Sfilate
FASHION VIBES presenta Collezione Primavera-Estate 2023 in “GEOMETRIA”
FASHION VIBES presenta Collezione Primavera-Estate 2023 in “GEOMETRIA”
22 settembre ore 18.00 (ora italiana)
Società Umanitaria, via San Barnaba, 48, Milano
Torna l’appuntamento della Settimana della Moda a Milano dedicata alla moda femminile, un nuovo grande appuntamento internazionale che unisce creatività, lavoro e bellezza con un calendario ricco di progetti ed eventi che confermano il ruolo chiave di Milano tra le capitali della moda mondiale, con grande attenzione rispetto alle tematiche di sostenibilità, etica ed economia circolare nell’ambito della filiera della moda.
Tra gli appuntamenti glamour, non può mancare quello targato Fashion Vibes che, il 22 settembre, presenta presso la Società Umanitaria l’evento “GEOMETRIA”, un runway show tutto dedicato alle collezioni primavera-estate 2023 delle due firme italiane Antonio Martino Couture e MommyDolls, e a quelle del brand Taibo Bacar dal Mozambico e di Forever Lavi by Mariano Feliciano direttamente da Miami.
Il nome dell’evento, “Geometria”, deriva dal modo di pensare, logico e razionale ma pur sempre curioso e indagatore, che Fashion Vibes adotta nel proprio lavoro. Ci vuole logica dietro la creazione di un evento così come nella creazione di un prodotto, e le collezioni presentate a Milano hanno tutte un pensiero di fondo che non è solo impeto emotivo che si trasforma in estro: c’è un’idea dietro ogni collezione e un messaggio inviato consapevolmente, impacchettato in forma di splendidi abiti e spedito in passerella.
I brand saranno supportati da due partner ufficiali di Fashion Vibes, fondamentali per l’azienda: Natalia Kolieva Fashion Stylist, insieme al suo staff di stilisti, make-up artist ed hair-stylist, si occuperà della gestione del backstage, utilizzando i prodotti forniti dal brand Simple Organic, maggiore marchio brasiliano focalizzato sulla bellezza naturale e sostenibile, per la prima volta a Milano a cinque anni dalla sua fondazione.
ANTONIO MARTINO COUTURE – NO GRAVITY La collezione couture contemporanea per la stagione primavera estate 2023 No Gravity nasce dall’idea di un viaggio immaginario dove è possibile correre sospesi su un manto di nuvole. In questa immagine, il sole riflette sulla distesa di nubi creando giochi di luci netti e definiti ma allo stesso tempo impalpabili. Antonio Martino, per questa collezione, crea così dei look dai tagli rigorosi ma nel contempo eterei. Troviamo capispalla, realizzati in crepe di seta e pelle specchiata per riprodurre l’effetto del sole che sorge e illumina il nuovo giorno mentre l’effetto no-gravity viene ripreso da plissé, tulle e taffetà che giocano a rincorrersi come le nuvole spinte dal vento.
La sartorialità rimane la chiave della collezione, dove si mescolano nuove applicazioni tridimensionali per creare una couture moderna e contemporanea; ricerca di tessuti e accostamenti di materiali inusuali rendono questa ultima collezione speciale e adatta a una donna che vuole mostrarsi, in modo glamour e attuale. L’ampia palette di colori ci riporta nel viaggio immaginario dello stilista dove si mescolano sfumature di rosa cipria, bianco, nero, blu notte, bluette, fucsia e blu elettrico, con inserti di pelle specchiata gold, silver, platino e iridescente.
MOMMYDOLLS Le collezioni firmate Mommydolls, stagione dopo stagione, puntano a far emergere la femminilità nascosta in ogni donna e a esaltarla attraverso look ricercati, unici ed esclusivi. Ogni outfit è opportunamente studiato nell’accostamento dei tessuti e nella scelta degli accessori al fine di comunicare una forte e spiccata personalità. Colori accesi e brillanti in lurex e paillettes si fondono a stampe e loghi impressi su morbidi chiffon che fluttuano a ogni movimento, dando vita a look sempre glamour da sfoggiare da mattina a sera.
