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Oman: 7 motivi per scoprirlo quest’anno

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Da nord a sud, il Sultanato appare come un concentrato di bellezze naturali, architettoniche e culturali.
L’Oman, una vera e propria perla nascosta nel Corno d’Arabia, nonostante l’incremento dei flussi turistici, conserva intatta la sua autenticità e il suo patrimonio culturale e naturale. Le bellezze architettoniche e paesaggistiche costituiscono infatti la sua vera ricchezza.
Meglio allora non perdere tempo e partire alla scoperta di uno dei Paesi rivelazione del 2018. I motivi? Ne abbiamo individuati sette.

1. Vivere il deserto
La varietà dei paesaggi è uno dei punti di forza dell’Oman: dalle aspre catene montuose ci si sposta verso le morbide dune del deserto, che costituisce l’80% della superficie del Sultanato: tra i più affascinanti si annoverano il Rub’al-Khali, conosciuto anche come “quarto vuoto” per via della sua vastità e per l’assenza di centri abitati e strutture ricettive. Si tratta di un deserto ancora in parte inesplorato, adatto ad esploratori con grande esperienza. Per visitarlo, si consiglia di appoggiarsi ad operatori specializzati che organizzano tour su misura, spedizioni e desert therapy. Vicino alla capitale invece vale la pena scoprire le dune del Sharqiya Sands, facilmente accessibile, anche in giornata, con escursioni in 4×4. Per non farsi mancare nulla, si può anche trascorrere la notte in tenda sotto il cielo stellato.

2. Scoprire l’arcipelago Dimaniyat
L’Oman è una destinazione sempre più popolare per gli amanti degli sport acquatici: snorkeling, diving, dolphin watching, pesca d’altura, windsurf e kitesurf sono tra le attività più praticate. Per le immersioni il sito consigliato è la riserva naturale dell’arcipelago di Dimaniyat, che con le sue nove isole ricopre una superficie di 100 ettari: qui, ad una profondità compresa tra i 20 e i 30 metri, si trovano veri e propri giardini coralliferi subacquei: tra i coralli cervo, i coralli lattuga e le immense distese di acropore vive una fauna sottomarina a dir poco spettacolare, che comprende razze, cernie, aquile marine, barracuda balene, squali del reef e tartarughe.

3. Provare la SPA più bella del mondo
La spa dell’Anantara Al Jabal Al Akhdar si è aggiudicata il primo premio nella categoria Spa & Wellness degli AHEAD Awards, il prestigioso riconoscimento che viene attribuito alle strutture che vantano un design moderno e curato nei minimi dettagli. Alla bellezza architettonica si sommano il servizio attento e la location, che per l’Anantara merita una menzione speciale: la SPA è infatti situata sull’altopiano di Saiq, incastonato tra le montagne di Jabal Shams, le cui vette raggiungono i 3.000 metri e offrono una vista panoramica eccezionale. Gli ospiti possono coccolarsi con trattamenti a base di prodotti botanici, massaggi curativi, scrub stimolanti, trattamenti viso con prodotti che sfruttano le proprietà di piante locali come la rosa e il melograno, ma anche rituali purificanti a base di latte e spezie orientali.

4. Visitare i siti Unesco
Nella lista dei Patrimoni dell’Umanità rientrano sia bellezze naturali che opere realizzate dall’uomo nel corso della storia. Tra le prime rientra la via dell’incenso, un percorso medievale di 2400 km che attraversa deserti e vallate, pascoli e villaggi, nella regione meridionale del Paese, il Dhofar. Lungo di essa sono entrate in contatto popolazioni provenienti da ogni dove, si sono scambiate merci ma anche tradizioni e leggende. Nella seconda categoria rientrano, invece, il forte di Bahla (Nizwa), il sito archeologico di Bat e i cinque aflaj, un sistema di irrigazione unico nel suo genere, che rappresenta un’importante eredità millenaria e contribuisce alla crescita rigogliosa della vegetazione e delle coltivazioni.

