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10 castelli da visitare questa estate

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Castelli medievali, giardini rinascimentali, musei insoliti e panorami mozzafiato: il fascino delle fortezze è irresistibile e può rappresentare una meta alternativa per le vacanze o un modo per spezzare il tran tran hotel-spiaggia.

Ma quali scegliere? Ai viaggiatori alla ricerca di idee e ispirazione anche solo per una gita fuori porta, Campeggi.com, ne suggerisce 10, tra cui castelli che hanno ospitato i set di celebri film e dimore storiche dal fascino senza tempo.

Scopriamoli insieme.

Il Castello Scaligero di Sirmione, in Lombardia
Il Castello Scaligero di Sirmione (Brescia) è un raro esempio di fortificazione lacustre e uno dei castelli meglio conservati d’Italia. Bagnato dal Lago di Garda e risalente al Tredicesimo secolo, l’edificio vanta due lapidari, uno romano e uno medievale, e un ampio camminamento di ronda che si può percorrere per raggiungere un punto panoramico suggestivo: la cima del mastio.

Il Castello di Estense di Ferrara, in Emilia-Romagna
Il Castello Estense si trova nel cuore del centro storico di Ferrara ed è sormontato da quattro torri che offrono una vista panoramica non solo sulla città, ma anche sul territorio circostante. Un tempo sede del potere della famiglia D’Este, oggi la fortezza ospita mostre temporanee e permanenti e, all’interno delle sue sale, permette di compiere un viaggio nel tempo tra preziosissimi affreschi, arredi e oggetti d’epoca.

Il Castello Ruspoli di Vignanello, in Lazio
Appartenente alla Rete delle Dimore Storiche del Lazio, il Castello Ruspoli di Vignanello (Viterbo) è una struttura cinquecentesca circondata da un fossato e che ancora oggi viene usata come residenza estiva dalla famiglia che le dà il nome. Fiore all’occhiello è il giardino all’italiana, un luogo romantico riconosciuto tra i giardini rinascimentali più belli e importanti d’Europa.

Il Castello di Rocca Calascio, in Abruzzo
Il Castello di Rocca Calascio, nella frazione omonima del comune di Calascio (L’Aquila), è una fortezza medievale posta a 1460 metri sul livello del mare, a due passi dal massiccio del Gran Sasso. Considerato ancora oggi una delle principali fortificazioni abruzzesi e noto anche per essere stato set di diversi film, da Ladyhawke a Il nome della rosa, l’edificio offre uno spettacolo a 360 gradi sull’intero Appennino abruzzese ed è la meta ideale per gli amanti della natura e del trekking, oltre che per gli appassionati di cinema.

Il Castello Ruffo di Scilla, in Calabria
Affacciato sullo Stretto di Messina, il Castello Ruffo di Scilla (Reggio Calabria) è un’antica fortificazione che affonda le sue radici nel Quinto secolo. Un tempo dimora baronale della famiglia Ruffo, la struttura ospita oggi il faro della Marina Militare e alcuni spazi culturali utilizzati per incontri, mostre ed esposizioni temporanee.

Il Castel del Monte di Andria, in Puglia
Il Castel del Monte di Andria, nel Parco Nazionale dell’Alta Murgia, è una fortezza che risale al Tredicesimo secolo, quando Federico II di Svevia ne ordinò la costruzione. L’edificio vanta una struttura più unica che rara caratterizzata da una pianta ottagonale che, su ogni spigolo, presenta una torretta della stessa forma e, proprio per queste caratteristiche e per la sua importanza storica, nel 1996 è stato inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.

Il Castello di Donnafugata, in Sicilia
Il Castello di Donnafugata, a Ragusa, è un pregiato esempio di dimora ottocentesca siciliana. Al suo interno si possono ammirare preziosi arredi d’epoca, armature, dipinti e gli stemmi delle principali famiglie nobili dell’isola. Da non perdere anche il parco monumentale, arricchito da un labirinto in pietra e dagli “scherzi” pensati per intrattenere e prendersi gioco degli ospiti, come l’irrigatore nascosto in una seduta, oggi non più attivo.

Il Castello dei Doria a Castelsardo, in Sardegna
Il Castello dei Doria, a Castelsardo (Sassari), è arroccato su un alto scoglio che si affaccia sul Golfo dell’Asinara. Circondato da ampie mura, oggi offre un panorama unico sulla costa sarda e ospita, oltre ad alcune riproduzioni di armi d’assedio, il Museo dell’Intreccio Mediterraneo (MIM), che racconta l’antica tradizione regionale e le diverse tecniche compositive che portano ancora oggi alla realizzazione di stuoie, cesti, nasse per la pesca e decori.

