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Artigianato e Palazzo annuncia i vincitori di Blogs&Crafts

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Grande soddisfazione per le richieste di partecipazione alla X edizione di Blogs&Craf Europe – oltre 180 candidature giunte da tutta Europa – la cui Giuria ha selezionato i tredici artigiani under 35 ai quali sarà data l’opportunità di esporre gratuitamente ad Artigianato e Palazzo XXIX edizione (Firenze – Giardino Corsini 15/17 settembre 2023).

“Siamo orgogliosi di avere creduto nelle nuove generazioni già dieci anni fa, linfa vitale per l’innovazione in tutti i mestieri artigiani”, sottolineano gli organizzatori Sabina Corsini e Neri Torrigiani. 

“Il successo riscosso dalla nostra iniziativa è la conferma del crescente interesse da parte dei giovani per i lavori che richiedono talento manuale, consapevoli di trovare in questo settore una risposta ai principii di autenticità, rispetto per l’ambiente, legame con il territorio e sperimentazione.”.

Storie di passioni e di vite personali diverse tra loro quelle che i giovani “crafts” ci racconteranno quest’anno con la loro presenza nell’area dedicata delle rinascimentali Scuderie di Palazzo Corsini, al lavoro nelle loro botteghe ricreate per l’occasione.

“Blogs & Crafts Europe 2023” è rivolto a tutti i giovani artigiani dei paesi europei, grazie alla collaborazione con il World Crafts Council Europe.

Per promuovere e valorizzare l’artigianato e il Made in Italy si rinnova anche quest’anno la collaborazione con la Fondazione Ferragamo che aprirà ai vincitori l’Archivio della Salvatore Ferragamo, custode della tradizione dell’azienda e di quella artigianalità tanto cara al fondatore della maison nota in tutto il mondo.

Rientra in questa grande attenzione verso i giovani l’accordo di Artigianato e Palazzo con Métiers d’Excellence LVMH, che prevede per tutti i giovani under 25 l’accesso gratuito al Giardino Corsini nei giorni della Mostra e potranno scoprire tutti gli aspetti del creare artigiano partecipando ai workshop e ai piccoli laboratori proposti dalle tante maison che fanno capo al Gruppo LVMH negli spazi dedicati ai lati del viale centrale del Giardino Corsini.

Restano ancora aperte fino al 14 luglio le candidature per gli influencer e i talent da presentare direttamente dal sito www.artigianatoepalazzo.it.

BLOGS & CRAFTS Europe 2023

 I VINCITORI
Francia, Georgia, Irlanda, Slovacchia, Svezia e naturalmente Italia sono i paesi presenti a questa edizione di Blogs & Crafts Europe che porta in Mostra una nuova selezione di “crafts” under 35.

Anche i giovani “crafts”, come tutti gli espositori, saranno sottoposti al giudizio del pubblico tramite apposite schede distribuite insieme al Catalogo che decreteranno il vincitore del “Premio Perseo” destinato al migliore artigiano di ARTIGIANATO E PALAZZO 2023.

ESTERO

MARIE LEVOYET – FRANCIA,  Eliografica
www.marielevoyet.com –  IG: marielevoyet

Marie Levoyet ha fondato lo studio nel 2018, ponendo al centro della sua pratica il legame tra il fotografo e la sua immagine. È uno dei pochi studi specializzati nella fotoincisione su rame a colori, un processo fotomeccanico del XIX secolo al confine tra fotografia e incisione dove le fotografie vengono incise su lastre di rame e stampate con inchiostri, sviluppando tinte di una profondità quasi palpabile e di lunga durata. Collabora con fotografi, designer e artisti contemporanei e nei suoi progetti più personali la nozione di insularità guida la sua ricerca: insularità geografica, ma anche emotiva e sensoriale.

NINO MISRIASHVILI  – GEORGIA, Tornitore
IG: woodincrustation

Nino Misriashvili, nato e cresciuto a Dusheti in Georgia, è un artigiano che lavora il legno e ne sviluppa la decorazione tramite la tecnica della incrostazione. Nino si è laureato in economia, ma dopo gli studi ha iniziato a collaborare attivamente con suo padre, artigiano autodidatta.

Per le incrostazioni utilizza diversi metalli (rame e melchior), pietre semipreziose (malachite, lazuli, turchese), coralli, madreperla e diversi tipi e colori di legno.