Punta di diamante del brand è la linea Mini-Me, che unisce mamme e figlie in un gioco di accostamenti cromatici ed emozionali attraverso outfit uguali o coordinati che ne enfatizzano il legame unico e inscindibile.
TAIBO BACAR – HONEYMOON Taibo Bacar è un marchio fondato nel 2008 con l’obiettivo di portare lusso e alta qualità in un mercato nuovo, ancora sconosciuto. Il marchio ha agito da pioniere tra i brand di stilisti mozambicani, con l’obiettivo di crescere e diventare internazionale al fine di portare l’Africa nel mondo.
Punta di diamante dei luxury brand del continente, è stato il primo marchio africano a partecipare e presentare una collezione alla Settimana della Moda di Milano 2010. Lo stile firmato Taibo Bacar è noto per le sue sagome pulite, i dettagli raffinati e l’eleganza sobria. La collezione SS2023 – Honeymoon – è ispirata ai bellissimi paesaggi Africani, ai viaggi, alle vacanze, e alla luna di miele, esperienze che producono ricordi indimenticabili che hanno i colori e i profumi dell’Africa.
FOREVER LAVI by MARIANO FELICIANO – PROMETHEUS Mariano Feliciano, designer e creative director del marchio di lusso Forever Lavi, usa gli elementi del proprio ambiente e del viaggio della sua vita attraverso la propria arte e le proprie creazioni di moda. Esplorando consapevolmente il mondo e le diverse culture, lo stilista trae ispirazione da ogni luogo che ha avuto l’opportunità di visitare: ha vagato da Shanghai all’Asia meridionale a Bali, dall’Indonesia a Miami, in Florida, dove risiede attualmente.
Mariano fa ora il suo debutto con Prometheus, unendo l’estetica del tribalismo, della spiritualità e della mitologia del futuro nella presentazione di capi prêt-à-porter e abiti haute couture per uomo insieme ad abiti femminili, creazioni che si completano a vicenda dando vita a una collezione di lusso. Prometheus è composta da ori, argenti, ornamenti e capi dipinti a mano ispirati alle collezioni passate dello stilista e all’innovazione del viaggio del marchio alla volta del regno della moda digitale, che saranno tutti presentati nella Prometheus Collection Debut a Milano.
SIMPLE ORGANIC Questa azienda brasiliana, nei suoi cinque anni di attività, è divenuta il marchio più importante di cosmesi sostenibile in Brasile. La sua strategia consiste nel diffondere su tutto il territorio nazionale un ideale di bellezza naturale e di garantire a chiunque l’accesso a prodotti equi e a impatto minimo sull’ambiente, privi di ingredienti nocivi per l’uomo e la natura e rispettosi della dignità degli animali. Dal 22 settembre per tre settimane, Simple Organic sarà presente nello spazio showroom di Via Formentini, 4, nel quartiere di Brera a Milano. Alcuni campioni dei prodotti Simple Organic saranno disponibili come omaggio per il pubblico dello show “Geometria”.
Al termine della sfilata, infatti, avrà inizio la fase finale dell’evento. Dopo aver ammirato le collezioni in passerella, gli ospiti potranno continuare a divertirsi tra fiumi di prosecco durante il cocktail party con dj-set e dress code total-black organizzato da Yuliia Palchykova e dal team FV per il proprio pubblico, un’esperienza glamour e coinvolgente per concludere in bellezza la serata.
