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Il cuore che palpita, i sogni che corrono – le nuove Dolce&Gabbana Dolls

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La DG House si anima tra i colori della luce e il luccichio degli abiti preziosi. La notte freme ad arrivare, portando con sé le speranze di incontri a lungo sognati e l’impazienza delle quattro amiche a lasciarsi abbracciare dalle loro fantasie tramutate in realtà.

È una leggenda nata millenni fa quella del potere dell’ora dorata di tingere il mondo di sogni e speranze, rendendo ogni oggetto, volto e anima una poesia di bellezza e sincerità.

La luce del crepuscolo filtra dalle alte finestre del salone, oltrepassando lo schermo delle tende magenta che, invano, cercano di oscurare il passaggio alla notte. Dal tocco surreale, i raggi del sole che ormai va nascondendosi lasciano nell’aria un senso di preludio, la sensazione che, da un momento all’altro, potrebbe succedere qualcosa di inaspettato. E le mani quasi fremono dalla voglia di scoprire e lasciarsi sorprendere.

Sono momenti di attesa per le ragazze, si guardano l’un l’altra chiedendosi con gli occhi quanto ancora dovranno aspettare prima di rendere realtà ciò che finora è rimasto un racconto nella loro testa: il Gran Galà è alle porte, dopo un mese di preparativi e fantasie è arrivato il momento di incontrare chi hanno aspettato e continueranno ad aspettare. Ma per una notte il tempo si fermerà per farle danzare nel sogno covato con tanta incredulità: un regalo del mondo alle quattro amiche che potranno dimenticare il presente e il futuro per lasciarsi cadere nelle braccia di amori lontani.

Baciata dall’arancio del sole, la chioma bionda, lucente come i fili di grano della campagna più remota, si trasforma subito in una composizione di lucciole fatate che ridono e ballano in attesa di correre al Gran Galà.

Mentre le altre si scambiano le lettere dei propri amori gelosamente custodite e ancora impacchettate come fossero cimeli, lei si allontana come il vento, lasciando dietro di sé il sussurro delle ruches del suo lungo abito nero di organza.

La segue la sua fidata amica, quella che come una sorella le sta accanto dal primo giorno che si sono incontrate. Le paillettes del suo abito riflettono gli ormai radi ma carichi fasci di luce, creando un mosaico arcobaleno che la segue come un’ombra magica.

Lungo il corridoio, a ridosso della seconda porta, si ferma per un breve istante per sbirciare dentro la stanza, senza farsi notare dalle altre di cui sente l’eco delle risate provenire dal salone.

Entra velocemente, si siede un attimo davanti allo specchio e osserva attentamente il suo riflesso costellato di colori. Manca qualcosa, si continua a ripetere fra sé e sé. Afferra il rossetto e lo stende sulle labbra, gioca con la cipria e il pennello vaporoso che le accarezza il viso e si perde subito nel profumo di floreali note rosate che invadono l’ambiente. E la mente galoppa a una velocità irraggiungibile per il cuore, che stenta a restare nei confini del giusto amore.

È ora, urla a gran voce la più piccola di loro. Sfreccia per i corridoi della DG House, cercando le scarpe che giorni fa aveva meticolosamente scelto per sorprendere il cuore di lui a suon di tessuto colore confetto, brillanti e fiori minuziosamente decorati. Come un’eterea farfalla, con un battito d’ali ritorna nel gran salone, afferra l’ultima amica rimasta nella stanza che nell’attesa si era dissolta nella sua nuvola di pensieri ed era volata via, fuori dalla casa, fuori dai confini di questo mondo.

Non c’è certezza che lui venga, le confessa l’amica dall’abito di pizzo rosso. Non è riuscita a trovare significato nella vaghezza delle parole di lui: l’ultima lettera che le ha mandato continua a riecheggiare nella sua mente, mentre gioca con quel pezzo di carta tra le dita, nervosamente sfibrato dall’impazienza di scoprire la verità.

Non perderti nel vuoto di un’attesa incerta, cerca di rassicurarla la più giovane della casa. Ti manca la luce giusta per brillare da sola, quel qualcosa che ti doni il sorriso ingenuo e spensierato di chi galleggia in questo mondo. Da dietro la schiena, tira fuori un cerchietto di pietre scintillanti e glielo posa sulla nuca, aggiustandole le ciocche di capelli che spuntano di qua e di là. E subito tornò il sole nella stanza, negli occhi dell’amica che con un solo sguardo la ringraziò più che con mille parole.

