Eventi TV
Giffoni Experience 2015, la moda e il glamour al festival dei giovani
E’ ai nastri di partenza la quarantacinquesima edizione del Giffoni Film Festival. Fra cinema e tradizione del territorio, tanti gli ospiti internazionali presenti in una cornice di grande fermento culturale.
Il Giffoni Experience è un festival che trae forza dalla stessa cultura pop. Non solo anteprime ma questo festival permette ai suoi giovanissimi partecipanti, di interagire attivamente con le star più famose del momento ed accrescere così la loro cultura in campo cinematografico (e non solo). L’edizione che dal prossimo 17 luglio infiammerà il piccolo centro di Giffoni Valle Piana, è molto attesa per svariati motivi; non solo perché la Cittadella del Cinema aprirà le sue porte al cinema – quello vero e quello che intrattiene – ma sarà un luogo che ospiterà alcuni fra i più famosi e desiderati attori del momento.
Il Blue Carpert del Giffoni Experience 2015 quest’anno vedrà non solo artisti italiani come Asia Argento, Fabio De Luigi e Tea Falco (tanto per citarne alcuni) ma anche attori di fama mondale che per la prima volta visiteranno le bellezze italiane. Tutto il glamour ed il fascino di Mark Ruffalo, Orlando Bloom, Darren Criss, Tom Felton e Martin Freeman, sarà il punto di svolta per un festival che, con il passar del tempo, si è adattato agli usi e costumi di una modernità fin troppo pressante.
Mark Ruffalo sarà il primo talent ad inaugurare l’esperienza 2015 del Giffoni. L’attore conosciuto ai più per essere il protagonista del cinecomics The Avergers (lui è un’affabile Bruce Banner), in realtà è un uomo molto riservato che compare molto raramente sulle pagine dei tabloid scandalistici. Dal grande fascino e bello da mozzare il fiato, Mark Ruffalo oltre ad essere un attore versatile, è anche un filantropo. Aperto a tutte le disparate cause umanitarie, l’attore sfrutta il suo inguaribile appeal per farsi portavoce delle bellezze del pianeta.
Come Ruffalo anche Martin Freeman è un attore dalle mille capacità. Conosciuto in tv per il ruolo ricoperto nella famosa serie Sherlock senza dimenticare Fargo, l’attore inglese si è fatto strada nel cinema grazie alla sua apparizione in Lo Hobbit. La trilogia prequel del Signore degli Anelli, ha trasformato in un vero divo il buon Martin Freeman che però, a quanto pare, nonostante tutto rimane saldamente con i piedi per terra assaporando il momento di notorietà. L’arrivo in Italia del poliedrico attore anglosassone fa ben sperare di poter intravedere presto o tardi anche Benedict Cumberbatch, grande amico di Freeman nonché compagno di set.
L’arrivo in Italia di Darren Criss, per il Giffoni Experience, è come la chiusura di un cerchio. Dopo i fasti degli anni precedenti, la sezione interna al Festival che viene chiamata Gleffoni, si conclude facendo conoscere al pubblico italiano uno degli attori più promettenti del momento. Darren Criss conosciuto appunto per essere apparso in Glee ma senza dimenticare il suo amore per Broadway, è il più amato dell’interno cast dello show televisivo. Il buon Darren che come Ruffalo ha appoggiato molte cause umanitarie, come i diritti degli omosessuali, è un attore a tutto tondo capace di far ridere ed emozionare allo stesso modo. Appena ventottenne ha un futuro radioso di fronte a se.
Orlando Bloom non avrebbe bisogno di presentazioni ma fa sicuramente un certo effetto vederlo dal vivo. Indimenticato nel Signore degli Anelli, amatissimo nella saga dei Pirati dei Caraibi, il sexy attore americano è una continua scoperta. Icona di moda e di stile, preferisce dedicarsi alla sua carriera d’attore piuttosto che alle serate cool e patinate. Grande intrattenitore, sorriso smagliante da eterno ragazzino, Orlando Bloom è la vera scommessa della cinematografia. Fra tutte queste stelle di classe e cultura è impossibile non menzionare Tom Felton. L’inglesino famoso in patria per essere stato il maghetto cattivo della saga di Harry Potter, arriva per la prima volta in territorio italiano. Dopo la grande accoglienza ricevuta da Alan Rickman (anche lui personaggio della saga cinematografica), Tom Felton corona il sogno di milioni di fan. Infatti come indice di gradimento, l’attore è quasi ai stessi livelli di Radcliffe. A Londra l’attore dai profondi occhi azzurri si è fatto le ossa nei teatri, ma in tv ha trovato la sua strada (ancora da super cattivo). Infatti nella serie Murder in The first lo scorso anno era il principale sospettato di una lunga scia di omicidi. Seppur orami il buon Felto ha perso il suo aspetto bambinesco, rimane il più promettente attore del moderno cinema. Pacato ma dal gran carisma, Tom Felton è la star più attesa del Giffoni Experience 2015.
