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Mario Furlan: “Aiutare i più deboli significa cambiare la realtà”

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La città non ha un solo volto. Accanto alle vie illuminate, ai luoghi del lavoro, degli incontri e della vita quotidiana, esiste una realtà più fragile, spesso silenziosa, fatta di persone senza casa, donne che non si sentono sicure a rientrare da sole la sera, lavoratori che pur avendo un impiego non riescono più a sostenere il costo di un affitto.

Da questa consapevolezza, nel 1994, Mario Furlan ha fondato i City Angels: volontari di strada d’emergenza riconoscibili dal basco blu e dalla giubba rossa, nati per portare aiuto concreto dove il bisogno è più immediato. Solidarietà e sicurezza diventano così due facce della stessa missione: esserci, ascoltare, prevenire, intervenire.

In questa intervista per DailyMood.it, Mario Furlan racconta come sono cambiate le fragilità sociali negli ultimi trent’anni, perché oggi anche lavorare non sempre basta a restare al riparo dalla povertà, cosa spinge una persona a diventare volontaria e in che modo il Wilding, l’autodifesa psicofisica ideata dai City Angels, aiuta ad affrontare le situazioni di rischio con lucidità, prevenzione e consapevolezza.

Un dialogo necessario su una forma di impegno civile concreta, quotidiana, profondamente umana: quella di chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.

DAILYMOOD.IT: Come è nata l’idea di fondare i City Angels? 
MARIO FURLAN: E’ nata nel 1994. Facevo il giornalista alla Mondadori, e sentivo il desiderio non soltanto di scrivere, ma di cambiare la realtà, aiutando I più deboli.

DM: Da quando sono stati fondati, nel 1994, come è cambiata la situazione — e come sono cambiate le problematiche — dei senza tetto e delle persone in difficoltà sul territorio?
MF: E’ aumentato il numero dei poveri. Sono anche migliorate le strutture di Assistenza, ma fanno fatica a restare dietro all’aumento di gente fragile.

DM: Quali sono le principali fragilità che portano le persone a diventare dei senza tetto? Sono cambiate nel corso degli anni?
MF: E’ aumentato il numero dei senzatetto che lavorano, ma non guadagnano abbastanza per pagarsi un affitto. Una volta era impensabile essere assunti ma non riuscire a vivere, e quindi finire sulla strada.

DM: In che modo sono disponibili a farsi aiutare da voi?
MF: Molti lo sono. Cerchiamo di entrare in confidenza con gli altri.

DM: Quali sono gli interventi che maggiormente vi trovate a fare?
MF: Aiuto ai senzatetto, ma anche scorta a donne che temono di andare da sole alla sera.

DM: Avete creato il Wilding, la difesa personale psicofisica che viene insegnata ai volontari dei City Angels per metterli in grado di affrontare al meglio situazioni rischiose. In cosa consiste?
MF: E’ l’autodifesa psicofisica, basata molto sulle 2P: psicologia e prevenzione:
C’è anche una parte fisica, adatta a tutti e che non necessita di memorizzare mosse complicate. Che in caso di bisogno ovviamente si dimenticano.

DM: Organizzate anche corsi aperti al pubblico? Quali?
MF: Sì, tutti gli anni nel mese di Settembre, nelle piazze di Milano, Rozzano e Monza.

DM: Siete presenti in sette regioni e in venti città italiane: cosa spinge le persone a unirsi a voi come volontari?
MF: Il desiderio di essere Volontari di strada d’emergenza, che – come è scritto sulla divisa – fanno sia solidarietà che sicurezza.

DM: Quali requisiti deve avere una persona che vuole unirsi a voi?
MF: Deve essere una persona seria, motivate e con un buon carattere: empatica, sorridente, con cui è piacevole fare volontariato.
E’ possibile aiutarci con il 5×1000: il nostro codice fiscale è 97514930151.

Ringraziamo Mario Furlan per aver condiviso con DailyMood.it il suo sguardo lucido e appassionato su temi che riguardano da vicino le nostre città, le nostre fragilità e il modo in cui scegliamo di prenderci cura gli uni degli altri.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Lancôme è lieta di presentare “I’m Fine”: un’iniziativa globale volta a rompere il silenzio sulla salute mentale delle donne.

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In collaborazione con l’organizzazione non profit ADAA, Lancôme si impegna ad aiutare le donne a riconoscere i primi segnali di ansia e depressione.
Ogni giorno, milioni di donne rispondono alla più semplice delle domande — «Come stai?» — con le stesse due parole: «Sto bene.» Ma dietro quelle parole si nasconde spesso una realtà molto diversa, fatta di silenzi e di lotte interiori per il proprio benessere mentale.