Una dietro l’altra, le quattro Dolce&Gabbana Dolls corrono giù per la scalinata, lasciandosi dietro la porta della DG House. Pronte per salire in auto alla volta del Gran Galà, sentono un richiamo spezzato, di chi tanto desidera pronunciare quelle parole ma queste, troppo grandi, troppo cariche, si perdono in gola. Si girano tutte insieme, in una coreografia di gesti all’unisono. E lì, davanti alla loro amata casa dove fino a pochi minuti fa si aggrovigliavano i loro pensieri fugaci, ricevono il regalo più desiderato e meno aspettato: sono tutti lì, quegli amori da tempo attesi. E quel preludio di sorpresa inspiegabile prende forma. E riempie gli occhi di meravigliosa realtà.

Scoprile su dolcegabbana.it

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Jimmy Choo | Pearls of Wisdom, a Capsule Celebrating 30 Years of Jimmy Choo

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Per trent’anni, la perla è stata intessuta nel tessuto di Jimmy Choo: dalle pareti in travertino alabastrino delle prime boutique alla tonalità iridescente del packaging color ostrica distintivo della maison. Le perle hanno fatto la loro comparsa su scarpe e accessori in ogni forma, dalla più delicata alla più audace. La perla non è un semplice motivo decorativo, è un codice della maison.
Per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo, la Direttrice Creativa Sandra Choi riflette su questo simbolo intramontabile con Pearls of Wisdom: una capsule collection e una campagna che rendono omaggio alla perla in tutte le sue forme. Preziosa ma resistente, formatasi lentamente e affinata nel tempo, è emblematica di un trentesimo anniversario e una metafora appropriata di tutto ciò che la maison ha costruito.
«“Pearls of Wisdom” mi è sembrato il punto di partenza perfetto per celebrare i tre decenni di Jimmy Choo. Il traguardo dei 30 anni si allinea in modo naturale a questo motivo che amiamo da tempo. Per me, la perla racchiude una forza discreta e duratura: aggraziata, mai ostentata e sempre caratterizzata da un tocco di giocosa purezza. Per questa collezione, volevo che la perla apparisse naturale e istintiva, un’espressione sottile del nostro passato che continua a plasmare il nostro futuro». Sandra Choi
La campagna è immortalata attraverso uno sguardo di silenziosa reverenza. Dalle immagini still life agli scatti con le modelle e alle vignette, queste immagini dialogano tra loro; ogni inquadratura è studiata, lenta e precisa, con ritagli che guidano lo sguardo verso i dettagli finemente realizzati che definiscono questa collezione. Lo styling riflette la versatilità intrinseca della perla stessa: sicura di sé, senza età e libera da vincoli legati alle occasioni; può essere indossata nei momenti più festosi della vita oppure come elemento capace di elevare la quotidianità, sempre con un senso di freschezza e modernità. Realizzate sia a colori sia in bianco e nero, le immagini richiamano l’eterna attualità e il fascino della perla, insieme alla forza del femminile.
Nelle immagini in movimento della campagna, una grafica con il numero ’96, l’anno di fondazione di Jimmy Choo, viene reinterpretata come simbolo di un’eredità: le forme curve diventano una coppia di apostrofi, uno diritto e uno rovesciato. Sovrapposti in primo piano, incorniciano e scandiscono le immagini. Un’eco visiva delle citazioni, delle storie e dei momenti iconici accumulati nel corso di trent’anni fondamentali. Come la perla stessa, rappresentano un richiamo all’anno di fondazione della maison, il 1996.
Tra scarpe, borse e gioielli, ogni pezzo della capsule offre una propria interpretazione della perla.
La zeppa scultorea dorata ITHACA, che prende il nome da un’isola greca il cui paesaggio romantico è impreziosito dalla madreperla, presenta sul lato inferiore un trio di perle in resina. Il sandalo IRINA avvolge il piede con perle in resina e cristalli, come collane sovrapposte, mentre la INGRID FLAT reinventa una robusta scarpa Oxford con una fibbia in perla di resina trompe-l’œil. Corsage barocchi sbocciano sulle tre silhouette della famiglia INES, proposta nelle versioni décolleté, mule e ballerina.
La BON BON, che richiama i corsage di perle barocche della famiglia INES, si affianca alla TUBE MINI BAG e alla minaudière RAINDROPS, entrambe rifinite con una frangia di perle in resina ricadenti. La clutch CLOUD evoca conchiglie di ostrica e onde dorate, mentre la OYSTER è una clutch scultorea in plexiglas, un oggetto d’arte ispirato alla forma naturale di una perla barocca. Ogni pezzo è concepito come un futuro cimelio, pensando ai prossimi trent’anni.