Ma Fashion Vibes non si ferma qui! A 100 fortunati ospiti tra quelli che avranno postato contenuti dell’evento sui propri social, sarà consegnato un NFT ticket associato a premi e ad agevolazioni sugli eventi futuri targati Fashion Vibes.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
You may like
-

FASHION VIBES a Milano Centro Ambrosiano
-

Il dialogo Globale di Fashion Vibes a Milano Centro Ambrosiano MILAN WOMEN’S FASHION WEEK 2026/27
-

MILANO WOMEN’S FASHION WEEK Collezioni Autunno / Inverno 2026–2027
-

Settimana della Moda Donna 2025 a Milano
-

Fashion vibes alla settimana della moda donna 2025 a Milano presenta Heritage – Seconda parte della sfilata
-

FASHION VIBES Alla Settimana della Moda Donna 2025 a Milano presenta LUMINESCENCE
Sfilate
Il ritorno della grande couture: Fendi riscrive il dialogo tra moda e cultura
Published
1 mese agoon
13 Luglio 2026
Roma non è soltanto la scenografia della nuova Haute Couture di Fendi, ma ne è la protagonista assoluta. Nello scenario monumentale della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, la Maison romana ha trasformato uno dei luoghi simbolo della cultura italiana in un teatro dove moda e arte hanno parlato la stessa lingua. Una dichiarazione d’identità, prima ancora che di stile. Quella andata in scena il 9 luglio rappresenta molto più del debutto couture di Maria Grazia Chiuri alla guida creativa della Maison. È un ritorno alle origini, una riflessione sul patrimonio di Fendi e sulla capacità della moda italiana di raccontare sé stessa senza rincorrere tendenze effimere. Dopo gli anni trascorsi alla direzione creativa di Dior, Chiuri torna nella sua Roma e sceglie di farlo proprio là dove il dialogo tra creatività contemporanea e storia dell’arte diventa naturale. L’ingresso in passerella è preceduto da un cortometraggio ispirato a Histoire d’Eau, il film commissionato da Karl Lagerfeld nel 1977, reinterpretato per l’occasione dalla regista Valeria Golino. Un omaggio raffinato che prepara lo spettatore a una collezione costruita sulla memoria più che sulla nostalgia. La memoria, infatti, non guarda indietro: diventa materia viva, capace di generare nuove forme. La collezione si sviluppa attraverso una palette essenziale, dominata da bianco, nero, avorio e sfumature cipria. La silhouette è fluida, quasi liquida. Gli abiti sembrano sospesi nello spazio, mentre i cappotti couture rivelano un lavoro sartoriale minuzioso. La costruzione è rigorosa ma mai rigida; la femminilità emerge attraverso la leggerezza e non attraverso l’ostentazione. Si percepisce immediatamente il dialogo con Karl Lagerfeld, figura imprescindibile nella storia di Fendi. Chiuri non tenta di replicarne il linguaggio, ma ne recupera alcuni codici visivi, reinterpretandoli con sensibilità contemporanea. Le geometrie ispirate alla Secessione Viennese, i riferimenti all’universo artistico di Gustav Klimt e l’attenzione quasi architettonica alle proporzioni restituiscono una couture colta, costruita su riferimenti culturali profondi anziché su effetti spettacolari. Anche il luogo scelto amplifica il messaggio. La Galleria Nazionale d’Arte Moderna non è soltanto una location prestigiosa: diventa parte integrante del racconto. Le opere custodite nelle sale dialogano con gli abiti come fossero installazioni contemporanee, confermando quanto il confine tra arte e moda sia ormai sempre più sottile. Non è un caso che proprio negli spazi della GNAM venga inaugurata anche la mostra ”After-Un percorso di lavoro. Fendi/Karl Lagerfeld 1985” dedicata al lavoro di Lagerfeld per Fendi, un progetto fortemente voluto da Maria Grazia Chiuri, visitabile fino al 25 ottobre 2026, proprio la stessa mostra che la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ospitò nel 1985. La scelta evidenzia una precisa volontà culturale: restituire alla moda il riconoscimento di disciplina artistica, tema sul quale la stilista si è espressa apertamente sottolineando come l’Italia, a differenza di altri Paesi, abbia ancora margini di crescita nel valorizzare il patrimonio creativo della moda all’interno delle istituzioni culturali. Sul front row il parterre è quello delle grandi occasioni: Sarah Jessica Parker, Monica Bellucci, Valeria Bruni Tedeschi, Eleonora Abbagnato, la famiglia Fendi e numerosi protagonisti del cinema e della cultura internazionale confermano il peso simbolico dell’evento. Ma, diversamente da molte sfilate contemporanee, le celebrities non oscurano la collezione: restano spettatrici di un racconto che appartiene innanzitutto agli abiti. Tra i dettagli più interessanti emerge la straordinaria qualità dell’artigianato italiano. Ricami quasi invisibili, lavorazioni tridimensionali, piume trattate come pennellate, pellicce reinterpretate con un approccio contemporaneo e sostenibile dimostrano come la couture di Fendi continui a fondarsi sulla maestria degli atelier romani. Questa sfilata assume inoltre un valore strategico per la Maison. Fendi sceglie infatti di riportare la couture nella propria città d’origine, riaffermando un’identità profondamente romana in un momento in cui il lusso globale tende spesso ad uniformare linguaggi e immaginari. Roma non viene rappresentata attraverso i suoi cliché monumentali, ma come laboratorio creativo, città dell’arte e della manifattura. Il risultato è una collezione che evita ogni eccesso. Non cerca il colpo di scena virale né l’immagine destinata esclusivamente ai social network. Punta invece sulla costruzione di un immaginario destinato a durare, nel quale ogni abito racconta una storia fatta di cultura, memoria e ricerca estetica. Più che una sfilata, Fendi ha costruito un manifesto. Un invito a rallentare lo sguardo, ad osservare il lavoro delle mani, a riconoscere nella couture un patrimonio culturale prima ancora che commerciale. In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini, Maria Grazia Chiuri sceglie il tempo lungo dell’eleganza. E forse è proprio questa la lezione più preziosa lasciata dalla serata romana: il vero lusso oggi non consiste nell’eccesso, ma nella capacità di creare bellezza destinata a rimanere.
