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Style & Luxury

L’importanza del tempo. Il cinema si veste di classe

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Pedro Almodovar - Lumiere

Girard Perregaux celebra Pedro Almodovar al Lumiere Award 2014

La manifattura di Alta Orologeria Girard-Perregaux, partner del Lumière Film Festival di Lione per il secondo anno di seguito, ha reso onore all’iconico regista Pedro Almodovar, vincitore del Premio Lumière 2014. Il Premio Lumière è stato istituito per celebrare filmmaker di rilievo proprio a Lione, la città dove fu inventato il cinema grazie ai fratelli Louis e Auguste Lumière, e dove fu girato il loro primo film, Workers Leaving the Factory del 1895. Dopo aver premiato Clint Eastwood, Milos Forman, Gérard Depardieu, Ken Loach e Quentin Tarantino, ora è la volta di Pedro Almodóvar che riceve il premio grazie alla sua lunga e cospicua carriera, per un cinema appassionato ed appassionante, e per l’audace vitalità che apporta sullo schermo. Vincitore di diversi premi Oscar e Palme d’Oro, Pedro Almodóvar ha iniziato la propria carriera all’inizio degli anni ‘80 e da allora ha diretto ben 19 film.

Durante la cerimonia di premiazione, Girard-Perregaux ha reso onore a Pedro Almodóvar offrendogli un Girard-Perregaux Vintage 1945, volendo così sottolineare il ruolo cruciale che il tempo gioca nei suoi film, trasformando continuamente i suoi personaggi, i loro desideri e la loro natura.

Attraverso questa partnership, Girard-Perregaux sostiene l’Istituto Lumière nella propria missione di conservare e promuovere il patrimonio cinematografico. Il Marchio conferma così il proprio desiderio di sostenere in modo attivo l’arte del cinema. Alla fine del 2012, Girard-Perregaux ha annunciato il proprio ruolo di Timekeeper Esclusivo e Socio Fondatore del nuovo Academy Museum of Motion Pictures, che avrà sede a Los Angeles ed aprirà nel 2017. 

Modello Girard Perregaux Vintage 1945: http://www.girard-perregaux.com/collection/collection-details-en.aspx?type=1&id=286

Per Info: http://www.girard-perregaux.com/

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Fashion News

LOÏS – Buon Compleanno Lady Oscar

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Lady Oscar compie 40 anni: LOÏS rende omaggio all’eroina che ha stravolto il mondo dei cartoon, con la sua collezione Marie Antoniette

Era il 1979 quando per la prima volta comparve sugli schermi giapponesi la folta chioma bionda di Oscar François de Jarjayes, più semplicemente ‘Lady Oscar’. Da quel giorno le sue vicende, gli amori, gli intrighi e le battaglie che hanno interessato la reggia di Versailles negli anni subito precedenti alla Rivoluzione francese hanno fatto il giro del mondo, arrivando nel 1982 anche in Italia. Nata donna ma cresciuta dal padre come un uomo, Oscar è stato un personaggio d’avanguardia, destinato a rimanere nella storia dei cartoni animati. Si è fatto amare da subito per la sua forza e la sua indipendenza, distinguendosi dall’immagine femminile stereotipata offerta dai cartoon del tempo, anche per la sua sessualità non ben definita.

LOÏS ne omaggia i costumi e la moda con le sue creazioni sartoriali.

La sua musa è un’ambigua figura dura e carismatica racchiude in sé una personalità maschile e femminile al tempo stesso, che strega ed incanta. Un gioco di opposti per trasmettere un messaggio , per darsi un tono, per mostrare le unghie, per sfidare e, ovviamente, per sedurre. Proprio come Lady Oscar, eroina immortale.

INSTAGRAM @loisminimal
FACEBOOK @loisminimaldesign

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Collezioni Donna

Chanel SS 2020 Ready-To-Wear Collection

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A youthful breeze of liberty blows across the rooftops of Paris. Or more precisely those installed in the nave of the Grand Palais for the CHANEL Spring-Summer 2020 Ready-to-Wear show. Roofs so typical of the fashion capital and the rue Cambon with their zinc surfaces, walkways, chimney pots and windows opening onto the sky.

The roofs of Paris remind me of the atmosphere of the Nouvelle Vague. I saw silhouettes walking on the roofs. I thought about Kristen Stewart playing Jean Seberg and all the actresses Gabrielle Chanel dressed at that time,” says Virginie Viard, Artistic Director of the Fashion collections.

