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Food Mood

Una “cena” al Museo

Stefania Buscaglia

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Il cibo è arte e cultura.
Secondo lo storico Massimo Montanari esso esprime infatti un legame filosofico profondo tra fame e piacere, “incarnando l’identità di un popolo e fungendo da strumento per comunicarla”.

Se il cibo è dunque un mezzo per esprimere Cultura, quale luogo più idoneo per coglierne al massimo l’essenza se non uno spazio d’arte – in cui creatività, studio e tecnica coesistono e si sintetizzano dando forma a idee ed emozioni.

Per questa e altre ragioni, da diversi anni è frequente trovare nei musei delle più evolute città straniere ristoranti gourmet – per lo più stellati – che attraverso una proposta raffinata, creativa e perfettamente in linea con la filosofia dello spazio in cui si inseriscono, offrono al cliente la possibilità di vivere un’esperienza gastronomica e culturale a 360°.

Ultimamente, questa tendenza ha preso piede anche nel nostro Paese dove Chef lungimiranti e creativi hanno saputo portare avanti coerentemente un’idea di cucina garbata e innovativa.
In questo articolo, suggeriamo 5 ristoranti in musei italiani, in cui vivere una vera e propria esperienza dove la cucina “si mette in mostra”…

1. L’IMBUTO – LUCCA CENTER OF CONTEMPORARY ART, LUCCA

Lucio_Elio

Precursore visionario di questa tendenza per l’Italia, Cristiano Tomei, Chef estroso e geniale del ristorante stella Michelin L’Imbuto di Lucca. 35 coperti dislocati nelle sale del Lu.C.C.A, il Lucca Center of Contemporary Art in cui Tomei mette in scena un’esperienza irrinunciabile e accende i riflettori su un modello unico e dall’identità inconfondibile. Una formula che ha portato il New York Times a definire L’Imbuto il secondo miglior ristorante al mondo all’interno di un museo. A L’Imbuto si sceglie quante portate si vorranno degustare e – a scatola chiusa – ci si affida totalmente all’estro dello Chef, alla stagionalità e alla disponibilità del mercato (fatto salvo per eventuali intolleranze o alimenti non graditi, che vanno comunicati), vivendo un appuntamento al buio con gusto, piacere e coinvolgimento ludico. Piatti goderecci, intelligenti, e talvolta irriverenti, alla spasmodica ricerca di tecniche e sapori ancestrali che, sfidando coraggiosamente la cucina delle sovrastrutture o delle elucubrazioni mentali, ritrovano l’originalità del buongusto e il suo totale appagamento. Difficile suggerire piatti per una Carta in continua evoluzione, ma non uscite da L’Imbuto senza aver provato almeno una volta il manzo gourmet di Cristiano Tomei. Infischiandovene rigorosamente delle posate!
www.limbuto.it

2. RISTORANTE ENRICO BARTOLINI – MUDEC, MILANO

Shooting Enrico Bartolini/Mudec 2017

Enrico Bartolini è l’Uomo delle Stelle, nel senso che – a oggi – è stato in grado di collezionarne ben 5 per quattro dei suoi ristoranti in Italia. Tra questi, il portabandiera si trova a Milano, all’ultimo piano del Mudec – Museo delle Culture. Un ristorante che porta il suo nome e che in quel concetto di Cultura esplora la filosofia e la ricerca di una cucina personalissima e dai tratti inconfondibili, che pesca dal passato, ma che non delude le prospettive legate al mondo in cui viviamo. Un Contemporary Classic, come ama definirla lo stesso Bartolini, che si inserisce perfettamente nel contesto milanese e che proietta il commensale in un’esperienza di gran fascino, in un ambiente raffinatamente moderno e adeguatamente luminoso, grazie alle ampie vetrate che abbracciano la Sala. Esperienza da vivere attraverso una delle due degustazioni: il Be Classic o la sua (coerente) antitesi, il Be Contemporary.
www.enricobartolini.net

3. OSTERIA CON VISTA – TERRAZZA TRIENNALE, MILANO
Sempre a Milano, sempre uno Chef stellato che – questa volta – risponde al nome di Stefano Cerveni, già stella Michelin per l’incantevole Due Colombe in Franciacorta e che all’Osteria con Vista della Terrazza Triennale, chiama al suo fianco il giovane e frizzante Matteo Ferrario. Un contesto più cool e fresco che si presenta al cliente attraverso la più classica formula della Carta, ma anche con idee più smart e leggere, come nel menù lunch, o in proposte “fuori orario”, ideali per i visitatori del museo che scelgono di trascorrere le proprie giornate con ritmi rilassati e distesi. Eccellente la proposta dei cocktail, imperdibili per un aperitivo, per un classico after dinner e – perché no – da abbinare nel corso della propria cena. In tutto, in una location raffinata che, soprattutto la sera, acquisisce un fascino di forte suggestione.
www.osteriaconvista.it

