Connect with us

Mood Your Say

Intervista a Yury Revich e Simone Di Crescenzo

T. Chiochia Cristina

Published

on

E’ stato definito uno dei Festival estivi più sofisticati in Italia, eppure il Festival della Valle d’Itria è forse molto di più. Per quell’attenzione alle emozioni che ne è divenuto nel tempo, anche un tratto distintivo. In particolare negli appuntamenti sinfonici di quest’anno a Palazzo Ducale che, il 16 Luglio ospiterà sotto la direzione di Michael Halasz, il violinista Yury Revich e l’Orchestra Accademia del Teatro alla Scala di Milano con musiche di Mozart, Paganini e Haydn.
In occasione delle celebrazioni per Rossini, intervistiamo proprio Yury Revich e Simone Di Crescenzo, protagonisti della Soirée Rossini prevista per il 18 Luglio con Maria Aleida, Nicolai Pfeffer e Michele Pertusi.

INTERVISTA A YURY REVICH

DailyMood: Grazie per averci concesso l’Intervista. Ci racconti della sua formazione e di come è maturata in lei la dedizione per un lavoro come il suo?
Yury Revich: È un piacere. Io faccio parte della quarta generazione di violinisti nella mia famiglia. Mio nonno è stato il mio insegnante e ancora oggi mio padre, Alexandr Revich, è il mio insegnante principale. Inoltre, ho avuto la fortuna di poter studiare con Galiana Turchaninova, Victor Pikauzen e Pavel Vernikov. Dei maestri fantastici! Sono in continua evoluzione, prendendo ispirazione dalla gente, dalle arti, dalla natura e dall’esperienza sensoriale.

DM: Il violino che suona è un pezzo unico. Come descriverebbe il suo modo di suonare su uno strumento tanto prezioso?
YR: Spero che sia un buon modo di suonarlo! ☺ È un grande onore poter suonare uno Stradivari del 1709 affidatomi dalla Goh Family Foundation di Singapore.

DM:  Il mood degli short film spopola nel fashion e nell’arte con festival ed artisti. Lei si è dedicato con successo anche al genere degli short film, in questo caso musicali. Un mood che avvicina il target dei millenials alla musica classica?
YR: Mi piace scrivere e girare short film. È una mia passione e un hobby. Se questo aiutasse ad avvicinare la nuova generazione alla musica classica, sarebbe fantastico! La musica classica è un linguaggio universale che parla a chiunque.

DM:  Da dove è nata questa idea degli short music film?
YR: L’idea è nata poiché volevo creare e creare. Sono come un uomo del Rinascimento. Un artista è artista in tutto!

DM: Pensa che il futuro della musica classica possa identificarsi con la diffusione della musica scritta per gli strumenti ad arco?
YR: Si, dobbiamo trovare una maniera per rendere moderna la musica classica, soprattutto nel modo di presentarla, compatibile con i moderni standard di vita.

DM: Il suo è lo strumento più acuto degli archi, protagonista in orchestra e musica da camera, ma cosa ne pensa del successo del violino come suono legato al gusto popolare, presente nel tango e nel jazz zigano per esempio?
YR: Si, mi piace molto il tango! In questo periodo faccio anche musica elettronica con lo Stradivari. È divertente! D’altronde, il violino è uno strumento universale. La musica è così.

DM:  Lei è spesso in Italia, il suo recente concerto a Firenze è stato un successo. Come pensa andrà questa Soirée per Rossini il grande genio italiano?
YR: Grazie. Amo l’Italia e gli italiani: sono di grande ispirazione! Secondo me, la nostra Soirée sarà grandiosa! Come altro dovrebbe essere? ☺

Con Yury Revich ci sarà anche il pianista Simone di Crescenzo, ed è proprio a lui che chiediamo come è nato il progetto su Rossini per questo Festival.

