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Style & Luxury

Mp Moda Fashion School protagonista alla Milano Fashion Week con un evento esclusivo in Foro Bonaparte, Sabato 26 settembre 2026

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Dopo il grande successo della passata edizione, MP Moda Fashion School rinnova il suo appuntamento con la settimana della moda milanese. L’elegante Palazzo dell’800 in  ForoBonaparte22 dove ha sede l’omonima location, posizionato nell’esclusiva area semicircolare intorno al Castello Sforzesco farà da cornice a una sfilata-evento imperdibile di sabato 26 Settembre, celebrando il talento, la creatività e la visione delle nuove promesse del fashion design.

La sfilata rappresenta il momento culminante di un percorso formativo d’eccellenza, in cui la scuola conferma la propria missione: unire la tradizione sartoriale italiana all’innovazione e alla ricerca contemporanea. Sotto i riflettori sfileranno le collezioni ideate e realizzate dagli studenti designer che si sono particolarmente distinti nell’ultimo anno per originalità e tecnica.

Ciascuno di essi porterà in passerella una propria cifra stilistica unica, frutto di un intenso lavoro di ricerca sui materiali, sulle forme e sui dettagli, confermando l’altissimo livello della didattica proposta da MP Moda Fashion School.

L’evento si conferma un’occasione privilegiata per addetti ai lavori, stampa, buyer e appassionati di moda per scoprire in anteprima le tendenze del futuro attraverso lo sguardo fresco e innovativo della nuova generazione di creativi.

Nelle scorse edizione si sono distinti

Nicolas Nanni
Alessia Gabrielli
Monica Montagnani
Daniele Zafferani
Carmen Pusole
Alessandra Pellegrino
Melissa Berardi
Sabrina Palumbo
Roberta Bozzetto
Sofia Bombaci

https://www.mpmoda.net/fashion-school/

Press info@terenzis.com

 

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Fashion News

forte_forte inverno 2026 “magnificent”

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i codici dello stile british riletti in maniera inaspettata, contemporanea e originale: il guardaroba di forte_forte per l’autunno–inverno 2026, rivolto a una donna dalla sofisticata e composita personalità.

il regno unito con la sua millenaria storia, ma anche con la sua costante capacità di creare tendenze o rileggere la tradizione fanno parte della personalità e creatività di giada forte, creative director e fondatrice di forte_forte.

a londra si forma e fa suoi i segreti delle lavorazioni di maglieria più esclusive. la magia jolly old england come quella della swinging london si trasformano nei suoi riferimenti creativi.

la collezione magnificent reinterpreta tutti questi elementi, dove sono anche evocate le suggestioni dello stile di the crown, come di downton abbey. mai solo citate, costantemente reinventate nel nome di un’eleganza misurata.

la scelta cade su nuove forme e nuovi format creativi, capi rotti e interrotti da abbinamenti inattesi.

the unexpected with traditional

bomber e giacche corte dalle forme stondate o asimmetriche segnano il punto vita: sono in lana, tessuti impermeabili, fantasie tartan e dai check multicolor.

tutti i capisaldi della tradizione british assumono nuove connotazioni. vengono abbinate camicie bianche con ruches vittoriane ma anche corsetti in lana, recall di bustier elisabettiani.

lunghi, morbidi o croccanti, i pantaloni in denim flock, lana fantasia tartan o tinta unita.

abiti alla caviglia scivolati sul corpo con maniche lunghe, impalpabili in creponne e plissé di tulle e seta. in marrone, verde giada o bianco.

i tradizionali foulard, accessorio immancabile per i week–end nella natura e simboli di un’eleganza ereditata, sono ristampati su capi in raso satin con proporzioni nuove, fantasie delicate e macro, dando vita a un gioco di movimenti che si anima a ogni passo.

new suiting

i nuovi completi in corduroy si animano di delicati ricami a bouquet o di giocose ruches in maglia, declinati su raffinati toni di bianco e blu essenziali, per un equilibrio perfetto tra charme romantico e minimalismo contemporaneo.

la swinging london e il mito di mary quant vivono nel binomio gonna mini in tessuto check e pull argyle dalla lavorazione garzata su cuissard in nappa.

il royal leopard coat è il capospalla must have della collezione, linea asciutta, dettagli a contrasto in velluto e preziosa lavorazione jacquard in alpaca e lana e dalla superficie finemente garzata.

