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World Fashion Union apre e chiude le sfilate di EVOLUTION FASHION VIBES RUNWAY SHOW

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MILANO FASHION WEEK DONNA 2021
World Fashion Union apre e chiude le sfilate di EVOLUTION FASHION VIBES RUNWAY SHOW
23 febbraio – 1 marzo collezioni FW 2021/22

 

Dal 23 febbraio 2021 i riflettori sono tutti puntati sulla Milano Fashion Week Donna 2021 per le collezioni della prossima stagione FW 2021/22.

Un’altra attesissima edizione della settimana della moda che sbarca in città dal 23 febbraio al 1 marzo, una edizione innovativa capace di interpretare le particolari esigenze del momento, proponendo il  mix tra appuntamenti dal vivo e digitali, sfilate e presentazioni che si  reinventano nella forma e nei linguaggi, sfruttando le opportunità offerte dal web, indispensabili ormai per comunicare con i consumatori e soprattutto con i millennials, oggi i principali fruitori del mondo fashion.

Ed è proprio nel calendario della Milano Fashion Week Donna che si aggiunge la World Fashion Union, un team di designer Croati, di grande talento, un team fortemente voluto da Juliia Palchkova,  creatrice della Fashion Vibes.

World Fashion Union è un’associazione internazionale creata nel 2019 nell’ambito della Crimean Fashion Week, guidata da Lana Verina. L’obiettivo principale di questo progetto è mostrare la creatività dei designer giovani e promettenti dei paesi della CSI, aprendo loro nuove opportunità sulla scena mondiale globale.

Nelle creazioni di questi fantastici designer Croati le suggestioni, la nostalgia romantica, i sogni e i richiami alla loro terra dove l’impronta degli stilisti è  marcatamente evidente nelle collezioni, che risentono di un timbro che è connaturato alla loro storia professionale, un percorso di ricordi della terra che, con abilità, viene inserita  nelle  collezioni facendolo diventare un racconto  portando per mano il pubblico nei versanti del Monte Lovćen, un viaggio intorno alle colline terrazzate, ai tornanti e i muretti a secco, Herceg Novi la città baciata dal sole, i torrenti, le ampie distese di filari di viti del più grande vigneto di tutta l’Europa, la Plantaže a due passi dalla capitale Podgorica, i colori accesi e spudorati della Baia di Kotor che si ritrovano nei colori degli abiti, i dolci paesaggi, le terre da vino, ettari e ettari di vigneti, ma anche terre di uomini, storie di famiglie e  lavoro di generazioni, dove la terra è generosa.

I designer croati, che sfileranno il primo e l’ultimo giorno del Calendario di Evolution Fashion Vibes, iniziando il 23 di febbraio alle ore 21.00 e chiudendo l’evento il 1 marzo alle ore 21.00 durante la Milano Fashion Week Donna 2021, presenteranno al pubblico le capsule collection delle collezioni FW 2021/22 di giovani e promettenti  designer russi in un format digitale innovativo: le sfilate inizieranno il 23 febbraio alle 21.00, con il debutto  della designer Svetlana Anokhina la cui collezione abbina stile e praticità conferendo glamour a chi veste il suo brand non solo in passerella, ma anche nella vita di tutti i giorni, la designer di Krasnodar Anna Sovana, creatrice del brand Sovana, eclettico e pieno di colore, l’incredibile designer del Brand SN6 Sofia Tereshina, la giovanissima stilista di 11 anni, mostrerà al pubblico  immagini che sembrano raccontare una favola.

Il 1 marzo 2021 alle ore 21.00,  l’ultima giornata di chiusura della kermesse, offrirà al pubblico la creatività di Evgenia Klimkova,  una collezione dove lo spirito della tradizione russa incontra il  glamour, collezione indossata dalle modelle di Anastasia Silantieva, termina la sfilata la designer Maria Dobrovaya, giovane ma già premiata da SLAVA ZAIZEV, affermato designer haute couture.

Il volto che sarà la testimonial di World Fashion Union nel 2021 è Anastasia Metlinova, vincitrice del concorso di bellezza di Vacheslav Zaitsev, famoso stilista russo, nella categoria del miglior modello dell’anno.

Il Calendario WORLD FASHION UNION
23 febbraio ore 21.00
1   marzo    ore 21.00
Pressoffice: Cristina Vannuzzi
www.fashion-vibes.com

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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