Style & Luxury
Dove riposa la bellezza: l’Italia da scoprire tra Halloween e il ponte di Ognissanti
L’insolito itinerario di Campeggi.com tra cimiteri artistici e tradizioni popolari, per ricordare e celebrare la vita oltre la morte dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia, passando per Veneto, Toscana e Lazio
Halloween e il ponte di Ognissanti rappresentano oggi una delle occasioni ideali per una fuga d’autunno: un momento perfetto per ritagliarsi una pausa relax, ma anche una ricorrenza carica di significati che vanno oltre il folklore moderno. Se negli ultimi anni, da oltreoceano, si sono infatti diffuse globalmente maschere e atmosfere spettrali, è importante ricordare che l’Italia vanta da secoli una lunga tradizione legata alla commemorazione dei defunti, tra luoghi, simboli e gesti che permettono di celebrare la vita oltre la morte e mantenere un legame saldo con le proprie radici.
Ed è proprio attingendo da questa miscela di spiritualità e cultura popolare che Campeggi.com, il portale online di campeggi e villaggi vacanze, propone un viaggio che va oltre gli stereotipi: un itinerario dal Trentino-Alto Adige alla Sicilia in cui, tra cimiteri monumentali e riti locali, ogni luogo racconta una storia e invita a fare tesoro del tempo sospeso.
Il silenzio sacro del Cimitero di San Romedio, in Trentino
Nel cuore della Val di Non, tra i boschi che si tingono delle sfumature dell’autunno, sorge il piccolo Cimitero di San Romedio, un gioiello situato accanto all’omonimo santuario e un luogo carico di spiritualità dal quale è possibile godere di una vista mozzafiato sull’eremo e sulla valle circostante. Alla figura di San Romedio sono inoltre legate numerose leggende, come quella che vede l’eremita, ormai anziano, in sella al suo cavallo per raggiungere Trento per un incontro con il vescovo. Prima di arrivare in città, però, l’animale fu sbranato da un orso: a quel punto Romedio intervenì, riuscendo a domare la bestia feroce e a cavalcarla fino alla sua destinazione.
Il consiglio di Campeggi.com: il Camping Seiser Alm di Fiè allo Sciliar(Bolzano), a meno di 70 chilometri dall’eremo. Immerso nelle Dolomiti, è il punto di partenza perfetto per esplorare l’intera zona e godersi un momento di relax tra i Dolomites Lodges, eleganti chalet in legno; le Forest Tents, le casette A-Frame minimaliste e sostenibili; o le Residenze Alpine Obermühle, tradizionali appartamenti con balcone o terrazza.
Le lumère: luci d’autunno tra ironia e ricordo, in Veneto
Molto prima che Halloween diventasse una moda importata, in diverse aree del Veneto si utilizzavano zucche svuotate, intagliate e illuminate per celebrare la fine di ottobre. Si chiamano lumère e venivano posizionate lungo le strade e sui davanzali per onorare i defunti, ma anche per esorcizzare la paura della morte, spaventando le “anime dispettose” in modo ironico e creativo. In questo periodo, diverse località venete stanno rispolverando questa tradizione popolare, trasformandola in una festa condivisa, per unire passato e presente nel segno della luce.
Il consiglio di Campeggi.com: La Rocca Camping Village a Bardolino (Verona), uno splendido complesso turistico affacciato sulla sponda veronese del Lago di Garda. Dal campeggio si accede direttamente alla spiaggia a lago e, tramite la passeggiata pedonale, è possibile arrivare in poco tempo nei centri storici di Bardolino e di Garda.
Collane di frutta per chi abita nei ricordi, in Toscana
In Toscana, la festività di Ognissanti è particolarmente sentita nelle zone rurali, in cui sopravvive una tradizione legata al culto dei defunti: le collane fatte con mele e castagne che vengono preparate e indossate dai bambini per onorare la loro memoria. In questo modo, attraverso i doni che la natura ha da offrire in questo specifico periodo dell’anno, si celebra un legame affettivo profondo che va oltre la scomparsa, trasformando i frutti del territorio in simbolo di condivisione tra vivi e morti.