La Rocca di Angera, in Lombardia
La Rocca di Angera, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, è una delle eredità dell’influenza politica e culturale delle famiglie Visconti e Borromeo. Al suo interno si possono scoprire antichi arredi, sale affrescate, giardini di stampo medievale e uno dei musei più insoliti d’Italia: quello della Bambola e del Giocattolo. Da non perdere anche la salita alla torre, dalla quale si può ammirare il lago da un punto di vista privilegiato.

Il Castello di Miramare a Trieste, in Friuli-Venezia Giulia
Menzionato anche in una poesia di Carducci e voluto dall’arciduca d’Austria Massimiliano d’Asburgo-Lorena, il Castello di Miramare, non lontano dal centro di Trieste, è un piccolo gioiello che si specchia nell’azzurro del mare e racchiude in sé diversi stili: neo-medievale, barocco e neogotico. Al suo interno è oggi presente un museo con gli arredi originali di metà ottocento e numerosi vasi orientali, mentre all’esterno si estende un ampio ed elegantissimo parco con piante provenienti da diverse parti del mondo.

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The Red Sea, la destinazione must to see del 2023

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Sarà situata sulla costa occidentale dell’Arabia Saudita, a 500 km a nord di Gedda, affacciata sulle acque cristalline del Mar Rosso, la nuova destinazione turistica che delineerà il profilo di un nuovo paradigma di viaggio e di ospitalità.

The Red Sea accoglierà i viaggiatori a partire dalla prossima primavera offrendo ai primi fortunati paesaggi indimenticabili tra spiagge paradisiache, deserti leggendari, vulcani e una barriera corallina stupefacente.

La cornice di straordinaria bellezza non sarà l’unica particolarità perché The Red Sea sarà la più grande destinazione turistica del mondo alimentata al 100% da energie rinnovabili dove si farà un passo ulteriore rispetto alla sostenibilità; il progetto ha infatti come obiettivo principale la rigenerazione ambientale, attraverso un impatto positivo sul territorio circostante, sulla società e sull’economia.  Un vero e proprio santuario per i viaggiatori più esigenti, che offrirà incredibili esperienze in resort dal design impareggiabile, gestiti da marchi di fama mondiale, distribuiti tra coste idilliache e deserti memorabili. Caratteristiche uniche che faranno della destinazione la meta must to see per il 2023.

In fase di apertura saranno tre le strutture operative pronte ad accogliere i viaggiatori: il Six Senses Southern Dunes, The Red Sea, che sorgerà nel deserto e ricorderà per linee e colori un campo tendato di livello eccelso, il St. Regis Red Sea Resort che affaccerà sulle calde e trasparenti acque del Mar Rosso e accoglierà anche un centro di conservazione ambientale, il Nujuma, a Ritz-Carlton Reserve sarà la prima struttura del brand in Medio Oriente e farà parte di una collezione esclusiva di soli cinque Ritz-Carlton Reserve in tutto il mondo.

Queste e altre proprietà vedranno la partecipazione in fase di progettazione di importanti studi internazionali di architettura come il celebre Foster + Partners. Sarà inoltre presente per servire l’intera destinazione un aeroporto dedicato, il Red Sea International Airport (RSI), che inizialmente vedrà la presenza dei soli voli locali e che dal 2024 garantirà anche connessioni internazionali. La Fase 1 si concluderà proprio alla fine del prossimo anno, data entro la quale, oltre alla piena operatività dell’aeroporto, saranno aperti 16 hotel in totale (con ben 3.000 camere a disposizione degli ospiti), la marina, un campo da golf regolamentare da 18 buche e un’ampia serie di servizi e spazi di intrattenimento.