5. Nuotare (o veleggiare) nei fiordi d’Arabia
Nessun posto in Oman è più scenografico del Musandam: le maestose falesie sono baciate dal sole tutto l’anno e accarezzate dai venti provenienti dall’entroterra che favoriscono l’abbassamento dell’umidità anche in estate, quando le temperature oltrepassano i 40°C. Il modo migliore per osservare le scogliere è dal mare, optando per una crociera a bordo dei dhow, le tradizionali imbarcazioni omanite simili a velieri e dotati di tutti i comfort.

6. Assaporare una primavera al profumo di rosa
Da marzo a maggio inoltrato, l’altopiano di Jabal Akhdar si colora di tonalità pastello grazie alla fioritura della rosa damascena, offrendo uno spettacolo per occhi e olfatto senza paragoni. Coltivata nei villaggi della zona, la rosa è una pianta importantissima per il popolo omanita: oltre a costituire la base di molti profumi, i suoi boccioli vengono utilizzati per la produzione di attar, l’acqua di rose tipica. Per assistere alla raccolta delle rose si parte da Mascate e si percorre la strada asfaltata per poi girare ad ovest a Birkat Al Mouz, situato a circa 20 Km da Nizwa e 6 Km da Izki. Da qui parte una strada di montagna che si snoda lungo una dozzina di villaggi ed è percorribile solamente con mezzi off-road. Una volta raggiunto Jabal Akhdar, si assiste alla minuziosa raccolta delle rose e alla distillazione, un’attività davvero affascinante.

7. Visitare il più grande giardino botanico della penisola
Chi l’ha detto che l’Oman è solo deserto e rocce? Il cuore verde del Sultanato pulsa come non mai, grazie al progetto, fresco di approvazione, di un giardino botanico futurista. Promosso da Sua Maestà Sultan Qaboos bin Said Al Said e nato dalla collaborazione tra gli studi di architettura Arup, Grimshaw e Haley Sharpe Design, la struttura mira ad ospitare, in un sito di 420 ettari ai piedi del massiccio dell’Hajar, tutte le specie botaniche presenti nel Paese, al fine di preservarle e farle conoscere ai visitatori. Sotto l’immensa cupola verranno ricreati due ambienti: il Nothern Biome ricostruirà le condizioni ambientali montuose, mentre nel Southern Biome si cercherà di riportare il clima umido del Dhofar. La struttura, pensata per integrarsi completamente con lo spazio circostante, sarà un autentico capolavoro di design paesaggistico.

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

 

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Vacanze in Danimarca: non il solito hotel

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I viaggiatori che amano le stravaganze, le cose originali e le strade meno battute e che vogliono completare l’esperienza della Danimarca scegliendo una sistemazione unica, possono decidere di trascorrere una notte dormendo sugli alberi, coinvolgere l’intera famiglia in un’esperienza all’età del ferro o immergersi nel tanto acclamato design danese soggiornando in una gru da archistar.

Ma queste sono solo alcune delle scelte possibili, ecco una selezione di 11 luoghi davvero particolari dove poter dormire nel paese di Andersen.

Immersi nella natura: in amaca sull’albero
Dormire all’aperto è sempre un’esperienza speciale. Ma addormentarsi su un’amaca, in cima a un albero, nella foresta, è proprio indescrivibile.
Nel Middlefart, tra la Fionia e lo Jutland si può vivere questa incredibile esperienza che permette di stare vicino a uccelli e altri animali della foresta nelle prime ore dell’alba godendo di una magnifica vista dall’alto.

Hotel CPHLIVING

Un hotel galleggiante nel porto di Copenaghen: il CPH Living
Il panorama spesso è uno dei principali criteri di selezione quando si sceglie un alloggio. A Copenaghen si possono trovare hotel con vista sul porto, ma soprattutto dal porto. È questo il caso del CPH Living, hotel galleggiante nel centro del porto cittadino, che offre uno sguardo sulla città da una prospettiva assolutamente unica.

The Krane: si dorme in una gru!
Se pensavate di averle sentite tutte rimarrete sbalorditi da questo alloggio alquanto singolare. The Krane è l’originale riconversione di una vecchia gru, trasformata in un albergo design superaccessoriato, dotato persino di un centro benessere. Il soggiorno è assolutamente esclusivo: l’albergo ha infatti una sola stanza. Conviene quindi prenotare per tempo.