aristocratic beauty

il pantalone pyjama è protagonista. tinta unita o stampato. inseparabile da uno spencer night blue o da una cappa couture dalle fantasie nero e oro, capo passepartout per un cocktail o un aristocratic dinner.

un guardaroba royal & clean, dove inaspettato e tradizione trasformano la quotidianità femminile.

forte_forte, here we are

la forza narrativa degli abiti è tanto più potente quanto più è protagonista la persona. forte_forte aspira a dissolvere la distanza tra gli abiti e chi li indossa, mettendo al centro emozioni e sensazioni.

l’autenticità emotiva è il carattere che definisce il progetto, nato dall’intesa tra i fratelli giada e paolo forte.

la storia ha inizio nel 2002 con una piccola collezione di t-shirt rifinite a mano. figli d’arte, i fratelli forte operano in veneto, uno dei distretti manifatturieri nei quali il made in italy ha preso forma e identità traslando la cura del processo artigianale su scala industriale, mantenendone intatti valori e peculiarità.

giada e paolo hanno vissuto questo ethos fin dall’infanzia, nei laboratori di maglieria della famiglia. giada si forma presso la nottingham trent university, dove studia knitwear design, mentre paolo studia economia.

dopo esperienze autonome nei rispettivi campi, decidono di concentrasi su un progetto autentico e senza tempo, che rifletta i valori profondi in cui credono, ossia la bellezza di ciò che esprime un sentimento creativo per unire chi crea a chi consuma, senza filtri e infingimenti.

giada è l’anima stilistica, paolo lo stratega.

li accompagna robert vattilana, art director e compagno di vita di giada, che traduce visioni e sensazioni in immagini, spazi, scelte grafiche ed editoriali.

nasce così forte_forte: il nome di famiglia, raddoppiato, battezza il marchio con una incitazione che è già espressione di valore; il font minuscolo segnala un desiderio di intimità e rinuncia a facili ostentazioni.

all’inizio il quartier generale è nella casa della madre di giada e paolo, tra ricordi d’infanzia e via vai di amici e conoscenti. un luogo simbolico e significativo, carico di stimoli e memorie il cui potere risuona ancora oggi.

per le prime due stagioni giada e paolo fanno i commessi viaggiatori: viaggiano con il campionario in valigia, che presentano e illustrano in prima persona. l’autenticità va comunicata così, senza filtri.

il successo è immediato.

la crescita, per decisione programmatica, è lenta e organica. la lentezza è un carattere che forte_forte coltiva con orgoglio.

è la scelta di operare su un piano personale, lontano dalla moda e vicino allo stile, immaginando pezzi che non hanno una scadenza temporale, che si offrono come vocaboli di un discorso in continuo divenire.

lentezza è la scelta di operare un modello di business nel quale il profitto nasce dalla qualità, da un prodotto il cui valore è vero e palpabile, non pura comunicazione e la produzione è controllata con cura.

lentezza è la scelta di aprirsi a tutto un passo per volta, solo e sempre nel momento opportuno.

l’arrivo del fondo style capital nel 2017 conferma la solidità del percorso e offre nuovi strumenti senza snaturare il carattere.

oggi la collezione è apprezzata internazionalmente, in particolare in italia, europa, stati uniti e giappone.

forte_forte mantiene la propria sede in veneto: i legami sentimentali, artigianali e industriali con il territorio sono essenziali, plasmano l’identità.

la sede non è più nella casa di famiglia, ma in un complesso di edifici industriali nei quali efficienza e spirito domestico si integrano seguendo il filo dell’intuito.

il benessere è una qualità che permea rapporti umani, spazio, abiti.

la collezione è cresciuta negli anni in una proposta completa nella quale i protagonisti sono la materia, lasciata libera di esprimere il proprio carattere, il colore e le forme pure che accolgono il corpo senza costrizioni.

leggere imperfezioni sottolineano schiettezza e umanità.

gli stessi tratti definiscono le boutique aperte a partire dal 2018 a milano, parigi, londra, tokyo, madrid, roma, forte dei marmi, cannes, los angeles e seul.

un racconto di spazi narrativi ed emozionali, immaginati come le campagne e la comunicazione da robert, nei quali oggetti e materie dischiudono un racconto fatto di echi e suggestioni.

luoghi mai invasivi, che accolgono e accarezzano, dissolvendo ogni distanza con la persona.

forte_forte è un contenitore di sensazioni dalla classicità emozionante e senza tempo. si evolve, ma lo spirito è sempre quello degli inizi.