INTERVISTA A SIMONE DI CRESCENZO

DM: Benvenuto a lei ed alla sua Musica. Ci parli del suo essere pianista e di come esprime la sua arte.
Simone di Crescenzo: Essere pianista oggi significa, secondo me, vivere la musica nella sua totalità, infatti preferisco definirmi musicista più che pianista in senso stretto. Voglio dire che interpretare un determinato repertorio, specie quello di cui mi occupo, presuppone, secondo il mio modo di vedere, uno studio anche storico-estetico e non soltanto tecnico-musicale. Quando mi avvicino ad un brano per la prima volta cerco di immaginare come renderlo il più possibile conforme alla concezione del compositore e al mio sentire, cerco un incontro fra queste due parti. C’è quindi sempre una piccola piacevole lotta fra una dimensione razionale ed una emotiva: ingredienti necessari per un interprete. D’altronde sono capricorno ascendente gemelli…(sorride)

DM: Lei ha seguito negli ultimi anni molti progetti sia nell’ambito della ricerca sia a livello concertistico e quest’anno uno dei fili conduttori è stato proprio Gioachino Rossini. Un invito alla musica del grande compositore per renderla anche attuale?
SdC: Rossini è assolutamente attuale: Rossini è Rap, Rossini è Rock! Possiamo trovare in lui le anticipazioni di queste correnti contemporanee, ma il tutto in una dimensione aulica, immaginifica, fiabesca, ma allo stesso tempo straordinariamente umana. La sua musica è in grado di farci ridere, di farci sognare, di disegnare atmosfere lontane, ma anche di evocare quei sentimenti più nascosti della nostra interiorità. Dialogare con Rossini suonando la sua musica è una delle esperienze più eccitanti che un musicista possa vivere.

DM: Il Festival della Valle d’Itria, con la sua programmazione continuativa, secondo lei è anche un invito alla musica per i giovani?
SdC: Il Festival della Valle d’Itria, uno dei più prestigiosi in Italia, è un luogo di incontro fra i giovani e la grande musica. È sempre stato e continua ad essere un trampolino di lancio per giovani artisti e, in particolar modo negli ultimi anni, sta attivando numerose iniziative per avvicinare anche i giovanissimi alla musica colta. In questo senso sono di grande supporto alle attività del Festival sia la Fondazione “Paolo Grassi” sia l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti”, che con le loro iniziative contribuiscono all’incontro e alla fusione fra giovane pubblico e nuovi interpreti.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading
Advertisement
Click to comment

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciotto + 14 =

Mood Your Say

“Il Made in Italy delle donne…” di Ketty Carraffa

DailyMood.it

Published

on

PRESENTAZIONE LIBRO E PROGETTO
“Il Made in Italy delle donne…” di Ketty Carraffa
dedicati al 25 novembre
Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
MILANO, 23 NOVEMBRE.
AUDITORIUM “TERESA SARTI”

“Il Made in Italy delle donne…”
La Canzone di Marinella – Le donne imprenditrici di se stesse
Creare, nascere e rinascere: il valore aggiunto del fare, al femminile

Sin dall’adolescenza, la Fotoreporter, Docente di Cinema e Comunicazione e Opinionista televisiva, Ketty Carraffa, di Milano, è  impegnata personalmente e professionalmente nella difesa dei diritti delle donne, nella sensibilizzazione contro la violenza di genere, e realizzando e organizzando, su questi temi, numerosi eventi e progetti, con il supporto della parte culturale, artistica e musicale, (della quale si occupa come giornalista e opinionista freelance, dal 1985) nelle date “canoniche” dedicate alle donne ma, soprattutto, per “ricordare” ogni giorno dell’anno, le vittime e la necessità dell’educazione al rispetto, delle nuove generazioni.

In Italia, ogni 72 ore, un donna è vittima di femminicidio, e questo è un dato terrificante da non dimenticare, che non deve essere assolutamente considerato un’abitudine.

Dopo l’uscita dei precedenti saggi sul lavoro atipico delle donne e le relative presentazioni, sempre con prestigiosi Patrocini istituzionali, con relazioni e racconti “in positivo”, di donne vittime di ogni forma di violenza, con i libri: “Come Marilyn da quando non c’è più. Il valore del lavoro al femminile”, “Come le mimose. Le donne e la discriminazione nei luoghi di lavoro” e “Le donne, acqua nel deserto. Quattro storie di donne vittime di violenza”, nel 2019, con un’impostazione diversa, è in uscita il suo nuovo libro e progetto: “Il Made in Italy delle donne” – La canzone di Marinella.”

