo finale della collezione chiude il cerchio, dalla seconda pelle della biancheria all’inizio della sua storia fino all’ultima incarnazione del tailleur nel nuovo «tweed smock».

Quest’ultimo rappresenta un’innovazione sorprendente: richiama il primo nella sua leggerezza senza sforzo, nella sua malleabilità e mobilità ottenute grazie all’elasticità, diventando un capo performante possibile soltanto oggi.

Eppure continua le tradizioni degli obiettivi ultimi di Gabrielle Chanel attraverso l’abito: movimento, espressione di sé, libertà.

A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene la stessa borsa 2.55 di Gabrielle Chanel proveniente dagli archivi del Patrimoine, la collezione ritorna a essa alla fine, indossata dalla stessa modella; gli accessori riflettono la stessa molteplicità di significati e di identità.

Ere ed epoche si fondono, in particolare nella varietà delle borse con patta, sia vecchie sia nuove. Dall’eleganza della pelletteria di un nuovo classico, con la sua chiusura a catena da orologio, passando per le borse nuvola e i loro segni del passaggio del tempo, fino alla minaudière a forma di gabbia per uccelli, con i suoi uccelli fuggiti, simbolo e significante, allo stesso tempo giocoso e profondo.

«Questa non è una collezione storica; è una collezione sulle storie stratificate di Gabrielle Chanel. Alla fine, Chanel ha preso il volo, e ogni passo che ha compiuto l’ha condotta verso la libertà, come un uccello.»

Matthieu Blazy

  • Mémoires de Coco, Louise de Vilmorin, Gallimard, 1999.
    Copyright CHANEL

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