Oggi, circa una donna su tre¹ sperimenta ansia o depressione nel corso della vita — il doppio rispetto agli uomini — e molte riscontrano difficoltà nel parlarne apertamente.

Per questo motivo, Lancôme ha deciso di lanciare “I’m Fine,” un programma innovativo sviluppato in collaborazione con la più importante organizzazione non-profit per la salute mentale ADAA (Anxiety and Depression Association of America), con l’obiettivo di incoraggiare tutte le donne a prendersi cura del proprio benessere mentale e riconoscere i primi segnali di ansia e depressione.

Uno studio internazionale rivela il disagio nascosto dietro all’espressione “Sto bene”.

Tra il 2025 e il 2026, Lancôme ha condotto un sondaggio in collaborazione con Ipsos che ha visto il coinvolgimento di donne di cinque Paesi, e che ha rivelato la reale entità di questo disagio nascosto. I risultati sono chiari: l’80% delle donne ammette di dire “sto bene” quando in realtà non è così (dato in aumento di 4 punti rispetto al 2025), mentre il 72% afferma di rimpiangere di aver nascosto come si sentiva davvero.

La salute mentale rimane un tema profondamente difficile da affrontare apertamente. Oltre il 60% delle donne ammette di avere difficoltà nel parlare del proprio benessere mentale, più di quanto accada per altri argomenti inerenti alla salute a lungo considerati tabù, come la fertilità (54%) o la menopausa (48%).

Le donne sono esposte, in ogni fase della vita e in tutte le culture, a fattori legati al genere che possono mettere a rischio il loro benessere mentale: pressioni socio-culturali come il carico mentale e una distribuzione diseguale delle responsabilità domestiche, ma anche cambiamenti fisiologici legati al periodo post-partum, alla perimenopausa e alla menopausa.

Eppure molte donne non si sentono in grado di parlarne. Il motivo più comune è il timore di pesare sugli altri (52%), un dato che evidenzia quanto profondamente le donne tendano a mettere gli altri prima di sé. A questo si aggiunge la paura di non essere comprese o supportate (29%). Ma spesso sono anche loro stesse a trattenersi: il 38% pensa di dover affrontare tutto da sola, il 31% non vuole mostrarsi vulnerabile e il 29% sente la pressione di dover sempre apparire positiva.

Sostenere le donne nel prendersi cura del proprio benessere mentale e guardare al futuro con ottimismo

In Lancôme crediamo che l’ottimismo sia una scelta: una scelta consapevole e coraggiosa di guardare alla vita con positività e di proseguire con fiducia nel proprio percorso, soprattutto per le donne.

Tuttavia, l’ottimismo può essere fragile e, per milioni di donne che affrontano numerose pressioni legate al genere e vivono le proprie difficoltà legate alla salute mentale nel privato, andare avanti diventa sempre più difficile. Sostenere la salute mentale è una naturale estensione di questa convinzione: significa fare in modo che ogni donna abbia la forza di scegliere l’ottimismo.

“La bellezza non riguarda solo il nostro aspetto: è profondamente legata a come ci sentiamo, a come entriamo in relazione con gli altri e a come sappiamo sostenerci a vicenda. In un mondo che troppo spesso tende a mettere a tacere le donne, è necessario agire”, ha dichiarato Vania Lacascade, Lancôme Global President. “Poiché circa una donna su tre sperimenta ansia o depressione nel corso della propria vita, non si tratta di un problema lontano: riguarda le nostre madri, sorelle, figlie e amiche. Eppure queste difficoltà restano ancora nascoste e poco affrontate. In Lancôme sentiamo una forte responsabilità nel portare questo tema alla luce. Dobbiamo intervenire prima che le donne arrivino al punto di rottura, aiutandole ad ascoltarsi e a riconoscere precocemente i segnali di ansia e depressione.”