Courtesy photo of Fendi
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Sfilate
McQueen torna a Londra: il ritorno più atteso alla London Fashion Week
Published
2 mesi agoon
22 Giugno 2026By
DailyMood.it
La maison annuncia la sfilata Primavera/Estate 2027 nella capitale britannica. Per Seán McGirr sarà il primo show londinese da Direttore Creativo: un ritorno alle origini, tra sartorialità, identità e nuova energia.
McQueen torna a casa. E non è solo una notizia di calendario, ma un gesto carico di significato, quasi una dichiarazione d’identità. La maison ha annunciato il suo ritorno alla London Fashion Week con la sfilata Primavera/Estate 2027, in programma domenica 20 settembre, segnando un momento importante nella nuova fase creativa del brand.
Sarà infatti la prima sfilata londinese di Seán McGirr nel ruolo di Direttore Creativo, un passaggio che assume un valore speciale proprio perché Londra non è, per McQueen, una città qualsiasi. È il luogo delle origini, della formazione, della tensione creativa, dell’irriverenza e di quella bellezza inquieta che ha reso il nome McQueen uno dei più potenti e riconoscibili della moda contemporanea.
Fondata da Lee Alexander McQueen nel 1992, la maison ha sempre avuto con Londra un rapporto profondo, quasi fisico. La città è stata laboratorio, palcoscenico, ferita e ispirazione: un territorio creativo dove tradizione sartoriale britannica e ribellione culturale hanno saputo incontrarsi in modo radicale. Tornare alla London Fashion Week significa quindi riaprire un dialogo con quella memoria, ma anche spingerla avanti, dentro una visione nuova.
La collezione Primavera/Estate 2027 continuerà l’esplorazione dell’eredità McQueen, concentrandosi su due codici fondamentali della maison: la sartorialità affilata e l’occasionwear distintivo, con una proposta che comprenderà sia womenswear sia menswear. Una direzione che sembra voler tenere insieme rigore e teatralità, struttura e tensione emotiva, passato e futuro.
«Londra è sempre stata al cuore di McQueen», ha dichiarato Seán McGirr, sottolineando quell’energia viscerale che attraversa la storia della maison e continua a ispirarne il presente. Un ritorno che, nelle sue parole, non è nostalgia, ma immersione viva nello spirito creativo della città.
Anche per Gianfranco D’Attis, CEO di McQueen, il ritorno nella capitale britannica rappresenta un momento profondamente simbolico: Londra resta centrale nell’identità del brand, non solo come luogo d’origine, ma come ecosistema creativo da sostenere e valorizzare. Una scelta che riafferma il legame con il British Fashion Council e con una comunità culturale che ha sempre fatto dell’audacia una forma di linguaggio.
Particolarmente significativo anche il commento di Laura Weir, CEO del British Fashion Council, che ha definito il ritorno di McQueen una delle sue prime ambizioni alla guida dell’istituzione. Il rientro della maison nel calendario ufficiale viene letto come una dichiarazione di fiducia nella creatività britannica più libera, feroce e distintiva.
