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Tutte le it bag della primavera estate 2018

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Sarà che l’aria primaverile e l’inizio delle lunghe giornate di sole predispongono geneticamente allo shopping compulsivo, fatto sta che è arrivato il momento di stilare la nostra solita classifica sulle migliori borse della stagione, quelle che non potremo non avere. Scarpe e borse sono l’ossessione del genere femminile per eccellenza, su questo non c’è dubbio. Ma le it bag di questa primavera – estate 2018 superano davvero ogni aspettativa. I migliori designer del mondo hanno creato delle linee assolutamente perfette, in grado di sposarsi con tutti i trend del momento, tenendo sempre a mente gusti e sensibilità femminili di ogni tipo.

E allora partiamo subito con le comodissime e intramontabili shopping bag, indispensabili per la donna che ha bisogno di sentirsi comoda e un po’ Mary Poppins. Givenchy, sulla scia dell’inarrestabile “logo-mania”, crea una borsa extra large in pelle nera con profili e dettagli bianchi che fanno da contrasto. Più giocosa e sbarazzina, invece, la borsa in tela di Balenciaga che ben si sposa con lo spirito primaverile. E ancora XL ma dal sapore più classico e meno pop la maxi shopper di Saint Laurent che sarà facile da abbinare con ogni tipo di look.

Per chi, durante i viaggi (ma non solo), non ama tenere la propria borsa in spalla o in mano, ci sono ottime notizie: persiste il trend dei marsupi. E allora perché non date uno sguardo alla proposta total black di Prada? Oppure, ci sono sempre gli zainetti, una certezza ormai. Se prediligete un look molto rock’n roll, non potete farvi sfuggire quello total black di J.W. Anderson; se invece siete alla ricerca di qualcosa di un po’ più sobrio e che si sposi con il mood estivo, allora optate per Chanel o Stella McCartney.

Poi ci sono loro, quelle che ovunque le metti stanno bene e ti salvano da un look magari un po’ troppo monotono. Casual o chic a seconda di come le indossiamo, assolutamente perfette. Ovviamente, stiamo parlando delle borse a tracolla. Anche qui troviamo contrasti e “logo-mania” nella tracolla in pelle di Miu Miu, perfetta per uno street style che farà girare la testa. Più classica e pastellata, invece, quella in pelle di Emporio Armani che all’azzurrino abbina a risalto il logo metallizzato. Per un look più serioso, da ufficio per capirci, meglio optare per la pelle verde militare di Furla che spezza il minimalismo della sua bag con un inserto pitonato al centro. Più sfiziosa e perfetta per un aperitivo con gli amici, la tracollina rotonda di Mansur Gavriel: il tessuto a righe ci fa già venire voglia di mare. Per le serate più glamour invece ci pensano Chanel con le micro paillettes incastonate e Gucci che tra oro, stelle e logo scritto a caratteri cubitali al centro non vi farà passare inosservate.

Puntuali, come ogni anno, tornano a grande richiesta i bauletti – anche se in realtà non hanno mai abbandonato la scena. Per un risultato finale un po’ vintage ma sempre chic, due nomi su tutti: Fendi e Valentino.

Meno comode della tracolla, ma sempre estremamente eleganti, le borse a mano. E qui ne abbiamo davvero per tutti i gusti: da quella in pelle verde, blu e bianca a contrasto e impreziosita da nappine di Liu Jo, a quella coloratissima di Dior. Ma anche un grande classico come la total black in pelle di Giorgio Armani – perché Re Giorgio non delude mai –, e la “Devotion Bag” di che diventa un vero e proprio oggetto del desiderio, da indossare sia il giorno che la sera facendo sempre una gran figura. Oppure, sempre a mano ma anche con opzione tracolla, ci sono i secchielli: raffinato il “Lockme” di Louis Vuitton; stupefacente ed estroverso quello animalier di Charlotte Olympia; più minimal quello di Marni.

E non potevamo non chiudere la nostra lista con le clutch e le pochette – immancabili in qualsiasi guardaroba femminile, specie se siamo alla vigilia della stagione dei matrimoni. Continuiamo con Charlotte Olympia che propone un romanticissimo modello con tanto di scritta “love”, e proseguiamo la selezione pink con Valentino che con le borchie smaltate bianche questa volta si supera. Ma come non desiderare la deliziosissima clutch con pietre incastonate di Jimmy Choo? Però, c’è da dire che il genio che ci riporta nel mondo delle fiabe è sempre lui: Moschino. La maison questa volta prende il dolcissimo My little pony della nostra infanzia per trasformarlo in una clutch estremamente glamour e quanto mai originale, come tutte le sue collezioni in fondo.

Insomma, per questa stagione calda, di certo non ci stancheremo e non ci mancheranno alternative da indossare. Voi quale bag scegliete?

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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