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Le 10 scuse per una fuga d’autunno alle Canarie

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Le 10 scuse per una fuga d’autunno alle Canarie

Per chi non si rassegna alla fine delle vacanze, alcuni suggerimenti per giustificare un break fuori stagione

Per chi sta cercando un motivo valido per pianificare il prossimo viaggio o una scusa plausibile per darsi assente a qualche appuntamento in agenda di troppo, le Isole Canarie offrono la ragione giusta. Anzi, ben 10 buone ragioni da poter spendere con amici, parenti e datori di lavoro per giustificare un viaggio in autunno, a sole poche settimane dalle vacanze estive.

1. Per combattere la carenza di Vitamina D
L’arcipelago delle Canarie è la zona con più ore di luce in tutta Europa: 4.800 all’anno. Al posto dell’ennesimo integratore, perché non scegliere una delle otto isole dove splende sempre il sole per fare il pieno di Vitamina D? Oltre ad aumentare il livello vitaminico nell’organismo e mantenere così in salute le ossa, la luce solare diminuisce il rischio di depressione e ha un effetto benefico su molteplici infezioni della pelle.
www.ilmigliorclimadelmondo.com

2. Per vincere l’allergia alle brutte giornate
Se non ci si rassegna all’arrivo dell’autunno o si soffre di una non definita allergia al brutto tempo, urge prenotare un volo diretto per Fuerteventura o Tenerife: qui le temperature sono miti e costantemente attorno ai 24 gradi, con lievi oscillazioni nell’arco dei mesi e pochissimi giorni di pioggia anche d’inverno. Questo clima unico e confortevole si deve ai venti alisei, alla corrente marina del Golfo e alla calda influenza dell’anticiclone delle Azzorre: fattori di cui le Canarie godono grazie alla strategica posizione geografica.

3. Per schiarirsi le idee

Potrebbe sollevare qualche perplessità, ma spiegare ai colleghi che il viaggio improvviso, e le conseguenti riunioni cancellate e scadenze posticipate, è dettato dalla necessità di schiarirsi le idee è una scusa alquanto verosimile. La luce dell’unico faro che oggi indica la rotta ai naviganti è quello che serve per mettere in ordine i pensieri e far chiarezza sulle questioni irrisolte. Alle Canarie ci sono ben 28 fari che per secoli hanno vegliato sulla navigazione transoceanica, l’unico ancora in funzione è quello di San Cristobal a La Gomera, tutti gli altri edifici dismessi, dal Faro del Tostòn di Fuerteventura al quello di Maspalomas a Gran Canaria, godono
comunque di un estremo fascino, in questo panorama mozzafiato.

4. Per la salvaguardia del Pianeta
La probabilità di avvistare delfini e balene alle Canarie è elevata: se ne possono vedere fino a 21 specie differenti, dalla balena azzurra all’orca. Le imbarcazioni che portano i visitatori a scoprire le meraviglie del mare esibiscono il distintivo Blue Boats che garantisce la salvaguardia ambientale e di tutela del loro delicato ecosistema. Sono quattro i principali siti per l’osservazione dei cetacei: la costa sud-est dell’isola di Tenerife, le acque a sud dell’isola di Gran Canaria – nella zona di Puerto Rico, la costa di Tazacorte sulla costa occidentale dell’isola di La Palma e la costa di Valle Gran Rey, le acque del sud dell’isola di La Gomera. www.ciaoisolecanarie.com/avvistamento-dei-cetacei/

5. Per ritrovare la bussola

Otto isole e molte mappe per scoprire tutto ciò che l’arcipelago può offrire agli appassionati di orienteering. Un esempio è il percorso Llanos de la Pez sull’isola di Gran Canaria, nel cuore della Reserva de la Biosfera. Una giornata qui permetterà di “ritrovare la bussola” e unire la pratica dello sport di orientamento con la visita alla piccola città di Tejeda e l’escursione verso l’emblematico Roque Nublo, uno dei monumenti naturali più importanti dell’isola.
www.ciaoisolecanarie.com/orienteering-nelle-isole-canarie/

