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Arte, moda e motori nelle gallerie sotterranee di Napoli

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Arte, performance, moda e motori nelle profondità sotterranee di Napoli. Lo scenario spettacolare e unico della Galleria Borbonica di via Morelli a Napoli sarà il suggestivo palcoscenico della decima edizione di “Arte e Moda prendono forma”, l’happening, ideato da Ludovico Lieto e organizzato da Visivo Comunicazione, in programma sabato 17 marzo nel sottosuolo napoletano.

Fil rouge dell’intera manifestazione la galassia, lo spazio e le sue meraviglie. Abiti preziosi e seducenti che come opere d’arte affioreranno dalle viscere della terra, “tableaux vivant” di modelle prenderanno corpo lungo l’affascinate percorso sotterraneo per mostrare le nuove preziose creazioni firmate Mello Gioielli, installazioni artistiche futuristiche dedicate alla collezione Bridal di Atelier Nicola D’Errico presentano al pubblicouna sposa contemporanea.

Protagonista dell’evento anche il mondo dell’auto. L’artista “Weronique Art” sarà impegnata in una performance di bodypainting ispirata al mondo dei motori, con un richiamo particolare ai brand Alfa Romeo & Jeep, marchi di punta del Motor Village Napoli che è partner dell’iniziativa. Ingranaggi, luci e cilindri prenderanno vita sul corpo dei modelli, resi meccanici dal pennello dell’artista. Il futuro che incontra il passato: sfondo della performance futuristica saranno infatti i ruderi di vecchie automobili d’epoca abbandonate alla ruggine e al tempo all’interno della galleria.

In mostra anche una collettiva d’arte contemporanea sul tema “Galactica” a cura di Valeria Viscione e perfomance artistiche live, nuova tendenza dell’arte contemporanea, che permetteranno ai visitatori di entrare in contatto diretto con gli artisti e assistere al processo creativo di un’opera.

Artisti in mostra: Bruia, Roberto Barberi, Nunzio Meo, Domenico Sepe, Gaetano Di Maiolo, Pietro Mingione, Stefania Sabatino, Viviana Di Leva, Sara Tonello, Mariella Ridda, Mario Cicalese, Mario Sepe, Gianpiero D’Alessandro, Grazia Famiglietti, Dario Bonifacio, ION, Petra Scognamiglio, Mauro Palumbo, Filomena Auzino, Vanna Veglia, Architettura Nuda di Francesco Scardaccione e fotografie di Mario Ferrara, Roberto Pierucci, Erica Settembre, Roberto Viccari.

 

Costo biglietto 10 euro

In vendita online  su http://bit.ly/2orXcxT o presso la Galleria Borbonica, dal venerdì alla domenica*.
E-mail: info@visivocomunicazione.com
Pagina evento FB: http://bit.ly/2Fgcay4

 

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Eventi

Simone Monsi “New Blabs on Clouds and Planes”

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UNA presenta al pubblico la mostra personale di Simone Monsi: New Blabs on Clouds and Planes, secondo appuntamento del programma espositivo annuale in collaborazione con Spazio Leonardo, il nuovo contenitore di Leonardo Assicurazioni – Generali Milano Liberazione.
Il progetto site-specific sviluppato da Monsi per la Gallery di Spazio Leonardo parte dall’osservazione di fenomeni atmosferici anomali, causati dall’eccessivo inquinamento derivante dall’intervento umano sull’ambiente, e dalla loro percezione mediata da internet.

La mostra comprende un nuovo ciclo di Transparent Word Banner, lievi strutture in plexiglass colorato che riportano frasi tratte dal dibattito mediatico sulla modificazione climatica, e alcune sculture della serie Capitolo Finale, soffici totem-mano di stoffa tappezzate da immagini collezionate seguendo l’hashtag #sunsetporn, in cui compaiono tramonti tanto belli, quanto innaturali.
In occasione della mostra, verrà prodotto un catalogo con un testo critico di Rossella Farinotti e le installation view del progetto site-specific.