La presentazione si terrà a Milano, presso l’Auditorium Teresa Sarti, in Viale Ca’ Granda 19, Zona Niguarda, dalle 10 alle 13, di sabato 23 novembre, con il Patrocinio del Municipio 9 del Comune di Milano, e vedrà la presenza di numerosi ospiti, le protagoniste del libro, personalità della società civile e imprenditoriale, con l’adesione di numerose associazioni, partner e stampa solidali, con la Seconda Edizione del Riconoscimento internazionale a donne e uomini solidali “Le donne, acqua nel deserto”, Progetto di sensibilizzazione contro la violenza

Con l’autrice, KETTY CARRAFFA, Autrice libro e Progetto – Opinionista -Docente Comunicazione e interventi e contributi di:
GIUSEPPE LARDIERI – Presidente Municipio 9 – Comune di Milano
SALVATORE MARINO – Direttore artistico Festival Vertical Movie
DORI GHEZZI – Fondazione “Fabrizio De Andrè”
ALESSANDRA KUSTERMANN – Centro medico assistenza vittime violenza, (Clinica Mangiagalli)
GIULIANO GRITTINI –Artista stampatore, autore copertina libro di KC
RAFFAELLA PODREIDER – Nipote e biografa di ROSA GENONI (Creatrice di Moda e pacifista)
LAURA GALLIA – Modisteria Gallia e Peter
MARIANA MILL – Executive Director at Mill&Partner GmbH – Stilista Millè Milano
CARLA TOLOMEO – Artista, (Neverrestonmylaurels)
TERESA, MIRIAM e ARIANNA GARDONI – Gardoni art
ELENA CARMIGNANI – Fattoria Enzo Carmignani
FABIO CARRAFFA – Musicista, arrangiamenti cover di KC: “La canzone di Marinella”, “Gracias a la vida”

Intrattenimento finale a cura di KC e “DJ M” “Musica è Donna – Viaggio con le grandi artiste internazionali”.

Con la partecipazione di Riccardo Moraca e le sue canzoni dedicate alle donne

L’evento di presentazione sul tema “al femminile”, come ogni anno, si tiene nella settimana che precede la data del 25 novembre, Giornata contro la violenza sulle donne, alla quale è dedicato, che partirà con il “tour”, portando in tutta Italia e nel mondo, il valore del più “profondo” Made in Italy.

In questo nuovo libro, l’autrice impegnata da tre anni con il suo Format “Il Made in Italy è la nostra passione”, che valorizza i territori italiani, presenta la visione di un Made in Italy tutto al femminile. In questo caso, è preso in esame il Made in Italy specifico delle donne: culturale, sociale e imprenditoriale.

L’autrice racconta storie di protagoniste, anche non “italiane”, e che hanno deciso di vivere in Italia la loro esperienza lavorativa, non semplicemente esaltando le “virtù” e prerogative tipicamente italiane adottate in ogni parte del globo, ma proponendo come valido esempio la ricerca della “bellezza” e dello stile italiano apprezzato in tutto il mondo da secoli.

Il nuovo saggio, è un collegamento al Progetto e libro: “Le donne, acqua nel deserto”, (e con la seconda edizione del Riconoscimento Internazionale, ad artisti e società civile, che si svolge durante l’evento), partito e presentato il 25 novembre 2015, con il Patrocinio della Regione Lombardia.

Il collegamento rispecchia le peculiarità al femminile, rispetto alle sfere del talento delle donne in ogni ambito della vita sociale e lavorativa, e prosegue gli intenti di sensibilizzazione sul tema dei diritti e dell’educazione al rispetto, con la sua opera di divulgazione, contro la violenza sulle donne, non solo nelle date “canoniche e simbolo” del 8 marzo o 25 novembre ma per tutti i giorni dell’anno.

