Connect with us

Fashion News

Gli abiti di Eleonora Lastrucci incantano i Golden Foot Awards 2024

Published

on

Il prestigioso evento Golden Foot Awards 2024, creato da Antonio Caliendo, svoltisi nel lusso di Monaco, non solo è stato un evento per rendere omaggio alle due icone del calcio che sono state premiate: Lautaro Martinez e Saki Kumagai, ma anche della creatività italiana nel campo della moda.

Eleonora Lastrucci, stilista toscana di fama internazionale, ha lasciato il segno con le sue creazioni sofisticate che hanno illuminato la serata, dimostrando ancora una volta l’eccezionalità del Made in Italy.

La serata ha visto la partecipazione di grandi personalità, tra cui Fernando Llorente, Gerard Piqué, Rui Costa, Ruud Krol , Alain Boghossian e Fabio Cannavaro, in un evento ricco di stile e fascino, inoltre durante  la cerimonia è stata anche presentata la prima targa da 24 carati del futuro “Golden Foot Legends Cafe Museum”, con le impronte di SAS il Principe Alberto II, sottolineando ulteriormente il legame tra sport e lusso che caratterizza questo evento.

Gli abiti della Lastrucci ai Golden Foot Awards: lusso e artigianalità

Durante i Golden Foot Awards, gli abiti di Eleonora Lastrucci hanno conquistato i riflettori, mettendo in evidenza la grande maestria sartoriale della stilista. Tessuti lussuosi, applicazioni artigianali e linee armoniose hanno catturato l’attenzione del pubblico, trasformando ogni abito in un vero punto di conversazione. Eleonora ha saputo rendere un evento sportivo un’ode all’eleganza, con creazioni che esaltano la femminilità e lasciano un’impronta duratura.

La stilista è riuscita a fondere sapientemente il mondo della moda con quello dello sport, realizzando abiti che si distinguono per la loro raffinata artigianalità e l’impiego di materiali pregiati. Indossate da ospiti illustri, le sue creazioni hanno rappresentato un equilibrio perfetto tra stile e dinamismo, aggiungendo un tocco di glamour inimitabile. Ogni abito omaggia la tradizione sartoriale italiana, rivisitata con un design moderno che valorizza chi lo indossa.

Eleonora Lastrucci ha poi saputo integrare dettagli unici, trasformando i tessuti in vere opere d’arte in movimento, caratterizzate da una grazia e una fluidità senza pari. La sua attenzione meticolosa ai particolari e l’abilità nel reinterpretare le tecniche sartoriali tradizionali hanno ribadito la sua eccellenza nel panorama della moda internazionale. I Golden Foot Awards sono così diventati una celebrazione della perfetta unione tra lusso, artigianalità e spirito sportivo, resa possibile dalla visione creativa di Lastrucci.

Un percorso di successi: dalla Toscana alle passerelle internazionali.

Eleonora Lastrucci è un orgoglio toscano, nata e cresciuta a Prato, nel cuore di una regione profondamente radicata nel mondo tessile. Sin da giovane, ha respirato l’arte della lavorazione dei tessuti, lavorando nell’azienda di famiglia, dove ha sviluppato una conoscenza senza eguali dei materiali e delle tecniche sartoriali. La passione per l’artigianalità, unita a un innato talento per il design, ha segnato la sua crescita artistica, portandola a frequentare la Scuola d’Arte di Firenze.

Dopo aver completato gli studi, la sua carriera ha spiccato il volo, facendola emergere come una delle stiliste più innovative del panorama italiano. Eleonora ha iniziato a farsi notare per la capacità di combinare tradizione e innovazione, con collezioni che hanno calcato i red carpet più famosi al mondo. Le sue creazioni hanno brillato in eventi iconici come il Festival di Sanremo e la Mostra del Cinema di Venezia, dove ha lasciato un’impronta indelebile con abiti che incantano e sorprendono.

Recentemente, Eleonora Lastrucci è stata protagonista di un articolo su Milano Finanza, che ha sottolineato il suo successo e l’importanza delle sue opere al Festival di Venezia. In quell’occasione, la stilista è stata immortalata accanto a star del calibro di Kevin Costner e Ornella Muti, testimoniando l’impatto internazionale della sua moda e la sua capacità di rendere omaggio alla bellezza e all’eleganza italiana.

Il percorso di Eleonora Lastrucci è costellato di collaborazioni con personaggi famosi e eventi di grande impatto. Una tra le tante esperienze significative è stata la collaborazione al Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli, un evento unico che combina musica, arte e la suggestiva cornice della campagna toscana. Inoltre, ha vestito icone come Andie MacDowell, Sofia Coppola, Elena Sofia Ricci, Olivia, Williams, Monica Guerritore, Maria Fernanda Candido, Sienna Miller, Miriam Candurro,Katherine Kelly Lang, Antonella Salvucci e moltissime altre, firmando abiti per red carpet e show televisivi che hanno catturato l’attenzione internazionale. Eleonora ha collaborato anche con star del cinema e della musica, confermando la sua versatilità e la capacità di adattare la sua arte a contesti diversi.

Moda come espressione artistica

La moda, per Eleonora Lastrucci, è molto più che un’espressione estetica; è un’arte che racconta storie e crea emozioni.

Oltre alle passerelle, Lastrucci si dedica al design di costumi teatrali e cinematografici, esplorando nuovi modi di trasmettere bellezza e creatività. Le sue collezioni spesso si ispirano all’arte e alla cultura italiana, celebrando l’equilibrio tra classico e moderno. Ogni capo rappresenta una perfetta sintesi di tradizione e innovazione, con un’attenzione maniacale ai dettagli e una passione per l’artigianalità.

Per saperne di più sulle opere di Eleonora Lastrucci, visita il sito ufficiale: Eleonora Lastrucci.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

quindici − undici =

Fashion News

Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

Published

on

Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Fashion News

Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

Published

on

Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Fashion News

Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

Published

on

C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Trending