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È “flower-boom” nel mondo: dalla passerella alla tavola, i fiori sbocciano ovunque dettando la nuova tendenza primaverile

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Colorati, stilizzati, dal gusto retrò o vintage, applicati o stampati, i fiori sono il nuovo trend primaverile e hanno contagiato stylist, interior designer, grandi chef e star di tutto il mondo. Un’esplosione di freschezza e joie de vivre di cui amano circondarsi i “flowerboomers”.

Se per Lucio Battisti erano i Giardini di marzo a vestirsi di nuovi colori, la prossima primavera/estate saranno gli abiti, gli accessori, le installazioni artistiche, gli elementi di design e il food a ricoprirsi di fiori. Un dejà vu? Forse. Ma quello che è certo è che mai come quest’anno l’energia vitale dei fiori irromperà nella quotidianità contagiando tutti i settori, dal fashion al lifestyle. È “Flower-Boom”, un’esplosione di petali colorati, profumati, di svariate forme e dimensioni, che affascina le star e si rende protagonista indiscussa di nuove tendenze, riscoprendo il significato simbolico dei fiori, emblema di purezza, rinascita e speranza. I fiori sfilano così sulle passerelle di tutto il mondo, sbocciano nei piatti di chef stellati, arricchiscono il look delle celebrities, fioriscono nei café e nei bistrot, donano un tocco eco-friendly agli ambienti domestici e contagiano gli instagramers che hanno pubblicato quasi 170 milioni di post con #flowers e #flower.

È quanto emerge da un monitoraggio condotto da Espresso Communication per Bigi Cravatte Milano su oltre 30 testate internazionali dedicate a lifestyle, attualità e tendenze nei campi della moda, del food ma anche del design e dell’arte per capire quali novità contraddistingueranno la prossima stagione.

Oltre ai motivi geometrici e ai rigati, vera passione dell’azienda, questa primavera fanno capolino sulle cravatte anche piccole fantasie floreali – spiega Stefano Bigi, amministratore

BIGI CRAVATTE MILANO

unicodi Bigi Cravatte Milanoche si fondono ai colori dando vita a una collezione sofisticata e ricercata. A dominare sono i toni del blu, con svariate sfumature, del rosso, che lascia spazio a nuance arancioni intense e luminose, e del verde. Sfumature delicate e tipicamente primaverili accostate a tonalità più vibranti e accese per una collezione che risponde ai desideri di un uomo classico ma dalla forte personalità. Trionfano infine la seta, il lino, il cotone, le catene bianche, le intramontabili garze e la lana estiva. Novità di quest’anno è la garza in lino-seta per uno stile casual”. Ma Bigi Cravatte Milano è solo uno dei tanti brand che hanno deciso di utilizzare pattern floreali originali e contrasti di colore per dare vita alle proprie creazioni. E se già qualche anno fa, secondo il Daily Mail, spopolava la tendenza degli hipster di adornare le folte barbe con fiorellini freschi e variopinti, oggi, come riporta The Irish Times, sempre più uomini sperimentano la tendenza floreale inserendo nel loro guardaroba giacche, camicie, kimoni e t-shirt dai colori brillanti, con dettagli e stampe a forma di fiore.

I fiori sbocciano ovunque diventando protagonisti indiscussi: compaiono su long e mini dress, si arrampicano su cappotti, fioriscono su bluse e t-shirt e impreziosiscono piccole clutch, décolleté e sneakers. A 110 anni dalla nascita di

viktor rolf

Frida Kahlo, celebrata con una mostra al Mudec di Milano, il suo stile è più che mai attuale: abiti lunghi con ramage e fiori tra i capelli si ritrovano oggi sulle passerelle delle collezioni primavera estate 2018. A Parigi invece, durante la Haute Couture primavera estate 2018, Le Figaro racconta che hanno sfilato magici e insoliti fiori di stoffa giganti su mini dress, cappotti e maschere. Sono i fiori surreali di Viktor

& Rolf, i designer olandesi dalla geniale creatività. E sempre a Parigi, riporta The New York Times, in un piccolo mercato floreale a l’Ile de la Cité, è stata recentemente presentata una linea di gioielli impreziositi da corolle fresche e profumate firmata Stephanie D’Heygere. I fiori sono anche stati plasmati in copricapi d’autore dall’artista floreale di Brooklyn Joshua Werber che ha dato vita a dei veri e propri capolavori dedicati alle pittrici che hanno fatto la storia dell’arte statunitense, secondo il The New York Times Style Magazine.