Il castello infestato di Dragsholm
I più timorosi lo eviteranno, ma i più impavidi ne saranno inevitabilmente attratti: stiamo parlando del Castello infestato di Dragsholm. Il boutique hotel è immerso nella splendida campagna dell’Odsherred, nella regione della Selandia occidentale. Numerosi testimoni sostengono che, ancora oggi, tre fantasmi risiedano ancora al castello: la dama grigia, la dama Bianca e Lord Bothwell.

Il Central Hotel, l’hotel più piccolo al mondo!

Central Hotel Copenhagen

Un hotel può essere grande come può essere piccolo, ma sicuramente non sarà piccolo quanto l’hotel Central di Copenaghen. Situato nel quartiere più trendy di Copenaghen, Vesterbro, al primo piano sopra una deliziosa caffetteria, questo grazioso albergo ha una sola camera ed è l’hotel più piccolo del mondo.

Dormire in cella al carcere di Ribe
Il Vecchio Carcere di Ribe, la città più antica della Danimarca, è stato convertito in una struttura alberghiera. Ancora oggi si respira tutta la storia di questo singolare palazzo. Per gli amanti del brivido è sicuramente una proposta allettante per trascorrere una notte unica.

Dormire tra lupi e orsi allo Skandinavisk Dyrepark
Svegliarsi al suono di lupi ed orsi dev’essere un’esperienza indimenticabile. Nello Scandinavian Wildlife Park (Scandinavisk Dyrpark vicino ad Aarhus) è possibile dormire in una tenda lavvu, una sorta di tepee utilizzata dai Sami, e immergersi appieno – ma in sicurezza – nella natura nordica.

Lussuose dimore design nella natura
Sulla punta meridionale dell’isola di Fionia è possibile soggiornare in uno dei lussuosi rifugi design vicini alla costa, progettati dallo studio di architettura LUMO. Anche se molto lussuosi e moderni, per il soggiorno è necessario portarsi con sé del cibo e un sacco a pelo.

In terre danesi su una carovana come nel del far west
Affittare un carro stile far west ed esplorare la Danimarca per una vacanza in perfetto stile fai-da-te? È una possibilità molto singolare e indubbiamente affascinante per coinvolgere famiglia o amici in un’avventura selvaggia nella natura danese.

Al villaggio dell’età del Ferro si torna indietro nel tempo
Land of Legends, vicino a Roskilde, nella Selandia occidentale, è un fantastico museo all’aperto. In estate si può decidere di pernottare nel Villaggio dell’Età del Ferro – l’unica condizione è di vivere esattamente come a quell’epoca, perciò addio a tutti i confort e ai vizi del nostro tempo.

Una vasca con vista sul mare
Un magnifico cottage che consente di essere vicinissimi al mare d alle stupende scogliere di Møns Klint. All’esterno una comoda vasca a completare questo angolo di paradiso da cui poter ammirare i colori della terra, del cielo e delle bianche onde infrangersi sulle scogliere.

Per maggiori informazioni: www.visitdenmark.com

di Lidia Pregnolato per DailyMood.it

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Patagonia e Terra del Fuoco

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Se credete di sapere tutto sulla Patagonia e la Terra del Fuoco, il lembo più meridionale del continente americano, forse vi sbagliate: a volte basta cambiare punto d’osservazione per trovarsi immersi in realtà inattese ed ispiranti!

Si è detto e si è scritto molto sulla Patagonia e la Terra del Fuoco, tanto che crediamo di conoscerle a fondo e di poterle ingabbiare in alcune semplici definizioni. Invece basta voltare gli occhi, scegliendo un punto di vista inedito, per veder apparire realtà e panorami nuovi e sorprendenti.