Nella tecnica utilizzata dalla sua famiglia tutti i dettagli inseriti nel legno sono di colore naturale e si stendono 2-3 strati di lacca e successivamente il lavoro viene rifinito con materiali organici.

MARK NEWMAN – IRLANDA, Scultura

www.marknewmanjewellery.com IG: marknewmanjewellery

Mark Newman è un orafo ed educatore irlandese pluripremiato. Il suo lavoro abbraccia un fenomeno neurologico di recente scoperta, l’afantasia. Di cui lui stesso è affetto. L’afantasia rende l’occhio della mente cieco, completamente incapace di visualizzare. Mark esamina modelli guidati dalla logica, creando “algoritmi” pratici informati da nozioni di design prestabilite, come quelle di gerarchia visiva ed estetica. L’ispirazione visiva proviene da sistemi utilitaristici come l’ingegneria civile e il brutalismo. Il suo obiettivo è creare sculture indossabili di grande impatto visivo e completamente uniche. Mark lavora direttamente con i suoi clienti per definire i parametri di progettazione che determineranno il lavoro finito.

ATELIER OBJECTORA – SLOVACCHIA, Oreficeria

www.objectora.sk – IG: atelierobjectora
Come artista multidisciplinare, Mária combina spesso la lavorazione del legno e dei metalli per creare pezzi unici che riflettono la sua visione artistica. Il suo background – fatto di marionette, costumi e scenografie – la ispira a sperimentare costantemente e a spingersi oltre i confini. Come fondatrice del piccolo marchio “Atelier Objectora”, Mária produce collezioni di gioielli e oggetti per interni che mettono in mostra il suo amore per l’imperfezione, i temi femministi e le storie umane. E’ orgogliosa di esplorare il potenziale di entrambi i mestieri e di cercare un dialogo armonioso tra di essi per portare qualcosa di nuovo ed emozionante nel mondo dell’arte e dell’artigianato.

MARGHERITA POZZALI  – SVEZIA, Ceramica
www.margheritapozzali.com – IG: margheritapozzali

Oggetti in bilico tra fragilità e umorismo.

Margherita Pozzali si ispira alla vita quotidiana e alle cose inanimate che la circondano cercando analogie tra l’uomo e gli oggetti per tradurne i comportamenti nelle caratteristiche degli oggetti stessi; ogni pezzo ha la sua ”personalità”. A lei piace anche cimentarsi con materiali e combinazioni inaspettate e il suo “luogo” di sperimentazione preferito è la maniglia, dove l’oggetto si incontra con il suo utilizzatore.

ITALIA

LE BOMBOLINE  – ABRUZZO, Cartapesta

www.lebomboline.com – IG: lebomboline

“Le Bomboline” sono sculture in cartapesta realizzate e dipinte interamente a mano da Amalia Di Tecco.

Figure femminili dal corpo tondo e flessuoso, in continuo movimento, che adorano lo sport e praticano lo yoga o almeno ci provano… e uno dei loro ultimi successi è stato toccarsi la punta dei piedi!. Sono fanatiche e nei loro allenamenti adorano sfoggiare costumi da bagno, sempre diversi e colorati.

ELISA MONFASANI – EMILIA ROMAGNA, Restauro

www.festinalentestudio.it – IG: festinalente_studio

Festina Lente Studio è un laboratorio di restauro di opere d’arte tessili nato dalla collaborazione tra Elisa Monfasani, restauratrice di beni culturali, ed Emanuela Fistos, tecnico del restauro. Lo Studio è accreditato per la realizzazione di interventi nei settori 4 e 6 – PFP3 (manufatti scolpiti in legno, arredi e strutture lignee e materiali e manufatti tessili, organici e in pelle). Elisa e Manuela operano seguendo le normative più aggiornate nel campo del restauro e della conservazione, lavorando per Soprintendenze, Comuni, Musei e Fondazioni, Enti Pubblici e collezioni private.

Oltre al restauro e alla conservazione, le restauratrici si occupano di attività di divulgazione culturale (attraverso canali Instagram, Facebook ed eventi) e docenza (disciplina “laboratorio di restauro” e “laboratorio di tessitura a mano”).