Il consiglio di Campeggi.com: il Camping Village Baia Azzurra, a Castiglione della Pescaia (Grosseto). Immerso in una delle zone più suggestive della Maremma Toscana, il campeggio offre diverse soluzioni abitative, dai bungalow moderni agli appartamenti, passando per piazzole attrezzate per camper e tende. Per gli amanti dello sport, ci sono campi da padel, tennis e area fitness all’aperto, mentre animazione, parco giochi e serate a tema terranno impegnati i più piccoli.
Memorie di marmo e poesia al Cimitero Acattolico di Roma, in Lazio
Ai piedi della Piramide Cestia, nel cuore del quartiere Testaccio, si trova uno dei luoghi più affascinanti della capitale: il Cimitero Acattolico di Roma. Non si tratta di un luogo di sepoltura tradizionale, ma piuttosto di un giardino romantico in cui riposano artisti, poeti e filosofi. Passeggiare tra le tombe di John Keats e Percy Bysshe Shelley, in occasione di Halloween e Ognissanti, è un vero e proprio viaggio nella bellezza in cui la memoria assume forme universali, dialogando con l’arte e la poesia.
Il consiglio di Campeggi.com: l’Happy Village & Camping, immerso nella natura del Parco di Veio. Luogo ideale per tutti i tipi di viaggiatori (coppie, famiglie con bambini, uomini e donne in viaggio d’affari), è dotato di una impeccabile area servizi e svago e offre ai propri ospiti anche una navetta gratuita per la stazione di Prima Porta, da cui si raggiunge il centro di Roma in soli 20 minuti.
Halloween tra memoria e magia: la dolce notte degli spiriti in Sicilia
In Sicilia, Ognissanti è una sorta di Halloween cristiana pensata per i più piccoli, in cui i morti non si ricordano solennemente, ma si festeggiano. Secondo la tradizione, nella notte tra 1 e 2 novembre, gli spiriti dei defunti tornano a far visita nelle case dei propri cari per portare ai bambini frutta martorana, dolci e regali, ma senza lasciarli a vista, così che i più piccoli, al risveglio, possano lanciarsi in una caccia al tesoro tra i mobili della casa. Un modo affettuoso e gioioso per trasmettere alle nuove generazioni la propria memoria familiare, rendendo il ricordo qualcosa di magico, ma anche vivo e tangibile.
Il consiglio di Campeggi.com: il Camping Village El Bahira, a San Vito Lo Capo (Trapani), una struttura dotata di posti tenda, appartamenti e case mobili e che offre anche tante opzioni per chi ama lo sport, come un diving center professionale per gli appassionati di immersioni, falesie con diversi gradi di difficoltà per chi ama il climbing e due riserve naturali, Lo Zingaro e Monte Cofano, per chi vuole esplorare le meraviglie naturali della zona.
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Fashion News
Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo
Published
1 giorno agoon
9 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.
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Fashion News
Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion
Published
2 giorni agoon
8 Ottobre 2026By
DailyMood.it
Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.
Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.
Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.
The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra
LOOK IN MOSTRA
Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.
Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.
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Sfilate
CHANEL Sfilata Primavera Estate 2027
Published
3 giorni agoon
7 Ottobre 2026By
DailyMood.it
La Conversation – Parte Tre – Volti diversi della stessa medaglia
«La bambina che ero un tempo è con me oggi. Ho realizzato i suoi progetti. Ho soddisfatto i suoi gusti. È da lei che ho acquisito i miei standard esigenti, ed è lei che sono riuscita a soddisfare. Nessuno mi è più vicino di lei. Lei mi deve tutto, e io le devo ciò che sono riuscita a dare al mio tempo.»
Gabrielle Chanel
«Nel corso della loro vita, le donne diventano molteplici sé, volti diversi della stessa medaglia. È come un gioco del cadavere squisito, in cui un’identità conduce a un’altra. Si tratta delle donne dentro una donna. E qui si tratta di una donna, Gabrielle, che poi è diventata Chanel.»
Matthieu Blazy
La moda è malleabile e trasformativa, trasmettendo dal passato al presente e verso il futuro.
Le identità della moda cambiano e si trasformano, eppure, in relazione a una donna, sono sempre diverse e sempre le stesse. Nella collezione di questa stagione, Matthieu Blazy, Direttore Artistico delle Attività Moda, rende omaggio a questi molteplici sé nel suo continuo dialogo con Gabrielle Chanel.
Dai suoi inizi agli anni più tardi, dalla rivelazione della biancheria in jersey all’inizio della collezione fino al suo lavoro del dopoguerra sul tailleur, qui indossato come una seconda pelle contro la carne nuda, leggero come un profumo. Qui, il continuum della moda Chanel si dimostra stratificato e circolare, con l’inizio che informa la fine.