Le interviste sono dedicate alla presenza assordante del silenzio delle donne che non possono più raccontarsi, perché vittime di violenza o femminicidio, e ai loro figli, che affronteranno il futuro senza le loro mamme, nel buio della grande e assoluta assenza,  con il ricordo sempre più flebile, al quale saranno perennemente aggrappati…

La dedica alle donne vittime di violenza, in questo libro, è ispirata dalla “Canzone di Marinella”, la ballata/bolero di Fabrizio De Andrè, (scritto e composto nel 1962 con l’arrangiamento musicale del Maestro Gian Piero Reverberi); la prima canzone in assoluto che l’autrice ha imparato a cantare da bambina, (scritta nell’anno della sua nascita e che le ha insegnato la sua mamma, insieme alla grande ammirazione per il Poeta genovese che ha conosciuto a 15 anni e con il quale ha cominciato la sua carriera di fotoreporter), e dalla quale, ha immediatamente percepito una grande energia e che ora, è anche una sua cover, sigla del progetto, dopo “Gracias a la vida”, sigla del 2015. Questo brano, è un dolce omaggio del cantautore a una donna che si può dire oggi: “vittima di femminicidio”, ed è per Ketty, il legame primario del suo impegno civile e sociale sui diritti delle donne, delle bambine e bambini.

Il libro contiene le interviste a donne protagoniste, impegnate nel Made in Italy: culturale, sociale e lavorativo, con le riflessioni sul futuro dello stile italiano nel mondo.

La copertina è di Giuliano Grittini – Artista Stampatore e fotografo di Alda Merini

Fanno parte del Progetto 2019, oltre al libro:
le cover di Ketty Carraffa, delle canzoni “Gracias a la vida”, (Violeta Parra) e “La Canzone di Marinella”, (Fabrizio De Andrè); utilizzate come “sigla“, durante le presentazioni del libro e il Riconoscimento internazionale “Le donne, acqua nel deserto”, (che andrà a donne  e uomini impegnati nella difesa dei diritti, con un’opera di Giuliano Grittini).

IL LIBRO
Prima parte:
“La Canzone di Marinella” – Le donne solidali
INTRODUZIONE – ROSALBA KETTI CARRAFFA
Postfazione di GIUSEPPE TANGA – Segretario Generale Hermes Centro Studi Europeo – Roma
Le interviste a:
DORI GHEZZI – Nel ricordo del Poeta e in omaggio a Fabrizio de Andrè, a vent’anni dalla scomparsa, con un messaggio alle giovani generazioni di donne e soprattutto mamme, per costruire un mondo migliore, cantando sempre l’Amore, attraverso la conoscenza dei valori e i principi che ci hanno lasciato i “grandi”.
ALESSANDRA KUSTERMANN
Direttore di Ginecologia e Ostetricia, Pronto Soccorso e Accettazione Ostetrico Ginecologico, Centro medico specialistico di assistenza per i problemi della violenza alle donne e ai minori. (Policlinico Mangiagalli – Milano)
GIUSSI BARBARA – Ginecologa – Centro Antiviolenza Mangiagalli
MARIA SILVIA SFONDRINI Responsabile di Unità Operativa Semplice – Policlinico Mangiagalli
STELLA PEDILARCO Coordinatrice Reparto Diagnostica senologica – Policlinico Mangiagalli
ISA MAGGI – Responsabile nazionale STATI GENERALI DELLE DONNE
Fiorella Cerchiara – Presidente Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus

Seconda parte: La nostra passione è il Made in Italy. Le donne, imprenditrici di se stesse

Le Interviste a:
MADLENA ZEPTER
Zepter International, Founder of Teatro “Madlenianium”, “ZEPTER INTERNATIONAL DESIGN AWARD”
LAURA MARELLI – Modisteria Gallia e Peter
CARLA TOLOMEO – Artista
MARIANA MILL – Executive Director at Mill&Partner GmbH – Stilista
ROSA GENONI – L’inventrice del Made in Italy, raccontata da RAFFAELLA PODREIDER (Nipote e biografa)
TERESA, MIRIAM e ARIANNA GARDONI – Gardoni art
ELENA CARMIGNANI – Fattoria Enzo Carmignani
FRANCESCA CORBANI – Giovane Imprenditrice

Organizzazione e Accredito

Ketty Carraffa +39/3382610554 – kettyk62@gmail.com

Daniela Manfredi -345779972

Gianluca Croce – 3488931472

Riprese per FORMAT TV “IL MADE IN ITALY E’ LA NOSTRA PASSIONE” BY KC

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Mood Your Say

GLI ITALIANI, di Massimo Baldini

DailyMood.it

Published

on

Il Mulino annuncia l’uscita del libro GLI ITALIANI, di Massimo Baldini, progetto con cui la casa editrice inaugura una nuova attenzione editoriale per la fotografia contemporanea.

