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Glamour

Oscar 2019: i miglior look

Polici Francesca

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Ed eccoci arrivati finalmente alla notte più lunga dell’anno. Oltre alle tanto ambite statuette, però, gli Oscar rappresentano sempre una delle passerelle fashion più esclusive in cui poter ammirare incredibili creazioni di Haute Couture, e non solo.

Ma partiamo subito dall’ospite più attesa sul red carpet, Lady Gaga, che ancora una volta ci ha fatto sognare con l’emozionantissimo duetto con Bradley Cooper sulle note di Shallow, un po’ meno con il look. Sarà che ci ha abituati ad outfit incredibili, veri e propri inni all’irriverenza e all’appariscenza, fatto sta che la scelta di questo – comunque, bellissimo – abito retrò di Alexander McQueen ci ha lasciati un po’ perplessi. Lo avremmo visto volentieri e apprezzato su qualcun altro, ma su di lei questo long dress rigorosamente total black batte un po’ la fiacca. È andata meglio con i dettagli (guanti neri in pelle, bustier, lungo strascico), ma nel complesso non c’è nulla che ci abbia lasciati sbalorditi e sia entrato davvero nel cuore. Dove è finita l’essenza esuberante di Queen Gaga? Meno male che c’era il preziosissimo collier di Tiffany a fare la differenza – il diamante giallo da 30 milioni di dollari parla da solo!

Ad osare – e a vincere la scommessa – è stata la bellissima Charlize Theron con un look che ha steso tutti. Ogni singolo particolare è stato assolutamente perfetto: dal carrè moro e liscio, al beauty look nude in contrasto con il rossetto roso fuoco. Per non parlare l’indescrivibile eleganza del long dress azzurro di Dior Haute Couture. Il vero tocco di classe sono le spalline rinforzate e la profonda scollatura sulla schiena. Chapeau!

Splendida Emma Stone che ha deciso di abbandonare lo strascico per un abito lungo tutto glitterato e con spalline strutturate molto retrò di Louis Vuitton. Estremamente raffinato.

Applausi anche per Jennifer Lopez che ha indossato un aderentissimo abito total silver di Tom Ford. Un look sensualissimo impreziosito da pietre e lustrini.

Tinte pastellate, invece, per la star della serie cult Il trono di spade Emilia Clarke. L’attrice, anche lei rigorosamente in lungo, ha scelto un viola lavanda di Balmain dal bustier rigido e sofisticato. Brava!

Sarà che non ci si può non innamorare del suo sorriso travolgente, sarà che è stata la protagonista di uno dei nostri film di culto, fatto sta che Julia Roberts riesce sempre a fare breccia nei nostri cuori. Per questi Oscar, l’amatissima star di Pretty Woman, ha scelto uno dei designer più interessanti della moda di oggi: Elie Saab. Il long dress rosa acceso – particolarmente apprezzate le tonalità vivaci – in monospalla ci ha davvero convinti. Perfetto anche l’abbinamento con i lunghi capelli sciolti che poggiavano morbidi sulle sue spalle. In una parola: raggiante.

Rosa anche per Kiki Layne in un bellissimo lungo di Atelier Versace, dalla scollatura particolarissima. La sporgenza laterale, che dona quasi l’effetto di un mantello, ci è piaciuta tantissimo.

Ed ora qualche piccola caduta di stile. Irina Shayk in Burberry ha scelto un long dress, anche lei in total black (un caso?) che però era un po’ troppo sobrio per l’occasione, nonostante la profonda scollatura sulla schiena, peccato! Sbaglia il colpo anche Olivia Colman, decisamente troppo austera nel suo abito verde smeraldo firmato Prada.

Una nota a parte, invece, la merita senza dubbio Billy Porter in un abito dalle sembianze di un minotauro di Christian Siriano. Insomma, un genio!