Il programma “I’m Fine” si concentra sull’ansia e sulla depressione — due dei disagi più comuni² legati alla salute mentale delle donne — e si basa su due pilastri principali:

  • Sensibilizzazione – un primo passo verso il superamento dello stigma legato alla salute mentale delle donne. La campagna “I’m Fine” lancia un messaggio chiaro: le donne hanno il diritto di prendersi cura della propria salute mentale e parlarne apertamente è il primo passo. Per amplificare questo messaggio a livello globale, Lancôme riunisce le sue Ambassador più iconiche. Demi Moore, Christy Turlington, Zoë Saldaña e Vanessa Kirby condividono le loro storie personali per contribuire a cambiare la narrativa sulla salute mentale femminile e incoraggiare tutte le donne a fare lo stesso.
  • Prevenzione – attraverso strumenti concreti ed efficaci, disponibili su una piattaforma dedicata – IMFINE.COM – pensata per accompagnare le donne lungo un percorso intuitivo e diviso in tre fasi:
    1. Prendersi un momento per sé — Lancôme offre accesso gratuito e riservato a due strumenti di autovalutazione validati e sottoposto a revisione paritaria: GAD-7 (per l’ansia) e PHQ-8 (per la depressione). Strumenti clinicamente validati che aiutano a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.
    2. Riflessione su di sé — In base ai risultati, le donne vengono guidate verso contenuti personalizzati, sviluppati con esperti, che offrono un supporto concreto per preservare il proprio benessere mentale.
    3. Connessione con la community — Per favorire un senso di condivisione, le donne sono incoraggiate a entrare in contatto attraverso testimonianze autentiche di altre donne nel mondo, che condividono le proprie esperienze.

“Circa una donna su tre sperimenterà nel corso della propria vita un disturbo d’ansia o depressivo. Si tratta di un problema globale di salute pubblica che non possiamo più permetterci di ignorare”, ha dichiarato la Dott.ssa Blair Simpson, Professoressa di Psichiatria presso il Columbia University Irving Medical Center, Direttrice del Center for OCD and Related Disorders e portavoce dell’ADAA per la salute mentale delle donne.

“Questa partnership rappresenta un impegno collettivo per abbattere le barriere dello stigma e del ritardo nell’accesso alle cure, e per dare maggiore forza alle donne in tutto il mondo. La prevenzione è potere. La diagnosi precoce è fondamentale. Questi strumenti permettono alle donne di comprendere ciò che stanno vivendo, intervenire tempestivamente e prevenire che le difficoltà si trasformino in situazioni critiche più complesse.”

Un movimento globale per la salute mentale delle donne

Il programma “I’m Fine” sarà lanciato a livello globale nell’ottobre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, partendo da Stati Uniti, Messico ed Europa, per poi estendersi al Nord Asia, agli Emirati Arabi Uniti e all’Australia a marzo 2027. L’obiettivo è di incoraggiare quante più donne possibile a dedicare attenzione al proprio benessere mentale e a intraprendere il primo passo verso il proprio percorso di guarigione.

La missione è supportata da riconosciute organizzazioni non profit locali, tra cui Mental Health Innovations nel Regno Unito, Telefono Amico in Italia, Psycom in Francia e Healthy Women negli Stati Uniti, che contribuiranno ad amplificare il messaggio della campagna e a incoraggiare le donne a effettuare l’autovalutazione. La piattaforma IMFINE.COM sarà adattata ai diversi contesti locali, con risorse culturalmente rilevanti e accesso diretto alle reti di supporto del territorio.

Telefono Amico Italia è il partner locale di Lancôme

Per Lancôme, la bellezza nasce anche dalla possibilità di sentirsi ascoltati, accolti e liberi di esprimere ciò che si prova. Per ampliare il proprio impatto sociale, Lancôme sceglie Telefono Amico Italia come proprio partner locale per la campagna internazionale I’M FINE.

La missione di Telefono Amico Italia è offrire, a chiunque attraversi una crisi emotiva, l’opportunità di trovare un volontario aperto all’ascolto e al dialogo, favorendo il benessere personale e la salute sociale. I suoi volontari promuovono la cultura dell’ascolto per costruire una società in cui nessuno si senta solo, dove ognuno possa esprimere liberamente le proprie emozioni, gestire consapevolmente le difficoltà e vedere rispettato il proprio bisogno di comunicare.

La partnership tra Lancôme e Telefono Amico Italia nasce dalla condivisione di valori profondi e di una visione comune: mettere la persona e il suo benessere al centro, promuovendo una cultura fondata sull’ascolto e sulla vicinanza.

Attraverso questa collaborazione, l’organizzazione svilupperà attività ed eventi mirati in tutta Italia per dare visibilità e stimolare il dialogo sulla salute mentale delle donne, focalizzandosi in particolare su ansia e depressione.

Un impegno che riflette la volontà di Lancôme di contribuire a una società più attenta, inclusiva e consapevole.

