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“ALL KIDS HAVE TALENT” Il mondo della moda visto con gli occhi dei bambini

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LA FASHION CAMPAIGN GIGLIO.COM, INTERAMENTE REALIZZATA DAI BAMBINI DEL QUARTIERE NOCE DI PALERMO PER PROMUOVERE LA COLLEZIONE REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON IL BRAND PAURA, A SOSTEGNO DELLE ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ EDUCATIVA PROMOSSE DALL’ASSOCIAZIONE ‘A STRUMMULA

GIGLIO.COM, società attiva nella vendita di prodotti di lusso multimarca, conferma il suo impegno a favore dell’inclusione sociale lanciando – in collaborazione con l’associazione no profit ‘a Strummula – il progetto “All kids have talent”.
L’obiettivo del progetto è quello di offrire ai bambini e ragazzi esposti al rischio di povertà educativa, la possibilità di scoprire i propri talenti e confrontarsi con prospettive di formazione ed educazione nuove rispetto a quelle tradizionalmente immaginate o a cui pensano di poter aspirare per il loro futuro.
“All kids have talent” è la fashion campaign di GIGLIO.COM realizzata interamente dai bambini del quartiere Noce di Palermo, per promuovere la capsule collection, ispirata dai loro disegni e creata in collaborazione con il brand Paura. Il ricavato delle vendite sarà interamente devoluto all’associazione per sostenere i processi educativi finalizzati al contrasto della povertà educativa.

UNO SHOOTING FOTOGRAFICO A MISURA DI BAMBINO
Dopo aver partecipato ad alcuni workshop con i professionisti di GIGLIO.COM, i bambini hanno avuto l’opportunità di mostrare il proprio talento nello styling, il make up, il set design, la fotografia e il disegno digitale.
Creando il moodboard, disponendo l’ispirazione per il make-up, studiando lo styling e fotografando i modelli. Tutto sul tema “Gym Party” come spin-off del trend Ballet core.

IL MARE E LE SUE BELLEZZE: LA CAPSULE COLLECTION PAURA ISPIRATA ALLA CREATIVITÀ DEI PICCOLI TALENTI
Il Mare e le sue Bellezze” è una capsule collection realizzata dal brand Paura. In collaborazione con l’associazione ‘a Strummula, è stato chiesto ai bambini che frequentano la Bangla School locale di esprimere attraverso un disegno il significato che ha per loro il MARE.
ll designer Danilo Paura, partner creativo del progetto, ha scelto il disegno di Nihat, uno dei bambini partecipanti, e l’ha trasformato in un leitmotiv per la realizzazione di una camicia bowling e una t-shirt.

GIGLIO.COM conferma così il suo impegno sociale, questa volta operando sul proprio territorio di appartenenza e dando un importante contributo al tessuto sociale locale.
“Realizzare questo progetto è stato per noi emozionante, tutti i bambini hanno dimostrato di avere potenzialità enormi e un talento che va soltanto scoperto e alimentato, indipendentemente dal contesto sociale, culturale ed economico da cui provengono. Abbiamo sperimentato direttamente che la chiave di volta per contrastare la povertà educativa è offrire ai ragazzi un’opportunità e gli stimoli giusti per esprimere sé stessi.

“Con questa iniziativa ci siamo messi alla prova per vedere cosa succede quando si include un bambino in un contesto di adulti. Desideravamo aprirci alla magia di un punto di vista non contaminato e di un linguaggio il più possibile spontaneo.
Tra i nostri obiettivi vi è quello di dare più risonanza possibile alla missione di ‘a Strummula, al loro approccio educativo solidale finalizzato allo sviluppo e al benessere della comunità” – ha commentato Giuseppe Giglio, Presidente e Amministratore Delegato di GIGLIO.COM

A’ Strummula – ente no profit che persegue, senza scopo di lucro, finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale nella città di Palermo – ha inserito il progetto “All kids have talent” con GIGLIO.COM all’interno delle proprie attività formative volte all’inclusione sociale, dando dunque l’opportunità ai propri bambini di improvvisarsi designer, fotografi o stylist.

“Abbiamo accolto la proposta di collaborazione di GIGLIO.COM, collocandola come segmento di una progettazione per noi più a lungo termine, che vede bambini e ragazzi coinvolti in molteplici percorsi di cittadinanza e di sviluppo delle life skills, in grado di renderli resilienti e di metterli nelle condizioni di poter costruire la loro identità.
Crediamo fortemente che l’educazione non debba essere una questione da relegare ai soli educatori ed insegnanti e che siamo tutti investiti da una responsabilità educativa nei confronti dei bambini e dei ragazzi, e questa collaborazione ne è la prova.
Abbiamo infatti trovato in Giglio.com un partner che ci ha permesso di far conoscere ai bambini un mondo a loro sconosciuto.
Ci auspichiamo che l’esperienza realizzata possa contribuire a sensibilizzare sul fenomeno della povertà educativa e a potenziare l’attuazione di nuove alleanze e prassi educative sui temi legati all’infanzia e all’adolescenza, tra il mondo no profit e quello profit.
Ci preme ringraziare la Giglio.com per la delicatezza, la sensibilità, l’impegno e la professionalità con cui i suoi collaboratori si sono approcciati a questo progetto e ai bambini coinvolti” –
ha commentato Salvo Massa, educatore e presidente di ‘a Strummula

Paura – brand made in Italy nato dalla visione di Danilo Paura – ha senza scopo di lucro disegnato la collezione ispirata dal disegno di Nihat, permettendo dunque ai bambini di vedere la propria creatività materializzarsi in una collezione di moda vera e propria.
“Quello che abbiamo fatto in questo progetto è stato cercare di rimanere quanto più neutri possibile: i capi prendono le sembianze di fogli bianchi sui quali riportare il frutto dell’immaginazione di un bimbo. I pannelli di viscosa rappresentano una tela che vuole veicolare un messaggio. Il protagonista non è il design fine a se stesso, bensì la causa” – ha commentato Danilo Paura, fondatore del brand Paura di Danilo Paura

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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