La Patagonia, di terra
Patagonia è sinonimo di grandi distese di terra battute dal vento, di strade che corrono verso sud senza interruzioni per centinaia di chilometri, dove vivono grandi mandrie, enormi greggi, guanachi e condor. Percorrendo la mitica Ruta 40, dal finestrino di un fuoristrada 4×4, la Patagonia argentina appare come una tundra infinita dove sono custoditi boschi pietrificati vecchi di milioni di anni. Nell’antichità qui c’è sempre stata vita, e che vita!
In Patagonia i paleontologi hanno infatti ritrovato numerosi scheletri di dinosauri di dimensioni impressionanti, ma la scoperta più sensazionale è stata fatta poco più di un anno fa: in una sperduta fattoria vicino a Chubut è stato rinvenuto l’imponente fossile del più grande dinosauro di cui si abbia notizia (battezzato poi Titanosauro di Chubut), un gigante lungo 40 metri, alto 20 e pesante circa 69 tonnellate. La scoperta è straordinaria e gli studiosi ritengono che si tratti del più grande animale che abbia mai camminato sulla Terra.
Anche l’uomo ha sempre vissuto qui e le emozionanti pitture rupestri nella Cuevas de las Manos ne sono una testimonianza: sulle pareti di una caverna nei pressi di Bajo Caracoles, sempre lungo la Ruta 40, sono infatti impresse immagini di mani – spesso in negativo – di colore rosso, bianco, nero e ocra, che facevano forse parte di un rito di passaggio che sanciva l’ingresso dei ragazzi nell’età adulta. Spostandosi sulla costa dell’Atlantico troviamo un ambiente semi-desertico, inospitale per l’uomo ma non per i tantissimi animali che, anche a queste latitudini, trovano un habitat ideale.
Ad esempio, sull’Istmo Carlos Ameghino, che precede la Penisola di Valdes, si possono avvistare numerose specie di uccelli e una fauna marina esuberante: elefanti e leoni marini, branchi di balene grigie e orche che si spingono fin qui per partorire i loro cuccioli.
A Punta Tombo si trova invece la più grande colonia di pinguini Magellano di tutto sud America: oltre 500.000 pinguini che dipingono una macchia bianca e nera che si estende per chilometri e che accoglie anche gabbiani, colombi antartici, anatre, cormorani, gabbianelle e curiosi delfini che si avvicinano alle coste in cerca di cibo.
E quasi all’estremità sud della Patagonia, non lontano dal Canale di Magellano, si trovano i simboli naturali di questa terra meravigliosa: i grandi laghi glaciali e i ghiacciai, in particolare il celebre Perito Moreno, gigante azzurro di oltre 250 km2 in continuo e lento movimento, e il mastodontico Hielo Continental, il più grande ghiacciaio del mondo, che tuffa le sue ultime propaggini nel Lago Argentino.

Patagonia Argentina da esplorare – La mitica Ruta 40 Sur
Tour self drive o di gruppo con accompagnatore
16 giorni
Partenze da ottobre a marzo
Tutte le info: www.earthviaggi.it/tour/patagonia-da-esplorare-la-ruta-40-sur

La Terra del Fuoco, di acqua
A sud dello stretto di Magellano tutto cambia, con fiordi e ghiacciai, montagne innevate, boschi subantartici, insenature rocciose dove vivono colonie di cormorani e pinguini di Magellano, mentre molto più giù, nell’estremo lembo di terra di Capo Horn, l’unico segno di vita è dato da un faro, abitato da uno stoico guardiano e dalla sua famiglia: alla fine del mondo, in una casetta immersa fra le nebbie e frustata da venti gelidi che arrivano fino a 200 k/h, questo soldato dell’esercito cileno presidia l’ultimo avamposto di civiltà prima dell’Antartide.
Anche i ghiacciai qui sono più spettacolari che altrove: le nevi perenni del Condor e del Pia, ad esempio, hanno l’aspetto di gigantesche lingue di ghiaccio che, partendo dalla cordigliera, scivolano lenti in mare sparpagliando nell’acqua gelidi batuffoli bianchi dall’apparenza soffice e delicata.
La Terra del Fuoco, un cuneo roccioso che si spinge verso l’Antartide, vive straordinariamente in simbiosi con l’acqua, che la attraversa e le dà forma, modellandone i confini.
Per scoprire questa terra nella parte ancora inesplorata dal turismo di massa è necessario salire a bordo di una confortevole imbarcazione e insinuarsi fra le rocce e gli isolotti che emergono fra i flutti, proprio come fecero i primi esploratori, che giunsero fin qui alla ricerca di un passaggio breve per le Indie e trovarono invece una terra aspra e inospitale, con una fauna ricchissima e un ambiente naturale intatto, abitata da popolazioni indigene totalmente sconosciute.
Molti dei canali, dei fiordi e degli stretti di questa zona sono stati battezzati con i nomi di questi uomini temerari, quasi un monumento all’eterna memoria: lo Stretto di Magellano, il Canale di Murray e quello di Drake, le isole Lennox e Picton per fare solo qualche nome, si succedono come in uno straordinario libro di storia.