Today, the ethereal allure is dancing. Accessorised with sandals that come with jewelled or strass-embellished straps or are flat and two-tone, and occasionally little hats, the silhouette is fluid and light. The materials are supple and hinder no movements. For both day and night, the collection plays with the simplicity and balance of volume. Jackets with flounced collars and cuffs and short skirts reinterpret the tweed suit. Capri pants and denim jackets with ruffles also join the dance. Very pure little white coats finished with braid, are worn with voluminous skirts and tops in black and white tweed. The straight-cut masculine tweed jacket is revisited, transformed into playsuits, jumpsuits or a little dress with a flared skirt. Long coats come in tweed or wool crêpe while a striped top and a carelessly knotted shirt add masculine-feminine accents.

Satin, silk faille and taffetas carry the short, wraparound or asymmetric skirts, always worn high on the waist: petticoated, or not, with organza, they move with an unimpeded freedom. Their charm is enhanced with ruffled tops and delicate pleated blouses with balloon sleeves embellished with little bows or raffia and organza petals.
In their transparency, the fabrics reveal the breathtaking work of the ateliers required for the construction of the dresses and their handkerchief hems. Tiers of printed chiffon, organza, feathers and raffia fringes structure the delicate tops and long skirts. Embroidered around the collar with sequins in matte red like a lipstick, dresses in anthracite chiffon are printed with Parisian facades. Their flat pleats seem ready to float away with beautiful amplitude. A series of skirts, jackets and a long dress pass by in silk twill printed in the tonalities of dusk, with braids and trimmings in two-tone grosgrain.

Stripes, checks, vibrant block colours – red, orange, pink, blue – illuminate the collection and the emblematic black and white of the House. The prints are in unison: on one ultra-graphic version, the letters of CHANEL haphazardly stand out from the roofs.

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In a large version, the CHANEL 19 bag comes swathed in printed silk twill, while the 11.12 bag is back in tweed to match its suit. Zip-up bags in leather or tweed are reminiscent of schoolgirls’ pencil cases: the CHANEL signature appears handwritten in chain interlaced with

leather. The flap bag is refreshed with a wrist bracelet or a braid in two-tone grosgrain ribbon. Others have a more precious note: beads set with chains or sequinned embroideries with floral motifs. Gently, a ruffle is laid here on a strap or there on the flap of a half-moon clutch. Ever present, couture jewellery is worn in accumulation: pearl sautoirs and brooches, necklaces in coloured crystal or punctuated with strass-covered balls and cuff bracelets signed CHANEL PARIS.

Feminine, urban, in motion, never the same and yet always identifiable, the silhouette of CHANEL’s Spring-Summer 2020 Ready-to-Wear collection has the nonchalant grace of a cinematographic heroine. Inspiring, contemporary, eternal.
The CHANEL Spring-Summer 2020 Ready-to-Wear show created by Virginie Viard was applauded by the CHANEL ambassadors Caroline de Maigret, Alma Jodorowsky, Soo Joo Park, Nana Komatsu and Jennie Kim, as well as singers Sting, Cardi B, Angèle, Ace Tee and Yuna, the musician Orelsan, the actresses Isabelle Adjani and Xin Zhi Lei and finally the choreographer and dancer Blanca Li.

#CHANELSpringSummer

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Fashion News

L’universale eleganza della collezione ‘Stardust’ di Fabiana Gabellini

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Nel contesto creativo della mostra STARS, dalla Street Art alla Space Art, a Palazzo Velli Expo, si è svolto il prestigioso evento SpaziAmo, presentato dalla giornalista Barbara Castellani con la direzione artistica di Michele Spanò.

Una serata speciale durante la quale Fabiana Gabellini, ben nota per essere legata al mondo dell’Arte, ha presentato l’esclusiva collezione couture di abiti da sera ‘Stardust’ dimostrando che esattamente come l’universo è infinito anche le possibilità della moda di stupirci sono immense. Sulla passerella dello storico palazzo romano, gli ospiti hanno ammirato abiti sartoriali che, come in un sogno, ci conducono oltre i confini del tempo e dello spazio per un’esperienza fatta di glamour ed eleganza. Tessuti pregiati ed estro creativo, con lo sguardo proiettato verso l’immensità dell’universo, è questa la sintesi della collezione couture ‘Stardust’ di Fabiana Gabellini. Abiti come sculture, stoffe e ricami come dipinti: tutto concorre a ricreare, nelle sale della mostra, una passeggiata artistica di creazioni in tonalità scure come un cielo notturno, illuminate da Swarovski, strass, paillettes che evocano stelle e corpi celesti.

