Connect with us

Cine Mood

Best Of DailyMood – Venezia 75

DailyMood.it

Published

on

Venezia 75

Rivivi con noi le emozioni e i momenti clou di Venezia 75: i Red Carpet più attesi, le interviste, gli outfit più apprezzati!
Tutto nel nostro speciale Best Of dedicato alla mostra cinematografica più attesa dell’anno.

Photo by Matteo Mignani

 

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

18 + dodici =

Cine Mood

Pietro Coccia ricordato alla Festa del Cinema di Roma dalla Street Artist Laika

DailyMood.it

Published

on

Pietro Coccia, il fotografo del cinema italiano scomparso lo scorso giugno, è stato ricordato e omaggiato alla Festa del Cinema di Roma da una nuova opera della Street Artist Laika, apparsa sabato nei pressi dell’Auditorium Parco della Musica.

Pietro conosceva tutti e tutti conoscevano Pietro. È bastato capitare ad uno dei tanti eventi di cinema per incontrarlo. Un gigante buono, goffo ma gentile, generoso con tutti. Mi ha scattato una foto e me l’ha inviata. Non ero nessuno eppure, un paio di giorni dopo, lo scatto era nella mia casella mail. Ho scoperto Pietro così e poi ho capito che dove ‘c’era cinema’ Pietro era sempre presente. L’ho incontrato altre volte e mi ha sempre strappato un sorriso. Poi la triste notizia, letta su internet… la marea di gente al suo funerale. Ho pensato che gli sarebbe piaciuto essere ricordato così: ancora una volta presente tra i suoi colleghi e amici al festival del cinema della sua città“.
(Laika)

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Cine Mood

La ragazze di Wall Street, Jennifer Lopez sexy truffatrice a Manhattan

Published

on

L’altra faccia della crisi economica. Potremmo sintetizzarlo così Hustlers, il nuovo film di Loren Scafaria, presentato alla Festa del cinema di Roma e in uscita in Italia il 7 novembre con il titolo Le ragazze di Wall Street – Business Is Business. La crisi del 2008 non più raccontata spiegando le dinamiche dei mercati, con personaggi incravattati seduti dietro le scrivanie dei mega uffici newyorkesi, bensì attraverso un gruppo di donne in abbiti succinti e lussuose pellicce che danzano su un palco, o in privé pieni di alcol, per facoltosi clienti in cerca di trasgressione. Spogliarelliste insomma, ragazze bisognose di soldi, in cerca di serenità, e anche di un ruolo nel mondo. Sono loro le protagoniste del film che, capeggiate da Ramona (Jennifer Lopez), vera star del locale, mettono in piedi un sistema perfetto di truffe e guadagni illegali. Un sistema che gradualmente gli sfuggirà dalle mani e le metterà nei guai.

Ispirato a una storia vera e all’articolo del 2015 di Jessica Pressler, The Hustlers At Scores, il film è prodotto, tra gli altri, da Adam McKay, non a caso autore del bellissimo La grande scommessa, che trattava proprio la crisi economica e che gli valse un Oscar per la miglior sceneggiatura. Qui, come detto, l’atmosfera è completamente diversa rispetto a quella pellicola: la Scafaria tratteggia infatti un mondo tutto al femminile nella cornice dei grandi affari di Wall Street. Un piccolo mondo che si ribella al sistema capitalistico e cerca fortuna facendo squadra. Quando, dopo la crisi, infatti, lo strip club si svuota, le ragazze decidono di abbordare i vecchi clienti del locale, di drogarli e rubargli tutti i soldi possibili dalla carta di credito.

A metà tra The Bling Ring e Magic Mike (ovviamente al femminile), Le ragazze di Wall Street è un prodotto d’intrattenimento assolutamente pop, che presenta ovviamente anche uno sfondo sociale. Una commedia dal buon ritmo, confezionata da una regia diligente e furba, scandita da un montaggio frenetico e impreziosita da un cast corale ben amalgamato. La protagonista, che narra in flashback le vicende e attorno alla quale si snoda tutto il racconto, è una brava Constance Wu, ma a dominare l’intera pellicola è Jennifer Lopez. Complice anche lo sguardo della regista, che valorizza come mai la sua grazia e il suo sex appeal, la cantante latinoamericana è il vero motore del film, la sua marcia in più, e riempie costantemente lo schermo di sensualità, ironia, sentimenti. Quello di Ramona è sicuramente uno dei personaggi più belli interpretati dalla Lopez nella sua carriera cinematografica e forse l’attrice ci regala la sua migliore performance di sempre, sfruttando appieno il suo fascino irresistibile, mostrando e muovendo con la solita disinvoltura il suo fisico statuario. La lunga lap dance con cui si presenta rimarrà negli occhi degli spettatori per tanto tempo. Mozzafiato.

