Sociale
Lancôme è lieta di presentare “I’m Fine”: un’iniziativa globale volta a rompere il silenzio sulla salute mentale delle donne.
In collaborazione con l’organizzazione non profit ADAA, Lancôme si impegna ad aiutare le donne a riconoscere i primi segnali di ansia e depressione.
Ogni giorno, milioni di donne rispondono alla più semplice delle domande — «Come stai?» — con le stesse due parole: «Sto bene.» Ma dietro quelle parole si nasconde spesso una realtà molto diversa, fatta di silenzi e di lotte interiori per il proprio benessere mentale.
Oggi, circa una donna su tre¹ sperimenta ansia o depressione nel corso della vita — il doppio rispetto agli uomini — e molte riscontrano difficoltà nel parlarne apertamente.
Per questo motivo, Lancôme ha deciso di lanciare “I’m Fine,” un programma innovativo sviluppato in collaborazione con la più importante organizzazione non-profit per la salute mentale ADAA (Anxiety and Depression Association of America), con l’obiettivo di incoraggiare tutte le donne a prendersi cura del proprio benessere mentale e riconoscere i primi segnali di ansia e depressione.
Uno studio internazionale rivela il disagio nascosto dietro all’espressione “Sto bene”.
Tra il 2025 e il 2026, Lancôme ha condotto un sondaggio in collaborazione con Ipsos che ha visto il coinvolgimento di donne di cinque Paesi, e che ha rivelato la reale entità di questo disagio nascosto. I risultati sono chiari: l’80% delle donne ammette di dire “sto bene” quando in realtà non è così (dato in aumento di 4 punti rispetto al 2025), mentre il 72% afferma di rimpiangere di aver nascosto come si sentiva davvero.
La salute mentale rimane un tema profondamente difficile da affrontare apertamente. Oltre il 60% delle donne ammette di avere difficoltà nel parlare del proprio benessere mentale, più di quanto accada per altri argomenti inerenti alla salute a lungo considerati tabù, come la fertilità (54%) o la menopausa (48%).
Le donne sono esposte, in ogni fase della vita e in tutte le culture, a fattori legati al genere che possono mettere a rischio il loro benessere mentale: pressioni socio-culturali come il carico mentale e una distribuzione diseguale delle responsabilità domestiche, ma anche cambiamenti fisiologici legati al periodo post-partum, alla perimenopausa e alla menopausa.
Eppure molte donne non si sentono in grado di parlarne. Il motivo più comune è il timore di pesare sugli altri (52%), un dato che evidenzia quanto profondamente le donne tendano a mettere gli altri prima di sé. A questo si aggiunge la paura di non essere comprese o supportate (29%). Ma spesso sono anche loro stesse a trattenersi: il 38% pensa di dover affrontare tutto da sola, il 31% non vuole mostrarsi vulnerabile e il 29% sente la pressione di dover sempre apparire positiva.
Sostenere le donne nel prendersi cura del proprio benessere mentale e guardare al futuro con ottimismo
In Lancôme crediamo che l’ottimismo sia una scelta: una scelta consapevole e coraggiosa di guardare alla vita con positività e di proseguire con fiducia nel proprio percorso, soprattutto per le donne.
Tuttavia, l’ottimismo può essere fragile e, per milioni di donne che affrontano numerose pressioni legate al genere e vivono le proprie difficoltà legate alla salute mentale nel privato, andare avanti diventa sempre più difficile. Sostenere la salute mentale è una naturale estensione di questa convinzione: significa fare in modo che ogni donna abbia la forza di scegliere l’ottimismo.