La bellissima attrice italiana Antonella Salvucci, ben nota ad Hollywood, è stata la testimonial d’eccezione per Fabiana Gabellini, interpretando, in passerella, una delle sue stupende creazioni.

Subito dopo la sfilata, l’importante attrice e conduttrice televisiva (@antonellasalvucci) ci ha rilasciato un’esclusiva intervista:

Antonella, hai iniziato la tua carriera come fotomodella e sei poi divenuta attrice, raccontaci il tuo percorso professionale

Era sempre radicata in me l’idea di potermi esprimere a 360 gradi non solo come immagine ma con corpo e anima in base anche ad una mia particolare capacità empatica di esprimere emozioni. Essere modella ha aiutato molto il mio percorso professionale per prendere familiarità con la fotocamera che da obiettivo fotografico da lì a breve si sarebbe trasformata in macchina da presa ed anche sul set o sul palco di un teatro ti da più sicurezza in scena aver confidenza con il tuo corpo, saperlo valorizzare e avere la giusta postura scenica. Non mi bastava essere solo un bel involucro e con tanti sacrifici, tanta dedizione e studi di recitazione, soprattutto nella mecca del cinema a Los Angeles confrontandomi con acting coach internazionali ed attori provenienti da tutto il mondo, è stato un percorso di crescita importante grazie al quale sono riuscita ad ottenere i permessi come attrice in America ed ho iniziato a lavorare sui primi progetti anche negli Stati Uniti.

Sei molto nota ad Hollywood, hai recitato anche in un famoso film di Paolo Sorrentino, come hai vissuto queste esperienze così importanti?

Sono tutte perle di un percorso fatto di estrema passione, determinazione e la mia innata positività, non sempre le cose vanno fluide ma molto si basa sulla capacità di trasformarle in sfide per migliorare. Sorrentino mi ha voluta per l’interpretazione di un ruolo ne “L’Amico di Famiglia”, un giovane talento che già si preannunciava un Maestro a livello mondiale e poi sono grata a molti registi che hanno creduto in me: da Aurelio Grimaldi a Pupi Avati a Lamberto Bava e Lina Wertmuller che ha un suo modo semplice ed efficace di dirigerti e sono così felice che ci sarà, tra poco, la sua consacrazione artistica con un Oscar alla Carriera .”

E’ vero che negli Stati Uniti hanno una percezione del cinema totalmente differente rispetto a quello italiano?

Ho avuto la fortuna di girare in America una serie tv, “Shelter”, ed è stato un impegno non da poco, ora capisco il significato di quelli che vengono comunemente definiti come “tagli americani”: girare le scene da più angolazioni per rendere ancora più dinamica ogni scena, sono molto esigenti e bisogna sempre dare più del dovuto ma è un enorme piacere, per me, constatare, ogni volta, quanto loro amino il nostro cinema, i nostri autori ed il nostro stile che li ha ispirati fin dai tempi di Fellini, Rossellini ed altri famosi registi italiani.”

La moda così come il cinema sono due forme d’arte, stasera hai sfilato per Fabiana Gabellini nel contesto di una mostra, ci sono secondo te dei punti che accomunano questi due mondi?

Certamente la moda e il cinema sono due mondi mai paralleli ma che si intersecano e si influenzano a vicenda, non potrebbero vivere l’uno senza l’altro. Se pensiamo in quanti film, del passato o anche recenti, un outfit, un particolare costume di scena ha reso memorabile il personaggio lasciandolo indelebile nel tempo. Sono onorata di essere la testimonial di Fabiana Gabellini perché il suo stile è davvero autentico, elegante ma senza ostentazioni, per una donna moderna, vera ed al passo con i tempi.

Qual è lo stile che più rappresenta la tua personalità?

Io ho una personalità fortemente vivace, adoro uno stile un po’ rock ma sempre basato su un concetto di eleganza originale e mai scontata, classe e grinta che si intrecciano in un mix esplosivo.”

L’iniziativa, così come la collezione ‘Stardust’ creata appositamente per l’occasione da Fabiana Gabellini, è una dichiarazione d’amore all’Universo, per sentirci tutti più responsabili con le nostre azioni e parte di un qualcosa di più grande; un modo ed una possibilità di comunicare importanti messaggi culturali, ambientali e scientifici veicolandoli al grosso pubblico attraverso la bellezza di una mostra e di una collezione couture di estrema raffinatezza, per una serata mondana e glamour tra arte, scienza e moda.

www.fabianagabellini.com

Credits: Ph. ©Daniele Cama Photo

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