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Style & Luxury

Alta gioielleria: nuove creazioni in legno d’acacia maculato, il materiale portafortuna caro alla prestigiosa Maison e riscoperto come un autentico tesoro

DailyMood.it

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04 novembre 2012

Raro, naturale e prezioso, il bois d’amourette (legno d’acacia maculato) decora le creazioni di Van Cleef & Arpels dall’inizio del XX secolo. Apprezzato per il suo rivestimento maculato, dai riflessi rossi, veicola elegantemente uno dei simboli di buona sorte a cui la Maison è molto legata. “Tocchiamo legno”, consigliano le pubblicità Van Cleef & Arpels fin dal 1910.

Oggi la Maison esalta questo materiale portafortuna grazie ad una felice scoperta. Infatti, negli anfratti del 22 di Place Vendôme, indirizzo storico del celebre gioielliere parigino, riposava un tesoro insospettato: tavole di bois d’amourette acquistate più di venticinque anni fa dal nipote di Estelle Arpels, Jacques Arpels.

Da sempre sensibile alle numerose manifestazioni del destino, la Maison decide di offrire una nuova vita a queste tavole preziose attraverso un’edizione limitata d’eccezione.

Cinque modelli Alhambra Vintage numerati e creati per l’occasione: sautoir, collier, orecchini, bracciali e un pendente impreziosito da un diamante al centro. L’oro rosa e il bois d’amourette si dividono la scena, andando ad impreziosire insieme i noti motivi trilobati simbolo di fortuna, salute, amore e felicità.

                                Info: www.vancleefarpels.com

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MFW SS 2019

MFW – Max Mara SS2019

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Per la Primavera Estate 2019 Max Mara rielabora i classici: i racconti epici, i miti e le leggende che gettano luce sull’eterna esperienza umana. Le storie sono immutabili, ma ogni epoca ne trae le proprie lezioni.
È recente la rilettura dell’antologia classica da una prospettiva femminile. Quella di Emily Wilson è la prima traduzione dell’Odissea scritta da una donna, con il risultato di porre questa storia familiare in una luce completamente nuova.
Il canto di Penelope di Margaret Atwood racconta il lato pragmatico, intelligente e longanime della figura di Penelope .
La Circe di Madeline Miller rappresenta la famigerata maga come una donna forte e brillante, che ha osato conoscere la propria mente.
Anfitrite era la pronipote di Gea e la regina di tutti gli oceani. Prima che Poseidone arrivasse e la mettesse in secondo piano. Ora, dopo un’eternità nell’oscurità, Max Mara rimette Anfitrite sul trono che le spetta.
Anche Max Mara si immerge nel proprio mito. Anne-Marie Beretta era la stilista del brand negli anni ’80; anche lei era profondamente affascinata dal potente simbolismo del mondo classico. Dall’Archivio di Max Mara riemerge una silhouette dalla spalle importanti, drappeggi asimmetrici, bottoni automatici e dettagli funzionali. Il tutto reinterpretato per tessere la trama di un nuovo racconto contemporaneo. Impermeabili in tessuti cerati, perfetti nella forma e nella funzionalità, sono pronti ad affrontare il mare e sono disegnati per far fronte a qualsiasi intemperia meteorologica Gaia decida di scagliare. Dal meraviglioso mondo sottomarino di Anfitrite emergono volants sinuosi come esotiche forme di vita marina che delineano le costruzioni boxy di giacche e caban.
Nei toni mediterranei dell’oliva, dell’ocra, del bianco puro e del blu intenso, Max Mara immagina una moderna Amazzone, orgogliosa, fiera e valorosa. Con la sua borsa cross body Atalanta , la sua camicia monospalla, la gonna annodata in vita e gli occhiali da sole Briseis ha tutto quello che le serve per affrontare un’avventura: che si tratti di deserti infuocati, di oceani burrascosi, di una caccia ad un mostro marino policefalo o del tragitto sotto la pioggia verso l’ufficio.

Tra le modelle che hanno sfilato questa mattina:

Gigi Hadid
Kaia Gerber
Joan Smalls
Vittoria Ceretti
Cara Taylor
Halima Aden
Irina Shayk
Birgit Kos
Karen Elson

Make up: TOM PECHEUX and the MAC PRO team
Hair: SAM MCKNIGHT at Premier using Hair by Sam Mcknight
Music: JOHNNY DYNELL

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MFW SS 2019

MFW – N°21 Collezione donna SS 2019 Essenziale

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Ripulire. Partire dal tessuto. E dal design. Costruire messaggi chiari, leggibili, decisi. Ridurre all’essenziale per essere incisivi. Evitare le sovrapposizioni per rendere chiara l’idea. Attitudine adulta, non svagata, precisa. Originalità. La collezione N21 Spring/Summer 2019 parte dalla declinazione dei tessuti della Couture per descrivere attitudini casual con linee, volumi e forme disegnate. Mai casuali.