“La bellezza non riguarda solo il nostro aspetto: è profondamente legata a come ci sentiamo, a come entriamo in relazione con gli altri e a come sappiamo sostenerci a vicenda. In un mondo che troppo spesso tende a mettere a tacere le donne, è necessario agire”, ha dichiarato Vania Lacascade, Lancôme Global President. “Poiché circa una donna su tre sperimenta ansia o depressione nel corso della propria vita, non si tratta di un problema lontano: riguarda le nostre madri, sorelle, figlie e amiche. Eppure queste difficoltà restano ancora nascoste e poco affrontate. In Lancôme sentiamo una forte responsabilità nel portare questo tema alla luce. Dobbiamo intervenire prima che le donne arrivino al punto di rottura, aiutandole ad ascoltarsi e a riconoscere precocemente i segnali di ansia e depressione.”
Il programma “I’m Fine” si concentra sull’ansia e sulla depressione — due dei disagi più comuni² legati alla salute mentale delle donne — e si basa su due pilastri principali:
- Sensibilizzazione – un primo passo verso il superamento dello stigma legato alla salute mentale delle donne. La campagna “I’m Fine” lancia un messaggio chiaro: le donne hanno il diritto di prendersi cura della propria salute mentale e parlarne apertamente è il primo passo. Per amplificare questo messaggio a livello globale, Lancôme riunisce le sue Ambassador più iconiche. Demi Moore, Christy Turlington, Zoë Saldaña e Vanessa Kirby condividono le loro storie personali per contribuire a cambiare la narrativa sulla salute mentale femminile e incoraggiare tutte le donne a fare lo stesso.
- Prevenzione – attraverso strumenti concreti ed efficaci, disponibili su una piattaforma dedicata – IMFINE.COM – pensata per accompagnare le donne lungo un percorso intuitivo e diviso in tre fasi:
- Prendersi un momento per sé — Lancôme offre accesso gratuito e riservato a due strumenti di autovalutazione validati e sottoposto a revisione paritaria: GAD-7 (per l’ansia) e PHQ-8 (per la depressione). Strumenti clinicamente validati che aiutano a identificare precocemente i segnali di rischio e a favorire un intervento tempestivo.
- Riflessione su di sé — In base ai risultati, le donne vengono guidate verso contenuti personalizzati, sviluppati con esperti, che offrono un supporto concreto per preservare il proprio benessere mentale.
- Connessione con la community — Per favorire un senso di condivisione, le donne sono incoraggiate a entrare in contatto attraverso testimonianze autentiche di altre donne nel mondo, che condividono le proprie esperienze.
“Circa una donna su tre sperimenterà nel corso della propria vita un disturbo d’ansia o depressivo. Si tratta di un problema globale di salute pubblica che non possiamo più permetterci di ignorare”, ha dichiarato la Dott.ssa Blair Simpson, Professoressa di Psichiatria presso il Columbia University Irving Medical Center, Direttrice del Center for OCD and Related Disorders e portavoce dell’ADAA per la salute mentale delle donne.
“Questa partnership rappresenta un impegno collettivo per abbattere le barriere dello stigma e del ritardo nell’accesso alle cure, e per dare maggiore forza alle donne in tutto il mondo. La prevenzione è potere. La diagnosi precoce è fondamentale. Questi strumenti permettono alle donne di comprendere ciò che stanno vivendo, intervenire tempestivamente e prevenire che le difficoltà si trasformino in situazioni critiche più complesse.”
Un movimento globale per la salute mentale delle donne
Il programma “I’m Fine” sarà lanciato a livello globale nell’ottobre 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, partendo da Stati Uniti, Messico ed Europa, per poi estendersi al Nord Asia, agli Emirati Arabi Uniti e all’Australia a marzo 2027. L’obiettivo è di incoraggiare quante più donne possibile a dedicare attenzione al proprio benessere mentale e a intraprendere il primo passo verso il proprio percorso di guarigione.
La missione è supportata da riconosciute organizzazioni non profit locali, tra cui Mental Health Innovations nel Regno Unito, Telefono Amico in Italia, Psycom in Francia e Healthy Women negli Stati Uniti, che contribuiranno ad amplificare il messaggio della campagna e a incoraggiare le donne a effettuare l’autovalutazione. La piattaforma IMFINE.COM sarà adattata ai diversi contesti locali, con risorse culturalmente rilevanti e accesso diretto alle reti di supporto del territorio.