ATELIER TERRE – TOSCANA, Intarsio di Pietre Dure

www.atelierterre.it – IG: atelierterre.marquetry

Atelier Terre è un laboratorio specializzato nella creazione di mosaici in pietre dure che realizza oggetti unici accostando tra loro sottili lastre di pietre colorate le cui sfumature naturali vengono scomposte e ricomposte per formare nuove immagini. La loro ispirazione proviene dalle suggestioni figurative intrinseche dei minerali stessi; la loro tecnica dall’antica arte del commesso in pietre dure. Reinterpretando le regole tradizionali di questa arte, i loro lavori esaltano le forme preziose e i colori della natura in una costante ricerca di perfezione tecnica.

Tutte le opere di Atelier Terre sono realizzate individualmente e interamente a mano.

DANIELE GIANNETTI – TOSCANA, Terracotta

www.daniele-giannetti.com – IG: giannetti.daniele

Daniele Giannetti è un designer e artista italiano di Firenze. Ha svolto i suoi studi a Londra, dove si è laureato in Product Design alla Central Saint Martins, prima di ottenere un Master in Information Experience Design al Royal College of Art. Attualmente vive e lavora a Firenze, dove realizza sculture in terracotta, installazioni sonore, dipinti e performance. Dal 2021, Daniele ha iniziato a partecipare al Fuorisalone di Milano, dove ha esposto prima ad Alcova, poi a Isola Design District nel 2022, e ancora ad Alcova nel 2023, dove ha mostrato la sua ultima serie di lavori chiamati “Terra Anima”. La collezione presenta una gamma di sculture in terracotta uniche, ognuna creata interamente a mano, senza l’uso di strumenti o schizzi. Guidato esclusivamente dall’argilla, Daniele ha creato oggetti  che esprimono la sua connessione primaria con la materia. Ogni scultura è strutturata e formata nel suo modo unico, mettendo in mostra la versatilità e bellezza naturale della terracotta smaltata.

BIANCA HODSELLE SANNOLO – TOSCANA, Ricamo

IG: biancahodselle

Il lavoro di Bianca Hodselle si ispira da una parte a valori legati alla scelta di rivalorizzare tecniche artistiche tradizionali – come il ricamo, la pittura a olio e la tessitura – dall’altra all’individuazione di temi ispirati al mondo magico della natura che richiamino le sue idee di sostenibilità.

Il processo di creazione assume per lei un enorme significato simbolico, in quanto la collega alle idee rivoluzionarie degli anni ’80 – che affermavano il ritorno a un’arte cosiddetta “calda” e il recupero dei valori sensibili – che comportarono un allontanamento drastico dalle teorie degli anni ‘70 che sostenevano un’arte “ultra concettuale” e di estrema dematerializzazione.

SANDRA LARA SCHAFFNER – TOSCANA, Ceramica

www.schaffneratelier.it – IG: schaffner.atelierceramica

Tutti i lavori di Sandra nascono sulle colline di Firenze, nel suo atelier immerso nella campagna, dove in pace e armonia realizza oggetti di utilità e d’arte utilizzando gres e porcellana, sperimentando combinazioni con altri materiali come legno e ferro. La natura nelle sue molteplici forme è il filo conduttore delle sue decorazioni, dei suoi smalti e delle sue geometrie. Ogni sua creazione è una nuova sfida in cui mette tutta se stessa, la immagina, la modella e ne cura ogni dettaglio fino alla sua completa realizzazione. I suoi oggetti unici portano con sé un po’ della sua personalità e la rappresentano.

FILIPPO ZANINI – TOSCANA, Profumi ed Essenze

via Benvenuto Cellini, 34 – 51037 Montale (PT)

telefono 345 1277205

filippozanini.zanini@gmail.com

Emozionarsi con il naso consente di scoprire infiniti universi.

Filippo Zanini, giovane Pistoiese profumiere naturale certificato (IPF) e nominato al “New Luxury Award 2023”. La passione per l’etno botanica e la raccolta di vegetali spontanei e quella per l’olfatto e la sua neurofisiologia assecondano il suo impulso creativo nel comporre fragranze 100% naturali con distillazioni, macerazioni, enfleurage e assolute quasi interamente autoprodotte con grande cura e lavoro. Sempre alla ricerca di materiali interessanti e  sostenibili, Filippo cerca di fissare attimi vissuti o sognati in piccoli flaconi che raccontano storie. Filippo ama il bello e il non convenzionale come atto di resistenza.