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Eventi

FILIPPO MINELLI @ Spazio Leonardo ACROSS THE BORDER a cura di UNA

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UNA è lieta di annunciare per l’anno 2019 la prosecuzione della collaborazione con Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione, con sede in Porta Nuova.

La programmazione a cura di UNA prevede una serie di tre mostre personali di artisti italiani che presentano un progetto site-specific per la gallery di Spazio Leonardo: Filippo Minelli (febbraio – aprile 2019); Elia Cantori (in collaborazione con la galleria CarDrde di Bologna, maggio-settembre 2019); Stefano Serretta (ottobre – dicembre 2019).

Per il primo appuntamento UNA porta a Milano il progetto Across the Border di Filippo Minelli (Brescia 1983), già presentato nel 2018 all’interno del programma di Manifesta 12, biennale europea d’arte contemporanea, a Palazzo Ajutamicristo a Palermo.

– Il lavoro di Filippo Minelli si inserisce in molteplici nuclei di ricerca che riguardano in primo luogo la classica tematica seicentesca del paesaggio, ampliata, attualizzata e ricondotta in termini in cui coincide un discorso politico e storico. A questa si somma l’indagine sui modelli partecipativi che ha portato l’artista a viaggiare per dieci anni incontrando persone e intessendo un network casuale di performers, producendo e mettendo in circolazione 44 bandiere, che formano appunto il progetto in mostra Across the Border.
L’artista definisce la propria ricerca “Estetica Transnazionale”, in grado di connettere la periferia al globale. Questa permette una creazione di simboli e “parole iconiche” per nuove ipotetiche nazioni pensate da una generazione che vive i confini non più in maniera tradizionale, ma che abita il mondo in forma fluida. Questa nuova estetica si manifesta su bandiere – per antonomasia i terreni ideali per l’identificazione e la segnalazione – che diventano medium per epifanici messaggi e neologismi: IODINE, medicinale per prevenire il cancro alla tiroide urlato su una bandiera di una piccola cittadina belga vicina a una centrale nucleare; BELEAF, da Mumbai, scritta con le foglie di un albero abbattuto che significa resurrezione, speranza della rinascita di una natura ormai addomesticata; HORMONES che diventa invece un gioco di parole con “HOR-MONES”, quindi “orrore”, specchio, secondo l’attivista libanese, degli orrori della classe dirigente del paese. –

Valentina Rossi

Filippo Minelli
Across the Border, a cura di UNA
opening su invito martedì 19 febbraio 18:30 – 21:00
mostra 20 febbraio – 4 maggio 2019
orari: dal lunedì al venerdì, 10:00 – 18:00

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Celebrity

Golden Globes 2019: sul red carpet trionfa l’haute couture

Polici Francesca

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Abbiamo inaugurato questo nuovo anno con uno degli appuntamenti glamour più attesi, gli sfavillanti Golden Globes dove hanno sfilato sul tappeto rosso alcune delle star hollywoodiane più amate.
E se all’ultima edizione le star avevano deciso di rinunciare ai look total color glitterati e spumeggianti per sposare un total black in segno di solidarietà con il movimento #Metoo, quest’anno si è invertita la rotta. Sull’ambito red carpet del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles – storica sede dei Golden Globes –, infatti, abbiamo assistito ad una vera e propria esplosione di colori, dall’azzurro al giallo canarino, passando per il rosso e il verde nelle più diverse varianti cromatiche. Ma il vero trionfo è stato quello dell’Haute Couture (da Valentino a Christian Dior) che ha segnato, senza dubbio, i migliori look della serata.

