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“Grand Tour– Diari Italiani” Italian Life Style

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Grand Tour – Diari Italiani vuole essere un piccolo compendio di immagini e di emozioni della nostra Bell’Italia, vista attraverso l’itinerario delle storie dei nostri brand.
Un viaggio attraverso un’Italia reale, in armonia con l’Italia “mitica”.
Uno zibaldone di storie di brand che abbiamo imparato ad amare e tutte rappresentative del grande patrimonio di stile e saper fare che ci ha reso famosi nel mondo.
Per riconfermare il senso più intimo e profondo di “Italian Style” come da sempre lo chiamano nel resto del mondo.
Storie diverse, come le prime tessere di un grande mosaico, che compone un’unica IMMAGINE ITALIA.

Per non restare fermi, anche se tutto sembra essersi fermato.
Un piccolo contributo, il nostro, per sottolineare la nostra cultura e il nostro senso di appartenenza ad un Paese – l’Italia – da sempre “dedicato” alla costruzione della bellezza e dello stile.
Oggi che tutti siamo chiamati a cambiare paradigma e lettura del futuro, dobbiamo rinsaldare il nostro più profondo e autentico DNA.
Paesaggi urbani e non solo. Diari privati che intercettano e attraversano la storia italiana di ieri per proiettarsi in un futuro che ci veda ancora protagonisti e facitori d’immagine.

Un Grand Tour che attraversa le città Italiane, rappresentative per ognuno dei brand che seguiamo. Un racconto a puntate, ognuna di questa dedicate a una sola storia e ad un solo brand (ma che unite insieme compongono un itinerario ideale di Italian style).
I post immaginati sono composti da una gallery fotografica o da un breve video e verranno raccontati da un copy e da una grafica studiata ad hoc, che richiami l’idea del “diario di viaggio”.
Come apertura e introduzione ai Diari, abbiamo pensato ad un post introduttivo, che funga da vero e proprio trailer. Un puzzle, un collage composto da immagini rappresentative dei brand.

IL FORMAT … DEI DIARI
Il filo conduttore tra i diversi post sarà quello di far partire il racconto da una suggestione legata al “GRAND TOUR” di settecentesca memoria e dalla località Italiana chiave per il marchio che andremo a raccontare. Città e luoghi come meta dell’itinerario ma anche come palcoscenico sul quale si svolge il racconto storico temporale di ogni brand.
Ogni post che racconta la storia del singolo Brand, è aperto da un’ introduzione di immagini legate al territorio trattatato: paesaggi, architetture, arte, eno-gastronomia, e a quanto sia più avvicinabile al racconto di ogni brand e che insieme esprima al meglio la straordinaria “biodiversità” di tutta la cultura e l’anima italiana.

Come riferimento, tra le tante immagini in rete che più si avvicinano per mood ispirativo al nostro progetto di partenza, portiamo il video “lettera d’amore all’Italia” pubblicato recentemente da Gwyneth Paltrow.
https://www.instagram.com/p/B968G2vllqR/?utm_source=ig_web_copy_link

Si parte dal titolo, sfruttando anche a livello grafico l’idea del diario di viaggio.
Si è pensato ad una narrazione dal taglio editoriale a doppio livello, alternando i momenti di storicità del brand con quelli contemporanei, mescolando foto di archivio con foto più recenti, immagini in bianco e nero con immagini a colori.
Anche la veste grafica scelta è stata pensata con l’intento di esaltare al meglio questa narrazione e nel rispetto del mondo dei singoli brand.

“Ci è sembrato così facendo e non appena il nostro lavoro di comunicatori ritroverà un passo “normale”, che avremo tenuto saldo un piccolo anello di una catena, utile per rinsaldare l’energia salvifica della nostra “Immagine Italia””.
BertelliPigola

In un momento difficile e straordinario come quello che stiamo attraversando, abbiamo sentito la necessità di ideare un progetto – che partirà sul nostro profilo IG , ma potrebbe estendersi anche ad altri media on e off line – che parli dell’IMMAGINE ITALIA attraverso delle stories dinamiche e interattive che siano di supporto nel racconto e nella valorizzazione dei marchi e dei progetti che seguiamo come agenzia BertelliPigola. Il fine più generale è quello di dare un contributo con l’aiuto e il “valore” dei marchi che vivono e lavorano sul nostro territorio a rilanciare l’IMMAGINE ITALIA.

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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