ALESSANDRO DELL’ACQUA «Il mio approccio a questa collezione parte dalla voglia di riportare il design nella moda per ottenere un risultato più originale e meno omologante. I tessuti solitamente utilizzati nell’alta moda mi sono serviti per rendere più consapevoli i trattamenti tecnici, dallo chiffon vetrificato all’eco struzzo lucidato, come l’esercizio sulla struttura scarnificata mi è servita per disegnare abiti con forme più nette. Credo nella prevalenza dell’originalità del progetto e nella riscoperta del dettaglio che distingue l’oggetto. In questo senso, gli abiti della collezione raccontano le evoluzioni delle mie idee sulla moda» dice il direttore creativo di N21.

SCARNIFICARE
Arriva da una tecnica sartoriale l’effetto della scarnificazione dell’abito che si ritrova in uno scheletro di piume che si sovrappone come un soprabito ai tubini sottili e alle gonne monocrome completate da top in chiffon vetrificato. Ma anche nelle canotte e negli abiti sottoveste costruiti con triangoli di paillettes legati da una sottile catena di filo e sovrapposti alle T-shirt e ai fourreaux coprenti.

NUDO
È un colore ma è anche un effetto. È il «color carne» di maglie leggerissime in nylon con fasce nere sul seno e di un tailleur in multiprene. Ma è anche l’apertura posteriore di un caban che copre una gonna, ed è l’oblò che si apre sulle spalle di una maglia sottile. E ancora, è l’effetto sensuale degli abiti scarnificati come quello di tutti i capi che improvvisano parti di nudità inaspettatamente erotiche.

SEMPLICITÀ
Linee e volumi semplici, diritti, di abiti in duchesse, in faille, in tinta unita o in tie & dye, che si complicano soltanto grazie a un grande fiocco sulla parte posteriore o attraverso drappeggi appiattiti ma in grado di creare movimenti asimmetrici sullo stesso abito.

MATERIALI
Uso inedito di tessuti e nuove fibre. Il multiprene, solitamente utilizzato per le coppe dei reggiseni, diventa gonne e tailleur. Il filo di nylon compone la maglieria. Il faille dà vita agli abiti da sera e agli anorak sportivi, la duchesse serve anche per costruire gonne cortissime e l’organza si trasforma ovviamente in abiti ma anche in borse ricoperte di piume. Lo chiffon è vetrificato mentre l’eco struzzo è spalmato e lucidato.

ACCESSORI
Nasce «Angela», la borsa in multiprene che si regge con tre lunghe catene in ottone dorato e si chiude con una fibbia delicata. È la capofila di zaini e di shopping bag in organza e piume, di sandali con strisce di raso che si stringono in fiocchi sospesi, di sandali con cinturino in lattice e altri adorabilmente preziosi il cui effetto nudo viene interrotto semplicemente da una fascetta in strass. Tutti con il tacco alto. E sempre abbinati ai colori degli abiti.

COLORI
La sintesi del color block. Si parte dall’assoluto nero. E poi: nude, rosa, corallo, fucsia, rosso scuro, verde acido. Sempre in solitaria, mai mescolati. Sempre decisi.

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MFW SS 2019

MFW – Alberta Ferretti SS 2019 Evasioni innocenti e contemporanee

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Innocente, ingenua, baciata dal sole. Nella freschezza di una vita all’aria aperta che spinge verso le avventure della quotidianità. La collezione Alberta Ferretti Spring-Summer 2019 è una messa a punto intensa, delicata e naturale di un’estetica femminile contemporanea attraverso un racconto della complessità delle donne che si muovono tra i ritmi sostenuti della società quotidiana.
«In questa collezione ho voluto raccogliere una nuova attitudine femminile che spinge le donne a dichiarare una personalità decisa ma con il linguaggio dell’ingenuità, della delicatezza, della pacatezza e del sogno. Ho potuto costruire così un viaggio che descrive avventure fisiche con un viaggio interiore. Quello che porta alla riflessione e alla gioia di vivere e che spinge le donne sempre più verso una comprensione di sé e del mondo» dice Alberta Ferretti.

Una nuova silhouette costruita con volumi fluttuanti e forme che lasciano libero il corpo, nuovi colori cha passano dai pastelli del rosa, del celeste e del verde e che culminano nella completezza dei colori del deserto, lavorazioni in plissé soleil che ampliano i significati di abiti lunghi e di tuniche corte, la ricerca di perfezione che è insita nell’artigianalità del ricamo a crochet su abiti in chiffon come nel pizzo San Gallo degli abiti e delle tute corte in popeline, i pantaloni dall’aspetto utilitary ridisegnati per descrivere forme inaspettate, le giacche e i giubbotti con multi-tasche staccabili portano la collezione a descrivere un day wear dinamico che si stacca dal consueto street wear grazie alla forza e all’elaborazione del design e sorregge anche l’esigenza del work wear stemperato negli effetti romantici di un glamour rilassato e naturale.

Un sapiente uso dei rimandi iconografici del marchio e un’elaborazione concettualmente contemporanea della sensibilità femminile spingono la collezione verso gli capi lunghi costruiti come sahariane ma con l’effetto parachute. Come le linee decise sovrappongono il loro immaginario a quello degli abiti sottoveste in satin ricamati a crochet o con inserti di chiffon, delle camicie ampie in chiffon ricamato a crochet o in San Gallo.
In questa descrizione di mondi che si sovrappongono alla ricerca di una coerenza quotidiana entrano con prepotenza gli accessori: grandi zaini in rafia a crochet si abbinano a sandali bassi di nastri intrecciati.

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