Telefono Amico Italia è il partner locale di Lancôme
Per Lancôme, la bellezza nasce anche dalla possibilità di sentirsi ascoltati, accolti e liberi di esprimere ciò che si prova. Per ampliare il proprio impatto sociale, Lancôme sceglie Telefono Amico Italia come proprio partner locale per la campagna internazionale I’M FINE.
La missione di Telefono Amico Italia è offrire, a chiunque attraversi una crisi emotiva, l’opportunità di trovare un volontario aperto all’ascolto e al dialogo, favorendo il benessere personale e la salute sociale. I suoi volontari promuovono la cultura dell’ascolto per costruire una società in cui nessuno si senta solo, dove ognuno possa esprimere liberamente le proprie emozioni, gestire consapevolmente le difficoltà e vedere rispettato il proprio bisogno di comunicare.
La partnership tra Lancôme e Telefono Amico Italia nasce dalla condivisione di valori profondi e di una visione comune: mettere la persona e il suo benessere al centro, promuovendo una cultura fondata sull’ascolto e sulla vicinanza.
Attraverso questa collaborazione, l’organizzazione svilupperà attività ed eventi mirati in tutta Italia per dare visibilità e stimolare il dialogo sulla salute mentale delle donne, focalizzandosi in particolare su ansia e depressione.
Un impegno che riflette la volontà di Lancôme di contribuire a una società più attenta, inclusiva e consapevole.
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LUNEDI 12 OTTOBRE 2026 TORNA LA CHARITY DINNER DI FONDAZIONE ITALIANA DIABETE PER SOSTENERE LO STUDIO DI SCREENING “BABY D1CE”
Un grande evento di solidarietà e spettacolo aperto a tutti per finanziare lo screening su cinquemila bambini e prevenire l’esordio in emergenza del diabete di tipo 1 e della celiachia
Un appuntamento speciale ideato per unire divertimento, grandi emozioni e solidarietà concreta. Il 12 ottobre 2026 Fondazione Italiana Diabete invita il pubblico e le aziende a partecipare alla sua annuale Charity Dinner all’Excelsior Hotel Gallia di Milano, un’occasione imperdibile per vivere una serata indimenticabile e lasciare un segno tangibile nella vita di tanti bambini. A rendere ancora più straordinario questo momento di festa ci sarà la presenza eccezionale di Raul Cremona, pronto a regalare a tutti i partecipanti risate, magia e grande intrattenimento.
La generosità e la presenza calorosa del pubblico durante questa serata speciale serviranno a sostenere direttamente un traguardo scientifico di fondamentale importanza: lo studio di screening Baby D1ce. Promosso dall’Istituto Superiore di Sanità, finanziato e organizzato dalla Fondazione Italiana Diabete con il supporto scientifico dall’Ospedale San Raffaele, questa iniziativa punta ad avviare uno screening su cinquemila bambini da 1 a 5 anni in Lombardia, Puglia e Sardegna per individuare precocemente il rischio di sviluppare il diabete di tipo uno e la celiachia.
La diagnosi precoce è un’arma di prevenzione delle complicanze straordinaria. Attualmente circa la metà dei piccoli a cui viene diagnosticato il diabete di tipo 1 scopre la malattia a seguito di un esordio in emergenza, vivendo l’esperienza del pronto soccorso, del ricovero ospedaliero e il rischio della terapia intensiva. Conoscere preventivamente la predisposizione di un bambino permette ai medici di monitorarne le condizioni nel tempo, prevenire complicanze gravi e accedere subito a opzioni terapeutiche innovative già disponibili, che possono ritardare l’esordio della malattia anche di diversi anni, abbattendo l’impatto clinico ed emotivo sulle famiglie.