6. Per andar a caccia di leggende
Ogni angolo delle Canarie è carico di magia: boschi incantati, grotte preistoriche e montagne sacre che fanno delle isole uno scenario con un’aura unica. Non si può ripartire dall’arcipelago senza aver scoperto tutti questi luoghi. Magari si avrà la fortuna di avvistare San Borondón, isola che secondo la leggenda compare e scompare ormai da secoli in qualche punto sperduto dell’oceano. I primi racconti risalgono a Tolomeo e Plinio. Anche le popolazioni indigene delle isole hanno sempre inserito nelle loro tradizioni l’esistenza di un’isola-che-non-c’è tra La Palma, La Gomera ed El Hierro. Motivo in più per provare a scorgerla all’orizzonte.
www.ciaoisolecanarie.com/luoghi-leggendari/

7. Per la sete di conoscenza

Nel cuore dell’isola di Lanzarote c’è il museo etnografico, il Tanit: si trova nel comune di San Bartolomé, nell’antica cantina di una villa del secolo XVIII. Il museo offre una completa esposizione del patrimonio etnografico di Lanzarote e, visitando le sue sale, si potrà conoscere profondamente la storia degli abitanti isolani, il loro folclore e le loro tradizioni.
http://www.museotanit.com/

8. Per la ricerca del gusto
Nessun pasto sulle Isole Canarie è completo senza pane locale, un buon vino e soprattutto il formaggio. I prodotti caseari di Gran Canaria e Fuerteventura sono tra i migliori al mondo. Nell’edizione 2018 dei World Cheese Awards, non meno di 35 formaggi realizzati sulle Isole Canarie hanno ricevuto premi. Tra i formaggi contadini spiccano il Maxorata, un formaggio di capra con paprika affumicata, e il Flor de Guàa, un formaggio cremoso e leggermente salato che combina latte di mucca e capra e liquido estratto dai fiori di cardo.

9. Per scoprire un segreto
Per gli spiriti avventurieri, esplorare alcune delle grotte che si affacciano sul mare di Fuerteventura è un’esperienza irrinunciabile. Sono gioielli naturali di straordinaria bellezza, con rocce dalle forme peculiari e il granito come protagonista. Situate nel Parque Rural de Betancuria, si segue un piccolo sentiero che attraversa la gola di Las Peñitas: un vero e proprio un salto nel tempo di milioni di anni, quando l’isola era una montagna ripida, senza colline coltivate. Con la bassa marea si possono visitare alcune grotte direttamente dalla spiaggia.
www.ciaoisolecanarie.com/alicein7wonderlands/isole/fuerteventura/

10. Per il benessere a fior di pelle

Ed ecco la scusa migliore per chi ha bisogno di una pausa rigenerante prima di piombare nel cuore dell’inverno. I centri Spa delle Isole Canarie sfruttano tutte le risorse naturali disponibili per offrire trattamenti come la talassoterapia, la geoterapia e soprattutto l’aloeterapia, che si effettua con aloe vera ed è tipica delle Isole Canarie. Questa terapia consiste in una pulizia corporea con latte e tonico, un peeling, un impacco con aloe vera e si conclude con un massaggio rilassante. L’aloe, detta anche “pianta miracolosa”, ha dimostrato nel tempo la sua efficacia come antibatterico, antisettico e antinfiammatorio.

 

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Sei motivi per visitare il Lussemburgo, uno dei più piccoli stati d’Europa

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Dalle dimensioni estremamente ridotte (pressappoco come la provincia di Piacenza), il Granducato di Lussemburgo a est confina con la Germania, a ovest e al nord con il Belgio e a sud con la Francia. Da sempre punto d’incontro tra le culture di questi tre paesi, è uno dei sei membri fondatori dell’Unione Europea ed è sede di diverse istituzioni comunitarie.