4. COMBAL.ZERO – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA, CASTELLO DI RIVOLI (TO)
A pochi passi da Torino, il Museo d’Arte Contemporanea del Castello di Rivoli ospita il ristorante di uno degli chef più innovativi, controversi, provocatori e irriverenti del nostro Stivale. Uno Chef che risponde al nome di Davide Scabin, anima e cuore del celeberrimo e blasonato Combal.zero. Una cucina eclettica, come il suo creatore, da consumare all’interno di uno spazio elegante e luminoso, circondato da immense vetrate e affacciato sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli, con una vista mozzafiato sulla città di Torino. Imperdibili, piatti iconici come il Cyberg Egg, il Rognone al Gin e Baby Gin Tonic ma con un occhio anche alla carta, in continua evoluzione.
www.combal.org

5. SPIGAROLI AL LABIRINTO – LABIRINTO DEL MASONE, PARMA

Yann Monel

Per andare oltre all’esperienza del Museo, è necessario recarsi a Parma in un luogo incantevole che rievoca miti classici, come quello costruito intorno al leggendario labirinto e al suo Minotauro. Si trova qui, nella capitale della Food-Valley il Labirinto del Masone, il dedalo più grande del mondo e luogo di cultura e delizie. Percorsi affascinanti, dipinti, libri e sculture: ogni angolo racconta di Arte in tutte le sue forme, esattamente come accade per la parte ristorativa, affidata ai fratelli Spigaroli, Chef stellati del territorio notoriamente sensibili all’aspetto qualitativo e artigianale legato al cibo. Il ristorante, i cui fuochi sono affidati alla direzione dello Chef Rocco Stabellini, è aperto a pranzo e a cena e propone una carta raffinata, rispettosa della tradizione e al contempo accessibile a tutti. Grande attenzione anche ai bambini e possibilità di acquistare le eccellenti materie prodotte dalla Famiglia Spigaroli – presso la stellata Corte Pallavicina – prima su tutte il celeberrimo Culatello.
www.labirintodifrancomariaricci.it

Photo Credits © Lucio Elio

di Stefania Buscaglia per DailyMood.it

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Food Mood

Austria on the road e gluten free

Polici Francesca

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Le frontiere, almeno con l’Europa, sono finalmente aperte ed è giusto tornare a viaggiare, riprendere in mano la nostra vita senza farci fermare da nessuna paura. E allora ricominciamo a viaggiare, e iniziamo a farlo da un paese limitrofo che ha davvero tanto da offrire, ossia l’Austria.

Natura, città, montagna, questo paese ne ha davvero per tutti i gusti e merita senz’altro un bell’on the road. Certo, da un punto di vista culinario, purtroppo, non è proprio il massimo. L’offerta gourmet scarseggia in molti posti (la gran parte, oseremmo dire) e il gluten free è visto per lo più come una “moda hipster”, non tenendo minimamente in considerazione eventuali esigenze alimentari.

Ma per fortuna delle ottime eccezioni che renderanno indimenticabili il vostro soggiorno austriaco ci sono.

Noi abbiamo considerato tre tappe simboliche del nostro itinerario: Klagenfurt, che per la maggior parte degli italiani rappresenta la prima tappa di un viaggio ala scoperta di questo bellissimo paese, grazie alla vicinanza geografica con il nostro confine; Hallstat, che è una delle più belle località turistiche, con un paesaggio sul lago letteralmente mozzafiato; e ovviamente la capitale, Vienna, tappa imperdibile per qualsiasi viaggio in Austria che si rispetti.

KLAGENFURT
E allora iniziamo con la piccola cittadina di Klagenfurt. Se pensate che sia solo un punto di appoggio per iniziare il vostro viaggio, beh, vi sbagliate di grosso. Pur essendo molto piccola, Klagenfurt è una cittadina caratteristica dell’Austria, con la sua architettura nordica e la sua atmosfera regale.