Crociera da Ushuaia a Punta Arenas – La Terra del Fuoco e Capo Horn
5 giorni
Quote a partire da 1.440 €
Partenze: dal 30/09/2018 al 2/04/2019
Tutte le info: www.earthviaggi.it/tour/crociera-da-ushuaia-a-punta-arenas-rotta-esploratori-in-patagonia-partenza-30-settembre

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I Caraibi vegan friendly: i 5 migliori piatti vegani dell’Isola di Aruba (e dove trovarli!)

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La popolazione multiculturale e l’influenza dei turisti internazionali hanno fatto sì che la variegata cucina di Aruba sia in grado di soddisfare qualsiasi palato. Il cibo vegano è l’ultimo dei trend culinari ad essere diventato popolare sull’isola, grazie a molti ristoranti che hanno deciso di creare innovativi piatti vegani ed ospitare eventi culinari legati al mondo vegan.

Chi ha detto che ai Caraibi non sia possibile mangiare vegano? Non solo il gelato di Gelatissimo o l’hamburger di Alfresco, ma persino il celebre snack nazionale Pastechi (sfoglia a mezzaluna, fritta e ripiena) è stato recentemente riproposto nella sua versione vegana da Pastechi House, nel centro della capitale Oranjestad.

Ecco alcuni tra i migliori ristoranti di Aruba dove trovare ottimi piatti vegani:

1. Calamari Vegani da Fishes & More
Fishes & More, popolare ristorante di pesce di Palm beach, ha recentemente proposto un nuovo menù vegano ispirato al mare! Consigliatissimi i calamari vegani, una versione vegana del piatto tradizionale, preparato con cuori di palma e funghi enoki insaporiti con polvere di alga nori e spezie per ricreare il sapore del mare. Vengono poi battutti, passati nella farina di ceci e fritti, e serviti accompagnati da una maionese vegana a base di curry rosso.

2. Tacos al formaggio vegano affumicato con anacardi da Elements Restaurant
Se non avete mai assaggiato il formaggio vegano, questa è l’occasione perfetta per farlo! Elements offre il menù vegano più completo dell’isola per colazione, pranzo e cena. Il loro formaggio vegano affumicato fatto in casa si sposa perfettamente con i fagioli neri e le verdure saltate, all’interno di soffici tortillas. Potete trovare questo piatto nel loro menù vegano del pranzo.

3. Tofu grigliato con tamarindo da Las Ramblas Tapas & Charcoal Grill
Las Ramblas è diventato uno dei ristoranti vegani migliori in cui mangiare sull’isola grazie ai suoi involtini alle melanzane con formaggio vegano e il tofu al tamarindo combinato con verdure fresche e salse saporite, il tutto con vista mozzafiato su Eagle Beach al tramonto.

4. Costolette Portobello al Cuba’s Cookin’
Una versione vegana delle amatissime costollette alla griglia! Queste costolette sono ottenute con i funghi Portobello tagliati a fettine sottili e accompagnati con prodotti della tradizione cubana, come platano, fagioli neri, riso, e verdure. Questo è solo uno dei tanti piatti di ispirazione cubana presenti nel menù vegano di Cuba’s Cookin’.

5. Un menù degustazione vegano all’Ike’s Bistrot
All’Ikes Bistro potete guardare il tramonto e godervi un delizioso menù con antipasto, prima portata e dessert interamente vegano! Dalla cremosa vellutata a base di zucca gialla alla bistecca di cavolfiore, questo menù gourmet offre un’esperienza vegana completa. Ovviamente è possibile ordinare anche alla carta dal loro menù vegano o vegetariano, ma consigliamo di affidarsi alla creatività dei talentuosi chef, che finiranno per stupirvi!

Per ulteriori consigli sui migliori ristoranti vegani di questo piccolo paradiso dei Caraibi è possibile visitare il sito www.veganaruba.com.
Buone vacanze sulla nostra “One happy (e vegan friendly) island”!

 

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