YAYOLAB – TOSCANA, Tappeti e Cuscini

www.yayolab.net- IG: yayolab

Tatiana Mannelli è un’artigiana italo-messicana e con il suo marchio YayoLab crea tappeti e oggetti unici di alta qualità realizzati a mano con la tecnica del tufting. Tatiana utilizza materiali pregiati provenienti da aziende locali e scarti di fabbrica recuperati per dare vita a prodotti che racchiudano la sua storia e la passione per il Messico, portando nelle case i suoi colori e il suo folclore, promuovendo un consumo più consapevole e rallentando i ritmi di produzione. Il lavoro di Tatiana è fatto al 100% a mano ed è apprezzato per l’originalità e la qualità artigianale che lei mette in ogni singolo pezzo

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Il suono del colore: se Kandinsky sale in passerella

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A distanza di venticinque anni dall’ultima grande monografica romana, la Capitale torna a celebrare l’uomo che ha scardinato la figurazione per dare una forma visibile all’invisibile. Presso Palazzo Bonaparte, la mostra prodotta da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi mette in scena oltre settanta capolavori di Vassily Kandinsky. Curata da Angela Lampe, l’esposizione, visitabile fino al 14 febbraio 2027, attraversa l’intera parabola umana e intellettuale del maestro russo. Si spazia dagli esordi figurativi impregnati di folklore rurale fino alle vette geometriche del periodo Bauhaus, passando per l’intensità lirica del movimento Der Blaue Reiter. Ma per chi osserva il mondo attraverso la lente della moda, le sale del palazzo romano non raccontano solo una rivoluzione pittorica, ma svelano la matrice di un alfabeto estetico che i designer continuano a saccheggiare per dare ritmo, movimento e urgenza emotiva agli abiti. Il nucleo profondo dell’arte di Kandinsky risiede nella sinestesia: la capacità, o meglio la necessità, di fondere i sensi. Per il pittore, un punto geometrico sulla tela era un accordo di pianoforte, una linea diagonale il graffio di un violino, e i colori possedevano precise risonanze spirituali. Il giallo era inteso come squillo di tromba, (il colore caldo, eccentrico e carico di aggressività visiva per eccellenza), mentre il blu rappresentava la profondità di un violoncello, la forza fredda e centripeta capace di calmarlo. Quando la moda incontra Kandinsky compie l’operazione inversa, ma complementare: prende quella partitura visiva e la trasforma in materia tridimensionale capace di muoversi nello spazio sul corpo. Non si tratta mai di una mera riproduzione bidimensionale – un errore grossolano per qualsiasi couturier – ma di un dialogo strutturale. Un parallelismo magistrale è rintracciabile nell’approccio di Karl Lagerfeld. Il kaiser della moda ne aveva tradotto la poetica nella celebre collezione Chanel Haute Couture. Lagerfeld destrutturò il rigore della maison ricreando abiti la cui silhouette fluttuante richiamava la celebre tela “Quadri con cerchi concentrici”. I cerchi, privati del loro peso geometrico, diventavano oblò di tessuto, stratificazioni di organza e ricami capaci di vibrare a ogni passo, incarnando quel dinamismo teorizzato dal pittore. Camminando tra le sale di Palazzo Bonaparte, l’attenzione viene catturata da capolavori iconici come Gelb-Rot-Blau (Giallo, rosso, blu) del 1925. È il periodo d’oro del Bauhaus, la scuola in cui Kandinsky ridefinì i confini tra arte visiva, artigianato e design. Nelle tele di quegli anni, le linee rette, i triangoli e i vettori creano tensioni dinamiche instabili. Per l’artista, ogni forma geometrica è carica di un preciso significato emotivo: il triangolo incarna l’energia e l’azione, mentre il cerchio rappresenta la calma suprema e la perfezione spirituale.