Anche la diagnosi precoce della celiachia diminuisce drasticamente le complicanze molto gravi determinate dalla mancata o ritardata diagnosi: bassa statura, rallentamento della crescita, scarsa fertilità, aborti ricorrenti, tumori.
Per rendere l’iniziativa del tutto accessibile, l’intero percorso di screening sarà gratuito per le famiglie, il costo dell’operazione, pari a oltre 100.000 euro, è interamente preso in carico dalla Fondazione Italiana Diabete.
“La donazione di un solo posto a tavola permette di sottoporre allo screening 15 bambini”
Ogni biglietto, ogni presenza e ogni donazione raccolti durante la serata del 12 ottobre 2026 si trasformeranno così in risorse indispensabili per finanziare questo studio e regalare ai bambini un futuro più sicuro e più sano. Per Partecipare alla Charity Dinner o sostenere il progetto con una donazione, clicca qui: https://dona.fondazionediabete.org/CharityDinner/~mia-donazione?_cv=1
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Sociale
PRIMO MATCH IN ITALIA di DISABILI STANDING 3 ottobre – Parco Villa Baglioni Massanzago (Padova)
Published
2 mesi agoon
24 Agosto 2026By
DailyMood.it
Ragazzi speciali, che amano lo sport, in particolare la Special Boxe.
Un incontro di ragazzi speciali, il 3 ottobre prossimo nel Parco di Villa Baglioni, una cornice magnifica dove Carlo Goldoni diceva che il casato dei Baglioni possedeva in campagna una delizia detta Massanzago: “Fursi un logo no gh’è più ameno e vago”, dove, al suo interno, vede protagonista un giovanissimo Giambattista Tiepolo in una delle prime imprese del maggiore pittore del Settecento.
Villa Ca’ Baglioni si trasformerà in un’autentica arena della boxe per una riunione pugilistica FPI, una serata ricca di adrenalina, spettacolo ed emozioni. Il pubblico potrà vivere ogni colpo, ogni parata, lo sforzo e le azioni e ogni emozione a pochi metri dal ring, a bordo ring, immerso nell’atmosfera unica di una grande notte di pugilato.
Una location straordinaria per un’esperienza unica, speciale.
Un incontro di special boxe, dove Giuseppe Mondello e Filippo Pinto hanno già vinto, perché Special Boxe vuol dire persone speciali, e non perché diversi, ma perché capaci di trasformare una sfida personale in un messaggio potente: lo sport è per tutti, e sul ring si combatte prima di tutto con il cuore. Ragazzi uguali a tutti gli altri, che mettono in gioco fisicità, individualità, totale coinvolgimento di mente e di corpo, esplorando i limiti della resistenza per andare a caccia di una soglia di sacrificio per alzare l’asticella sempre di più.
Sono ragazzi che si incontrano, per mettersi in gioco e per avere una concreta possibilità di confronto “alla pari”, niente alibi, ma confronto, sfida, divertimento, gioco, amicizia, socializzazione, tutto questo grazie allo sport, “usato” perché ogni giorno hanno una storia da raccontare, perché ogni giorno il disabile la vive non solo con il proprio corpo, ma lo accompagnano le esperienze della vita, le caratteristiche della personalità, le paure e i sogni, anche i sogni, perché ogni disabile sogna….
Ogni giorno Giuseppe e Filippo, come tanti atleti disabili, vogliono e possono dimostrare quanto lo sport ha cambiato la loro vita in meglio, un autentica scoperta, un nuovo orizzonte per ritrovare l’autostima e credere di più in se stessi. Lo sport come contesto educativo e di crescita anche nella disabilità permette di conoscersi e riconoscersi come atleti ma soprattutto come persone.
