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Come essere impeccabile in ufficio: consigli per l’uomo casual elegante

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L’immagine è uno strumento di comunicazione altamente potente, ed essere impeccabile in ufficio non è da sottovalutare. Interpretare un look casual elegante significa esaltare la personalità maschile, creando una combinazione professionale e accattivante allo stesso tempo. Vediamo insieme come essere impeccabili in ufficio indossando un outfit casual elegante.

Quali sono gli outfit per andare a lavoro con eleganza?

Quando un uomo sceglie l’abbigliamento per l’ufficio, l’obiettivo è creare un look armonioso e ben bilanciato. Gli abiti rappresentano i reali protagonisti per uno stile casual elegante, orientandosi verso dei capi di alta qualità e dal taglio strutturato. La moda maschile offre un’ampia varietà di alternative interessanti per adattarsi a contesti differenti seppur di lavoro.

In abbinamento, via libera alle camicie in cotone o in lino, indossandole in maniera tradizionale oppure con un tocco moderno per trovare un tono personalizzato e d’effetto. Per coloro che amano variare, perché non stupire con le calzature? A seconda del tipo di professione svolta, si possono indossare delle sneakers nere o un paio di derby minimal privilegiando modelli che possano completare l’insieme in chiave contemporanea, senza appesantire.

Gli accessori per l’uomo casual elegante in ufficio

Gli accessori giocano un ruolo chiave nel definire la personalità dell’uomo casual elegante in ufficio.  Questi ultimi hanno il compito di regalare un tocco finale che distingue un’idea di stile consapevole da una scelta casual. Per esempio si potrebbe optare per un orologio classico dal cinturino in acciaio, con linee sobrie e senza alcun eccesso. Un modo per comunicare serietà e senso del tempo attraverso un elemento aggiuntivo, che non passa mai di moda.

Altresì una cintura, coordinata alle scarpe, diventa un dettaglio discreto se di ottima fattura e dal mood semplice affinché non risulti invadente. Per l’uomo sempre in viaggio, la borsa da lavoro rappresenta un’alleata pratica ed elegante, funzionale e in linea con il look complessivo.

Gli accessori sono rappresentati persino da piccoli dettagli tra cui i calzini, coordinati con le tonalità delle calzature, gli occhiali da vista o da sole e dei braccialetti minimal da integrare con moderazione, creando un effetto finale raffinato.

Quali sono gli errori da non fare?

In un ambiente di lavoro è richiesta una certa eleganza, per questo motivo sarebbe bene non commettere degli errori di stile (a volte inconsapevoli) per non danneggiare l’immagine curata che si desidera trasmettere.

Tra i più comuni spicca la mancata attenzione ai dettagli che si traduce con una camicia stropicciata, un capo danneggiato o delle calzature sporche. Tali sbagli minano l’insieme del look e trasmettono un’impressione di negligenza.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la scelta dei colori e delle fantasie, evitando in ogni modo degli abbinamenti eccentrici o delle tonalità vivaci capaci di apparire fuori luogo in molti ambienti lavorativi. In tema di eccesso spuntano altresì gli accessori, cercando di eliminare gli ornamenti capaci di trasformarsi in ostentazione. L’equilibrio è la chiave dove ogni singolo elemento dialoga con gli altri mantenendo una linea sobria e raffinata.

È indubbio che sia necessario essere in sintonia con il contesto lavorativo, infatti ogni ambiente possiede il suo dress code da rispettare, implicito o esplicito che sia.

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Petra Stellam – F/W26 What Makes Everyone Tailored

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La sartoria è una ricerca di equilibrio tra struttura e fluidità, tradizione e innovazione. Ogni capo diventa un dialogo tra designer e chi lo indossa, in cui la precisione tecnica si armonizza con l’espressione personale.
La sua essenza risiede nel rapporto tra tessuto e corpo. Ogni taglio e ogni dettaglio costruttivo sono frutto di una scelta precisa, mentre livelli di maestria artigianale, spesso invisibili, concorrono a garantire integrità, libertà di movimento e carattere. Quando viene destrutturato, un capo sartoriale rivela un’ingegneria progettuale attenta e sofisticata, in cui ogni elemento contribuisce al suo equilibrio complessivo e alla sua identità.
Questa collezione reinterpreta la sartoria come una forma d’arte senza tempo. Portandone alla luce e reinterpretandone gli elementi essenziali, esplora il suo significato tanto personale quanto universale, trasformando la maestria artigianale in una manifestazione dell’individualità.
Cosa rende tutti sartoriali?

 

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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