L’azione visiva di Simone Monsi rielabora messaggi diffusi e scovati su Internet. L’artista si riappropria di immagini di diverse tipologie, che raccoglie ossessivamente per una catalogazione personale, con un metodo quasi induttivo: dal generale al particolare. Monsi è attratto dal pensiero collettivo, che rende intimo, portandolo a sé e re-indicizzandolo come una pacata, quasi piacevole, denuncia critica. Questo avviene attraverso la messa in gioco di rielaborazioni visive puramente estetiche. Come rendere appetibile, chiaro e sintetico un pensiero buttato in rete e confuso tra gli altri, che, in realtà rappresenta qualcosa di tragico, denso e, di fatto, comune?

Simone Monsi, New Blabs on Clouds and Planes
opening su invito mercoledì 20 giugno 18:00 – 21:00

Quando: mostra 21 giugno – 14 settembre
orari: dal lunedì al venerdì, 10:00 – 18:00
dal 6 al 24 agosto la mostra osserverà i seguenti orari:
lunedì – giovedì 10:00-12:30 // 14:30-17:30 | 15 e 16 agosto chiuso

Dove: Spazio Leonardo
via della Liberazione 16/a, 20124 Milano
www.leonardoassicurazioni.it

Per informazioni: info@unagalleria.com | + 39 339 17 14 400 | + 39 349 35 66 535

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Albert Watson Fashion, Portraits & Landscapes

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L’esposizione presenta un centinaio di immagini, tra positivi e fotocolor, di uno dei più importanti fotografi del nostro tempo, realizzate per le campagne promozionali del marchio Blumarine, provenienti dall’archivio dell’azienda carpigiana.

Dal 7 aprile al 17 giugno 2018, i Musei di Palazzo dei Pio di Carpi ospitano una mostra di Albert Watson (Edimburgo, 1942), uno dei fotografi più importanti e influenti del nostro tempo.
L’esposizione, curata da Luca Panaro, ideata e prodotta dal Comune di Carpi – Musei di Palazzo dei Pio, in collaborazione con Carpi Fashion System e Blumarine col contributo di Fondazione CR Carpi, presenta un centinaio di immagini che ripercorrono una decina di anni di lavoro di Watson, tra gli anni Ottanta e i Novanta, quando il fotografo scozzese realizza ben dodici campagne per la griffe di Carpi.

Il titolo della rassegna, Fashion, Portraits & Landscapes, ben definisce gli ambiti entro cui la sua arte si è sviluppata. Albert Watson, infatti, è universalmente riconosciuto come uno dei maestri della fotografia di moda; con oltre 100 copertine di Vogue e numerose campagne per le maggiori maison mondiali, Watson ha dato corpo all’immagine dell’eleganza di questi ultimi decenni.
Dall’altro lato, il fotografo scozzese è uno dei maggiori ritrattisti contemporanei; i suoi scatti a Keith Richards, Clint Eastwood, Barack Obama, Steve Jobs, solo per citarne alcuni, sono diventati delle vere e proprie icone. L’occhio del ritrattista è ben presente anche nelle campagne di moda, dove, da Naomi Campbell a una giovanissima Nadja Auermann fino a Cindy Crawford, il fotografo rappresenta nel suo bianco/nero la personalità delle donne.

Infine, lo sguardo sul paesaggio, anche quello urbano, che non è mai lo sfondo delle campagne, ma ne caratterizza le scelte e il sapore, diventandone in moltissimi il protagonista: dalla Scozia al deserto del New Mexico, fino a Londra, Los Angeles e Napoli.
Con questa iniziativa, Albert Watson ritorna a Carpi, città con la quale ha stretto un particolare legame. Qui, infatti, ha lavorato inserendosi nelle scelte comunicative e di immagine del brand carpigiano Blumarine, con un’allure sofisticata. Proprio dall’archivio dell’azienda provengono le fotografie e i book di queste campagne, oltre a un montaggio video di tutte le immagini.
La mostra avrà un’ulteriore sezione nello spazio Blumarine del Museo della Città, dove sono presentati alcuni dei look fotografati da Watson.
Catalogo: Marsilio editori.