Tante anche le stampe floreali indossate dalle celebrities, come quelle presenti sull’abito dell’attrice Kirsten Dunst, apparsa sul Los Angeles Times circondata da fiori variopinti o sul kimono di Jessica Alba, fotografata dal Daily Maile ancora Catherine Zeta-Jones che ai Golden Globe indossava un abito total black con applique di fiori e la duchessa di Cambridge, Kate Middleton, immortalata dal Daily Mirror con un long dress floreale color senape. E infine Michelle Hunziker che ha indossato durante il Festival di Sanremo un bouquet di dimensioni umane, sfoggiato per la prima volta dalla modella Gigi Hadid sulle passerelle milanesi. Protagonisti al Festival della canzone italiana sono stati i fiori bianchi scelti dalle donne sul palcoscenico come simbolo contro violenze e abusi.

I fiori entrano anche nelle cucine di chef stellati e pasticceri dando vita a fantasiose creazioni culinarie. Il motivo non è solo estetico ma salutistico. Come riporta l’Huffingtonpost, è infatti scientificamente provato che i fiori hanno un potente potere antiossidante e invidiabili proprietà organolettiche. I grandi chef del Bel Paese lo sanno bene: dal risotto alla milanese con fiori di zafferano essiccati di Cracco, al pollo arrosto nascosto tra verdure miste e petali di fiori di Bottura, passando per i gamberi ai fiori eduli di Crippa e la pasta fresca e fiori di Cannavacciuolo. E poi c’è lo chef Roberto Sebastianelli che ha fatto dei fiori un ingrediente fondamentale. Tra i suoi successi il cartoccio di fiori eduli pastellati e i tortellini con ripieno di gerani. Una tendenza diffusa anche oltreoceano come riportato dal The Guardian che mette però in guardia sul rischio di tossicità dei fiori se non scelti accuratamente. Per i più golosi arrivano infine dalla pasticceria di Janet Best, in Pennsylvania, lollipop creativi all’interno dei quali, avvolti nello zucchero trasparente colorato, spuntano violette, margherite e tulipani.

Se poi i fiori sono a km zero e di stagione ancora meglio. È la nuova tendenza Slow Flowers che, dopo aver investito gli Stati Uniti rivoluzionando il bouquet, come riportato dal The New York Times, arriva in Italia portando una ventata d’innovazione creativa a produttori e negozianti sovvertendo il modo di comporre e coltivare i fiori. Ispirato ai principi dell’alimentazione bio, lo Slow Flowers predilige fiori naturali, stagionali e locali. Un modo per ridurre i costi e rispettare il naturale ciclo della Terra. Dal campo alla tavola, il passo è breve ma se ancora non si ha dimestichezza con i fornelli si possono sempre utilizzare i fiori per arredare la propria casa donando un tocco unico agli ambienti domestici. Per 9 italiani su 10, infatti, la presenza di fiori in casa dà felicità, secondo una stima del Censis. Dati confermati da studi scientifici che hanno dimostrato come vivere a stretto contatto con le piante migliori l’umore favorendo il benessere fisico e mentale. Carte da parati e tappezzerie floreali saranno inoltre il nuovo must have per un ambiente romantico e natural chic e contribuiranno a trasformare la casa in un vero giardino indoor.

Un consiglio seguito alla lettera da Elan Cafè, un piccolo gioiello nel cuore di Londra che ha

deciso di rivestire completamente un’intera parete di rose dalle infinite sfumature. A catturare lo sguardo dei visita

Rebecca Louise Law

tori, fino all’11 marzo 2018, c’è stata anche la sorprendente installazione dell’artista Rebecca Louise Law che ha utilizzato oltre 370.000 fiori per dare vita al suo ultimo capolavoro. I fiori, sospesi con fili di rame a comporre mille ghirlande, hanno creato un’atmosfera unica all’interno dei Royal Botanic Gardens a Kew, in Inghilterra, come riporta il The Telegraph. Bisognerà invece attendere l’estate per l’apertura del primo museo dedicato alla Digital Art a Tokyo. Come riporta la CNN, i visitatori saranno accolti da cascate virtuali di petali colorati e proiezioni floreali, immersi in un’atmosfera magica e surreale.