Il libro raccoglie 83 foto scattate dall’autore tra il 2015 e il 2018, alle quali fa da contrappunto una serie di testi scelti dall’italianista Claudio Giunta tra narrativa, poesia, saggi e interviste, da Dante a Pasolini, a Stefano Benni. Completa il volume uno scritto di Claudio Marra, storico della fotografia.

Massimo Baldini, Caffè – Palermo

Baldini ha realizzato gli scatti de GLI ITALIANI viaggiando per l’intera penisola, da nord a sud, dalle metropoli ai piccoli centri, per appropriarsi dell’immagine contemporanea, complessa e mutevole, di un paese e della sua gente attraverso indizi, segni, atteggiamenti, pose. Secondo Claudio Marra, si tratta di “un’ampia riflessione sugli italiani di oggi, su un insieme di caratteristiche, di comportamenti e di luoghi, colti nel corso di lunghe peregrinazioni”.

L’intento è quello di restituire il ritratto degli italiani senza moralismi o abbellimenti. Non un’opera di denuncia: la realtà semplicemente si palesa, sta al fotografo catturarla. Ne emerge un’umanità per lo più aggrappata a riti e aspirazioni piccolo-borghesi. “Il cibo, la macchina, la religione, i cellulari…”, commenta Claudio Giunta, “gli italiani di Baldini hanno soprattutto questo in mente, si dedicano soprattutto a queste occupazioni, a questi piaceri”, nei quali serpeggia tuttavia un disagio come risvolto oscuro di un miracolo – non solo economico – rimasto incompiuto.

GLI ITALIANI si ispira nelle premesse e nella pratica – raccontare la realtà senza forzature interpretative – a un libro di importanza capitale per la storia della fotografia: The Americans di Robert Frank, il fondatore della street photography recentemente scomparso. L’omaggio di Baldini a questo grande classico, di cui ricorrono nel 2019 i sessant’anni dalla pubblicazione, è già nel titolo del volume, nel numero delle foto e nella scelta di affiancarle con una raccolta di testi che ne amplifichino il senso.

Come Frank aveva accantonato l’apparenza falsa e zuccherosa dell’American dream per svelare con disincantato realismo la faccia più cruda del paese, così Baldini traccia un’antropologia inattesa e a volte ironica dell’Italia profonda. Per Claudio MarraGLI ITALIANI è un progetto che si può leggere secondo due prospettive. Da un lato è costruito esplicitamente in dialogo con l’opera di Frank, e si pone come una sorta di meta-riflessione sulla sua fotografia e sulla fotografia in genere, dall’altro lato rivendica una totale autonomia narrativa, tesa a reporter, senza pregiudizi, l’Italia di oggi, a riproporcela per come appare, in un’articolazione complessa di sfaccettature in cui il giudizio rimane sospeso, recuperando, senza imbarazzi, quella condizione di specchio con la memoria che da sempre accompagna la fotografia.

MASSIMO BALDINI, laureato in Sociologia economica nell’Università di Firenze, ha lavorato per molti anni presso la Società editrice il Mulino di Bologna come responsabile delle scienze sociali e politiche. Sue foto sono apparse sulle copertine di riviste e volumi a stampa. Nel 2017 si è tenuta a Parigi, alla Maison de l’Italie, una sua mostra personale intitolata Italianité; dell’autunno 2018 è la mostra A Tour not so Grand presso la Fondazione Gajani di Bologna.