 

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Una serata per lasciare il segno

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LUNEDI 12 OTTOBRE 2026 TORNA LA CHARITY DINNER DI FONDAZIONE ITALIANA DIABETE PER SOSTENERE LO STUDIO DI SCREENING “BABY D1CE”

Un grande evento di solidarietà e spettacolo aperto a tutti per finanziare lo screening su cinquemila bambini e prevenire l’esordio in emergenza del diabete di tipo 1 e della celiachia

Un appuntamento speciale ideato per unire divertimento, grandi emozioni e solidarietà concreta. Il 12 ottobre 2026 Fondazione Italiana Diabete invita il pubblico e le aziende a partecipare alla sua annuale Charity Dinner all’Excelsior Hotel Gallia di Milano, un’occasione imperdibile per vivere una serata indimenticabile e lasciare un segno tangibile nella vita di tanti bambini. A rendere ancora più straordinario questo momento di festa ci sarà la presenza eccezionale di Raul Cremona, pronto a regalare a tutti i partecipanti risate, magia e grande intrattenimento.

La generosità e la presenza calorosa del pubblico durante questa serata speciale serviranno a sostenere direttamente un traguardo scientifico di fondamentale importanza: lo studio di screening Baby D1ce. Promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, finanziato e organizzato dalla Fondazione Italiana Diabete con il supporto scientifico dall’Ospedale San Raffaele, questa iniziativa punta ad avviare uno screening su cinquemila bambini da 1 a 5 anni in Lombardia, Puglia e Sardegna per individuare precocemente il rischio di sviluppare il diabete di tipo uno e la celiachia.

La diagnosi precoce è un’arma di prevenzione delle complicanze straordinaria. Attualmente circa la metà dei piccoli a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 scopre la malattia a seguito di un esordio in emergenza, vivendo l’esperienza del pronto soccorso, del ricovero ospedaliero e il rischio della terapia intensiva. Conoscere preventivamente la predisposizione di un bambino permette ai medici di monitorarne le condizioni nel tempo, prevenire complicanze gravi e accedere subito a opzioni terapeutiche innovative già disponibili, che possono ritardare l’esordio della malattia anche di diversi anni, abbattendo l’impatto clinico ed emotivo sulle famiglie.

Anche la diagnosi precoce della celiachia diminuisce drasticamente le complicanze molto gravi determinate dalla mancata o ritardata diagnosi: bassa statura, rallentamento della crescita, scarsa fertilità, aborti ricorrenti, tumori.

Per rendere l’iniziativa del tutto accessibile, l’intero percorso di screening sarà gratuito per le famiglie, il costo dell’operazione, pari a oltre 100.000 euro, è interamente preso in carico dalla Fondazione Italiana Diabete.

“La donazione di un solo posto a tavola permette di sottoporre allo screening 15 bambini”

Ogni biglietto, ogni presenza e ogni donazione raccolti durante la serata del 12 ottobre 2026 si trasformeranno così in risorse indispensabili per finanziare questo studio e regalare ai bambini un futuro più sicuro e più sano. Per Partecipare alla Charity Dinner o sostenere il progetto con una donazione, clicca qui: https://dona.fondazionediabete.org/CharityDinner/~mia-donazione?_cv=1

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PRIMO MATCH IN ITALIA di DISABILI STANDING 3 ottobre – Parco Villa Baglioni Massanzago (Padova)

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Ragazzi speciali, che amano lo sport, in particolare la Special Boxe.

Un incontro di  ragazzi speciali, il 3 ottobre prossimo nel Parco di Villa Baglioni, una cornice magnifica dove Carlo Goldoni diceva che  il casato dei Baglioni possedeva in campagna una delizia detta Massanzago: “Fursi un logo no gh’è più ameno e vago”, dove, al suo interno, vede protagonista un giovanissimo Giambattista Tiepolo in una delle prime imprese del maggiore pittore del Settecento.

Villa Ca’ Baglioni si trasformerà in un’autentica arena della boxe per una riunione pugilistica FPI, una serata ricca di adrenalina, spettacolo ed emozioni. Il pubblico potrà vivere ogni colpo, ogni parata, lo sforzo e le azioni e ogni emozione a pochi metri dal ring, a bordo ring, immerso nell’atmosfera unica di una grande notte di pugilato.

Una location straordinaria per un’esperienza unica, speciale.

Un incontro di special boxe, dove Giuseppe Mondello e Filippo Pinto hanno già vinto, perché Special Boxe vuol dire persone speciali, e non perché diversi, ma perché capaci di trasformare una sfida personale in un messaggio potente: lo sport è per tutti, e sul ring si combatte prima di tutto con il cuore. Ragazzi uguali a tutti gli altri, che mettono in gioco fisicità, individualità, totale coinvolgimento di mente e di corpo, esplorando i limiti della resistenza per andare a caccia di una soglia di sacrificio per alzare l’asticella sempre di più.

