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NWFW A/I 2020-21

New York Fashion Week 2020: il futuro è donna!

Polici Francesca

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Il titolo del celebre film del 1984 di Marco Ferreri (“Il futuro è donna”, appunto) ci aiuta a descrivere perfettamente la settimana della moda newyorkese che si è appena conclusa. Sì, perché anche se in questi giorni si è tanto parlato dei grandi assenti (Tom Ford su tutti) e dei grandi ritorni (Rodarte e Monse, per citarne qualcuno), la prima fashion week che ha aperto la nuova stagione delle cosiddette “Big 4” (New York, Londra, Milano, Parigi) è stata caratterizzata da un forte ed incisivo femminismo – ed era anche ora, no?

Namilia (Credits by Getty)

I veri protagonisti della Grande Mela, infatti, sono stati i designer berlinesi Nan Li ed Emilia Pfohl che, con il loro giovane e innovativo brand Namilla (fondato solo nel 2015), hanno letteralmente spiazzato e sdoganato tabù millenari con grandissimo acume. Per farlo, hanno deciso di portare in passerella tre attrici della più grande industria del porno Pornhub: Asa Akira, Marica Hase e Jade Kush che hanno presentato l’irriverente e geniale collezione Herotica.

Non c’è voglia di scandalizzare, ma di portare avanti istanze culturali capaci di ribaltare cliché maschilisti che dovrebbero essere superati da un pezzo. Chi l’ha detto che il porno non fa per le donne? Perché si tiene (quasi) sempre in considerazione solo il punto di vista maschile sul tema, escludendo le donne dalla narrazione?

E allora largo spazio alla rielaborazione del modello femminile orientale – da sempre sinonimo di sottomissione – che qua, al contrario, viene presentato a tinte fetish, conservando però anche elementi visivi tipici della cultura nipponica come il kimono o di quella cinese con il simbolo del dragone.

Ma Herotica è una collezione che sa essere anche “pop”, grazie ad inserti di scritte fumettistiche – un’ispirazione che ci ricorda molto un altro dei grandi assenti, Jeremy Scott che all’ultimo ha deciso di ritirare la sua partecipazione a New York per filare a luglio Parigi.

Un modo insomma per rappresentare il più possibile la complessità femminile nella sua interezza, con tutte le sue sfaccettature. Un obiettivo molto ambizioso che i due designer però sono riusciti a centrare perfettamente. Chapeau!

Ma se Namilla si aggiudica il primo posto sul podio della NWFW, al secondo troviamo senza dubbio le sorelle Mulleavy che, per festeggiare il ritorno del loro amatissimo brand Rodarte a New York, hanno messo in piedi uno spettacolo ineguagliabile per eleganza e presenza scenica.

L’ispirazione è il grande classico di Bram Stoker Dracula. Le due, infatti, hanno scelto come location la chiesa di San Bartolomeo a Park Avenue e, dopo averla arricchita di dettagli gotici fatti di ragnatele e sangue, l’hanno riempita di vampire.

Peccato, però, che a convincere sia stata molto di più la messa in scena che la collezione presentata. Sì, perché a parte qualche abito romantico dal sapore retrò che sembra perfetto per vestire la protagonista di The Marvelous Mrs. Maisel, non c’è nulla che colpisca davvero. Tutti questi plissé sembrano essere stati messi lì per colmare un vuoto, quasi come se non si fosse scavato abbastanza per trovare quel tratto distintivo forte, immediatamente riconoscibile, che tanto amiamo di questo brand. Peccato.

Il terzo ed ultimo posto del nostro podio newyorkese, invece, è per The Blonds, uno dei

The Blonds (Credits by Getty)

brand più coraggiosi non solo per aver scelto Jillian Mercado, prima modella che ha sfilato su una carrozzina, ma per tutte le brillanti intuizioni avute per quest’ultima collezione.

Partiamo dall’importante debutto della Marcado però, che senza dubbio segna una nuova fase nella storia della moda, speriamo più inclusiva. La stessa giovane modella affetta da distrofia muscolare infatti, che ha sfilato con uno strabiliante abito dorato trasparente con copricapo coordinato, ha spiegato sul suo Instagram quanto sia stata importante la sua presenza su quella passerella – “dedico questa piccola grande vittoria a tutti quelli che come me si sono sentiti invisibili e non ascoltati”.

Importante e apprezzatissima, anche la scelta (molto provocatoria e proprio per questo efficace) di mostrare due modelle in un look patinato total pink intente a farsi un selfie. Implicita (ma neanche troppo) critica sociale che, venendo da uno dei mondi più glamour di sempre, acquista un’enorme valenza sociale e culturale. Applausi!

Ed ora, una veloce carrellata sulle migliori tendenze per l’autunno inverno 2020-2021 che abbiamo visto nella grande mela.

Oscar de la Renta (Credits by Instagram)

Anche qui un felice ritorno, quello dell’abbinamento pink e orange (con un’indiscussa predominanza del secondo) come ci ha mostrato Carolina Herrera, e che si inserisce nel grande trend del momento delle tinte sgargianti. E su questo, dobbiamo fare almeno altri due grandi nomi: Eckhaus Latta (come non innamorarsi del long dress dai dettagli destrutturati?) e Oscar de la Renta (piume che passione!).

Ma un altro colore che andrà per la maggiore è il verde, in tutte le sue sfumature cromatiche – qui un nome su tutti, Dennis Basso.

E ancora dura il must have del cappottino color cammello, come ci ha mostrato Tory Burch (che fortuna non buttar via niente dall’armadio!).

And the winners are…. Volume e trasparenze! Il primo in qualsiasi forma: dalla gonna ampia (Brandon Maxwell) al maxi fiocco della camicia (Claudia Li). Il secondo, di pizzo o plissettato con scollatura profonda ma comunque sempre e solo di Tom Ford che, sfilando per la prima volta fuori calendario a Los Angeles, ha presentato una collezione mozzafiato. Irresistibile anche l’ultimo abito da sposa (un unicum per lo stilista) che ha chiuso la sfilata. Chissà se non ce lo ritroveremo alla prossima Bridal Week!

Ma adesso, occhi puntati sulla seconda “Big 4”. Che si alzi il sipario su Londra!

di Francesca Polici per DailyMood.it

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