Partiamo subito dalla regina indiscussa di questo red carpet (come era prevedibile d’altronde), Lady Gaga che ha sfoggiato ancora una volta uno splendido long dress by Valentino Haute Couture. Un abito che nello spirito – e ovviamente nello stile immediatamente riconoscibile – richiama quello già indossato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia. L’effetto barocco e mastodontico è lo stesso, ma al posto delle piume ci sono delle romantiche maniche a palloncino con un lungo strascico, in una tinta azzurra estremamente delicata ma di forte impatto. A far risplendere ancora di più la nostra amatissima diva, c’era anche uno splendido collier di Tiffany costernato di oltre un centinaio di diamanti. Il vero tocco di classe, però, che rientra a pieno titolo nell’irriverenza che da sempre caratterizza la star, sono stati i capelli azzurri raccolti in un raffinato chignon. Chapeau!
Certo, avremmo preferito vederla sfilare al fianco del suo “partner ideale”, magari sulle note della hit Shallow, ma questa volta Bradley Cooper ha sfilato al fianco della sua

Irina Shaik in Atelier Versace e Bradely Cooper in Gucci (Credits Getty Images)

amata Irina Shaik. La bellissima modella per l’occasione ha scelto un sensualissimo abito lungo glitterato con spacco profondo by Atelier Versace. Un modo per marcare la sua unione con l’attore? Chissà! Fatto sta, che lui sicuramente lo preferivamo nella versione più da “bad man” con barba lunga e in un look più casual (questo Gucci total white sembra quasi spegnerlo) e, sicuramente, al fianco di Gaga. Ma, si sa, c’est la vie!

Haute Couture anche per Charlize Theron by Christian Dior, in un bellissimo long dress bianco e nero con fiocco al collo e scollatura profonda. La cosa che ci è piaciuta di più è sicuramente la schiena completamente scoperta. Un look di gran classe!

Catherine Zeta-Jones, invece, ha deciso di affidarsi al designer che vende più alta moda in tutto il mondo, il libanese Elie Saab e, diciamolo, ha fatto davvero un’ottima scelta. L’elegantissimo abito verde smeraldo, dai lineamenti rigidi, quasi geometrici, è impreziosito anche da orecchini over size che non potevano non essere fatti di smeraldi. Estremamente raffinata!

Di nuovo Valentino Haute Couture per Gemma Chan che, in attesa di vederla nel cast di Captain Marvel, ci ha regalato un outfit da sogno: un long dress corto davanti, con fiocco dietro alla nuca e lungo strascico. Tra i migliori abiti della serata (nonostante la difficilissima selezione).

Grintosissima Rosamund Pike con un abito lungo total black di Givenchy Haute Couture, che ha saputo trovare il giusto equilibrio tra classico e moderno, proponendo una gonna a sirena con inserti fatti di trasparenze. Azzeccatissimo il giacchino silver.

Ma forse il brand più inflazionato della serata è stato Monique Lhuillier. Ad indossarlo: Heidi Klum con un’irresistibile scollatura a cuore capace di valorizzare il décolleté e delle colorate decorazioni floreali; Amber Heard con corpetto aderente nero e lunga gonna ampia total white (da notare il fiocco nero sulla schiena, un vero must); Emmy Rossum in un long dress di tulle rosa pastello, adornato da soavi rouches; Kaley Cuoco con raffinato corpetto in velluto e l’immancabile fiocco; la spy più sexy Keri Russell che ha fatto dei glitter la cifra stilistica del suo look con una sensualissima scollatura.

Nicole Kidman in Michael Kors (Credits Getty Images)

Tra gli outfit più ricercati, però, delle menzioni a parte le meritano: Nicole Kidman

splendente e incredibilmente sexy con un pudicissimo Michael Kors glitterato; Danai Gurira in uno sfavillante monospalla di Rodarte (c’è ancora qualcuno che non è d’accordo a definirlo come uno dei brand più interessanti del panorama fashion?); Jodie Comer in un barocchissimo Ralph & Russo; Penelope Cruz anche lei, come di consueto, in un Ralph & Russo assolutamente coerente con il suo stile; Julia Roberts impeccabile nella jumpsuit di Stella McCartney – anche a voi ha ricordato il look di Carolina Crescentini a Venezia 75?