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Lifestyle

Benessere pet: 6 consigli per battere la loro “vacation fatigue” al rientro

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Il rientro dalle vacanze non pesa soltanto a chi deve tornare in ufficio, impostare la sveglia, accompagnare i bambini a scuola e ricominciare a fare i conti con il traffico. Anche per i cani settembre può rappresentare un cambiamento improvviso: finiscono le giornate trascorse sempre insieme, si accorciano le passeggiate, cambiano nuovamente gli orari e, spesso, tornano a passare molte ore a casa da soli.

Il fenomeno riguarda una platea ampia e dati recenti sul pet tourism confermano una crescita significativa in Italia, con un numero rilevante di famiglie che scelgono di partire in vacanza insieme al proprio cane o gatto (secondo i dati dell’indagine di Facile.it commissionata all’istituto di ricerca EMG, ben 4,6 milioni di italiani sono partiti per le vacanze in compagnia del proprio amico a quattro zampe). A questi si aggiungono tutti gli animali rimasti in pensione o affidati a qualcun altro: anche per loro l’estate è stata una parentesi fuori dalla routine. Tuttavia, il problema non è la vacanza in sé, ma la velocità con cui viene chiesto al cane di tornare da un giorno all’altro alla routine di prima.

“Durante le ferie cambiano tutto d’un tratto molti elementi della vita del cane: gli spazi, le persone, l’attività fisica e soprattutto il tempo trascorso insieme al proprietario”, spiega Iacopo Buccarelli, Brand Reputation, PR & Retention Manager di Kippy, specializzata nello sviluppo di dispositivi intelligenti per il monitoraggio e la sicurezza di cani e gatti.  “Molti pensano che, una volta tornati a casa, il cane ritrovi automaticamente le proprie abitudini. In realtà, ciò che lo aiuta maggiormente è la gradualità. Conoscere i suoi ritmi abituali e osservare come cambiano nei giorni del rientro permette di distinguere un normale periodo di adattamento da un segnale che merita maggiore attenzione”.

Ecco dunque sei accorgimenti per accompagnare il cane verso la routine di settembre senza trasformare il rientro in stress.

  1. Prevedere un piccolo “giorno cuscinetto”

Quando è possibile, il ritorno a casa non dovrebbe coincidere con la ripresa immediata del lavoro. Una giornata tranquilla permette al cane di ritrovare odori, spazi e cuccia prima che la famiglia riparta con i ritmi ordinari. Non serve riempirla di attività, dopo settimane di ambienti diversi e stimoli continui, anche qualche ora in cui non succede nulla ha un valore.

  1. Ripristinare gli orari poco per volta

In estate la giornata si ribalta: i proprietari, soprattutto con il caldo estremo di quest’estate, hanno limitato le passeggiate nelle ore calde spostandole all’alba o alla sera. Aspettare il rientro in ufficio per rimettere tutto a posto in una volta sola crea un passaggio troppo brusco. Negli ultimi tre o quattro giorni di ferie il consiglio è anticipare progressivamente sveglia, pasti e passeggiata mattutina di venti-trenta minuti al giorno, sono proprio questi appuntamenti prevedibili a restituire familiarità.

  1. Non passare da ventiquattr’ore insieme a otto ore di solitudine

Questo è tra i cambiamenti più difficili da assorbire per il cane, la solitudine va reintrodotta a piccole dosi già durante gli ultimi giorni di vacanza: prima mezz’ora di uscita senza il cane, poi un’ora, aumentando gradualmente. Meglio evitare le cerimonie di saluto e le feste al ritorno, che caricano di significato un momento che dovrebbe essere ordinario. Inoltre, trovare oggetti distrutti al rientro non è un dispetto né un capriccio, ma il comportamento tipico di un cane che si sente solo. Interpretarlo correttamente cambia la reazione, che in questi casi non dovrebbe essere il rimprovero.