The Red Sea sorgerà su uno spazio di ben 28.000 kmq, un’area che comprende un arcipelago di 92 isole incontaminate, 50 vulcani spenti, catene montuose e imponenti dune di sabbia nel deserto; uno spazio vasto che però, al compimento dell’intero piano di sviluppo, verrà occupato solo per l’1% testimoniando così la volontà di mantenere quanto più intatta e protetta la cornice ambientale dentro cui si sviluppa il progetto. L’aspetto green è un tema affrontato con la massima serietà e responsabilità da Red Sea Global, società che gestisce l’intero piano di sviluppo e che amministrerà l’area nella sua totalità. L’ecosostenibilità significa in questo caso dare vita ad un sogno che si basa al 100% sulle energie rinnovabili (tanto che non c’è collegamento con la rete elettrica nazionale), dove la plastica monouso sarà bandita, dove si manterranno delle aree a conservazione speciale il cui accesso sarà proibito ai viaggiatori, verrà creato il più grande vivaio del GCC (ben 1 milione di mq), e gli unici mezzi di trasporto consentiti saranno quelli elettrici. Una sfida epocale nell’ambito della creazione di una nuova destinazione turistica che si pone come obiettivo ultimo quello della rigenerazione ambientale, auspicando di migliorare l’ambiente nel quale si sviluppa.

Il rispetto della biodiversità è un tema centrale anche nella costruzione delle infrastrutture, molte delle quali saranno create off site proprio per impattare al minimo sulla natura. Un ecosistema che si sviluppa anche su una delle più estese, ricche e vive barriere coralline del mondo e vede la presenza di delfini, tartarughe e una infinita varietà di flora e fauna. La tutela dell’ambiente si articolerà anche attraverso centri di studio, di conservazione ambientale e istituti di ricerca marina.

Hub principale di The Red Sea sarà Shura Island, isola a forma di delfino distante solo 30 minuti dall’aeroporto, che ospiterà ben 16 hotel, un centro subacqueo, la marina, il campo da golf, beach club, campi sportivi e numerose attività di intrattenimento tra cui negozi, bar e ristoranti. Oltre a questa zona saranno interessate dalla presenza un minor numero di strutture altre isole ma sempre con l’idea di essere quanto meno impattanti sull’ambiente circostante. Anche nel deserto saranno due le soluzioni di alloggio, per chi desidererà lasciarsi avvolgere dai colori della terra ferma. Ammirare i paesaggi, rilassarsi sotto il sole saudita saranno momenti da alternare alle attività proposte in destinazione: immersioni, snorkeling, gite in barca, kayak lungo la costa, sport acquatici, ma anche trekking nel deserto o esplorazioni dei vulcani, pic nic su spiagge deserte, bird watching, azioni rivolte alla tutela e conservazione dell’ambiente, escursioni nei luoghi iconici del territorio saudita, stargazing, per citarne alcune.

The Red Sea plasmerà dalla prossima primavera un nuovo, esclusivo, lussuoso e strabiliante archetipo pronto a cambiare per sempre i parametri del viaggio, dell’ospitalità e della tutala ambientale; una nuova destinazione che entrerà di diritto nella lista dei desideri di ogni viaggiatore.

Maggiori info: www.redseaglobal.com

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Pantone 2023: ecco le mete color Viva Magenta da visitare

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Il Viva Magenta 18-1750 è il colore dell’anno 2023 secondo Pantone, che lo ha presentato come una tonalità ricca di vigore, coraggiosa e senza paura, “la cui esuberanza promuove ottimismo e gioia”. Scelto per trasmettere un nuovo segnale di forza, vuole incoraggiare la sperimentazione e l’espressione di sé senza timori e senza confini.

E senza confini è anche il viaggio di Volagratis.com, che è andato alla ricerca delle destinazioni del mondo dove ammirare da vicino il Viva Magenta e le sue sfumature. Ecco, quindi, 8 luoghi, dall’Italia al Vietnam, dalla Cina al Perù, ideali per immergersi nel “Magentaverse”.

Magenta, l’origine di un nome
Menzione d’onore alla città italiana che dà il nome al Color of the Year 2023 secondo Pantone. Magenta, nella provincia di Milano, è nota per essere stata teatro della battaglia combattuta il 4 giugno 1859, considerata da molti il primo vero tassello dell’unificazione nazionale. Proprio a quello scontro, il chimico francese François-Emmanuel Verguin dedicò il colore creato nello stesso anno e nato dall’ossidazione dell’anilina grezza con il cloruro stannico.

Vietnam: l’incenso di Quang Phu Cau
Il piccolo villaggio di Quang Phu Cau, in Vietnam, si tinge di magenta una volta l’anno in occasione dei festeggiamenti di Capodanno. Il merito è della tradizionale e secolare lavorazione dell’incenso, ricavato dalle canne di bambù essiccate, tagliate e tinte di rosso, un colore scelto perché ritenuto di buon auspicio. Secondo l’usanza locale, per attirare a sé la buona sorte bisognerebbe bruciare un numero dispari di bastoncini, solitamente compreso tra 1 e 7.