3 ottobre primo incontro in Italia di atleti standing, Giuseppe Mondello, toscano, e Filippo Pinto veneto, a Massanzago – Padova, dove il leit motive “non posso farlo”…… diventa ribellione e la paura scompare, trasforma il non posso… ma io sono speciale, il mio punto debole mi ha fatto diventare speciale!
Nella boxe la concentrazione prima della sfida, il silenzio prima dell’azione, ogni movimento richiede precisione, equilibrio e potenza,
ma inizia in questo esatto momento, nello spogliatoio, la connessione tra mente e corpo.
Giuseppe Mondello, iscritto alla FPI, allenato da Simone Vannuzzi alla palestra ASD Dinamika di Firenze, vive a Pistoia, da sempre amante della boxe, affetto dalla Sindrome di Poland dalla parte sinistra.
La Sindrome di Poland è una rara condizione congenita caratterizzata dalla malformazione dello scheletro toracico e/o degli arti superiori. È stata descritta per la prima volta nel 1841 dal chirurgo britannico Alfred Poland. Questa sindrome si manifesta principalmente con l’assenza parziale o totale del muscolo pettorale maggiore su un lato del corpo, associata spesso ad alterazioni nello sviluppo delle coste sottostanti, fino alla loro assenza.
A 14 anni Giuseppe e la sorella hanno perduto la mamma e si sono traferiti da Messina a Pistoia, dallo zio, dove Giuseppe si iscrive ad una palestra di pugilato continuando gli studi.
Come ci dice Giuseppe Mondello di 19 anni allenato da Simone Vannuzzi alla Palestra Dinamika Special Boxe:
Sono iscritto alla FPI e grazie al primo stage in Italia di Paraboxe organizzato dalla FPI a Firenze alla palestra Dinamika Special Boxe ho avuto l’opportunità di conoscere il mio attuale maestro, Simone Vannuzzi. Lo ringrazio profondamente per aver creduto in me, per avermi preso a cuore e per tutto quello che mi sta insegnando, non soltanto sul ring ma anche nella vita. Il 3 ottobre arriverà finalmente il momento che ho desiderato per tanto tempo, l’inizio di una partenza bellissima…A settembre inizierò anche un nuovo capitolo della mia vita, l’università in Economia Aziendale a Firenze, ma continuerò a dedicare tutto me stesso alla preparazione per il 3 ottobre. Non so ancora come andrà il match, ma so con certezza che salirò sul ring dando tutto me stesso.
Parla Filippo Pinto, 26 anni, ingegnere veneto, allenato da Nicola Masiero alla palestra Phoenix Boxe ASD di Padova, iscritto alla FPI.
Sono nato con agenesia, ma non ho mai lasciato che questa condizione definisse i miei limiti. Il 24/25 gennaio scorso sono stato ospite della Dinamika Special Boxe a Firenze con il mio allenatore Nicola Masiero per il primo stage in Italia di atleti disabili dove ho avuto modo di allenarsi e confrontarmi con altri atleti, portando sotto i riflettori il mondo della Paraboxe con le sue enormi potenzialità.
Un cammino costruito passo dopo passo, sono stato seguito da Together We Ride, che oggi mi affianca con un ausilio protesico ad alte prestazioni, progettato su misura per la boxe e attualmente in continua evoluzione, migliorato sulla base delle mie sensazioni, delle richieste tecniche e del mio costante progresso sul ring. Ho scelto di mettersi in gioco con il pugilato, e ogni giorno dimostro che la vera forza è nella volontà.
Il 3 ottobre prossimo scriveremo insieme una pagina di grande sport!
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Sociale
BAMBINI E SPORT – L’avviamento dei bambini allo sport è un gioco molto serio Il bullismo è diventato una emergenza sociale
Published
3 mesi agoon
9 Luglio 2026By
DailyMood.it
A Firenze allo Stadio C.S.Porta Romana nasce un messaggio di forza e consapevolezza, con la frase “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”, Eleanor Roosevelt ci invita a non lasciarci definire dai giudizi degli altri e imparare a coltivare autostima e consapevolezza. Questa celebre frase di Eleanor Roosevelt, una delle figure più influenti del Novecento, è diventata un vero e proprio mantra per chi vuole imparare a credere in sé stesso.