La maggior parte delle persone considera il Lussemburgo solo come importante piazza finanziaria o, tutt’al più, come un luogo che si attraversa, ma senza fermarsi. In realtà questo piccolo Paese sembra fatto su misura per i turisti: ottimo esempio di cosmopolitismo, offre colline punteggiate di paesini deliziosi, imponenti formazioni rocciose, più di un centinaio di antichi castelli, boschi incontaminati ideali per escursioni e molto altro.

Ecco sei motivi per andarci proprio quest’anno.

Celebrare i 25 anni di Patrimonio UNESCO del Lussemburgo

Il Granducato festeggia quest’anno il 25° anniversario dell’iscrizione della città vecchia di Lussemburgo tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Al fine di valorizzare le ricchezze culturali del paese, e allo stesso tempo promuovere i valori dell’UNESCO (rispetto dei diritti umani, solidarietà intellettuale e morale, promozione dei patrimoni universali condivisi), il governo del Lussemburgo ha elaborato un ricco programma di iniziative che dureranno un intero anno.

Lo scorso dicembre è stato inaugurato un nuovo centro visitatori nel cuore della capitale, presso il Museo della città di Lëtzebuerg. Una mostra gratuita, dedicata ai criteri di selezione dei Patrimoni UNESCO, introdurrà il visitatore a una maggiore consapevolezza tematica sull’argomento. I luoghi Unesco saranno oggetto di visite guidate, approfondimenti ed eventi. I luoghi visitabili Patrimonio Unesco in Lussemburgo sono la Città Vecchia della Capitale, tra cui le Casematte, una rete di gallerie sotterranee scavate nel promontorio roccioso della città nel 1644, la mostra fotografica The Family of Man, di Edward Steichen ospitata oggi dal Castello di Clervaux e per anni esposta in tutto il mondo.

Infine, la Processione danzante di Echternach, Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO dal 2010. Risalente all’XI secolo, si tiene ogni anno il martedì di Pentecoste e celebra la vita del missionario Willibrord, vissuto tra il VII e l’VIII secolo e al quale si deve la fondazione del locale santuario. La Processione si svolge a ritmo di polka e ogni anno richiama religiosi, musicisti e pellegrini. Questi movimenti, così particolari, suscitano interesse e testimoniano il valore della spiritualità nell’uomo e la sua vicinanza a Dio.

Visitare il paesaggio unico e ricco di storia della regione delle Red Rocks

La regione delle Red Rocks è un ottimo esempio di come lo sviluppo sostenibile abbia assunto una funzione rinnovatrice. Esch-sur-Alzette è stata per molti anni una delle grandi capitali industriali d’Europa, a Belval gli altoforni costituivano un importante traino dell’economia nazionale. Negli ultimi 30 anni il settore industriale ha visto un progressivo declino in molte zone dell’Europa e il fenomeno ha riguardato anche il Lussemburgo. L’area è stata di conseguenza progressivamente abbandonata con lo spegnimento delle realtà produttive, con il risultato di aver lasciato dietro di sé una grande distesa di fabbriche, cunicoli, scavi e gallerie che servivano per estrarre le “terre rosse” che danno il nome alla regione. Grazie a un enorme progetto di riconversione, quest’area è oggi un monumento al modernariato industriale: dalle industrie alle abitazioni, dalle fornaci ai campus universitari e ai centri commerciali, passando per musei, installazioni, attrazioni per bambini e percorsi da seguire in mountain bike.

Trascorrere un rigenerante weekend in armonia con la natura

I sorprendenti e affascinanti paesaggi naturali del Lussemburgo regalano uno scenario perfetto per tutti coloro che amano il trekking o fare delle lunghe passeggiate rilassanti, grazie ai numerosi itinerari immersi nella natura. Pianure e boschi, formazioni rocciose, ruscelli serpeggianti e flora colorata caratterizzano il Lussemburgo, che offre ogni genere di attività a contatto con la natura, che si voglia fare una gita in famiglia o un’avventurosa escursione. Gli appassionati di ciclismo potranno approfittare di 600 km di piste ciclabili e 700 km di piste per mountain bike mentre, grazie alla presenza di numerosi laghi e fiumi, tante sono le possibilità di praticare anche sport acquatici.