Di Carlo Lanna per DailyMood.it
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Jane Austen, 250 anni di modernità: un’icona senza tempo su Arte.tv
Published
8 mesi agoon
16 Dicembre 2025By
DailyMood.it
A duecentocinquant’anni dalla nascita, Jane Austen non è solo una grande autrice dell’Ottocento: è una presenza viva, una voce che continua a dialogare con il presente e con il nostro modo di leggere l’amore, l’identità e l’indipendenza femminile. In occasione di questo anniversario simbolico, Arte.tv le dedica il documentario Jane Austen: Letteratura, appassionatamente!, diretto da André Schäfer, un ritratto che restituisce tutta la sorprendente attualità della sua scrittura.
In poco più di cinquanta minuti, il film attraversa la vita e l’eredità letteraria di una donna che ha cambiato per sempre il modo di raccontare le relazioni. Austen osservava il mondo con ironia affilata e intelligenza emotiva, trasformando salotti, convenzioni sociali e piccoli drammi quotidiani in un laboratorio narrativo modernissimo. Le sue protagoniste non sono mai figure decorative: sono donne che pensano, scelgono, sbagliano, resistono. Un gesto radicale, per l’epoca, e ancora oggi sorprendentemente attuale.
Il documentario mette in luce come Jane Austen sia stata, di fatto, una pioniera del romanzo “al femminile”, capace di raccontare l’esperienza delle donne senza idealizzazioni e senza moralismi. Pubblicando inizialmente in forma anonima, firmandosi semplicemente “By a Lady”, Austen ha costruito una narrativa in cui l’amore non è mai separato dalla dignità personale, e il lieto fine non coincide con la rinuncia a sé.
Da Orgoglio e pregiudizio a Ragione e sentimento, i suoi romanzi continuano ad accompagnare i primi incontri con la letteratura e a insegnare una lettura lucida delle dinamiche affettive. Personaggi come Elizabeth Bennet restano icone di un’idea di amore fondata sul confronto, sull’equilibrio e sulla libertà individuale, lontana tanto dal cinismo quanto dal romanticismo ingenuo.
Schäfer racconta anche l’eredità culturale di Austen: una scrittrice capace di attraversare i secoli, di ispirare cinema, televisione e pop culture, senza mai perdere la propria identità. Non è un caso che i suoi testi continuino a essere riletti, adattati e reinventati: perché parlano di desideri, contraddizioni e autodeterminazione con una sensibilità che sentiamo ancora nostra.
Jane Austen: Letteratura, appassionatamente! non è quindi solo un documentario celebrativo, ma un invito a riscoprire Austen come icona culturale e lifestyle, una scrittrice che ha saputo trasformare l’ordinario in eterno, e l’intimità in rivoluzione silenziosa.
Disponibile su Arte.tv fino al 13 marzo 2026, è una visione preziosa per chi ama la letteratura, ma anche per chi continua a cercare, nelle storie, uno specchio intelligente del presente.
Regia: André Schäfer
Anno: 2025
Produzione: Germania | Regno Unito
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Eventi TV
Festa del Cinema di Roma, Il Falsario: Pietro Castellitto è un artista del falso nel nuovo “romanzo criminale” Netflix
Published
10 mesi agoon
20 Ottobre 2025
“Dicono che quando muori la tua vita ti scorre tutta davanti. Io non ho visto un…” Inizia così, con la voce narrante di Pietro Castellitto, alias Toni della Duchessa, Il Falsario, il film di Stefano Lodovichi che è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, nella sezione Grand Public, e che vedremo su Netflix dal 23 gennaio. Toni racconta la storia da morto, come William Holden in Viale del tramonto. “Un prete, un operaio e un artista partono per Roma. Sembra una barzelletta. E invece stavamo per fare la storia”. È questo che ci racconta, entrando immediatamente in empatia con noi, Toni. E parte la musica: Iggy Pop, The Passenger. E capiamo immediatamente che siamo negli anni Settanta.