Da un punto di vista culinario, nel pieno centro storico, dovrete assolutamente provare il famosissimo 7. Himmel. Un locale dall’anima rustica, con un servizio eccellente, dove potrete assaporare la vera cucina austriaca e una variegata selezione di cucina internazionale, accompagnata da un’ottima selezione di vini locali. Tutto il menù, naturalmente, si basa su prodotti stagionali, quindi varia spesso. Sicuramente, una volta che siete qui, non potrete non provare qualche pietanza a base di carne (dal carpaccio alla tagliata condita con una salsa tipica). Mentre, per quanto riguarda il vino, è tassativo provare questo delizioso vino bianco leggermente fruttato, tipico del sud dell’Austria: l’Haider Gelber Muskateller.

Naturalmente, gran parte del menù è disponibile anche in versione gluten free ed ogni piatto è espresso, con la massima attenzione verso la contaminazione crociata.
Insomma, a Klagenfurt non c’è davvero miglior alternativa.
Locale: 7. Himmel
Indirizzo: Osterwitzgasse 12, Klagenfurt
Sito: https://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g190436-d809948-Reviews-7_Himmel-Klagenfurt_Carinthia_Austrian_Alps.html

HALLSTAT
E ora passiamo a uno dei posti più belli dell’Austria, uno di quelli che vi rimarrà nel cuore per la sua estasiante bellezza. Appena arriverete ad Hallstat vi sembrerà di ritrovarvi dentro a un quadro. Talmente suggestivo, da sembrare finto. E se dopo una gita in barca, vorrete gustarvi un buon pranzo o una buona cena, allora il ristorante dell’albergo di lusso Grüner Baum farà proprio al caso vostro.

Letteralmente imperdibile è l’anatra in agrodolce, difficilmente ne proverete una più tenera e saporita di questa. Il dettaglio che fa la differenza in questo piatto è quella punta di zenzero che concede il giusto tocco di piccantezza senza mai esagerare. Davvero sublime. E poi stiamo parlando di una location unica. Il locale è molto sofisticato e gode di una bellissima vista lago. Insomma, una sosta ideale per una bella cena romantica a lume di candela.
Locale: Grüner Baum Restaurant
Indirizzo: Marktpl. 104, Hallstatt
Sito: https://www.gruenerbaum.cc/

VIENNA
Ed eccoci finalmente a Vienna, una delle più belle città europee. Dall’anima regale a quella più underground, Vienna è davvero un posto dai mille volti che non stanca mai e soprattutto non smette mai di cambiare. E da un punto di vista culinario, qui potrete trovare il miglior ristorante dell’intero paese.

Gasthaus Zum Wohl, infatti, è sicuramente una delle ragioni principali per cui vale la pena intraprendere un viaggio da queste parti. E no, non stiamo esagerando. Questo locale ha davvero tutto ciò che si cerca da un posto del genere. È un locale estremamente trendy, in una delle zone più dinamiche della città, l’arredamento concede un’atmosfera intima e accogliente, senza rinunciare al lato più fashion, e ovviamente il cibo è squisito.

Tutta la cucina è biologica e 100% senza glutine e senza lattosio. E, credeteci, in tutta l’Austria non esiste una Wiener Schnitzel (la mitica cotoletta viennese) più buona e più grande di questa. E non dimenticatevi di provare anche i Dumpling (gli gnocchi tipici del posto) insieme al Goulashc.

Per gli amanti della birra, poi, qui c’è anche una birra che viene fatta in esclusiva per il locale. Sì, avete capito bene. Parliamo della Brauhaus Gusswerk che vi farà dimenticare per sempre quei terribili esperimenti che vengono chiamati “birre gluten free”.

Insomma, non potete andare a Vienna e non mangiare qui, sarebbe come perdersi il Prater (che dovrebbe essere la prima tappa di un soggiorno a Vienna, si intende)!
Locale: Gasthaus Zum Wohl
Indirizzo: Stumpergasse 61, Vienna
Sito: https://www.zumwohl-gastro.com/en

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di Francesca Polici per DailyMood.it

 

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Alla scoperta dell’entroterra umbro: Terni gourmet e gluten free

Polici Francesca

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Quest’anno le vacanze saranno un po’ per tutti (o quasi) all’insegna del “Bel paese”. Chi perché ha deciso di supportare l’economia del nostro paese, chi per paura di restare bloccato fuori dai confini, fatto sta che la maggior Parte degli italiani ha scelto di rimanere in Italia per l’estate.

Per fortuna, viviamo in un paese che offre moltissime possibilità di turismo. Dalle città d’arte (e ne abbiamo tra le più belle del mondo) alla montagna, passando ovviamente per il mare.