VADEMECUM:
Cosa: ALBERT WATSON. Fashion, Portraits & Landscapes
Dove: Carpi (MO), Musei di Palazzo dei Pio (piazza dei Martiri, 68)
Quando: 7 aprile – 17 giugno 2018
Orari: da martedì a domenica, ore 10-13; giovedì, venerdì, sabato, domenica e festivi anche 15-19.
Chiuso il lunedì.
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 5 euro
Info: tel 059/649955 – 360
Catalogo: Marsilio editori

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L’essenzialità dello sguardo di Michelangelo Antonioni alla Cripta di San Sepolcro a Milano

T. Chiochia Cristina

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Lo citano spesso come uno dei luoghi più suggestivi della città, ma è soprattutto quello più antico, che si trova quasi esattamente all’incrocio del Cardo e del Decumano di una Milano Romana dimenticata e sicuramente, spesso sconosciuta agli stessi milanesi. Dall’11 Maggio al 15 Settembre 2018, sarà visitabile in modo speciale grazia ad una installazione che è anche un omaggio al grande regista Michelangelo Antonioni ed all’opera del Mosè di Michelangelo Buonarroti vista dal focus che ne dà il fotografo Aurelio Amendola.

Un omaggio nell’omaggio, dunque dal momento che Antonioni stesso dedicata la pellicola al Mosè di Michelangelo Buonarroti, conservato in San Pietro in Vincoli a Roma diventando lui stesso attore del progetto.

Una sfida, di quelle tanto amate dal regista che diventa in questo allestimento possibilità di essenzialità, di poter assistere e fissare lo sguardo su di un’esperienza, molto più che estetica come da citato Mons.Francesco Braschi durante la conferenza stampa quasi come augurio per gli spettatori e i visitatori della Cripta.

Una “essenzialità” che diventa gli occhi stessi di Antonioni che impersona nel protagonista del cortometraggio, insieme allo sguardo di Michelangelo Buonarroti che ha plasmato la statua, quasi a voler dialogare solo con questi sguardi, fatti di marmo, di luce e di piccole ombre attraverso il tocco delle mani sulla statua.

Un cortometraggio che accoglie Lo sguardo di Michelangelo, come si intitola appunto. Un cortometraggio di 15 minuti, come recita il comunicato stampa, prodotto da Istituto Luce e Lottomatica. Il film, realizzato dal regista ferrarese nel 2004, tre anni prima della sua scomparsa, può essere considerato una sorta di suo testamento spirituale. E durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa (curata da Giuseppe Frangi, prodotta da MilanoCard e Casa Testori, promossa dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, col patrocinio dell’Associazione Michelangelo Antonioni e la sponsorizzazione di Analysis), si fissa in un racconto, questa straordinaria esperienza d’arte.

Un incontro nell’incontro tra il grande regista e il Mosè di Michelangelo Buonarroti (conservato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma).

Uno sguardo in movimento, che accarezza senza parlare, una sintesi perfetta di ciò che il Genio di Michelangelo Antonioni ha saputo produrre quasi come se la parola diventasse “rumore irrefrenabile” in continio dialogo con le spesse pareti della Cripta di San Sepolcro. Le dilatasse, le rendesse immobili, come se la penombra di una chiesa di Roma nel video, si materializzasse in una chiesa antichissima e quasi sconosciuta a Milano rendendo la materia del marmo bianco di Michelangelo Buonarroti come uno scrigno per le parole non dette (perchè impossibilitato a farlo o forse no, chissà) di Michelangelo Antonioni attore di se stesso.
Un marmo che parla, come nella leggenda da secoli tramandata, quella del Mosè, che ora diventa bellezza narrante in un tocco di mani , quasi sospiro di pensieri profondi.
L’esssenziale reso visibile come atto di conoscenza umano. Fenomeno dello spirito ed evocazione cinematografica, chissà per una esperienza da provare da ciascun visitatore.

di Cristina T. Chiochia per DailyMood.it

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