Giappone: l’autunno all’Hitachi Seaside Park
Affacciato sull’Oceano Pacifico, l’Hitachi Seaside Park (Kokuei Hitachi kaihinkōen), a circa 150 chilometri da Tokyo, è una tavolozza di colori che regala un paesaggio diverso in ogni stagione. In autunno, la protagonista è la Kochia Scoparia, una pianta usata spesso con scopo ornamentale e che tra la fine di settembre e novembre si tinge di mille sfumature di rosso e rosa, magenta compreso.

Cina: la Red Beach di Panjin
Nel Nord-Est della Cina e bagnata dal Mar Giallo, la Red Beach di Panjin è un luogo più unico che raro tinto di un colore molto simile al Viva Magenta dalla Suaeda Salsa, una pianta tipica delle zone umide e costiere che qui ricopre una vastissima area come se fosse un enorme tappeto rosso. Oggi la spiaggia è una riserva naturale, solo parzialmente accessibile ai visitatori, che vanta oltre 600 specie di animali selvatici ed è considerata uno dei più grandi canneti del mondo.


Paesi Bassi: le fioriture del Keukenhof Gardens
I Keukenhof Gardens di Lisse, nei Paesi Bassi, nacquero nel 1949 per ospitare una grande esposizione floreale all’aperto. Oggi quest’area verde è il più grande parco di fiori a bulbo del mondo, una delle principali attrazioni del paese e uno dei luoghi più fotografati d’Europa, almeno in primavera, quando vi fioriscono più di 4 milioni e mezzo di tulipani di 100 varietà diverse, oltre ad altri fiori come giacinti e narcisi. La tavolozza è ricchissima e nei prati non può mancare il magenta.

Sicilia: il sommacco e la cucina mediterranea
Tipico dell’area mediterranea, il sommacco siciliano (noto anche come sumac o sumach) è un piccolo arbusto dal quale si ricava una spezia di colore magenta scuro. Per ottenerla si utilizzano i frutti, raccolti prima che giungano a maturazione, fatti essiccare e poi tritati fino a essere ridotti in polvere. Questo ingrediente, dal sapore acidulo, viene utilizzato anche nella cucina libanese, siriana, irachena e turca ed è noto per il suo potere antiossidante.

Stati Uniti: le sfumature dell’Antelope Canyon
L’Antelope Canyon, in Arizona, regala a chi lo visita un paesaggio extraterrestre. Gli strati geologici, formatisi in milioni di anni e resi visibili dagli agenti atmosferici e dallo scorrere dell’acqua, spaziano dall’arancione al rosa, dal rosso al magenta e si tingono di centinaia di sfumature diverse a seconda dell’ora del giorno, dando il meglio di sé al calar del sole, quando il magenta vira, in alcune aree, verso il viola.

Perù: la Montagna dei Sette Colori
Il Vinicunca, noto anche come “Montagna dei Sette Colori” o “Rainbow Mountain” è uno dei luoghi più spettacolari delle Ande, una zona a 5.200 metri sul livello del mare caratterizzata da striature di sette colori diversi. La colorazione è dovuta ai differenti minerali presenti nel terreno: il granito, responsabile del nero; il rame, che una volta ossidato tende al blu e al verde; lo zolfo, giallo; il carbonato di calcio, bianco; l’unione di roccia e magnesio, che tende al marrone; e l’ossido di ferro e il manganese che donano rispettivamente il rosso e il rosa e che, insieme, tingono la terra di magenta.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Ungheria: le meraviglie da non perdere e i luoghi da visitare

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Inizia il nuovo anno e tra i buoni propositi che rendono entusiasmante il via non può esserci niente di meglio che la pianificazione di un nuovo meraviglioso viaggio alla scoperta dell’Ungheria con un itinerario rigenerante e stimolante a contatto con la natura e con sé stessi. Nel cuore dell’Europa, l’Ungheria propone mete imperdibili, luoghi naturali incantati e siti mozzafiato per scoprire una destinazione dove l’avventura e il benessere si incontrano, tra sentieri che attraversano formazioni geologiche e passeggiate immersi nel verde.