Più di 50 castelli in uno dei paesi più piccoli del mondo

Grandi castelli restaurati e maestose rovine di antichi manieri narrano la storia del Granducato del Lussemburgo e sono testimonianza del passato del Paese: uno gli esempi più interessanti è sicuramente l’imponente castello di Vianden, testimone del passato medievale. Inoltre, ogni anno, mercati tradizionali e feste medievali fanno rivivere il castello, riportando al presente i momenti in cui era abitato da signori e cavalieri. Oltre al castello di Vianden, nella regione delle Ardenne si possono visitare anche i castelli di Bourscheid o EschsurSûre.

La regione Guttland, con i suoi affascinanti villaggi con antiche case coloniche e imponenti castelli, è caratterizzata da un grande patrimonio storico grazie ai siti gallo-romani, ai musei rurali ma soprattutto grazie alla Valle dei sette castelli: un viaggio indietro nel tempo che si estende per oltre 24 chilometri e che comprende numerosi manieri da visitare.

Ammirare il mix tra cultura e modernità della capitale

Vivace e ricca di attrazioni, la Capitale del Lussemburgo è una piattaforma culturale, con numerosi luoghi di espressione artistica, come musei, teatri ed eventi legati all’arte. Una delle caratteristiche della Capitale del Granducato è sicuramente la contrapposizione tra la parte storica e la parte moderna della città. Lussemburgo infatti è composta da una suggestiva parte storica, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, da visitare e scoprire passeggiando lungo le sue stradine e vicoli, entrando nei cafè e gustando i prodotti tipici, ammirando le boutique, i bellissimi edifici, la Cattedrale e il Palazzo Granducale, residenza ufficiale dei Granduchi e i panorami della città bassa, chiamata Grund, che si possono vedere dalle tante terrazze della città alta. La parte moderna di è raggiungibile a piedi, oppure attraverso i mezzi. Qui troviamo edifici scintillanti e contemporanei, centri commerciali, sedi di grandi aziende e di alcune delle istituzioni dell’Unione Europea, come il Segretariato del Parlamento Europeo e la Corte di Giustizia Europea.

Ancora più collegamenti dall’Italia grazie a Luxair

Raggiungere il Lussemburgo è facile, comodo e veloce grazie a Luxair, la compagnia aerea di bandiera che opera tutto l’anno su Milano, Roma e Venezia, mentre durante la stagione estiva le connessioni si rafforzano grazie ai collegamenti con Bari, Napoli, Rimini, Lamezia Terme, Palermo, Catania, Olbia e Cagliari. Inoltre, dalla primavera del 2020 Luxair aggiungerà altre due rotte per raggiungere il Lussemburgo dall’Italia durante il periodo estivo: Firenze e Brindisi. Per chi ama il comfort Luxair è decisamente la scelta ideale, infatti la qualità è al primo posto nell’offerta della compagnia di bandiera lussemburghese: le competitive tariffe tutto incluso comprendono numerosi servizi, anche per chi viaggia con bambini o per affari, e un servizio catering di qualità, per un’esperienza di volo garanzia di comodità ed efficienza.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Una Corsica… per tutti i gusti

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Calette, falesie e scogliere a picco sul blu che fanno da cornice a piccoli villaggi, spiagge da sogno e città imperiali. Di cosa stiamo parlando? Della Corsica naturalmente!

Con i suoi 8.680 km² di terra e circa 334.938 abitanti, la Corsica è una vera perla nel Mediterraneo: non per niente i greci la chiamavano Kalliste, ossia “la più bella”. Oggi le cose non sono cambiate e questa bellissima isola è famosa in tutto il mondo per la sua cultura, le sue spiagge e la sua storia (non a caso vide la nascita del grande Napoleone Bonaparte).