  1. Evitare le compensazioni, di attività e di attenzioni

Dopo settimane di nuotate, sentieri e giochi con altri animali il cane può sembrare insofferente alle giornate tranquille, e la tentazione è concentrare tutto in una passeggiata molto intensa prima di uscire di casa. In media un cane ha bisogno di uscire 3-4 volte al giorno e l’ideale sarebbe un’uscita di circa 60 minuti. In questo contesto, funziona meglio un movimento regolare, che alterni camminate, esplorazione e attività mentali. Lo stesso principio vale per chi ha lasciato il cane in pensione: anche una struttura ben organizzata comporta rumori, animali e regole non scelti, e al rientro il rimedio non è un programma pieno di coccole e visite, ma uno spazio tranquillo con gli oggetti familiari e la possibilità di riposare. In entrambi i casi ciò che serve non è più affetto, è più prevedibilità.

  1. Controllare ciò che la vacanza ha lasciato addosso

Diversi effetti dell’estate si manifestano in ritardo, quando ormai il mare e la montagna sembrano un ricordo lontano. Il controllo al rientro è molto consigliato, soprattutto rispetto a questi tre punti.

Le zampe. Gli spazi interdigitali vanno ispezionati uno per uno per verificare che non si siano annidati corpi estranei, i forasacchi in primo luogo, che possono provocare infezioni anche gravi o parassiti come le zecche. La zampa del cane ha cinque cuscinetti digitali e un cuscinetto metacarpale, o metatarsale, più grande subito dietro: è tra questi che si nasconde ciò che sfugge a un’occhiata veloce.

Il naso e le orecchie. Sono gli altri punti, oltre alle ascelle e all’inguine, in cui i forasacchi si insinuano più spesso, e, soprattutto, il naso spesso è quello che si controlla meno. Le orecchie, inoltre, vanno asciugate accuratamente dopo ogni bagno: l’umidità che resta nel condotto è la prima causa delle otiti che compaiono a distanza di giorni dall’ultimo tuffo.

I parassiti. Le zecche restano attive fino all’autunno inoltrato, ma il rischio più rilevante di settembre è un altro: il flebotomo che trasmette la leishmaniosi è infettivo sopra i 19 gradi, il che rende la stagione a rischio estivo-autunnale, e i segni cutanei compaiono nella maggioranza dei casi ma con latenza. Un rientro senza sintomi, quindi, non è di per sé una garanzia.0

Un forasacco in un prato ad agosto può dare i primi segnali giorni dopo; le otiti da acqua compaiono a distanza dall’ultimo bagno; sale e sabbia rimasti tra i cuscinetti provocano irritazioni che si notano solo in città. Le zecche, inoltre, restano attive fino all’autunno inoltrato. Per questi motivi, un controllo accurato di orecchie, spazi in mezzo alle zampe, ascelle e inguine al rientro può essere molto utile.

  1. Osservare i cambiamenti rispetto alla normalità del proprio cane

Non esiste una quantità corretta di movimento o di sonno valida per tutti: conta la variazione rispetto alle abitudini abituali di quel singolo animale. Dormire più del solito nei primi giorni è fisiologico e corrisponde a una fase di decompressione dopo settimane di stimoli. Il punto è la durata di questo periodo. Ecco perché in questo senso il monitoraggio dell’attività e del riposo attraverso strumenti come Kippy Dog permettono di confrontare le giornate del rientro con quelle precedenti senza affidarsi alle impressioni: una variazione di uno o due giorni rientra nell’adattamento, mentre un cambiamento marcato o che persiste oltre una settimana potrebbe essere un motivo per rivolgersi al veterinario.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Accessori

Proposta tendenze occhiali Genny

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La nuova proposta occhiali Genny parte da un’idea precisa: che la montatura non sia un accessorio ma un’affermazione. Le forme si muovono tra estremi calibrati — dall’acetato nude dalle proporzioni morbide al cat-eye rosso con applicazioni in cristallo, passando per il metallo brunito delle montature tonde, le silhouette quadrate in tartaruga, i rettangolari fumé che bilanciano sportività ed eleganza.

Il filo comune non è il colore né la forma: è il carattere. Ogni pezzo ha una personalità definita, quasi ostinata. C’è l’occhiale che si appoggia sul viso senza chiedere attenzione e quello che non fa altro. C’è la montatura dorata pieghevole che porta con sé il tempo, e quella nera, spessa, geometrica, che non giustifica nulla.

Quello che Genny propone per questa stagione è una collezione che restituisce all’occhiale il suo ruolo più antico — non proteggere lo sguardo, ma definirlo.

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