Da includere nella lista di luoghi da visitare in Ungheria, ecco 6 imperdibili meraviglie naturali che invitano i turisti a vivere il meglio del territorio tra laghi, foreste, grotte e cascate. Qui i suggerimenti da non perdere.

Il laghetto di Megyer-hegy
Il Megyer-hegy Tarn, di origine vulcanica, è una delle destinazioni più popolari delle Colline di Zemplén. Il laghetto è stato classificato come riserva naturale nel 1997. In passato, l’oasi naturale era attiva, i cui resti sono ancora oggi visitabili per i turisti più curiosi. Lo specchio d’acqua è raggiungibile con un sentiero di trekking che attraversa la collina alta diversi metri, arrivati in cima la vista è mozzafiato.

Il Parco nazionale di Aggtelek
Il Parco nazionale di Aggtelek e ospita al suo interno la grotta più lunga dell’Ungheria: la Caverna di Baradla, che si snoda lungo 25 chilometri. La nascita di questo fenomeno naturale, attraverso uno studio ricavato dai dati geologici, viene collocata a circa due milioni di anni fa. L’acqua gocciolante ha lentamente costruito le stalattiti di varie forme che ogni anno stupiscono e affascinano i turisti. Gli esploratoti che hanno scoperto la caverna hanno assegnato nomi espressivi e divertenti alle formazioni come Testa di drago, Tigre, Lingua della suocera, Camera colonnata o Sala dei giganti. La Sala dei Concerti, con la sua eccellente acustica e gli splendidi spettacoli, ospita ancora oggi concerti di musica classica e popolare.

Le colline di sale di Egerszalók
Dopo un sentiero che si snoda nella natura circostante, si arriva davanti ad una delle tre uniche meraviglie di sale esistenti al mondo che si trova a Egerszalók. Nascosta nella Valle delle Acque Medicinali, la collina di sale è formata dall’acqua che sgorga da 410 metri di profondità. Gli altri due posti al mondo dove si possono osservare formazioni naturali simili sono a Pamukkale, in Turchia, e nel Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti. La collina di sale è stata creata nel 1961, quando l’area era sottoposta a lavori di trivellazione alla ricerca di gas naturale e petrolio. L’acqua medicinale contiene calcio, sodio, magnesio e zolfo.

Foresta di Gemenc
Situata nel cuore dell’Ungheria, la Foresta di Gemenc è un luogo unico in Europa ed è un’area naturale protetta dal 1977. Ogni anno, la sua superficie di 180 chilometri quadrati viene allagata, consentendo la formazione di una fauna davvero speciale. Tra i salici e i pioppi trovano rifugio ernie, falchi saker, cicogne nere e aironi, ma anche cervi, caprioli e cinghiali sono ampiamente presenti nell’area. La foresta è un luogo magico per gli amanti delle escursioni e per chi vuole immergersi in una fiaba naturale fatta di sentieri e angoli idilliaci.

Parco geologico della bauxite
A soli 25 chilometri a sud di Oroszlány, è possibile camminare tra le rocce rosse del Parco Geologico della Bauxite a Gánt e visitare la Mostra delle Miniere di Bauxite di Balás Jenő. Il museo, realizzato proprio accanto alla cava, custodisce utensili da miniera e vecchie fotografie, inoltre nel cortile ospita anche due locomotive utilizzate per il trasporto della bauxite. L’esperienza trasporta i turisti in una dimensione senza tempo e senza spazio e li avvolge in un’atmosfera completamente naturale regalata dall’unicità del parco. Il complesso non è solo una reliquia dell’estrazione della bauxite, ma anche una testimonianza di un mondo che esisteva milioni di anni fa.

Il sentiero naturalistico di 13 stazioni intorno alla miniera è una piacevole passeggiata che permette ai turisti di conoscere la storia geologica della zona, come si è creato il giacimento di bauxite di Gant e quali minerali si trovano nell’area.

Cascata del Velo
L’elenco dei tesori naturali più belli dell’Ungheria non sarebbe completo senza l’attrazione più bella della Valle di Szalajka: la Cascata del Velo. L’acqua carsica scroscia per 17 metri, formando delle splendide barre di pietra. Una volta che l’acqua risale in superficie, l’anidride carbonica intrappolata fuoriesce e il calcare accumulato dà vita a una struttura a gradini. La primavera, dopo lo scioglimento delle nevi, è il periodo dell’anno migliore per visitare la cornice naturale.

Maggiori info: https://visithungary.com

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