Tra le regioni più ricche d’Italia, che più hanno da offrire da un punto di vista turistico, c’è sicuramente l’Umbria. Per chi non vuole farsi la solita vacanza di mare (o almeno, non solo quella), questa splendida regione offre innumerevoli borghi medievali, città d’arte e ovviamente anche tantissima natura in mezzo alla quale rilassarsi, magari in un caratteristico albergo con la spa.

In più, non dimentichiamoci che l’Umbria è anche una delle regioni più famose per la cucina. Le prelibatezze culinarie che potrete provare qui sono davvero tra le più ambite al mondo. Non solo per il tartufo (che anche da solo sarebbe un ottimo motivo per andarci), ma per i tantissimi piatti che potrete provare solo qui. Naturalmente, gourmet e gluten free vanno di pari passo. Anzi, in realtà l’Umbria è una delle regioni più avanzate sul tema.

Così, se decidete di recarvi da queste parti, vi consigliamo vivamente di fare una sosta a Terni. Un’ottima base per visitare tutti i posti circostanti, fra cui la famosissima e unica La Scarzuola e dove fare delle ottime tappe all’insegna del food.

Di seguito vi consigliamo due posti davvero imperdibili per chi si trova dalle parti ternane.

MIO BIO
Al primo posto non potevamo non mettere questa piccola oasi di benessere, che si trova proprio in pieno centro storico.

Perfetto sia per un pranzo veloce o una cena romantica, MioBio è un locale davvero unico che si presta a tutte le occasioni. La prima sala, infatti, è adibita a bar e tavola calda (da non sottovalutare una sana colazione, magari a base di centrifugati e dolci di qualsiasi tipo). Mentre la seconda è molto più ampia e adibita a ristorante – c’è anche una terza sala più piccolina che è perfetta per feste ed eventi privati.

Il segreto di MioBio è l’enorme cura nei dettagli e la scelta di materie prime di altissima qualità. Naturalmente, troverete solo cibi biologici e piatti realizzati con ingredienti genuini e mai raffinati. Carne e ortaggi, con cui vengono realizzate delle ottime zuppe sia estive che invernali, provengono tu

tte da aziende agricole bio a km 0.

In più, la gentilezza e la professionalità del cuoco e proprietario del locale Benjamin non potrà non conquistarvi. Tutta la sua ricerca culinaria è indirizzata all’esaltazione dei sapori attraverso originali e squisiti abbinamenti del tutto inaspettati. Ovviamente, quasi tutto il menù è disponibile anche in versione gluten free e ci sono moltissime proposte vegetariane.

Insomma, se siete nei dintorni, non potete perdervi una cena in questo magnifico ristorante.

Locale: MioBio
Indirizzo: Via del Plebiscito, 15, Terni
Sito: https://www.facebook.com/miobioitaly/

RAMOZZI ZERO GLUTINE
Una vera e propria istituzione del senza glutine a Terni, Ramozzi Zero Glutine è uno dei forni più famosi della città.

Da molti anni, infatti, è il principale fornitore di prodotti dolci e salati gluten free. Dai cornetti (per chi sentisse la mancanza del dolce più tipico nostrano, questo è davvero il posto giusto da provare) alle più buone pizze rustiche che potrete mai assaporare nella vostra vita.

La scelta che ogni giorno questa piccola azienda locale mette a disposizione dei suoi clienti è davvero vastissima. Non solo. A pranzo offre anche l’opzione tavola calda. Anche se rinunciare alla pizza e ai fritti è praticamente impossibile. Ovviamente, su richiesta, sono in grado di realizzare praticamente qualsiasi cosa, dalle indimenticabili torte di formaggio ai panettoni, a qualsiasi dolce abbiate voglia di provare.

Un vero e proprio must che merita senz’altro una visita.
Locale: Ramozzi Zero Glutine
Indirizzo: Via della Vittoria, 34, Terni
Sito: https://www.facebook.com/ramozzizeroglutine/?ref=page_internal

di Francesca Polici per DailyMood.it

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Calabria e Spagna si incontrano alla tavola di Filippo Cogliando e Salvador Dali’

DailyMood.it

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Cena evento ispirata alle ricette di Salvador Dalì tratte dal suo volume “Les Diners de Gala” reinterpretate dallo Chef Filippo Cogliandro.

La Cena evento è stata concepita come una vera e propria esperienza totalizzante, un percorso per condurre i partecipanti all’interno di uno spazio sospeso in cui l’essenza stessa di Dalì diventa “commestibile”.