Questa specifica tensione geometrica è la stessa che muove lo stilista giapponese Junya Watanabe. Per la sua acclamata sfilata Spring/Summer 2015, il designer (pupillo di Rei Kawakubo) ha attinto direttamente alla teoria dei colori e delle forme di Kandinsky. Watanabe ha portato in passerella copricapi e abiti scultura tridimensionali composti da pannelli di PVC rigido, cerchi intrecciati e triangoli accostati secondo i pesi cromatici del maestro russo. I modelli fluttuavano intorno al corpo come se le geometrie si fossero improvvisamente liberate dalla prigione della tela per abitare lo spazio reale. Mentre le interpretazioni tradizionali della moda si dividono spesso tra il rigore geometrico del Bauhaus e il lirismo espressionista degli esordi, l’occhio colto del custom luxury contemporaneo riesce a rintracciare strade più complesse. È il caso del brand italiano Luluredgrove, fondato dalla designer Giuliana Civello, che nel suo mini abito della collezione autunno/inverno 2027 compie un’operazione interpretativa profonda, quasi da architetto dello spazio sartoriale. Il brand si ispira esplicitamente a una delle fasi più affascinanti e stratificate del maestro: quella di opere come “Yellow Painting”. Questo periodo tardo è celebre per la sua capacità di fondere i tre grandi vocabolari della vita dell’artista: la griglia geometrica rigida del periodo Bauhaus (la scacchiera), la totale libertà cromatica degli anni di Monaco e le nuove forme organiche o biomorfiche scoperte durante l’esilio a Parigi. L’abito di Luluredgrove – realizzato in crepe stretch di seta tripla A stampata ad alta risoluzione a Como, con maniche in georgette di seta – traduce questa complessa evoluzione storica in un pezzo d’alta sartoria. La composizione ruota attorno a un giallo ocra/senape dominante, che per Kandinsky rappresenta il picco dell’energia vitale, bilanciato e placato da tocchi di blu profondo, rosso/ruggine e crema. È la stessa identica combinazione calda-fredda che dà energia visiva sia al quadro che al tessuto. Se Kandinsky costruiva l’opera per piani geometrici giustapposti, quasi come un collage di forme che si incastrano, l’abito ne assimila la logica strutturale attraverso la stampa: bande verticali spezzano la superficie tessile in pannelli alternati (dove si avvicendano motivi floreali pieni, trasparenze e righe), creando un ritmo segmentato e musicale. Ed è proprio qui che emerge la variazione più interessante rispetto al rigore nudo del Bauhaus: la creazione mette in scena un dialogo serrato tra organico e geometrico. Esattamente come in “Yellow Painting”, dove gocce, forme biomorfiche e archi sinuosi si sovrappongono a una scacchiera di fondo, nell’abito i motivi floreali fluttuanti sono incorniciati ed enfatizzati da rigide righe verticali. Questa transizione si riflette persino nell’architettura tridimensionale del capo, che stempera la severità del pattern grafico attraverso la morbidezza delle maniche e il movimento fluttuante della gonna a pieghe. Una dimostrazione di come le forme, pur geometriche, possano farsi fluide, organiche e squisitamente sartoriali. Si ispira a Kandinsky anche il couturier Vittorio Camaiani per l’abito grigio della collezione triangolo del 2009 che fa parte di una serie di pezzi dedicati proprio al celebre maestro russo. La creazione si trasforma avvicinandosi alla silhouette femminile senza perdere la forma geometrica e crea volumi diversi a seconda di come si indossa. Se la moda franco-giapponese ha celebrato il Kandinsky più grafico, il prêt-à-porter italiano ne ha sposato da tempo la componente più intima e materica. Consuelo Castiglioni, durante la sua storica direzione creativa per Marni, ha più volte utilizzato l’astrattismo organico come firma stilistica del brand. Nella collezione Fall/Winter 2016, le sovrapposizioni asimmetriche, i cappotti oversize dai tagli netti e le bluse dalle stampe dissonanti richiamavano le famose “Improvvisazioni” kandinskiane. Marni ha assimilato la lezione più importante del pittore: il rifiuto della simmetria rassicurante a favore di un’armonia nuova, cerebrale, basata su accostamenti cromatici apparentemente azzardati. I feltri pesanti e le sete stampate convivevano nello stesso outfit proprio come i tratti densi di pigmento e le linee a matita sulle tele del maestro. La mostra romana di Palazzo Bonaparte ci ricorda che l’astrattismo non è una fuga dalla realtà, ma un viaggio verso la sua essenza emotiva. Curiosamente la moda fa esattamente lo stesso: usa il tessuto non solo per coprire il corpo, ma per proiettare all’esterno un’identità, uno stato d’animo, una vibrazione interiore. Oggi, mentre osserviamo i settanta capolavori esposti a Roma, comprendiamo perché i grandi designer e realtà couture come Luluredgrove e Vittorio Camaiani continuino a guardare a Kandinsky. Le sue opere non sono passate di moda perché non sono mai state ancorate al tempo oggettivo. Finché la moda cercherà il movimento, il ritmo e la capacità di emozionare attraverso un solo accostamento di colore, la passerella rimarrà, intrinsecamente, la tela preferita di Vassily Kandinsky.