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Alexander McQueen sostiene Tate Britain The 90s: Art and Fashion

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Alexander McQueen è onorato di sostenere The 90s: Art and Fashion, una mostra di rilievo alla Tate Britain, curata da Edward Enninful OBE, la cui prospettiva unica esamina un’epoca che ha trasformato l’arte, la moda e la cultura contemporanea.

Alexander McQueen, fondato da Lee Alexander McQueen a Londra nel 1992, emerse durante questo decennio determinante per la moda e la cultura britanniche. Dopo essersi formato nella londinese Savile Row e alla Central Saint Martins, McQueen unì la precisione della sartoria e dell’artigianato britannici a una visione creativa sovversiva e senza compromessi. Il suo lavoro sfidò le convenzioni e ebbe una risonanza ben oltre la moda, riflettendo il ricco dialogo tra arte, cultura ed espressione creativa che caratterizzò gli anni Novanta.

Nell’ambito del suo sostegno alla mostra, Alexander McQueen ha concesso in prestito una selezione di look d’archivio provenienti dalle sue fondamentali sfilate degli anni Novanta. Presentati in dialogo con opere d’arte e voci culturali influenti, questi pezzi offrono una rara opportunità di vivere il lavoro degli esordi della maison all’interno del più ampio panorama creativo di un decennio che ha plasmato la storia della moda.

The 90s: Art and Fashion
8 ottobre 2026 – 14 febbraio 2027
Tate Britain, Londra

LOOK IN MOSTRA

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Abito con cappuccio con base in tulle e perline tubolari in vetro rosso distribuite su tutta la superficie.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1998 ‘Joan’
Armatura in metallo di alluminio, realizzata da Sarah Harmarnee per Alexander McQueen.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1997 ‘It’s a Jungle Out There’
Giacca sartoriale in pelle di vitello con corna di impala.

Alexander McQueen Autunno Inverno 1999 ‘The Overlook’
Corsetto a spirale in metallo di alluminio, realizzato da Shaun Leane per Alexander McQueen.

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Genny, Too Chic to S-pook: il dark glamour dell’autunno-inverno 2026/27

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C’è un modo molto sofisticato di essere dark. Non ha bisogno di Halloween, di eccessi gotici o di atmosfere dichiaratamente cupe: basta un abito nero, una silhouette costruita alla perfezione e quel tocco di mistero che trasforma la seduzione in qualcosa di irresistibilmente contemporaneo.

È questa la direzione di Genny per l’Autunno-Inverno 2026/27, racchiusa già nel titolo della collezione, “Too Chic to Spook”. Un gioco di parole che racconta perfettamente l’attitudine della maison: prendere l’immaginario dark e renderlo glamour, sofisticato, femminile.

Il nero domina la collezione e diventa una materia da scolpire. Abiti aderenti, corpetti, gonne a sirena, volumi drappeggiati e dettagli costruiti sul corpo disegnano una femminilità intensa, mai urlata. La sensualità passa attraverso la silhouette: spalle importanti, vita segnata, scolli profondi e lunghezze che sfiorano il pavimento.

Ma il nero di Genny non è mai semplicemente nero. Cambia consistenza, riflette la luce, si arricchisce di trasparenze, piume, ricami e lavorazioni tridimensionali. È velluto, pizzo, tessuto tecnico, superficie lucida e materia quasi scultorea.

Accanto agli abiti più spettacolari compaiono capi dalla vocazione più quotidiana, ma sempre con una precisa impronta couture: giacche strutturate, top preziosi, pantaloni morbidi e silhouette minimali vengono attraversati da dettagli teatrali che impediscono al look di diventare prevedibile.

E poi ci sono gli accessori, fondamentali per completare questo universo: décolleté dal gusto rétro, pochette compatte, stampe animalier e gioielli che seguono il corpo come una seconda pelle. Anche qui il lusso non ha bisogno di esagerare. Un dettaglio basta.
La palette si apre occasionalmente a tonalità profonde e sofisticate, con incursioni di verde e superfici preziose, ma è il nero a rimanere il vero protagonista. Un nero sensuale, aristocratico, contemporaneo.

“Too Chic to Spook” gioca dunque con l’estetica gotica senza lasciarsene ingabbiare. Genny prende l’idea della donna misteriosa, della femme fatale, della notte e la porta in una dimensione più elegante e sofisticata.

Perché essere dark, questa stagione, non significa necessariamente fare paura.

Significa farsi ricordare.

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