In un momento in cui la moda cerca continuamente nuovi equilibri tra heritage e contemporaneità, McQueen sceglie di ripartire da Londra. Non per guardarsi indietro, ma per ricordare da dove nasce la sua forza: da una città capace di essere elegante e brutale, colta e istintiva, classica e sovversiva nello stesso respiro.
Il 20 settembre, dunque, non sarà soltanto una sfilata. Sarà un ritorno alle radici. Ma, come sempre accade quando si parla di McQueen, le radici non servono a restare fermi: servono a spingere più lontano.
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.
Sfilate
Gucci tra memoria e rivoluzione, il nuovo capitolo di Demna
Published
3 mesi agoon
20 Maggio 2026
C’è un filo rosso che unisce le stanze rinascimentali di Palazzo Gucci a Firenze e le luci ipnotiche di Times Square a New York: è il desiderio di Gucci di raccontarsi ancora una volta, trasformando il proprio archivio in un laboratorio di futuro. Da una parte “Gucci Storia”, la nuova mostra inaugurata nel cuore della città fiorentina dove tutto ebbe inizio; dall’altra la prima sfilata Cruise firmata da Demna, che ha conquistato Manhattan trasformando la moda in spettacolo urbano globale. Due eventi apparentemente opposti, uno introspettivo, l’altro monumentale, ma legati dalla stessa domanda: che cosa significa oggi essere Gucci? A Firenze, nella sede storica di Palazzo Gucci in Piazza della Signoria, la Maison ha aperto “Gucci Storia”, un progetto espositivo che attraversa oltre un secolo di identità visiva, artigianato e immaginario culturale. La mostra è stata concepita come un “museo di musei”: un percorso immersivo che mescola archivio, installazioni, pezzi iconici e riferimenti contemporanei, non una semplice retrospettiva celebrativa. “Gucci Storia” sembra piuttosto voler decostruire il DNA della Maison per comprenderne l’evoluzione. Le sale dialogano tra epoche diverse: le valigie degli Anni Venti convivono con le campagne digitali, il mocassino Horsebit incontra silhouette futuristiche, mentre le borse Bamboo e Jackie diventano simboli di una continuità estetica che resiste alle trasformazioni della moda. Il cuore della mostra è proprio questa tensione tra memoria e reinvenzione. Al centro c’è l’idea di una successione di spazi espositivi in cui convergono mondi distinti: una galleria di ritratti richiama il tema della discendenza e dell’identità; la sala degli arazzi mette in luce un’arte fiorentina con profondi legami con la griffe; una camera delle meraviglie espone manufatti provenienti dagli archivi; mentre il savoir-faire e l’innovazione del brand vengono raccontati in due sale dedicate, accanto a spazi cinematografici e installazioni interattive. Ogni ambiente è definito da un’atmosfera e un ritmo distintivi, per guidare i visitatori attraverso una sequenza di cambiamenti spaziali e narrativi che incarnano le molteplici identità della Casa. Firenze non viene raccontata come luogo nostalgico, ma come origine viva di una grammatica ancora contemporanea. In un momento in cui molte griffe sembrano inseguire il presente compulsivamente, Gucci sceglie invece di rallentare e guardarsi dentro. Una scelta significativa soprattutto ora che il brand sta attraversando una nuova fase creativa. Questa nuova fase ha il volto di Demna. Lo stilista georgiano, nominato direttore creativo di Gucci dopo gli anni da protagonista assoluto di Balenciaga, è arrivato con una reputazione divisiva, ma potentissima: quella di designer capace di trasformare il disagio contemporaneo in linguaggio estetico. Cresciuto tra guerra, migrazione e cultura post-sovietica, Demna ha sempre usato la moda come mezzo per raccontare identità instabili, ironia sociale e ossessione per il consumo.