“Sei un ladro o un artista?” “Che differenza fa?” è il dialogo tra Donata (Giulia Michelini) e Toni (Pietro Castellitto), la gallerista e l’artista, che dà un po’ il senso a tutto il film. Quando Toni arriva in città nel suo bagaglio ha soltanto il talento per la pittura e il sogno di diventare un grande artista. Ma la sua fame di vita, il destino e forse anche la Storia lo porteranno a diventare il più grande di tutti i falsari, nonché una figura centrale nei misteri più fitti del nostro Paese.
Quella de Il Falsario è la Roma degli anni Settanta, delle barbe e dei capelli lunghi, dei giubbotti di pelle. È la ricostruzione storica, perfetta e molto accattivante, di Romanzo criminale. Non a caso alla produzione c’è Cattleya, che aveva dato vita al film e alla serie. È una formula conosciuta è sicura. È qualcosa che sa di già visto. Ma non si tratta di un difetto: non è un già visto che annoia e che troviamo ripetitivo, ma piuttosto il già visto rassicurante, che incanala un film in una categoria precisa e immediatamente riconoscibile. Ed è giusto così. Un committente come Netflix deve andare sul sicuro, deve poter dare al pubblico, italiano ma anche internazionale, un prodotto che possa facilmente capire e adottare. Il falsario è crime ed è period drama, è un gangster movie senza esserlo, è avventuroso e romantico. È un film che, fino a qualche anno fa, sarebbe andato in sala e avrebbe avuto un buon successo. Se Netflix ha deciso di produrlo e destinarlo alla piattaforma avrà sicuramente fatto i suoi calcoli. E, probabilmente, saranno esatti.
La differenza tra il nostro Toni e gli (anti)eroi di tanti crime all’italiana è che lui è un criminale per caso, un uomo che si trova a delinquere e a passare attraverso i lati più oscuri della Storia dell’illegalità italiana suo malgrado, quasi senza rendersene conto. Un po’ un Forrest Gump della malavita. Sembra quasi che non possa farne a meno. Ha un grande talento nelle mani, capaci di dipingere, scrivere e riprodurre qualsiasi cosa, ma non ha la visione e il genio di un artista, non ne ha le idee. È bravissimo solo quando riesce a copiare. E finisce per fare quello. E così, alla fine, finisce per copiare le vite degli altri, quelle dei banditi che si trova intorno.
Proprio come faceva Romanzo criminale, la storia di Toni finisce per incrociarsi con la Storia d’Italia: gli anni di piombo, le Brigate Rosse, le stragi nere, il sequestro Moro, l’assassinio di Impastato. E così, continuando a guardare il film, si rimane affascinati, perché oltre a conoscere la vita particolare di Toni, si ripercorre quella italiana.
Il Falsario è un film di attori. Pietro Castellitto ha il physique du rôle di un artista prestato al crimine che criminale non lo è mai fino in fondo. Come bandito, Toni va avanti fino a un certo punto, ma è inadeguato, improbabile, non credibile. E Castellitto rappresenta bene questo suo essere “alieno” in un ambiente di cui prova a fare parte. Ma sono interessanti molti altri personaggi. Don Vittorio svela un Andrea Arcangeli inedito, pacioso e pulito (ma fino a un certo punto, vedrete…) e in continuo imbarazzo verso tutto quello che fa. Pierluigi Gigante si dimostra ancora una volta versatile, passando agli antipodi dell’arco costituzionale, diventando un terrorista delle BR dopo essere stato un celerino in ACAB: per farlo bisogna essere degli ottimi attori. E in questo eccelle Claudio Santamaria, nei panni del “Sarto”, misterioso uomo onnisciente e onnipotente, probabilmente parte dei servizi segreti, che manipola tutti senza rischiare mai in prima persona. E poi ci sono le donne: una Giulia Michelini mai così luminosa e sexy, una vera sorpresa, e una Aurora Giovinazzo che, seppur in poche sequenze, riesca a illuminare ulteriormente il film.
Il Falsario, allora, è un film furbo, molto furbo, perché prende una bella storia e la veicola attraverso codici narrativi noti ervizi segreti, che manipola tutti dall’ collaudati presso il pubblico. Ma il know-how di chi ha già fatto operazioni di questo tipo la rende un’opera riuscita ed estremamente piacevole. Il fatto che si muova dentro binari già codificati non vuol dire che non possa avere momenti imprevedibili, su tutti il finale a sorpresa. Ma anche alcuni momenti musicali, come Senza fine di Gino Paoli montata su una partita di calcio che sembra presa dal cinema di Salvatores o Il mondo di Jimmy Fontana sull’ultima scena o, ancora, una rapina girata sulle note di Let’s Stick Together di Bryan Ferry. E ancora, l’evoluzione di Don Vittorio, la sua vanità, tenuta nascosta per gran parte del film e giocata a sorpresa come carta vincente e risolutiva. Per arrivare al messaggio del film, che è uno degli interrogativi chiave dei nostri tempi. “Per arrivare dove vuoi arrivare, cosa sei disposto a fare?”
