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Collezioni Uomo

La luce a Eleventy Men’s FW 23/24

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La moda tipica del Made in Italy targato Eleventy è sempre più legata al lusso “responsabile”, a quella sorta di “sostenibilità” che restano i valori che quidano la vision di questo Brand dalla sua nascita e che fanno di Marco Baldassarri e Paolo Zuntini  un punto di riferimento per una moda giovane, dinamica che punta a riconoscersi nei propri clienti.

La collezione proposta per la Milano Fashion Week anche questa volta colpisce perchè è decisamente all’insegna della luce.

Luce che riporta nel solco della classica tradizione sartoriale di Eleventy quella particolare caratteristica che si è vista questa volta nella scelta delle abbottonature che rimangono un modo per mettere in risalto la lavorazione spesso preziosa dei tessuti che restano doppi e apribili e che richiedono quindi molta lavorazione.

Vecchi passaggi sartoriali “a mano” che identificano il prodotto e lo rendono unico. Luce che appunto  si richiama nel riflesso del materiale scelto e nel colore spesso neutro, in particolare nell’uso dei tagli che restano sartoriali e dei bottoni, sia come idea della abbottonatura che come elemento di decoro , oltre che anche nelle cuciture realizzate e scelte e nei tagli delle maniche o la lavorazione de maglioni.
Da segnalare anche  i colori dei gillet con la zip, l’uso della lana e del cachemire e le imbottitute in piuma e le zip a doppio cursore .
Restano comunque i bottoni a colpire , appunto perchè costringono lo sguardo a seguire le linee, a mettere appunto in “luce” tutti quei piccoli particolari sartoriali che si riconfermano il vero punto di forza di questo brand.

Sartorialità unica in cui piace riconoscersi e in continua trasformazione.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

 

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Collezioni Donna

FIORUCCI Autunno-Inverno 2026 – ‘MEMORIE’ di Francesca Murri

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‘MEMORIE’ non è nostalgia.
È memoria come proiezione, un futuro immaginato in modo così vivido da sembrare già un ricordo.
I ricordi sono vivi, mai statici. Sono contaminati dall’esperienza, rielaborati dalle emozioni, alterati dal tempo. Fiorucci esiste all’interno di questa continua evoluzione.

‘MEMORIE’ è un invito a guardare Fiorucci con curiosità e senza preconcetti, a ripensare l’immaginario collettivo legato al brand, permettendo al suo spirito di muoversi, espandersi e abitare nuovi luoghi e dimensioni.

Ricordare non significa ripetere. Ricordare significa reinterpretare.

Per la collezione Autunno-Inverno 2026, Francesca Murri immagina una festa tra intimi, sospesa in un’epoca indefinita. Ambientata in un appartamento che potrebbe appartenere al passato o a un futuro immaginato, cinematografico, leggermente retro-futurista, dove tutto sembra sospeso tra passato e futuro, dissolvendosi nella memoria.
‘MEMORIE’ esiste in questo stato di semi-veglia.

La collezione dà vita a personaggi che evocano un mondo di raffinatezza ponderata e silhouette precise, ognuno con un dettaglio inaspettato che sconvolge l’ordine. Una gorgiera si erge come una cresta, decorazioni e borchie animano i capi e le maschere vengono indossate per esaltare il carattere, non per nasconderlo.

Nella collezione donna pizzi delicati, crêpe de chine e mesh danno morbidezza e un senso di intimità alle forme strutturate del velluto, del lattice e della lana sartoriale. Il denim si muove tra forme e volumi, con declinazioni sale e pepe e altre rese con lavorazioni laser per simulare le pieghe.

L’abbigliamento maschile accosta capi sartoriali e morbidi capi in maglia di mohair e lana. Il classico motivo a rombi appare come un lampo di memoria, frammentato e reinterpretato per interrompere delicatamente le silhouette con la sua geometria.
Il linguaggio visivo iconico di Fiorucci è carico di nuova energia: forme angeliche appaiono come delicate visioni sotto forma di stampe o ricami, labbra grafiche tracciano dialoghi surreali sui capi.

La palette di colori, composta da rossi audaci, verdi menta, rosa pallidi e grigi sale e pepe, è punteggiata e pervasa da una stampa dalmata.
La sinuosità della Lips Bag, che appare per la prima volta nella versione di pochette, si scontra con il rigore delle décolleté a punta e degli stivali.

In linea con lo spirito di Fiorucci come piattaforma creativa, il brand ha collaborato con l’artista italiano Francesco Casarotto, fondatore di Agglomerati, per creare maschere personalizzate e realizzate a mano in dialogo con la collezione. Agglomerati nasce da un’indagine introspettiva, dando forma ai personaggi che animano i sogni e le illusioni, e in ultima analisi, i ricordi.
Fiorucci continua a coltivare uno spazio plasmato dai sensi e da esperienze reali e vissute, dove la creatività si indossa. Un luogo dove sperimentare, giocare e riscoprire la libertà di essere pienamente se stessi.

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A Pitti Uomo, Sebago presenta la collezione SS26.

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Fondato nel 1946 in America nel Maine, simbolo di stile intramontabile ed eccellenza artigianale: conosciuto per gli accessori ed in particolare per l’iconico penny loafer – il mocassino classic Dan – il marchio ha saputo ampliare la propria visione, affermandosi non solo nel footwear ma anche nellapparel, introdotta dall’acquisizione di BasicNet nel 2017 e sempre più valorizzata.