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Bottega Veneta presenta la sua nuova Home Collection durante il Salone del Mobile 2018

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La nuova Home Collection Bottega Veneta, disegnata dal Direttore Creativo Tomas Maier, viene presentata durante la settimana del Salone del Mobile di Milano. Nel rispetto degli ideali di artigianalità e armonioso equilibrio tra matericità, design e funzionalità che da sempre la caratterizzano, la collezione sfoggia nuove, spiritose finiture sui pezzi iconici e una palette più vivace e colorata. “Volevo presentare qualcosa di molto diverso rispetto alle proposte introdotte due anni fa, grafiche e smorzate nel colore”, commenta Maier. “Mi piace offrire al mio cliente nuove idee su come creare uno spazio abitativo.” Maier sviluppa anche ulteriormente la collaborazione con Osanna Visconti di Modrone per il lighting”.

UNA COLLABORAZIONE CHE CONTINUA
La collezione segna la seconda collaborazione tra il Direttore Creativo Tomas Maier e la designer italiana Osanna Visconti di Modrone, dopo la serie di tavoli in bronzo presentata nel 2016. Vi sono tre proposte di illuminazione cilindriche, tra cui uno scenografico lampadario di grandi dimensioni che ha debuttato a New York in occasione dell’inaugurazione della Maison in Madison Avenue. Completano la selezione una sottile lampada da tavolo e una sospensione che si può usare da sola o in piccoli gruppi. Tutti i pezzi sono realizzati con la tecnica della cera persa, solitamente impiegata in scultura, che crea una trama intrecciata squisitamente tattile sul bronzo.

RIVISITAZIONE DEGLI STILI ICONICI
C’è un nuovo senso di giocosità nel modo in cui Maier fa evolvere i pezzi iconici della Home Collection. Nuova arrivata nella famiglia di sedute Rudi, la Rudi Fringe ha un bordo intrecciato lungo la base che prosegue in una frangia ispirata alla passamaneria. “Quello stile tradizionale è fuori moda da moltissimo tempo”, spiega Maier. “Volevamo rilanciare l’idea ma in modo nuovo.” Il Camp Bed e il Double Camp Stool sono ora più audaci e grafici nella versione in intrecciato a contrasto bianco e nero. Anche il tavolo architettonico in metallo 8-Arches ha un nuovo look, con un piano di marmo bianco e nero di grande impatto, al posto del consueto rovere o travertino. Nella collezione di porcellane, Maier presenta un nuovo, delicato motivo con farfalle dipinte a mano. Disposte apparentemente a caso, alcune farfalle sono appena abbozzate mentre altre sono disegnate nei dettagli, per un effetto affascinante e individualistico.

UNA NUOVA FUNZIONALITÀ
Questa collezione vede il debutto di vari pezzi con nuove funzioni. La BV Tre – prima vera famiglia di sedute modulari di Bottega Veneta – si compone di tre pezzi: una seduta angolare, una seduta singola e un pouf, che possono essere con gurati in qualsiasi modo per adattarsi alle esigenze del cliente. La BV Tre ha una sensibilità spiccatamente rilassata; è più bassa rispetto alle famiglie Tassello e Rudi ma più profonda e più larga. Un’altra novità è il tavolo da pranzo rettangolare, in travertino di un’intensa tonalità di rosso appoggiato su una base centrale, come nella versione circolare. “Odio le gambe dei tavoli da pranzo”, sottolinea Maier. “Ci sbatti sempre contro le ginocchia quando ti siedi. È per questo che mi piace disegnare tavoli da pranzo senza gambe.” Nuova anche la Tassello dining chair, che appartiene alla famiglia di sedute imbottite lineari e morbide. La nuova Two-Drawer desk in rovere grigio chiaro color Doe è realizzata con le squisite maniglie scolpite in bronzo, utilizzate anche nel classico Six-Drawer Chest. È attualmente l a scrivania più grande della collezione.

UNA PALETTE INASPETTATA
La palette solitamente smorzata e discreta della Home Collection acquista un accento più spensierato con elementi di un bianco puro e una gamma di colori pastello più tenui e romantici. La Murano lamp è in vetro patinato bianco, per donareun look luminoso a una delle proposte di illuminazione più iconiche. Anche il Floating Marble Coffee Table è proposto in bianco. La nuova famiglia di sedute BV Tre è presentata in Mist, una vivida tonalità di bianco. La BV Tre e le classiche famiglie di sedute come la Tassello e la Rudi sono disponibili in nuovi colori come Antique Rose, un rosa cipria; Artichoke, un verde délave ́; e Doe, un delicato grigio chiaro. Il tavolo da pranzo rettangolare è più vivace in travertino rosso; e la nuova Two-Drawer desk è presentata in rovere di colore Doe chiaro.