Courtesy Photo of Press Office

Di Elena Parmegiani per DailyMood.it

 

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KIKO MILANO fa rivivere il PLASTIC per una notte indimenticabile

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In occasione della Milano Fashion Week, KIKO MILANO ha presentato Club K by KIKO MILANO, la nuova collezione make-up dedicata al colore e alla libera espressione di sé, con una serata speciale in collaborazione con Vogue Italia.
Ispirandosi alla creatività che anima Club K by KIKO MILANO, Via Sammartini 76 si è trasformata per una notte in un omaggio al leggendario Plastic, accogliendo oltre 1.000 ospiti protagonisti delle community fashion e beauty.
La performance di SKIN e LADYFAG, accompagnata da makeup look vibranti e da un’espressione di sé libera da convenzioni, ha dato vita all’essenza di Club K by KIKO MILANO: uno spazio dedicato alla sperimentazione, al colore e all’espressione della propria individualità.

Tra gli ospiti che hanno partecipato alla serata:
Skin
Ladyfag
Mariacarla Boscono
Benedetta Porcaroli
Tina Kunakey
Alton Mason
Bella Thorne
Tessa Brooks
Arisa
Ana Mena
Gala Gonzalez
Natalia Paragoni
Bianca Atzei

Club K by KIKO MILANO
COLOUR. CREATE. REPEAT.

Il colore non chiede il permesso. Tu nemmeno.
Club K by KIKO MILANO è la linea pensata per chi cambia look con la stessa naturalezza con cui cambia playlist.
Per chi sperimenta, mixa, osa e ricomincia, ogni volta che ne ha voglia.
Formule ad alte prestazioni, nuance che lasciano il segno e prezzi che ti invitano a provare ancora.
Energia tutta italiana.
Colore ad alto impatto.
Lip combo a meno di 10€. Welcome to the Klub.
Formule super pigmentate per occhi e labbra che si fanno notare.
Un’ampia selezione di shade: dai nude ai rossi intensi, fino ai colori più audaci.
Matite cremose e scorrevoli e ombretti dal comfort estremo.
Rossetti e lipgloss con efficacia idratante* testata.
Mascara 3-in-1: effetto volume, lunghezza e curvatura.

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Pleats Please Issey Miyake “Azure Colors” Pop-up da 10 Corso Como

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10·Corso·Como Pop-Up
10 settembre – 11 ottobre 2026

PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE ha inaugurato il primo pop-up store a Milano da 10.Corso.Como. In occasione del lancio della nuova serie “Azure Colors”, il brand avrà un suo spazio dedicato in 10.Corso.Como, dal 10 settembre all’11 ottobre 2026.
Presentando un’installazione immersiva ispirata ai colori in continuo mutamento del cielo, lo spazio offre al pubblico una nuova opportunità per entrare in contatto con l’universo distintivo di PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE, dove tecniche innovative di plissettatura, libertà di movimento e un vivace approccio al colore si incontrano in capi pensati per la quotidianità contemporanea.
Concepito come un ambiente immersivo, il pop-up trae ispirazione dal cielo e dalle sue continue trasformazioni. Sfumature di blu, una sensazione di leggerezza e il delicato movimento delle nuvole si traducono in un allestimento tridimensionale, dando vita a uno spazio che sembra fluttuare tra colore, luce e aria.

AZURE COLORS
È una serie speciale sviluppata in sei tonalità di blu. Ispirata ai delicati mutamenti del cielo e delle nuvole, la serie spazia dalle sfumature più tenui dell’azzurro chiarissimo fino all’intensità del celeste, del blu profondo e del blu navy.
La gradazione cromatica si sviluppa attraverso una selezione di top, abiti, gonne, pantaloni e stole. Quando le pieghe si riempiono d’aria e assecondano i movimenti del corpo, i capi evocano la serenità e mutevole di un cielo in continua trasformazione. Caratterizzati da silhouette essenziali e da una leggerezza quasi impalpabile, possono essere indossati singolarmente oppure abbinati nelle diverse tonalità, dando vita a composizioni cromatiche personali e giocose.
Attraverso il dialogo tra la collezione e l’installazione spaziale, il pop-up milanese invita i visitatori a scoprire il colore, il movimento e la leggerezza che costituiscono l’essenza di PLEATS PLEASE ISSEY MIYAKE.

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