A Pitti viene presentata la collezione SS26 con un ampliamento della linea maschile ed una novità della proposta per il mondo femminile: il brand propone sempre più un total look che possa essere complementare agli stili di calzature classici del marchio, appartenenti ai mondi Citysides, Campsides e Docksides.

La linea Primavera Estate 2025 si articola attraverso una serie di labels, ciascuna con una forte personalità stilistica e da cui attingere nella creazione di total look. Insieme, danno vita ad un guardaroba completo e raffinato, pensato per chi cerca un’eleganza contemporanea:

– The Preppy Style: un classico senza tempo della East Coast, che attraversa generazioni e codici stilistici. Il Preppy per Sebago si muove tra campus immaginari e yacht club autentici. Tra i prodotti, il classico penny loafer Classic Dan e la polo leggera Campbell, a maniche lunghe, che reinterpreta la tradizione mantenendo intatti i dettagli che l’hanno resa un classico: jersey di cotone a righe, colletto in twill, finta chiusura e polsini in rib.

 Dock: la linea che coniuga funzionalità e cura sartoriale. I capi si alleggeriscono ma restano protettivi: camicie in popeline, outerwear cerato reinterpretato, dettagli ispirati all’attrezzatura nautica. Il mocassino Portland Docksides viene reinterpretato in chiave moderna in nuovi modelli come la scarpa da barca Owen con una silhouette elegante e sottile.

– Summer Look: fatto di capi semplici e classici da indossare. T-shirt dai lavaggi morbidi, short e camicie aperte dal gusto vintage come la Little River, una rivisitazione contemporanea della classica camicia botton-down.

– Outdoor Living: collezione realizzata con tessuti tecnici ma morbidi. Un’estetica radicata nella pratica, che diventa lifestyle come il mocassino della linea Campsides e la giacca Door realizzata in tessuto herringbone di cotone con righe sottili verticali che ne esaltano la struttura e donano al capo un’identità grafica decisa ma raffinata.

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Pierre-Louis Mascia – BRIGHT STAR Collezione Autunno/Inverno 2025/26

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La maison PIERRE-LOUIS MASCIA inaugura un nuovo capitolo della sua storia con la collezione Fall/Winter 2025/26, un’immersione intima nel mondo poetico e malinconico di Bright Star di Jane Campion, insieme alla poesia di John Keats.

In questa stagione, il designer Pierre-Louis Mascia e il suo team esplorano un nuovo spazio-tempo, una visione radicale del modo di vivere la realtà. In questo ambiente crudo e industriale, il tempo appare sospeso, allungato; lo spazio è liberato. La maison intreccia un universo in cui i suoi personaggi, in una ricerca errante, cercano di riconoscersi, di condividere un’emozione, di resistere in un mondo incerto. Questo ambiente deliberatamente freddo e privo di riferimenti contrastano con la morbidezza avvolgente delle creazioni, un modo per respingere il presente.

Fedele alla sua firma stilistica, la maison si muove tra leggerezza e movimento, sartoria fluida ed eleganza casual. Le silhouette sono avvolte in bomber, lunghi cappotti foderati in seta, abiti fluttuanti ed eterei, scialli e stole protettive. I pantaloni morbidi sono abbinati a kimoni di velluto e giacche trapuntate.

Conosciuto per le sue stampe barocche, amalgami eccentrici di motivi e chimere varie, il designer collabora strettamente con Achille Pinto, un laboratorio di stampa tessile attivo a Como dal 1933. Questa stagione, PIERRE-LOUIS MASCIA introduce venti nuove stampe originali, di cui una dozzina dedicate al ready-to-wear. I motivi vengono mischiati, dipinti, ridisegnati, composti e ricomposti, trasformati in un sottile intreccio di tecniche analogiche e digitali. Qui incontriamo echi dei malinconici ritratti di Julia Margaret Cameron, dei disegni preraffaeliti dell’artista dandy Aubrey Beardsley, che simboleggiano la decadenza del fin de siècle, e frammenti malinconici di Bright Star.

PIERRE-LOUIS MASCIA ci invita a un’esperienza visiva ed emotiva che trascende la moda per diventare una vera e propria ode alla malinconia, una ricerca incessante della bellezza in un mondo talvolta ostile. Ogni creazione diventa un tributo vivo alla bellezza, un canale per le emozioni e le ferite della vita quotidiana.

La sfilata PIERRE-LOUIS MASCIA è accompagnata da una colonna sonora originale composta da Thomas Zaï–Gillot, sotto la direzione artistica dello studio Irréel. Parallelamente alla collezione PIERRE-LOUIS MASCIA, Thomas Zaï–Gillot gioca con i riferimenti, creando e ricreando composizioni musicali. Il suo approccio si distingue per la capacità di fondere diverse influenze, attingendo da vari generi musicali, dal classico al contemporaneo: oggi, il mondo di The Cure incontra quello di Gustav Mahler.

CREDITS:

Makeup/Key Artist: Michele Magnani – Global Senior Artist MAC Cosmetics
Hair/Key Artist: Giulio Ordonselli per TONI&GUY Italia using Label.m products
Music: Thomas Zaï–Gillot – Santa Maria Sound Studio
Jewels: Coppola e Toppo

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