L’ARTE DI VIVERE DI BOTTEGA VENETA
Espressione dell’arte di vivere italiana, parte integrante della cultura di Bottega Veneta, la nuova collezione viene esposta nella boutique in Via Borgospesso, all’interno del settecentesco Palazzo Gallarati Scotti, nel cuore di Milano. Maier ha curato una selezione di opere d’arte contemporanee provenienti dalla galleria Robilant + Voena, che comprende pezzi di Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Mimmo Rotella e Pietro Consagra. Nella cornice degli storici affreschi, le opere d’arte e i mobili creano un eclettico connubio di tradizione e innovazione che è l’essenza di Bottega Veneta.

 

LA HOME COLLECTION
La Home Collection si è evoluta in modo organico dalla prima creazione di Tomas Maier, una panca da lui ideata nel 2006 insieme agli esperti artigiani di Bottega Veneta. Da allora il brand ha sviluppato il design per la casa e presentato collezioni complete di mobili e accessori, molti dei quali realizzati con stimati produttori come gli artigiani del vetro di Murano, Koenigliche Porzellan-Manufaktur Berlin per le porcellane e Poltrona Frau per le sedute. Nel 2015, Bottega Veneta ha aperto in Veneto, la regione di cui è originaria, un Atelier dedicato ai mobili. Quest’anno, il brand ha lanciato un nuovo retail concept per la casa all’interno della Maison di New York denominato The Apartment. Lo spazio propone la più ampia selezione di mobili e accessori per la casa Bottega Veneta degli Sta ti Uniti, esposti in un ambiente che riproduce l’interno di un appartamento, completo di una selezione di libri e opere d’arte.

 

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Natale 2017: guida ai migliori regali per lui e per lei

Polici Francesca

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Siamo alle solite, Natale è già arrivato e per voi che amate fare regali originali ogni anno, puntualmente, si presenta il solito dilemma: e questa volta che gli/le regalo? Se pensate di aver esaurito ogni idea, niente paura. Leggete la nostra guida per i regali di Natale 2017.

Partiamo con i regali più difficili, quelli per lui. Se non ne potete più di vedere in giro i soliti pacchetti e confezioni di dopobarba, gel da doccia o set di cappelli e guanti, allora lasciate perdere e concentratevi sulla tecnologia che, in questi casi, viene sempre in nostro soccorso. Che sia il vostro lui o semplicemente un caro amico, o un parente, con la tecnologia non sbagliate mai. Un accessorio assolutamente indispensabile per chiunque, specie per i più sbadati o i super impegnati, è il power bank. Quante volte vi sarà capitato di ritrovarvi con il telefono spento nel bel mezzo di una conversazione telefonica o di non poter avvisare di un cambio di programma perché la vostra batteria aveva deciso di abbandonarvi proprio nel momento del bisogno? Ecco, con questo comodissimo accessorio, non accadrà più. Tra le migliori proposte per il rapporto qualità-prezzo, vi segnaliamo quella di EC Technology. Così farete felice il vostro lui che ora non avrà più scuse per non chiamarvi!

Un altro accessorio assolutamente utile, nell’era digitale più che mai, è lo Sprocket HP che vi permetterà di stampare tutte le foto che volete direttamente dal vostro smartphone o iPad. Un’idea regalo originale che non farà più intasare le memorie dei vostri dispositivi esterni.

Poi c’è l’amico “Latin Lover” – tutti ne hanno almeno uno – e che c’è di meglio dell’imperdibile Playbook dell’amatissimo Barney Stinson? E se non conosce la serie cult How I met your mother da cui è tratto? Beh, è arrivato il momento di fargliela conoscere regalandogli anche un bel cofanetto dvd.

Ma per gli amanti delle serie tv c’è anche lo zerbino di “Better Call Saul”, come non innamorarsene?

Per chi invece preferisce il grande schermo, il regalo ideale non può che essere il trolley di Star Wars della Samsoneite e che “la forza sia con voi”.

Ma un vero cinefilo non può non avere il Film Journal della Moleskine dove annotare crediti e dettagli di tutti i film del cuore. Ma con Moleskine non c’è solo il cinema, ma anche musica, fitness, libri, vini e cucina.