di Maurizio Ermisino per DailyMood.it
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- Il Falsario. (L to R) Edoardo Pesce as Balbo, Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
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- Il Falsario. (L to R) Andrea Arcangeli as Vittorio, Pietro Castellitto as Toni, Pierluigi Gigante as Fabione in Il Falsario. Cr. Lucia Iuorio/Netflix © 2025
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Eventi TV
La storia di Gucci in streaming su Arte.tv
Published
12 mesi agoon
9 Settembre 2025By
DailyMood.it
In occasione della Milano Fashion Week 2025, la piattaforma propone un documentario che ripercorre l’ascesa, le rivoluzioni e i segreti del brand italiano
Arte.tv, la principale piattaforma europea gratuita di streaming dedicata alla cultura, propone in vista della settimana della moda milanese “Lusso, passione e dramma”, un documentario che ripercorre la saga della maison Gucci, il marchio che ha costruito un impero del lusso fondato su pelletteria, identità solida e creatività senza freni.
Per la regia di Olivier Nicklaus, questo lungometraggio racconta l’evoluzione del marchio e come ha saputo resistere a ogni tempesta, partendo dalla fondazione a Firenze nel 1921 come piccola bottega di valigie, fino a raggiungere una clientela internazionale e raffinata, conquistando città come Hollywood, ribattezzando una borsa in onore di Jackie Kennedy e lanciando il suo prêt-à-porter.
L’evoluzione arriva grazie a Domenico De Sole e Tom Ford, rispettivamente CEO del Gruppo Gucci e Direttore Creativo. I due decidono di puntare su una nuova fascia di pubblico, si lasciano alle spalle l’immagine di una borghesia austera per abbracciare una sensualità glamour: il cosiddetto porno chic. Una mossa audace, che porterà il brand a entrare nell’era della finanza dominante, fatta di direttori creativi geniali ma sacrificabili, a partire dallo stesso Ford, licenziato nel 2004.
Con il passare degli anni il marchio si evolve, e con esso i direttori creativi che si alternano in un susseguirsi di visioni e stili differenti, come Alessandro Michele che nel 2015 con le sue silhouette gender fluid, riesce a riportare il marchio al vertice, fino a essere allontanato nel 2022. Nel 2025, Sabato De Sarno lascia il posto a Demna Gvasalia, ex Balenciaga, chiamato ora a reinventare il mito Gucci. Con il contributo di icone della moda come Carine Roitfeld, Salomé Dudemaine o Sara Gay Forden (House of Gucci), Olivier Nicklaus (già noto per il documentario Fashion!) ripercorre con ritmo e precisione la storia della maison, dagli esordi fiorentini al più recente valzer di creativi.
Il documentario è disponibile fino al 27/09/2025 sulla piattaforma arte.tv/it.
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Lederhandwerk erhoben zum Luxuserzeugnis: historische Aufnahme aus einer Gucci-Boutique © Atelier des Archives Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Hochzeit von Maurizio Gucci und Patrizia Reggiani im Jahr 1972 © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Gucci-Kreativdirektor Alessandro Michele (li.), Sängerin Lana Del Rey (Mi.) und Schauspieler Jared Leto (re.) in Gucci-Roben bei der New Yorker Met-Gala 2018 zur Eröffnung der Ausstellung Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination © Getty Images Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Die Marke Gucci, Inbegriff des italienischen Dolce Vita der 50er Jahre, eroberte zunächst die USA und dann die ganze Welt. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Maurizio Gucci (li.) und Patrizia Reggiani (re.) bei der Erstkommunion ihrer Töchter Allegra (2.v.l.) und Alessandra (2.v.r.) © BEST IMAGE Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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- Zur ARTE-Sendung Gucci Luxus, Lust & Drama Mit ihren einzigartigen Merkmalen wie dem handgekrümmten Bambusgriff und -verschluss verkörpert die Gucci Bamboo 1947 den charakteristischen Stil und die handwerkliche Exzellenz des Hauses. © Incognita Doc Foto: ARTE Honorarfreie Verwendung nur im Zusammenhang mit genannter Sendung und bei folgender Nennung “Bild: Sendeanstalt/Copyright”. Andere Verwendungen nur nach vorheriger Absprache: ARTE-Bildredaktion, Silke Wölk Tel.: +33 3 90 14 22 25, E-Mail: bildredaktion@arte.tv
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