Per finire, qualche piccola caduta di stile. A partire da Elisabeth Moss in un Christian Dior Haute Couture decisamente troppo corto, fino ad Elsie Fisher che, con il suo outfit by Kenzo, sembra proprio aver confuso i Golden Globes con un aperitivo tra amici.

Se volete scegliere il vostro look preferito, non vi resta che sfogliare la nostra gallery.

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Eventi

Fruit Exhibition Settima Edizione

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Torna a Bologna Fruit Exhibition, il market internazionale dell’editoria d’arte indipendente che raccoglie le più interessanti pubblicazioni cartacee e digitali che includono libri d’artista, cataloghi, progetti grafici, riviste, cartotecnica e zine.

La settima edizione di Fruit Exhibition sarà ospitata per la prima volta nella sede dello storico Palazzo Isolani, che si affaccia sulla suggestiva piazza Santo Stefano nota per le sue Sette Chiese. L’evento aperto al pubblico con una selezione di oltre 100 tra i migliori editori indipendenti italiani e stranieri, presenta un programma di conferenze, workshop, mostre e installazioni.

Created with GIMP

Fruit Exhibition, che nelle tre giornate della scorsa edizione ha attirato un pubblico di oltre 6.000 visitatori, si svolge anche quest’anno in concomitanza con Arte Fiera e Art City, nel fine settimana che ogni anno Bologna dedica all’arte contemporanea, garantendo un importante afflusso di appassionati di linguaggi visivi contemporanei.

Come omaggio alla capacità di sorridere degli imprevisti e dei piccoli e grandi paradossi della vita quotidiana, Fruit Exhibition dedica il focus di questa edizione allo humor. Perché in Italia per occuparsi di cultura (e di editoria) è sempre necessario un po’ di buon-umore, perché c’è bisogno di leggerezza, di colori shock, di stupore, di ironia, di satira e anche di humor nella sua accezione viscerale di fluido corporale, forza vitale che trascina al di là della forma e degli stili.

Novità di quest’anno, il premio FIP – Fruit Indie Publishing, promosso da Fruit Exhibition in collaborazione con la storica cartiera Favini, e rivolto ai migliori prototipi di libro artistico, progetti editoriali indipendenti e zines. Il concorso è gratuito e rivolto a tutti gli artisti e editori che presenteranno entro il 15 marzo 2019 un progetto editoriale inedito, in formato digitale, che indaghi il tema dello humor e si distingua per la ricerca tecnica e formale in relazione ai contenuti. Scopo del concorso è far emergere la diversità e la vivacità espressiva del settore editoriale indipendente, per incoraggiare e omaggiare tutti gli artisti e creativi che hanno scelto il libro o la rivista come forma d’espressione, in quanto media e oggetto d’arte tradizionale e al contempo d’avanguardia.

Cronòtopo la narrazione della biblioteca attraverso l’arte è invece il progetto che l’artista Cosimo Veneziano ha concepito per l’anniversario di Salaborsa, a partire da una sua residenza nella città di Bologna che l’ha portato a creare manifesti e segnalibri per la storica biblioteca bolognese e realizzare infine, una mostra che si terrà nei giorni di Fruit Exhibition. Le opere che verranno esposte in biblioteca sono l’esito del lavoro che l’artista ha fatto sul luogo, conservando un forte legame con esso e con la sua memoria collettiva.

Tra le attività a cui si potrà aderire nei giorni del festival non mancano i workshop, come Indie Paper con Edizioni del Frisco e Francesco Ciaponi incentrato sul fenomeno della rinascita dei magazine indipendenti per concludere con la progettazione e realizzazione di una zine o un magazine a tema libero e rigorosamente analogico; oppure Art Tattoo Shop con Erik Kessels e Chantal Rens dove i due artisti danesi inviteranno i partecipanti a creare e giocare con immagini e collage.

Per Informazioni: www.fruitexhibition.com

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