Dietro queste parole si nasconde un messaggio potente: il valore che diamo a noi stessi non dipende dal giudizio degli altri, ma da come scegliamo di reagire alle loro opinioni.
Incontriamo Jacopo Maria Silei, Direttore Generale dello Stadio C,S.Porta Romana, autore di un deciso cambiamento dello Stadio e ci spiega l’importanza dello sport per i ragazzi e perché spronarli a praticarlo.
Il mio è un ritorno al passato, quando eravamo ragazzi e si seguivano le norme familiari di educazione e rispetto, un passato che deve diventare futuro perché abbiamo imparato che lo sport insegna ai ragazzi a gestire le proprie emozioni, a controllare gli impulsi e a sviluppare la capacità di lavorare in gruppo.
Nello sport si trasmettono messaggi sociali e spesso di sentimenti, di vita di tutti i giorni, di incontri e di amici, gioia e dolore, viaggi, per insegnare e trovare dunque il senso della vita.
Ma ho voluto andare oltre…appare preoccupante la fotografia della realtà giovanile di oggi, il bullismo e il cyberbullismo con i social sono una vera e propria emergenza sociale che colpisce circa il 15-20% degli adolescenti.
Il mio progetto, affiancato da Devid Bowen allenatore di calcio, è quello di insegnare ai ragazzi a contrastare l’abuso di prepotenze e intimidazioni con “l’uso” educativo dello sport, perché l’avviamento allo sport del bambino è un gioco, molto serio, che richiede il coinvolgimento del pensiero, estremamente importante fino dalla giovanissima età, ogni eventuale riflessione del bambino dev’esser assolutamente costruttiva, fredda, limpida e razionale.
Il bambino va orientato solo a delineare con la massima chiarezza, alla luce degli errori commessi nel gioco, lo spazio di miglioramento su cui concentrare il proprio successivo allenamento. Le emozioni stesse debbono essere vagliate, controllate, selezionate. Il giocatore, invece che farsi trascinare da esse, deve imparare a sceglier solo quelle che possano condurlo alla vittoria. Per poi sfruttarle al meglio.
Imparare le tecniche e le regole ma principalmente imparare l’importanza della sconfitta, a saper perdere, accettare le sconfitte, comprendere che per vincere occorre prima ulteriormente migliorare, raggiungere step by step un segno di maturità evidente, che solo i grandi campioni hanno nello sport e che solo i grandi uomini hanno, nella vita. La sconfitta è la più grande maestra che ci sia concesso di avere.
Nel concreto il progetto che ho ideato mira a formare figure idonee a mettere in pratica la metodologia sociale, oltre ad una indubbia maggior facilità di apprendimento, da non sottovalutare, molto importante, è anche la componente psicologica perché, per i bambini avere come insegnante un pugile ha sicuramente maggior appeal rispetto ad un fisioterapista generico…..il pugile insegna a non avere paura!
Ho voluto abbinare la boxe al calcio, insieme per costruire valore e difesa, oltre alla paraboxe insegnata alla palestra attigua, la ASD Dinamika di Simone Vannuzzi, dove la Special Boxe è rivolta ad atleti disabili in carrozzina e l’effetto sui bambini è stato immediato, entusiasmante, un test importante in questi giorni di chiusura delle scuole, con l’obiettivo di insegnare a contrastare con lo sport i fenomeni di discriminazione, odio e violenza contro la diversità in tutte le sue manifestazioni e prevenire il bullismo e il cyberbullismo tra i ragazzi e i giovani.
Contatti
Stadio “Gino Bozzi” – CS Porta Romana – Due Strade
Via Stefano Borgonovo – 50125 Firenze
Tel./Fax 055/2047654
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