GLI ITALIANI
Fotografie di Massimo Baldini
Testi scelti da Claudio Giunta
Con uno scritto di Claudio Marra
Edizioni Il Mulino

Formato 21×19,7, stampato su carta patinata Estro 150 gr.
Confezione rilegata con plancia plastificata
Prezzo € 26,00

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Mood Your Say

Giulia Vazzoler, la pianista influencer tra musica pop e progetti umanitari

DailyMood.it

Published

on

Giovane e bella, pianista professionista, formazione classica, laurea in filosofia, specializzazione in musica e arti performative, un master, super preparata, influencer su IG (@giulia.vazzoler), e ora la si può ascoltare sulle più importanti piattaforme digitali con “Calma” di Pedro Capò” pubblicato da pochi giorni  e “Shallowdi Lady Gaga e Bradley Cooper, trascrizioni per pianoforte solo, preludio di un progetto discografico molto più ampio che uscirà nei prossimi mesi.
E’ questa, in breve, Giulia Vazzoler, globe trotter della musica con alle spalle varie esperienze internazionali che l’hanno vista impegnata anche in progetti umanitari per UNHCR.

Tra i pianisti della sua generazione, Giulia risalta oltre che per il suo talento anche per la poliedricità e per l’eclettismo che la caratterizza.  Con una solida formazione classica alle spalle, si diploma in pianoforte al Conservatorio e si specializza come maestro collaboratore per opera lirica. Dotata di una grande tecnica esecutoria ha vinto svariati premi in concorsi nazionali ed internazionali e ha all’attivo centinaia di concerti in Italia, Europa, Medio Oriente USA e Africa.

Benché Giulia sia una pianista classica, non deve sorprendere l’ampiezza dei suoi interessi musicali che spaziano dalla musica contemporanea fino al pop. È una donna moderna che vive e percepisce il suo tempo e che integra i suoi interessi nei linguaggi musicali filtrandoli, facendoli suoi e interpretandoli in modo singolare. “Quando eseguo un brano di musica, in particolare quella classica, creo nella mia mente una storia, di solito è una storia che riguarda me. Questa storia, che vive solo nella mia mente, io la seguo e la vivo durante l’esecuzione del brano. Questo mi aiuta a mantenere la tensione musicale sempre alta e mi permette di eseguirle il brano con altrettanta passione. Nel tempo, la storia legata a quel brano cambia, perché nel frattempo sono cambiata io e quindi quello stesso brano avrà il sapore e la tensione della nuova storia che io vivo in quel momento”.

GIULIA INFLUENCER
Il profilo Instagram di Giulia Vazzoler The Italian Pianogirl (@giulia.vazzoler) è seguitissimo.
Ad oggi conta quasi 100.000 follower reali che seguono i suoi movimenti e le sue attività artistiche commentando puntualmente i suoi seguitissimi post. Instagram è la sua finestra sul mondo dalla quale racconta per immagini la sua vita professionale. Il suo profilo è così seguito da aver sollevato l’interesse di brand di cosmetica, eyewear, abbigliamento (Nologo Eyewear, L’Occitane, GK Hair, Darphin…) che le affidano i loro prodotti per una promozione glam ed efficace.

POP PIANO TRANSCRIPTION
Il 16 Agosto è uscita la versione per Piano Solo di Calma, di Pedro Calò, un brano frizzante, un reggaeton da ballare bordo piscina trascritto in modo estremamente virtuosistico, dove emerge tutta la notevole tecnica pianistica di Giulia. “Calma” è il secondo singolo pubblicato da Giulia dopo “Shallow” di Lady Gaga e Bradley Cooper e fa parte di un più complesso progetto musicale di 15 brani pop trasposti per piano solo che uscirà completo nei prossimi mesi.
“Calma” è accompagnato dal Video Ufficiale “Giulia – The Italian Pianogirl “Calma” (Pedro Capó, Farruko) – Piano Version” ed è disponibile da oggi su tutte le maggiori piattaforme digitali.

God save the pop!  L’idea le è venuta durante una delle sue numerose esibizioni, notando il successo che avevano fra il pubblico le sue trascrizioni al pianoforte di brani pop. Giulia ha provato ad affiancare al repertorio classico anche le canzoni che ad oggi si sentono di più in radio e che sono la colonna sonora delle nostre giornate. Ancora non esisteva la versione solo per pianoforte di molti di questi brani e musicalmente ne risultava una bomba: con questo mix di classico e contemporaneo Giulia è riuscita a reinventare il repertorio tradizionale del pianista classico tanto da avvicinare i giovani all’ascolto del pianoforte e coinvolgendo pubblico di tutte le generazioni.