Quarta isola del Mediterraneo per grandezza e importanza, la Corsica racchiude in sé diverse anime, che si fondono tra loro in perfetta armonia, dando vita a un territorio dalle mille sfumature: l’Alta Corsica e l’entroterra, più selvagge e pittoresche, sono adatte per i più temerari, mentre le coste a Sud dell’isola, dove il bianco delle spiagge e il turchese del mare regnano incontrastati, sono perfette per gli amanti del relax.
Per citare il celebre scrittore Robert Colonna d’Istria: “Lo splendore e la varietà dei paesaggi della Corsica, la sua luce, lo stupefacente matrimonio […] tra le rocce tormentate, caotiche, violente e le valli armoniose, tra le foreste selvagge e le spiagge di sabbia dorata, sono tutte cose che sorprendono” e, infatti, chi visita la Corsica non può che restare a bocca aperta.

Nonostante, però, molti associno l’isola alle splendide spiagge bianche, la maggior parte della superficie corsa è sicuramente montuosa e circa un terzo del suo territorio è protetto come parco naturale. A questo proposito, sicuramente degno di nota è il centro chiamato ‘A Cupulatta’, situato vicino ad Ajaccio, istituito per la protezione e riproduzione delle tartarughe marine e di terra: unico in Europa, l’istituto ospita più di 150 specie e conta oltre 3000 esemplari.

Le tartarughe, in realtà, non sono l’unica specie che è possibile avvistare in Corsica: tra gli ombrelloni, sotto gli occhi spesso increduli dei bagnanti, è possibile, infatti, imbattersi in grandi e docili mucche che passeggiano tranquillamente sulla battigia. Ovviamente nessuno penserebbe mai di mandarle via: sono le protagoniste indiscusse di alcune delle più belle spiagge della Corsica, in particolare di Rondinara. Si tratta sicuramente di uno spettacolo che difficilmente potrete vedere in altri Paesi europei.

E, se il suo fascino finora non vi ha conquistati, la Corsica vi saprà prendere per la gola.

Sì, perché anche i suoi piatti coniugano in sé storia e tradizione, regalando ai numerosi visitatori pietanze semplici ma non per questo meno gustose.

Le minestre occupano un ruolo centrale nella cucina isolana: la minestra, o zuppa corsa, molto simile al nostro minestrone, è sicuramente la portata più conosciuta (solitamente l’olio di oliva è sostituito da un osso di prosciutto e dallo strutto), così come la zuppa di pane, molto simile al pancotto italiano, e le zuppe di pesce.

Assai diffusa è anche la pasta, in particolare ravioli e cannelloni, ripieni di brocciu, un formaggio tipico dell’isola molto simile alla ricotta.

Tra le carni vanno per la maggiore l’agnellu e il caprettu, per concludere con il Civet de sanglier, considerato il piatto forte della Corsica: si tratta di cinghiale selvatico cotto in casseruola con cipolle, aglio, castagne, finocchio e una generosa quantità di… acquavite!

A questo punto la domanda sorge spontanea: come si raggiunge questo paradiso?

La via più veloce per raggiungere l’Île de Beauté è sicuramente il mare: vedi i traghetti che da Piombino sono diretti in Corsica.

Da qui partono le imbarcazioni della Corsica Ferries per Ile Rousse e Bastia, con una o due corse al giorno anche per chi desidera imbarcarsi con l’auto. Il porto di Piombino in questo senso è sicuramente uno dei principali porti marittimi della zona, importantissimo anche nel passato: prima, infatti, era conosciuto come Falesia dagli Etruschi che lo utilizzavano per trasportare il ferro proveniente dall’Isola d’Elba e per distribuire i prodotti finiti in tutto il Mediterraneo.