E per amici e parenti? Ne abbiamo anche per loro. Per i più golosi, quelli per cui fin da bambini il migliore amico non era il compagno/a di scuola ma lei, la sola e insostituibile cioccolata, non vi lasciate scappare la Christmas Edition di Nutella – per un Natale pieno di coccole!

C’è poi la drogata di caffè o di tisane, l’amica che ama scrivere al computer e intanto gustarsi la sua tazza calda.

Infusore-elefante

Beh, per lei è ancora più facile. Potete pensare ad un comodissimo scaldatazze con alimentatore USB – magari più divertente come quello con la forma di vinile che trovate sul portale Dottor Gadget – e un simpatico infusore a forma di elefante.

Per la cugina che è sempre in viaggio, invece, potete pensare ad un cuscino da collo insieme ad un sempre apprezzatissimo kit da viaggio come quelli di Bioderma.

E l’amica che lavora in ufficio tutto il giorno? Semplice, un Lunch Box!

Ok, ma che fare se la nostra amica del cuore è appena diventata una neo mamma? Semplificatele la vita e regalatele un iRoboto Braava Jet che pulirà la casa in piena autonomia mentre lei sarà presa ad allattare il piccolo. E se è una fashion addicted? Allora apprezzerà ancor di più l’ultima linea di accessori per il passeggino di Fendi.

Se poi volete rendere davvero felice una donna, che sia amica, cugina, fidanzata o sorella, c’è una cosa che rende felici tutte, ma davvero tutte le donne del mondo, un pacchetto benessere in una spa.

Per finire, i tanto temuti regali “istituzionali”, quelli che ogni anno facciamo al medico o all’avvocato di famiglia, magari per ringraziarlo di qualche sconto che ci ha fatto durante l’anno. Ecco, per voi che siete disperate e non avete la più pallida idea di cosa regalare, abbiamo ottime notizie: quest’anno potete scegliere opzioni enogastronomiche di lusso a prezzi assolutamente accessibili e comodamente da casa nel catalogo di Mosto Wine Luxury – aggiungendo magari anche qualche degustazione a domicilio.

Quindi, preparate la vostra wish list e buono shopping natalizio!

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Vivere in 9 metri quadrati: ecco aVOID, la mini casa italiana per le nuove generazioni di nomadi urbani

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aVOID interiors

Realizzata dal giovane architetto Leonardo Di Chiara e sostenuta anche da Schüco Italia, aVOID è la mini casa mobile che indaga strategie alternative di pianificazione del suolo cittadino, come la creazione di quartieri migratori dedicati alle nuove generazioni di nomadi urbani.

Se la tecnologia ha reso il mondo senza confini, ha anche determinato la creazione di una classe cross-generazionale di persone che hanno assorbito il concetto di liquidità all’interno del proprio stile di vita, attribuendo il principio di transitorietà e mobilità non solo al lavoro e alle relazioni, ma anche al paese di residenza e all’idea di casa. Configurazioni abitative flessibili e temporanee, che mutano al variare delle esigenze, sono sempre più richieste da queste moderne “tribù” di nomadi, comunità estremamente fluide alla ricerca di soluzioni facilmente trasportabili in grado di sfidare il confine tra provvisorietà e permanenza, tra staticità e mobilità.

aVOID + Leonardo Di ChiaraProprio come risposta alternativa al concetto tradizionale di casa, Leonardo Di Chiara, giovane architetto e ingegnere di Pesaro di 27 anni, ha realizzato aVOID, la prima tiny house mobile interamente realizzata e progettata in Italia che dimostra come sia ancora possibile ripensare le nostre abitudini di vita in una chiave non solo più sostenibile, ma anche più in linea con le esigenze fluide del vivere contemporaneo.

Il progetto
aVOID è un prototipo di casa su ruote che in soli 9 metri quadrati racchiude ogniaVOID at Bauhaus Campus comfort necessario per il vivere quotidiano. Ispirata all’equilibrio del vuoto, da cui prende il nome (a void = un vuoto), si presenta come una singola stanza grigia sviluppata longitudinalmente e priva di qualsiasi arredo. Attraverso l’apertura di specifici dispositivi a parete, però, lo spazio evolve orizzontalmente e si trasforma, adempiendo a tutte le più comuni funzioni di un’abitazione. Il letto reclinabile diviene prima divano per l’angolo studio e poi, abbinato al tavolo pieghevole, comoda panca per due persone. La parete lascia spazio ad una cucina accessoriata con cappa aspirante, lavello a scomparsa, piano cottura e scaffali contenitivi. L’ampia porta finestra Schüco a tra ante del fronte sud, progettata in modo personalizzato per questo contesto, permette sia l’illuminazione naturale dello spazio, sia la sua apertura totale verso l’esterno. Un piccolo bagno realizzato in okumè ospita i servizi e una doccia concepiti per ridurre al minimo i consumi di acqua. Una scala retrattile permette infine l’accesso alla terrazza, l’angolo più suggestivo per sentirsi a tutti gli effetti cittadini del mondo.