Nella collezione, la giovane Gabrielle diventa le diverse donne Chanel che sarà. Ognuna porta l’altra dentro di sé, una storia stratificata di identità all’interno di una storia stratificata degli abiti che indossava. Questo è il suo personale viaggio nella moda: dalle costrizioni del corsetto e della sartoria edoardiana che un tempo aveva adottato e contro cui si era ribellata, alle sue idee riconfigurate e rivoluzionarie sul tailleur, indossato con disinvoltura e portato con leggerezza.
Le identità vengono provate, valorizzate, aggiunte, utilizzate come un gioco o, a volte, abbandonate e combattute. Lasciano dietro di sé tracce delle loro precedenti incarnazioni: linee di stecche d’ombra, il movimento di un peplo, il volant di un colletto, la curva di un corpino, che diventano i resti spettrali di vite della moda passate.
Dalla costruzione alla decostruzione, ritorna la sua rivelatrice esplorazione della sartoria maschile: l’abbigliamento formale maschile da giorno e da sera viene tagliato a vivo e trasformato in gilet, indossati con pantaloni, oppure riconfigurato in tailleur con gonna a matita.
Il mondo maschile scivola in quello femminile con abiti formali in stile anni Trenta, ricamati di paillettes e strutturati in sbieco, oppure lavorati a maglia e impreziositi da perline, abbastanza leggeri da essere infilati e indossati con la facilità di una T-shirt. I paradossi della femminilità sono al centro di ciascuno di essi.
Eppure, forse, è il flou a risultare più sorprendente quando imita il time-lapse delle formazioni delle nuvole, ottenuto sovrapponendo differenti pesi di trasparenze di seta stampata e tagli ampi e fluttuanti. Segna il mattino, l’ora dorata e il calare della notte; il passaggio del tempo.
Simboleggiato dall’uccello, in particolare dal rondone e dalla rondine, un senso di libertà prende il volo attraverso gli abiti, posandosi a volte nella sua incarnazione aviaria come bottoni, gioielli e ricami.
Ma è nello straordinario sviluppo dei tessuti dell’atelier, sia intrecciati sia lavorati a maglia, che le sue capacità supreme risplendono, spingendo una concezione della libertà attraverso il movimento e la leggerezza.
Qui, la filosofia Chanel diventa non soltanto un motivo, ma un progetto di vita, qualcosa che è nel cuore della maison. Come la libertà stessa, non si tratta soltanto di vedere, ma di sentire.
Il capitolo finale della collezione chiude il cerchio, dalla seconda pelle della biancheria all’inizio della sua storia fino all’ultima incarnazione del tailleur nel nuovo «tweed smock».
Quest’ultimo rappresenta un’innovazione sorprendente: richiama il primo nella sua leggerezza senza sforzo, nella sua malleabilità e mobilità ottenute grazie all’elasticità, diventando un capo performante possibile soltanto oggi.
Eppure continua le tradizioni degli obiettivi ultimi di Gabrielle Chanel attraverso l’abito: movimento, espressione di sé, libertà.
A partire da Dyanira Hurbuscher, che tiene la stessa borsa 2.55 di Gabrielle Chanel proveniente dagli archivi del Patrimoine, la collezione ritorna a essa alla fine, indossata dalla stessa modella; gli accessori riflettono la stessa molteplicità di significati e di identità.
Ere ed epoche si fondono, in particolare nella varietà delle borse con patta, sia vecchie sia nuove. Dall’eleganza della pelletteria di un nuovo classico, con la sua chiusura a catena da orologio, passando per le borse nuvola e i loro segni del passaggio del tempo, fino alla minaudière a forma di gabbia per uccelli, con i suoi uccelli fuggiti, simbolo e significante, allo stesso tempo giocoso e profondo.
«Questa non è una collezione storica; è una collezione sulle storie stratificate di Gabrielle Chanel. Alla fine, Chanel ha preso il volo, e ogni passo che ha compiuto l’ha condotta verso la libertà, come un uccello.»
Matthieu Blazy
-
Mémoires de Coco, Louise de Vilmorin, Gallimard, 1999.
Copyright CHANEL
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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Viaggio alla scoperta dell’architettura sudafricana
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