Questo slideshow richiede JavaScript.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Cine Mood

The Irishman, Martin Scorsese e il suo testamento cinematografico

Published

on

“Quei bravi ragazzi” sono invecchiati – verrebbe da dire sinteticamente (e banalmente) dopo la visione di The Irishman. L’ultima fatica del grande Martin Scorsese è forse il suo testamento cinematografico, un gangster movie compassato, sussurato, in cui tutto il suo cinema (e non solo il suo) viene riletto e filtrato da uno sguardo malinconico, ovattato, a tratti dolente, a tratti sommesso. Lo sguardo è il suo, quello del settantaseienne Scorsese, regista che ha segnato indelebilmente la storia del cinema con la sua estetica della violenza e che vive coscientemente l’ultima parte della sua carriera. Ma è anche quello dell’anziano Frank Sheeran, l’irlandese del titolo, il personaggio su cui ruota l’intero racconto. Lo troviamo nella primissima scena del film, anziano, segnato dal tempo, su una sedia a rotelle in una casa di riposo. Guarda in macchina, si rivolge al pubblico, e racconta la sua vita, racconta del suo rapporto con la mafia italoamericana, racconta di Jimmy Hoffa e del suo sindacato, racconta gli Stati Uniti d’America.

The Irishman, prodotto da Netflix –  sulla cui piattaforma approderà a fine novembre dopo una ristretta distribuzione nelle sale –, è un imponente affresco americano, una grande epopea a stelle e strisce resa sullo schermo, però, senza la spettacolarizzazione tipica di Hollywood. Anzi, di più, anche senza l’istrionismo rappresentativo della poetica scorsesiana. Il cineasta newyorkese, infatti, in questa occasione si approccia in punta di piedi alla smisurata materia narrativa offertagli dalla sceneggiatura di Steve Zaillian – ispirata al libro di Charles Brandt, I Heard You Paint Houses (2004). E così, anziché elettrizzare il racconto con una messa in scena virtuosa, scandirlo con un ritmo forsennato, caricarlo di numerose scene madri, sceglie la strada della cronaca didascalica, controllata, severa. Scorsese, insomma, opta per uno sguardo più intimo, riflessivo, con l’obiettivo di prendere tutti gli elementi della sua cinematografia (violenza, peccato, redenzione, spiritualità) e di rielaborarli in un’analisi filmica più ampia sul tempo, sullo scorrere della vita, sull’avvicinarsi alla morte.

Inserendo gli eventi sullo sfondo della macrostoria statunitense– dal secondo dopoguerra al conflitto in Kosovo, passando per l’omicidio di Kennedy e l’elezione di Nixon –, Scorsese segue i movimenti di Sheeran all’interno della mafia italoamericana, la quale si infiltra nelle istituzioni, nei sindacati, che in qualche modo decide sempre le sorti del paese. Tra minacce, omicidi, omertà e tradimenti, tra abbracci, strette di mano e pianti trattenuti, The Irishman tratteggia così un variopinto spaccato di umanità, dove le emozioni rimangono strozzate dal peso della vita che grava sui ricordi del protagonista.

Robert De Niro è commovente nei panni dell’irlandese, nel modo in cui riesce a trasmettere con il solo sguardo la sua falsa serenità. Joe Pesci è impressionante nel rendere l’impassibilità del suo Russell Bufalino. Ed infine Al Pacino, per la prima volta diretto da Scorsese, è un indimenticabile Jimmy Hoffa, con i suoi tic, le sue strambe regole, la sua simpatica arroganza. Tutti i personaggi sono osservati con tenerezza in quest’opera sontuosa. Una tenerezza conciliante ma assolutamente spiazzante. Una tenerezza che accompagna lo spettatore per tutto il film, per poi esplodere con prepotenza nella parte finale. Rendendo The Irishman la pietra tombale del gangster movie moderno.

di Antonio Valerio Spera per DailyMood.it

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Trending