La ricerca
Il movimento tiny house, iniziato negli anni Settanta negli Stati Uniti, racconta la storia di una nuova generazione di persone pronte a trasformare continuamente la propria esistenza indipendentemente dalle pressioni della società, in favore di uno stile di vita più libero e meno vincolato. È a questa voglia continua di cambiamento che si ispira l’involucro architettonico di aVOID, caratterizzato da due pareti laterali cieche che, nonostante sembrino non appartenere a nessun luogo, in realtà, per la loro incompletezza estetica, rendono l’abitazione inseribile in qualsiasi contesto e comunità.

Lo sviluppo di una pianificazione urbana più fluida, in grado di ripensare il quartiere sociale in modo meno rigido, è proprio l’obiettivo del Bauhaus Campus, un piccolo villaggio sperimentale, di cui aVOID fa parte, ospitato all’interno del Bauhaus-Archiv / Museum of Design di Berlino. All’interno dell’esperimento socio-culturale, curato dall’architetto Van Bo Le-Mentzel e sviluppato in collaborazione con la Tinyhouse University, il progetto aVOID è chiamato ad indagare la tipologia della casa a schiera nella possibilità futura di creare quartieri migratori, cioè insediamenti temporanei dove le abitazioni su ruote possono facilmente spostarsi da una località all’altra.

“Terminati gli Studi all’Università di Bologna – commenta Leonardo Di Chiara – sarebbe stato per me impensabile stabilire la mia vita nello stesso posto per sempre. Da questa spinta personale, legata sia ad esigenze lavorative che alla volontà di apprendere da culture diverse dalla nostra, nasce l’idea di una residenza itinerante. Qui a Berlino sto sperimentando in prima persona il grande potenziale delle tiny house attraverso un periodo di test-living che sto svolgendo all’interno della mia casa aVOID; una fase fondamentale per poter realmente dare concretezza al mio desiderio di vivere come un vero e proprio nomade di nuova generazione. Le prossime destinazioni saranno la Danimarca e l’Olanda, con l’idea però di tornare presto in Italia”.

La costruzione
Ventisette partner tecnici hanno contribuito alla costruzione di aVOID. Tre mesi di lavori incessanti hanno restituito una mini abitazione quasi interamente funzionante realizzata con materiali di aziende italiane e tedesche che credono nell’impatto rivoluzionario delle piccole case nel mercato immobiliare. Il cantiere è ancora “work in progress” per la parte impiantistica, che sarà sviluppata all’interno del laboratorio del Bauhaus Campus. Schüco Italia è tra i sostenitori del progetto e sono Schüco le soluzioni in alluminio che compongono la facciata principale, la finestra della facciata sul retro e l’apertura vetrata che consente l’accesso alla terrazza, tutte progettate e realizzate da Giommi di Fossombrone (Pesaro), serramentista Premium Partner Schüco.

“Le tendenze dell’abitare sono in continua e sempre più veloce evoluzione – commenta Roberto Brovazzo, Direttore Generale Schüco Italia – ed è un dovere per chi si occupa di innovazione nella progettazione quello di indagare i nuovi modi di vivere gli spazi, sia domestici che urbani. Contribuire alla realizzazione di aVOID ci ha permesso di esplorare gli aspetti più rivoluzionari del vivere mobile, facendo i conti da un lato con spazi ridotti da interpretare sia sotto l’aspetto estetico che sostenibile, dall’altro con nuovi concetti di pianificazione urbana e di fruizione del suolo cittadino. Il progetto, inoltre, ci ha permesso di verificare la flessibilità delle nostre soluzioni, perfettamente adattabili sia al grattacielo che alla mini casa. Un’ulteriore affermazione del fatto che con il giusto sguardo prospettico e la giusta apertura mentale verso il cambiamento ogni limite può divenire un’opportunità”.

« Convalido l’iscrizione di questo blog al servizio Paperblog sotto lo pseudonimo dailymood »

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