Giulia quindi ha scelto alcuni dei brani più sentiti e significativi di questo 2019 e in collaborazione con Elena Crolle, che ne ha curato l’arrangiamento, ha dato vita a un progetto discografico che trasporta le canzoni pop sui tasti del pianoforte, creando un mix di freschezza musicale sostenuta da un solido virtuosismo pianistico.  Et Voila: il primo singolo uscito su YouTube (e disponibile sulle maggiori piattaforme digitali) è Shallow, reso famoso da Lady Gaga e Bradley Cooper nel film “A Star is Born” aggiudicandosi anche l’oscar 2019 per la miglior canzone.
Il Video di Shallow a pochi giorni dalla sua uscita ha realizzato decine di migliaia di visualizzazioni a testimonianza che l’interpretazione per piano solo di musiche pop è una sfida che già si mostra vincente. Il progetto discografico completo vedrà 15 brani pop piano version  tra i quali anticipiamo che ci sarà anche il brano “Soldi” di Mahmood vincitore di Sanremo 2019; inoltre sarà presente anche un brano inedito.

Piano Sky

IL PROGETTO PIANO SKY
Giulia è una delle due pianiste invitate a far parte del progetto Piano Sky. Piano Sky è uno degli eventi musicali più particolari del 2019. Ideato da Cardinali Group di Daniele Bonato, Piano Sky è il progetto musicale che sta avendo grande successo per la sua originalità e per l’incanto che crea: un pianoforte a coda sospeso a 3 metri di altezza – senza alcun tipo di supporto o di sospensione sul pianoforte – viene suonato da una pianista vestita di abiti bianchi, bellissimi e scenici che arrivano fino a terra. L’immagine è quasi onirica ma il risultato è di grande qualità musicale in una ambientazione davvero insolita.
Giulia è una delle due pianiste di Piano Sky. Tra le destinazioni che la vedono protagonista in questo progetto sono già in calendario, oltre che le date italiane, anche Cina e Dubai.

Il MEDIO ORIENTE
Questa è la parte del mondo che più le piace e dove torna sempre volentieri. Ci è arrivata per caso, con un contratto di lavoro come pianista accompagnatore all’Edward Said National Music Conservatory of Palestine, per il quale si divideva tra Betlemme, Gerusalemme, Ramallah e Nablus. Poi si è trasferita in Qatar dove ha diffuso la sua musica e la sua grazia negli Hotel più prestigiosi di Doha. Ecco infine l’esperienza negli Emirati Arabi, a Dubai, sempre in Hotel di lusso dove ha lavorato come piano performer.
In questo periodo di vita mediorientale, ha potuto conoscere e appassionarsi alla cultura araba (tanto da iniziare a studiarne la lingua) e soprattutto alla sua musica. Un brano in particolare ha colpito Giulia, un brano molto famoso e significativo per la cultura araba “Bint el Shalabiya” nell’interpretazione della cantante Fairuz. Tanto l’aveva affascinata che si è spinta a farne un adattamento per pianoforte che ancora, quando c’è l’atmosfera giusta, suona.

Collegio Ozel Cagin, Turchia

I PROGETTI UMANITARI
Il Medio Oriente per Giulia ha rappresentato anche l’impegno per progetti umanitari. Conosciuta per la sua esperienza nei conservatori e nelle scuole di musica in Palestina, è stata invitata da più organizzazioni umanitarie a partecipare, con la sua musica, al recupero e al processo di integrazione dei bambini rifugiati nei campi profughi. Per loro Giulia ha sviluppato progetti musicali in cui lo strumento (il pianoforte) e la sua musica diventavano veicolo di comunicazione e di integrazione interculturale.
Giulia ha lavorato con UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) ma anche con GEGED (Gaziantep Training and Youth Association) e con SGDD-ASAM (Association for Solidarity with Asylum Seekers and Migrants) in Turchia, e nei campi profughi ai confini di Aleppo, in Siria.

 

 

0 Users (0 voti)
Criterion 10
What people say... Leave your rating
Ordina per:

Sii il primo a lasciare una recensione.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Di Più
{{ pageNumber+1 }}
Leave your rating

Il tuo browser non supporta il caricamento delle immagini. Scegline uno più moderno.

Continue Reading

Trending