La sua prima grande dichiarazione per Gucci non poteva che essere teatrale. A New York, il 17 maggio 2026, Times Square si è trasformata in una gigantesca passerella a cielo aperto per la Cruise 2027. Schermi pubblicitari, maxi billboard e insegne luminose hanno trasmesso in simultanea la sfilata, mentre modelli e celebrity attraversavano Manhattan come personaggi di un film distopico sul lusso contemporaneo. Demna ha chiamato questa visione “Gucci Core”: un guardaroba che mescola tailoring rigoroso, pellicce esagerate, sensualità Anni Novanta, streetwear e riferimenti alla vita quotidiana americana. In passerella si sono visti trench destrutturati, completi gessati, stole leopardate e abiti satinati, mentre tra il pubblico sedevano Kim Kardashian, Anna Wintour, Mariah Carey e Paris Hilton. A rendere ancora più potente la visione di Demna è stata la presenza in passerella di Cindy Crawford, icona assoluta degli Anni Novanta, che ha chiuso la sfilata in un teatrale abito nero di piume: non un semplice cameo nostalgico, ma il simbolo di una moda capace di attraversare il tempo senza perdere la propria forza. Il vero protagonista del fashion show era comunque il luogo stesso, nessuna maison aveva mai occupato Times Square in questo modo. Gucci ha trasformato il centro simbolico del capitalismo visivo in un manifesto di moda totale. Gli schermi mostravano campagne vere e false, spot immaginari e prodotti Gucci inventati, in un gioco ambiguo tra pubblicità e parodia. Ed è qui che il dialogo con “Gucci Storia” diventa evidente. Se a Firenze Gucci guarda al proprio archivio per ritrovare autenticità, a New York Demna porta quel patrimonio dentro il rumore del presente. La storia diventa materiale da remixare, l’heritage non è più qualcosa da proteggere sotto vetro, ma un codice da manipolare, amplificare e persino contraddire. In fondo, Gucci ha sempre funzionato così: oscillando tra eleganza aristocratica e cultura pop, tra artigianato italiano e desiderio globale. Negli Anni Novanta Tom Ford trasformò il marchio in simbolo di erotismo sofisticato; Alessandro Michele lo rese un universo massimalista e romantico; oggi Demna sembra volerlo spingere verso una dimensione più cinica, urbana e concettuale. Eppure, nonostante il cambio di linguaggio, Firenze resta il centro simbolico della narrazione. La mostra “Gucci Storia” ricorda che ogni rivoluzione, per essere credibile, ha bisogno di radici. Times Square, invece, dimostra che quelle radici possono ancora parlare al mondo contemporaneo, purché abbiano il coraggio di cambiare forma. Forse è proprio questa la nuova intuizione di Gucci: usare la memoria non come rifugio, ma come provocazione.
Photo Courtesy of Gucci
di Elena Parmegiani per DailyMood.it
Sii il primo a lasciare una recensione.
Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

A WEEKEND IN IRELAND – La campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per l’Autunno/Inverno 2026

FALCONERI presenta A RIDE TOWARD A FINE SEASON, un viaggio verso la nuova stagione

Weekend lungo a Tolosa: 2-3-4 giorni nella Ville Rose, per affrontare il rientro a ritmo dolce
Newsletter
Trending
-
Mood Your Say3 giorni agoSonia Melt, il coraggio di rifiorire – Amore, rinascita e seconde possibilità in Cuore di loto
-
Lifestyle3 giorni agoBack to school: la scuola ricomincia, ma nessuno torna davvero uguale
-
Sociale3 giorni agoPRIMO MATCH IN ITALIA di DISABILI STANDING 3 ottobre – Parco Villa Baglioni Massanzago (Padova)
-
Fashion News2 giorni agoFASHION VIBES — THE NEXT CHAPTER
-
Resort & SPA2 giorni agoRooftop da sogno per salutare l’estate: tre indirizzi panoramici firmati NH Hotels & Resorts
-
Campagne Pubblicitarie11 ore agoA WEEKEND IN IRELAND – La campagna pubblicitaria di Weekend Max Mara per l’Autunno/Inverno 2026
-
Mood Town2 giorni agoWeekend lungo a Tolosa: 2-3-4 giorni nella Ville Rose, per affrontare il rientro a ritmo dolce
-
Fashion News2 giorni agoFALCONERI presenta A RIDE TOWARD A FINE SEASON, un viaggio verso la nuova stagione







