Salvador Dalì ribadisce sempre con piacere: “Io so quello che mangio, non so quello che faccio“, un’ossessione per il cibo che emerge regolarmente dai suoi quadri che si tratti dei famosi “Uova al tegame” o dal “Pane antropomorfo” agli “Orologi molli” presenti nel dipinto “La persistenza della memoria” del 1931 nati dal sogno di un camembert fuso, un qualcosa di commestibile, divenuto metafora dell’aspetto psicologico del tempo, il cui trascorrere, nella soggettiva percezione umana, assume una diversa connotazione “interna” che segue solo la logica dello stato d’animo e della memoria.

Non stupisce dunque l’opera “Les Dinners de Gala“, una raccolta di ricette surreali e interamente illustrata dal genio catalano, un tripudio di gustosa follia al quale lo chef Filippo Cogliandro ha deciso di attingere magistralmente per esaltare, da una parte un patrimonio indiscusso di sapori, profumi, idee culinarie e accostamenti spesso azzardati, ma unici come la personalità di Dalì dall’altra la volontà di portare avanti, ciò che sempre lo caratterizza: la ricerca ossessiva e l’estrema cura per i prodotti del territorio calabrese.

Questo felice incontro ha creato un menù degustazione che pur rispettando i sapori delle ricette autentiche ne rinnova il gusto grazie ad una interpretazione del tutto originale. Un’esperienza di arte nell’arte, di ricerca nella ricerca, di piacere nel piacere.

Un principio di delizie e capricci per i palati più esigenti; un percorso in cui pietanza dopo pietanza scopriremo due artisti: il genio del surrealismo e un grande maestro dell’arte culinaria. Perle di Bandar Pahlavi, Castagne e Pasta sono solo alcuni degli “ingredienti” previsti per la cena, che saranno capaci di fondere tutti i sensi in un unico senso, capaci di creare una terza Arte nata dal felice incontro di Salvador Dalì e Filippo Cogliandro, dall’incontro delle loro rispettive genialità. Una terza Arte che sposa i prodotti di un territorio unico al mondo come quello calabrese: un territorio che produce vere e proprie “opere artistiche” più uniche che rare come il Bergamotto di Reggio Calabria, Il Caciocavallo di Ciminà (presidio slow Food), La Cipolla Rossa di Tropea, La Patata Bellina Aspromontana, l’Olio Ottobratico dell’Aspromonte(presidio Slow Food), il Tartufo della Sila senza dimenticare la presenza fondamentale del caffè alla maniera “daliliana” per chiudere quella che si presenza come un’esperienza unica nel suo genere.

Il percorso nel mondo di Dalì a cui ha fatto da filtro la sapienza e la maestria dello Chef Filippo Cogliandro è stato arricchito da una vera e propria esperienza immersiva di immagini, grazie alle opere esposte che fanno parte della collezione dell’editore Maurizio Gagliano che detiene in esclusiva mondiale circa 70 immagini del maestro surrealista di provenienza Rizzoli Finarte spa.

Lo Chef Filippo Cogliandro e L’A Gourmet L’Accademia sono sempre stati vicini all’arte e alla promozione culturale e gastronomica del territorio calabrese. Salvador Dalì con le sue ricette e la sua arte consolida questo sodalizio, la volontà di esaltare l’essenza artistica della cucina e l’unicità dei prodotti calabresi.

La Cena riscopre l’alto valore del mecenatismo culturale destinando una parte dei proventi al restauro e/o recupero di un’opera del patrimonio artistico della Città di Reggio Calabria. Le finalità dell’iniziativa di promozione culturale e gastronomica rivelano l’essenza dell’Arte che verrà celebrata; il “marchio di fabbrica” dello chef Filippo Cogliandro coinvolge le anime belle e sensibili di una Terra che va assaporata, promossa e recuperata.

DAL RICETTARIO SURREALE DI SALVADOR DALI’….“Les dîners de Gala è dedicato esclusivamente ai piaceri del gusto… Se siete uno di quelli che calcolano le calorie e trasformano le gioie del cibo in una forma di penitenza, chiudete subito questo libro; è troppo vivace, troppo aggressivo e troppo impertinente per voi”

Evento patrocinato da: Comune di Reggio Calabria città Metropolitana, Ambasciata di Spagna in Roma sez. Cultura, Consolato Generale di Spagna in Napoli e Consolato Generale di Spagna in Roma.

L’A GOURMET L’ACCADEMIA – Via Largo Cristoforo Colombo, 6, 89125 Reggio Calabria RC – www.laccademia.it

Crediti Foto: Franco Raineri https://www.francoraineri.it

Progetto di Elmar Elisabetta Marcianò

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