Sono ragazzi che si incontrano, per mettersi in gioco e per avere una concreta possibilità di confronto “alla pari”, niente alibi, ma confronto, sfida, divertimento, gioco, amicizia, socializzazione, tutto questo grazie allo sport, “usato” perché ogni giorno hanno una storia da raccontare, perché ogni giorno il disabile la vive non solo con il proprio corpo, ma lo accompagnano le esperienze della vita, le caratteristiche della  personalità, le paure e i sogni, anche i sogni, perché ogni disabile sogna….

Ogni giorno Giuseppe e Filippo, come  tanti  atleti disabili, vogliono e  possono dimostrare quanto lo sport ha cambiato la loro vita in meglio,  un autentica scoperta, un nuovo orizzonte per ritrovare l’autostima e credere di più in se stessi. Lo sport come contesto educativo e di crescita anche nella disabilità permette di conoscersi e riconoscersi come atleti ma soprattutto come persone.

3 ottobre primo incontro in Italia di atleti standing,  Giuseppe Mondello, toscano, e Filippo Pinto veneto, a Massanzago – Padova, dove il leit motive “non posso farlo”…… diventa ribellione e la paura scompare, trasforma il non posso… ma io sono speciale, il mio punto debole mi ha fatto diventare speciale!

Nella boxe la concentrazione prima della sfida, il silenzio prima dell’azione, ogni movimento richiede precisione, equilibrio e potenza,
ma inizia in questo esatto momento, nello spogliatoio, la connessione tra mente e corpo.

 

Giuseppe Mondello, iscritto alla FPI, allenato da Simone Vannuzzi alla palestra ASD Dinamika di Firenze, vive a Pistoia, da sempre amante della boxe, affetto dalla Sindrome di Poland dalla parte sinistra.

La Sindrome di Poland è una rara condizione congenita caratterizzata dalla malformazione dello scheletro toracico e/o degli arti superiori. È stata descritta per la prima volta nel 1841 dal chirurgo britannico Alfred Poland. Questa sindrome si manifesta principalmente con l’assenza parziale o totale del muscolo pettorale maggiore su un lato del corpo, associata spesso ad alterazioni nello sviluppo delle coste sottostanti, fino alla loro assenza.

A 14 anni Giuseppe e la sorella hanno perduto la mamma e si sono  traferiti da Messina a Pistoia, dallo zio, dove Giuseppe si iscrive ad una palestra di pugilato continuando gli studi.

Come ci dice Giuseppe Mondello di 19 anni allenato da Simone Vannuzzi alla Palestra Dinamika Special Boxe:

Sono iscritto alla FPI e grazie al primo stage in Italia di  Paraboxe organizzato dalla FPI a Firenze alla palestra Dinamika Special Boxe  ho avuto l’opportunità di conoscere il mio attuale maestro, Simone Vannuzzi. Lo ringrazio profondamente per aver creduto in me, per avermi preso a cuore e per tutto quello che mi sta insegnando, non soltanto sul ring ma anche nella vita. Il 3 ottobre arriverà finalmente il momento che ho desiderato per tanto tempo, l’inizio di una partenza bellissima…A settembre inizierò anche un nuovo capitolo della mia vita, l’università in Economia Aziendale a Firenze, ma continuerò a dedicare tutto me stesso alla preparazione per il 3 ottobre. Non so ancora come andrà il match, ma so con certezza che salirò sul ring dando tutto me stesso.

Parla Filippo Pinto, 26 anni, ingegnere veneto, allenato da Nicola Masiero alla palestra Phoenix Boxe ASD di Padova, iscritto alla FPI.

Sono nato con agenesia, ma non ho mai lasciato che questa condizione definisse i miei limiti. Il 24/25 gennaio scorso sono stato ospite della Dinamika Special Boxe a Firenze con il mio allenatore Nicola Masiero per il primo stage in Italia di atleti disabili  dove ho avuto modo di allenarsi e confrontarmi con altri atleti, portando sotto i riflettori il mondo della Paraboxe  con le sue enormi potenzialità.
Un cammino costruito passo dopo passo, sono stato seguito da Together We Ride, che oggi mi affianca con un ausilio protesico ad alte prestazioni, progettato su misura per la boxe e attualmente in continua evoluzione, migliorato sulla base delle mie sensazioni, delle richieste tecniche e del mio costante progresso sul ring.
Ho scelto di mettersi in gioco con il pugilato, e ogni giorno dimostro che la vera forza è nella volontà.

Il 3 ottobre prossimo scriveremo insieme una pagina di grande sport!

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