 

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Alla scoperta dei parchi naturali di Miami

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I grattacieli affacciati sulla baia, gli eleganti hotel Art Déco di Ocean Drive, le infinite spiagge di Miami Beach, i locali e la vita notturna: queste sono le prime immagini che vengono in mente pensando a Miami, la Magic City sempre attiva e in costante evoluzione. Ma a due passi dall’energico centro urbano, la città della Florida svela un suo sorprendente lato green fatto di mangrovie centenarie, paludi erbose e selva subtropicale: non tutti sanno che Miami è l’unica città americana che può vantare ben due parchi nazionali, l’Everglades National Park e il Key Biscayne National Park, a cui si aggiunge anche un parco statale, l’Oleta River State Park. Questi paradisi verdi sono al centro di importanti attività di educazione e conservazione ambientale e propongono ai visitatori un’ampia gamma di attività all’aria aperta, dallo snorkelling tra le mangrovie ai tour in airboat.

EVERGLADES NATIONAL PARK
Sfrecciare in idroscivolante su una prateria – palude, tra alligatori e aironi: scene da Miami Vice o CSI Miami, ma che diventano realtà al Parco Nazionale delle Everglades. Ed è proprio l’airboat, iconica imbarcazione leggera mossa da un’elica, il modo migliore per andare alla scoperta di questo parco naturale, navigando nelle distese di acqua erbose.

Con un’area di 1.5 milioni di acri, le Everglades per estensione sono il terzo parco nazionale degli Stati Uniti. Immersa nelle calde acque della Florida Bay, questa distesa sterminata di saw-grass ospita una ricca fauna, come i lamantini e i celebri alligatori, e comunità di nativi indiani Miccosukee.

Per ulteriori informazioni sulle Everglades: www.nps.gov/ever/index.htm

KEY BISCAYNE NATIONAL PARK

Meno noto delle Everglades, ma altrettanto interessante da esplorare, il Parco Nazionale di Key Biscayne è un vero e proprio paradiso acquatico: dei suoi 173.000 acri, il 95% infatti è composto d’acqua. Brulicante di colorata vita marina, il parco si estende nella baia di Miami, Biscayne Bay, ed è la regione con l’ecosistema più vario della Florida meridionale, ospitando ben 20 specie animali a rischio, come il lamantino, la tartaruga embricata e il coccodrillo americano.

Per andare alla scoperta di questa oasi marina della biodiversità, si possono provare interessanti avventure all’aria aperta, letteralmente immersi nella natura: dagli sport acquatici nella baia (kayak, canoa, snorkelling…) alle escursioni guidate nelle foreste tropicali di mangrovie, baluardi delle coste della Florida.

Queste e molte altre attività sono proposte dalle guide di Miami EcoAdventures: educatori ambientali ed esperti di avventure outdoor portano a scoprire Miami da un punto di vista unico e insolito, esplorando l’affascinante ecosistema subtropicale della Florida meridionale.

Per ulteriori informazioni su Key Biscayne National Park: www.nps.gov/bisc/index.htm


OLETA RIVER STATE PARK
Ma le avventure nel verde a Miami non finiscono qui: oltre ai due Parchi Nazionali, c’è da aggiungere alla lista di opzioni outdoor il Parco Statale dell’Oleta River. A soli 30 minuti a nord di Downtown, questo splendido gioiello verde si sviluppa attorno alla foce dell’omonimo corso d’acqua, ed è il parco urbano più grande della Florida. Oasi naturale di mangrovie e hardwood hammock tropicali, il parco è un paradiso per gli appassionati di mountain bike, con alcuni dei migliori percorsi del paese, per un totale di ben 24 chilometri di tracciati per ogni livello.

Oltre alla mountain bike, le attività per staccare la spina e ricollegarsi alla natura sono tante: con le guide dell’Oleta River Outdoor Center è infatti possibile fare kayak tra le mangrovie e le loro gigantesche radici, e paddleboard, anche in versione paddleboard yoga. E per avventure ancor più indimenticabili, sono disponibili tour in kayak/SUP al tramonto e, una volta al mese, il “Full Moon Kayak”, per un’esperienza magica e suggestiva alla luce della luna piena.

Per ulteriori informazioni sull’Oleta River State Park: www.floridastateparks.org/OletaRiver

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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